Viaggio verso la civiltà dei diritti umani, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

Intervento del Presidente Nazionale al FAND DAY

Buongiorno a tutti,
benvenuti al FAND DAY, vi porto il saluto dei ciechi e degli ipovedenti italiani, di quelli che sono qui presenti in sala venuti da ogni parte d'Italia e di quelli che ci ascoltano attraverso la rete internet.
 Ho deciso di rinunciare a parlare dei problemi dei ciechi e degli ipovedenti per dare spazio alla presentazione di un ordine del giorno relativo all'I.S.E.E., l'indice della situazione economica equivalente, sicuramente di interesse più generale. Lo faccio nella mia veste di Presidente onorario della FAND e ringrazio i colleghi che me lo hanno consentito.
L'ordine del giorno contiene le varie tappe del processo che ha portato alla stesura definitiva del Decreto; processo che ha visto coinvolte tutte le associazioni di disabili e le altre parti sociali, in un confronto serrato con il Governo che aveva impostato l'articolo 5 della "Legge di Stabilità" con l'unico obiettivo di effettuare dei forti risparmi sulla spesa pubblica.
Non passerò in rassegna le varie tappe di questo processo, mi limiterò a dire dove abbiamo vinto e dove abbiamo perso. Abbiamo vinto quando siamo riusciti ad ottenere che l'indennità di accompagnamento, così genericamente detta, non fosse assoggettata al reddito né individuale, né familiare: è stata una grande vittoria nella quale eravamo in pochi a credere. Abbiamo perso quando non siamo riusciti ad evitare che dette indennità e tutte le altre prestazioni economiche a qualsiasi titolo erogate, facessero parte del reddito che doveva determinare il diritto a ricevere le prestazioni dei servizi. Abbiamo perso quando non abbiamo ottenuto il raddoppio delle franchigie pensate per compensare i disagi prodotti dalla disabilità.
L'ordine del giorno in parola invita il Governo a non presentare il Decreto sull'I.S.E.E. o in subordine a presentarlo accogliendo le richieste dei disabili sopracitate.
Fin qui il contenuto dell'ordine del giorno, ora vorrei spendere qualche parola sulla strategia da adottare per farlo accogliere. La Fand deve decidere se intestarsi in esclusiva questa battaglia o chiedere il coinvolgimento di tutte le organizzazioni che hanno partecipato alla stesura del Decreto che, dopo aver superato gli scogli del Consiglio dei Ministri, delle Commissioni competenti, delle due Camere, del Consiglio di Stato, si è arenato nelle secche della Conferenza delle Regioni e, per fortuna, il Governo uscente non è riuscito a ripresentarlo a fine Legislatura. L'alternativa, dunque, è tra una battaglia solitaria o in compagnia di altri soggetti sociali.
Personalmente propendo per la seconda ipotesi: ritengo che sia finito il tempo per le battaglie solitarie e che di fronte alla crisi finanziaria, economica, sociale, morale, politica e culturale che attraversa l'intero pianeta, sia necessario unire le forze per ricacciare indietro tutti i tentativi in atto, anche nel nostro Paese, di esclusione sociale.
Due esempi per tutti: la feroce campagna contro i falsi invalidi e la cancellazione dalle ultime leggi finanziarie, pressoché totale, di tutti i capitoli relativi al sociale, con grave pregiudizio dell'accesso all'istruzione, alla formazione professionale, all'impiego, alla riabilitazione, alla prevenzione, all'informazione, alla cultura, ai beni culturali, al tempo libero. Lo stato sociale ormai è solo un ricordo. Non è questa la sede per un'analisi, ma è innegabile che l'inversione di tendenza sia dovuta al progressivo affermarsi del capitalismo, in America con Reagan e in Inghilterra con la Thatcher. Il massimo degli effetti negativi del capitalismo si verifica con l'avvento della globalizzazione che celebra il capitalismo finanziario più selvaggio, con la deificazione del denaro per il denaro, il potere per il potere, il successo per il successo. Un complesso di valori che sono agli antipodi della cultura e della civiltà mediterranea che affonda le sue radici nel Cristianesimo ed ha il suo fondamento nel principio di solidarietà.
È il tempo delle multinazionali senza scrupolo, dei signori della finanza che spostano i loro capitali nei paradisi fiscali e si fanno scudo delle organizzazioni sociali per mascherare i loro trucchi, i loro imbrogli, volti a bypassare le leggi dello Stato. Il trionfo della finanza in economia ha prodotto devastanti effetti negli equilibri sociali: il 10% della popolazione possiede il 90% della ricchezza mondiale, là dove prima esisteva un solco profondo tra ricchi e poveri, ora è stato scavato un vero e proprio abisso, con grande pregiudizio dei più deboli e fra i più deboli i disabili.
Di fronte ad un tale stato di fatto non possiamo rimanere inerti, neutrali, dobbiamo innalzare la bandiera della resistenza e batterci per una diversa visione della vita che rovesci la scala dei valori esistenti e ponga l'uomo con la sua dignità al centro dell'impegno sociale.
Dobbiamo utilizzare l'arma dei diritti umani, dobbiamo rivendicare il diritto ad avere i diritti, come sostiene Stefano Rodotà nel suo ultimo libro. Diritti che sono largamente presenti nella Costituzione del nostro Paese, si pensi al principio della solidarietà dell'articolo 2, al principio di uguaglianza dell'articolo 3, al principio di assistenza dell'articolo 38, principio che ritroviamo nella Carta di Nizza del 2000 sui Diritti fondamentali dell'uomo e ancora più presenti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
È tempo di dire basta al primato dell'economia e batterci per il ripristino di quello della politica, della buona politica, perché la cattiva politica produce l'antipolitica e l'antipolitica il populismo che, incapace di spiegare i fenomeni sociali, si affida all'azione dell'uomo della provvidenza; noi dobbiamo batterci per un altro tipo di Stato, dobbiamo batterci per un pluralismo democratico, per la sovranità popolare, per la cittadinanza piena, per la partecipazione attiva dei cittadini: dobbiamo compiere una vera e propria rivoluzione copernicana.
Per compiere il miracolo di questo obiettivo, dobbiamo creare una forte alleanza fra tutti coloro che credono nei diritti umani, nel diritto di avere i diritti, e siamo tanti: il mondo della disabilità, le loro famiglie, il mondo del volontariato, il Terzo Settore, i disoccupati, i poveri; siamo davvero tanti, un fiume di energie che se correttamente incanalato può accendere più di una speranza.
Speranza che affidiamo al Vice Ministro Cecilia Guerra che per professione, cultura e scelta politica può sostenerci nel viaggio verso la civiltà dei diritti umani.
Grazie della vostra attenzione.

Genova: Dialogo nel Buio diventa permanente e inserisce Genova tra le 21 città nel mondo che ospitano la manifestazione, di Fede Gardella e Paola Iacona

Autore: Fede Gardella e Paola Iacona

Grazie all'impegno dell'Istituto Chiossone, al rinnovato sostegno del Gruppo ERG, partner di progetto, alla collaborazione di Costa Edutainment S.p.A e della Cooperativa Solidarietà e Lavoro, da giovedì 16 maggio DIALOGO NEL BUIO sarà visitabile sulla chiatta – ex Urban Lab –  ormeggiata in Darsena, davanti dal Galata Museo del Mare.
Una proposta che arricchisce l'offerta turistica e culturale del mondo AcquarioVillage, della Darsena e di tutto il waterfront cittadino.

Genova, 14 maggio 2013 – Dal 16 maggio diventa permanente a Genova DIALOGO NEL BUIO, lo straordinario percorso multisensoriale, in totale assenza di luce, attraverso ambienti e situazioni reali di vita quotidiana.
La nuova sede di DIALOGO NEL BUIO è la chiatta ormeggiata in Darsena e concessa da Fincantieri all'Istituto David Chiossone Onlus per i ciechi e gli ipovedenti.

Come nella precedente edizione (ottobre 2011 – giugno 2012), visitata da oltre 22.000 persone, anche nel nuovo percorso di Dialogo nel Buio i visitatori affronteranno, in piccoli gruppi accompagnati da una guida non vedente, un viaggio di 45 minuti nella totale oscurità per sperimentare un nuovo modo di "vedere" la realtà, affidandosi esclusivamente ai sensi del tatto, dell'udito, dell'olfatto, del gusto. Con qualche novità: una superficie più ampia  (200 mq.), strutturata in numerose ambientazioni, con nuove suggestioni tematiche.

Grazie all'impegno dell'Istituto Chiossone, al sostegno del Gruppo ERG, che ha creduto in questo progetto fin dall'origine, alla collaborazione di Costa Edutainment S.p.A e della Cooperativa Solidarietà e Lavoro, che ne cureranno la gestione, DIALOGO NEL BUIO arricchisce l'offerta turistica e culturale del mondo Acquario Village e della città, in particolare della Darsena di Genova dove si trova il Galata Museo del Mare. La visita a DIALOGO NEL BUIO sarà infatti proposta al pubblico anche in abbinamento al Sommergibile Nazario Sauro.

Si conferma la centralità delle guide non vedenti, fulcro dell'esperienza di DIALOGO NEL BUIO, che si rivela non solo momento di scambio tra chi vede e chi non vede, ma anche importante occasione di inserimento lavorativo per i disabili visivi. Si è quindi confermato il coinvolgimento della Cooperativa Solidarietà e Lavoro (cooperativa sociale di tipo B) che da 25 anni ha fatto dell'integrazione lavorativa di persone svantaggiate la sua mission.

In concomitanza con il 25° anniversario del progetto internazionale, Genova si inserisce così nel circuito delle 21 città nel mondo che ospitano la manifestazione: Milano, Vienna, Monaco, Francoforte, Amburgo, Mosca, Holon (Israele), Kuala Lumpur, Hyderabad (India), Singapore, Bangkok, Hong Kong, Shanghai, Taipei (Cina), Tokyo, Seoul, Osaka, Chengdu (Cina), Mannheim (Germania), Atene.

"Il grandissimo successo della prima edizione di Dialogo nel Buio ci ha spinti a lavorare per riproporre l'esperienza, rendendola permanente nel cuore turistico e culturale della città, sempre affiancati dal Gruppo ERG – spiega M. Claudio Cassinelli, presidente dell'Istituto David Chiossone –  Possiamo quindi ripartire oggi, grazie a Fincantieri, che ci ha messo a disposizione questa location così particolare, grazie al Comune di Genova, che ha dimostrato grande apprezzamento per il progetto, supportandoci fin dall'inizio, e con la collaborazione della Cooperativa Solidarietà e Lavoro, che gestisce le guide non vedenti, risorsa fondamentale per il successo del percorso. Infine, grazie alla lungimiranza di Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment, Dialogo nel Buio entrerà a pieno titolo nel mondo AcquarioVillage, inserendosi nei percorsi di visita offerti ai genovesi e ai turisti. Siamo certi che con queste premesse Dialogo nel Buio possa confermare il suo successo, caratterizzando sempre di più Genova come una città emozionante e solidale".

"Nell'ambito delle nostre iniziative di Corporate Social Responsability e nell'ottica di un'accurata selezione dei progetti maggiormente idonei a valorizzare e sviluppare le risorse del territorio, ERG ha deciso di rinnovare il proprio sostegno a Dialogo nel Buio e di continuare quindi ad essere partner di un progetto di grande valore sociale e culturale – ha commentato Edoardo Garrone, presidente del Gruppo ERG – Abbiamo creduto sin dall'inizio in questa vera e propria esperienza formativa, capace di far dialogare le diversità, di far scoprire "altri" modi di vedere le cose e di aprire la mente mentre gli occhi sono chiusi; siamo fieri di poter affiancare ancora Dialogo nel Buio che, oltre a diffondere la cultura dell'integrazione, a promuovere il ruolo attivo delle persone non vedenti nella società, a sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della disabilità e a educare il pubblico più giovane, è un ottimo esempio di come più soggetti, ognuno con le proprie specifiche competenze, possano collaborare efficacemente per realizzare un progetto comune a beneficio della città e dei cittadini".
"Il coinvolgimento di Costa Edutainment nella gestione di Dialogo nel Buio – dichiara Beppe Costa, Presidente di Costa Edutainment SpA – oltre a rappresentare un ulteriore passo nella valorizzazione e promozione del patrimonio, delle iniziative e delle reti culturali del territorio genovese, operando in sinergia con soggetti pubblici e privati, risponde al nostro impegno di proporre al pubblico esperienze ad alto valore aggiunto, contraddistinti da una forte azione divulgativa. Proprio in quest'ottica abbiamo sposato la filosofia di Dialogo nel Buio che rappresenta un'opportunità per sperimentare un nuovo modo di "vedere", usando non la vista ma gli altri sensi. Un'occasione d'incontro e di scoperta con un mondo difficilmente comprensibile".

DIALOGO NEL BUIO ha il patrocinio delle maggiori istituzioni locali – Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova e Autorità Portuale di Genova – ed è sostenuto da importanti aziende operative sul territorio, a partire dal Gruppo ERG, partner di progetto, con la riconferma di main sponsor quali Mondelez International (nuovo nome di Kraft Foods), Gruppo Sogegross e Basko, e la nuova adesione di Safmarine.

Al progetto contribuiscono anche numerose altre realtà aziendali: Gruppo RINA, Rimorchiatori Riuniti, Polo della Robotica.
Sono sponsor tecnici: Ceres, Gedam e Buon Ristoro Vending Group, Fastweb, Cooperativa Il Rastrello
Sono sponsor di comunicazione: AMT, Latte Tigullio
Mediapartner: Mentelocale
Si ringraziano infine: Fincantieri, Mu.Ma. Istituzioni Musei del Mare e delle Migrazioni, UIC Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Genova e della Liguria.

Ufficio Stampa Istituto David Chiossone
Fede Gardella – cell. 335/8308666 – Paola Iacona – Tel 010 5761700
e-mail: gardella@studiocomunicazionegardella.it

Ufficio stampa Costa Edutainment spa
Tel 0102345289 – 322
stampa@costaedutainment.it

INFORMAZIONI UTILI

Indirizzo:
Calata De Mari (di fronte al Galata Museo del Mare)
Darsena – Via Gramsci – 16126 Genova
www.dialogonelbuio.genova.it

Visite individuali
PRENOTAZIONE caldamente consigliata contattando:
* Dialogo nel Buio: tel. 348.4417930; e-mail info@dialogonelbuio.genova.it

Visite scuole e gruppi
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA contattando:
* Dialogo nel Buio: tel. 348.4417930; e-mail info@dialogonelbuio.genova.it

* Incoming Liguria, tour operator ufficiale di Costa Edutainment:
tel. 010 2345666; fax 010 2465422; e-mail: info@incomingliguria.it; www.incomingliguria.it

Orari:
Periodo marzo-ottobre
Da lunedì a domenica ore 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso 18.00)
Periodo novembre-febbraio
Da martedì a venerdì ore 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso 17.00). Lunedì chiuso
Sabato, domenica e festivi ore 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso 18.00)

Tariffe:
Dialogo nel buio adulti 7 euro
Dialogo nel buio ridotti (bambini 5-12 anni; militari e invalidi; over 65) 4 euro
Dialogo nel buio gruppi (min 20 persone) 5 euro
Dialogo nel buio scuole (min. 15 studenti) 5,5 euro
(visita guidata + attività complementare)

Dialogo nel buio + sommergibile Nazario Sauro adulti 10 euro
Dialogo nel buio + sommergibile Nazario Sauro ridotti 7 euro

Coloro che presentano alle biglietterie delle strutture AcquarioVillage il biglietto Dialogo nel Buio hanno diritto a uno sconto di 2 euro sull'acquisto di qualsiasi tipologia di biglietto.

Durata del percorso: 45 minuti.
Presentarsi 15 minuti prima dell'orario di visita.
Per i visitatori disabili prenotazione obbligatoria.

Per effettuare la visita bisogna attenersi alle seguenti indicazioni:

* età minima bambini: 5 anni
* non sono ammessi oggetti di ingombro, fonti di luce o di rumore

Sono a disposizione dei visitatori armadietti chiusi a chiave per il deposito degli oggetti personali.

 

Bari: Ripristino Servizio taxi a chiamata, di Luigi Iurlo

Autore: Luigi Iurlo

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Sezione Provinciale di Bari, informa che, secondo una delibera approvata nel corso dell'ultima Riunione della Giunta Comunale barese, coloro che hanno dovuto rinunciare al Servizio Taxi a Chiamata, potendo beneficiare esclusivamente di un unico servizio Taxi, quello verso Sedi Prestabilite, potranno nuovamente accedere al Servizio Taxi a Chiamata. La presunta data di riavvio del Servizio è il 01.06.2013. Esso prevedrà 22 corse mensili. Ulteriori dettagli e illustrazione delle modalità di accesso al Servizio saranno rese note al termine del periodo di "affissione" della delibera e della sua conseguente "pubblicazione". Quanto previsto dal regolamento sarà, ovviamente, diffuso tramite un secondo comunicato.
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Sezione Provinciale di Bari
Il Presidente
(Luigi Iurlo)
Telefono e fax 0805429082 – 0805429058
E-mail: uicba@uiciechi.it

Napoli: Occhio ai Bambini 2013, di Mario Mirabile

Autore: Mario Mirabile

CAMPAGNA DI PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE OCULARI
La Sezione di Napoli dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (I.A.P.B.), in collaborazione con l'Assessorato alla Scuola del Comune di Napoli e l'Azienda Ospedaliera della Seconda università di Napoli, organizzano dal 13 al 25 maggio 2013 una campagna di prevenzione delle patologie oculari rivolta ai bambini frequentanti le classi prima e seconda elementare.
A partire da lunedì 13 maggio, l'unità mobile dell'Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti di Napoli, attrezzata con un ambulatorio oftalmico,  sarà presente in diverse scuole della Provincia di napoli, consentendo a circa 650 bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni di essere sottoposti ad una  visita oculistica  completamente gratuita.
Questa iniziativa nasce dalla consapevolezza che in Italia, nonostante le diverse campagne informative di profilassi visiva, esistono ancora sacche di popolazione dove la cultura della prevenzione non è pienamente arrivata e, dunque, il progetto "Occhio ai bambini", attraverso l'informazione e uncontrollo visivo, mira proprio a tutelare la vista dei più piccoli.

L'obiettivo del check up è l'individuazione precoce delle patologie, che interferiscono con il processo di acquisizione dell'immagine compromettendo un normale sviluppo dell'apparato visivo. Vi sono, infatti, anomalie visive che si presentano precocemente e che possono rimanere sconosciute: prime fra tutte, l'ambliopia ("occhio pigro da non uso"). Come è noto, non sempre i bambini riferiscono di avere dei disturbi; invece, sottoponendo loro ad un esame che prevede dei semplici test di valutazione del normale sviluppo dell'apparato visivo, del suo corretto funzionamento sia in termini di acuità visiva che di motilità, ogni anomalia che si presenti può essere corretta precocemente evitando che permanga per tutta la vita.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti da tempo è impegnata a portare avanti progetti tesi alla prevenzione delle patologie oculari, che se non diagnosticate tempestivamente, possono causare danni a volte irreparabili. L'Unione Ciechi e i dirigenti dell'Azienda Ospedaliera della Seconda Università di Napoli hanno intrapreso una collaborazione che mira a far sì che le campagne di prevenzione delle patologie oculari non restino isolate nel tempo, ma che possano estendersi ad una sempre crescente fetta di popolazione soprattutto infantile. Gli oculisti, individuati dall'AUO della Seconda Università di Napoli, se malauguratamente dovessero riscontrare disturbi dell'apparato visivo, provvederanno ad informare gli insegnanti e i genitori e ad indicare loro le strutture pubbliche di riferimento.

Nelle sotto elencate scuole verrà svolta l'attività di prevenzione:
Istituto Ilaria Alpi (Scampia)     13-14-15/05/2013;
10° Circolo Didattico (Kennedy (Secondigliano)  16-17-20/05/2013;
Istituto Comprensivo Teresa Confalonieri (Centro storico) 21-22/05/2013;
76° Circolo Didattico F. Mastriani (Poggioreale)   23-24/05/2013;
Istituto Comprensivo Francesco D'Assisi (Santanastasia) 25/05/2013.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a:
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
via S. Giuseppe dei Nudi 80, 80135 – Napoli.
Tel. 081/5498834-50 fax 0815497953
e-mail uicna@uiciechi.it

Mario Mirabile cell. 3393456120- mariomirabile@alice.it

Direzione Sanitaria Azienda Ospedaliera Seconda Università di Napoli – tel. 0815667115

Agrigento: Il ristorante “La Locanda” ha il piacere di invitarla a partecipare alla prima edizione della “Cena al Buio”, Redazionale

Autore: Redazionale

Venerdì 31 maggio 2013 ore 20.30

Un viaggio al buio attraverso l'olfatto, il tatto, il gusto e l'udito per scoprire con meraviglia le potenzialità di tutti i sensi, ma soprattutto un'occasione per avvicinarsi alla realtà di chi non vede.
Un incontro organizzato in una sala tenuta rigorosamente al buio, nella quale gli ospiti vengono guidati da personale non vedente per vivere un'esperienza unica, che prima incuriosisce, poi stupisce ed affascina.
Il buio della sala favorirà un diverso più stimolante percorso alla scoperta del cibo e dei sapori, un viaggio nel gusto che vedrà impegnati tutti gli altri sensi in un gioco di riconoscimenti che riserverà non poche sorprese.
Terminata la cena si torna alla luce riscontrando quanto il nostro mondo ipervisivo ci induca quotidianamente a trascurare gli altri… sensi.
Scopri le potenzialità dell'immaginazione!
Lasciati stupire dalla CENA al BUIO.

L'essenziale è invisibile agli occhi: un'esperienza illuminante!

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
0922/605724/25 – 334/6758292 – 328/3298380
RISTORANTE "La Locanda" 0922/1804479 – 329/8919089

Udine: Pagine facebook e twitter della sezione Uici, di Luca Davanzo

Autore: Luca Davanzo

Ricordiamo che la sezione di udine dell'Unione Italiana dei  Ciechi e degli Ipovedenti è presente da tempo su facebook alla pagina:

https://www.facebook.com/uiciudine

Si invita a cliccare "Mi piace" su tale pagina per rimanere sempre aggiornati su tutte le nostre iniziative, e in generale sulle notizie che riguardano il mondo dei disabili visivi.

Analogamente è possibile seguirci su twitter, se si preferisce questo strumento, per avere gli stessi contenuti; lo si può fare all'indirizzo

http://www.twitter.com/uiciudine

Albenga: Mostra fotografica, di Federico Melloni

Autore: Federico Melloni

La consulta dei disabili del Comune di Albenga di cui l'Uici fa parte organizza quanto segue:
Tutta nostra la città?
 
Mostra fotografica sulle barriere architettoniche della città di Albenga
 
Dal 18 maggio al 2 giugno chiostro del palazzo Ester Siccardi -Viale Martiri della Libertà ore 10-12.30  15.30-18.30
 
Organizzata da Consulta cittadina per i problemi dei disabili

Federico Melloni

San Giorgio a Cremano: Luci spente all’Amsterdam: il pub è al buio!, di Mario Mirabile

Autore: Mario Mirabile

giovedì 30 maggio 2013
alle ore 20.30

Visto il successo riscosso nelle tante edizioni della cena  al buio organizzate dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, questa volta, e per la prima volta a San Giorgio a Cremano, arriva la straordinaria e coinvolgente esperienza del pub al buio.
  Questa tipologia di  eventi culturali, da qualche anno raccoglie in tutta Europa, convinti consensi coniugando solidarietà ed enogastronomia in uno stimolante gioco di riconoscimento di odori e sapori dove anche l'incontro con l'altro avviene attraverso un approccio del tutto nuovo e sorprendente.

Nella  sala completamente oscurata, in compagnia di commensali sconosciuti con i quali ci si troverà a condividere impressioni, emozioni ed anche difficoltà, camerieri non vedenti accompagneranno gli ospiti in un particolare viaggio nel gusto per quella che sicuramente sarà una serata diversa da tutte le altre!
Durante la degustazione di cibi e bevande  preparati magistralmente dagli chef dell'Amsterdam, i camerieri non vedenti cercheranno di far comprendere la disabilità visiva attraverso giochi, racconti, aneddoti e un intrattenimento che farà diventare gli ospiti i veri protagonisti della serata.

L'evento è organizzato dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con il patrocinio dell'Assessorato per le pari opportunità e per le politiche giovanili del Comune di San Giorgio a Cremano e con il contributo di: Anthos profumeria (via Galante 37 S. Giorgio a Cremano), Il papiro – cartoleria, gadget e copie (via Galante 66 S. Giorgio a Cremano), Top cell – telefonia pluri marche (via 4 novembre 16 – Ercolano), Password – elettronica (viale L. Da Vinci 201 – Portici, via F. De Lauzieres 5/b – San Giorgio a Cremano), MCS – Malboro classic (viale Michelangelo – Portici), Radio Siani.

La quota di partecipazione è di € 23,00 a persona.
Durante la serata saranno messi in palio premi e buoni sconto da spendere nei su indicati negozi.
Il ricavato dell'iniziativa sarà destinato a finanziare le attività dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sul territorio.

Appuntamento: giovedì 30 maggio 2013 alle ore 20.30 al Pub Amsterdam via Martiri della Libertà 10 – San Giorgio a Cremano (NA)

Per prenotazioni ed informazioni telefonare a:
 Antonella Improta 3346048860;
Lucia Esposito 3385963993;
Rosaria De Angelis 3473420422

La prenotazione è obbligatoria

Napoli: Assemblea sezionale, di Mario Mirabile

Autore: Mario Mirabile

Martedì 23 aprile u.s. si è svolta presso i locali associativi l'assemblea sezionale UICI di Napoli. Un adempimento imposto dallo Statuto Sociale, che diventa una importante occasione per fare il punto della situazione su quanto si è fatto, ma soprattutto per cercare di interpretare le esigenze della base associativa. Dopo gli adempimenti di rito, si è passati alla lettura dei documenti contabili e delle relazioni morale e programmatica che hanno evidenziato come, attraverso il consiglio, i dipendenti e le 10 rappresentanze zonali presenti in tutta la Provincia, siano state e continueranno ad essere organizzate tante iniziative finalizzate al perseguimento della piena inclusione dei disabili visivi nella socetà. Anche per il 2014, come si è letto nella relazione programmatica, si cercherà di migliorare i servizi compatibilmente con le risorse economiche. Ed è proprio questa la nota dolente: purtroppo dagli enti pubblici non arrivano più soldi e sono necessarie massicce campagne per il reperimento dei fondi necessari per il buon funzionamento della Sezione. Durante l'assemblea è intervenuto l'assessore alle politiche sociali della provincia di Napoli – Prof. Filippo Monaco, il quale ha confermato la collaborazione tra l'Unione e il suo Assessorato, soprattutto per quello che riguarda l'assistenza post scolastica e il trasporto scolastico che deve essere garantito agli alunni ciechi ed ipovedenti. Durante il dibattito, accanto alle comunicazioni dei futuri eventi, iniziative e corsi  da organizzare, si è discusso del grave problema dell'inserimento lavorativo dei ciechi e più in generale degli invalidi, causato dalla assoluta assenza di politiche occupazionali messe in campo dagli enti preposti che sono addirittura incapaci di far rispettare le norme vigenti in materia di collocamento obbligatorio. Non potevano mancare, inoltre, interventi di soci che hanno espresso il loro rammarico per la chiusura del centro di distribuzione del libro parlato, che negli anni ha consentito a tanti ciechi di accedere alla cultura. Il momento più emozionante c'è stato quando il Presidente Sezionale Giovanni D'Alessandro ha consegnato all'oculista Vittorio Bongiorno la tessera di socio onorario dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Un riconoscimento che il Prof. Bongiorno ha ampiamente meritato nella sua quarantennale collaborazione con l'unione durante il quale ha messo a disposizione dei non vedenti e degli ipovedenti sia le proprie capacità professionali, ma soprattutto le doti umane.
 

Una occasione da non perdere, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

L'Assemblea dei Quadri Dirigenti del prossimo maggio non è soltanto un adempimento statutario, un appuntamento di ordinaria politica associativa, anche se importante e qualificante, bensì un evento che può rivestire carattere e significato del tutto speciali perché coincide con la metà del mandato congressuale.
Vorrei, dunque, che questo evento fosse vissuto come un di più di impegno e di partecipazione e che ciascuno di noi, responsabilmente, si facesse carico di compiere una riflessione sul lavoro svolto dall'intera dirigenza a livello nazionale, regionale e provinciale per stabilire se le strategie poste in essere hanno costituito la risposta giusta alla complessità e alla molteplicità dei problemi che la storia e la vita si sono fatte carico di frapporre sul nostro cammino verso la piena integrazione sociale.
Vorrei, anche, che ciascuno di noi mettesse in moto la propria fantasia per immaginare il futuro e disegnare con la matita rossa sul foglio bianco della nostra storia di domani i cambiamenti strutturali che la nostra associazione deve realizzare da subito se vuole svolgere il delicato compito di tutela e di rappresentanza dei ciechi e degli ipovedenti e se vuole continuare ad essere il capofila nella lotta per la conquista dei diritti dei disabili e dei cittadini più deboli.
Evento speciale, dunque, che richiede una discussione speciale, iniziative speciali, capaci di far compiere alla nostra associazione quel salto di qualità necessaria per farla salire sul treno del cambiamento e impedirle di innalzare bandiera bianca di fronte ad uno Stato sociale che di sociale ha ormai soltanto il nome a causa di una classe politica asserragliata nei palazzi del potere, incapace di percepire il dramma della gente che arriva attraverso le finestre chiuse dalle piazze di Roma.
Ci sono voluti gli spari di un disperato davanti a Palazzo Chigi per scuotere Governo e Parlamento da una colpevole e irresponsabile apatia. Mentre scrivo il Presidente incaricato di costituire un nuovo Governo sta tenendo il suo discorso di investitura nell'aula di Montecitorio. Sento parole illuminanti che aprono il cuore alla speranza: "Governo di servizio, di cambiamento". Peccato però che il nuovo Presidente del Consiglio nel suo intervento, durato quarantacinque minuti, non abbia ritenuto di dovere almeno accennare al tema della disabilità. Governo di servizio e di cambiamento: parole sempre presenti nel lessico della nostra Unione, che non si è fatta mai sorprendere dai mutamenti economici, politici, sociali e culturali. Sarà così anche questa volta.
La prossima Assemblea dei Quadri Dirigenti è un'occasione da non perdere. Confortato dall'intera Direzione Nazionale, mi sono assunto la responsabilità di predisporre un ordine del giorno ricco di stimoli che, dopo aver compiuto un'analisi delle cose fatte nei primi due anni e mezzo di mandato, muove verso obiettivi innovativi, che arricchiscono la prospettiva di un'associazione che ambisce a rappresentare tutti i ciechi e gli ipovedenti italiani e gettare un ponte verso l'intero mondo della disabilità, dei più deboli e della società civile.
Il dibattito politico di questi giorni ha evidenziato la eccezionalità del momento che viviamo, caratterizzato da una profonda crisi economica, morale, sociale, culturale e politica, che ha richiesto la costituzione di un Governo di larghe intese, tra forze politiche tradizionalmente e storicamente antitetiche. La crisi, che in quest'ultimo periodo si è soltanto accentuata, è presente da tempo nel Paese e ha provocato il progressivo disimpegno dello Stato nei confronti dei più deboli.
La nostra Unione, come tutte le altre organizzazioni sociali e forse più delle altre, ha dovuto operare in un contesto estremamente negativo. Ci piacerebbe sapere se, nonostante tutto, i bisogni dei ciechi siano stati sufficientemente tutelati rispetto ai valori fondanti della nostra organizzazione: l'istruzione, la formazione professionale, il lavoro, la riabilitazione, la prevenzione, l'accesso alla cultura, all'informazione, all'autonomia, alla fruizione dei beni culturali e del tempo libero; se abbiamo fatto ulteriori passi avanti rispetto ai temi della partecipazione, della democrazia, della trasparenza, del rapporto con le altre associazioni di disabili, del volontariato, dei lavoratori, dei datori di lavoro, dei consumatori e della società civile nel suo complesso. Ci piacerebbe che su tutto questo si discutesse costruttivamente e si gettassero le basi per fare ulteriori passi nella direzione di una maggiore cultura della solidarietà, della partecipazione, della pari dignità.
L'unità associativa è sempre stato il nostro fiore all'occhiello, la moneta in più da spendere nei momenti difficili della nostra storia, il fiore che ho sempre coltivato con grande passione e infinito amore. "Uniti si vince, divisi si perde": una frase che ho scritto e pronunciato almeno mille volte e che non mi stancherò mai di scrivere e pronunciare, perché certe verità non invecchiano mai.
Ho avuto la gioia di gestire l'Unione per tutti questi anni con il valore aggiunto di un consenso pressoché generale. Ho messo in sinergia le risorse dell'Unione, dell'I.Ri.Fo.R., della Biblioteca, dell'Agenzia, della Federazione, dell'U.N.I.Vo.C. raggiungendo livelli di collaborazione davvero sorprendenti e invidiabili. Ora, però, occorre fare di più. A situazioni eccezionali occorre dare risposte eccezionali, dobbiamo cioè puntare dritti all'obiettivo dell'unità di tutti i ciechi e ipovedenti italiani attraverso la costituzione di una federazione di tutte le associazioni di ciechi e di ipovedenti esistenti nel nostro Paese. Un obiettivo da perseguire con l'ostinazione che ha sempre caratterizzato le nostre azioni. Non sarà facile, ma è bello misurarsi anche con l'impossibile. L'importante è convincersi che l'unità dei ciechi e degli ipovedenti italiani è un valore assoluto a cui non possiamo rinunciare in tempi di "vacche magre". La federazione dovrà essere il primo anello di una più ampia rete di solidarietà che dovrà coinvolgere le associazioni di disabili, del volontariato e di ogni altra espressione della società civile; una grande barriera contro chi vuole abbattere lo stato sociale.
La prossima Assemblea dei Quadri Dirigenti è un'occasione da non perdere anche rispetto al tema delle modifiche statutarie. Non concordo con chi pensa che il nostro Statuto sia completamente da buttare via, da dare alle fiamme affinché dalle ceneri possa emergere l'araba fenice che da tempo aspettiamo. E' innegabile, però, che esiste la necessità di ritocchi, anche sostanziali, che non possono essere più rinviati: l'accentuazione dell'autonomia delle strutture periferiche nella logica dell'unità-distinzione (l'immagine da me usata qualche tempo fa dell'albero i cui rami sono saldamente uniti al tronco dovrebbe rendere l'idea); le modalità di elezione del Consiglio Nazionale, al quale si può estendere la normativa in vigore per l'elezione dei Consigli Provinciali; la eliminazione della norma che sospende il dirigente associativo eletto a cariche politiche; una interpretazione autentica del concetto di apartiticità della nostra Unione; la eliminazione del principio della espulsione come misura disciplinare. Sono solo alcune delle possibili modifiche statutarie.
Un'occasione da non perdere per affrontare il tema dell'impegno associativo, che come tutte le cose ha subito una naturale evoluzione. Quasi sempre nella nostra associazione ha giganteggiato il principio della delega: i soci che delegano il Consiglio Provinciale, il Consiglio che delega il Presidente Provinciale e così avanti nella scala gerarchica dell'impegno associativo… Consiglio Regionale, Presidente Regionale, Consiglio Nazionale, Direzione Nazionale, Presidente Nazionale. Il sistema ha funzionato fino a quando le rivendicazioni associative hanno riguardato i diritti fondamentali dei ciechi e degli ipovedenti: l'assistenza, l'istruzione, il lavoro. E', invece, entrato in crisi quando l'area dei servizi e dei diritti si è allargata notevolmente e quando la complessità ha preso il posto della semplicità. Allora, l'uomo solo al comando, ha sentito tutto il peso della propria solitudine e ha implorato aiuto: "aiutatemi a pensare, aiutatemi a progettare".
Mi ricordai di una bella frase di John Kennedy, il Presidente degli Stati Uniti, rivolta agli americani: "prima di chiedervi che cosa l'America può fare per voi, chiedetevi che cosa voi potete fare per l'America". Fu così che scrissi la circolare 27 del 1999, che conteneva idee per un nuovo modello associativo, fondato sui concetti di collegialità, lavoro di gruppo, coinvolgimento del maggior numero possibile di dirigenti e soci, ampliamento del numero delle rappresentanze zonali, creazione della figura del Referente Comunale. Si chiedeva, in una parola, un di più di partecipazione da costruire attraverso nuove forme di informazione e di comunicazione: la segreteria telefonica, il foglio informativo, il telefono amico, le gite sociali, ed altro.
A distanza di tanto tempo il di più di partecipazione rimane ancora la strada maestra per fare ulteriori passi verso una democrazia mai abbastanza compiuta e verso la trasparenza mai abbastanza cristallina.
Ieri, abbiamo fallito per mancanza di risorse umane ed economiche. Oggi, abbiamo la speranza di riuscire perché le nuove tecnologie ci mettono a disposizione una comunicazione interna ed esterna veloce a costo quasi zero. Penso ad una rete di comunicazione in entrata e in uscita tra la Sede Centrale e i Dirigenti Regionali e Provinciali attraverso e-mail. Penso ad un'analoga rete tra le sezioni e la base associativa. Penso all'utilizzo dei social network per parlare all'opinione pubblica attraverso messaggi scritti e video. Penso che un'adeguata riflessione su questo progetto possa aiutarci a stare dentro la velocità di questo tempo.
Per ultimo, ma non ultimo, il problema più spinoso di questi giorni: il finanziamento associativo. "Senza soldi non si cantano messe", recita un vecchio adagio popolare.
La nostra Unione sta sperimentando sulla propria pelle la cruda verità della saggezza antica. La stragrande maggioranza delle nostre strutture periferiche è sull'orlo del collasso. La Sede Centrale ha ancora un po' di benzina nel motore, ma il rischio di non andare molto lontano è dietro l'angolo. Il risultato di tale stato di fatto sta nella difficoltà di esercitare il diritto/dovere di rappresentanza e di tutela degli interessi materiali e morali dei ciechi e degli ipovedenti italiani.
Abbiamo sempre vissuto di finanziamento pubblico e quando abbiamo tentato di integrarlo con una iniziativa di largo respiro – la vendita della solidarity card – la risposta dell'associazione è stata incerta, per non dire negativa. In fondo era più comodo bussare alla porta dello Stato e degli Enti locali. Ora, però, quelle porte tendono a chiudersi definitivamente. Questo significa che dovremo fare di necessità virtù e inventarci qualche iniziativa per sopravvivere.
Abbiamo effettuato un corso di formazione sulla raccolta fondi riservato ai Dirigenti Nazionali, ma non abbiamo abbastanza soldi da investire a lungo termine. Gli stessi consulenti ci dicono che i risultati potrebbero venire solo dopo il terzo anno di campagna. Non possiamo aspettare tutto questo tempo.
Ho pensato di realizzare un periodico riservato alla raccolta fondi, un trimestrale o un quadrimestrale sul quale pubblicare i progetti per i quali l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti chiede il finanziamento ai destinatari di detto periodico. L'indirizzario si può ottenere abbonandosi ad una delle tante licenze d'uso esistenti sul mercato. L'idea del periodico ha il vantaggio di risparmiare notevolmente sulla spedizione e di partecipare alla ripartizione del fondo sull'editoria speciale.
Ho definito questa Assemblea un evento speciale, che merita una discussione speciale e quindi un ordine del giorno speciale, breve, ma intenso, impegnativo, costituito di argomenti che, se fatti propri dall'intera dirigenza nazionale, possono rappresentare una svolta epocale per la nostra associazione, una svolta che ci consentirebbe di continuare la nostra marcia verso la terra promessa della pari dignità e delle pari opportunità, il sogno proibito di sempre di tutti i ciechi e gli ipovedenti italiani. "Un sogno rimane un sogno se a sognare è uno solo", ma noi siamo tanti e la nostra bandiera ha un'anima speciale, ci guiderà ancora una volta verso la conquista "del diritto ad avere dei diritti", come Stefano Rodotà titola il suo ultimo libro.