L’esperienza di Deborah
Tutto ha avuto inizio da un articolo che ho letto attraverso la stampa locale dove all’ex granaio situato a Villa Colloredo Mels di Recanati andava in onda ogni 15 giorni un concerto musicale audio olfattivo realizzato dagli studi Malleus di Recanati che ha come partner solidale la Lega del Filo D’oro. Attratta dalla curiosità dell’evento ho proposto all’associazione Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti sezioni provinciale di Macerata per la quale ne sono oltre che socia la rappresentante di zona per Recanati di andarci così l’entusiasmo si è fatto sentire anche dal presidente Mirko Montecchiani che ha accolto questa mia proposta con grande gioia. E’ stata un’esperienza bellissima e da ripetere dove i suoni delle musiche si associavano ai profumi e all’aria l’esperienza che io ho vissuto in prima persona è stata quella di aver udito dei suoni di una navetta spaziale con scricchiolii di porte che si aprivano e chiudevano e che si dirigeva nello spazio poi una musica soave che richiamava alla mente spazi infiniti e senso di libertà, i profumi speziati ricordavano la grandiosità della natura, il viaggio che ci ha fatto vivere nella natura incontaminata dove il canto dei grilli di uccelli e makako ed il gorgoglio dell’acqua di un ruscello davano una sensazione di pace con tuoni fulmini e vento dove la pioggerellina sottile che accarezzava il nostro corpo rendeva tutto più veritiero. Per me è stata una bellissima esperienza in quanto mi ha fatto vivere per un’ora in luoghi dove ancora non ho avuto la possibilità di recarmici personalmente. Spero che in seguito l’esperienza si possa riproporre nuovamente con un gruppo molto numeroso pronto a vivere per un’ora circa un’esperienza indimenticabile. Ringrazio di cuore Malleus per l’opportunità che ci ha regalato con la sua bellissima idea e la sua creazione i ringraziamenti sono anche estesi al presidente Mirko Montecchiani per aver accolto con grande entusiasmo questa mia iniziativa ed infine un grazie va ai soci che hanno condiviso con me questa stupenda esperienza.
L’esperienza di Maria Grazia
Un viaggio della mente! Questo è stato per me il concerto di Malleus.
In una sala avvolta dal silenzio e dalla luce soffusa delle candele i nostri sensi sono stati sollecitati da suoni, profumi e sensazioni che ci hanno portato in luoghi lontani.
Una musica soave, che richiamava alla mente spazi infiniti e senso di libertà, veniva bruscamente interrotta da un sinistro rumore di chiavistelli e di pesanti portoni che opprimevano l’animo e incutevano terrore.
Le note musicali marziali e incalzanti rievocavano campi di battaglia dove legioni romane affrontavano il nemico.
I profumi speziati riconducevano alla grandiosità dell’impero, quando roma era il crocevia di popoli con le loro tradizioni. Dove l’opulenza un po’ sfrontata dei sovrani si manifestava in feste e banchetti dal sapore orientale.
delicate note riportavano l’animo alla tranquillità. una tranquillità spezzata da un organo che con la sua imponenza ci dava quasi un senso di piccolezza davanti all’onnipotenza del destino…
Un viaggio che ha attraversato la natura incontaminata dove il canto dei grilli e il gorgoglio dell’acqua di un ruscello davano una sensazione di pace. Dove la pioggerellina sottile che accarezzava il volto rendeva tutto più veritiero…
Al termine del concerto, come un brusco risveglio, siamo stati tutti catapultati nuovamente nella realtà! C’è stato quasi un attimo di smarrimento prima di comprendere che quel viaggio era solo frutto della nostra mente che per un’ora si era lasciata trasportare dalle ali dei sensi in luoghi lontani nello spazio e nel tempo… un viaggio virtuale da non perdere. Una grande opportunità da ripetere e della quale siamo grati a Malleus e all’Unione Ciechi di Macerata.
L’esperienza di Rita
Seduta sulla poltroncina, scambio alcune frasi con le mie vicine….inizia la presentazione, esauriente, stimolante, che introduce già un’atmosfera di curiosa attesa.
Si spengono le luci, percepisco l’entrata di una luce fioca: mio marito mi spiega che è un signore vestito da monaco con una candela in mano, che pone su un tavolo e che sarà la luce guida dell’intero concerto, simboli, entrambi, del viaggio interiore che sta iniziando.
Dall’ottimo impianto audio ecco il suono dell’Universo, insieme al suo profumo: la nascita? Credo di sì, la nascita della Vita e percepisco anche la nascita della mia vita.
E poi il cammino fra lampi improvvisi, tuoni roboanti, in caverne buie, sull’acqua, nei boschi e musica e vocalizzi che mi portano sempre di più nel mio interiore.
Situazione ambivalente: paura e voglia di andare avanti per scoprire di più.
“… E naufragar m’è dolce in questo mare..”
E ancora una pioggia leggera, sottile, sui miei capelli come a sottolineare una rigenerazione, una purificazione.
Sensazione dolce e piacevolissima.
Un viaggio intimo, unico, profondo, coinvolgente, permeato nella musica, nei suoni, nei rumori, nei profumi che mi riportano in vissuti antichi. Il rumore degli stivali nell’acqua mi crea la sensazione di una forte mano, di mio padre o di mia madre, che mi accompagna e mi guida verso un prato meraviglioso, fiorito ed un casolare accogliente.
Nel prato, un olmo su cui faccio l’altalena.
I sensi coinvolti a stimolare lo spirito in dimensioni mai sperimentate.
“…ove per poco il cor non si spaura…”
Il suono di una campanella, le luci tornano ad accendersi…sono di nuovo nel reale…peccato!
Però, ora, ho qualcosa di più.
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Napoli: X Edizione “Nella Memoria di Giovanni Paolo II”, di Luciana Loprete
Ist. Pen.le Min.le “Nisida” di Napoli
Un esperienza indimenticabile e pari solamente all’aver conosciuto il Santo Karol, così è stata da molti definita la bellissima esperienza vissuta dal Coro dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti lo scorso 04 Novembre nell’Istituto Minorile NISIDA di Napoli.
La X edizione dello spettacolo “Nella Memoria di Giovanni Paolo II” ideata dal conduttore e produttore televisivo Domenico Gareri, dopo l’Istituto Malaspina di Palermo nello scorso anno, ha visto le luci dei riflettori accendersi all’interno dell’istituto NISIDA di Napoli. Tra i compagni di viaggio di questa importante manifestazione in ricordo del Santo Padre, come da anni, è stato presente anche il coro dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catanzaro, diretto dalla Presidente Luciana Loprete e coadiuvata dal M° Concetta Loprete.
Emozionante è stato poter incontrare gli ospiti minori dell’Istituto al quale la Presidente Loprete ha voluto portare un messaggio di positività e speranza, infatti, accompagnata per motivi organizzativi da una piccola delegazione di soci, ella ha portato i ragazzi a riflettere sulle reali possibilità che la vita offre a tutti, in considerazione soprattutto che vi sono soggetti, prigionieri della propria disabilità, ai quali non è concesso decidere quale strada percorrere perché legati alla propria condizione di handicap. “Gli errori nella vita si possono commettere, che siano piccoli o più importanti, ciò che però deve farvi riflettere, è che da un errore si possono aprire altre strade, che non devono per forza essere legate al contesto della criminalità e del malaffare”, queste le parole più toccanti che Luciana Loprete con fare materno ha rivolto ai giovani, pregandoli di riflettere sui propri errori e di considerare un futuro migliore per loro e per i loro cari.
Inoltre su invito della stessa presidente, anche un socio presente all’incontro, ha voluto portare il suo esempio di soggetto affetto da pluriminorazione che non gli consente di poter vivere una vita nella totale autonomia. Nel congedarsi dai ragazzi la Presidente ha ricordato che il mondo al di fuori dell’Istituto attende loro con braccia aperte e dunque di riprendersi le proprie vite nelle mani.
Tra le altre cose, la Presidente Loprete ha espresso la sua soddisfazione nell’apprendere che sia l’azienda Valletti 1903 e l’Ass.ne dei Bibliotecari Ecclesiastici Italiani con l’Associazione Cassiodoro hanno donato volumi di vario genere alla Biblioteca dell’Istituto, esortando i giovani ospiti ad un’attenta lettura come strumento per la formazione personale.
Allo spettacolo organizzato all’interno dell’istituto, oltre al coro dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catanzaro che accompagnato dall’Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello si è esibito con il pezzo Dolce Sentire, hanno preso parte vari interpreti dell’associazionismo nazionale, infatti hanno preso parte l’Ars Canto “G. Verdi” – coro di voci bianche giovanile del teatro Regio di Parma e la GIFFAS ONLUS, operante da diversi anni in attività di riabilitazione psico-motoria.
Il tutto perfettamente amalgamato dalla bravura dei conduttori Domenico Gareri e Tosca d’Aquino, che nel corso della manifestazione hanno fatto divenire realtà un piccolo sogno del Coro UICI, infatti grazie alla disponibilità manifestata da Gigi d’Alessio, il gruppo ha accompagnato il cantautore intonando il pezzo “Non mollare mai”.
Reggio Emilia: Notiziario sezionale, di Chiara Tirelli
È on line il numero di ottobre del notiziario sezionale; potete scaricarlo dal sito www.uicre.it o dalla pagina FB www.facebook.com/uicreggioemilia
Eccovi il sommario:
Pag. 1 – Comunicazioni del
Presidente
– I primi commenti alla Legge di Stabilità
Pag. 2 –
Spettacolo teatrale sabato 31 ottobre
– Riforma del sistema
scolastico
– Serata in musica al Corallo di Scandiano sabato 22 novembre
Pag. 3 – Assemblea dei soci sabato 29 novembre
– Consulenze
previdenziali in sezione
– Permessi Legge 104 e buoni pasto
– –
Lotteria di Santa Lucia
Pag. 4 – Nuovo nomenclatore tariffario?
–
Corsi di nuoto anno 2014-2015
– Tiflopedia: enciclopedia delle scienze tiflologiche
Pag. 5 – Handimatica 2014
– Le altre iniziative in
programma
– Incontro genitori e Decreto Semplificazioni
Pag. 6 –
Proposta dell’UE per i libri accessibili
– Italian Paralympic Awards
Pag. 7 – Cultura e Teatro
– Giornata nazionale contro le barriere e giornata del cane guida
Pag. 8 – Continua da pag. 7
Il Presidente
prov.le UICI Reggio Emilia
Dott.ssa Chiara Tirelli
Ascoli e Fermo: Invito alla Cena Studio – Dieta Mediterranea Patrimonio Immateriale dell’Umanità, Redazionale
L’Unione Italiana Ciechi patrocina l’evento della cena studio che il Club UNESCO San Benedetto del Tronto, in collaborazione con UNICAM, Università di Camerino, Piceno Promozione, Lions Club San Benedetto del Tronto Host, Rotary Club San Benedetto del Tronto Nord, organizza per il giorno lunedì 17 novembre 2014 alle ore 19.30 presso Villa Picena in Via Salaria 66 a Colli del Tronto.
L’occasione è offerta dal quarto anniversario dell’inserimento della Dieta Mediterranea nella Lista UNESCO dei Patrimoni Immateriali dell’Umanità.
Interverranno alla cena il Dott. Mauro Mario Mariani, Angiologo ed Esperto di Nutrizione, i professori Sauro Vittori ed Alberto Felici dell’Università di Camerino ed il dott. Rolando Rosetti presidente di Piceno Promozione, agenzia della CCIAA di Ascoli Piceno.
Sarà una occasione per assaggiare piatti del territorio che esprimono appieno la filosofia della dieta mediterranea ed approfondire aspetti legati alla salute alimentare, culturali e di sostenibilità ambientale.
La cena ha un costo di 25.00 euro a persona ed è una iniziativa aperta al pubblico, e se vorrete estenderla ad amici e parenti non potrà che farmi piacere.
Treviso: Cerca il Senso, Redazionale
Domenica 14 settembre all’interno della manifestazione “Noi ci siamo…senza barriere” promossa dal Comune di San Polo di Piave (TV) e in collaborazioni con le associazioni del territorio anche l’UICI di Treviso ha proposto un laboratorio sensoriale.
É un’iniziativa, ormai alla sua quarta edizione, a favore della disabilità intesa in senso ampio, la finalità è favorire la rimozione delle barriere sociali e culturali che grazie a questa giornata di condivisione, festa, divertimento, aggregazione e di informazione è diventato un esempio positivo di inclusione ed integrazione.
Il programma della giornata è stato molto ricco e quest’anno ha apportato un tocco di originalità alla manifestazione il laboratorio tattile promosso dalla Dott.ssa A. Bragagnolo e Dott.ssa M. Val. L’idea di avviare un laboratorio tattile itinerante nasce all’interno di un progetto riguardante l’autonomia e la partecipazione del disabile visivo in un’ottica inclusiva. Favorire la conoscenza di altri modi di vedere è alla base del laboratorio in oggetto.
“Cerca il Senso” è un laboratorio pensato per vedenti di tutte le età e per disabili fisici o psichici, è una simulazione dei percorsi al buio. La struttura del percorso è semplice ed è di tipo ludico-conoscitivo, offre comunque la possibilità di scoprire e consapevolizzarsi su altri sensi come il tatto, l’olfatto e l’udito.
Tramite materiali di vario genere, ovvero dalle piante aromatiche alla verdura, dagli indumenti ad oggetti della quotidianità, i partecipanti potranno toccare, sperimentare, riconoscere ed agire attivamente sugli stessi utilizzando principalmente le mani e il tatto, che unitamente agli altri sensi, sono i principali organi di conoscenza del mondo e degli oggetti.
Il percorso sensoriale, nonostante le caratteristiche ludiche è auto-formativo e permetterà di far conoscere l’importanza di questi ulteriori canali sensoriali, sovente dimenticati e trascurati in questo mondo dove tutto è fatto di immagini. Le mani, unitamente al tatto, rivestono per tutte le persone fondamentale importanza come organo di conoscenza ed in particolar modo, per le persone con disabilità visiva.
Alla fine del percorso, dopo essere stati sbendati esiste pure la possibilità di toccare libri in Braille ed utilizzare il bastone bianco.
Torino: Notiziario audio del 31 ottobre 2014, Redazionale
È online la nuova edizione del notiziario audio 011NEWS, n. 38/2014 del 31/10/2014.
Di seguito il link:
http://www.uictorino.it/011news/011news1438.mp3
Tra gli argomenti trattati
- “Sugli strumenti siamo disponibili a dialogare, ma la mobilità resta diritto imprescindibile”. Le richieste della nostra sezione durante l’incontro col sindaco Fassino
- In Italia lavoro per i disabili sempre più difficile: dei 700mila iscritti agli elenchi di collocamento pochissimi vengono assunti
- “Viaggio nei luoghi dell’arte”: e gli atelier di alcuni artisti torinesi diventano accessibili
Buon ascolto
Siena: Cena al buio, di Donatella Bizzarri
La serata sarà un’occasione per utilizzare i nostri sensi in mancanza del senso principale: la vista.
Come si svolge 20,00 – Tutti i partecipanti vengono accompagnati in una sala in cui viene offerto l’aperitivo per familiarizzare gradualmente con il buio.
20,20 – Tutto è pronto per iniziare la cena. All’arrivo delle prime portate la serata entra nel vivo e le piccole difficoltà del buio, come trovare posate, cibo, bicchieri, accendono un clima di curiosità e collaborazione.
Sarà organizzata in collaborazione con le associazioni: UICSI; ASEDO e BOLLICINE
Per informazioni e prenotazioni chiamare il 346 5043084 (Elena) o via mail: sociale@pubblicaassistenzasiena.it
Pubblica Assistenza di Siena
SABATO 22 NOVEMBRE ORE 20.00
SALA ASSEMBLEE Viale Mazzini, 95 Siena
“Il salotto della
PUBBLICA”2014
Cenare alBuio
per informazioni e prenotazioni
chiamare il 346 5043084
confronto di sensi
La cena vedrà impegnati i cuochi dell’ASEDO e delle
BOLLICINE oltre ai camerieri non vedenti organizzati
dall’UICI di Siena. La serata invita a riflettere sui temi
dell’accessibilità universale, un’occasione per utilizzare
i nostri sensi in mancanza del senso principale: la vista.
il costo di partecipazione
è di 20,00 €
prenotazione obbligatoria
entro il 20 novembre
la cena è organizzata da:
Unione Italiana dei Ciechi
e degli Ipovedenti ONLUS
Sezione di Siena
A.SE.DO.
Associazione Senese Down
Forlì e Cesena: Audiodescrizione spettacoli teatrali, Redazionale
AUDIODESCRIZIONE SPETTACOLI TEATRALI
NOVEMBRE – DICEMBRE 2014
TEATRO DIEGO FABBRI – FORLI’
TEATRO BONCI – CESENA
TEATRO COMUNALE – PREDAPPIO
La Regione Emilia Romagna, la Provincia di Forlì-Cesena, il Centro Diego Fabbri, i Comuni di
Forlì, Cesena, Predappio e Sarsina, la sezione provinciale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti
di Forlì e Cesena e il Lions Club Forlì Host sono lieti di comunicarvi le date e gli orari dei prossimi
spettacoli supportati dal servizio di audiodescrizione per utenti non vedenti e ipo-vedenti,
nell’ambito del progetto “Un Invito al Teatro: No-Limits” 2014.
CALENDARIO RAPPRESENTAZIONI AUDIO DESCRITTE
Domenica 16 novembre, ore 15.30 – Il Cappotto Nikolaj Vasil’evič Gogol’
Domenica 14 dicembre, ore 16.00 – Enrico IV di Luigi Pirandello
Domenica 21 dicembre, ore 16.00 – Tè per due operetta vaudeville
INFO/SINOSSI SPETTACOLI
Domenica 16 novembre, ore 15.30
Teatro Bonci – Cesena
IL CAPPOTTO
liberamente ispirato all’omonimo racconto di Nikolaj Vasil’evič Gogol’,
regia di Vittorio Franceschi
con
Vittorio Franceschi
Il cappotto è uno spettacolo teatrale liberamente ispirato all’omonimo racconto di Nikolaj Vasil’evič
Gogol’, capolavoro della letteratura mondiale. L’opera fu scritta da Gogol’ nel 1842.
Molti attori e registi si sono cimentati nella sua rappresentazione, attraverso adattamenti o semplici
letture. In Italia Alberto Lattuada ne trasse un film nel 1952, con Renato Rascel nel panni del
protagonista.
Ambientato nella Russia zarista, Il cappotto racconta le vicissitudini del piccolo funzionario Akàkij
Akàkievic Bašmàckin, che vive serenamente della propria anonima attività di copista, sino al
momento in cui, costretto dalle convenzioni sociali più che dal freddo, deve acquistare un nuovo
cappotto.
Visto che i prezzi per comprare un cappotto sono superiori alle sue possibilità, il protagonista ne fa
confezionare uno al sarto Petrovič, attingendo a tutti i suoi risparmi. L’arrivo del nuovo indumento
rappresenta per Akakij un evento estremamente importante, una gioia che rompe l’assoluta
ripetitività di un’esistenza dedicata al suo sterile lavoro e pare fargli guadagnare il rispetto di quei
colleghi e di quei superiori che prima lo infastidivano quasi ferocemente.
La gioia è di brevissima durata e il dramma dietro l’angolo: quel meraviglioso e minaccioso
cappotto, di cui lui avrebbe fatto volentieri a meno, finisce per causare la sua rovina.
Il cappotto è la storia della maggioranza degli esseri umani, dei “copisti della vita”, i quali mandano
avanti il mondo pur subendone le violenze e gli insulti e ne ripeteno all’infinito le parole e gli usi, i
sentimenti e i desideri, i sogni e i naufragi.
Domenica 14 dicembre, ore 16.00
Teatro Diego Fabbri – Forlì
ENRICO IV
di Luigi Pirandello, regia di Franco Branciaroli
con
Franco Branciaroli
Enrico IV è una commedia in 3 atti di Luigi Pirandello. Fu scritta nel 1921 e l’anno successivo
andò per la prima volta in scena presso il Teatro Manzoni di Milano. Assieme alla più celebre Sei
personaggi in cerca d’autore, questa commedia viene considerata il capolavoro teatrale del
drammaturgo siciliano. Costituisce inoltre uno studio approfondito sulla pazzia e sul rapporto
complesso tra personaggio e realtà, tra maschera e verità, temi molto cari all’autore.
La vicenda si svolge nelle stanze eleganti dell’alta società italiana dei primi del ‘900. Il
protagonista, di nobili origini, prende parte ad una festa in maschera nella quale impersona Enrico
IV. Alla stessa festa partecipano Matilde Spina, donna da lui anelata, e Belcredi, suo rivale in
amore.
Durante i festeggiamenti Belcredi disarciona il nostro protagonista, che, cadendo da cavallo, batte il
capo e si convince di essere davvero il personaggio da lui impersonato in quell’occasione. Passano
anni prima che l’uomo guarisca, mentre la vita di Matilde va avanti sposando proprio il tanto odiato
Belcredi.
A 20 anni dalla caduta, i due fanno visita a Enrico, che, ormai guarito e resosi conto di essere stato
disarcionato intenzionalmente da Belcredi, continua a fingersi pazzo. Dall’incontro tra Enrico e lo
psichiatra chiamato appositamente da Matilde scaturirà una serie di incredibili imbrogli e situazioni
grottesche e angoscianti, tipici delle narrazioni pirandelliane. La commedia si conclude con una
morte inaspettata e una decisione che segnerà per sempre la vita di Enrico.
Domenica 21 dicembre, ore 16.00
Teatro Comunale – Predappio
TE’ PER DUE
operetta vaudeville, regia di Serge Manguette
con
Compagnia Dance University
Jimmy Smith, un milionario arricchitosi con la pubblicazione della Bibbia, ha sposato Sue, una
donna parsimoniosa. Jimmy e Sue vogliono insegnare alla loro pupilla, Nanette, ad essere una
giovane signora rispettabile, ma la ragazza ha un carattere indipendente e vuole divertirsi ad
Atlantic City, incoraggiata da Tom Trainor. Con molte risorse economiche a disposizione e mosso
dal desiderio di usare il suo denaro per rendere felici le persone, Jimmy decide di divenire,
segretamente, il benefattore di tre belle donne. Presto comprende però che le sue buone intenzioni
lo stanno mettendo nei guai: le donne lo ricattano per ottenere più soldi. Jimmy consulta allora
Billy, suo amico avvocato nonché zio di Tom, affinché lo aiuti a far uscire le ragazze dalla sua vita.
Billy consiglia a Jimmy di rifugiarsi a Filadelfia e all’insaputa dell’amico decide di incontrare
insieme a Tom le tre signore nella casa degli Smith ad Atlantic City, il Chickadee Cottage. Venuto a
sapere del desiderio di Nanette di vedere Atlantic City, Jimmy decide di non andare più a Filadelfia
e portare Nanette al Chickadee Cottage, utilizzando la burbera domestica Paulene come guida della
ragazza. Da quel momento equivoci e inganni si susseguiranno con un ritmo incessante.
INFO – PRENOTAZIONI
Ingresso per non vedenti ed ipo-vedenti: omaggio
Ingresso accompagnatori: ridotto
Si chiede gentilmente di voler procedere alla prenotazione quanto prima per potere predisporre il
servizio di audiodescrizione.
Le prenotazioni possono essere effettuate ai seguenti recapiti:
Centro Diego Fabbri
TEL 0543/ 712819
E-MAIL: info@centrodiegofabbri.it
PACCHETTI TURISTICI
E’ POSSIBILE SU RICHIESTA ORGANIZZARE E PREDISPORRE
PACCHETTI TURISTICI
VIAGGIO + VISITA GUIDATA + PRANZO + SPETTACOLO
PER GRUPPI COMPOSTI DA ALMENO DIECI SPETTATORI
Ascoli e Fermo: Cena al buio, Redazionale
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Torino: Campagna di informazione “Vediamoci chiaro”, di Lorenzo Montanaro
Sei video esplorano la vita dei disabili visivi
La sezione torinese UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) lancia la campagna di informazione “Vediamoci chiaro”: 1 spot + 5 interviste video affrontano in modo sintetico ma puntuale alcuni aspetti legati alla vita dei disabili visivi, dalla mobilità al lavoro, dal dibattito sui falsi invalidi alle sfide della quotidianità. Il progetto nasce da vari obiettivi: stimolare una riflessione condivisa, che coinvolga ciechi e vedenti, ma anche sfatare qualche luogo comune e richiamare l’attenzione su problematiche poco conosciute. Spot e interviste vengono diffusi, con cadenza quindicinale, attraverso il sito www.uictorino.it (area News) e la pagina Facebook www.facebook.com/uicitorino.
La storia
Cronaca di una sfida: il quotidiano che non sta sui quotidiani
“Il cane che morde il padrone non fa notizia. Il padrone che morde il cane sì”. Vecchia massima da reporter consumati. Vecchia storia, ben nota a chi scrive i giornali come a chi li legge: con la vita di tutti i giorni non si fa notizia. E’ vero: per sua stessa natura il mondo dell’informazione ha bisogno di stimoli forti, di novità, di fatti che si distinguano dall’opacità quotidiana. Solo che, in certi casi, a forza di dar la caccia all’insolito e all’eccezionale, si rischia di chiudere gli occhi sulla realtà “vera”. Ne sanno qualcosa le persone cieche, che spesso sperimentano sulla propria pelle una serie di “trappole comunicative”.
Trappola numero uno: i “truffaldini”.
Molte volte negli ultimi anni, in un clima da caccia alle streghe, abbiamo assistito alla spettacolarizzazione delle truffe. Protagonisti i cosiddetti “falsi invalidi”. Non passa settimana senza che qualche testata locale o nazionale punti il dito contro i finti ciechi, quelli che rubano, quelli che approfittano. Il fenomeno purtroppo è reale (ed è nell’interesse di tutti combatterlo). In molti casi però l’informazione tende ad amplificarlo e a distorcerlo, fornendo indicazioni non corrette, dati equivoci quando non palesemente falsati. Così, sull’onda della grave crisi economica di questi anni, si crea un atteggiamento di rabbia collettiva, che finisce per ripercuotersi, con conseguenze gravi, anche sui disabili visivi “autentici”. «Si dichiarava cieco, ma spazzava tranquillamente il balcone». «Percepiva l’indennità di accompagnamento ma usava uno smartphone». Titoli del genere sono comparsi e tuttora compaiono su alcune testate giornalistiche, dalla carta stampata al web, dalla radio alla tv. E tutti riflettono una percezione semplicista e riduttiva della disabilità. Come se un cieco, quando si trova in luoghi che conosce, non potesse avere il senso della spazialità o usare strumenti tecnologici (oggi resi sempre più accessibili da applicazioni e ausili specializzati).
Trappola numero due: i “superman”
Sul versante opposto, sempre più spesso, l’informazione tende a raccontare ed esaltare le grandi potenzialità dei non vedenti (e questo, in sé, è senz’altro un bene, specialmente quando si sottolineano la caparbietà e l’impegno necessari per raggiungere risultati ambiziosi). Fanno notizia i ciechi che vincono le paralimpiadi, quelli che riescono a sciare, nuotare, andare in barca a vela, praticare sport che fino a pochi anni fa si consideravano inaccessibili. Tanto che qualcuno potrebbe chiedersi: «ma allora i ciechi che bisogno hanno di aiuto?». Anche in questi casi servono chiarezza e obiettività. Per chi non vede le sfide sportive, così come tante altre esperienze di vita, sono obiettivi possibili, ma per raggiungerli serve la costante collaborazione di persone vedenti. E non tutto è accessibile a tutti. Inoltre, ricordiamolo sempre, le azioni apparentemente più banali sono in realtà le più problematiche e pericolose. Il cieco che, guidato dall’istruttore, percorre con relativa disinvoltura una pista da sci, si può trovare in estrema difficoltà se deve, da solo, attraversare una strada.
La nostra risposta
In mezzo a questi approcci un po’ estremi, l’esperienza dimostra che la maggior parte dei cittadini non ha la minima idea di come si svolga, nel concreto, la vita di una persona cieca.
Per questo l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino ha deciso di lanciare la campagna “Vediamoci chiaro”. Si tratta di una serie di brevi video (circa 2 minuti ciascuno): uno spot iniziale (incentrato sul tema della mobilità) e cinque interviste condotte ad altrettante persone non vedenti. Senza pretendere di essere esaustiva o di avere la verità in tasca, la campagna vuole richiamare l’attenzione sulla vita reale di chi non vede, partendo proprio dalle esperienze del quotidiano. E’ uno spunto di riflessione che usa YouTube, strumento visivo per eccellenza, e in un certo senso cerca di “sfidare” la società dell’immagine. E’ una proposta rivolta a tutti: professionisti dell’informazione, istituzioni, ma anche privati cittadini. Insomma, chiunque abbia voglia di approfondire insieme a noi questi temi è il benvenuto.
Stereotipi (vecchi e nuovi)? No, grazie
Per secoli la letteratura, l’arte e il sentire collettivo ci hanno tramandato l’immagine pietista e paternalista del “povero cieco”, avulso dalla società, costretto a chiedere l’elemosina sui gradini delle chiese o, nella migliore delle ipotesi, rinchiuso per tutta la vita tra le mura di un istituto. Negli ultimi cento anni (soprattutto a partire dal secondo dopoguerra) sono stati fatti enormi passi in avanti. Oggi, grazie a una diversa cultura e a strumenti sempre nuovi, i disabili visivi hanno grandi possibilità di integrarsi nel tessuto sociale: studiano, lavorano (a volte con risultati eccellenti), si sperimentano in attività un tempo impensabili, riescono più facilmente a costruirsi una rete affettiva e una vita relazionale soddisfacente. Sono conquiste preziose, ottenute con sforzo e grande impegno.
Conquiste che a volte rischiano di essere travisate (più o meno in buona fede), qualche volta strumentalizzate. Negli ultimi anni, anche in contesti istituzionali, è capitato a varie persone non vedenti di sentirsi dire: «I ciechi hanno buone gambe: che se ne fanno del trasporto accessibile?». «I ciechi possono lavorare: che se ne fanno dell’indennità di accompagnamento?». «La crisi c’è per tutti: che cosa pretendono i ciechi dallo Stato?».
Al di là di ogni ideologia, va ricordato che, oggi come in passato, la vita di chi non vede è dura e piena di ostacoli. Ecco perché è importante “vederci chiaro”. Serve una cronaca attenta, libera da preconcetti, vecchi o nuovi che siano. Soprattutto in tempi economicamente difficili, se ai non vedenti verrà tolto anche quel minimo di certezze acquisite dopo anni di lotte e fatiche, la loro vita farà un brusco salto indietro. E le conseguenze non tarderanno a farsi sentire.
I video
- Spot Mobilità inaccessibile + intervista a Nunziata Panzarea (consigliera UICI Torino)
Una città come Torino può essere una giungla per chi non vede. Ci sono ostacoli, barriere, imprevisti. Il bastone bianco non è una bacchetta magica, il cane guida non ha i superpoteri. Recentemente purtroppo, complice la crisi, anche quei servizi che consentivano ai ciechi di spostarsi in autonomia e sicurezza sono stati tagliati o stravolti.
- Falsi ciechi o false idee? Intervista a Enzo Tomatis (consigliere UICI Torino)
Spesso i giornali parlano dei falsi invalidi, ma dei ciechi veri e dei loro bisogni non si parla quasi mai. Serve un atteggiamento più equilibrato, ma soprattutto serve chiarezza: tolleranza zero con i truffatori, più servizi per i disabili “autentici”.
- Lavoro. Intervista a Giuseppe Salatino (presidente UICI Torino)
Nell’ultimo secolo, grazie ad alcune innovazioni capitali (come la diffusione della scrittura braille o la nascita dell’Unione Ciechi) la vita lavorativa dei disabili visivi è cambiata moltissimo. Oggi si pongono nuove sfide: alcune professioni storiche, come quella del centralinista, sono entrate in crisi. Per questo è importante trovare risposte adeguate, anche sul piano legislativo.
- Tecnologia. Intervista ad Alessio Lenzi (consigliere UICI Torino)
Il personal computer, internet, gli smartphone: la rivoluzione tecnologica dell’ultimo ventennio ha radicalmente trasformato la vita delle persone cieche, aprendo orizzonti impensabili fino a qualche anno fa. Resta però ancora molto da fare, soprattutto in termini di accessibilità dei siti e degli strumenti.
- Vita quotidiana. Intervista a Oscar Franco (vicepresidente UICI Torino)
Paradossalmente, per una persona cieca, può essere più semplice arrampicarsi su una parete di roccia che attraversare una strada. Spesso le azioni più ordinarie e in apparenza più semplici nascondono i rischi maggiori. Nella vita quotidiana di un non vedente ci sono tante potenzialità, ma anche tanti pericoli e tanti ostacoli. Ecco perché è fondamentale il ruolo dei Volontari del Servizio Civile
I video: una produzione Tekla Tv (www.tekla.tv)
Regia e immagini a cura di Davide Valle
Ufficio Stampa UICI Torino:
Lorenzo Montanaro:
333 447 99 48
ufficio.stampa@uictorino.it – lorenzo.montanaro@gmail.com