Torino: Video “Vediamoci chiaro” di Lorenzo Montanaro

Autore: Lorenzo Montanaro

Prosegue l’impegno dell’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino per un’informazione corretta sulla disabilità visiva. Pubblichiamo oggi un nuovo video della campagna “Vediamoci chiaro”. Dopo gli interventi su mobilità, falsi ciechi, e lavoro, diamo oggi spazio ad Alessio Lenzi, responsabile del Comitato Informatico UICI Torino, che si occupa del delicato rapporto tra disabilità visiva e tecnologia. Il personal computer, internet, gli smartphone: questi strumenti hanno nettamente migliorato la vita delle persone cieche e ipovedenti. Ma resta ancora molto da fare nel cammino della piena accessibilità. Il video è disponibile sul nostro canale YouTube. Come sempre vi invitiamo a guardarlo e a condividerlo attraverso i vostri canali.

Di seguito si riporta il comunicato stampa generale della campagna “Vediamoci chiaro”.

Lorenzo Montanaro

Ufficio Stampa UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) – Sezione Provinciale di Torino

333 447 99 48

ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

 

 

Campagna di informazione “Vediamoci chiaro”

Sei video esplorano la vita dei disabili visivi

 

La sezione torinese UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) lancia la campagna di informazione “Vediamoci chiaro”: 1 spot + 5 interviste video affrontano in modo sintetico ma puntuale alcuni aspetti legati alla vita dei disabili visivi, dalla mobilità al lavoro, dal dibattito sui falsi invalidi alle sfide della quotidianità. Il progetto nasce da vari obiettivi: stimolare una riflessione condivisa, che coinvolga ciechi e vedenti, ma anche sfatare qualche luogo comune e richiamare l’attenzione su problematiche poco conosciute. Spot e interviste vengono diffusi, con cadenza quindicinale, attraverso il sito www.uictorino.it (area News) e la pagina Facebook www.facebook.com/uicitorino.

 

La storia

 

Cronaca di una sfida: il quotidiano che non sta sui quotidiani

“Il cane che morde il padrone non fa notizia. Il padrone che morde il cane sì”. Vecchia massima da reporter consumati. Vecchia storia, ben nota a chi scrive i giornali come a chi li legge: con la vita di tutti i giorni non si fa notizia.  E’ vero: per sua stessa natura il mondo dell’informazione ha bisogno di stimoli forti, di novità, di fatti che si distinguano dall’opacità quotidiana. Solo che, in certi casi, a forza di dar la caccia all’insolito e all’eccezionale, si rischia di chiudere gli occhi sulla realtà “vera”. Ne sanno qualcosa le persone cieche, che spesso sperimentano sulla propria pelle una serie di “trappole comunicative”.

 

Trappola numero uno: i “truffaldini”.

Molte volte negli ultimi anni, in un clima da caccia alle streghe, abbiamo assistito alla spettacolarizzazione delle truffe. Protagonisti i cosiddetti “falsi invalidi”. Non passa settimana senza che qualche testata locale o nazionale punti il dito contro i finti ciechi, quelli che rubano, quelli che approfittano. Il fenomeno purtroppo è reale (ed è nell’interesse di tutti combatterlo). In molti casi però l’informazione tende ad amplificarlo e a distorcerlo, fornendo indicazioni non corrette, dati equivoci quando non palesemente falsati.  Così, sull’onda della grave crisi economica di questi anni, si crea un atteggiamento di rabbia collettiva, che finisce per ripercuotersi, con conseguenze gravi, anche sui disabili visivi “autentici”. «Si dichiarava cieco, ma spazzava tranquillamente il balcone». «Percepiva l’indennità di accompagnamento ma usava uno smartphone». Titoli del genere sono comparsi e tuttora compaiono su alcune testate giornalistiche, dalla carta stampata al web, dalla radio alla tv. E tutti riflettono una percezione semplicista e riduttiva della disabilità. Come se un cieco, quando si trova in luoghi che conosce, non potesse avere il senso della spazialità o usare strumenti tecnologici (oggi resi sempre più accessibili da applicazioni e ausili specializzati).

 

Trappola numero due: i “superman”

Sul versante opposto, sempre più spesso, l’informazione tende a raccontare ed esaltare le grandi potenzialità dei non vedenti (e questo, in sé, è senz’altro un bene, specialmente quando si sottolineano la caparbietà e l’impegno necessari per raggiungere risultati ambiziosi). Fanno notizia i ciechi che vincono le paralimpiadi, quelli che riescono a  sciare, nuotare, andare in barca a vela, praticare sport che fino a pochi anni fa si consideravano inaccessibili. Tanto che qualcuno potrebbe chiedersi: «ma allora i ciechi che bisogno hanno di aiuto?». Anche in questi casi servono chiarezza e obiettività. Per chi non vede le sfide sportive, così come tante altre esperienze di vita, sono obiettivi possibili, ma per raggiungerli serve la costante collaborazione di persone vedenti. E non tutto è accessibile a tutti. Inoltre, ricordiamolo sempre, le azioni apparentemente più banali sono in realtà le più problematiche e pericolose. Il cieco che, guidato dall’istruttore, percorre con relativa disinvoltura una pista da sci, si può trovare in estrema difficoltà se deve, da solo, attraversare una strada.

 

La nostra risposta

In mezzo a questi approcci un po’ estremi, l’esperienza dimostra che la maggior parte dei cittadini non ha la minima idea di come si svolga, nel concreto, la vita di una persona cieca.

Per questo l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino ha deciso di lanciare la campagna “Vediamoci chiaro”. Si tratta di una serie di brevi video (circa 2 minuti ciascuno): uno spot iniziale (incentrato sul tema della mobilità) e cinque interviste condotte ad altrettante persone non vedenti. Senza pretendere di essere esaustiva o di avere la verità in tasca, la campagna vuole richiamare l’attenzione sulla vita reale di chi non vede, partendo proprio dalle esperienze del quotidiano. E’ uno spunto di riflessione che usa YouTube, strumento visivo per eccellenza, e in un certo senso cerca di “sfidare” la società dell’immagine. E’ una proposta rivolta a tutti: professionisti dell’informazione, istituzioni, ma anche privati cittadini. Insomma, chiunque abbia voglia di approfondire insieme a noi questi temi è il benvenuto.

 

Stereotipi (vecchi e nuovi)? No, grazie

Per secoli la letteratura, l’arte e il sentire collettivo ci hanno tramandato l’immagine pietista e paternalista del “povero cieco”, avulso dalla società, costretto a chiedere l’elemosina sui gradini delle chiese o, nella migliore delle ipotesi, rinchiuso per tutta la vita tra le mura di un istituto. Negli ultimi cento anni (soprattutto a partire dal secondo dopoguerra) sono stati fatti enormi passi in avanti. Oggi, grazie a una diversa cultura e a strumenti sempre nuovi, i disabili visivi hanno grandi possibilità di integrarsi nel tessuto sociale: studiano, lavorano (a volte con risultati eccellenti), si sperimentano in attività un tempo impensabili, riescono più facilmente a costruirsi una rete affettiva e una vita relazionale soddisfacente. Sono conquiste preziose, ottenute con sforzo e grande impegno.

 

Conquiste che a volte rischiano di essere travisate (più o meno in buona fede), qualche volta strumentalizzate. Negli ultimi anni, anche in contesti istituzionali, è capitato a varie persone non vedenti di sentirsi dire: «I ciechi hanno buone gambe: che se ne fanno del trasporto accessibile?». «I ciechi possono lavorare: che se ne fanno dell’indennità di accompagnamento?». «La crisi c’è per tutti: che cosa pretendono i ciechi dallo Stato?».

 

Al di là di ogni ideologia, va ricordato che, oggi come in passato, la vita di chi non vede è dura e piena di ostacoli. Ecco perché è importante “vederci chiaro”. Serve una cronaca attenta, libera da preconcetti, vecchi o nuovi che siano. Soprattutto in tempi economicamente difficili, se ai non vedenti verrà tolto anche quel minimo di certezze acquisite dopo anni di lotte e fatiche, la loro vita farà un brusco salto indietro. E le conseguenze non tarderanno a farsi sentire.

 

I video

 

  1. Spot Mobilità inaccessibile + intervista a Nunziata Panzarea (consigliera UICI Torino)

Una città come Torino può essere una giungla per chi non vede. Ci sono ostacoli, barriere, imprevisti. Il bastone bianco non è una bacchetta magica, il cane guida non ha i superpoteri. Recentemente purtroppo, complice la crisi, anche quei servizi che consentivano ai ciechi di spostarsi in autonomia e sicurezza sono stati tagliati o stravolti.

 

  1. Falsi ciechi o false idee? Intervista a Enzo Tomatis (consigliere UICI Torino)

Spesso i giornali parlano dei falsi invalidi, ma dei ciechi veri e dei loro bisogni non si parla quasi mai. Serve un atteggiamento più equilibrato, ma soprattutto serve chiarezza: tolleranza zero con i truffatori, più servizi per i disabili “autentici”.

 

  1. Lavoro. Intervista a Giuseppe Salatino (presidente UICI Torino)

Nell’ultimo secolo, grazie ad alcune innovazioni capitali (come la diffusione della scrittura braille o la nascita dell’Unione Ciechi) la vita lavorativa dei disabili visivi è cambiata moltissimo. Oggi si pongono nuove sfide: alcune professioni storiche, come quella del centralinista, sono entrate in crisi. Per questo è importante trovare risposte adeguate, anche sul piano legislativo.

 

  1. Tecnologia. Intervista ad Alessio Lenzi (consigliere UICI Torino)

Il personal computer, internet, gli smartphone: la rivoluzione tecnologica dell’ultimo ventennio ha radicalmente trasformato la vita delle persone cieche, aprendo orizzonti impensabili fino a qualche anno fa. Resta però ancora molto da fare, soprattutto in termini di accessibilità dei siti e degli strumenti.

 

  1. Vita quotidiana. Intervista a Oscar Franco (vicepresidente UICI Torino)

Paradossalmente, per una persona cieca, può essere più semplice arrampicarsi su una parete di roccia che attraversare una strada. Spesso le azioni più ordinarie e in apparenza più semplici nascondono i rischi maggiori. Nella vita quotidiana di un non vedente ci sono tante potenzialità, ma anche tanti pericoli e tanti ostacoli. Ecco perché è fondamentale il ruolo dei Volontari del Servizio Civile

 

I video: una produzione Tekla Tv (www.tekla.tv)

Regia e immagini a cura di Davide Valle

 

 

Ufficio Stampa UICI Torino:  

Lorenzo Montanaro:

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ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

Siena: Resoconto assemblea programmatica Sezione di Siena dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, di Massimo Vita

Autore: Massimo Vita

 

Il 16 novembre abbiamo svolto la nostra assemblea autunnale per approvare la relazione programmatica e il bilancio per l’anno 2015.

Abbiamo avuto la gioia di incontrare numerosi soci e loro familiari. Alla riunione ha portato il suo saluto, graditissimo, l’onorevole Luigi Dallai il quale ha dato la sua disponibilità a seguire le nostre problematiche in sede parlamentare.

I soci intervenuti al dibattito hanno espresso compiacimento per il lavoro svolto dal consiglio e per la relazione programmatica ma hanno anche auspicato un dibattito approfondito in vista del prossimo rinnovo delle cariche associative.

L’assemblea si è conclusa con un ottimo pranzo preparato dagli amici della cooperativa La Proposta.

Vogliamo ringraziare i soci e in particolare i volontari che ci permettono di vivere questi bei momenti associativi.

Massimo Vita

 

 

Napoli: Barriere architettoniche, di Giuseppe Fornaro

Autore: Giuseppe Fornaro

Video dimostrativo  realizzato presso i paesi dell’Hinterland  vesuviano, che evidenzia la problematica delle barriere  architettoniche, queste rappresentano   la prima causa di  impedimento  alla soddisfacente  vivibilita’ da parte  della cittadinanza disabile .

https://www.youtube.com/watch?v=5blnC9wZaZ8&feature=youtu.be

Riprese: Raffaella Martino, Enza cicatiello, Gaetano Orefice e Giuseppe Fornaro
Montaggio video: Michele e Lucia Manna.

 

Siena: Progetto “Siena 3D”, di Sandro Fornaciari e Massimo Vita

Autore: Sandro Fornaciari e Massimo Vita

Il Rotary Siena e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Siena, invitano alla presentazione del progetto Siena 3D per la fruizione dei beni culturali e architettonici da parte dei disabili visivi.
L’incontro si terrà giovedì 20 novembre alle ore 19 presso Nhexcelsior, la lizza, 1.

I presidenti
Sandro Fornaciari
Massimo Vita

Modena: Presentazione Apple in diretta streaming, Pranzo Sociale, di Ivan Galiotto

Autore: Ivan Galiotto

Cari amici,
da tempo la situazione economica in cui versiamo, ci impone scelte difficili e complicate.
Dal 1 luglio abbiamo spostato la Sede della Sezione, da Via Baraldi 50 a Via Don Milani 54. Questa sofferta decisione è stata presa con lo scopo di razionalizzare le risorse disponibili e per cercare di ottenere qualche entrata dalla locazione dei locali della Sede precedente.
Le spese che dobbiamo sostenere sono molteplici (stipendio dei dipendenti, utenze, tasse, manutenzione locali, spese condominiali, etc.) e stiamo avendo difficoltà a sostenerle con le risorse a nostra disposizione.
Stiamo facendo tutto quanto possibile per contenere le spese e per individuare nuove risorse finanziare. In questo momento, per poter continuare ad offrire i nostri servizi a favore di tutti i non vedenti e ipovedenti della Provincia di Modena, siamo a chiedervi un aiuto.
Per questo vi proponiamo il seguente evento:
Sabato 13 dicembre 2014, Santa Lucia nostra protettrice
Presso la Polisportiva Modena Est, Viale Indipendenza n. 25.
Ore 9.45: accoglienza degli ospiti.
Ore 10.00: NVAPPLE presenta… accessibilità dei prodotti Apple, quando
un dispositivo è davvero per tutti!
Ore 11.30: dialogo col Presidente durante la presentazione individuale
dei prodotti Apple in vista dei corsi del prossimo febbraio.
Ore 12.15: consegna delle Medaglie Commemorative delle nozze d’oro
con L’Unione.

L’evento, per la parte dedicata alla presentazione del progetto NvApple, sarà anche trasmesso in diretta streaming da Radio NvApple e potrà essere ascoltato digitando questo indirizzo internet:

http://www.nvapple.it:8000/stream

Ore 13: Pranzo Sociale raccolta fondi.

Menù:
– bis di primi: garganelli speck e rucola e gramigna panna e salsiccia
– secondi: arrosti misti
– contorni di insalata mista e patate al forno
– dolci misti
– vino in caraffa e acqua minerale
Contributo individuale di 30 Euro.
Verranno osservati scrupolosamente gli orari sopra indicati per la buona riuscita dell’evento. Vi saremmo grati, inoltre, se poteste diffondere la notizia a parenti e amici in modo che possano valutare l’operato della nostra Associazione e considerare i progetti che ha intenzione di intraprendere.
Le prenotazioni dovranno essere effettuate entro e non oltre venerdì 5 dicembre 2014, telefonando in Sezione allo 059/300012 o al 059/260759.
Confidando di poter continuare a svolgere tutte le nostre attività anche grazie al Vostro contributo e ringraziando per la collaborazione e per il sostegno, porgiamo cordiali saluti.

Il Presidente Provinciale

Dott. Ivan Galiotto

Macerata: Cena al Buio, Redazionale

Autore: Redazionale

27/11/2014

Luogo: Agriturismo Moretti Fonte San Giuliano 29 – 62100 Macerata

Inizio della cena
ore 20:30

Quota di partecipazione
30,00 € a persona

Info e prenotazioni
Chiamare Jenny al numero 3338919664

Ma cos’è la cena al buio? è una cena normale, come tutte le altre, con la sola differenza che la sala è completamente buia e tutti i camerieri sono non vedenti. Le persone che vi partecipano entrano in sala senza mai aver visto la dislocazione dei posti, trovandosi così a dover mangiare e …relazionarsi in un contesto completamente sconosciuto, ma al tempo stesso molto interessante e ricco di spunti emozionali. Le cene al buio hanno l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico alle problematiche dell’handicap visivo e di offrire un’esperienza indimenticabile a chi ogni giorno si misura con l’immagine e con la luce! Se siete interessati a vivere questa esperienza, non esitate a prenotare… ma fate presto perché i posti sono limitati! Il menù si compone di: antipasto, due primi, secondo con contorno, dolce e caffè. I piatti saranno a sorpresa, preparati con cura dal personale dell’Agriturismo, a base di prodotti genuini. La serata sarà allietata da giochi e animazioni che coinvolgeranno i partecipanti… il tutto rigorosamente al buio!

Vicenza: I ciechi vicentini hanno perso un altro faro, di Nicola Ferrando

Autore: Nicola Ferrando

È scomparso il cav. uff. Armando Veronese, primo Presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Vicenza
Nella notte tra sabato e domenica scorsi si è spento con grande discrezione com’era suo costume il cav. Armando veronese, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia, la moglie Milly ed i figli, ma anche nell’Associazione da lui fondata e diretta per tanti anni ed in tutti coloro che ne hanno in qualche modo incrociato l’esistenza.
È difficile sintetizzare in poche righe la personalità di Armando, le sue multiformi passioni, il suo contributo per l’emancipazione dei privi della vista, ma è fondamentale partire da un dato: ne 1950 assieme ad un gruppo di amici ha fondato la sezione di Vicenza dell’Unione Italiana Ciechi. Con pochi mezzi, in un locale che definiva “topaia” in quel di San Marcello, con una mitica segretaria, la signora Maria, ha dato inizio ad un’azione di progressiva acquisizione dei fondamentali diritti umani e civili dei ciechi, fino ad allora posti ai margini della società, al massimo sostenuti dalla pubblica assistenza.
Da allora il suo impegno per la causa non ha mai subito pause o rallentamenti, anzi più passavano gli anni più profondeva tempo ed energie, facendo dell’Associazione la seconda, ma talvolta anche la prima,famiglia. Stupiva per la dedizione, la cocciutaggine, la tenacia con le quali affrontava un impegno, soprattutto relativo al lavoro o alla pensionistica di qualche socio: se doveva parlare con un sindaco o con qualche funzionario pubblico, non chiedeva udienza, ma si piazzava in anticamera per ore, finché l’interessato non lo riceveva.
Quando, all’inizio degli anni ‘70, la presidenza della Sezione vicentina dell’UIC passò nelle mani di un altro grande presidente, il Professor Barausse, rappresentante allora dei giovani, non sbatté la porta, ma si pose disciplinarmente a disposizione , assumendo la carica di vicepresidente e seguendo fino a qualche mese fa un settore particolarmente impegnativo come quello dell’integrazione lavorativa e delle questioni previdenziali.
Aveva una concezione elevatissima della dignità dei privi della vista, per i quali i diritti , soprattutto lavorativi, dovevano essere conquistati con le capacità e le competenze personali e non regalati, ma dai quali pretendeva un rigore morale da seguire non solo nel campo professionale, ma anche nei rapporti familiari e sociali.
Quando un socio conseguiva con queste premesse un posto di lavoro, era festa grande con dolce e spumante, in ufficio, assieme alle sue adorate impiegate Anna ed Elisa, per le quali più che un superiore era un padre affettuoso e premuroso.
Questo è stato il suo grande carisma: un’attenzione verso i soci e le loro esigenze che andava al di là della pura prestazione burocratica, ma che si allargava alla parte umana, personale e familiare di ciascuno, per cui più che membro di un’associazione, ciascuno si sentiva amico e sodale con gli altri, ma soprattutto con lui. Ed il consolidamento di questi legami si concretizzava in pranzi, incontri e viaggi, senza dubbio impegnativi, ma ai quali non ha voluto mai mancare anche in età avanzata, convinto nel valore aggiunto del ritrovarsi e della convivialità.
Accanto a questo amore sviscerato per l’Unione, Armando ha coltivato anche un’altra grande passione,la musica: quella praticata, attraverso l’accompagnamento all’organo delle messe domenicali e la direzione del coro parrocchiale, ma anche quella insegnata, come possono testimoniare decine di allievi, soprattutto non vedenti ,che da lui l’hanno imparata in Braille.
Dobbiamo spendere qualche parola anche per il suo impegno nel Movimento Apostolico Ciechi: socio fondatore del gruppo diocesano di Vicenza, negli anni ’70 dà vita all’attività missionaria in favore dei ciechi dei Paesi poveri del mondo, organizzando giornate di sensibilizzazione in più di 100 parrocchie della diocesi e facendo anche parte della commissione nazionale del relativo settore.
Ci piace ricordarlo sorridente, sempre pronto a dispensare consigli e coraggio per affrontare le sfide di ogni giorno.

FOTO vicenza Foto Veronese con Prefetto

Napoli: Cena al buio, di Giuseppe Fornaro

Autore: Giuseppe Fornaro

Si è svolta presso il Centro Liguori di Sant’Anastasia la “Cena al buio”, evento di sensibilizzazione e promozione al problema della disabilità visiva.
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha accolto le Amministrazioni comunali dei paesi dell’Hinterland vesuviano.
All’appello hanno risposto sindaci, assessori e consiglieri che hanno partecipato con interesse attivo ai vari step proposti dagli esperti che hanno curato l’evento: Antonio Maione ed Enrico Mosca alla presentazione e dimostrazione dell’uso dei più comuni ausili usati per la didattica , la riabilitazione e l’autonomia dei videolesi , Raffaella Martino che ha sottolineato con il supporto di alcuni video dimostrativi realizzati sul territorio, l’importanza delle eliminazioni delle barriere architettoniche che rappresentano la prima causa di impedimento alla soddisfacente vivibilità dei paesi di residenza da parte della cittadinanza disabile .
Al termine delle proiezioni il Responsabile U.I.C.I. di zona, Giuseppe Fornaro ha introdotto la parte più impegnativa del percorso accompagnando attraverso un breve corridoio oscurato gli ospiti ai tavoli della sala da pranzo.
La cena si è svolta in una atmosfera buia, allegra e partecipata, guidata magistralmente da uno staff non vedente: Gaetano Orefice, Mario Zungri, Massimo Prisco e Lucia Manna che hanno provveduto ai bisogni degli ospiti durante la cena proponendo riflessioni e nuovi obbiettivi , allietando gli ospiti con letture di poesie a tema scritte direttamente da Lucia .
Ai tavoli, tutti ospiti di eccellenza che hanno ammesso di aver visto con occhi diversi questa realtà che toccata con mano ha certamente una valenza diversa di quanto lo sia immaginandola soltanto.
Forte impegno dei volontari: Irina Radomska, Lucia Castaldo, Patrizia Prota, Annarita De Simone, Luigi Fornaro, Enza Falco, Angela Rea, Luigi Sodano, Daniela Caputo e Carlo Falco che hanno curato tutte le fasi dell’evento, dalla cucina al guardaroba, dall’accoglienza alla preparazione delle sale per il ricevimento e fin dai giorni precedenti che sono stati impegnati per la realizzazione del cortometraggio.
Si ringrazia pubblicamente il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete che ci incoraggia a ripeterci il prima possibile, agli assessori e consiglieri che erano presenti che ci inviano i loro apprezzamenti anche attraverso i social, al sindaco di Somma Vesuviana Pasquale Piccolo con l’assessore alle politiche sociali Giovanni Salierno, al sindaco di Volla Angelo Guadagno con la vicesindaco Simona Mauriello, all’assessore alle politiche sociali di Pomigliano d’Arco, Raffaele Sibilia e alla sensibilità dimostrata dell’ assessore di Pollena, Pasquale Busiello.
Infine un sentito ringraziamento va a tutte le persone che hanno voluto stare con noi in questa serata particolare e che l’hanno resa un sicuro successo.
Giuseppe FornaroFOTO Cena s anastasia

Genova: L’Istituto David Chiossone per i ciechi e gli ipovedenti diventa Fondazione, di Fede Gardella e Paola Iacona

Autore: Fede Gardella e Paola Iacona

In occasione della storica trasformazione, dall’11 al 18 novembre nel Porticato di Palazzo Ducale, una mostra fotografica racconta protagonisti e attività dell’Istituto.
Genova, 11 novembre 2014 – L’Istituto David Chiossone onlus per i ciechi e gli ipovedenti diventa Fondazione: una trasformazione storica che garantirà all’Istituto basi più forti e adeguate alla missione, alle attività e alle dimensioni sempre più rilevanti acquisite in quasi 150 anni di vita, accreditandolo ulteriormente quale centro di eccellenza a livello nazionale. www.chiossone.it

Un patrimonio immobiliare di valore superiore ai 50 milioni di euro, un bilancio annuale intorno agli 11 milioni di euro, 3 sedi di attività istituzionali, 220 posti letto, oltre 170 dipendenti, a cui si aggiungono alcune decine di professionisti e collaboratori: è questa in sintesi la realtà dell’Istituto Chiossone, che acquista così una natura istituzionale e una struttura più solide e si conferma risorsa preziosa per il territorio.

Alla guida dell’Istituto, un Consiglio d’Amministrazione composto, oltre che da una rappresentanza di ex-soci, da rappresentanti di istituzioni pubbliche locali e nazionali: il Ministro della Salute, il Magnifico Rettore dell’Università di Genova, il Presidente dell’Istituto Italiano di Tecnologia, il Comune di Genova e la Regione Liguria, nelle persone del precedente Sindaco e Presidente, e da partner storici, quali Unione Italiana Ciechi della Liguria, Clinica Universitaria Oculistica dei Genova e Istituto Pediatrico Giannina Gaslini, a cui si aggiungono il Presidente dell’Istituto per i Ciechi Cavazza di Bologna in un rapporto di gemellaggio e reciprocità, e il Presidente della Fondazione Carige.

“Con lo statuto della nuova fondazione l’Istituto consolida i propri rapporti nell’ambito delle istituzioni pubbliche, assistenziali e sanitarie, accademiche, scientifiche ed economiche locali, regionali e nazionali” – spiega Claudio Cassinelli, presidente dell’Istituto David Chiossone. – “I circa 100 soci dell’ex associazione, che sono stati negli anni l’elemento che ha garantito la continuità ma anche l’innovazione e l’autonomia del Chiossone, avranno invece nuovo ruolo: quello di Garanti chiamati a sorvegliare ancora che l’Istituto rimanga nel solco della tradizione e sia sempre all’altezza delle sfide dei tempi odierni e futuri”.

Forte della sua rinnovata struttura, l’Istituto proseguirà così ad operare con sempre maggiore impegno in tutti i campi che riguardano l’handicap visivo in tutte le fasce d’età: prevenzione dei danni alla vista, con l’apertura di ambulatori oculistici aperti a tutti; assistenza, riabilitazione, formazione professionale e inserimento lavorativo; ricerca scientifica, oggi anche formalmente inserita nell’oggetto sociale della fondazione, rivolta alle innovazioni tecnologiche e al miglioramento dell’efficacia degli interventi a beneficio degli utenti.
In occasione della trasformazione in Fondazione, le attività, ma soprattutto le persone, cuore della vita quotidiana dell’Istituto Chiossone, saranno al centro della mostra fotografica “Guardiamo Oltre – Dagli sguardi alle prospettive, dalla disabilità all’integrazione”, allestita nel Porticato di Palazzo Ducale dall’11 al 18 novembre.

Nei 50 scatti della fotografa Margherita Loewy, sono protagonisti neonati, bambini, ragazzi, adulti, anziani, affetti da deficit fisici e psichici, personale medico-infermieristico, volontari: tutti con uno sguardo aperto, vero, rivolto alla luce. I ritratti scolpiscono plasticamente i dettagli di volti vividi, eloquenti, che guardano al futuro con fiducia e positività, ma anche spesso segnati dal tempo e da percorsi di accettazione ed autodeterminazione faticosi. Le attività, raccontate attraverso immagini di precisa valenza documentaria, trasmettono l’emozione e l’empatia tra operatore e paziente. Ne scaturisce una documentazione forte, senza veli, di grande impatto emotivo.

Le fotografie in mostra fanno parte del percorso di rinnovamento dell’immagine dell’Istituto, che accompagna la sua evoluzione in Fondazione, in linea con la filosofia di mettere sempre al centro le persone. “Guardiamo Oltre” è il messaggio scelto per indicare come al Chiossone, con il lavoro quotidiano, si guardi oltre al limite della disabilità per puntare alla valorizzazione di tutto ciò che la persona può ancora mettere in campo.

Annullato a causa dell’allerta meteo l’evento inaugurale previsto questa sera, l’Istituto Chiossone ha rimandato il momento di festeggiamento a martedì 18 novembre alle ore 17.

Ufficio Stampa Istituto Chiossone
Fede Gardella – cell. 335/8308666
Paola Iacona – Tel 010 5761700
e-mail: gardella@studiocomunicazionegardella.itfoto genova Guardiamo Oltre_Riabilitazione Adulti

Siena: Una sera a teatro, Redazionale

Autore: Redazionale

Con il Patrocinio del Comune di San Gimignano
Per l’Unione Italiana dei Ciechi e degli
Ipovedenti di Siena.
VENERDI, 21 NOVEMBRE 2014
TEATRO DEI LEGGIERI
PIAZZA DUOMO SAN GIMIGNANO
ore 20:45
SPETTACOLO TEATRALE
CON IL GRUPPO:
I POCHI E NEMMEN’ TANTO BONI
Titolo dello spettacolo: A OGNUNO IL SUO di ALFREDO GIUNTI
E la partecipazione speciale dell’associazione SE MI AIUTI BALLO ANCH’IO
offerta minima 10,00 euro