Torino: Campagna di informazione “Vediamoci chiaro”, di Lorenzo Montanaro

Autore: Lorenzo Montanaro

Sei video esplorano la vita dei disabili visivi

 La sezione torinese UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) lancia la campagna di informazione “Vediamoci chiaro”: 1 spot + 5 interviste video affrontano in modo sintetico ma puntuale alcuni aspetti legati alla vita dei disabili visivi, dalla mobilità al lavoro, dal dibattito sui falsi invalidi alle sfide della quotidianità. Il progetto nasce da vari obiettivi: stimolare una riflessione condivisa, che coinvolga ciechi e vedenti, ma anche sfatare qualche luogo comune e richiamare l’attenzione su problematiche poco conosciute. Spot e interviste vengono diffusi, con cadenza quindicinale, attraverso il sito www.uictorino.it (area News) e la pagina Facebook www.facebook.com/uicitorino.

 

La storia

 

Cronaca di una sfida: il quotidiano che non sta sui quotidiani

“Il cane che morde il padrone non fa notizia. Il padrone che morde il cane sì”. Vecchia massima da reporter consumati. Vecchia storia, ben nota a chi scrive i giornali come a chi li legge: con la vita di tutti i giorni non si fa notizia.  E’ vero: per sua stessa natura il mondo dell’informazione ha bisogno di stimoli forti, di novità, di fatti che si distinguano dall’opacità quotidiana. Solo che, in certi casi, a forza di dar la caccia all’insolito e all’eccezionale, si rischia di chiudere gli occhi sulla realtà “vera”. Ne sanno qualcosa le persone cieche, che spesso sperimentano sulla propria pelle una serie di “trappole comunicative”.

 

Trappola numero uno: i “truffaldini”.

Molte volte negli ultimi anni, in un clima da caccia alle streghe, abbiamo assistito alla spettacolarizzazione delle truffe. Protagonisti i cosiddetti “falsi invalidi”. Non passa settimana senza che qualche testata locale o nazionale punti il dito contro i finti ciechi, quelli che rubano, quelli che approfittano. Il fenomeno purtroppo è reale (ed è nell’interesse di tutti combatterlo). In molti casi però l’informazione tende ad amplificarlo e a distorcerlo, fornendo indicazioni non corrette, dati equivoci quando non palesemente falsati.  Così, sull’onda della grave crisi economica di questi anni, si crea un atteggiamento di rabbia collettiva, che finisce per ripercuotersi, con conseguenze gravi, anche sui disabili visivi “autentici”. «Si dichiarava cieco, ma spazzava tranquillamente il balcone». «Percepiva l’indennità di accompagnamento ma usava uno smartphone». Titoli del genere sono comparsi e tuttora compaiono su alcune testate giornalistiche, dalla carta stampata al web, dalla radio alla tv. E tutti riflettono una percezione semplicista e riduttiva della disabilità. Come se un cieco, quando si trova in luoghi che conosce, non potesse avere il senso della spazialità o usare strumenti tecnologici (oggi resi sempre più accessibili da applicazioni e ausili specializzati).

 

Trappola numero due: i “superman”

Sul versante opposto, sempre più spesso, l’informazione tende a raccontare ed esaltare le grandi potenzialità dei non vedenti (e questo, in sé, è senz’altro un bene, specialmente quando si sottolineano la caparbietà e l’impegno necessari per raggiungere risultati ambiziosi). Fanno notizia i ciechi che vincono le paralimpiadi, quelli che riescono a  sciare, nuotare, andare in barca a vela, praticare sport che fino a pochi anni fa si consideravano inaccessibili. Tanto che qualcuno potrebbe chiedersi: «ma allora i ciechi che bisogno hanno di aiuto?». Anche in questi casi servono chiarezza e obiettività. Per chi non vede le sfide sportive, così come tante altre esperienze di vita, sono obiettivi possibili, ma per raggiungerli serve la costante collaborazione di persone vedenti. E non tutto è accessibile a tutti. Inoltre, ricordiamolo sempre, le azioni apparentemente più banali sono in realtà le più problematiche e pericolose. Il cieco che, guidato dall’istruttore, percorre con relativa disinvoltura una pista da sci, si può trovare in estrema difficoltà se deve, da solo, attraversare una strada.

 

La nostra risposta

In mezzo a questi approcci un po’ estremi, l’esperienza dimostra che la maggior parte dei cittadini non ha la minima idea di come si svolga, nel concreto, la vita di una persona cieca.

Per questo l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino ha deciso di lanciare la campagna “Vediamoci chiaro”. Si tratta di una serie di brevi video (circa 2 minuti ciascuno): uno spot iniziale (incentrato sul tema della mobilità) e cinque interviste condotte ad altrettante persone non vedenti. Senza pretendere di essere esaustiva o di avere la verità in tasca, la campagna vuole richiamare l’attenzione sulla vita reale di chi non vede, partendo proprio dalle esperienze del quotidiano. E’ uno spunto di riflessione che usa YouTube, strumento visivo per eccellenza, e in un certo senso cerca di “sfidare” la società dell’immagine. E’ una proposta rivolta a tutti: professionisti dell’informazione, istituzioni, ma anche privati cittadini. Insomma, chiunque abbia voglia di approfondire insieme a noi questi temi è il benvenuto.

 

Stereotipi (vecchi e nuovi)? No, grazie

Per secoli la letteratura, l’arte e il sentire collettivo ci hanno tramandato l’immagine pietista e paternalista del “povero cieco”, avulso dalla società, costretto a chiedere l’elemosina sui gradini delle chiese o, nella migliore delle ipotesi, rinchiuso per tutta la vita tra le mura di un istituto. Negli ultimi cento anni (soprattutto a partire dal secondo dopoguerra) sono stati fatti enormi passi in avanti. Oggi, grazie a una diversa cultura e a strumenti sempre nuovi, i disabili visivi hanno grandi possibilità di integrarsi nel tessuto sociale: studiano, lavorano (a volte con risultati eccellenti), si sperimentano in attività un tempo impensabili, riescono più facilmente a costruirsi una rete affettiva e una vita relazionale soddisfacente. Sono conquiste preziose, ottenute con sforzo e grande impegno.

 

Conquiste che a volte rischiano di essere travisate (più o meno in buona fede), qualche volta strumentalizzate. Negli ultimi anni, anche in contesti istituzionali, è capitato a varie persone non vedenti di sentirsi dire: «I ciechi hanno buone gambe: che se ne fanno del trasporto accessibile?». «I ciechi possono lavorare: che se ne fanno dell’indennità di accompagnamento?». «La crisi c’è per tutti: che cosa pretendono i ciechi dallo Stato?».

 

Al di là di ogni ideologia, va ricordato che, oggi come in passato, la vita di chi non vede è dura e piena di ostacoli. Ecco perché è importante “vederci chiaro”. Serve una cronaca attenta, libera da preconcetti, vecchi o nuovi che siano. Soprattutto in tempi economicamente difficili, se ai non vedenti verrà tolto anche quel minimo di certezze acquisite dopo anni di lotte e fatiche, la loro vita farà un brusco salto indietro. E le conseguenze non tarderanno a farsi sentire.

 

I video

 

  1. Spot Mobilità inaccessibile + intervista a Nunziata Panzarea (consigliera UICI Torino)

Una città come Torino può essere una giungla per chi non vede. Ci sono ostacoli, barriere, imprevisti. Il bastone bianco non è una bacchetta magica, il cane guida non ha i superpoteri. Recentemente purtroppo, complice la crisi, anche quei servizi che consentivano ai ciechi di spostarsi in autonomia e sicurezza sono stati tagliati o stravolti.

 

  1. Falsi ciechi o false idee? Intervista a Enzo Tomatis (consigliere UICI Torino)

Spesso i giornali parlano dei falsi invalidi, ma dei ciechi veri e dei loro bisogni non si parla quasi mai. Serve un atteggiamento più equilibrato, ma soprattutto serve chiarezza: tolleranza zero con i truffatori, più servizi per i disabili “autentici”.

 

  1. Lavoro. Intervista a Giuseppe Salatino (presidente UICI Torino)

Nell’ultimo secolo, grazie ad alcune innovazioni capitali (come la diffusione della scrittura braille o la nascita dell’Unione Ciechi) la vita lavorativa dei disabili visivi è cambiata moltissimo. Oggi si pongono nuove sfide: alcune professioni storiche, come quella del centralinista, sono entrate in crisi. Per questo è importante trovare risposte adeguate, anche sul piano legislativo.

 

  1. Tecnologia. Intervista ad Alessio Lenzi (consigliere UICI Torino)

Il personal computer, internet, gli smartphone: la rivoluzione tecnologica dell’ultimo ventennio ha radicalmente trasformato la vita delle persone cieche, aprendo orizzonti impensabili fino a qualche anno fa. Resta però ancora molto da fare, soprattutto in termini di accessibilità dei siti e degli strumenti.

 

  1. Vita quotidiana. Intervista a Oscar Franco (vicepresidente UICI Torino)

Paradossalmente, per una persona cieca, può essere più semplice arrampicarsi su una parete di roccia che attraversare una strada. Spesso le azioni più ordinarie e in apparenza più semplici nascondono i rischi maggiori. Nella vita quotidiana di un non vedente ci sono tante potenzialità, ma anche tanti pericoli e tanti ostacoli. Ecco perché è fondamentale il ruolo dei Volontari del Servizio Civile

 

I video: una produzione Tekla Tv (www.tekla.tv)

Regia e immagini a cura di Davide Valle

 

 

Ufficio Stampa UICI Torino:  

Lorenzo Montanaro:

333 447 99 48

ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

 

Napoli: Corso per l’apprendimento del metodo di scrittura e lettura braille di primo livello, di Mario Mirabile

Autore: Mario Mirabile

L’I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca la Formazione e la riabilitazione)e la sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti organizzano un corso finalizzato all’apprendimento del metodo di scrittura e lettura braille, rivolto al personale docente, agli educatori, ai genitori, ai volontari o semplicemente a tutti coloro che sono interessati.
Il corso che si compone di 40 ore di formazione, si svolgerà dal 19 novembre 2014 al 2 aprile 2015 presso la Sezione di napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sita in Napoli alla via S. Giuseppe dei Nudi n. 80 – 80135, tutti i mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 18.00.
Il corso è destinato ad un minimo di 10 allievi (saranno preferiti i candidati che perfezioneranno prima l’iscrizione).
Il costo per la frequenza del corso, per cui verrà rilasciato un attestato di partecipazione dall’I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca la formazione e la riabilitazione) è di €100,00 che dovranno essere versati all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli al momento dell’iscrizione che dovrà essere effettuata entro e non oltre il giorno 14 novembre 2014.
Ad ogni singolo allievo verrà fornita una tavoletta con punteruolo per la scrittura braille, fogli in numero sufficiente per lo svolgimento del corso e delle esercitazioni e ulteriore materiale didattico.
Le lezioni saranno incentrate sui seguenti argomenti:
– il codice Braille: origini, valenza pedagogica e culturale;
– presentazione dei sussidi per la scrittura Braille;
– metodologia e didattica per l’apprendimento della lettura e scrittura Braille, nel contesto dell’integrazione scolastica;
– presentazione della segnografia Braille;
– la scrittura Braille con l’uso della tavoletta;
– esercitazioni di lettura;
– scrittura del braille attraverso l’utilizzo della dattilo braille;
– Il braille e le nuove tecnologie.
Gli allievi dovranno frequentare almeno l’80% delle ore di lezione.
Al termine del corso verrà svolta una prova di verifica delle conoscenze acquisite.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Sig. Pasquale Angeli tel. 3404747199 e-mail costanzo2006@libero.it
Oppure inviare un’e-mail all’indirizzo
uicna@uiciechi.it
Le iscrizioni al corso dovranno essere effettuate entro e non oltre il 14 novembre 2014 presso l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli sita in via S. Giuseppe dei Nudi n. 80, 80135, nei giorni di lunedì e venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00 e di martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 09.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30.

Foggia: torneo di Show-Down, di Carmine Chionchio

Autore: Carmine Chionchio

Nell’ambito delle manifestazioni sportive dell’U.I.C.I,, il 25 U.S. si è svolta a Brindisi nella locale sede un torneo di SHOW-DOWN.
Alla gara, a carattere amichevole, hanno partecipato le Sezioni di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia e Lecce.
La competizione, con un torneo all’italiana, ha premiato la più esperta Sezione di Bari. La compagine foggiana composta da Tiziana Beccia, Antonio Blasotta, Pasquale Iammarino e Donata Vecere, alla loro prima uscita in gare ufficiali ha ben figurato classificandosi al meritatissimo terzo posto con grande soddisfazione degli atleti e del loro allenatore Vito Soldani che con sacrificio ed abnegazione ha saputo creare un gruppo affiatato e, soprattutto, motivato.
La competizione si è svolta in una atmosfera cordiale e corretta che ha lasciato gli organizzatori entusiasti, motivo per organizzare altre manifestazioni che contribuiscono all’aggregazione dei non vedenti .

Carmine Chionchio

Pordenone: Calendario braille 2015 e opuscolo braille “perché si dice, perché si fa – seconda edizione”, di Giorgio Piccinin

Autore: Giorgio Piccinin

La Biblioteca del libro parlato “Marcello Mecchia” dell’U.I.C.I. Onlus di Pordenone ha predisposto anche per il 2015 il calendario braille. Composto da una quarantina di pagine, comprende, oltre alle tradizionali informazioni sui mesi, i Santi e le festività, lo zodiaco, le fasi lunari, le indicazioni per l’imbottigliamento dei vini, l’orario del sorgere e del tramonto del sole, brevi note sui principali personaggi illustri della nostra provincia ed alcuni aforismi.

Costo 10,00 Euro.

Oltre al calendario, la Biblioteca ha preparato la seconda edizione dell’opuscolo «Perché si dice, perché si fa», curiosità sui principali modi di dire e sulle origini di alcune tradizioni popolari.
La pubblicazione offre nuovi spunti per continuare a rispondere a quanti infatti, almeno una volta nella vita, si saranno chiesti il perché o l’origine di alcuni modi di dire o di fare, come “tagliare la testa al toro”, “fare fiasco”, “ambaradan”, unitamente all’origine dell’albero di Natale, della colorazione del pepe o della storia del gelato, della pizza, del simbolo della Ferrari e molte altre, trovando risposta in brevi schede, racchiuse in circa 70 pagine.

Costo 10,00 Euro.

Il pagamento potrà essere eseguito tramite allegato bollettino postale.
Per prenotazioni: U.I.C.I. Pordenone – tel. 0434-21941 – e-mail: uicpn@uiciechi.it.

Biblioteca del libro parlato
«Marcello Mecchia»
U.I.C.I. Onlus Pordenone
Galleria San Marco 4
33170 Pordenone
Tel. 0434-21941
Fax 0434-208258
e-mail: uicpn@uiciechi.it
sito: www.uicpordenone.org
Il responsabile
Biblioteca del Libro Parlato “M. Mecchia” di Pordenone
Sig. Giorgio Piccinin

Direzione Nazionale: Fondo nazionale per le politiche sociali e Fondo per le non autosufficienze: le risorse per il 2015 sono inadeguate, di Marinica Mecca

Autore: Marinica Mecca

Giovedì, 23 ottobre 2014, nel corso di un apposito incontro, i Sottosegretari di Stato al Lavoro e alle politiche sociali, Franca Biondelli, e all’Economia e alle finanze, Enrico Zanetti, hanno presentato, alla FAND, alla FISH e ad altre Associazioni di categoria, le misure che il Governo intende adottare nel 2015 a favore delle persone e delle famiglie a rischio di esclusione sociale.
Presente all’incontro, in rappresentanza della nostra Unione, Paolo Colombo, componente della Direzione nazionale.
Nel corso della riunione, i Sottosegretari hanno comunicato che il disegno di legge di stabilità, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 ottobre, fissa, a decorrere dal 2015, lo stanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali in 300 milioni di euro e lo stanziamento per il Fondo per le non autosufficienze in 250 milioni di euro.
Stanziamenti chiaramente inadeguati, se si considera che il primo Fondo è destinato a finanziare la rete integrata dei servizi territoriali rivolti all’inclusione dei soggetti in difficoltà e il secondo a garantire, su tutto il territorio nazionale, il livello essenziale delle prestazioni assistenziali alle persone non autosufficienti.
Stanziamenti ancora più inadeguati, se si considera che, nonostante, nell’anno in corso, la decrescita economica del Paese abbia aumentato il disagio delle fasce vulnerabili della popolazione, il disegno di legge mantiene invariata, rispetto al 2014, la dotazione del Fondo per le politiche sociali e riduce di 100 milioni di euro, sempre rispetto al 2014, la dotazione del Fondo per le non autosufficienze.
L’incongruità è talmente evidente, che, a detta dei Sottosegretari, il Governo si riserva di verificare, durante la discussione in Aula del provvedimento, la possibilità di incrementare entrambi i Fondi a 350 milioni di euro.
L’impegno è, tuttavia, troppo vago.
Per questa ragione, insieme alla FAND, alla FISH e a tutte le Associazioni convocate, abbiamo chiesto, nel corso dell’incontro, e continueremo a chiedere, nei prossimi giorni, anche con azioni collettive di protesta, la liberazione delle risorse minime indispensabili a mantenere, nel 2015, il livello delle prestazioni del 2014 e l’adozione, per il prossimo triennio, di un piano nazionale di intervento in favore delle persone in difficoltà e delle persone non autosufficienti, sostenuto con finanziamenti annui dell’ordine di un miliardo di euro.

Palermo: In moto senza barriere, di Giuseppe Scaccia

Sabato 11 Ottobre 2014 si è svolta a Palermo la seconda edizione “In moto senza barriere” organizzata dalla Sezione Provinciale di Palermo dell’U.I.C.I. e da Ruote Libere del Moto club della Polizia di Stato – Delegazione di Palermo.
La manifestazione ha offerto l’opportunità al Presidente sezionale, ad alcuni consiglieri provinciali e regionali, all’assistente sociale e ad una ventina di studenti di scuola media superiore ed universitari di salire a bordo di moto di grossa cilindrata e provare il brivido e l’emozione di percorrere in sicurezza le vie di Palermo, di arrivare in cima al monte San Martino delle Scale per giungere poi dopo una bella discesa all’aeroporto militare di Boccadifalco, accompagnati con disinvolta competenza dai nostri amici centauri, per visitare gli elicotteri della Finanza e della Polizia e consumare degli squisiti arancini e altri prodotti della rosticceria palermitana.
Percepire l’ambiente che abbiamo attraversato, sentire scorrere l’aria sul viso, per molti di noi che non era mai salito in groppa ad una moto, è stata una esperienza straordinaria, perché ci ha fatto gustare quel senso di libertà e di indipendenza che possono permettersi quotidianamente tutti coloro che vedono e che amano andare in moto.
Questo piccolo evento che abbiamo vissuto intensamente e con grande amicizia insieme ai nostri piloti, per noi dell’U.I.C.I. di Palermo, rappresenta ancora una volta un segnale importantissimo di attenzione e di solidarietà che apprezziamo moltissimo e che ci auguriamo possa essere di stimolo e di esempio per tutte le istituzioni e per i nostri concittadini.
Il Presidente
Giuseppe Scaccia

Novara: Video documentario – Invito, di Pasquale Gallo

Autore: Pasquale Gallo

Gentilissimo, con la presente desidero invitarla ad un incontro che si terrà venerdì 7 novembre, presso la sala delle colonne della Provincia di Novara in via Greppi n.7 alle ore 11.00.
In tale occasione, verrà presentato in anteprima, un video documentario della durata di venti minuti, realizzato dalla sezione Uici di Novara, che ha lo scopo di far conoscere come vengono affrontate le diverse situazioni e circostanze dalla prospettiva di un non vedente. Per esempio leggere un libro, gestire la propria abitazione, prelevare da uno sportello bancomat, ecc.
Dal mese di ottobre ha avuto inizio, in collaborazione con l’ufficio territoriale scolastico di Novara e provincia, una campagna informativa nelle scuole elementari. Il progetto, denominato “Cecità e Ipovisione: domande a GO GO”, prevede un momento di incontro con i bambini, i quali dopo aver visto il video informativo, possono fare tutte le domande che desiderano. L’idea è quella di creare una raccolta di domande e curiosità dei bambini, i quali verranno invitati a esprimere, attraverso la creazione di un fumetto, quello che hanno percepito dall’incontro.
Inoltre, il video documentario vuole essere uno strumento attraverso il quale possiamo diffondere un messaggio all’opinione pubblica in modo da far comprendere che in fondo manca solo la vista. Quindi, con ausili, accorgimenti e formazione, il soggetto ipo e non vedente è perfettamente integrato nella società. In tale occasione verranno meglio illustrate le finalità del documentario, e i progetti dell’Uici sezione di Novara.
Mi auguro, quindi di poterla incontrare personalmente affinché possa conoscere meglio la realtà della mia associazione.

Il Presidente UICI di Novara
(Pasquale Gallo )

Napoli: Cena al buio, di Giuseppe Fornaro

Autore: Giuseppe Fornaro

“Sotto gli occhi chiusi, quante elevatissime
attività della mente! Il sogno inquieto che
passa sotto la fronte ci trasporta in un mondo
commovente e di riflessione”.
Odilon Redon

Chiudiamo gli occhi….esploriamo il buio…..accendiamo tutti i sensi….
Il 14 novembre 2014 a Sant’Anastasia presso il Centro Liguori, in via San Giuseppe n. 12, l’U.I.C.I. invita le rappresentanze politiche dell’Hinterland vesuviano a chiudere gli occhi per vivere un’esperienza magica al buio, in cui la solidarietà e la gastronomia si sposano in un connubio perfetto.
La cena si svolgerà in una stanza completamente oscurata in cui gli ospiti verranno accompagnati e serviti rigorosamente da persone non vedenti.
Il menù verrà scoperto attraverso i profumi e i sapori, mediante un approccio del tutto nuovo in cui gusto, olfatto, tatto e udito diverranno i protagonisti oscuranti del senso dominante della vista.
Il gioco continuerà nell’immaginare i commensali attraverso il suono della loro voce, in un’esaltante danza della fantasia.
Dal buio si tornerà alla luce con una doppia rivelazione: da un lato gli ospiti si sentiranno vicini alla realtà di chi non può vedere e dall’altro lato scopriranno quanto il loro mondo ipervisivo li distragga da una conoscenza più profonda, ottenuta solo dalla simbiosi perfetta di tutti i sensi.
Ecco che la cena al buio può diventare un’occasione di riflessione per gli altri, per aprire gli occhi sul mondo dei non vedenti e sulle loro difficoltà. Ma può diventare anche un’occasione per fare festa, riscoprire il piacere di fare le cose insieme per renderle meno gravose su se stessi ed avviare quei processi solidali che permettano di risolvere i problemi comuni mediante una sinergia di forze convergenti.
La cena al buio è tutto questo.… ed altro ancora. E’ tutto ciò che ognuno di voi ci vorrà mettere e sentire: emozioni, curiosità, impegno, beneficenza, disponibilità, sensibilità, rispetto…. L’unica parola vietata è: INDIFFERENZA!!!!
Per maggiori info contattare: Giuseppe Fornaro 3735419953 –

uici-anastasia@uicinapoli.it
sezioni provinciali napoli invito_web

Milano: Mass media e accessibilità: un ostacolo o un’opportunità?, di Massimiliano Penna

Autore: Massimiliano Penna

Negli ultimi 2 decenni la nostra società ha vissuto un progresso tecnologico senza precedenti. Da una comunicazione basata sul formato cartaceo e sull’informazione diffusa solo tramite radio, tv e giornali, si è giunti ad un sistema imperniato sempre più sull’informazione diffusa tramite mezzi digitali, in particolare tramite la rete internet.
Se grazie a questo mutamento attualmente gli utenti possono usufruire di un accesso più pratico e immediato alle informazioni stesse, si rileva purtroppo il rischio che da questo progresso e dai conseguenti vantaggi rimangano escluse le categorie più deboli come le persone disabili.
E’ pertanto fondamentale garantire l’effettiva accessibilità dei media, in quanto solo tramite un’informazione totalmente accessibile si realizza la vera integrazione sociale anche dei soggetti più deboli.
Di questi temi si è discusso in occasione del convegno dal titolo “Accessibilità ai media un’opportunità per tutti” svoltosi a Milano presso Palazzo Pirelli il 3 ottobre 2014. L’evento, rivolto a giornalisti, operatori dell’informazione e webmaster, è stato promosso dal CO.RE.COM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) della Lombardia, e rappresenta il frutto di un intenso confronto che ha visto il coinvolgimento di varie associazioni operanti nel 3° settore, fra le quali l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia e l’Ente Nazionale Sordi. Tra gli altri, erano presenti Nicola Stilla, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia, e Franco Lisi, responsabile del Polo Informatico dell’Istituto dei Ciechi di Milano.
Dai vari interventi è emersa in tutta evidenza l’estrema complessità, nonché la delicatezza del tema.
Parlando di “accesso alle informazioni”, infatti, non ci si riferisce più solo alle notizie diffuse tramite giornali, tv e radio, ma ad una serie sconfinata di servizi offerti tanto da privati, quanto dalla Pubblica Amministrazione (si pensi alle banche dati alle quali il cittadino può accedere per ottenere la documentazione di cui necessita senza dover passare per i classici “sportelli” degli enti).
A livello sovrannazionale il diritto all’accessibilità è stato ampiamente riconosciuto in maniera inequivocabile. Come evidenziato nel proprio intervento dal Presidente del Forum Italiano sulla disabilità e Segretario dell’EDF (European Disability Forum) Rodolfo cattani, “La Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità riconosce l’importanza dell’accessibilità, tra l’altro, dell’informazione e della comunicazione al fine di consentire alle persone disabili il pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.
Sia l’Unione Europea, sia gli Stati Membri devono quindi assicurare alle persone disabili la piena accessibilità a tutti gli strumenti della comunicazione scritta, sonora, semplificata e mediata, inclusi quelli specificamente destinati alle persone disabili”.
“Il Forum Europeo della Disabilità, sottolinea Cattani, riconosce che sono stati conseguiti risultati significativi, ma osserva che sussistono numerose criticità riguardo al recepimento e all’attuazione della Convenzione per quanto concerne l’accessibilità dei mezzi dell’informazione, un settore vastissimo in continua evoluzione ed espansione”.
Nello specifico, all’articolo 9, comma 1, la Convenzione invita gli Stati Parti a prendere misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità l’accesso “(b) Ai servizi di informazione, comunicazione e altri, compresi i servizi elettronici e quelli di emergenza”, e al comma 2 per “(g) Promuovere l’accesso per le persone con disabilità alle nuove tecnologie ed ai sistemi di informazione e comunicazione, compreso Internet”. L’articolo 21, inoltre, richiama la necessità di “(a) Mettere a disposizione delle persone con disabilità in forme accessibili e mediante le tecnologie appropriate ai differenti tipi di disabilità, tempestivamente e senza costi aggiuntivi, le informazioni destinate al grande pubblico” e a “(d) Incoraggiare i mass media, inclusi gli erogatori di informazione tramite Internet, a rendere i loro servizi accessibili alle persone con disabilità”.
Fra coloro che più spesso si devono scontrare con il continuo progredire della tecnologia vi sono sicuramente le persone non vedenti ed ipovedenti. In ambito nazionale la legge 4/2004 certamente rappresenta un importante traguardo nell’affermazione del principio dell’accessibilità ai sistemi informativi, in quanto impone obblighi specifici alle Amministrazioni pubbliche e a tutti coloro che offrono servizi di pubblica utilità, affinché garantiscano un livello minimo di accessibilità dei propri servizi per tutti gli utenti.
Afferma Nicola Stilla: “Se da una parte l’applicazione degli standard tecnici segna un livello necessario sotto il quale non è consentito scendere nel rispetto dei principi di parità di accesso, i cittadini utenti e le stesse Amministrazioni, tuttavia, avvertono che la garanzia all’accesso non si esaurisce nel rispetto dei meri aspetti tecnici, poiché il diretto e pieno coinvolgimento delle persone per mettere a punto la vera fruibilità è un passo importante per poter garantire la qualità e l’usabilità dei prodotti”.
La piena accessibilità non è un obiettivo fra i più facili da raggiungere, ed è pertanto fondamentale “fare rete”, mettendo a frutto tutte le conoscenze e le esperienze a disposizione. In tal senso l’Istituto dei Ciechi di Milano, con il proprio Polo Informatico, si pone come valido punto di riferimento scientifico grazie alla costante ricerca di soluzioni che assicurino ai non vedenti e agli ipovedenti un concreto accesso ai mezzi d’informazione. Fra i vari progetti dello stesso Istituto, si segnala un corso rivolto ai giornalisti e ai webmaster che, grazie al supporto di esperti altamente qualificati, potranno acquisire un’adeguata formazione per quanto riguarda le linee guida che, correttamente applicate, consentiranno loro di realizzare siti web che garantiscano un’effettiva accessibilità non solo nel rispetto degli standard minimi imposti dalla legge, ma nel rispetto tanto dei loro utenti, quanto della loro stessa missione: fornire informazioni e servizi.
Riferendosi specificamente ai mass media, prosegue Stilla: “Forse il settore più “coperto” dalla Legge e dai Decreti è quello della stampa. Le informazioni e gli articoli sono oggi sempre più diffusi tramite i siti web, nonché tramite le applicazioni mobili. In merito ai siti web, la Legge 4/2004, anche tramite il Decreto attuativo il cui allegato A è stato aggiornato nel settembre 2013, e il più recente Decreto Legislativo n. 179 del 2012, forniscono dirette indicazioni su come i contenuti debbano essere realizzati. Tuttavia, nonostante tali indicazioni, si deve purtroppo riscontrare una scarsa applicazione dei principi di accessibilità, dovendosi così avvalere di specifici accordi con i mass media di riferimento per poter garantire l’accessibilità per categorie specifiche di utenti. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, infatti, anche a seguito di uno specifico accordo, ha realizzato un servizio di consultazione dei quotidiani tramite il progetto Evalues. Ciò ha consentito anche di realizzare un’applicazione mobile che sia accessibile e fruibile tramite le tecnologie assistive utilizzate dalle persone non vedenti. Tutto questo però dovrebbe poter essere attuabile accedendo direttamente alle risorse disponibili per tutti, al fine di garantire pari opportunità a prescindere da specifici accordi e collaborazioni. Rispetto ai siti web, meno attenzione è rivolta alla progettazione e allo sviluppo di interfacce mobili oggi sempre più diffuse per rendere disponibili news tramite gli smartphone e i tablet, ovvero le APP dedicate a specifici contenuti. Né la Legge, né i decreti citano con chiarezza “anche tramite applicazioni mobili”, con la conseguente libertà da parte dei committenti di richiedere o meno che l’applicazione fatta realizzare sia effettivamente fruibile da parte di tutti, anche tramite le tecnologie assistive. Per gli articoli, spesso forniti in formato PDF, fortunatamente i Decreti attuativi, nonché il Decreto Legislativo n. 179 del 2012, danno chiare indicazioni; ora andrà rivolto ogni sforzo al fine di sensibilizzare gli operatori affinché le stesse siano rispettate.
Per quanto concerne i servizi televisivi e radiofonici invece, sebbene i principi della Legge siano riferibili senza difficoltà, il concetto di accesso universale è pressoché assente, se non in pochi e troppi limitati servizi. I servizi di sottotitolazione e di audiodescrizione, sono sempre pochi e poco garantiti. La legge su questo è in qualche modo “ammorbidita” limitando i produttori a garantire i suddetti servizi in maniera limitata, commisurando l’obbligo al contenuto specifico.
Se da un lato il Legislatore ha il chiaro obiettivo di evitare un eccessivo carico di lavoro nella predisposizione dei contenuti, dall’altro si deve registrare il rischio di esclusione dalla fruizione di molti servizi di utenti di svariate categorie”.
Come si può capire l’accessibilità ai media è un tema alquanto complesso; la tecnologia progredisce a passi da gigante, e ad ogni passo compiuto da quest’ultima corrisponde un mutamento dei criteri per definire l’accessibilità stessa. Il convegno in oggetto ha rappresentato indubbiamente un’ottima occasione di confronto fra i vari esperti presenti, ed è proprio questa la via da seguire: confronto e scambio di esperienze. Tanto più si metteranno a frutto le migliori esperienze, quanto più l’accessibilità ai mezzi d’informazione non rappresenterà più il mero rispetto di obblighi imposti dalla legge, ma sarà davvero un’opportunità da sfruttare da parte di tutti: dagli operatori che potranno competere a tutto campo nell’offrire servizi completi e di alta qualità, e dagli utenti che tramite il libero accesso saranno in possesso di un elemento in più per integrarsi appieno nella società.
Il convegno del 3 ottobre, come già detto, è il risultato di un lungo e intenso lavoro che, si auspica, non si esaurisca in questo singolo evento, ma prosegua con un costante e intenso confronto fra i vari operatori. Per la buona riuscita un ringraziamento particolare va a Federica Zanella, Presidente del CO.RE.COM della Lombardia, nonché a tutti i Membri del Comitato, in modo particolare al Dott. Diego Borella che hanno creduto fortemente nell’iniziativa e che, con il loro impegno, vogliono proseguire sulla strada del pieno accesso alle informazioni, così come testimoniato dal sito web del CO.RE.COM. Lombardia che oggi, anche grazie alla consulenza offerta dall’Istituto dei Ciechi di Milano, è totalmente accessibile a tutte le persone e, quindi, anche alle persone non vedenti ed ipovedenti.