U.I.C.I. Salerno – Verso l’Autonomia: un incontro di successo per l’inclusione scolastica dei bambini ciechi e ipovedenti

Autore: Raffaele Rosa

Si è svolto il 3 marzo scorso presso la Sala “Del SODALIS” del C.S.V. di Salerno l’incontro di categoria un Seminario Dal titolo “Verso l’autonomia esperienze e percorsi educativi per bambini ciechi e ipovedenti” organizzato dall’Unità Territoriale di Coordinamento (UTC) di Caserta per il supporto all’inclusione Scolastica degli alunni non vedenti e ipovedenti della Provincia di Salerno.

L’incontro, moderato dal Prof. Pietro Piscitelli – Coordinatore dell’UTC Campania, Presidente della Biblioteca Italiana per Ciechi “R. Margherita” di Monza e Presidente Regionale UICI Campania – ha visto la partecipazione di numerosi Dirigenti, docenti, educatori, famiglie e studenti, ed è stato un’importante occasione di confronto e aggiornamento sulle tematiche dell’inclusione scolastica e dell’autonomia per i bambini ciechi e ipovedenti.

La Dott.ssa Anna Patrizia Farina, Responsabile del CCT “Centro di consulenza TIFLODIDATTICO” di Caserta e dell’Area di Competenza di Salerno, ha sottolineato l’importanza dell’autonomia per lo sviluppo delle capacità e dell’indipendenza dei bambini ciechi e ipovedenti.

Il Prof. Piscitelli ha illustrato il “potere creativo del tatto”, evidenziando il suo valore come strumento di apprendimento del Braille.

Antonio De Angelis, Presidente U.N.I.VO.C Sezione Provinciale di Salerno e Consigliere Regionale UICI Campania, ha parlato di autonomia, tecnologie assistive e intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di usarle con consapevolezza.

L’Ingegnere Andrea Santoro, Responsabile dell’azienda Guido Ausili, ha presentato una dimostrazione di PC per ciechi e ipovedenti, sottolineando l’utilità di questo ausilio a scuola e nella vita quotidiana.

Il Presidente UICI Sezione Territoriale di Salerno, Dott. Raffaele Rosa, ha riferito dei campi estivi per i soci, evidenziando l’importanza di offrire occasioni di crescita e inclusione ed esperienze condivise.

La Prof.ssa Miriam Farina, rappresentante degli insegnanti di sostegno all’interno Dell’U.T.C di Caserta, ha testimoniato l’importanza dell’inclusione scolastica e della collaborazione per percorsi educativi sempre più efficaci.

Il dibattito, acceso e costruttivo, ha raccolto criticità e proposte da parte dei docenti e studenti per migliorare l’inclusione degli alunni con disabilità visiva.

L’incontro si è concluso con la consegna degli attestati ai docenti e l’impegno a proseguire il lavoro per l’autonomia e l’inclusione dei bambini ciechi e ipovedenti.

U.I.C.I. Reggio Calabria – Giornata Nazionale del Braille 2026

Autore: Francesca Marino

“Celebrata la giornata del Braille: un codice sempre attuale nonostante l’avvento delle nuove tecnologie”

Sabato 28 febbraio, a partire dalle ore 10:00, presso la sede territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Calabria, si è svolto, sia in presenza sia online, un momento di riflessione e confronto dedicato al valore e all’attualità del metodo Braille.

Con l’iniziativa si è voluto ribadire come, nonostante l’avvento delle nuove tecnologie, il Braille resti un sistema attuale, vivo e pienamente integrato con i moderni ausili digitali. Fondamentale per l’accesso all’istruzione e alla formazione delle persone non vedenti, il codice Braille continua ancora oggi a rappresentare una chiave indispensabile di autonomia, crescita culturale e inclusione sociale.

L’evento si è aperto alle ore 10:00 con i saluti della presidente della sezione dell’UICI reggina, Francesca Marino, che ha sottolineato quanto il Braille sia stato determinante nel permettere alle persone non vedenti di raggiungere importanti traguardi e obiettivi personali e professionali. Inoltre, ha evidenziato come esso debba continuare a essere centrale soprattutto in ambito scolastico, accompagnando i bambini e i ragazzi con disabilità visiva nel loro percorso di istruzione e formazione, senza che venga mai messo in secondo piano.

La parola è poi passata alla vicepresidente della sezione dell’UICI reggina, Francesca Barranca, che ha moderato l’incontro introducendo il primo intervento della giornata: quello di Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille. Nel suo intervento, Stilla ha ribadito che non bisogna assolutamente considerare il Braille un codice superato “da mettere in soffitta”, né pensare che debba essere sostituito dalle nuove tecnologie, ma piuttosto affiancato ad esse. Le innovazioni digitali, infatti, rappresentano un supporto prezioso, ma non possono e non devono sostituire la competenza nella lettura e scrittura Braille.

L’incontro è proseguito con l’intervento del ricercatore di matematica presso l’Università degli Studi del Sannio, Michele Mele, autore dei libri “L’universo tra le dita” e “Il richiamo della strada”, che ha affrontato il tema dell’evoluzione del Braille e del ruolo delle persone non vedenti nelle discipline scientifiche. Il professore ha invitato a superare pregiudizi ancora diffusi, sottolineando come anche nei settori scientifici le persone non vedenti possano eccellere, se adeguatamente supportate.

Particolare attenzione è stata dedicata alla figura di Abraham Nemeth, inventore del codice Braille per la trascrizione delle formule matematiche, noto come “Metodo Nemeth”: un esempio concreto di come l’ingegno e la determinazione possano aprire nuove strade nella conoscenza scientifica e nell’accessibilità alla formazione.

Al termine degli interventi, i soci presenti hanno rivolto numerose domande al professore, approfondendo i temi trattati nei suoi libri e nella sua attività divulgativa, attraverso la quale emerge con chiarezza quanto sia fondamentale diffondere una cultura dell’inclusione: con gli strumenti e gli accorgimenti adeguati, le persone con disabilità visiva possono affrontare e superare qualsiasi percorso formativo e professionale.

La giornata si è conclusa con un messaggio condiviso: il codice Braille e le nuove tecnologie rappresentano insieme una forza imprescindibile per una formazione completa e consapevole. Informare e sensibilizzare la società su questi temi è un impegno che deve proseguire, affinché nessuno venga lasciato indietro e l’accesso al sapere sia davvero garantito a tutti.

U.I.C.I. Vibo Valentia – VAZZANO ED I SUOI GIOVANI SULLE STRADE DEL BRAILLE

“I giovani incontrano il braille” è stato l’importante evento formativo targato U.I.C.I. e svoltosi a Vazzano per celebbrare la Giornata Nazionale del Braille, ciò grazie al dinamismo della pro Loco, che ha voluto tenere vivo il contatto con l’Unione rivolgendosi particolarmente agli adolescenti, nella consapevolezza che la conoscenza abbatte ogni barriera ed apre le porte al mondo, facendo toccare con mano la bellezza della diversità e della condivisione. In un’intensa mattinata di illustrazione e confronto, i ragazzi si sono calati con entusiasmo nel vissuto quotidiano di chi non vede ed hanno sperimentato “la vicinanza di quanto appare lontano poiché sconosciuto”. Il Presidente Bartucca ha spiegato la mission associativa e, dopo la proiezione di un video riguardante l’annuale Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo per persone con disabilità visiva e patologie plurime, si è soffermato sull’importanza della Giornata Nazionale del Braille e sul fondamentale ruolo del sistema di lettura e scrittura, che ha rappresentato e rappresenta ancora la chiave d’accesso alla conoscenza per i non vedenti dell’intero pianeta. Anche in questo caso, una breve proiezione e – a seguire – una full immersion pratica con 15 giovanissimi allievi, che hanno potuto utilizzare i classici strumenti per la scrittura, ossia la tavoletta ed il punteruolo. Niente di più concreto per far vivere un’esperienza sicuramente indimenticabile, in un centro della provincia che ha dimostrato attenzione anche nei confronti delle varie attività U.I.C.I., tra le quali il citato Campo Estivo – per la cui realizzazione è in atto una riffa, promossa anche a Vazano attraverso l’installazione di uno stend. In poche parole, il 21 Febbraio 2026 ha significato ciò che vuol essere la Giornata Nazionale del Braille: un’occasione ogni anno nuova per congiungere esperienze e sensibilità diverse in un unico cammino condiviso.

U.I.C.I. Varese – Giornata Nazionale del Braille 2026

Il Braille: leggere il mondo con le dita, vivere alla pari. Chiunque, dopo aver comprato un medicinale o salendo in ascensore, avrà notato almeno una volta nella vita quei punti in rilievo sulle confezioni o sui pulsanti. Così, il braille entra a far parte della vita quotidiana anche di chi non lo sa leggere. Nonostante questo, oggi alcuni ne mettono in discussione l’utilità se confrontato con le tecnologie di sintesi vocale, sempre più simili alla voce umana anche grazie all’avanzare dell’intelligenza artificiale, e con le piattaforme di streaming di audiolibri ormai molto popolari, o con i servizi dedicati esclusivamente a chi non vede, come il Libro Parlato. Ma il destino del braille è davvero quello di scomparire dalla nostra quotidianità e diventare un relitto storico di come si leggeva nei tempi andati?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo raccolto le testimonianze di due giovani della nostra Sezione di Varese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: Laura e Andrea.

Laura

In questo dibattito la mia posizione è netta: il braille è uno strumento ancora attualissimo. L’ho usato costantemente durante i miei studi e sarà lo stesso anche nel lavoro, ma mi ha anche offerto l’occasione per “gettare un ponte” verso altre persone e rafforzare legami di amicizia, e di partecipare attivamente agli eventi della mia comunità.

Partiamo dalla scuola. Non so come avrei potuto risolvere gli esercizi di matematica, svolgere le versioni o imparare a scrivere in inglese senza il braille. Forse non sarebbe stato del tutto impossibile, ma sicuramente il lavoro sarebbe diventato molto più macchinoso e lento. Un discorso simile vale oggi per uno dei miei hobby preferiti: da appassionata di tecnologia, mi piace sperimentare con la programmazione, e scrivere codice informatico sarebbe molto più complicato se non potessi leggerlo sulla mia barra braille.

La barra braille è un dispositivo elettronico che si collega al computer o allo smartphone e restituisce il testo sullo schermo sotto forma di puntini in rilievo, aggiornandosi in tempo reale mentre si scrive o si legge. In questo modo è possibile esplorare parola per parola, riga per riga o carattere per carattere ciò che appare sul display, controllando con precisione ortografia, punteggiatura e struttura del testo.

Un po’ come nella matematica, in questo campo bisogna seguire regole precise, dove sbagliare anche solo un simbolo di punteggiatura o una parentesi genera un errore. Esaminare il codice senza braille significherebbe ascoltare ogni riga magari più volte o carattere per carattere per verificare che la sintassi sia corretta. In università, poi, ho potuto prendere appunti senza dover fare costante affidamento alla sintesi vocale per controllare che ciò che scrivevo fosse corretto, con conseguenti meno distrazioni.

Ma il braille non è solo funzionale, è anche un modo per dare la propria voce ai testi, senza dover dipendere dagli altri o da una voce artificiale che, per quanto sofisticata, non può trasmettere tutte le sfumature espressive di un testo.

Nella mia vita, il braille è diventato anche un mezzo che mi permette di avere una partecipazione attiva nella mia comunità. Frequentando il centro giovanile che riunisce tutte le parrocchie della mia città, spesso partecipo a momenti di riflessione o di preghiera. In queste occasioni porto sempre la barra braille per leggere i testi che ci vengono proposti e annotare qualche pensiero che desidero conservare. Senza il braille, sarei costretta a chiedere continuamente a qualcuno di rileggere per me i punti sui quali voglio riflettere di più, e durante le preghiere e i canti potrei soltanto ascoltare e tentare di ripetere qualche parola: sarebbe un’esperienza molto meno intensa.

Il braille, inoltre, facilita l’inclusione. In primo luogo, consente di organizzare attività inclusive, nelle quali vedenti e non vedenti possono partecipare su un piano di parità. Un esempio sono i giochi da tavolo accessibili, dove le carte riportano i valori sia in braille sia nel formato visivo, così che tutti possano giocare insieme.

Infine, il braille può diventare un ponte verso nuove conoscenze, un canale per creare unità e rafforzare i legami. Mi è capitato più volte di notare come il mio modo di leggere suscitasse curiosità negli altri. Dopo un evento al centro giovanile o una lezione universitaria, spesso qualcuno mi si avvicinava e mi chiedeva come funzionasse la barra braille e come facessi a leggere quei puntini. Così ho dato qualche piccola lezione e ho spiegato che il braille non è una lingua a sé che solo i non vedenti possono capire: sarebbe l’apoteosi dell’esclusione. Invece, il braille non è altro che l’equivalente dell’alfabeto, soltanto trasposto in un sistema di celle da sei puntini ciascuno. Questa esperienza è emozionante perché permette di toccare con mano il vero significato dell’inclusione.

Sicuramente il modo in cui il braille si legge e si scrive è cambiato: ho già citato più volte lo strumento della barra braille, ma esiste anche una funzionalità degli iPhone chiamata “input braille schermo”, una sorta di tastiera virtuale che, al posto delle lettere, presenta i sei punti braille, con i quali si possono comporre tutte le combinazioni che costituiscono le lettere e i simboli del sistema braille. È una funzione che utilizzo tutti i giorni per scrivere messaggi e prendere appunti quando non ho a disposizione il computer.

Tutto questo dimostra che il braille non è affatto un sistema superato, ma è anzi capace di adattarsi ai cambiamenti della tecnologia senza perdere la sua utilità. Contrapporre il braille alle altre tecnologie esistenti è un approccio infruttuoso: entrambi sono opportunità per vivere alla pari con tutti e avere le stesse possibilità di conoscere ed esprimersi.

Andrea

Il Braille non è solo un sistema di puntini in rilievo inventato da Louis Braille.

È, prima di tutto, lettura, comunicazione, autonomia. È la possibilità concreta, per una persona non vedente, di accedere alla cultura e alla vita quotidiana con gli stessi strumenti cognitivi di chi vede.

Parlo anche per esperienza personale.

Sono non vedente dalla nascita e ho imparato a leggere il Braille fin dall’asilo, esattamente come un bambino vedente impara a leggere le lettere stampate. Ringrazierò sempre chi me lo ha insegnato, perché senza il Braille oggi non sarei in grado di fare moltissime cose: dalla più banale — come leggere i numeri dell’ascensore o le scritte sulle confezioni delle medicine – a quelle più importanti, come studiare.

Grazie al Braille ho potuto seguire gli stessi programmi scolastici degli altri, senza dover ricorrere a percorsi semplificati. Ho potuto leggere libri, prendere appunti, affrontare verifiche ed esami con pari dignità. In altre parole: ho potuto essere uno studente come tutti.

Il Braille è stato fondamentale anche nel mio rapporto con la musica. Grazie ad esso ho potuto leggere gli spartiti, studiare e suonare il pianoforte, costruendo un legame profondo con le note esattamente come farebbe qualsiasi musicista vedente con il pentagramma davanti agli occhi. Quegli spartiti in Braille li custodisco tuttora gelosamente: non sono solo carta, ma rappresentano anni di studio, emozioni e crescita personale. Senza il Braille, tutto questo mi sarebbe stato semplicemente precluso.

E il Braille non appartiene affatto al passato.

Anche mentre sto scrivendo questo articolo, sto usando l’Input Braille integrato nell’iPhone, che mi permette di digitare testi tramite le combinazioni dei puntini. È la dimostrazione concreta che tradizione e tecnologia possono convivere: il Braille si è evoluto, adattandosi ai dispositivi moderni, senza perdere la sua essenza.

Oggi, però, sento spesso dire che il Braille sarebbe “superato”, che ormai non serve più perché esistono le sintesi vocali. È una visione pericolosa.

L’audio è utilissimo, certo. Ma ascoltare non è leggere.

La lettura sviluppa competenze diverse: ortografia, struttura delle frasi, consapevolezza linguistica. Senza Braille, una persona cieca rischia di diventare dipendente esclusivamente dall’ascolto, perdendo l’accesso diretto alla parola scritta. Sarebbe come crescere senza aver mai imparato l’alfabeto.

Se il Braille fosse davvero un sistema morto, perché sempre più realtà lo stanno integrando nei loro prodotti?

Un esempio virtuoso è Alce Nero, che da anni inserisce sulle confezioni un’etichetta in Braille con il tipo di pasta contenuto. All’estero capita di trovarlo nei posti più impensati: sulle zollette di zucchero, sui fazzoletti di carta, perfino – una volta mi è successo davvero – su una bottiglia di vino. Sono piccoli gesti, ma fanno una grande differenza, perché restituiscono autonomia e dignità.

Il Braille non è nostalgia. È inclusione pratica.

Per me, sapere il Braille è fondamentale. Senza, saremmo tutti analfabeti e tagliati fuori dalla cultura. Per capire davvero questo punto di vista, provate a immaginare che nessuno vi abbia mai insegnato a leggere. Chiedetevi come vi sentireste: probabilmente smarriti, dipendenti dagli altri, inevitabilmente indietro rispetto al resto del mondo.

Ecco perché difendere e promuovere il Braille significa difendere il diritto alla conoscenza.

Non è un lusso.

Non è un retaggio del passato.

È una chiave di libertà.

U.I.C.I. Enna – Giornata Nazionale del Braille

Autore: Anna Buccheri

La Giornata Nazionale del Braille 2026 nel territorio di Enna è stata caratterizzata da due momenti: uno la mattina e uno il pomeriggio.

La mattina, per il terzo anno consecutivo, avendo seguito e accompagnato il percorso scolastico di una alunna con disabilità visiva, nell’aula magna della Scuola Secondaria di primo grado del plesso “N. Savarese” di Enna, le classi prime (sezioni A, B, C, D) e la terza A hanno incontrato e dialogato con Santino Di Gregorio, Presidente UICI di Enna, con Stefano Salmeri, Professore di Pedagogia generale e sociale dell’Università di Enna “Kore” e con Maria Martelli, Consigliera UICI di Enna che è stata insegnante presso l’Istituto “Ardizzone Gioeni” di Catania.

Il Presidente Santino Di Gregorio ha lanciato la quinta edizione del Concorso rivolto agli alunni della scuola che saranno impegnati nello svolgimento di un tema o di un componimento in cui riverseranno emozioni, sensazioni, riflessioni derivanti dall’incontro. Il Professore Salmeri ha ribadito l’importanza del Braille che ha permesso alle persone con disabilità visiva di diventare cittadini consapevoli del loro ruolo sociale e culturale, essendo un sistema inclusivo che consente di ricucire le distanze e di mettere alla pari con gli altri. La Professoressa Martelli, dopo aver brevemente introdotto le figure di Louis Braille e di Augusto Romagnoli, ha illustrato l’uso dei seguenti sussidi: tavoletta Braille, dattilobraille, cubaritmo, casellario Romagnoli, metro Braille e piano in velcro con cordoncino.

La Dirigente Scolastica, Professoressa Maria Filippa Amaradio, dopo i saluti, ha ricordato il Professore Pino Giunta, collega di Italiano per molti anni, che ha ricoperto un ruolo fondamentale per l’UICI di Enna.

L’Assessore Comunale alla Pubblica Istruzione, Dottor Giuseppe La Porta, ha indicato quello che deve essere un atteggiamento costante e un’abitudine: l’attenzione per i compagni, per chi ci sta accanto, persone con cui condividiamo la strada, compagni di avventura.

Il Presidente del Consiglio di Istituto, rappresentante dei genitori, Dottor Fabrizio Russo, ha sottolineato il valore del rapporto che intercorre tra territorio, tessuto sociale e scuola, essendo necessaria quella formazione che prepara al lavoro attraverso il quale ognuno trova il suo posto nella società e vede riconosciuta la propria dignità di uomo e di donna.

Ragazzi e ragazze non si sono limitati all’ascolto, hanno prestato molta attenzione e sono stati partecipi leggendo loro pensieri e presentando cartelloni da loro preparati guidati dalla Professoressa Rosa Termine, Responsabile del Progetto “Occhi sulle Dita”, e dalle loro insegnanti, Professoresse Amato, Di Maria, Lauricella, Longo, Macaluso e Pavone. Sono emerse le emozioni, perché quando si hanno 11, 12 e 13 anni, sono le emozioni che funzionano da grimaldello per aprire tutte le porte, anche quelle che sembrano prive di serrature.

Così i sentimenti e le sensazioni hanno preso corpo. Rappresentanti di tutte e quattro le prime e della terza A, a volte da soli o a gruppi di due o tre, hanno letto piccoli biglietti a cui hanno affidato i loro pensieri. Le parole usate hanno parlato di maggiore attenzione e pazienza e unità, riconosciute come apprendimenti costruiti in tre anni insieme, insieme a qualcuno che ha mostrato loro anche la bellezza di esplorare il mondo attraverso il tatto e l’udito, perché con le mani non si legge soltanto, ma si scopre il mondo. Nelle parole di questi ragazzi e di queste ragazze si è sentito lo stupore di aver constatato che quella loro compagna, che non vede con gli occhi come loro, vede nel cuore altrui meglio di chiunque altro, è un esempio di forza e non sarà solo un ricordo legato alla scuola, ma “un pezzo di cuore”. Due ragazze della prima B hanno inoltre recitato a turno una strofa della filastrocca Mondo di dita e suoni, trascritta in Braille e in corsivo con elementi tattili in un libro artigianale donato alla compagna, lettura completata dal Professore Salmeri.

Dietro sollecitazione della Professoressa Termine, sono infine state poste dai ragazzi due domande, che, per quanto ricorrenti nella relazione tra chi vede e chi no, hanno restituito tutta la freschezza e la curiosità tipiche di chi le ha formulate: una sul modo di sognare da parte di chi non vede, “Sognate e vedete oppure sognate e non vedete?”; l’altra sui colori, se e come vengono percepiti.

Nel pomeriggio, nella Basilica Santa Maria Maggiore di Nicosia, in provincia di Enna, dopo la Santa Messa è stato inaugurato un pannello esplicativo in nero-Braille che illustra la storia e gli aspetti artistici della Basilica. Il pomeriggio è proseguito nel vicino Oratorio in cui si è discusso di accessibilità a partire da tre relazioni: Gesti che cambiano lo sguardo, della Presidente del Lions Club di Nicosia, Enza Gaglione; La storia del Braille e la sua evoluzione, del Presidente dell’UICI di Enna, Santino Di Gregorio; la Lectio sul testo di Giovanni 9, 1-41, del Parroco dell’Unità Pastorale, Don Filadelfio Scandurra.

Il pannello tattile della Basilica Santa Maria Maggiore di Nicosia si aggiunge a quelli della Basilica di Assoro e della Cattedrale di Nicosia, dando concretezza al progetto di rendere fruibili i beni culturali ed ambientali del territorio per i cittadini con disabilità visiva.

U.I.C.I. Reggio Calabria – Giornata nazionale del Braille 2026

Autore: Francesca Marino

“21 febbraio 2026 – Giornata Nazionale del Braille: l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Calabria richiama l’attenzione su inclusione e accessibilità”

         Il 21 febbraio di ogni anno si celebra la Giornata Nazionale del Braille, istituita il 3 agosto 2007 con la Legge n. 126/2007, quale momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone con disabilità visiva.

         Il Braille è un sistema di lettura e scrittura tattile ideato dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo. È costituito da una cella formata da sei puntini in rilievo, le cui diverse combinazioni consentono l’accesso alla cultura, all’istruzione e all’informazione delle persone non vedenti.

         Ancora oggi, nonostante il crescente sviluppo delle nuove tecnologie e degli strumenti digitali assistivi, il Braille continua a svolgere una funzione fondamentale e insostituibile, rappresentando uno strumento primario di alfabetizzazione, autonomia personale e piena partecipazione alla vita sociale.

         Il codice Braille permette alle persone non vedenti di tutto il mondo di apprendere non solo attraverso le lettere dell’alfabeto, ma anche mediante numeri, segni di interpunzione e simboli matematici, informatici, musicali e chimici, garantendo un accesso completo e strutturato alla conoscenza.

         La Giornata Nazionale del Braille rappresenta un’importante occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza dell’accessibilità, dell’inclusione e del rispetto delle differenze. Parlare di Braille significa parlare di diritti, di dignità e di pari opportunità, riconoscendo che una società realmente civile si misura dalla capacità di abbattere barriere culturali e sociali.

         Per sensibilizzare e informare, la Sezione Territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Calabria organizza un incontro-dibattito celebrativo dedicato alla Giornata del Braille.

         L’evento si svolgerà nella mattinata di sabato 28 febbraio p.v., a partire dalle ore 10:00, presso la sede UICI di Reggio Calabria, sita in via Michele Barbaro n. 33.

         L’iniziativa, moderata dalla Vicepresidente della sezione UICI di Reggio Calabria, Francesca Barranca, vedrà la partecipazione della presidente della sezione UICI reggina, Francesca Marino, di Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille e dello scrittore e ricercatore universitario Michele Mele, autore di pubblicazioni che mettono in luce come la disabilità visiva non rappresenti un ostacolo, ma come sia necessario andare oltre i pregiudizi ancora persistenti.

         L’incontro ha l’obiettivo di promuovere una riflessione condivisa sul valore del Braille quale strumento di autonomia, emancipazione culturale e partecipazione attiva alla vita della comunità.

U.I.C.I. Salerno – Il Braille è Libertà: Una Giornata di Inclusione e Consapevolezza

Autore: Raffaele Rosa

Il 20 febbraio 2026, presso l’Istituto Enzo Ferrari di Battipaglia, si è svolta la XIX Giornata Nazionale del Braille, un evento organizzato dalla sezione UICI di Salerno, dedicato al tema “Il Braille è libertà”.

L’incontro ha visto la partecipazione di studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni, tutti uniti per riflettere sull’importanza dell’inclusione e della valorizzazione della diversità nella formazione delle nuove generazioni.

La giornata è stata inaugurata dai saluti del Vice Questore di Battipaglia, dott. Giuseppe Fedele, del Dirigente scolastico dott. Luca Mattiocco, della Sindaca dott.ssa Cecilia Francese e del Coordinatore dei Giovani UICI Salerno, Alessandro Amoresano.

Ognuno di loro ha sottolineato il valore di questa iniziativa nel promuovere una cultura inclusiva e rispettosa delle differenze.

Gli studenti hanno dimostrato un notevole interesse per le tematiche trattate, partecipando attivamente al dibattito e ponendo domande pertinenti.

Questo coinvolgimento ha reso l’evento un’importante occasione di scambio e crescita.

Il dr. Raffaele Rosa, Presidente U.I.C.I. Salerno, ha moderato l’incontro, introducendo gli interventi dei relatori:

Il prof. Pietro Piscitelli, Presidente Regionale UICI Campania e Presidente della Biblioteca Regina Margherita di Monza, ha evidenziato il valore del sistema di scrittura e lettura Braille, che, dopo circa due secoli dalla sua invenzione, rappresenta non solo uno strumento di comunicazione, ma anche un mezzo di emancipazione per le persone non vedenti.

“Il Braille ha aperto le porte della conoscenza e dell’autonomia”, ha dichiarato il prof. Piscitelli. “È essenziale che le scuole e la società lavorino insieme per creare ambienti inclusivi e accessibili a tutti”.

Il dr. Raffaele Rosa ha poi affrontato il tema dell’accessibilità, illustrando i progressi tecnologici attualmente disponibili per le persone cieche e ipovedenti, sempre in relazione al sistema Braille.

L’Ingegnere Raffaele Di Vaio, dell’Azienda Soluzione 104, ha presentato una dimostrazione di strumenti e ausili informatici utilizzati dagli studenti non vedenti e ipovedenti, sottolineando l’importanza della tecnologia nel superare le barriere.

Il dibattito ha visto una partecipazione attiva di studenti e docenti, che hanno interagito con i relatori, approfondendo le tematiche trattate e contribuendo a creare un clima di condivisione e sensibilizzazione.

La giornata si è conclusa alle ore 12.30, con grande soddisfazione da parte di tutti i partecipanti, che hanno espresso apprezzamento per l’evento e hanno ribadito il loro impegno a promuovere l’inclusione e la cultura della diversità.

La Giornata Nazionale del Braille si conferma così un’importante occasione di crescita e consapevolezza per la comunità, un passo significativo verso un futuro in cui ogni individuo possa sentirsi libero di esprimere se stesso, senza barriere.

XIX Giornata Nazionale del Braille

L'illustrazione, realizzata da Davide Bonazzi, rappresenta una grande mano che permette a delle piccole figure di passare da una zona di ombra a un mondo luminoso, come se fosse un ponte. Dentro la mano si ripete la scritta "Giornata nazionale del Braille", con evidenziata la parola "Braille", come se fosse il ritaglio di una pagina. La mano rappresenta quindi idealmente il Braille (che infatti viene fruito attraverso le mani), che ha permesso e tuttora permette a tante persone di andare nel mondo e comunicare con gli altri

Locandina XIX Giornata nazionale del Braille “Celebrare il Braille: storia, valori e prospettive”

Anche quest’anno il Club Italiano del Braille, in collaborazione con la Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, organizza la XIX Giornata Nazionale del Braille dal titolo “Celebrare il Braille: storia, valori e prospettive”.

Doppia iniziativa per questa Giornata, organizzata in Sicilia il 22 e 23 febbraio e nelle Marche il 26 e 27 febbraio. Appuntamenti all’insegna della musica e delle riflessioni sul Braille per rinnovare l’impegno a favore dell’inclusione, dell’accessibilità e della piena partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita sociale, culturale e lavorativa.

Sarà possibile seguire l’evento di lunedì 23 febbraio da Marsala su:

– Slash Radio Web – ⁠(http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp).

Vi attendiamo numerosi!

Programma MARSALA.pdf

Programma ASCOLI PICENO.pdf

U.I.C.I. Catanzaro – Intitolato Louis braille, il plesso che attiene dell’Istituto Comprensivo Casalinuovo

Una giornata intensa, carica di emozione e di profondo significato civile e culturale, quella vissuta oggi dalla città di Catanzaro in occasione della cerimonia di intitolazione a Louis Braille del plesso Chiattine dell’Istituto Comprensivo Casalinuovo Sud. Un momento solenne che ha unito istituzioni, scuola e comunità in un messaggio forte di inclusione, civiltà e progresso sociale.

L’intera manifestazione si inserisce nell’ambito delle celebrazioni della 19ª Giornata Nazionale del Braille, in ricorrenza istituita con Legge n.126/2007 per promuovere la conoscenza e la diffusione del sistema di lettura e scrittura ideato da Louis Braille, quale strumento fondamentale di autonomia, formazione e piena partecipazione delle persone cieche alla vita culturale e sociale del Paese.

L’intitolazione assume un valore ancora più significativo poiché rappresenta la prima scuola in Calabria dedicata a Louis Braille, segnando un passaggio storico per il territorio regionale e ponendo Catanzaro all’avanguardia in un percorso di sensibilizzazione e riconoscimento del diritto allo studio e dell’accessibilità universale.

Alla manifestazione hanno preso parte le più alte autorità civili e militari del territorio: il Prefetto di Catanzaro S.E. Catrese De Rosa, il Sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, la Vice Sindaca Giuseppina Iemma, l’Assessore alla Pubblica Istruzione Nunzio Belcaro, il Capo di Gabinetto Salvatore Bulotta, il Vicequestore Celestino Frezza, insieme a rappresentanze dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dell’Esercito Italiano, nonché la Dott.ssa Concetta Gullì dell’Ufficio Scolastico Provinciale, una presenza costante anche quella del Centro di Consulenza Tiflodidattica con le dott.sse Sabrina Stuppino e Rosanna Canale che offrono insieme all’UICI consulenze Tiflodidattiche gratuitamente nelle scuole.

Una presenza ampia e autorevole che ha conferito ulteriore valore istituzionale a un evento destinato a lasciare un segno duraturo nella vita della comunità scolastica e cittadina.

Ad aprire la cerimonia è stato il Prefetto, che ha evidenziato l’altissimo valore simbolico dell’intitolazione a Louis Braille, figura universale di libertà e conoscenza, sottolineando come il suo sistema di scrittura abbia rappresentato una vera rivoluzione culturale, capace di restituire dignità, autonomia e pieno accesso al sapere alle persone cieche. Nel suo intervento ha inoltre rimarcato il ruolo fondamentale svolto sul territorio dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, guidata dalla Presidente Luciana Loprete, punto di riferimento costante per la promozione dei diritti, dell’autonomia e dell’inclusione delle persone con disabilità visiva.

Il Sindaco Nicola Fiorita ha ripercorso con orgoglio il percorso amministrativo che ha condotto a questa significativa intitolazione, ricordando come il plesso Chiattine, inaugurato meno di un anno fa, rappresenti oggi un simbolo concreto di una scuola moderna, aperta, accogliente e realmente inclusiva. Un luogo in cui l’educazione non è solo trasmissione di conoscenze, ma costruzione di cittadinanza, rispetto e pari opportunità.

Nel suo intervento, la Presidente Luciana Loprete ha espresso profonda gratitudine e sincera soddisfazione per il traguardo raggiunto, sottolineando come questa prima intitolazione in Calabria rappresenti un segnale culturale forte e lungimirante. Ha ricordato la straordinaria eredità lasciata da Louis Braille, grazie al quale milioni di persone cieche nel mondo hanno potuto studiare, leggere, scrivere e costruire il proprio futuro. Ha inoltre ribadito con forza come, nonostante il progresso delle tecnologie assistive, il Braille resti il cuore della formazione delle persone non vedenti, perché non è soltanto un codice di lettura, ma uno strumento di libertà, autonomia e piena partecipazione alla vita sociale e culturale.

Un sentito e doveroso ringraziamento è stato rivolto alla Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Casalinuovo Sud, Dott.ssa Maria Riccio, per la sensibilità, la disponibilità e la convinta adesione a un percorso che ha reso possibile questa significativa intitolazione, dimostrando attenzione concreta ai valori dell’inclusione e dell’accessibilità ed alla quale la Presidente Loprete ha lasciato in dono una riproduzione della targa intitolativa in quadrocromia braille.

Tra i presenti figuravano inoltre la referente di plesso Maria Pia Guzzi, la collaboratrice della Dirigente Barbara Sacco, le docenti Ilenia Giampa e Morena Amoroso insieme al Coro Arcobaleno, e i docenti della scuola primaria Rina Olivadoti, Maria Teresa Fusto, Rossella Ferrise, Teresa Migali, Donatella Sestieri, Assunta Piemontese, Caterina Vivino, Connie Russo Marano, Francesco Spinelli, Lucia Mungo, Mara Manfredi e Laura Fanuzza, la referente della scuola dell’infanzia “Aranceto” Elena Marcosignori, i referenti del plesso Corvo  Massimilano Talotta e Francesca Muoio tutti protagonisti di un impegno quotidiano volto alla costruzione di una scuola realmente inclusiva e attenta ai bisogni di ogni alunno in un territorio difficile.

Particolarmente significativi gli interventi dei docenti del plesso Chiattine, che hanno sottolineato come questa intitolazione rappresenti non solo un riconoscimento, ma un impegno morale: continuare a lavorare per abbattere ogni barriera, fisica e culturale, promuovendo una didattica capace di accogliere, valorizzare e includere. In un territorio complesso, la scuola si conferma presidio di crescita, dialogo e speranza.

Momento di grande emozione è stato offerto dall’esibizione del Coro Arcobaleno, che ha aperto con l’Inno di Mameli, suggellando il valore istituzionale della cerimonia, per poi proseguire con un brano dedicato al valore dell’inclusione, trasformando la musica in un linguaggio universale capace di unire e sensibilizzare.

La giornata si è poi conclusa con un incontro diretto tra la Presidente e gli alunni in collaborazione con le tiflologhe hanno potuto scoprire la storia di Louis Braille e conoscere da vicino il funzionamento del sistema di lettura e scrittura che porta il suo nome. Attraverso un laboratorio esperienziale e una mostra di ausili tiflo-didattici e tiflo-informatici , i bambini hanno vissuto un momento di autentica scoperta, trasformando la cerimonia in una concreta occasione di crescita, consapevolezza e condivisione.

L’intitolazione del plesso Chiattine a Louis Braille, prima in Calabria e inserita nel quadro della 19ª Giornata Nazionale del Braille, non rappresenta soltanto un gesto simbolico, ma un impegno collettivo e una dichiarazione di intenti: costruire ogni giorno una scuola e una società più giuste, accessibili e inclusive, in cui nessuno resti indietro e in cui la diversità sia riconosciuta come valore, ricchezza e opportunità per tutti.

Momento dell’intitolazione

U.I.C.I. Ferrara – Dalla magia dei puntini all’emozione del teatro

21 febbraio ore 20:30 – Giornata Nazionale del Braille

Il malato immaginario al Teatro Comunale di Ferrara

In occasione della Giornata Nazionale del Braille, che si celebra ogni anno il 21 febbraio per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle persone non vedenti e ipovedenti, la Sezione Territoriale di Ferrara dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) promuove un evento culturale dal forte valore simbolico e sociale.

La serata, intitolata “Dalla magia dei puntini all’emozione del teatro”, rappresenta un ponte ideale tra la rivoluzione silenziosa del Braille e le moderne forme di accessibilità culturale. Sabato 21 febbraio alle ore 20:30, al Teatro Comunale di Ferrara, andrà in scena Il malato immaginario di Molière, grande classico del teatro europeo, reso accessibile grazie all’audiodescrizione.

Il Codice Braille, inventato due secoli fa da Louis Braille – egli stesso non vedente – ha trasformato radicalmente l’accesso alla conoscenza, permettendo a milioni di persone di leggere, studiare e partecipare alla vita culturale in modo autonomo. La Giornata Nazionale, istituita con la Legge n. 126 del 3 agosto 2007, nasce proprio per valorizzare questo strumento come chiave di inclusione, libertà e cittadinanza attiva.

Nel solco di questa eredità, la UICI di Ferrara ha scelto di celebrare la ricorrenza non solo ricordando l’importanza del Braille, ma offrendo un’esperienza concreta di accessibilità culturale. La rappresentazione sarà infatti audiodescritta nell’ambito del progetto Teatro No Limits del Centro Diego Fabbri ETS di Forlì, consentendo anche al pubblico non vedente di cogliere ogni gesto, scena e dettaglio della messinscena. Il teatro diventa così non soltanto uno spettacolo da osservare, ma un’emozione condivisa, un’opera d’arte realmente fruibile da tutti.

Celebrare il Braille significa ribadire che la cultura è un diritto universale e che ogni forma artistica – dalla pagina scritta al palcoscenico – può e deve essere accessibile. L’inclusione non è un concetto astratto, ma una pratica concreta che unisce tradizione e innovazione: dai “puntini” ideati da Louis Braille alle tecnologie contemporanee che ampliano le possibilità di partecipazione.

“L’accessibilità a ogni forma di cultura non è solo un diritto, ma un valore da promuovere costantemente – afferma Alessandra Mambelli, Presidente della UICI di Ferrara -. Grazie a geniali invenzioni come il Braille e alle moderne tecnologie, oggi possiamo rendere fruibili libri, spettacoli e opere d’arte a chiunque, eliminando barriere e creando opportunità di partecipazione reale. Ringraziamo di cuore tutti coloro che vorranno unirsi a noi in questa serata speciale, per condividere insieme la magia della cultura senza barriere.”