Museo Tattile Statale Omero – Sensi d’estate 2013, Redazionale

Autore: Redazionale

Percorsi multisensoriali di Arte, Teatro, Musica, Odori e Sapori.
17 luglio — 21 agosto.
Tutti i mercoledì dalle 21,30 alle 24,00.
Museo Tattile Statale Omero – Mole Vanvitelliana, Ancona.
INGRESSO LIBERO.

Torna Sensi d’estate, la rassegna culturale estiva organizzata dal Museo Omero. La tredicesima edizione propone al suo affezionato pubblico un calendario ricco di novità

SPETTACOLI
I Concerti e recital teatrali si svolgono all’aperto, nella corte interna della Mole Vanvitelliana. Inizio ore 21,30. Ingresso libero. I posti a sedere sono limitati: si accettano prenotazioni solo per persone con disabilità.
17 LUGLIO Teatro – Il Registro dei peccati – MONI OVADIA
Rapsodia lieve per racconti, melopee, narrazioni e storielle
Recital – reading sul khassidismo ideato e interpretato da Moni Ovadia.
Durante lo spettacolo, lo spettatore viene condotto verso un mondo straordinario che è stato estirpato dal nostro paesaggio umano e spirituale. Il linguaggio più autentico con cui si espressero gli ebrei della diaspora ebraica fu quello del khassidismo, che è la celebrazione della fragilità umana e della sua bellezza. In quella celebrazione si riconosce la maestà ineffabile del divino, che nella visione khassidica viene celebrato con la preghiera e con lo studio ma anche con il canto, la danza e la narrazione.

24 LUGLIO  – Concerto – Phineas Gage – ROBERTO ANGELINI
Cantautore. Chitarrista acustico. Jazzista. Polistrumentista.
31 LUGLIO – Teatro – LA STORIA DI BABAR  e HUMUS
Un’originale combinazione di spettacoli teatrali accomunati dal sapore della fiaba.
Produzione Ponte Tra Culture
7 AGOSTO – Concerto – VARIAZIONI SU TANGO QUARTET
Concerto dedicato al compositore argentino Astor Piazzolla e del suo erede europeo Richard Galliano.
14 AGOSTO – Teatro e Musica – MOI POUR TOI
EDITH PIAF: un’artista che cantava l’amore e lo disperdeva per le strade del mondo.

21 AGOSTO – Concerto – DUO BUCOLICO
Vaniloqui poetici e inverosimili fiabe dei cantautori romagnoli Antonio Ramberti e Daniele Maggioli.
ARTE
Il Museo, sempre aperto durante le serate, sarà arricchito da sculture e istallazioni multisensoriali delle artiste marchigiane Sheila Rocchegiani, Chiara Ludolini e Sara Pandolfi e da percorsi esperenziali dedicati.
Mostra Verso il Terzo Paradiso
L’Italia riciclata di Michelangelo Pistoletto e opere sul tema degli studenti dei Licei artistici e delle Accademie di Belle Arti.

DEGUSTAZIONE
Ogni serata è dedicata all’arte del gelato di Paolo Brunelli che incontra produttori locali, eccellenze del territorio marchigiano. Combinazione di sapori e profumi, per esaltare il senso del gusto.
INFORMAZIONI
Ogni serata il pubblico potrà sostenere con una donazione le attività dell’Associazione Per il Museo Tattile Statale Omero Onlus.
La rassegna Sensi d’estate è realizzata con il patrocinio della Regione Marche, con il contributo di Banca Marche, in collaborazione con il Comune di Ancona, l’Associazione “Per il Museo Tattile Statale Omero”, ComConcerto, Nottenera, Gelateria Brunelli, Jes!, ed è all’interno di “Amo la Mole”, “Ancona 2400 anni”, “Happy Museum”. Si ringrazia Varnelli, Slow food, Caseificio Trionfi Honorati, Garofili vini, Del Carmine, Café Spezial.
INFORMAZIONI
Museo Tattile Statale Omero
Mole Vanvitelliana
Banchina Giovanni da Chio 28
60121 Ancona
Tel + 39 071.2811935
Fax + 39 071.2818358
Email info@museoomero.it

9° CENSIMENTO INDUSTRIA E SERVIZI, ISTITUZIONI E NON PROFIT: UN PAESE IN PROFONDA TRASFORMAZIONE, di Anna Monterubbianesi

Autore: Anna Monterubbianesi

Cresce il non profit, arretra la Pubblica Amministrazione, cambia il sistema delle imprese a causa della crisi economica e del cambiamento del contesto competitivo. E’ quanto emerge dalla rilevazione censuaria che ha coinvolto 260mila imprese, oltre 300mila istituzioni non profit e 13mila istituzioni pubbliche

Roma, 11 luglio 2013 – Il mondo del non profit cresce e si diversifica, la Pubblica Amministrazione si snellisce, il settore delle imprese subisce trasformazioni nel contesto della crisi e della globalizzazione. A confermarlo sono i risultati del 9° Censimento Istat su Industria e servizi, Istituzioni pubbliche e Non Profit. Alla rilevazione hanno partecipato oltre 300mila organizzazioni non profit, 13mila istituzioni pubbliche e un campione di 260mila imprese (tutte quelle con 20 e più addetti e circa 190mila unità produttive di piccole e piccolissime dimensioni).

Innovativa nel metodo e nelle tecniche di rilevazione, l’operazione censuaria si è caratterizzata per un uso quasi capillare del web da parte dei soggetti coinvolti nella compilazione dei questionari. Proprio questo ha consentito la pubblicazione dei dati definitivi a distanza di soli quattro mesi dalla chiusura delle rilevazioni sul campo.
Accanto ai dati tradizionali, alcuni approfondimenti inediti su occupazione, governance, internazionalizzazione e strategie finanziarie costituiscono una solida base informativa per un monitoraggio continuo delle trasformazioni della realtà produttiva italiana.

Le dinamiche del sistema produttivo italiano si evincono dal raffronto tra i risultati del 9° Censimento e quelli della precedente edizione; la vivacità del sistema ha subito un rallentamento negli ultimi anni a causa della crisi strutturale che ha investito gran parte dell’Europa.
Il dinamismo interno al sistema è rappresentato anche da un fenomeno peculiare che emerge dall’indagine: l’effetto “sostituzione” tra un settore e l’altro in termini di occupazione e unità economiche. Se, da una parte, diminuisce l’occupazione dipendente nell’istruzione e nella sanità e assistenza sociale pubblica (rispettivamente -10,3 per cento e -8,6 per cento), dall’altra aumenta contestualmente nelle stesse attività economiche il numero degli addetti nel non profit (+78mila nell’istruzione, +123mila nella sanità e assistenza sociale) e nelle imprese (rispettivamente +13mila e +148mila). Una conferma del progressivo ampliamento dei servizi di mercato chiaramente misurato dal Censimento.

 

 

 

 

 CRESCE IL RUOLO DEL NON PROFIT

Al 31 dicembre 2011 le organizzazioni non profit attive in Italia sono 301.191, con un incremento del 28% rispetto al 2001, anno dell’ultima rilevazione censuaria sul settore. Più contenuto, ma sempre positivo, il dato relativo all’incremento di istituzioni con addetti (+9,5 per cento) con una crescita del personale dipendente pari al 39,4 per cento rispetto al 2001. Il non profit cresce soprattutto nel Nord e nel Centro Italia, con punte più alte di presenza e attività in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Il settore conta sul contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, 681mila dipendenti, 270mila lavoratori esterni e 5mila lavoratori temporanei.
Nel tessuto produttivo italiano, il non profit occupa una posizione significativa: il 6,4 per cento delle unità economiche attive. Il settore della cultura e dello sport assorbe il 65 per cento del totale delle istituzioni non profit, seguito dai settori dell’assistenza sociale (con 25mila istituzioni), delle relazioni sindacali e di rappresentanza (16 mila realtà), dell’istruzione e ricerca (15mila istituzioni).
Il peso della componente non profit nell’assistenza sociale è significativo anche in termini di occupazione con 544 addetti ogni 100 nelle imprese.
Quasi la metà dei dipendenti impiegati nelle istituzioni non profit (46,9 per cento) è concentrata in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna.
 IMPRESE: DIECI ANNI DI TRASFORMAZIONI

Il censimento delle imprese si è articolato su due livelli: il primo ha consentito di migliorare le misurazioni delle caratteristiche strutturali delle imprese e dell’occupazione e di misurare con precisione i cambiamenti strutturali manifestatisi tra il 2001 e il 2011; il secondo, basato su una rilevazione che ha coinvolto un campione di 260mila imprese, ha approfondito la conoscenza dei fattori di competitività delle unità produttive, con particolare attenzione a quelle di piccola dimensione. Il confronto tra 2001 e 2011 è fortemente condizionato dal 2008, anno in cui la crisi economica ha investito i sistemi produttivi di tutti i Paesi europei e dell’Italia in particolare, interrompendo una fase di crescita che mostrava segni di accelerazione. Al 31 dicembre 2011, le imprese attive sono 4.425.950, con un aumento dell’8,4 per cento rispetto al 2001. Sul territorio, si registra un consistente aumento delle imprese nel Sud (12,2 per cento), seguono Centro (11,5 per cento) e Isole (10,7 per cento). Per quanto riguarda l’occupazione, la rilevazione censuaria registra 11,3 milioni di lavoratori dipendenti, 5,1 milioni di indipendenti, 421 mila esterni e 123mila temporanei. L’incremento rispetto al 2001 è modesto (+4,5 per cento); tuttavia nel corso del 2011, circa 295mila imprese con almeno tre addetti hanno effettuato nuove assunzioni: la percentuale più alta (31,4 per cento) si registra nell’industria.
Per quanto riguarda la governance, si conferma il carattere familiare del sistema imprenditoriale italiano, che vede in oltre il 90 per cento delle imprese con almeno tre addetti una persona fisica come socio principale. Raramente il primo socio ha nazionalità estera, il fenomeno è più frequente in Toscana (5,1 per cento) e Lombardia (4,5 per cento).
La proprietà delle microimprese (tra 3 e 9 addetti) appare piuttosto stabile nel tempo: nel 72,7 per cento dei casi non vi è stato nel periodo 2006-2011 un passaggio generazionale, né è previsto per il 2012-2016. A capo delle microimprese nella maggior parte dei casi si trovano uomini al di sopra dei quarant’anni, diplomati, con precedenti esperienze di lavoro dipendente. Nelle regioni meridionali una minore età media degli imprenditori si associa a una quota mediamente più elevata di imprenditori senza precedente esperienza lavorativa.

 

 

 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SI FA PIÙ PICCOLA

Diminuisce il numero delle istituzioni pubbliche che, al 31 dicembre 2011, sono 12.183, il 21,8 per cento in meno rispetto alla precedente rilevazione del 2001. La riduzione è legata a una serie di interventi normativi e di processi di razionalizzazione che hanno portato negli anni alla trasformazione di enti da diritto pubblico a diritto privato e all’accorpamento tra istituzioni diverse. Nel 2011 i lavoratori attivi della PA sono poco più di 2,8 milioni, 116mila i lavoratori esterni, 11mila i lavoratori temporanei, 69mila i volontari impegnati nelle amministrazioni pubbliche, al netto dei militari e degli appartenenti alle forze di polizia. Tra gli enti locali, sono i Comuni ad aver subito la più forte contrazione del numero di addetti (-10,6 per cento), un po’ meno si registra nelle Regioni (-8,6 per cento). Solo le Province, le Comunità montane e isolane e le Unioni di comuni hanno aumentato nel decennio i dipendenti (+11,3 per cento le prime, +42,9 per cento le seconde) in coerenza con l’aumento del loro numero (da 102 a 109 le prime e da 355 a 573 le seconde). Tendenza opposta si osserva, invece, in Valle D’Aosta, Sicilia e Provincia autonoma di Trento che hanno visto aumentare il numero degli addetti in rapporto alla popolazione. La diminuzione del personale dipendente (-24,8 per cento) si riscontra anche nelle Altre istituzioni pubbliche (Camere di Commercio, ordini e collegi professionali, università ed enti di ricerca). Significativa anche la contrazione (-14,2 per cento) del numero di addetti negli Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e nelle amministrazioni dello Stato: Ministeri, Agenzie dello Stato, Presidenza del Consiglio.

 

 

 

Il Forum Terzo Settore ha incontrato il viceministro all’economia Fascina, di Anna Monterubbianesi

Autore: Anna Monterubbianesi

Roma 2 luglio 2013
 
Una delegazione del Forum Nazionale del Terzo Settore ha incontrato ieri il Viceministro all’Economia e alle Finanze Stefano Fassina.
 
“Un incontro positivo – dichiara il Portavoce Pietro Barbieri –  che ci ha permesso di porre all’attenzione del Viceministro questioni per noi prioritarie. A partire dalla necessità, condivisa con il Viceministro, che il Terzo Settore trovi una sua collocazione ben definita e spazi di riconoscimento all’interno dei quali il welfare non sia più considerato residuo e subordinato, ma parte integrante e qualificante del nostro sistema economico e di sviluppo, in grado di garantire coesione, e sicurezza sociale, equità e occupazione, in particolare giovanile e femminile.”
 
Tra le questioni che la delegazione del Forum, composta dal portavoce Pietro Barbieri, i rappresentanti del  coordinamento Enzo Costa, Andrea Fora, Maurizio Mumolo, Stefano Tassinari e il Direttore del Forum Domenico Iannello, ha presentato al Viceministro Fassina, la questione sociale del Paese che oggi è diventa ogni giorno di più emergenziale, il mantenimento dell’Iva al 4% per le prestazioni di servizi socio sanitari ed educativi resi dalle cooperative sociali, il rifinanziamento dei Fondi per le politiche sociali e l’aumento delle risorse destinate alla cooperazione internazionale – secondo gli impegni presi -, la stabilizzazione del 5 per mille che deve diventare una questione di diritto, la definizione di un piano d’azione nazionale contro la povertà, il tema occupazionale, la riduzione delle spese militari, la revisione dell’Imu per il non profit, il ritardo dei pagamenti da parte della PA e la necessità che venga ripristinato un organismo come l’Agenzia per il Terzo Settore.
 
“Abbiamo apprezzato l’attenzione del Viceministro Fassina – prosegue Barbieri – vicino al nostro mondo e sensibile alle nostre istanze. Proprio da parte del Viceministro è arrivata infatti la proposta di individuare alcune priorità sulle quali cominciare a lavorare insieme, pur tenendo conto della difficile situazione economica del nostro Paese e di quella della finanza pubblica. Il Viceministro ci ha invitati a fissare un secondo incontro già da settembre e ad avviare un confronto ed una collaborazione anche con l’Agenzia delle Entrate e con i Presidenti della Commissione Finanze di Camera e Senato.”
 
“Da parte nostra – conclude il Portavoce – abbiamo chiesto che anche con il Ministero dell’Economia venga istituito un Tavolo permanente di consultazione che consenta un confronto e un dialogo con il nostro mondo, che ci coinvolga in prima persona e che sancisca quel segnale di riconoscimento del nostro ruolo che rivendichiamo da tempo.”
 
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Anna Monterubbianesi
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Provvedimenti assunti dal Consiglio dei Ministri, di Giovanni Pagano

Autore: Giovanni Pagano

Il Presidente nazionale FAND e ANMIC,  Giovanni Pagano, esprime tutta la sua soddisfazione per i provvedimenti assunti ieri l’altro dal Consiglio dei Ministri.
Finalmente, afferma Pagano, siamo riusciti ad ottenere chiarezza in merito alla questione del reddito familiare per le pensioni di invalidità, anche gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori disabili sono un buon segnale che ci viene lanciato dal Governo. Indubbiamente un buon viatico e motivo di attenta riflessione in vista della conferenza nazionale di Bologna.
In particolare, ANMIC, ritiene che la definitiva soluzione della controversia relativa  alla questione del reddito è una grande vittoria; da anni l’associazione ha posto il problema all’attenzione delle forze politiche ed istituzionali, stimolando interpellanze ed emendamenti ed oggi tutto il lavoro svolto ha avuto un riscontro positivo, afferma Pagano.
Lo stesso esprime giudizi positivi anche relativamente al Piano di Azione redatto dall’Osservatorio nazionale sulla disabilità, che impegna tutte le istituzioni ad una attenta applicazione della convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

 

Biella: Visite oculistiche di prevenzione ai bambini delle Scuole del Biellese, di Anna Zaninetta

Autore: Anna Zaninetta

Relazione Conclusiva
LINEE GUIDA PER L’ATTUAZIONE DI UN PROGRAMMA DI SCREENING ORTOTTICO DELL’AMBLIOPIA
(Riferimento scientifico tratto da AIORAO- associazione italiana Ortottisti Assist. In Oftalmologia)
L’ambliopia è una patologia oculare tipica dell’età infantile, che comporta un deficit monolaterale o bilaterale dell’acuità visiva, non correggibile attraverso ausili ottici, quali gli occhiali, e che può diventare irreversibile se non diagnosticata in tempi utili al suo ripristino attraverso misure terapeutiche mirate. La diagnosi deve quindi avvenire entro il 6° anno di vita, periodo in cui il sistema visivo è ancora plastico e suscettibile di modificazioni e miglioramenti se trattato correttamente.
La diagnosi precoce di tale menomazione visiva può avvenire attraverso un programma di screening rientrante nell’ambito della prevenzione secondaria. Lo screening è un intervento sulla salute pubblica atto ad identificare i soggetti affetti da una determinata patologia ancora in fase asintomatica o subclinica; si prefigge quindi lo scopo di identificare precocemente le malattie presenti in una comunità, permettendo di attuare interventi terapeutici tempestivi in modo da ridurre l’incidenza di una condizione morbosa o delle sue conseguenze.
Soddisfando tutti i criteri per l’attuazione di uno screening stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla UK National Screening Committee e come già attuato in molti Paesi europei ed extraeuropei (tra cui Giappone, Norvegia, Finlandia, Francia e Canada) da alcuni decenni, un programma di prevenzione dell’ambliopia deve comprendere controlli su tutta la popolazione (anche nei casi di mancanza di sintomi, indicazione clinica o familiarità per la patologia) in primis all’età di 3-4 anni e quindi un ulteriore controllo a 6 anni di vita, come consigliato anche da diverse associazioni e società sia italiane che internazionali (tra cui l’American Academy of Ophthalmology, International Agency for thè Prevention of Blindness, Charming Italia e Brighi Futures).
Tali visite consistono nell’esame dell’acuità visiva per lontano e per vicino preferibilmente con un ottotipo lineare, quali ad esempio le E di Albini. Per incrementare la sensibilità, la specificità e quindi l’efficacia del programma di screening, senza aumentarne sostanzialmente i costi di attuazione, è utile eseguire in concomitanza all’esame dell’acuità visiva, altri test specifici quali:
il cover test, importante per la diagnosi di uno strabismo manifesto o latente;
lo studio della motilità oculare e della convergenza fusiónale;
l’esame della stereopsi, mediante ad esempio il test di Lang o il Titmus stereotest.
Questi esami sono considerati essenziali per l’identificazione di tutte le cause ambliopigene che possono presentarsi.
Un ulteriore primo controllo potrebbe essere eseguito all’età di 9 mesi, al fine di valutare subito eventuali asimmetrie, imparità o disallineamenti oculari, tutti sintomi di possibile insorgenza di ambliopia. A questa età si prendono in considerazione l’allineamento oculare, le reazioni monoculari (attraverso il test dell’occlusione e lo studio del nistagmo optocinetico), la motilità oculare e il test di Bruckner (test del riflesso rosso).
Importante all’interno di una valutazione di prevenzione a qualsiasi età è l’analisi anamnestica riguardo la presenza tra consanguinei di forme di strabismo, ambliopia o vizi di refrazione rilevanti, oltre che notizie sulla nascita e sullo sviluppo del bambino, l’eventuale prematurità, traumi ostetrici o infezioni perinatali, crisi convulsive e febbri elevatissime, tutti fattori predisponenti a disturbi visivi e oculomotori anche gravi.
Tali visite devono essere a titolo gratuito per tutti i partecipanti.
È da considerarsi positivo al test un bambino che:
all’età di 3-4 anni presenta un’acuità visiva inferiore a 8/10 in almeno uno dei due occhi o presenta risposte anomale ad almeno uno dei test;
all’età di 6 anni presenta un’acuità visiva inferiore a 10/10 in almeno uno dei due occhi o presenta risposte anomale ad almeno uno dei test.
L’esito anomalo ad uno degli altri esami (quali il cover test o l’esame della motilità) deve in ogni caso far considerare il bambino positivo al test di screening.
In caso di dubbi o incertezze sull’esito della valutazione, è consigliabile, anche da un punto di vista economico, ripetere l’esame di screening dopo un periodo di tempo variabile tra i 3 e i 6 mesi (a seconda della gravità del caso sospetto).
Tutti i soggetti riconosciuti quindi positivi devono essere inviati per accertamenti ad un centro oculistico – ortottico; è altamente sconsigliabile l’esecuzione di una valutazione diversa da quelle appena citate.
Gli accertamenti specialistici devono comprendere una valutazione ortottica approfondita, la valutazione della refrazione oggettiva in midriasi farmacologica con l’ausilio della schiascopia a striscia e dell’autorefrattometro, ed una valutazione oculistica composta da esame del segmento oculare anteriore e fundus oculi in midriasi al fine di escludere lesioni organiche. Nei casi in cui venga quindi riscontrata una reale anomalia, bisogna provvedere alla prescrizione dell’eventuale correzione ottica e/o alla presa in carico del paziente al fine di ottimizzarne il follow up per il corretto trattamento dell’ambliopia o di altre alterazioni oculari o oculomotorie.

Importante riconoscimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, di Giuseppe Castronovo

Autore: Giuseppe Castronovo

Caro Tommaso e cari Amici,
ho il grandissimo piacere di comunicarvi che, di recente, l’Ufficio di Ginevra dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto, quale suo Centro di Collaborazione mondiale, il nostro Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti: tra i centri di collaborazione dell’OMS, il nostro è l’unico in Italia e in Europa per la prevenzione della cecità e unico nel Mondo specificatamente per la riabilitazione visiva. Non debbo spendere molte parole per sottolineare l’enorme importanza di un tale successo, frutto della professionalità di tutti i nostri Operatori (Oculisti, Ortottisti, Psicologi, Istruttori di orientamento e mobilità, personale amministrativo), della innovatività del percorso riabilitativo e della ormai consolidata presenza della nostra Agenzia sul territorio e nei contesti internazionali.
A tale riconoscimento ha contribuito anche il parere favorevole del Governo italiano e ciò attesta la credibilità istituzionale conquistata dall’Agenzia, voluta e costituita nel febbraio del 1977 dalla nostra Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Come è noto, il nostro Polo Nazionale ha sede in Roma presso il Policlinico “A. Gemelli” e sin dall’inizio della sua attività (ottobre 2007) è stato un punto di riferimento per il Ministero della Salute e per le decine di Centri per la riabilitazione visiva degli ipovedenti; il suo modello interdisciplinare e l’approccio riabilitativo olistico, ispirati ai più avanzati standard riabilitativi scandinavi e nordamericani, sono oggi considerati a livello internazionale e non poche attestazioni di apprezzamento giungono in occasione di meeting tra Operatori del settore.
Essere riconosciuti quale Centro di Collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, comporta maggiori impegni organizzativi ed operativi per l’attuazione di un preciso piano d’azione 2013-2016, finalizzato a:
– sviluppare e sperimentare un protocollo di indagine e procedure d’esame pertinenti, per determinare la prevalenza e le cause di cecità e ipovisione nei paesi a reddito alto e medio, con lo scopo di individuare le procedure più adatte al rilevamento delle malattie croniche dell’occhio;
– guidare lo sviluppo dei contenuti e dei programmi per la riabilitazione del disabile visivo;
– Definizione del profilo del riabilitatore visivo.
Un piano d’azione, quindi, che mobiliterà le maggiori professionalità dei diversi settori e le migliori energie operative, affinché nel 2017 venga rinnovato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il riconoscimento appena conseguito dal Polo Nazionale per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva degli ipovedenti – I.A.P.B. Italia ONLUS.
A tutti, sentiti ringraziamenti per la fattiva collaborazione.
Il Presidente
(Avv. Giuseppe Castronovo)

Siglato protocollo d’intesa tra Sacal e Anglat finalizzato a migliorare la qualità dei servizi dedicati ai passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta (PRM), Redazionale

Autore: Redazionale

Lamezia Terme – E’ stato siglato il 12 giugno 2013 il protocollo d’intesa tra la Società di Gestione dell’Aeroporto di Lamezia Terme e l’ANGLAT (Associazione Nazionale Guida Legislazioni Andicappati Trasporti). L’accordo, primo nel suo genere a livello nazionale, sottoscritto dal presidente della Società aeroportuale, Massimo Colosimo, e dal presidente dell’Associazione, Roberto Romeo, prevede la collaborazione e il supporto dell’Anglat per le attività di formazione del personale Sacal addetto all’assistenza delle Persone a Mobilità Ridotta (PRM) e di un tutor interno il cui compito sarà quello di sensibilizzare il personale addetto al front office.
In particolare le sessioni formative, rivolte al personale addetto al PRM, saranno diverse: si andrà dai metodi di comunicazione con passeggeri disabili o con mobilità ridotta, ai metodi di comunicazione dedicati ai passeggeri con disabilità sensoriali ed intellettive; dal tipo di comportamento da adottare nel caso di presenza di cani-guida, alla conoscenza e utilizzo dei vari tipi di strumenti e equipaggiamenti utilizzati per le disabilità motorie o sensoriali, alla cura dell’aspetto psicologico. Non mancheranno, infine, le prove pratiche per il corretto spostamento manuale dei PRM da effettuarsi con simulazioni sul campo.
“Siamo orgogliosi di essere i primi nel settore aeroportuale ad aver siglato il protocollo d’intesa con l’Anglat – dichiara il presidente Sacal, Massimo Colosimo. Si consolida così un rapporto con un’Associazione in grado di supportare il nostro personale addetto all’assistenza PRM per migliorare la qualità dei servizi offerti ai passeggeri con disabilità, così come anziani o minori. Già dal 2008 – prosegue Colosimo – Sacal ha garantito l’accessibilità delle persone a ridotta mobilità con rampe di accesso e colonnine “per chiamata assistenza”, ascensori dotati di pulsanti esterni e interni in alfabeto braille, percorsi LOGES completi di mappe tattili per facilitare lo spostamento delle persone non vendenti o ipovedenti, ha predisposto le Sale Amica all’interno del terminal, dotate di help phone. Oggi grazie ad Anglat avremo la possibilità di migliorare il nostro aeroporto per rendere sempre più autonoma e libera la mobilità dei nostri passeggeri.”
L’Associazione, che collabora attivamente con i Ministeri e gli Organismi istituzionalmente competenti, è inoltre accreditata presso l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) con il quale ha partecipato attivamente al tavolo di Lavoro per la redazione della Circolare Enac Gen. 02/2008 relativa ai diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo, nonché a tutti tavoli e iniziative fino a oggi realizzati dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile in materia di PRM.
“Per l’ANGLAT questo è un atto che formalizza un intesa già viva e costruttiva da tempo con Sacal, – dichiara il suo Presidente Nazionale, Roberto Romeo – che ci ha visti protagonisti dal 2009 nelle attività di formazione e sensibilizzazione del personale addetto all’assistenza dei PRM. Il passo successivo sarà quello di intervenire anche per migliorare la qualità dei servizi presenti in aerostazione e del loro accesso che deve essere libero da barriere di ogni genere. Inizieremo quindi un’attenta valutazione dello stato di accessibilità dell’infrastruttura, delle informazioni e dei servizi presenti per proporre le migliori soluzioni da attuare a breve e medio termine che rendano gli Aeroporti di Lamezia Terme tra le eccellenze del nostro Paese, perché il beneficio che ne deriverà sarà a vantaggio di tutti e non solo delle persone con disabilità.
Rendere un contesto privo barriere vuol dire offrire un ambiente di qualità al cliente che potrà così fruire di tutti i servizi senza ostacoli o limiti”.

Il Forum Nazionale del Terzo Settore incontra il Sottosegretario Borletti Buitoni, di Anna Monterubbianesi

Autore: Anna Monterubbianesi

Il Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Pietro Barbieri, accompagnato da una delegazione del Forum, ha incontrato ieri il Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Ilaria Borletti Buitoni.
 
L’incontro è stata occasione per approfondire i temi della promozione, valorizzazione e salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici italiani e per riflettere su come sia possibile avviare un confronto ed una collaborazione sulle attività promosse dal Ministero, insieme alle tante associazioni di terzo settore che operano in questi ambiti. Tema di particolare attenzione durante l’incontro, il 5 per mille e la necessità di una sua stabilizzazione.
 
“E’ stato per noi un incontro positivo – ha dichiarato il Portavoce Barbieri -. Apprezziamo la grande apertura e sensibilità che il Sottosegretario ha mostrato nei nostri riguardi, forte della sua vicinanza al nostro mondo e della grande competenza maturata in questi anni sulle tematiche di terzo settore.”
 
“Il Forum del Terzo Settore – ha concluso Barbieri – assicura la sua piena disponibilità e la volontà di collaborare con il Ministero per offrire un contributo su temi e attività volti allo sviluppo del nostro patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico.”

Anna Monterubbianesi
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Il Forum Nazionale del Terzo Settore incontra il Ministro Giovannini e il Viceministro Guerra, di Anna Monterubbianesi

Autore: Anna Monterubbianesi

Istituire un Tavolo permanente di confronto, consultazione e progettazione di strategie condivise con il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali. Questa la richiesta centrale emersa dall’incontro che si è svolto questa mattina tra il Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, con una delegazione del Coordinamento nazionale e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Enrico Giovannini e il Viceministro Cecilia Guerra.
 
Il Forum ha posto all’attenzione di Ministro e Viceministro alcuni temi prioritari per il terzo settore, sui quali è necessario trovare riposte con estrema urgenza. Dalla questione sociale del Paese, a quella del mantenimento dell’Iva al 4% per le prestazioni di servizi socio sanitari ed educativi, al rifinanziamento del Fondo Nazionale per le Politiche sociali e il Fondo sulla Non Autosufficienza, alla stabilizzazione del 5 per mille, fino alla emanazione ed implementazione dell’ISEE e alla definizione di un Patto Sociale Nazionale che veda coinvolti insieme Governo, Regioni, Comuni e parti sociali. Proposte dal Forum sono arrivate anche sul tema dell’investimento in politiche di welfare, a partire dal superamento della social card e fino all’introduzione di un piano d’azione nazionale contro la povertà.
 
Accanto a questi temi, il Forum ha inoltre chiesto che vengano create le condizioni per l’avvio di uno sviluppo economico e sostenibile che garantisca coesione e sicurezza sociale, oltre che stabile occupazione, facilitando, in particolare, l’occupazione giovanile, e tenendo conto del ruolo che il terzo settore può svolgere per il rilancio di questo settore.  “Abbiamo chiesto che vengano messe in atto agevolazioni fiscali alle imprese che assumono giovani – dichiara il Portavoce Barbieri -, la revisione di alcuni punti della “Legge Fornero” circa l’ingresso al lavoro, in specie per alcune tipologie contrattuali, e che si operi una riforma dei servizi all’Impiego e delle Politiche attive per il lavoro, valorizzando le esperienze che il terzo settore ha maturato nell’inserimento lavorativo.”
 
“L’incontro – sostiene Pietro Barbieri – è stato per noi positivo. C’è stata la disponibilità da parte del Ministro a costruire percorsi per riuscire ad affrontare le diverse questioni sottoposte. Abbiamo già fissato alcuni appuntamenti sulle tematiche per noi prioritarie, anche se il nostro auspicio è che si possa costituire quanto prima un Tavolo di confronto costante che ci permetta di affrontare le tematiche più urgenti, e allo stesso tempo di disegnare strategie per un percorso condiviso.” “In passato – prosegue Barbieri – avevamo l’Agenzia per il Terzo Settore che poteva facilitare questo percorso, ma da quando è stata abolita, ci ritroviamo ancora più spesso a dover affrontare decisioni che ci riguardano, ma che non ci coinvolgono in prima persona.”
 
“Il Ministro Giovannini – conclude il Portavoce – ha ben chiara la rilevanza del ruolo che noi svolgiamo, ed è proprio per questo motivo che rilanciamo la proposta che venga costituito quel Tavolo permanente di consultazione con il Ministero, che rappresenterebbe un riconoscimento del ruolo del terzo settore, e una dimostrazione che non possiamo né dobbiamo essere  ‘terzi’ nelle priorità del Governo.”
 
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Anna Monterubbianesi
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Concorso “Curiosando nel Braille”, di Pietro Piscitelli

Autore: Pietro Piscitelli

Durante tutti questi anni di vita associativa sia come non vedente che come Presidente Regionale dell’UICI della Campania nonché della Biblioteca Italiana per i Ciechi mi è capitato, molto frequentemente, di dovermi confrontare con realtà diverse dalla nostra che non sono a conoscenza della Biblioteca Regina Margherita fondata dall’Unione nel 1928 a Genova e noto, nelle persone, lo stupore e la curiosità che provano quando scoprono il  mondo dei non vedenti ed in modo particolare per la scrittura Braille. Noto ancora meraviglia quando  parlo dell’appuntamento, ormai consueto da 5 anni, del Concorso che la Biblioteca Regina Margherita riserva a tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, della Provincia di Monza e della Brianza, “Curiosando nel Braille”. Il concorso in questione, arrivato alla quinta Edizione è nato, quasi come una scommessa con un ex Consigliere (Alessandro Panigada) della Circoscrizione 2 del Comune di Monza nel 2008 quando, durante la consegna al nostro Ente di una Benemerenza Civica da parte della Città, si discuteva su come far conoscere all’intera cittadinanza tutta la realtà della Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita e così, nacque il tutto. Dopo i primi e timidi passi in occasione della prima edizione del concorso in questione esso è diventato, ormai in Brianza, un appuntamento che le scuole attendono con grande piacere.
La procedura prevista per tale concorso consiste nell’inviare alle scuole nel mese di settembre di ogni anno scolastico, il bando che prevede tre sezioni di lavori:
1. riservata alla scuola primaria;
2. riservata alla scuola secondaria di primo grado;
3. riservata alla scuola secondaria di secondo grado;
Per ogni sezione sono attribuiti tre premi consistenti in buoni per acquisto libri.
Le scolaresche partecipanti, attraverso visite guidate presso la nostra Biblioteca, vengono in contatto con la realtà interna della struttura  nei suoi molteplici settori.
Tra i mesi di novembre e marzo per questa quinta Edizione hanno partecipato alle visite guidate 7 scuole diverse (Scuole primarie: Dante, Tonoli e Maddalena di Canossa di Monza; scuole secondarie di secondo grado: “Oggioni” di Villasanta, e “Ardirò-Bellani” di Monza; scuole secondarie di secondo grado: Istituto “Don Milani” di Meda e l’Istituto “Porta” di Monza) per un totale di 259 alunni.  L’Evento ha ottenuto, come ogni anno, il Patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Monza e della Brianza e dell’Ufficio Provinciale Scolastico e del Comune di Monza.
Dopo tali visite i ragazzi sono stati impegnati ad esprimere, attraverso dei lavori in qualsiasi forma espressiva a loro  più congeniale, quanto appreso durante la visita e quali sono state le loro impressioni e considerazioni. Posso garantire che i lavori sono stati veramente originali e lasciano trasparire tanta sensibilità da parte di questi giovani che sono di buon auspicio per il futuro relativamente ad una integrazione sociale dei ciechi.
Quest’anno, la celebrazione della consegna dei premi ai vincitori, si è tenuta a Monza il giorno 11 maggio presso l’Urban Center (Edificio comunale dove si svolgono le principali manifestazioni della città) in una sala gremitissima.  Numerose sono state le presenze delle istituzioni quale il Sindaco della Città, Dott. Roberto Scanagatti, l’Assessore alla Cultura della Provincia di Monza e della Brianza, Dott. ssa Giuliana Colombo, di una funzionaria dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Prof. Ssa Maristella Colombo, del Direttore del Museo della Macchina da Scrivere di Milano, Dott. Umberto Di Donato, della Consigliera del Comune di Monza Artesani Maria Grazia e del Cavalier di Gran Croce Sig. Rodolfo Masto Commissario dell’Istituto Ciechi di Milano non hé Presidente della federazione Nazionale delle Istituzioni pro ciechi. Le quali auorità oltre a portare il saluto dell’istituzione rappresentata, insieme a me hanno premiato direttamente i ragazzi che erano felici ed emozionati per il risultato ottenuto.
E’ opportuno sottolineare che questo concorso mira a sensibilizzare i ragazzi che saranno i protagonisti del domani e che essendo venuti a contatto in età preadolescenziali con il mondo dei ciechi, possano meglio approcciarsi ad una realtà che spesso è ancora pervasa di pregiudizi da parte della società.
Il Presidente della commissione giudicatrice, il Dott. Umberto Di Donato nel suo intervento di saluto ha sottolineato che, i candidati, con i loro elaborati in concorso, hanno evidenziato la meraviglia legata alla scoperta di come un cieco può approcciarsi al mondo del lavoro e lo stupore di come egli possa leggere mediante la percezione aptica un qualsiasi testo. Egli ancora  ha auspicato, rivolgendosi a tutti i ragazzi presenti, che nel futuro la classe dirigente di questo Paese, che continua a tagliare sullo stato sociale, prenda come esempio la loro semplicità che li porta ad avere una sensibilità tale da saper cogliere i bisogni del prossimo.
Infine, nel mio saluto conclusivo ho rivolto un appello alle scuole presenti affinché questo concorso possa durare nel tempo per l’apporto che esso offre alla società civile per la conoscenza delle problematiche riguardanti in non vedenti in generale.