Commissione NAL – Programmatrici e programmatori, dove siete?, di Valter Calò

Autore: Valter Calò

Nel 1979, grazie ad una fortunata collaborazione dell’Istituto Cavazza di Bologna, ASPI e IBM, ha avuto inizio una nuova ed interessante esperienza nell’ambito della formazione professionale per la preparazione dei programmatori elettronici non vedenti ed il loro inserimento nel mondo del lavoro. Purtroppo il programmatore è una nostra attività lavorativa che sta scomparendo. Proprio così, e non stiamo parlando dell’ombrellaio che tirava il carretto e passava via dopo via ad aggiustare gli ombrelli o dell’arrotino, professioni sono scomparse già da parecchi anni! A scomparire in un mondo informatizzato e accelerato da tecnologie basate su programmi, è la professione del programmatore svolta ottimamente dai disabili visivi.
Inizia il tutto con l’impegno di due ragazzi del Cavazza, che in diversi anni hanno formato circa 200 giovani, quasi tutti indirizzati verso questa splendida professione. Alcuni di loro hanno fatto anche strada collocandosi in posizioni dirigenziali.
Chi erano i due ragazzi? Mario Barbuto, attuale Presidente Nazionale UICI e Salvatore Romano direttore generale Nazionale UICI, certo che ne hanno fatta di strada… Bravi ragazzi!!!
Durante un simposio a Verona, organizzato da Roberta Mancini, sono stato invitato a relazionare sulle nuove attività che la mia Commissione NAL sta elaborando e proponendo. Alla fine del mio intervento si è aperto un dibattito con il pubblico ed ecco che chiede la parola Giovanna Perbellini che mi chiede come mai il Programmatore non venga più proposto come lavoro per disabili visivi.
Inizia così un lungo colloquio tra me e Giovanna alla fine del quale le propongo una intervista.
E così pronti via, mettetevi comodi e troverete tante risposte e idee.
L’intervista è stata fatta telefonicamente.

Pronto Giovanna, hai tempo per rispondere ad un po’ di domande?
Sono le 17:30 e Giovanna è appena tornata dal lavoro. Si mette comoda e accetta molto volentieri di fare quattro chiacchiere con noi.
Giovanna Perbellini di Verona, per chi la vuole contattare la trovate su FB.
buona lettura
Valter

V: Buon giorno Giovanna, iniziamo subito a conoscerti, raccontaci brevemente la tua carriera lavorativa come programmatrice e il tuo percorso di studio.
G: Io sono ipovedente, già dai primi anni di vita. Quando è arrivato il momento di iniziare la scuola, mio padre non volle mandarmi in un istituto per disabili visivi, cosi mi iscrisse alla scuola pubblica. Anni fa non c’erano insegnanti di sostegno e gli ausili che ci sono adesso, perciò devo ammettere che ebbi parecchie difficoltà. Alle elementari devo ringraziare la maestra, persona eccezionale, che mi seguì in tutto il mio primo percorso formativo e le amiche che mi aiutarono.
Alle scuole medie ebbi ancora più difficoltà, non c’erano gli ausili di oggi come sintesi vocali e ingranditori, usavo una lente di ingrandimento per i testi più piccoli che mi aiutava abbastanza, ma era macchinoso e la lettura non sempre facile per le distorsioni della lente stessa. Uguali problemi li ho riscontrati alle superiori, devo dire che non conoscevo l’ UICI, forse, proprio per questo motivo, le difficoltà furono maggiori!
Mi sono diplomata con la maturità magistrale e subito dopo ho conosciuto il Presidente UICI di allora Luigi Gelmini, che mi ha consigliata e indirizzata ad iscrivermi al corso di Programmatrice. Ho subito approfondito questa opportunità, ma purtroppo sono arrivata tardi, le iscrizioni al corso erano chiuse. Dovevo aspettare un anno per il nuovo corso e allora Gelmini, mi consigliò un corso per centralinisti a Brescia.
Il corso era fatto molto bene e per questo è risultato facile e interessante, tra l’altro imparai il Braille.
A fine corso sostenni l’esame di abilitazione a Roma, per poter essere inserita nell’Albo dei Centralinisti. Passato l’anno, andai al Cavazza per poter accedere al corso per diventare Programmatrice, feci e superai
il test di ammissione.
V: Come ti sei trovata a Bologna? Parlaci del corso Programmatori
G: Il corso aveva la durata di un anno scolastico, quindi lungo e molto impegnativo. Gli insegnanti veramente molto bravi e disponibili, tutto il materiale didattico, come dispense in nero e braille preparate dagli assistenti ASPHI, Hardware e Software fornito da IBM. Mi sono dovuta impegnare molto durante tutto l’anno anche perché erano tutte materie nuove. Alla fine del corso abbiamo sostenuto un esame finale e ci è stato rilasciato un attestato. Il corso è stato organizzato e gestito molto bene e parecchie grandi società guardavano allo sviluppo del progetto e apprendimento degli studenti con molto interesse. Società come IBM, Cassa di Risparmio, Assicurazioni, Istituti di Credito, Montedison, Alfa Romeo e altri. A chiusura corso fu organizzata una cena con i corsisti, gli insegnanti, gli organizzatori e gli sponsor, già in questa occasione ci furono i primi contatti per possibili assunzioni.
V: Il tuo primo lavoro come programmatrice quale è stato, ma soprattutto raccontaci i primi giorni di lavoro e come ti sei trovata.
G: Sono stata contattata subito da un rappresentante della Cassa di Risparmio che mi ha invitata ad un colloquio, e questo è stato il mio primo lavoro. All’inizio tutto molto difficile, ho riscontrato molta differenza tra l’ambiente scolastico e quello lavorativo, devo anche dire che il corso mi ha aiutato tantissimo, per fortuna e sono stata inserita in un ottimo ambiente di lavoro, dove tutti i colleghi mi hanno aiutata. Lo standard lavorativo e organizzativo era molto diverso, ma avevo buone basi e mi sono solo dovuta adeguare.
V: Adesso sei in Unicredit che ha inglobato la Cassa di Risparmio, insomma da un Istituto di Credito a rilevanza locale sei passata ad un gruppo internazionale, raccontaci un po’ l’evoluzione del tuo lavoro.
G: Come dici tu eravamo un’impresa a carattere locale, cosi i programmi e le procedure le facevamo noi. Una volta assorbiti da Unicredit ci siamo dovuti adeguare ai loro standard lavorativi e quindi per tutti è iniziato un periodo di transizione e chi conosceva bene l’inglese è stato avviato a gestioni internazionali delle problematiche di nostra competenza, infatti in quel periodo Unicredit ha iniziato fortemente ad espandersi in Germania, Austria e Repubblica Ceca, per poi entrare anche nel mercato Russo.
V: Giovanna fammi capire bene, hai iniziato come programmatrice e poi…come si è sviluppato il tuo lavoro?
G: Non è stato facile ma da programmatori interni alla Cassa di Risparmio abbiamo dovuto iniziare a collaborare con le società esterne che si occupavano di software, cosi chiamate software house, Successivamente quando queste società sviluppavano progetti per conto del nostro business, noi programmatori siamo stati posizionati come filtro tra i Call Center e la Software house, il primo è un back office che filtra le chiamate e risolve i primi problemi, poi interveniamo noi. Le nostre competenze sono diventate quelle di risolvere le problematiche dei clienti finali o filiali e agenzie di Unicredit, intervenendo sui software e segnalando eventuali disservizi o malfunzionamenti, specialmente sui nuovi sistemi operativi, non solo in Italia ma anche all’estero, quindi è diventato più un lavoro di assistenza e manutenzione del software.
V: ok, sei stata chiara, ma fammi un esempio concreto
G: Come dicevo, la maggior parte dei problemi nasce con i nuovi pacchetti di software e ci possono essere dei problemi di diversa natura, noi li esaminiamo e li segnaliamo a chi li ha prodotti, affinchè vengano corretti, oppure spesso succede che vengono commessi degli errori, per una non completa conoscenza del prodotto, da parte dei colleghi di filiale che inviano dei tickets e noi dobbiamo controllare le procedure e correggere le anomalie o indicare ai colleghi la giusta operatività.
V: La professione di programmatore tra i disabili visivi la riproporresti?
G: Assolutamente Si, si può riproporre, Anche in una software house, all’interno del nostro ambiente ci possono essere possibilità come: Gestore delle procedure, nelle Architetture di progetti o analista funzionale che è un esperto che analizza come deve essere sviluppato un progetto. Per questo compito però credo sia più facile per un ipovedente: confesso da ipovedente la mia ignoranza nel gestire una sintesi vocale o la barra braille, quindi non saprei dare un parere veritiero sulle difficoltà di un non vedente a ricoprire queste mansioni
V: Giovanna, secondo te è possibile fare carriera nella tua professione?
G: Direi proprio di si, infatti una mia collega ipovedente è diventata responsabile di architettura di progetti con 15 collaboratori che coordina senza problemi, anche lei aveva fatto il corso al Cavazza di Bologna.
V: Per la formazione di un nostro giovane, cosa consiglieresti di studiare?
G: Difficile parlare per gli altri, sono scelte molto soggettive, poi come ho detto sopra io potrei parlare solo per gli ipovedenti, in quanto non conosco e non utilizzo sintesi vocali o barre Braille. Sicuramente un ipovedente se è interessato all’informatica può avere possibilità di lavoro, cosi anche un non vedente, ma in entrambi i casi devono essere molto determinati, sia durante gli studi, sia nella ricerca di un lavoro.
V: Va bene, però non vorrei creare troppe aspettative, in quanto tu hai fatto un corso sostenuto e ideato dal Cavazza, come sai il mondo del lavoro è molto difficile e ci sono parecchi pregiudizi, ma ti chiedo come si potrebbe inquadrare al giorno d’oggi un disabile visivo con una specializzazione come la tua?
G: Valter, credo che ci possa essere ancora questa possibilità come programmatore, magari di linguaggio tipo il java o una figura come centralinista avanzato con padronanza di lingue e di una materia, potrebbe essere una prospettiva possibile, anche in altri settori, ad esempio: Il nuovo progetto di Unicredit, ha trasformato disabili visivi centralinisti in addetti back office di primo livello per il Recupero Crediti. Si tratta non solo di rispondere o chiamare i clienti al telefono, ma interagiscono direttamente con il cliente, trovando soluzioni, credo che questa sia una opportunità interessante di impiego in diversi settori lavorativi. Non dimentichiamoci che i ragazzi di oggi sono nati digitali ed interagiscono tranquillamente con parecchi dispositivi diventati accessibili. Bisogna essere disponibili a cambiare, ad imparare ad usare nuovi prodotti, ad essere flessibili altrimenti si rimare fuori e poi si rischia di essere messi da parte! Questa tipologia di lavoro alcune volte è molto stressante, ma da anche parecchie soddisfazioni in quanto si lavora alla pari di persone che ci vedono benissimo, quindi psicologicamente ti senti inclusa a tutti gli effetti, senza dimenticare che questo è uno dei modi migliori per farci conoscere e la conoscenza abbatte i pregiudizi.
V: Se tu fossi al posto mio come coordinatore di una Commissione Nazionale per le nuove attività lavorative, che suggerimenti daresti ad un giovane?
G: Fammi pensare, beh credo che tutti i lavori legati all’ascolto debbano essere presi in considerazione, come traduttori oppure call center professionali, in ogni caso penso sia importantissimo per i giovani studiare una seconda lingua e chiaramente metterei l’inglese come priorità e tutte le altre come terze lingue. Personalmente conosco una persona che ha aperto partita IVA e da casa fa traduzioni, se posso consiglierei ai giovani di specializzarsi in un settore specifico per le traduzioni, come ad esempio il settore farmaceutico o alimentare e altri. Questo è un lavoro che un disabile visivo può tranquillamente fare.
V: Puoi raccontarci i due momenti della tua vita, il più bello e il più brutto?
G: Il momento più bello è stato il mio matrimonio, un po’ la realizzazione di un sogno che ricorreva in me fin da bimba, ma metto sullo stesso livello la nascita dei miei due figli, Elisa e Simone. Un altro bellissimo momento è stato quando mi hanno assunta alla Cassa di Risparmio come programmatrice, una immensa felicità poter coronare anni di studio e finalizzare gli obiettivi, pensa che è stato il mio primo e ultimo lavoro, non ho mai cambiato! Tra i momenti brutti della mia vita, sicuramente quando avevo 14 anni ed è morto mio papà, è stata una grande mancanza non averlo vicino in tanti momenti difficili e belli della mia vita. Un altro momento molto brutto è stato quando mia figlia si è ammalata di tumore, aveva solo 6 anni, credo di aver passato giorni e notti molto difficili, dove veramente non sai cosa pensare ma sia io che Elisa abbiamo trovato una grande forza interiore per combattere questa battaglia. Dalla malattia mia figlia è guarita fortunatamente e questa esperienza vissuta insieme ci ha unito tantissimo.
V: Come vivi la tua disabilità visiva?
G: Valter ti confesso, in questi anni molto bene, ho avuto problemi quando ero giovane, oltre che con la scuola come ho detto prima, chiaramente i problemi più difficili allora, sono stati con i ragazzi, avevo difficoltà di interpormi e di identificarmi con me stessa, insomma credo i soliti problemi delle diciottenni. Poi questo periodo è passato e chiaramente era accentuato dalla mia ipovisione. La mobilità mi dà un po’ di problemi la sera o in determinate situazioni di luce, diversamente mi muovo ancora autonomamente, non uso il bastone bianco, anche se alcune volte mi sarebbe molto utile per essere identificata dagli altri, come biciclette e auto elettriche o persone distratte.
V: Giovanna in cucina, so che sei una brava cuoca. Se mi invitassi a cena cosa prepareresti?
G: Il mio piatto forte sono le lasagne al forno o il risotto con il tastasal che è un piatto tipico Veronese, che non ti spiego, ma devi venire a casa mia a provarlo, poi spezzatino e polenta, per finire ti preparo una torta di mele.
V: Giovanna dimmi, hai difficoltà in cucina?
G: In genere no, solo quando ci sono ricette scritte molto piccole devo usare la lente di ingrandimento o chiedere aiuto ad altri, oppure se devo pesare gli ingredienti, un particolare che mi fa sorridere è che mi scotto quasi tutti i giorni.
V: invece di programmatrice, che lavoro ti sarebbe piaciuto fare?
G: Fossi stata vedente, mi sarebbe piaciuto fare la hostess in una compagnia aerea, mi piace moltissimo viaggiare, come ipovedente sono felicissima del mio lavoro dovessi trovarne uno alternativo sarebbe bello lavorare in una agenzia di viaggi, magari dedicata a persone con disabilità.
V: trovi la lampada di Aladino, eccola qua, esprimi tre desideri.
G: Il primo, girare il mondo.
Il secondo, la felicità dei miei figli.
Il terzo, realizzare alcuni sogni che ho nel cassetto, chiaramente non li dico.
V: Giovanna ti ringrazio per questa piacevole chiacchierata, sei una persona fantastica, spero tanto che i tuoi desideri si realizzino tutti.
G: Grazie Valter è stato bello e piacevole parlare con te, ma posso farti nuovamente una domanda alla quale non hai risposto?
V: Certo Giovanna, ma veramente non ricordo a cosa ti riferisci?
G: Su su dai, non fare finta di niente.. allora, quando vieni a mangiare a casa mia?

Un saluto a tutti da Giovanna e Valter.

Foto di Giovanna davanti al computer

Foto di Giovanna davanti al computer

Beni Culturali – Centro Diego Fabbri: 4 marzo, prossimo spettacolo audiodescritto

Si segnala il prossimo appuntamento di Teatro No Limits, le audiodescrizioni di spettacoli teatrali realizzate dal Centro Diego Fabbri di Forlì.

Domenica 4 Marzo
presso Teatro Diego Fabbri di Forlì, ore 16.00

Il giuramento
di Claudio Fava

regia di Ninni Bruschetta

Le teste si possono tagliare o contare. Il regime fascista, nelle università italiane, scelse entrambe le soluzioni. Di teste ne contò 1238. Dodici furono quelle che tagliò. Eroi per caso di un’Italia civile a cui era rimasta solo quell’estrema risorsa di dignità: il diritto ad un rifiuto. Accadeva il 13 novembre 1931.
Il testo teatrale racconta di uno di loro: Mario Carrara, medico legale in un tempo ancora abituato a censire gli uomini e le anime con l’algida geometria di Cesare Lombroso: fronte, ossa, sguardo, fiato, pelle… Attorno a lui corre l’Italietta conformista dei primi anni del fascio.
Nella propria storia raccoglie i pensieri e i gesti di tutti, l’incapacità della menzogna, il rigore illuminista del sapere, la noia per liturgie del fascismo. Ma anche l’intuizione sul destino del Paese, sul modo in cui furbizie e conformismi avrebbero trasformato l’Italia di quegli anni in una terra senza libertà e senza decenza.

Ingresso omaggio non vedenti e ipovedenti
Ingresso ridotto accompagnatori

Importante:
Per predisporre il servizio di audiodescrizione è necessario sapere in anticipo il numero dei partecipanti all’iniziativa.
Per questo motivo vi invitiamo a prenotare al più presto il vostro posto con audiodescrizione, almeno 48 ore prima della data di spettacolo.
Questo ci darà modo di poter organizzare il tutto nel migliore dei modi.
Grazie!

Nel caso non vi fossero prenotazioni il servizio di audiodescrizione non verrà realizzato.

Info – Prenotazioni
Centro Diego Fabbri
TEL 0543/30244
E-MAIL: info@centrodiegofabbri.it
SITO: www.centrodiegofabbri.it

Sport – Comunicato stampa: L’IBSA nomina Massimo Sanapo Presidente del Sottocomitato Showdown

Grande soddisfazione per la Fispic che vedrà per i prossimi 4 anni un proprio rappresentante all’interno dell’IBSA, (International Blind Sport Federation), l’organizzazione internazionale che promuove la pratica sportiva tra i non vedenti e gli ipovedenti, membro del Comitato paralimpico internazionale (IPC). Si tratta di Massimo Sanapo, direttore sportivo della disciplina dello Showdown che la scorsa settimana è stato nominato presidente del sottocomitato di Showdown dell’IBSA. “È un risultato straordinario per la nostra Federazione”, ha detto il presidente della Fispic Sandro Di Girolamo, “siamo davvero orgogliosi di aver ricevuto questo incarico dal più importante organo internazionale per lo sport paralimpico che si occupa di non vedenti e ipovedenti. Nella convinzione che l’IBSA abbia fatto un’ottima scelta, rivolgiamo a Massimo Sanapo le nostre congratulazioni e gli auguriamo di svolgere un buon lavoro”.

Roma, 23 febbraio 2018

Ufficio Stampa
F.I.S.P.I.C. Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi Via Flaminia Nuova n. 830 – 00191 Roma – ITALIA
sito web: http://www.fispic.it
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La FISPIC è la Federazione Sportiva Paralimpica cui il CIP, Comitato Italiano Paralimpico, ha demandato la gestione, l’organizzazione e lo sviluppo dell’attività sportiva per ipovedenti e ciechi. La FISPIC raggruppa le discipline del goalball, del torball, del calcio a 5 B1 e B2/3, dello judo e dello showdown.

Beni Culturali – 3 marzo: Inaugurazione mostra “Il mondo ci chiama – Carlo Urbani e la sua missione”

3 marzo – 2 aprile 2018
Museo Tattile Statale Omero, Ancona
Il Museo Tattile Statale Omero e l’AICU – Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus
vi invitano all’inaugurazione della mostra “IL MONDO CI CHIAMA Carlo Urbani e la sua missione”
sabato 3 marzo alle ore 17

Saluti delle autorità:
Aldo Grassini, Presidente Museo Tattile Statale Omero
Francesco Vintrici, Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus
Sauro Longhi, Rettore Università Politecnica delle Marche
Gianni Genga, direttore generale Inrca
Riccardo Grifoni, collega di Carlo Urbani in Medici senza frontiere

Mostra fotografica e documentaria a cura dell’Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus dedicata al medico di Castelplanio in occasione del 15° anniversario della sua morte (29 marzo 2003).
Un itinerario visivo e tattile tra istantanee scattate dallo stesso Urbani e oggetti di famiglia che ricostruiscono l’avventura umana e scientifica di una straordinaria figura di scienziato e di filantropo, che nel 1999, come presidente di Medici Senza Frontiere, ritirò a Oslo il Premio Nobel per la pace.
Numerose le iniziative in programma fra cui visite guidate dai figli e dalla moglie il 9, 11, 24, 25 marzo alle ore 17.

Con il patrocinio di: Regione Marche, Consiglio Regionale – Assemblea legislativa delle Marche, Comune Ancona, Comune Castelplanio.
In collaborazione con: Università per la pace, Università Politecnica delle Marche, Mobitaly Cucine, Associazione per il Museo Tattile Statale Omero ONLUS, La Mole Ancona, Opera Società Cooperativa, Servizio Civile Nazionale.

INFO
Ingresso libero.
Orario: dal martedì al sabato ore 16-19; domenica e festivi 10-13 e 16-19.
Aperture straordinarie per gruppi e scuole.
Visite guidate su prenotazione: didattica@museoomero.it
Museo Tattile Statale Omero – Mole Vanvitelliana
Banchina Giovanni da Chio 28, Ancona
tel. 0712811935
www.museoomero.it
www.aicu.it
#museoomero (Facebook)

Locandina mostra "Il mondo ci chiama Carlo Urbani e la sua missione"

Locandina mostra “Il mondo ci chiama Carlo Urbani e la sua missione”

Balliamo alla cieca!, di Antonella Improta

 

Molti credono erroneamente che i ciechi non possano ballare… forse questa tesi, è rafforzata dal fatto che si associano spesso al ballo complicate coreografie che in effetti, un non vedente non potrebbe mai riprodurre!! In realtà, nel ballo come in qualsiasi altra attività in cui il vedere non è indispensabile, basta metterci passione e forza di volontà. Sono stati questi, gli elementi che hanno spinto Rosaria de Angelis, socia della sezione UICI di Napoli e componente della commissione Pari Opportunità, a cercare un istruttore disposto ad insegnare i balli latino-americani ai ciechi. “mi è sempre piaciuto ballare” ci racconta Rosaria “lo facevo già da ipovedente, ma avendo la possibilità di seguire i movimenti dell’insegnante non avevo grossi problemi. Una volta persa totalmente la vista, ho deciso di non voler rinunciare alla mia passione!” È così che nasce la collaborazione con la Palestra Work in Progress di Ercolano e con Maria Cascone, che da ottobre insegna i passi della musica latina ad un gruppo di 8 non vedenti, soci della nostra sezione. “quando Rosaria mi ha proposto di far partire un corso di ballo per non vedenti, ho accettato subito!… senza preoccuparmi delle eventuali difficoltà che avrei incontrato” dichiara la nostra Maria, “ho scoperto un mondo dove il vedere non è indispensabile!”; entusiasta di questa nuova iniziativa, Maria afferma che questo corso non sarà una piccola parentesi, ma diventerà un’attività effettiva della palestra in cui lavora. La decisione della prof, sicuramente è stata determinata anche dal vedere i suoi allievi ciechi che con ironia e tanta voglia di fare hanno deciso di sperimentarsi, trascinati dall’entusiasmo e la dinamicità di Rosaria! all’inizio l’idea di ballare mi faceva sentire a disagio, non avendo la possibilità di vedere i movimenti da apprendere, ma grazie all’impegno di Maria e l’Incoraggiamento degli altri adesso per me non è più un problema!” Il ballo rappresenta un momento di evasione dal quotidiano uno spazio che dedico totalmente a me stessa!” “finalmente la prossima estate anch’io potrò inserirmi al villaggio quando faranno i balli di gruppo! ”Queste, le dichiarazioni degli allievi del corso. Il ballo, in questo caso è in primis un’attività che riunisce un gruppo di persone con la voglia di stare insieme e divertirsi, rappresenta anche una modalità che aiuta i ciechi e gli ipovedenti a sciogliersi nei movimenti, che talvolta sono rigidi e impacciati; assumere un portamento corretto e riprendere o cominciare un’attività, che in molti ritenevano di non riuscire a svolgere. Senza contare, che il fine ultimo di questa, come di altre iniziative, è sempre quello di inserirsi ed integrarsi al meglio nel contesto sociale di appartenenza, che spesso considera i disabili in generale persone diverse al massimo da assistere in determinate situazioni con cui si ha difficoltà a relazionarsi e coinvolgere anche in attività banali! Persone fragili, che se magari gli si chiede qualcosa nel modo sbagliato si possono offendere! Ovviamente la società non si può condannare, perché essa stessa è vittima delle dicerie e delle legende metropolitane, ma le attività di sensibilizzazione che vengono svolte nei diversi territori, anche se lentamente e con un po’ di fatica, possono aiutare tutti noi a crescere, indipendentemente dalla nostra storia di vita o dalla presenza di una eventuale disabilità.

Guida al buio 8 e 9 marzo alla Fiera di Roma

Guida al Buio sarà presente alla fiera MotoDays che si terrà a Roma a marzo nelle giornate dell’8 e del 9 marzo per permettere a chiunque voglia, vedente e non vedente, di provare questa emozione della guida senza poter vedere e dovendoci affidare totalmente della voce guida dell’accompagnatore.

Nel 2015 abbiamo fatto fare un guinness world record a  Daniele Cassioli, cieco dalla nascita, alla guida di una vettura in pista per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della disabilità..da lì, dato il consenso da parte delle unioni ciechi e dei ciechi che ci hanno contattato personalmente, abbiamo deciso di creare la Guida al Buio.
Ci lavorano istruttori, psicologi, ricercatori sensibili a questo mondo.
Spiegare in cosa consiste veramente e cosa ci sta dietro ..non è semplice.
Ogni volta veniamo pervasi da emozioni nuove ed è bello regalare sorrisi a tutti, senza esclusivismi, dal nord al sud di questo nostro meraviglioso Paese.
Vi  invitiamo a PROVARLA DI PERSONA!

Meglio di tante parole può dar un’idea la visione del nostro  sito http://www.guidaalbuio.com/  dove ci sono anche le testimonianze di chi ha provato.
….

Beni Culturali – “Tre obiettivi per la cultura”: un manifesto per richiedere l’impegno a favore della cultura ai prossimi membri del Parlamento Italiano, di Francesco Fratta

Autore: Francesco Fratta

Fondazione Fitzcarraldo ha promosso e contribuito alla redazione – insieme ad altre organizzazioni e associazioni culturali indipendenti – del manifesto “Tre obiettivi per la cultura”, per richiedere ai candidati di tutti gli schieramenti delle elezioni politiche, un impegno a sostenere, nella prossima legislatura, un incremento della quota di bilancio pubblico nazionale dedicata alla Cultura fino a raggiungere dall’attuale 0,3% lo 0,6% nel triennio 2018-2020.
Al manifesto hanno già aderito molti parlamentari di diversi partiti e schieramenti, nonchè numerose associazioni culturali e del mondo della disabilità, tra cui la nostra Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, poichè il manifesto in oggetto contempla anche una presa di impegno a favore dell’accessibilità dei beni culturali.
Per leggere il testo del manifesto e vedere l’elenco completo dei sottoscrittori – sia candidati, sia associazioni, sia singole personalità interessate alla promozione e alla diffusione della cultura, basterà digitare nel motore di ricerca CAE in italia manifesto “tre obiettivi per la cultura”, o anche solo parte di questa stringa.
Per chi volesse dare la propria adesione a livello individuale, inviare una mail a:
caeinitalia@gmail.com

Francesco Fratta
Coordinatore Commissione “Beni culturali e servizi librari”

Soggiorno per non vedenti e cani guida dal 23 al 28 aprile 2018

Soggiorno per non vedenti e cani guida, (aperto a tutti) presso il rifugio del Burano Centro di Educazione Ambientale del Catria

Data prevista dal 23 aprile al 28 aprile 2018.
Il costo che comprende vitto, alloggio dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo, guide naturalistiche, operatori, parco avventura, pranzo al
birrificio con degustazione e biglietto per traghetto è di euro 685,00 a persona.
Le prenotazioni dovranno essere effettuate entro e non oltre 30 Marzo 2018.
Le modalità di pagamento saranno comunicate solo agli interessati in modalità privata.
é possibile visionare la struttura visitando il sito www.lamacina.it
strutture rifugio del Burano, ci sono foto sia degli interni che esterni e planimetrie.
Per info e prenotazioni Daniele Carnevali:
Cell. 335.1743538
Email: daniele-carnevali@alice.it
Email: carnevalidaniele74@gmail.com

Programma:
Primo giorno:
dalle 12,00 incontro con le guide alla stazione FS di Pesaro, dove sarà in attesa un pulman trenta posti, che darà una finestra di arrivo di circa
5 ore, per dare la possibilità a tutti di arrivare in stazione dalle varie loc. di provenienza.
ore 20,00 cena e socializzazione.

secondo giorno:
ore 8,00 colazione
ore 9,00 partenza per La Riserva naturale dello Stato della Gola del Furlo (a 15 km di distanza). Breve escursione al Furlo, lungo l’area golenale e se
possibile sull’alveo del fiume, sopra il greto ghiaioso, dove è possibile sentire l’odore dell’acqua e dei salici. Poi visita alle stratificazioni rocciose
(nel paese di Furlo) per esperienza sensoriale (toccare i vari strati per definirne la consistenza, le caratteristiche sensibili e la potenza dei singoli
strati.
Visita al museo della Riserva (Centro Visite) con reperti fossili e animali imbalsamati.
Ore 12,30 pranzo al sacco (ricco cestino fornito dall’organizzazione)
Ore 14,00 si va al Parco avventura per il briefing. Dopo le spiegazioni inizia la vestizione, con gli imbraghi tecnici, moschettoni e caschi dio
protezione.
Quindi ha inizio l’attività in altezza, divisa per gradi e percorsi diversi.
Ore 18,00 rientro in albergo
Ore 19,30 cena
Ore 21,00 possibile visita al Centro storico di Cagli

Terzo giorno
ore 8,00 colazione
ore 9,00 partenza in bus per escursione al M. Catria. La salita dura c.ca 45 minuti (dal versante ovest / Chiaserna). Arrivo in località
Infilatoio (1400 msm) e partenza a piedi per la vetta del Monte Catria (1702 msm). Si giunge in vetta dopo un aereo ma non difficile percorso, dapprima nel
bosco e poi su prati e aree rocciose. Giro della vetta, che è molto ampia. Quindi pranzo al sacco (ricco cestino fornito dall’organizzazione) sotto alla
grande croce di ferro posta nel punto più alto.
Quindi discesa all’Infilatoio per percorso alternativo e spostamento al Rifugio Cupa delle Cotaline (1450 msm) per il caffè. Quindi possibile salita al
Monte Acuto (1666 msm), ppura discesa in bus a Cantiano e visita guidata al museo geo-antropologico, con collezioni di materiali protostorici e di epoca
romana, legati alla presenza della via Flaminia
Rientro in albergo
Ore 19,30 cena

Quarto giorno
ore 8,00 colazione
ore 9,00 partenza in bus per il lago Trasimeno (PG), distante c.ca 85 km (un’ora e mezza). Giunti a Tuoro sul Trasimeno, ci si imbarca sul traghetto delle
linee pubbliche della Regione Umbria e si giunge in 10 minuti di navigazione sull’Isola Maggiore, deliziosa e munita di piccolo porto, a supporto del villaggio
di pescatori che si trova sulla riva occidentale. Piccola escursione sul lungolago insulare.
Ore 13,00 pranzo al sacco ( ricco cestino predisposto dall’organizzazione) e poi nuovo imbarco per la più Grande Isola Polvese. Il traghetto passa accanto
all’Isola Minore, affollata da centinaia di chiassosi cormorani, che affollano gli alberi e si tuffano nel lago a caccia di pesci. Il lago è poco profondo
(2 / 4 metri, profondità max 9 mt) ma molto grande e la presenza di molti gabbiani di varie specie e degli stessi cormorani ricorda un’ambiente marino.

Arrivo all’Isola Polvese e visita del grazioso centro abitato. Quindi nuovo imbarco su traghetto alla volta della terraferma e possibile visita a Passignano
sul Lago (dove nel frattempo si è portato il nstro pullman, che ci attende.
Ore 19,00 rientro a Cagli
Ore 19,30 cena

Quinto giorno
ore 8,00 colazione
ore 10,00 partenza in bus per Cantiano (8 km) per visita al birrificio del catria, dove sarà servito il pranzo con degustazioni di birre artigianali da
loro prodotte (sarà possibile aquistare bottiglie di birra)
ore 15,00 partenza per visita a fabbrica artigianale di conserve di
ciliegie e amarene (prodotti locali), con degustazione di prodotti tipici.
ore 18,00 rientro in albergo
Ore 19,30 cena

Sesto giorno
ore 8,00 colazione
ore 9,00 Inizio tavolo di condivisione dell’esperienza e discussione sul comportamento dei cani guida durante il soggiorno con addestratore.
Ore 12,30 pranzo in struttura, abbasso Daniele corale.e partenza per stazione fs di pesaro.

alcuni dettagli:
il numero minimo per effettuare il soggiorno e di 15 persone.
In caso di maltempo il programma potrà subire variazioni significative, ad esempio il quinto giorno potrebbe essere anticipato visto che le
attività sono al chiuso.
Saranno sempre presenti 3 guide naturalistiche ambientali, e il giorno 2 saranno 5 operatori.
il pullman sarà sempre con noi dal primo giorno a Pesaro fs al ultimo a pesaro fs.
all’interno della struttura potrebbe essere necessario dormire con altre persone del gruppo, ogni camera è fornita di bagno,gli asciugamani sono
forniti dalla struttura.
il menu sarà fisso per tutti a parte intolleranze o allergie che dovranno essere comunicate tempestivamente, sarà possibile avere menu
per vegetariani sempre dietro comunicazione anticipata, una sera è possibile inserire assaggio di olio con esperto.
la struttura sarà a completa disposizione del gruppo quindi i nostri cani potranno essere sempre con noi e ci sono spazi sia interni che
esterni dove scioglierli e lasciarli liberi, all’esterno è presente una piccola area recintata dove portare i cani per essere liberati e fare i loro bisogni
fisiologici, salendo una scala è possibile accedere ad un terrazzo a tetto molto ampio con un cancellino per chiudere e fare in modo che non scappino, all’interno è presente una veranda ampia dove possono correre e socializzare in libertà, in oltre all’esterno della struttura è possibile muoversi sul giardino di proprietà adiacente alla strada quindi è consigliabile il guinzaglio.
Il secondo giorno potrebbe essere necessario dividere il gruppo in due e alternare le attività per non creare difficoltà agli operatori che ci accompagneranno
per le varie arrampicate, il parco avventura è situato presso la riserva naturale statale del furlo all’interno di un area golenare (parco sulla riva del fiume) quindi i nostri cani possono essere lasciati liberi se non sono abituati a scappare oppure saranno gestiti da noi con l’aiuto di un istruttore per cani guida (dovrebbero essere presenti 1 o più istruttori). Il costo che comprende vitto , alloggio dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo, guide naturalistiche, operatori, parco avventura, pranzo al birrificio con degustazione e biglietto per traghetto è di euro 685,00 a persona.
Le prenotazioni dovranno essere effettuate entro e non oltre 30 Marzo 2018.
Le modalità di pagamento saranno comunicate solo agli interessati in modalità privata.
é possibile visionare la struttura visitando il sito www.lamacina.it
strutture rifugio del burano, ci sono foto sia degli interni che esterni e planimetrie.
Per info e prenotazioni Daniele Carnevali
Cell. 335.1743538
Email: daniele-carnevali@alice.it
Email: carnevalidaniele74@gmail.com

COOP un’idea, un sogno, un progetto molto interessante!, di Valter Calò

Commissione Nazionale NAL (nuove attività lavorative) UICI Coordinatore dott. Valter Calò

 

Subito sotto, una bozza progettuale riguardante la proposta di una cooperativa sociale molto interessante. Prima permettetemi però di raccontarvi un incontro chiave per il suo sviluppo tra UICI e Politica.

Brunico, sabato 3 febbraio. Partenza ore 6:30, destinazione Treviso. Mi accompagna sulla sua Jeep il Vicesindaco di Brunico Renato Stancher. Con lui avevo già discusso del progetto che sotto vi illustrerò, per avere più consigli preziosi sulla sua fattibilità.
Passiamo Dobbiaco e inizia a nevicare; saliamo sul Passo Montecroce e la neve si fa sempre più fitta, il paesaggio è fiabesco, la coltre nevosa abbraccia nel suo bianco splendore ogni cosa.
Scendiamo lentamente verso Cortina, la neve non smette, non possiamo fermarci e così proseguiamo avanti tutta: abbiamo un appuntamento importantissimo a Treviso con il Presidente del Consiglio Comunale Dott. Franco Rosi e con il Vicesindaco Dott. Roberto Grigoletto. All’incontro sarà presente anche Nicolina Ceppaglia, in rappresentanza di un gruppo di lavoro con il quale da diversi mesi stiamo progettando e studiando la possibilità di aprire una cooperativa sociale assolutamente innovativa, e da prendere in considerazione per lo sviluppo e la ricerca di nuove opportunità occupazionali nel difficile mercato del lavoro.
Ci lasciamo le Dolomiti alle spalle, la neve si trasforma in pioggia e arriviamo verso le 10:00 a Treviso. Siamo in anticipo, ma abbiamo preferito darci un ampio margine di tempo per questo incontro. Parcheggiamo e cerchiamo un bar per un caffè. Pioggia e vento ci accompagnano sotto i portici di questa splendida città; mentre camminiamo telefono a Nicolina, che è molto nervosa ma pronta ad incontrarci. Infila un cappotto e assieme a Terry, la sua accompagnatrice, ci raggiunge per conoscermi. Fino ad oggi, l’avevo sentita solo telefonicamente. Nicolina, energia pura, di origine sarda ma che di sardo non ha nulla, nemmeno l’accento e risplende con la sua chioma bionda.
Sono le 10:50, si avvicina il momento. Ci incamminiamo verso Ca’ Sugana, la sede del comune; all’entrata ci accoglie il Presidente Rosi e con lui saliamo ai piani nobili. Ca’ Sugana, un bellissimo palazzo storico nel centro di Treviso che, a giudicare dal logorio delle scale, molto signorili, avrà almeno 200 anni. Salendo, penso chissà quanti personaggi famosi saranno saliti e scesi, mentre l’eco dei nostri passi ci accompagna al primo piano.
Ore 11:00 in punto, ci riceve nel suo ufficio il Vicesindaco Grigoletto e dopo i primi saluti e convenevoli ci mettiamo subito al lavoro. Illustro il progetto che potete leggere sotto: si tratta di una bozza ancora in fase di sviluppo, un documento che in poco spazio riassume brevemente e chiaramente l’anima del progetto. I convenuti all’incontro avevano potuto leggerla anticipatamente e avevano fin da subito manifestato grande interesse e volontà di approfondire l’argomento.
Al Presidente Rosi e al Vicesindaco Grigoletto spiego subito che UICI ha la volontà di sviluppare e incentivare cooperative di lavoro per includere e aumentare questa tipologia di occupazione. L’incentivo non è solo a parole, ma esiste un finanziamento di “buon inizio”, che è stato illustrato nel comunicato UICI n. 124 dal Presidente Nazionale Mario Barbuto. L’Onlus Nazionale si adopera per incentivare lo spirito imprenditoriale e promuovere il successo di queste cooperative, che dovranno essere autonome e sostenersi economicamente, sviluppando nel contempo un senso di inclusione lavorativa vera.
Continuo ad illustrare la struttura e l’organizzazione della cooperativa, che dai quattro componenti e ideatori del progetto potrà essere allargata anche a un gruppo più numeroso e diventare così una realtà più grande e articolata. Spiego che per abbattere i costi è prevista inizialmente l’inclusione di soli soci lavoratori e che il loro reddito sarà dipendente dai dividendi, in percentuale al lavoro svolto. Potranno essere incluse nel progetto anche altre figure in difficoltà come disabili psichici, per esempio autistici lievi. Su questa tematica, interviene il Vicesindaco Stancher, che illustra alcune realtà presenti nel suo Comune, ossia due locali gestiti da disabili psichici, sottolineando il successo di queste iniziative, sia da un punto di vista di inclusione che di bilancio di attività. Intervengo specificando che nelle mie progettualità viene sempre ricercato il pareggio di bilancio in un paio di anni e viene perseguita la soluzione commerciale ottimale al fine di abbassare i costi pubblici e aumentare l’inclusione sociale.
Assieme al gruppo di lavoro abbiamo stilato anche il progetto di fattibilità. Le due voci che potrebbero rendere vano il lavoro fatto fino ad oggi sono rappresentate dal costo del lavoro e dal sito dove svolgere il progetto. Per quanto riguarda il primo punto, abbiamo ovviato al problema prevedendo una riduzione del costo del lavoro, vincolandolo ai dividendi della cooperativa; il secondo punto, ovvero il sito dove sviluppare le attività, rappresenta forse il problema più spinoso, in quanto incide fortemente non solo dal punto di vista economico, ma anche sulla realizzazione stessa del progetto.
Il silenzio mi accompagna durante la mia esposizione. Ogni tanto penso di essere solo dentro la stanza e che le mie parole scorrano vane tra le pareti di quello splendido palazzo. Successivamente, durante il viaggio di ritorno, ripensando a quel silenzio, mi confronto con Renato: mi rassicura che sia il Presidente che il Vicesindaco erano stati molto attenti e avevano continuato a prendere appunti, annuendo in diversi miei passaggi. C’è sempre da imparare: questa situazione mi ha fatto riflettere sul mio modo di interloquire, spesso interrompendo i relatori. Come diceva Pavarotti «a volte il silenzio è la miglior musica».
Finisco la mia presentazione, sottolineando il fatto che una cooperativa di questo genere avrebbe anche l’importante compito di sensibilizzare la cittadinanza verso il nostro mondo. Passo la parola a Nicolina, che illumina la sala con il suo entusiasmo e la sua voglia di fare: veramente la persona giusta al posto giusto. Con i suoi interventi trasmette a tutti la sua voglia di finalizzare e proseguire nello sviluppo di questa idea. Subito dopo inizia la discussione; domande e risposte si susseguono, intervengono tutti: l’elemento che potrebbe accendere o spegnere gli entusiasmi è la seconda voce menzionata sopra.
Presentato l’alto valore sociale del progetto, la cooperativa necessita di un sostegno attivo dell’amministrazione di Treviso. Chiediamo un sito per poter iniziare questa attività, ricercando tra le proprietà immobiliari dell’ente locale o demaniale. Nicolina interrompe e osa; chiede in concessione e una rinomata villa veneta, Villa Margherita, di proprietà del Comune di Treviso. Silenzio assoluto. Rosi prende la parola: «cara signora, quella che chiede è una villa che da anni stiamo cercando, per altro senza riuscirci, di collocare. Sono duemila metri di superficie e un parco enorme». Nicolina ribadisce: «sì sì è bellissima». Intervengo abbassando l’asticella e chiarendo che soltanto le spese di riscaldamento di un immobile così grande manderebbero subito la cooperativa economicamente in rosso. Il sito è importantissimo e deve essere valutato attentamente, sia per la posizione, sia per la sua grandezza; non deve essere a margine della vita cittadina, ma facilmente fruibile. Tanto per iniziare, si conviene che la metratura iniziale dovrebbe essere di circa 150/200 mq, poi si vedrà. Si apre un lungo dibattito tra Rosi e Grigoletto alla ricerca di possibili opzioni. Sento che il progetto piace, percepisco la volontà di proseguire e approfondire il dialogo tra UICI e l’amministrazione pubblica di Treviso.
L’incontro, della durata di circa ottanta minuti, si conclude con delle idee interessanti. Rosi, dopo aver analizzato diverse possibilità, propone come soluzione un «appello di interesse alla cittadinanza».
Mi siedo bene sulla sedia e chiedo lumi. Mi spiegano che è un iter già consolidato: l’amministrazione apre un dialogo interno tra i diversi componenti, la giunta e il consiglio comunale, dopo di che il progetto viene presentato alla cittadinanza, alle associazioni e alle fondazioni sensibili al tema, per trovare una soluzione appropriata. Verranno coinvolti diversi centri culturali e associazioni, oltre che partner commerciali e industriali che hanno a cuore la città di Treviso. Pensiamo, ripensiamo e valutiamo. Bellissimo, insomma una sorta di democrazia a partecipazione diretta e in questo caso direzionata verso soggetti sensibili. Sono molto sollevato ed elettrizzato dalla proposta di Rosi, in quanto mi spiega le ottime potenzialità immediate di questo strumento in termini pubblicizzazione e sensibilizzazione della cittadinanza e dell’amministrazione.
Il tavolo di confronto e discussione del progetto è stato molto ristretto. Questa era una mia precisa volontà sia verso il gruppo di lavoro che verso altri rappresentanti o colleghi dell’UICI, per non trasformare l’incontro in dibattito, ma per l’unica finalità di concretizzare e stabilizzare un lungo lavoro di mesi di riunioni e analisi. Alla fine dell’incontro ho chiesto infatti una calendarizzazione sul prosieguo di questa nuova cooperazione tra UICI e Comune di Treviso. In comune accordo Rosi e Grigoletto hanno stabilito che ci vorrà circa un mese per avere le prime risposte.
Il Presidente UICI di Treviso, Massimo Vettoretti, era stato da me informato. Con lui ci confronteremo e svilupperemo insieme questo progetto, nato da alcuni soci UICI che, attenti ai comunicati, avevano letto con interesse la nostra presentazione sul mondo delle cooperative. (comunicato UICI n. 124/2017)
Scusatemi per questa lunga presentazione, ma ho voluto farvi partecipi di una giornata dedicata a tutti noi.
Attenzione! Leggete con calma la bozza progettuale sotto riportata. La ritengo una splendida idea e le buone idee vanno obbligatoriamente copiate.

Buona lettura.

Valter

BOZZA PROGETTUALE
Cooperativa sociale L’Aedo

Il progetto mira alla creazione di una cooperativa sociale, fondata e gestita da una quota di soci con disabilità visiva. La Mission dei membri fondatori vuole perseguire l’obiettivo di creare un centro di aggregazione culturale nella città di Treviso, che sia un punto di riferimento non solo per la comunità dei disabili visivi, ma anche per la vita sociale della città, che ha sempre dimostrato di essere molto sensibile allo sviluppo delle arti, della musica e della cultura tout court.
Indirettamente si potrà così raggiungere facilmente altri obiettivi sociali, come inclusione e sensibilizzazione.

Le attività
Attività
Descrizione
Programmazione
Organizzazione di eventi ad alto contenuto artistico-culturale
Coinvolgimento di realtà emergenti, giovani ensamble, talenti provenienti dai conservatori o da altre realtà di formazione.
Attenzione all’inserimento e alla valorizzazione di musicisti non vedenti o ipovedenti.
– Un aperitivo in musica a settimana;
– Un evento di musica da camera, jazzistica o altro con cadenza mensile;
– Lezioni-concerto con cadenza da programmare.
Gestione di un caffè multiculturale
Il caffè rappresenta il nucleo centrale della nostra attività, centro di aggregazione, confronto e scambio multiculturale.
Spazio per la realizzazione degli eventi musicali e sede fissa di uno spazio espositivo per la promozione di artisti contemporanei.
Non vedenti e ipovedenti verranno accompagnati alla scoperta delle opere d’arte attraverso specifici percorsi tattili ideati in collaborazione con gli artisti stessi.
– Vernissage alla presenza degli artisti;
– Concorsi artistici a tema;
– Percorsi didattici e workshop per promuovere l’arte, l’archeologia, la musica, lo sport ecc.
Consulenze per i beni culturali

Ricerche documentarie e archivistiche con lo scopo di analizzare e approfondire temi di interesse culturale, storico e artistico (Archivio di Treviso, Archivio di Stato di Venezia, Archivi religiosi, biblioteche ecc.).

Monitoraggio di bandi pubblici e ricerca di collaborazioni esterne.

Redazione di testi a carattere culturale: grazie all’esperienza maturata nella redazione di articoli, testi, brochure informative e materiali didattici, i soci mettono a disposizione le loro competenze specifiche per la stesura di testi a carattere culturale, sia di natura scientifica che divulgativa.

Si prevede la possibilità di includere personale con disabilità psichica, che sarà coinvolto nelle nostre attività in un programma da condividere con associazioni per l’inserimento sociale.
Per la realizzazione delle nostre attività, stiamo cercando di individuare uno spazio di prestigio e di facile accessibilità, possibilmente nel centro cittadino, e in grado di accogliere le nostre iniziative. È inoltre importante la presenza di almeno un ufficio operativo per le attività di gestione e di amministrazione della cooperativa (circa 200mq di superficie commerciale complessivi).
La cooperativa parte con i membri fondatori, ma non esclude il coinvolgimento di altri soci sia con che senza disabilità, nel rispetto del quadro normativo vigente.
I soci fondatori prevedono un pareggio del bilancio societario in tre anni dalla sua costituzione; visto l’alto profilo sociale e culturale, chiedono all’Amministrazione Pubblica alcune agevolazioni e un sostegno o un contributo economico per l’avvio di questa attività.
Membri fondatori
Ceppaglia Nicolina, nata il 08/08/1965 a Carbonia, cieca civile dal 2015. Trent’anni di esperienza lavorativa nella ristorazione e nei servizi.
Causin Alessandro, nato il 30/06/1987, cieco civile dalla nascita. Chitarrista e appassionato di musica classica; campione mondiale di arrampicata per disabili.
Carboni Fabio, nato il 09/04/1986 a Carbonia, dottore in Conservazione dei beni culturali. Esperienze lavorative nei servizi e nel commercio.
Pancot Chiara, nata il 07/12/1990 a Treviso, dottoressa in Filosofia, e in Economia e Management delle arti e delle attività culturali. Esperienza nel mercato dell’arte, nella ricerca universitaria e archivistica.

 

I risultati dell’XI Trofeo di nuoto per Disabili “CITTA’ DI TRADATE”

Buoni risultati di Martina Rabbolini al Meeting di nuoto paralimpico che si è svolto domenica 11 febbraio a Tradate.
Nei 100 rana cat. sb11 (non vedenti) si è piazzata al primo posto con il tempo di 1.33,59, stabilendo il nuovo record italiano assoluto.
Nei 400 stile cat. s11 (non vedenti), prima classificata, con il tempo di 5.47,31 (nuovo primato personale).

Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS
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