Proposte in tema di mobilità , di Irene Balbo

Autore: Irene Balbo

Proposte per la definizione degli orientamenti programmatici del XXIII congresso dell’UICI in tema di Mobilità, elaborate nel convegno “Quali idee? Su quali gambe?”(Napoli,  15-16 novembre 2014),   promosso dal movimento Uicirinnovamento.

Hanno partecipato alla stesura di questo documento: Ciro Arnone, Irene Balbo, Vincenzo

Lafrancesca, Roberta Mancini, Andrea Prantoni e Graziella Zuccarato.

Il presente è il secondo dei tre documenti che affrontano il tema dell’Autonomia e della Vita indipendente (nel primo, uscito nei giorni scorsi, si è trattato il tema dell’Accessibilità e della Tecnologia).

Mobilità

1 l’abbattimento delle barriere che ostacolano la mobilità autonoma dei disabili, compresi quelli visivi, ampiamente affrontato dalle leggi vigenti, viene raramente messo concretamente in atto; le sezioni locali si trovano quotidianamente a combattere contro aziende di trasporti e comuni che, pur dimostrando disponibilità a parole, nei fatti disattendono completamente la legge. A livello locale non sempre, per ragioni economiche o di altra natura, si è in grado, una volta verificata l’inutilità di dialogo e manifestazioni, di percorrere le vie legali. Si ritiene utile che a livello centrale l’associazione attivi un ufficio legale che sostenga tali iniziative sia economicamente che con personale preparato.

2 Sul territorio nazionale si nota una grande difformità di trattamento nei confronti dei ciechi per quanto riguarda i trasporti: taxi, autobus, servizi di trasporto organizzati dal comune ecc., si ritiene indispensabile un’azione della sede centrale, per esempio attraverso un incontro con l’associazione dei comuni (ANCI), che porti, anche gradualmente, al raggiungimento di un trattamento il più possibile equo ed uniforme per tutti i ciechi italiani;

3 La mancanza di una legge chiara sui corsi di orientamento, mobilità ed autonomia personale, costringe le sezioni locali a dover continuamente combattere con le aziende sanitarie, i comuni ed i servizi sociali, per far comprendere l’importanza di tali iniziative per il raggiungimento, da parte di un cieco, di un’autonomia che sia, a seconda delle possibilità e delle caratteristiche della persona, il più vicina possibile alle sue reali capacità. È fondamentale quindi che ci si faccia carico di un progetto di legge, anche elaborato con altre associazioni di ciechi, che porti ad una chiarezza maggiore, sulle competenze dei vari enti ed all’individuazione, di un centro adeguato per questo tipo di riabilitazione, almeno in ogni regione del paese.

4 La scelta progettuale che ha portato alla sostituzione, in molte zone urbane, dei semafori, con rotatorie più o meno grandi e più o meno realmente funzionali, ha reso più pericolosa e difficile la mobilità di ciechi ed ipovedenti. Si ritiene che potrebbe essere utile uno studio di quali strategie siano state adottate negli altri Paesi in cui si è optato per questa soluzione e, qualora si riesca ad individuarne una valida, ci si faccia promotori di questa sul territorio italiano. In caso contrario si ritiene utile studiare soluzioni alternative che possano essere proposte alle varie amministrazioni e che siano ragionevoli sia dal punto di vista dei costi che della reale fattibilità.

5 La diffusione sempre maggiore di auto e biciclette elettriche rende più pericoloso per un cieco, percorrere da solo le strade delle nostre città. Sappiamo che a livello europeo si sta cercando di trovare una soluzione che preveda l’implementazione di un suono che sostituisca il rumore del motore, chiediamo che la sede centrale tenga monitorata questa situazione e spinga affinché si raggiunga presto una soluzione al problema, prima che diventi veramente ineludibile. Riteniamo anche in questo che sia fondamentale il ruolo dell’EBU.

6 Nonostante la maggior praticità di installazione e il minor impatto sul territorio, dei semafori sonori dotati di clock, che ne segnala la posizione, questi non sono stati omologati dal nostro ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Riteniamo utile, da parte della sede centrale, una ricerca sempre a livello europeo, per verificare se tali semafori sono stati omologati in altri paesi e, qualora la ricerca desse esito positivo, chiediamo che si riporti all’attenzione del ministero, la questione per cercare di ottenere il nulla osta per l’installazione di suddetti dispositivi.

 

Parlami di te , di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

Mario Censabella si racconta.

Sappiamo tutti quanto sia bello aprirsi agli altri parlando di se stessi, delle proprie esperienze, del proprio vissuto. Eppure non è così scontato come sembra perché talora accade che sciogliendo il laccio che tiene racchiuso il contenuto della  propria  memoria  vengano evidenziate e trasmesse esperienze personali di notevole importanza soggettiva, memorie che si decide di consegnare apertamente, fatti e circostanze a lungo trattenute come esperienze personali che hanno inciso sulle proprie scelte e conseguentemente sul proprio comportamento.

Mario ci farà dono del suo vissuto come presidente della sezione milanese dell’Unione, dei suoi incontri particolari, delle circostanze che hanno inciso nel colorare il suo lungo viaggio accanto a persone e avvenimenti  che hanno connotato  le giornate del proprio servizio a favore di amici e conoscenti incontrati lungo la strada percorsa con spirito aperto alla comprensione  della gioia e del dolore.

Sembra facile parlare di se stessi, ma non è sempre scontato: per farlo dobbiamo essere motivati profondamente convinti che, in qualche modo, possa risultare utile o almeno interessante consegnare pubblicamente il proprio passato.

In questa occasione la nostra sala virtuale telefonica 98 90 50 diverrà il mezzo migliore per consegnare un tratto di umanità racchiusa nello scrigno della  propria  memoria.

Mario sarà con noi mercoledì 4 febbraio alle ore 18 e sono certo che saremo in molti a condividere questo momento carico di umanità.

Per entrare nella sala della commissione anziani è necessario avere il pin di sicurezza, pin che vi sarà consegnato su vostra richiesta dal sottoscritto e dagli amici Nunziante Esposito  e Pino Servidio.

Chiamateci o scriveteci, siamo a vostra disposizione.

Cesare Barca: email cesarebarca@alice.it tel. 329 20 50 972

Nunziante Esposito: email nunziante.esposito@alice.it  tel. 349 672 33 51

Pino Servidio: email Giuseppe.servidio@alice.it   tel.335 80 82 002

Torino-“Fiori Recisi” Convegno su disabilità e violenza di genere

Autore: Sezione di Torino

Protagonisti, scrittori ed esperti a confronto

La violenza contro le donne è tristemente all’ordine del giorno. Con agghiacciante frequenza la cronaca ci racconta storie di sopraffazione fisica e psicologica, episodi che arrivano, nei casi più estremi, all’orrore del femminicidio. Ma che cosa può accadere quando alla condizione femminile si affiancano particolari forme di fragilità, ad esempio la mancanza della vista? Più in generale, quanto può influire la condizione di disabilità visiva in una dinamica di coppia? Come aiutare le persone cieche e ipovedenti a costruire un rapporto sereno col proprio corpo e la propria affettività? Di questi delicati argomenti si occupa il convengo “Fiori Recisi”, organizzato dal Comitato Pari Opportunità dell’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino in collaborazione con l’UNITRE (Università delle Tre Età). L’appuntamento è per sabato 21 febbraio (ore 9 – 13.30) presso la Sala Colors (via Sacchi 63).

Durante la giornata i temi verranno affrontati sotto diverse angolazioni. Ad aprire i lavori sarà il prezioso contributo delle istituzioni: interverranno infatti Monica Cerutti, assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte e Domenica Genisio, consigliera del Comune di Torino. Troverà poi spazio la testimonianza di Fernanda Flamigni e Tiziano Storai, coautori del romanzo autobiografico Non volevo vedere (Edizioni Ediesse, 2013). Il libro ripercorre con lucidità una storia di odiose prevaricazioni e violenze, fino al tragico epilogo: un colpo di pistola che causa la cecità della protagonista e la morte della sorella di lei. Seguirà l’intervento di Domenico Matarozzo (Associazione Maschile Plurale), che rifletterà sul ruolo dell’uomo nella società contemporanea, tra scenari socio-culturali profondamente mutati e costante bisogno di ridefinire la propria identità. L’orizzonte si amplierà ulteriormente con le relazioni di Eleonora Castellano (psicologa, scrittrice) e Margherita Toscano (psicoterapeuta): la prima affronterà il tema Relazioni asimmetriche e abuso di potere, una riflessione che porta alle radici del comportamento violento, mentre la seconda si concentrerà sul Diritto di essere “sufficientemente” amati, dallo sguardo alla carezza. Concluderà la psicologa Federica Ariani, che tratterà del ruolo e dell’importanza del consulente sessuale per persone disabili. Questa figura, che da tempo esiste in vari Paesi europei e che recentemente sta prendendo piede anche in Italia, è al centro di un serrato dibattito. A conclusione dei lavori vi sarà spazio per il dibattito, che sarà moderato da Flavia Navacchia e Titti Panzarea, responsabili UICI per le pari opportunità rispettivamente a livello regionale e provinciale.

Il convegno “Fiori Recisi” intende proiettare un raggio di luce sulla vita dei ciechi e degli ipovedenti (scandagliandone gli aspetti più personali e forse meno noti) ma vuole anche richiamare l’attenzione di cittadini e istituzioni sui rischi cui sono soggette tutte le persone più indifese (donne, minori, disabili), promuovendo la cultura della conoscenza reciproca e del rispetto.

Il convegno si inserisce nelle iniziativa per la Giornata Nazionale del Braille 2015: è aperto a tutti e totalmente gratuito. Per questioni organizzative chiediamo, se possibile, di confermare la propria partecipazione entro lunedì 16 febbraio, telefonando al numero 011 53 55 67

Ufficio Stampa: Lorenzo Montanaro: 333 447 99 48 ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

Convegno “Ipovedenti tra passato, presente e futuro” – Terza edizione, Redazionale

Autore: Redazionale

Sabato 14 febbraio 2015
Aula Magna della Clinica Universitaria Umberto I°
dell’Universita’ Sapienza di Roma
(Ingresso da Via Lancisi)

L’ipovisione si colloca in un’area “grigia”, a meta’ tra il vedere e il non vedere; che la si consideri una condizione medico-clinica o una condizione esistenziale, in entrambi i casi porta con se’ il segno dell’incertezza. La condizione dell’ipovedente risulta di difficile definizione, anche perche’ la valutazione medico-legale della minorazione visiva non e’ un “automatismo”, ma richiede una corretta applicazione della normativa e soprattutto conoscenza ed esperienza in campo clinico da parte dell’oculista.

La quotidianita’ dell’ipovedente serba infinite difficolta’, di cui sovente la massa dei vedenti e’ all’oscuro; la maggior parte delle persone e’ infatti abituata a prendere in considerazione gli estremi (in questo caso il vedere e il non vedere), e a tralasciare quello che sta in mezzo.
Il convegno affrontera’ il tema dell’ipovisione da differenti prospettive: dagli aspetti strettamente medico-oculistici a quelli medico-legali, dalle tematiche relative alla riabilitazione a quelle legate alla vita quotidiana dell’ipovedente, come la deambulazione in presenza di luce e buio, la diagnosi d’ipovisione nell’eta’ evolutiva e l’accessibilita’ del web e delle nuove applicazioni.
PROGRAMMA:
Ore 9.30 – Registrazione dei partecipanti
Ore 10.00 – Saluto delle Autorita’
Eugenio Gaudio (Magnifico Rettore dell’Universita’ Sapienza – Roma)
Mario Barbuto (Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS)
Giuseppe Castronovo (Presidente Nazionale Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecita’ – I.A.P.B. Italia ONLUS)
Antonella Polimeni (direttore dipartimento Testa-Collo, Università Sapienza Roma)
1° Sessione: moderano Roberto Grenga (Responsabile U.O.C. Oftalmologia A – Universita’ Sapienza, Roma) e Angelo Mombelli (Responsabile operativo Commissione Nazionale Ipovedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS e Componente Direzione Nazionale I.A.P.B. Italia ONLUS)
Ore 10.30 – “La corretta valutazione clinica della minorazione visiva” – Filippo Cruciani (Responsabile U.O.C. Oftalmologia A – Universita’ Sapienza – Roma)
Ore 10,45 – “Le variabili visive che determinano e aggravano la disabilita’ visiva” – Roberto Perilli (Oculista – Pescara)
Ore 11.00 – “I futuri indirizzi dell’INPS per l’organizzazione delle Commissioni di Prima Istanza per l’accertamento degli stati di Invalidita’, cecita’ e sordita’” – Raffaele Migliorini (Responsabile del Management Sanitario Esterno dell’INPS)
Ore 11.15 – Dibattito
Ore 11.45 – “Investire in prevenzione ed in riabilitazione” – Michele Corcio (Vice Presidente Nazionale I.A.P.B. Italia ONLUS)
Ore 12.00 – “Le recenti scoperte scientifiche per il trattamento delle patologie oculari” – Leonardo Mastropasqua (Professore ordinario di malattie dell’apparato visivo all’Universita’ “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara)
Ore 12.15 – “Ipovedente di giorno, cieco di sera” – Giovanni Cipri’ (Componente la Commissione Nazionale Ipovedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS)
Ore 12.30 – Dibattito
Ore 13.00 – Lunch offerto da I.A.P.B. Italia ONLUS.
2° Sessione: moderano Filippo Cruciani (Responsabile U.O.C. Oftalmologia A – Universita’ Sapienza di Roma e Componente Direzione Nazionale I.A.P.B. Italia ONLUS) e Adoriano Corradetti (Coordinatore della Commissione Nazionale Ipovedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS)
Ore 14.00 – “Come affrontare e gestire la diagnosi d’ipovisione soprattutto nell’eta’ evolutiva” – Zaira Raiola (Componente la Commissione Nazionale Ipovedenti U.I.C.I.)
Ore 14.15 – “L’ipovedente in eta’ adulta: difficolta’ nella mobilita’, nel lavoro, in famiglia” – Marina Tescari (Componente la Commissione Nazionale Ipovedenti U.I.C.I.)
Ore 14.30 – “Ipovisione: accessibilita’ del web e delle applicazioni: problemi in uno scenario in continuo mutamento” – Massimiliano Martines (Rappresentante della Sezione Provinciale U.I.C.I. di Torino e Componente la Commissione Nazionale Osservatori Siti Internet dell’U.I.C.I.)
Ore 14.45 – Dibattito
Ore 15.30 – Valutazioni conclusive e fine dei lavori.

La partecipazione al convegno e’ gratuita. Tuttavia, per ragioni organizzative chi desidera partecipare e’ pregato di segnalare il proprio nominativo alla Segreteria Organizzativa entro l’11 febbraio 2015:

IAPB – Sezione Italiana
Dott.ssa Barbara AULETA
tel. 06.36.00.49.29 (digitare “1”)
e-mail: sezione.italiana@iapb.it

Ascoli e Fermo: Torball- Campionato Nazionale di serie B, Redazionale

Autore: Redazionale

Sabato e Domenica si sono disputati a Campobasso e a Monza le gare valevoli per la  3 e 4  giornata di campionato di serie B di Torball.
In Molise i padroni di casa del GSD Olimpia Paideia (Campobasso) hanno ottenuto 18 punti conservando la vetta della classifica. Alle spalle dei molisani c’è l’ASD L’Aquilone L’Aquila che conquista gli stessi punti (18) mantenendo invariato il distacco dalla prima della classe. Ottimo invece il cammino della nostra Polisportiva Picena non vedenti che nei due turni ha collezionato lo stesso punteggio delle battistrada, raggiungendo un meritato 5 posto in classifica.
Bene Latina (13 punti), insoddisfacenti le performance del Perugia Torball e, soprattutto, quelle dell’ASD Ciociaria e dell’USSCRD Capitanata Foggia che perdono terreno.
A Monza, invece, splendido exploit del Gsd Ciechi Brianza (Monza) che, grazie ai 20 punti conquistati, sale al terzo posto raggiungendo l’Asd Real Vesuviana (Avellino) a quota 36. Buone le prestazioni dell’ASD Omero Bergamo          (17 punti) che ora occupa la quarta posizione con 30 punti totali. Deludenti le gare delle due sarde: 5 punti sia per L’Asd Tigers che per l’Asd Sas Po Cagliari. Primi 2 punti per l’ASD Pat Bologna che resta comunque fanalino di coda.
“ I ringraziamenti vanno a tutti i ragazzi che come sempre chiamati in causa hanno risposto con grinta e tenacia che da sempre gli contraddistingue” (l’anello mancante è qua) le parole a caldo del tecnico Palumbieri –
Orgoglioso di allenare questo stupendo gruppo che prima di tutto mette in piano l’amicizia fraterna ……….
Un ringraziamento va soprattutto a chi permette tutto ciò: (in ordine alfabetico):
Ares Mc Cain di San Benedetto del Tronto; Fainplast; Fondazione Simona Orlini e l’Unione Italiana Ciechi sezione interprovinciale Ascoli – Fermo.-
Classifica generale
G.S.D. OLIMPIA PAIDEIA: 42
A.S.D. L’AQUILONE: 39
A.S.D. REAL VESUVIANA: 36
G.S.D. CIECHI BRIANZA: 36
A.S.D. OMERO BERGAMO: 30
POL. PICENA NV: 28
A.S.D. CIOCIARIA NV: 20
U.S.S.C.R. CAP. FOGGIA: 18
POL. U.I.C. NUOVA LATINA: 17
A.S.D. SAS PO CAGLIARI: 15
A.S.D. PERUGIA TORBALL: 12
A.S.D. TIGERS CAGLIARI: 12
A.S.D. PAT BOLOGNA: 2

Anziani e Politiche Intergenerazionali, di Angelo Fiocco

Autore: Angelo Fiocco

Proposte per la definizione degli orientamenti programmatici del XXIII congresso dell’UICI in tema di Anziani e Politiche Intergenerazionali, elaborate nel convegno “Quali idee? Su quali gambe?”(Napoli, 15-16 novembre 2014), promosso dal movimento Uicirinnovamento.

All’elaborazione del presente documento hanno partecipato: Graziella Zuccarato, Franca Secci e Angelo Fiocco.

Che le persone over 60 con deficit visivo costituiscano la maggioranza dei ciechi e degli ipovedenti è noto da tempo, come lo è il fatto che la proporzione è destinata a crescere con l’aumentare dell’aspettativa di vita. Ciò autorizza a formulare tre considerazioni sostanziali:
1. in futuro si renderanno sempre più necessari interventi di ordine socio-assistenziale che, oltre al mantenimento del benessere psicofisico individuale, pongano attenzione alle esigenze connesse alle specificità di questo deficit;
2. poiché, allo stato delle cose, le istituzioni pubbliche faticano a trovare risposte soddisfacenti a dette esigenze, le associazioni e il terzo settore sono e saranno chiamati ad elaborare forme di supporto capaci di integrarsi con quelle eventualmente attuate dai servizi territoriali e di sopperire alle carenze istituzionali laddove esse si riscontrino.

Chi coordina da anni i soggiorni estivi per anziani organizzati dall’U.I.C.I. osserva che, sebbene il maggior numero dei partecipanti risieda in famiglia, essi collocano al primo posto tra i disagi avvertiti il senso di solitudine e di isolamento vissuti nella quotidianità e che il malessere che ne deriva è destinato a condizionare enormemente l’invecchiare di quanti non vedono o vedono male, determinando ricadute negative sull’autostima e, alla lunga, sulle motivazioni a vivere.
Iniziative quali quelle appena menzionate sono indubbiamente lodevoli, perciò vanno a nostro avviso incoraggiate e sostenute secondo criteri di priorità, tuttavia dobbiamo essere consapevoli che esse rappresentano una “goccia” nell’oceano dei bisogni e che occorre inventare dei percorsi di aiuto e di autoaiuto basati sulla continuità, anche avvalendosi della consulenza di specialisti.

La terza considerazione di cui in premessa riguarda le persone a tutt’oggi impegnate da quasi una vita nella dirigenza Associativa: esse non sono immuni dalle limitazioni che l’invecchiamento esercita su tutti gli individui, tra le quali figura il modificarsi più o meno sensibile della percezione del sé in relazione al corpo sociale di appartenenza.
A fronte di tale constatazione e della necessità che l’Unione riacquisisca le energie e l’autorevolezza dei tempi migliori, il riferimento alle politiche intergenerazionali ci pare ragionevole. Certo il tema impone approfondimenti assai più ampi di queste scarne riflessioni, nondimeno l’ipotesi da cui riteniamo si debba partire è che i dirigenti meno giovani, fermo restando il loro diritto-dovere di rendersi utili, comincino a trasmettere nei fatti ai più giovani le tante competenze accumulate durante la militanza nell’Associazione, incoraggino questi ultimi ad assumere in prima persona responsabilità precise e li affianchino con la loro esperienza, continuando così a rendere comunque servizio ai ciechi e agli ipovedenti.

Anziani: Riscopriamo il Braille, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

L’intensa attività svolta dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per favorire la conoscenza e l’assoluta importanza della scrittura e lettura utilizzando il  metodo Braille sta producendo effetti positivi sempre più concreti nell’ambito sociale in genere e particolarmente per tutti coloro che, in forme e attività differenti, si dedicano attivamente e professionalmente alla cultura scolastica e all’abbattimento delle barriere culturali, le peggiori  tra le numerose difficoltà che incontriamo nel   promuovere il sospirato processo inclusivo.

Malgrado l’impegno  posto in questo ambito vi sono ancora numerose resistenze proprio da parte degli stessi disabili visivi che ritengono erroneamente che l’utilizzo dell’informatica renda inutile l’apprendimento del metodo braille. Sono   ben lontano dal negare l’enorme importanza di saper ricavare nozioni e indicazioni attraverso il computer grazie alla sintesi vocale, ma non posso tacere sulla necessità di far propria la conoscenza in genere e, in particolare di quella di carattere letterario, scientifico e musicale in modo diretto attraverso l’utilizzo di testi braille.

I nostri polpastrelli, lo sappiamo bene, colgono direttamente le informazioni

tattili e le trasportano alla sfera cerebrale che le fa proprie consentendoci quel processo di immedesimazione che la voce sintetica e neppure quella umana può procurarci.

Ma volendo  trascurare ogni altra riflessione sappiamo ormai quanto il metodo Braille sia utile proprio all’interno del mondo informatico, un mondo con cui si integra perfettamente senza sovrapporsi consentendo, piuttosto,di

Migliorarne e facilitarne  l’utilizzo.

Di particolare rilievo è il ruolo che da molti anni svolge in questo settore la Biblioteca italiana per i Ciechi di Monza diretta dal Prof. Pietro Piscitelli, un nostro amico che viene da una  lusinghiera  docenza e presidenza scolastica, particolarmente impegnato nello sviluppo concreto delle diverse realtà socio scolastiche che divengono sempre più pressanti e impegnative nell’urgenza di promuovere la formazione culturale in generale e di quanto necessitano i nostri ragazzi durante i loro percorsi di studio.

Sarà proprio il Prof. Piscitelli, perciò, che ci intratterrà sull’attività della biblioteca di Monza e sulla opportunità di non perdere le occasioni culturali che la stessa biblioteca continua a produrre per tutti  noi, qualunque sia il personale livello e interesse culturale.

L’incontro è fissato per mercoledì prossimo 21 gennaio  nella nostra sala telefonica alle ore 18.

Sarà un momento di riscoperta per molti, una miniera di notizie preziose in cui discendere per risalire felici di essere stati arricchiti di un nuovo corredo di informazioni  e di conoscenze  che ci permetteranno di appagare la nostra sete di sapere  attingendo ad una sorgente da cui scaturisce continuamente un’acqua gradevolmente  dissetante.

Come sempre per conoscere il pin di accesso alla sala 98 90 50 potrete rivolgervi a me , a Nunziante Esposito e a Pino Servidio.

Vi aspetto, non sarete delusi.

 

Cesare Barca

 

Cesare Barca: email cesarebarca@alice.it tel.329 20 50 972

Nunziante Esposito: email Nunziante.esposito@alice.it     tel. 349 672 33 51

Pino Servidio: email Giuseppe.servidio@alice.it   tel.335 80 82 002

Be My Eyes – la nuova app per aiutare i ciechi a “vedere” ha bisogno di volontari vedenti, di Manuela Esposito

Autore: Manuela Esposito

L’Associazione Danese dei Ciechi (DAB) ha realizzato un’applicazione chiamata “Be My Eyes” che mette  in contatto le persone non vedenti con una rete di assistenti volontari tramite un collegamento audiovideo dal vivo su iPhone e iPad.

 

Be My Eyes rende la vita più facile ai non vedenti, collegandoli con assistenti vedenti attraverso un’app per smartphone; questo permette ai non vedenti di eseguire grandi e piccoli compiti e ai vedenti di avere la gioia di aiutare qualcun altro in modo semplice e informale. Ci vuole solo un minuto per scegliere la lattina giusta dallo scaffale, guardare la data di scadenza sul latte o trovare la cosa giusta da mangiare nel frigo – se si ha una buona vista – ma per gli individui con problemi visivi anche i compiti più semplici a casa propria possono spesso diventare una grande sfida. Attraverso una videochiamata l’applicazione Be My Eyes offre alle persone non vedenti la possibilità di chiedere aiuto a  un volontario vedente per le attività che richiedono una buona vista. La persona cieca “prende a prestito” gli occhi del volontario attraverso il suo smartphone. L’assistente vedente è in grado di vedere e descrivere ciò che il non vedente gli mostra filmandolo con la videocamera dello smartphone. In questo modo, sono in grado di risolvere insieme il problema con cui il non vedente si confronta. Per ulteriori informazioni è opportuno visitare il sito: http://bemyeyes.org/.

 

L’applicazione è stata lanciata giovedì 15 gennaio  alle 12.00 e da quel momento è disponibile negli AppStore di tutto il mondo. Be My Eyes è stato realizzato senza fini di lucro e i costi dello sviluppo sono stati  sostenuti dalla DAB.

 

Il servizio può essere fornito in diverse lingue, tra cui l’italiano, ma questo dipende ovviamente dalla disponibilità di volontari vedenti che parlino la nostra lingua; è importante dunque diffondere il più possibile la notizia dell’esistenza di quest’applicazione per sensibilizzare i potenziali volontari a partecipare all’iniziativa.

 

Per aderire all’iniziativa come non vedente o volontario vedente si può scaricare l’app dal sito http://bemyeyes.org/ (requisito minimo di età: 17 anni). Per diffondere la notizia sull’esistenza dell’app si possono ri-twittare i seguenti tweet:

https://twitter.com/UICIesteri/status/555721947271942144 (in italiano)

https://twitter.com/euroblind/status/555722239422001156 (in inglese)

o condividere il seguente post su facebook:

https://www.facebook.com/uici.ufficioesteri

 

Politiche per il Lavoro, di Eugenio Saltarel

Autore: Eugenio Saltarel

 

 

Proposte per la definizione degli orientamenti programmatici del XXIII congresso dell’UICI sul tema delle Politiche per il Lavoro, elaborate nel convegno “Quali idee? Su quali gambe?”(Napoli,  15-16 novembre 2014),   promosso dal movimento Uicirinnovamento.

 

hanno partecipato alla redazione di questo documento: Marino Tambuscio, Vania Cappi, … Andrea Prantoni e Eugenio Saltarel.  Altri hanno chiesto di aggiungersi al gruppo, ma il tempo non ha consentito di continuarne l’elaborazione.

Il convegno di Napoli ha sostanzialmente recepito i  contenuti proposti dal gruppo di lavoro sulle tematiche inerenti l’occupazione delle persone non e ipovedenti che riporto di seguito.

Nella presente situazione caratterizzata da una crescente disoccupazione, da una crescente precarizzazione del lavoro e dall’esigenza di ridurne i costi con conseguente ricaduta negativa sui lavoratori, il ruolo dell’Unione Italiana ciechi e ipovedenti:
1( deve attivare tutte le risorse disponibili per contrastare questa situazione, in accordo con le altre associazioni di ciechi e di disabili, con le forze sindacali, datoriali e politiche per tutelare anche i ciechi lavoratori, tenendo presente che il loro essere tali, costituisce anche una risorsa per la societàˆ;
2( Condurre in porto la legge di riforma della 113-85 in modo che possa garantire occupazione ai centralinisti telefonici e a quanti sono in possesso dei titoli equipollenti;
3( proporsi a tutti i livelli per l’utilizzo a pieno delle risorse offerte dalla legge 68-99 per il collocamento di persone con problemi di vista in situazioni lavorative non protette dalla legislazione in vigore, sfruttando i rapporti costituiti con le organizzazioni sindacali e datoriali, collaborando alla realizzazione di progetti individuali di inserimento lavorativo con IRiFoR, Biblioteca per ciechi di Monza, Federazione delle Istituzioni per Ciechi e Agenzia per la prevenzione della cecitàˆ;
4( individuare con il mondo della formazione professionale, in collaborazione con gli altri enti collegati all’Unione ciechi, spazi di formazione anche all’interno dei normali corsi resi accessibili alle persone con problemi di vista (esempio: radiofonia, giornalismo, informatica settore amministrativo).

Pari Opportunità, di Giovanni Taverna

Autore: Giovanni Taverna

Proposte per la definizione degli orientamenti programmatici del XXIII congresso dell’UICI sul tema delle Pari Opportunità nell’Organizzazione, elaborate nel convegno “Quali idee? Su quali gambe?”(Napoli, 15-16 novembre 2014), promosso dal movimento Uicirinnovamento.

Il gruppo di lavoro, composto da Giuseppe Marinò, Giovanni Taverna e Massimo Vita, intende affrontare il tema pari opportunità andando anche oltre al classico riferimento di pari opportunità tra generi, riferendolo anche ad altre situazioni che all’interno della organizzazione richiedano un incremento di possibilità per incidere sulla vita associativa.
1 PARI OPPORTUNITA’ DI GENERE
Lo statuto vigente stabilisce già una regola grossolanamente equiparabile alla prescrizione di una quota rosa per i consigli provinciali e nazionale, basata però soltanto sulla presentazione di liste: si propone che tale regola venga estesa anche agli altri livelli associativi, consiglio regionale e direzione nazionale, anche modificando le regole elettive nei casi che lo richiedono: per es. andrebbe modificata la modalità di elezione del consiglio regionale affidandolo in modalità indiretta , cioè convocando per la sua elezione i consiglieri delle varie sezioni territoriali e permettendo quindi l’effettiva presenza di una quota riservata. Poiché la presenza di quote di genere nelle liste non garantisce di per sé la presenza bilanciata di genere negli organi eletti, si dovrebbe altresì modificare tutte le parti regolamentari e statutarie che regolano l’espressione delle preferenze.

Durante la discussione , in particolare per quanto riguarda i consigli regionali emerge la necessità di profonde rivoluzioni nella costituzione di quest’organo; in particolare si ritiene di dover approfondire se nel livello regionale debba prevalere il principio di rappresentanza rispetto al principio di giurisdizione e se esista un modo di tenerli presenti entrambi. In pratica, se prevale il principio territoriale i membri devono essere proporzionatamente divisi sui vari territori provinciali; se prevale il principio di giurisdizione, cioè il compito di indirizzo e controllo sulle realtà provinciali, la rigida proporzionalità su basi territoriali potrebbe addirittura impacciare la funzione di controllo facendo coincidere controllori e controllati. Una via intermedia potrebbe essere salvaguardare il principio di rappresentanza territoriale tramite la presenza dei presidenti provinciali, ma far eleggere gli altri componenti regionali non dalle singole sezioni ma dall’assemblea dei quadri regionali , permettendo di valutare le competenze dei singoli candidati invece della mera provenienza territoriale.
Si propone inoltre che il bilanciamento di genere sia tenuto presente anche nelle nomine dirette negli enti collegati e nelle rappresentanze associative all’interno di istituti paralleli qualora il numero dei nominati lo permetta.

2 PARI OPPORTUNITA’ PER LE MINORANZE
Se è vero che anche qui lo statuto prevede certe regole in materia di tutela delle minoranze è altrettanto vero che tali regole si sono dimostrate spesso facilmente aggirabili pur rispettando la lettera della norma; si tratta quindi di rendere ineludibili tali regole tramite alcuni semplici meccanismi regolamentari o statutari:
– Omogeinizzare tutte le procedure elettive, utilizzando le stesse norme per tutti i livelli associativi; in pratica, elezione diretta del presidente provinciale direttamente nelle assemblee provinciali, presentazione obbligatoria ad ogni livello di liste che comprendano il presidente e i membri del consiglio che lo sostengono. Per le sezioni per esempio si dovrebbero presentare due o più liste che indichiino il presidente e la maggioranza dei consiglieri a lui collegati, non più liste comprendenti solo i consiglieri candidati in numero pari al numero di consiglieri previsto.

Si propone di rendere maggiormente stringenti le incompatibilità di carica tra i vari livelli gerarchici interni all’associazione e negli enti collegati, al fine di mobilitare il massimo delle forze presenti nell’associazione.

Durante la discussione di questo punto viene sollevata ancora una volta l’opportunità che alcuni ravvedono nel considerare l’incompatibilità come un principio non assoluto ma che va anche contemperato con eccezioni in casi di particolare difficoltà, in specie nelle realtà più periferiche. Comunque si condivide che le incompatibilità assolute restino valide per i livelli apicali nazionali e regionali di uici e delle associazioni in qualche modo collegate e degli istituti emanati da uici, almeno per quanto riguarda presidenze e consigli, e la presenza reciproca sia soltanto quella eventualmente prevista negli statuti. specifici.