La finale della tredicesima edizione del torneo nazionale di Scopone scientifico si terrà a Brescia dal 25 al 28 settembre 2015.
Le gare finali si disputeranno presso:
Hotel Ambasciatori
Via Crocifissa di Rosa 92- Brescia tel. 030 399114
Come già preannunciato con comunicato n. 61 del 22 aprile 2015, le spese di viaggio dei partecipanti saranno a carico delle strutture regionali di appartenenza, mentre il soggiorno sarà a carico della presidenza nazionale.
I finalisti dovranno essere presenti all’illustrazione del Regolamento di Gara, fissata per le ore 15.00 di venerdì 25 settembre.
Ricordiamo che:
L’organizzazione delle Finali di Campionato è affidata al Coordinatore della Commissione Nazionale Sport e Tempo Libero, Hubert Perfler, coadiuvato da Giuseppe Pinto.
Alle Finali nazionali, parteciperanno le coppie prime classificate nelle gare regionali e la coppia vincitrice del Campionato 2014, composta da Danilo Vanoni e Maurizio Viganò per la regione Lombardia, che di fatto, come da regolamento, ospita la finale 2015.
Le Finali saranno disputate secondo il Regolamento già inviato con comunicato n. 61 del 22 aprile 2015, al quale i finalisti dovranno attenersi, senza riserve. Chiarimenti sulle regole di gioco potranno essere richiesti ad Hubert Perfler o a Giuseppe Pinto, raggiungibili, rispettivamente, agli indirizzi
hubert_perfler@alice.it
g.pinto@aqp.it
e ai numeri telefonici
348 642 3872 – 334 668 9311
Alle coppie prima, seconda e terza classificata verrà assegnata in premio una coppa.
Alla coppia campione, e alla Unione Regionale di cui essa è espressione, sarà conferito l’onore di ospitare, ovviamente senza aggravi di spesa, le Finali del Quattordicesimo Campionato.
Come già preannunciato con precedenti comunicati, le spese di soggiorno, dal pranzo del 25 al pranzo del 27 settembre, saranno a carico di questa Presidenza Nazionale, mentre le spese di viaggio dei finalisti e dei loro accompagnatori (uno per ogni Socio) sono assunte dai Consigli Regionali, rappresentati in gara.
I Presidenti Regionali avranno la cortesia di comunicarci i nominativi e le esigenze di soggiorno dei finalisti, tenendo come modello la scheda che alleghiamo alla presente. I dati, il più possibile completi e precisi, dovranno pervenire, pena esclusione, entro il 17 settembre 2015, agli indirizzi:
ssg@uiciechi.it o archivio@uiciechi.it
Per chiarimenti sulla sistemazione in albergo e/o per comunicazioni urgenti, preghiamo di far riferimento ad Anna Maria Sgroi, raggiungibile al numero 06 699 88373 e all’indirizzo ssg@uiciechi.it.
Non mancheremo, ovviamente, di dare notizia dello svolgimento delle Finali e dell’esito della Finalissima.
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Sport – Ludovica Amato campionessa italiana di scacchi per ciechi e ipovedenti
Nei giorni 29 agosto-4 settembre u.s. presso il Waldorf Palace Hotel di Cattolica (RN) si è svolto il 43° Campionato Italiano di Scacchi per ciechi e ipovedenti organizzato dalla Associazione Scacchisti Ciechi Italiani dilettantistica e con il patrocinio della FISPIC, FSI, FIDE e IBCA. Durante il campionato scacchisti di tutte le età, provenienti da tutta Italia, si sono affrontati in lunghe ed avvincenti sfide. Il torneo si è svolto sotto la direzione dall’arbitro federale Italo Vittorio Ginevrini, con accoppiamenti effettuati con il Sistema Svizzero, in 7 turni.
Da segnalare i successi ottenuti dalla giovanissima pisana Ludovica Amato (12 anni compiuti il 30 agosto, durante il Torneo) che si è aggiudicata il Titolo di Campionessa Italiana, ricevendo la Coppa dalle mani del Presidente della Federazione Scacchistica Italiana Gianpietro Pagnoncelli: il tutto, alla presenza di numerose autorità, tra le quali il Sindaco di Cattolica Piero Cecchini, il Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto e il Presidente della Sezione di Rimini dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Claudio Barbieri.
Inoltre alla piccola Ludovica, con grande orgoglio e soddisfazione dei genitori e parenti presenti, è stata anche consegnata una targa come la partecipante più giovane della competizione.
Sport – BXC: la selezione Ovest si aggiudica l’All Star game
Si sono disputati sabato 5 settembre, a Bologna presso il Campo Leoni, la gara dei fuori campo e l’All Star game di baseball per ciechi.
L’All Star game è andato alla formazione Ovest (14 a 12) al termine di una partita di 9 inning molto intensi e combattuti.
Facevano parte della selezione Ovest, fra gli altri, i tecnici Fabio Giurleo e Renato Sabato (Lampi Milano), Daniele Crippa (Thunder’s Five Milano) e i giocatori Matteo Comi e Bara Mbacke Dieng (Lampi Milano), Francesco Cusati, Davide Moreschi e Ivan Nesossi (Thunder’s Five Milano).
Prima della partita degli All Star si è svolta la gara dei Fuori campo che è stata vinta dal bolognese Dris Sahli davanti a Antonello Lai (Tigers Cagliari) e Sarwar Ghulam (Blue Fire Cus Brescia). Il milanese Ivan Nesossi è giunto sesto.
Sport – Pilates a Novate
Segnaliamo questa iniziativa che consigliamo a tutti coloro che cercano un modo non aggressivo ma efficacissimo di fare ginnastica. In collaborazione con la Polisportiva Novate, l’istruttrice Monica Cozzi propone un corso anche per non vedenti, ipovedenti e loro accompagnatori. Per assicurare il massimo risultato dal corso i posti sono limitati, quindi affrettatevi per l’iscrizione! Il corso si tiene il Martedì dalle 19:00 alle 20:00, a partire da Martedì 29 Settembre 2015, presso il Palazzetto dello Sport di Novate (ex-spogliatoi). Ulteriori informazioni: 346 3517230 – http://www.polisportivanovate.it/pilates.html.
Sport – Bxc: Hr derby & All-star game 2015
Sabato 5 settembre, a partire dalle 15:00, si svolgeranno a Bologna. La gara dei fuori campo e l’all star game di baseball per ciechi.
Faranno parte della formazione Ovest i nostri soci:
Bara Mbacke DIENG (Lampi Milano)
Ivan NESOSSI (Thunder’s 5 Milano)
Matteo COMI (Lampi Milano)
Davide MORESCHI(Thunder’s 5 Milano)
Francesco CUSATI (Thunder’s 5 Milano)
Inoltre i nostri tecnici Fabio Giurleo e Renato Sabato (Lampi Milano) e Daniele Crippa (Thunder’s Five Milano) guideranno, fra gli altri, la squadra Ovest.
Il milanese Ivan Nesossi prenderà parte anche alla gara dei fuori campo.
Macerata – Il Baseball: un’opportunità per i nostri giovani non vedenti!
Sei un disabile della vista? Sei delle Marche? Vuoi provare a giocare a baseball?
Allora potrai cimentarti nel batti e corri nella mattinata di sabato 29 Agosto in occasione del camp che la Roma AH Blinds terrà a Porto S. Elpidio, presso il diamante comunale, ospitata dalla PSE Baseball.
Per maggiori informazioni contattare Alfonso Somma al 3395495342.
Puoi visitare il sito della Roma Ali Blinds all’indirizzo:
www.romaailbiinds.it.
I risultati del Torneo Internazionale di showdown di Druskininkai (Lituania) di Francesco Cusati
Un sedicesimo posto di Domenico Leo al Torneo Internazionale di showdown di Druskininkai (Lituania)
È terminato ieri, domenica 23 agosto, il Torneo Internazionale di Showdown di Druskininkai, in Lituania che ha visto il nostro socio piazzarsi al sedicesimo posto.
Sport – New York, la “Grande Mela”… Trasformiamola in una grande pallina da baseball!, di Angela Bellarte
E chissà che questa pallina non possa contenere, un giorno, dei sonagli?
Ce la stanno mettendo proprio tutta, ragazzi e tecnici dell’AIBXC; ci credono, fortemente, che il loro, il nostro, baseball, così dinamico e simile all’originale, sia uno sport bellissimo, intrigante, pieno di tecnica e di cose da imparare, affascinante e liberatorio.
E in Italia, un paese dove il baseball è purtroppo sottostimato come qualsiasi sport che non sia Quello nazionale, che ci siano persone che continuano a pensare che il baseball per ciechi sia una grande risposta alla voglia di sport e di autonomia per i non vedenti, scusate ma non è poco.
Però l’idea che si possa andare e dimostrarlo a chi il baseball l’ha inventato, pare davvero un po’ folle… Ma forse vent’anni fa la gente asseriva che anche far giocare con mazza e pallina un cieco era da folli, quindi, perché non provare anche questa?
Ci credono, quelli dell’AIBXC, tanto che, fai e briga e disfa, a maggio due giocatori, il nostro Matteo dei Lampi milanesi, e la sua ragazza Ada, della All Blinds Roma, con il supporto della federazione, partono per gli States, anzi, per New York, e ci provano: cercano associazioni di non vedenti, cercano giocatori, ci parlano: “Sappiamo che voi avete già la vostra versione di baseball, ma perché non vedere anche la nostra?”
La base della pizza è così impostata… Vediamo di metterci su un po’ di condimento?
A luglio è tutto predisposto, e due allenatori di Milano, Fabio Giurleo dei Lampi, e Daniele Crippa dei Thunder’s Five, raggiungono tra i grattacieli i due ambasciatori. Rapisce, New York, chi c’è già stato e chi non c’è stato mai; conquistati subito dalla gentilezza e dalla disponibilità dei newyorkesi già nella fase esplorativa, sperano davvero di esser adesso loro a conquistare un po’ del cuore dei newiorkesi. Chiedo a Fabio e Lele di raccontarmi un po’ di -colore-…: “Colore?, Il nostro albergo è ad Harlem, lì la cosa meno colorata che c’è è un cappuccino… Scuro!” Persone di ogni razza e pelle, in un miscuglio assolutamente fantastico, li introducono nella atmosfera cosmopolita della città.
Ma è ora di mettersi al lavoro, di incontrare i ragazzi contattati dai due ambasciatori. Hanno due vetrine, i nostri, a disposizione: un campo a Brooklyn, e il campo numero 4 nel fantastico e grandioso Central Park.
Una quindicina i ragazzi che aderiscono all’invito per “mostrare agli americani” il baseball.
Persino gli autisti degli autobus, “Siamo qui per insegnare a giocare a Baseball…” Li guardano male, fino a che non scoprono che è per i non vedenti e si accende la curiosità. Chissà se anche lui potrebbe venire a giocare?
Ecco sul campo i ragazzi, pronti, effervescenti. Non c’è neanche bisogno di spiegargliele, a loro, le regole del gioco, ovviamente le sanno benissimo. Assimilano in un attimo le differenze, acquisiscono subito il meccanismo;
i nostri gli insegnano la battuta che va effettuata in autonomia tenendo in una mano la pallina e nell’altra la mazza, la difesa intercettando le traiettorie delle palline con i loro sonagli, la corsa sulle basi verso i suoni di riconoscimento.
E fremono: “Sì, va bene, ma quando facciamo partita?” Se non facesse già così caldo il cuore si scalderebbe davvero, a vedere l’entusiasmo di questi ragazzi.
“Ok, tra un’ora facciamo partita!”
Un po’ del cuore di New York è conquistato davvero: Ed, ex cameraman della Major League, diventato cieco da adulto, ritrova il gioco che tanto ha fatto parte di lui e che pensava di aver perso; e c’è Pasquale, dal nome si capisce da dove arriva… che parla l’americano come il Padrino; Alan, con il suo cane a cui è talmente attaccato che forse vorrebbe portarlo a correre con lui sulle basi; e a Brooklyn c’è Frank senior, un nero gigantesco che potrebbe spaccare il campo con una infilata di Homerun. E perfino Alex, non ride mai perché è un duro…., che non ha fatto in tempo a partecipare agli allenamenti, e che i nostri 4 moschettieri incontrano a tavola: chiarisce subito, lui non vuole mica partecipare a una scampagnata, vuole fare sul serio, vuole sapere in quanto tempo deve arrivare in seconda!
Alcuni di loro giocano già a Beepball, il baseball adattato degli States, ma pare che questa cosa che hanno provato oggi gli piaccia di più,… “that’s Baseball!” Urlano alla fine della partita.
Possiamo davvero insegnare agli americani a giocare al loro sport nazionale? Forse, se è bello, perché no?
Ora il lavoro continua: Ed conserva il materiale lasciato, si è impegnato intanto a divulgare ulteriormente la cosa. Il responsabile dei parchi ci offre collaborazione per quando torneremo, forse a settembre, per un altro pezzo di questa avventura!
Ci piacerebbe pensare a volantini sparsi per la città, che dicono a tutti: “Ragazzi, a Central Park facciamo una partita di baseball per ciechi, venite a vedere?”. Servono allenatori, tecnici, giocatori vedenti. In un paese dove ogni papà e ogni nonno ha lanciato palline per il figlio o il nipote, Ci piacerebbe pensare che non sia difficile coinvolgere gente, i curiosi meravigliosi newyorkesi che corrono attraverso il Park, che potrebbero fermarsi a guardare cosa succede su quel diamante dove ragazzi con una mascherina corrono verso basi sonore, o si tuffano su palline che suonano viste con le orecchie.
Uno spettacolo inconsueto che speriamo potrebbe attirare e coinvolgere abbastanza persone da cominciare a formare una squadra, magari due, e poi chissà.
Qualche anno fa era solo un sogno, ma il lavoro di questi anni potrebbe davvero farlo diventare realtà!
Angela Bellarte
“Se vuoi… voli!”, di Cesare Barca
Tirrenia e il soggiorno “Primo sole”.
Il 14 giugno si è concluso il soggiorno marino che anche quest’anno si è svolto positivamente a Tirrenia. Non pensavo personalmente che l’albergo risultasse ancora una volta preso d’assalto e quindi al completo anche in questa circostanza. L’organizzazione, sorretta dall’Irifor, ha potuto prendere in considerazione i desidèri e i bisogni dei soggiornanti, prevalentemente piuttosto avanti negli anni, cercando di dare loro la possibilità di godere di un sole amico che non ci ha mai abbandonato fatto salvo quel pomeriggio in cui si era comunitariamente deciso di fare una gita piuttosto particolare. Infatti, benché le mie proposte di vivere insieme uscite di un certo interesse logistico, storico e artistico siano state più di una, la maggioranza ha deciso di visitare Colonnata, un paesino che si inerpica sulle falde dei monti apuani in provincia di Carrara, località nota soprattutto per il suo meraviglioso marmo bianco. Si è trattato di una avventura un tantino impegnativa che ci ha procurato complessivamente una certa soddisfazione facendoci apprendere le caratteristiche particolari del marmo di Carrara e la qualità del suo candore conosciuto e ricercato in tutta Europa. Nell’occasione abbiamo potuto assaggiare il famoso “lardo di Colonnata” e assaporare la sua particolarità nutritiva nonché la gradevolezza del suo sapore.
Ciò che ha reso accattivante questo primo soggiorno marino va ricercato comunque nell’attività ricreativa e culturale di cui abbiamo potuto godere e le numerose nuove amicizie che si sono potute concretizzare.
Già, perché ritengo che sia proprio la possibilità di intrecciare nuove conoscenze, di poter godere di scambi culturali e affettivi una delle peculiarità che colorano i soggiorni proposti dalla commissione anziani. Le numerose uscite in pedalò, le serate di gioco e di carattere musicale, il torneo di showdown, le gare di scopone scientifico e altri giochi interattivi hanno costituito il terreno fertile per promuovere e sviluppare nuovi rapporti fra tutti e godere in serenità dell’ottimo servizio alberghiero.
La possibilità che continuiamo ad offrire, grazie all’impegno dell’amico Nunziante Esposito di acquisire maggior autonomia personale frequentando corsi di computer e momenti dedicati all’utilizzo dell’iPhone danno ai nostri soggiorni marini un senso e un contenuto ancora maggiore e una valenza del tutto particolare.
Ritengo personalmente che il significato vero dei momenti di vacanza proposte dalla nostra Unione debbano necessariamente essere certamente occasione di riposo fisico e psicologico ma, nel contempo, circostanze utili per rafforzare la propria autostima, la propria vitalità attraverso l’acquisizione di una maggior autonomia e all’intreccio di nuove relazioni.
Concludo con una frase che, pronunciata da un nostro atleta paraolimpico, è divenuta il titolo di un libro interessante: “se vuoi… voli”.
Ma ascoltiamo insieme la breve intervista che ho potuto effettuare proprio al nostro atleta, Italo Sacchetto, presente al soggiorno: ritengo sia piacevole e interessante per tutti.
http://www.uiciechi.it/giornaleelettronico/Intervista.zip
Cesare Barca
24-26 luglio 2015: Baseball. Montpellier, la Francia ci prende gusto e medita di raddoppiare!, di Angela Bellarte
Tutt’ora poche le occasioni di giocare con le due squadre, Germania e Francia, che partecipano con l’Italia alla Moles Cup, torneo settembrino a più nazioni inaugurato qualche anno fa, nate grazie al lavoro di tecnici e giocatori italiani che andarono a spiegare e dimostrare oltre frontiera il Baseball per ciechi.
Ecco che allora di nuovo una compagine di giocatori e tecnici italiani varca la frontiera per trovarsi a Montpellier, insieme agli amici tedeschi e francesi, per ritrovare il gusto di scendere in campo tutti insieme.
Una rinfrescata, in questa torrida estate, ci sta bene, anche se è solo una rinfrescata di regole e schemi, di amicizie e di incontri.
Due giorni per ritrovarsi a disputare qualche partita, per rivedere qualche colpo, per vedere che i transalpini ci hanno preso gusto, con questo baseball, e altri ragazzi si sono uniti alla vecchia squadra, per cercare di crearne anche una nuova, (così ci sarebbero il team di Pau e di Perpignano), per divulgare l’entusiasmo e aumentare il divertimento.
Che si sudi in tedesco o in francese, che ci si infarini di terra rossa italiana o transalpina, il baseball sta cominciando a parlare sempre più con le regole del BXC, come è successo anni fa a Cuba e in Ungheria, come speriamo possa diventare negli States e in altre nazioni ancora.
Gli allenatori delle squadre milanesi e bolognesi, e i ragazzi di Bologna, Roma e Firenze, sono solo gli ultimi ambasciatori di questo lavoro che dura da anni, fatto di approcci e incontri, contatti e dimostrazioni sul campo, un grosso lavoro dietro e davanti alle quinte, perché questo baseball, con la sua difficoltà, la sua tecnica, con le grandi competenze che sprona ad acquisire, con la mobilità in assoluta autonomia che permette, con l’orgoglio che fa nascere a sentirsi parte di una squadra, è sicuramente uno degli sport più completi ed entusiasmanti che chiunque possa gustare.
