Sport – New York, la “Grande Mela”… Trasformiamola in una grande pallina da baseball!, di Angela Bellarte

Autore: Angela Bellarte

E chissà che questa pallina non possa contenere, un giorno, dei sonagli?
Ce la stanno mettendo proprio tutta, ragazzi e tecnici dell’AIBXC; ci credono, fortemente, che il loro, il nostro, baseball, così dinamico e simile all’originale, sia uno sport bellissimo, intrigante, pieno di tecnica e di cose da imparare, affascinante e liberatorio.
E in Italia, un paese dove il baseball è purtroppo sottostimato come qualsiasi sport che non sia Quello nazionale, che ci siano persone che continuano a pensare che il baseball per ciechi sia una grande risposta alla voglia di sport e di autonomia per i non vedenti, scusate ma non è poco.
Però l’idea che si possa andare e dimostrarlo a chi il baseball l’ha inventato, pare davvero un po’ folle… Ma forse vent’anni fa la gente asseriva che anche far giocare con mazza e pallina un cieco era da folli, quindi, perché non provare anche questa?
Ci credono, quelli dell’AIBXC, tanto che, fai e briga e disfa, a maggio due giocatori, il nostro Matteo dei Lampi milanesi, e la sua ragazza Ada, della All Blinds Roma, con il supporto della federazione, partono per gli States, anzi, per New York, e ci provano: cercano associazioni di non vedenti, cercano giocatori, ci parlano: “Sappiamo che voi avete già la vostra versione di baseball, ma perché non vedere anche la nostra?”
La base della pizza è così impostata… Vediamo di metterci su un po’ di condimento?
A luglio è tutto predisposto, e due allenatori di Milano, Fabio Giurleo dei Lampi, e Daniele Crippa dei Thunder’s Five, raggiungono tra i grattacieli i due ambasciatori. Rapisce, New York, chi c’è già stato e chi non c’è stato mai; conquistati subito dalla gentilezza e dalla disponibilità dei newyorkesi già nella fase esplorativa, sperano davvero di esser adesso loro a conquistare un po’ del cuore dei newiorkesi. Chiedo a Fabio e Lele di raccontarmi un po’ di -colore-…: “Colore?, Il nostro albergo è ad Harlem, lì la cosa meno colorata che c’è è un cappuccino… Scuro!” Persone di ogni razza e pelle, in un miscuglio assolutamente fantastico, li introducono nella atmosfera cosmopolita della città.
Ma è ora di mettersi al lavoro, di incontrare i ragazzi contattati dai due ambasciatori. Hanno due vetrine, i nostri, a disposizione: un campo a Brooklyn, e il campo numero 4 nel fantastico e grandioso Central Park.
Una quindicina i ragazzi che aderiscono all’invito per “mostrare agli americani” il baseball.
Persino gli autisti degli autobus, “Siamo qui per insegnare a giocare a Baseball…” Li guardano male, fino a che non scoprono che è per i non vedenti e si accende la curiosità. Chissà se anche lui potrebbe venire a giocare?
Ecco sul campo i ragazzi, pronti, effervescenti. Non c’è neanche bisogno di spiegargliele, a loro, le regole del gioco, ovviamente le sanno benissimo. Assimilano in un attimo le differenze, acquisiscono subito il meccanismo;
i nostri gli insegnano la battuta che va effettuata in autonomia tenendo in una mano la pallina e nell’altra la mazza, la difesa intercettando le traiettorie delle palline con i loro sonagli, la corsa sulle basi verso i suoni di riconoscimento.
E fremono: “Sì, va bene, ma quando facciamo partita?” Se non facesse già così caldo il cuore si scalderebbe davvero, a vedere l’entusiasmo di questi ragazzi.
“Ok, tra un’ora facciamo partita!”
Un po’ del cuore di New York è conquistato davvero: Ed, ex cameraman della Major League, diventato cieco da adulto, ritrova il gioco che tanto ha fatto parte di lui e che pensava di aver perso; e c’è Pasquale, dal nome si capisce da dove arriva… che parla l’americano come il Padrino; Alan, con il suo cane a cui è talmente attaccato che forse vorrebbe portarlo a correre con lui sulle basi; e a Brooklyn c’è Frank senior, un nero gigantesco che potrebbe spaccare il campo con una infilata di Homerun. E perfino Alex, non ride mai perché è un duro…., che non ha fatto in tempo a partecipare agli allenamenti, e che i nostri 4 moschettieri incontrano a tavola: chiarisce subito, lui non vuole mica partecipare a una scampagnata, vuole fare sul serio, vuole sapere in quanto tempo deve arrivare in seconda!
Alcuni di loro giocano già a Beepball, il baseball adattato degli States, ma pare che questa cosa che hanno provato oggi gli piaccia di più,… “that’s Baseball!” Urlano alla fine della partita.
Possiamo davvero insegnare agli americani a giocare al loro sport nazionale? Forse, se è bello, perché no?
Ora il lavoro continua: Ed conserva il materiale lasciato, si è impegnato intanto a divulgare ulteriormente la cosa. Il responsabile dei parchi ci offre collaborazione per quando torneremo, forse a settembre, per un altro pezzo di questa avventura!
Ci piacerebbe pensare a volantini sparsi per la città, che dicono a tutti: “Ragazzi, a Central Park facciamo una partita di baseball per ciechi, venite a vedere?”. Servono allenatori, tecnici, giocatori vedenti. In un paese dove ogni papà e ogni nonno ha lanciato palline per il figlio o il nipote, Ci piacerebbe pensare che non sia difficile coinvolgere gente, i curiosi meravigliosi newyorkesi che corrono attraverso il Park, che potrebbero fermarsi a guardare cosa succede su quel diamante dove ragazzi con una mascherina corrono verso basi sonore, o si tuffano su palline che suonano viste con le orecchie.
Uno spettacolo inconsueto che speriamo potrebbe attirare e coinvolgere abbastanza persone da cominciare a formare una squadra, magari due, e poi chissà.
Qualche anno fa era solo un sogno, ma il lavoro di questi anni potrebbe davvero farlo diventare realtà!

Angela Bellarte

“Se vuoi… voli!”, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

Tirrenia e il soggiorno “Primo sole”.

Il 14 giugno si è concluso il soggiorno marino che anche quest’anno si è svolto positivamente a Tirrenia. Non pensavo personalmente che l’albergo risultasse ancora una volta preso d’assalto e quindi al completo anche in questa circostanza. L’organizzazione, sorretta dall’Irifor, ha potuto prendere in considerazione i desidèri e i bisogni dei soggiornanti, prevalentemente piuttosto avanti negli anni, cercando di dare loro la possibilità di godere di un sole amico che non ci ha mai abbandonato fatto salvo quel pomeriggio in cui si era comunitariamente deciso di fare una gita piuttosto particolare. Infatti, benché le mie proposte di vivere insieme uscite di un certo interesse logistico, storico e artistico siano state più di una, la maggioranza ha deciso di visitare Colonnata, un paesino che si inerpica sulle falde dei monti apuani in provincia di Carrara, località nota soprattutto per il suo meraviglioso marmo bianco. Si è trattato di una avventura un tantino impegnativa che ci ha procurato complessivamente una certa soddisfazione facendoci apprendere le caratteristiche particolari del marmo di Carrara e la qualità del suo candore conosciuto e ricercato in tutta Europa. Nell’occasione abbiamo potuto assaggiare il famoso “lardo di Colonnata” e assaporare la sua particolarità nutritiva nonché la gradevolezza del suo sapore.
Ciò che ha reso accattivante questo primo soggiorno marino va ricercato comunque nell’attività ricreativa e culturale di cui abbiamo potuto godere e le numerose nuove amicizie che si sono potute concretizzare.
Già, perché ritengo che sia proprio la possibilità di intrecciare nuove conoscenze, di poter godere di scambi culturali e affettivi una delle peculiarità che colorano i soggiorni proposti dalla commissione anziani. Le numerose uscite in pedalò, le serate di gioco e di carattere musicale, il torneo di showdown, le gare di scopone scientifico e altri giochi interattivi hanno costituito il terreno fertile per promuovere e sviluppare nuovi rapporti fra tutti e godere in serenità dell’ottimo servizio alberghiero.
La possibilità che continuiamo ad offrire, grazie all’impegno dell’amico Nunziante Esposito di acquisire maggior autonomia personale frequentando corsi di computer e momenti dedicati all’utilizzo dell’iPhone danno ai nostri soggiorni marini un senso e un contenuto ancora maggiore e una valenza del tutto particolare.
Ritengo personalmente che il significato vero dei momenti di vacanza proposte dalla nostra Unione debbano necessariamente essere certamente occasione di riposo fisico e psicologico ma, nel contempo, circostanze utili per rafforzare la propria autostima, la propria vitalità attraverso l’acquisizione di una maggior autonomia e all’intreccio di nuove relazioni.
Concludo con una frase che, pronunciata da un nostro atleta paraolimpico, è divenuta il titolo di un libro interessante: “se vuoi… voli”.
Ma ascoltiamo insieme la breve intervista che ho potuto effettuare proprio al nostro atleta, Italo Sacchetto, presente al soggiorno: ritengo sia piacevole e interessante per tutti.

http://www.uiciechi.it/giornaleelettronico/Intervista.zip

Cesare Barca

24-26 luglio 2015: Baseball. Montpellier, la Francia ci prende gusto e medita di raddoppiare!, di Angela Bellarte

Autore: Angela Bellarte

Tutt’ora poche le occasioni di giocare con le due squadre, Germania e Francia, che partecipano con l’Italia alla Moles Cup, torneo settembrino a più nazioni inaugurato qualche anno fa, nate grazie al lavoro di tecnici e giocatori italiani che andarono a spiegare e dimostrare oltre frontiera il Baseball per ciechi.
Ecco che allora di nuovo una compagine di giocatori e tecnici italiani varca la frontiera per trovarsi a Montpellier, insieme agli amici tedeschi e francesi, per ritrovare il gusto di scendere in campo tutti insieme.
Una rinfrescata, in questa torrida estate, ci sta bene, anche se è solo una rinfrescata di regole e schemi, di amicizie e di incontri.
Due giorni per ritrovarsi a disputare qualche partita, per rivedere qualche colpo, per vedere che i transalpini ci hanno preso gusto, con questo baseball, e altri ragazzi si sono uniti alla vecchia squadra, per cercare di crearne anche una nuova, (così ci sarebbero il team di Pau e di Perpignano), per divulgare l’entusiasmo e aumentare il divertimento.
Che si sudi in tedesco o in francese, che ci si infarini di terra rossa italiana o transalpina, il baseball sta cominciando a parlare sempre più con le regole del BXC, come è successo anni fa a Cuba e in Ungheria, come speriamo possa diventare negli States e in altre nazioni ancora.
Gli allenatori delle squadre milanesi e bolognesi, e i ragazzi di Bologna, Roma e Firenze, sono solo gli ultimi ambasciatori di questo lavoro che dura da anni, fatto di approcci e incontri, contatti e dimostrazioni sul campo, un grosso lavoro dietro e davanti alle quinte, perché questo baseball, con la sua difficoltà, la sua tecnica, con le grandi competenze che sprona ad acquisire, con la mobilità in assoluta autonomia che permette, con l’orgoglio che fa nascere a sentirsi parte di una squadra, è sicuramente uno degli sport più completi ed entusiasmanti che chiunque possa gustare.

squadra italiana che ha vinto il torneo di baseball

squadra italiana che ha vinto il torneo di baseball

Novara – Selezione due volontari servizio civile Unione Italiana Ciechi ed Ipovedetni Novara e Vco

L’Unione italiana Ciechi di Novara seleziona due volontari da impiegare per il servizio civile. I ragazzi interessati possono rivolgersi direttamente alla nostra sezione in corso Torino n.8 telefonando allo 0321611339. Il volontario sarà assegnato ad una persona non vedente. I requisiti richiesti sono età compresa tra i 18 e i 28 anni, massima serietà e voglia di comprendere gli aspetti dell’ipovisione e cecità. Il progetto di servizio civile prevede l’impiego per 20 ore settimanali per 5 giorni lavorativi. Le candidatura (curriculum + carta d’identità) saranno accettate entro il 20 agosto e dovranno pervenire a mezzo raccomandata o consegnate a mano oppure via mail al seguente indirizzo info@uicnovara.it
La selezione viene svolta attraverso una graduatoria stabilita dal dipartimento del Servizio Civile Nazionale, ha durata di mesi 12 e prevede una retribuzione di €433,80 netti.

Servizio civile volontario – Integrazione al bando di selezione per complessivi 985 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale in Italia

L’UNIONE ITALIANA dei CIECHI e degli IPOVEDENTI – ONLUS – comunica che sul sito del Dipartimento della Gioventù e Servizio Civile Nazionale è stato pubblicato il Decreto del 23 luglio 2015 con cui, in ottemperanza della sentenza della Corte Costituzionale n. 119 del 2015, è stata disposta la modifica degli articoli 3, 4 e 6 del Bando di selezione per complessivi 985 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale in Italia di cui 823 per l’accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili, 150 relativi a progetti autofinanziati e 12 in un progetto approvato dalla Regione Siciliana.
Detto decreto prevede che sono ammessi a partecipare alla selezione anche i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti.
In conseguenza di tale modifica la scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione alla selezione è stata prorogata e il termine ultimo è stato fissato alle ore 14,00 del 20 agosto 2015.

Si ricorda che la domanda di partecipazione redatta secondo il modello 2 allegato al decreto va presentata alla Struttura dell’Unione titolare del progetto.

L’attività della Commissione Ipovedenti nei prossimi cinque anni: obiettivi, criticità e proposte, di Angelo Mombelli

Autore: Angelo Mombelli

Siamo ormai alle porte del prossimo Congresso della nostra Unione, in occasione del quale verranno rinnovate le cariche associative e le varie commissioni predisporranno un documento programmatico dell’attività da svolgersi nel mandato 2015-2020.
Rileggendo la relazione programmatica predisposta nel 2010 dalla Commissione Ipovedenti, mi sono reso conto che molte delle iniziative là prospettate, allo stato attuale, non hanno trovato realizzazione; la responsabilità è duplice: non possiamo attribuirla interamente agli interlocutori istituzionali, sebbene da sempre abbiano una conoscenza approssimativa del fenomeno dell’ipovisione e delle esigenze della categoria, ma dobbiamo riflettere anche sull’efficacia dei nostri programmi e sulle forze che riusciamo mettere in campo. In tal senso, e volendo anche tener conto dalla scarsa cultura sull’ipovisione esistente nella nostra società, ritengo che solo un programma chiaro, concreto, realistico e dal carattere strettamente “operativo” possa garantire risultati altrettanto tangibili.
E’ a conoscenza di tutti e di tutte l’estrema difficoltà che l’economia occidentale, e in particolare la nostra, sta vivendo: le risorse che il governo può mettere a disposizione per il sociale saranno pure scarse, ma è nostro dovere progettare ed avanzare le richieste che riteniamo indispensabili per la categoria degli ipovedenti, frustrata da sempre dall’incomprensione di chi governa.
Alcuni esempi circa lo stato dell’arte: con la legge 284/97 erano stati stanziati 5.000 milioni delle vecchie lire per la creazione e il potenziamento dei centri di riabilitazione visiva, risorse che con la finanziaria di due anni orsono sono state taglieggiate, riducendo il contributo a circa quattrocentomila euro; ciò ha messo in seria discussione il funzionamento di tanti centri di riabilitazione visiva che con fatica e fantasia le nostre strutture avevano contribuito a realizzare. Secondo esempio, il nomenclatore tariffario delle protesi: è immodificato da oltre tre lustri ed include strumentazione vetusta, che non tiene conto delle attuali tecnologie e della legge 138/2001.
Potrei continuare, perché l’elenco delle criticità è ampio, ma preferisco focalizzarmi su una raccomandazione rivolta alla futura dirigenza della nostra Unione, ovvero quella di stare vigili circa le iniziative governative per far sì che non vengano sottratte altre risorse ai già scarsi servizi oggi esistenti a favore delle persone ipovedenti.
Quindi, primo, non regredire! Secondo, proporre interventi atti a migliorare l’esistente tenendo però conto della loro fattibilità imminente e concreata. Essere incisivi e pratici, insomma, qualità decisive in un mondo che gira sempre più in fretta e non lascia spazio alla vaghezza.
Se le sfide sono tante, la probabilità di vincerle dipende anche dal selezionarle commisurate alle proprie capacità, e dall’affrontarle con le giuste armi e la giusta preparazione: ciò significa soprattutto essere al passo coi tempi ed avere il polso dei cambiamenti, seguire con attenzione il progresso tecnologico ed essere addentro alla complessità sociale che si fa ogni giorno più intricata.
Detto questo, buon lavoro a chi parteciperà al XXIII Congresso Nazionale!

Angelo Mombelli

Sensi d’estate 2015 – Os Argonautas – Navegar è preciso

Museo Tattile Statale Omero – Mole Vanvitelliana
Ancona ingresso libero

Federica D’Agostino, voce
Domenico Lopez, chitarra classica
Giulio Vinci, chitarra classica ed elettrica
Alessandro Mazzacane, violoncello e basso elettrico
Giovanni Chiapparino, percussioni, fisarmonica, basso elettrico, elettronica

L’immaginaria ciurma di un equipaggio è sbarcata in terra dopo un lungo viaggio senza meta.
I personaggi dell’equipaggio sono i protagonisti delle canzoni che raccontano il loro modo di essere in mare. Il navigare si fa metafora dell’esistere, il viaggio metafora del creare attraverso le parole e le canzoni di grandi letterati e cantautori portoghesi, brasiliani e capoverdiani e attraverso parole e note italiane, originali e non, che ne hanno raccolto le influenze musicali e letterarie in una sorta di Tropicalismo Mediterraneo.

ARTE
Durante la serata saranno aperti e visitabili il Museo Tattile Statale Omero e le mostre correlate “Frammenti d’umanità. Giuliano Vangi e i giovani artisti” (ingresso libero) e “Il Rinascimento oltre l’immagine” (ingresso ridottissimo per gli spettatori di Sensi d’estate).

INFO
La rassegna è organizzata dal Museo Tattile Statale Omero, in collaborazione con il Comune di Ancona – Amo La Mole, con l’Associazione Per il Museo Tattile Statale Omero Onlus, il Servizio Civile Regionale e Garanzia Giovani.
L’ingresso allo spettacolo è libero, i posti sono limitati, si accettano prenotazioni solo per persone con disabilità. Ogni serata il pubblico potrà sostenere con una donazione le attività dell’Associazione Per il Museo Tattile Statale Omero Onlus. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al teatro Sperimentale di Ancona.

Museo Tattile Statale Omero – Mole Vanvitelliana Banchina Giovanni da Chio 28, Ancona Tel. +39 071.2811935 info@museoomero.it
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Ancora un settimo e un ottavo posto per Martina Rabbolini ai Campionati Mondiali di Nuoto Paralimpico

Si è conclusa l’avventura iridata della nostra socia Martina Rabbolini impegnata, categoria S11 – non vedenti,  nei Campionati Mondiali di Nuoto Paralimpico di Glasgow.

Dopo aver ottenuto il settimo posto nei 100 dorso e l’ottavo nei 400 stile libero, Martina conquista altri due prestigiosi piazzamenti:

 

giovedì 16 luglio – ottava nei 200 misti con il tempo di 3:18.05;

sabato 18 luglio, settima nei 100 rana con il tempo di 1:40.44.

 

Ulteriori info: www.finp.it

La separatezza è all’origine, di Luciano Paschetta

Autore: Luciano Paschetta

Ancora una volta ho letto con estremo interesse e piacere un ampio ed erudito articolo del GRIDS dal titolo: “La differenza fra il paradigma inclusivo e quello integrativo”, pubblicato sul numero di mercoledì 15 di “SUPERANDO”.
Anche questa volta, ne ho condiviso i principi: quelli di una pedagogia inclusiva che faccia della scuola un reale luogo di inclusione. A dimostrazione di questa mia condivisione non “di facciata , ma anche della proposta e della necessità di tempi lunghi per una sua implementazione al sistema scolastico, mi permetto di richiamare alcune mie considerazioni degli anni ’70 , lo faccio, non certo con il linguaggio forbito del ricercatore universitario, ma con quello del “pragmatico ruspante” ,quale mi ritengo nei confronti delle scienze pedagogiche.
In quegli anni, anche sulla base dell’inserimento nelle scuole comuni dei primi bambini con disabilità visiva da me seguiti, sostenevo che la Pedagogia
e la didattica che vanno bene per l’alunno disabile, vanno meglio per il compagno “normodotato” e che la presenza del disabile in una classe è paragonabile alla funzione della cartina di tornasole in chimica: rileva la validità o meno dell’azione pedagogica del gruppo dei docenti. Allo stesso modo, quale convinto
sostenitore dell’eliminazione delle scuole speciali in quanto fondavano le ragioni del loro esistere su una idea pedagogica che muoveva , anziché dall’attenzione alla “persona” nel suo complesso, da quella verso la disabilità, ero Convinto che la pedagogia , in quanto scienza dell’educazione, dovesse essere “for all” , Tuttavia, in seguito , nel pieno sviluppo del processo di integrazione scolastica, anziché l’affermarsi l’insegnamento della pedagogia fondata su un “paradigma inclusivo” , nelle nostre università sorgevano le cattedre di “pedagogia speciale” che facevano riferimento ad un “paradigma integrativo”. A me, sostenitore dell’”uguaglianza nella diversità” , ciò mi sembrò un ritorno al passato, ma gli amici docenti universitari me ne spiegarono le motivazioni, ed io , esperto della scuola “in atto “ come docente prima e come dirigente scolastico poi, nel rispetto dei reciproci ruoli , anche se non del tutto convinto, ho accettato le conclusioni della ricerca pedagogica. Ecco perché condivido quanto scritto nell’articolo dal GRIDS sulla necessità di una pedagogia inclusiva, però , a questo punto, mi sembra corretto sottolineare che l’idea di separatezza ed il riferimento a paradigmi integrativi , nascono e si sviluppano nell aule universitarie: non è facile per l’”uomo comune” (e forse neanche per il docente comune) comprendere che gli alunni sono tutti uguali nella diversità, ma per l’educazione dei bambini si studia la pedagogia , mentre per educare i bambini con disabilità c’è la pedagogia speciale.
Ciò detto, sempre dal punto divista di chi la scuola e il processo di inclusione l’ha vissuto e lo vive , con ruoli diversi, ma sempre sul campo e lo interpreta da “pragmatico ruspante”, credo altresì che perché le idee sostenute dal GRIDS possano diventare patrimonio comune a livello universitario prima, e concretizzarsi in “sistema” educativo poi, sia necessario un tempo che l’attuale situazione dell’inclusione scolastica non può più aspettare. Di qui la proposta del “possibile” qui ed ora, al quale mira la proposta di legge FAND/FISH che pur avendo quale obiettivo la scuola inclusiva come quella descritta dal GRIDS, non può prescindere da una realtà dove da anni i docenti sono stati formati secondo paradigmi integrativi, senza prevederne l’”accompagnamento” verso il modello inclusivo.
Vanno in questa direzione: la richiesta di certificazione secondo il sistema ICF, la formazione continua obbligatoria in servizio dei docenti , il potenziamento della “rete” di supporto attraverso la valorizzazione dei CTS, ma anche, al di là dell’apparenza, come cercherò di chiarire più avanti, una maggior specializzazione dei docenti per il sostegno e l’istituzione dello specifico ruolo .
In merito a questa ultima “vexata quaestio” ribadisco , ancora una volta, che creare il ruolo di sostegno chiarendo che il docente specializzato è a supporto del contesto(docente, consiglio di classe, di dipartimento, collegio docenti, ecc.) e non dell’alunno con disabilità , lasciando , in tal modo, la totale responsabilità del suo apprendimento ai docenti titolari, mettendo questi ultimi al centro dell’azione educativa di tutta la classe, a nostro avviso, vuol dire lavorare nell’ottica di una pedagogia inclusiva.
Una pedagogia inclusiva che va insegnata nelle aule universitarie, ma , nel contempo per trasmetterla sin da subito e per accelerarne il processo di consapevolizzazione, va anche disseminata e supportata nelle scuole.
Parlare di uguaglianza nella diversità , significa altresì conoscere le “diversità” e farle conoscere è il ruolo del docente specializzato il quale affianca l’istituzione nel suo commplesso per attenzionarla al rispetto delle differenze ,suggerendo metodologie , strumenti operativi e organizzazione del “tempo scuola” che rendano reali pari opportunità di apprendimento all’alunno con disabilità; è questo il compito di “funzione strumentale “ (figura contrattualmente prevista) al quale il docente di ruolo specializzato potrà assolvere. Questo ruolo verrà a perdere di importanza via, via che la diffusione dei principi della pedagogia inclusiva, la maggior specializzazione dei docenti e dei dirigenti scolastici , farà assumere al sistema formativo dei docenti ed alla scuola sempre maggior consapevolezza nella pedagogia for all, ponendo fine, allora sì, agli aspetti “duali” e di separatezza dell’attuale modello di inclusione.

Luciano Paschetta

Soggiorno marino «Sole settembrino» a Tirrenia dal 6 settembre 2015 al 20 settembre 2015 – 14 giorni

Ricordiamo che dal 6 al 20 Settembre prossimo, presso il Centro “Le Torri – G. Fuca’” di Tirrenia, denominato anche “Olympic Beach“, si terrà il soggiorno “SOLE SETTEMBRINO“ proposto dalla nostra Commissione nazionale anziani e aperto a tutti i soci, per favorire il processo di socializzazione e di reciproca conoscenza.
L’importo del soggiorno pro capite a pacchetto valido sia per la persona con disabilità visiva che per il suo accompagnatore, si articola come segue:
Camera singola Torre Piccola, Euro 770.00 ;
Camera doppia Torre Piccola, Euro 670.00;
Camera doppia Torre Grande, Euro 870.00;
Camera Tripla Torre Grande, Euro 770.00.
Ai suddetti importi, vanno aggiunti Euro 7,50 come tassa di soggiorno richiesta e dovuta al comune di Pisa.
L’offerta include:
• Servizio di Pensione Completa  con acqua e vino ai pasti
• Cocktail di benvenuto
• Cena Tipica con degustazione dei piatti Toscani e Trentini
• Sala riunioni a completa disposizione per iniziative e serate ludiche
• Animazione e intrattenimento
• Una serata con piano bar e cantante
• Servizio spiaggia ombrellone e sdraio
Servizi a richiesta o a pagamento:
a. Escursioni.
b. Parrucchiera.
c. Estetista.
d. Infermiera.
e. Eventuali Corsi di nuoto, legati alla fruibilità della piscina.
f. Alfabetizzazione informatica.
Il corso di Alfabetizzazione informatica sarà tenuto, con la consueta competenza, dal nostro Nunziante Esposito e dovrà essere richiesto all’atto della prenotazione del soggiorno.
L’attività ricreativa e culturale sarà coordinata da Cesare Barca e in collaborazione con lo staff dell’hotel.
Saranno organizzati giochi di squadra, tornei amichevoli di show down, gare di scopone scientifico e di scacchi, nonché un incontro dimostrativo del corso di autodifesa.
Non mancheranno infine, serate culturali ed eventi musicali.
Durante la prima settimana di soggiorno sarà presente la Dr.ssa Katia Caravello, psicologa, allo scopo di favorire attività di inclusione, di partecipazione attiva e di introspezione..
Prenotazioni, informazioni, chiarimenti circa i transfert da e per le stazioni ferroviarie di Pisa e Livorno:
Olympic Beach Le Torri
tel. 050 32.270
fax. 050 37 485
email: info@centroletorri.it

Vi attendiamo numerosi.