C N L P – “Le ombre bianche”, di Ennio Flaiano

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Le ombre bianche”, di Ennio Flaiano – Numero Catalogo: 89519

Queste “ombre bianche”, cioè “storie brevi, divertimenti e dialoghi; infine occasioni, satire scritte negli ultimi quindici anni” che Flaiano radunò nel 1972 nella certezza che la realtà avesse ormai superato la satira, raccontano di «un “io” che detesta l’inesattezza ed è stato sopraffatto dalla menzogna». Vi ritroviamo dunque il Flaiano più risentito, impassibile e feroce, capace come pochi di mostrarci le allucinazioni di cui siamo vittime: e mentre legge e sorride è come se uno spiffero gelido investisse d’improvviso il lettore, perché nei mostri messi in scena riconosce, non solo la realtà che lo circonda, ma a tratti, e con raccapriccio, un po’ di se stesso.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

C N L P – “La lupa e l’eletto”, di Beniamino Baldacci

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “La lupa e l’eletto”, di Beniamino Baldacci – Numero Catalogo: 89532

Un percorso nel periodo storico del declino di Roma e delle popolazioni italiche. Siamo al termine del sesto secolo dopo Cristo nel pieno dell’alto Medioevo. La narrazione si svolge seguendo il pontificato di Gregorio I. Insignito dell’appellativo di “Magno”, fu proclamato Santo e Dottore della Chiesa cattolica. La sua figura fulgida emerse tanto da far creare un’aura di leggenda intorno a sé. Il romanzo si incentra sulla romantica e travagliata storia d’amore fra il nipote del Papa, l’ultimo rampollo di una gloriosa “gens” romana, e la “Lupa”, donna forgiata dalle avversità, impavida e determinata, fragile e disperata. Arricchito da “racconti nel racconto” presenta rapidi cenni storici a completamento dell’inquadramento temporale delle vicende narrate.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

C N L P – “La valle dell’Eden”, di John Steinbeck

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “La valle dell’Eden”, di John Steinbeck – Numero Catalogo: 89469

Nel paese di Nod, a est de] giardino dell’Eden, dove la progenie di Caino andò a vivere secondo la leggenda biblica e che nel romanzo di John Steinbeck corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale, si intrecciano le storie di due famiglie, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, da una parte il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda; e, dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1952 e ora riproposto nella nuova traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, “La valle dell’Eden” è il romanzo in cui Steinbeck ha creato i suoi personaggi più affascinanti e ha esplorato più a fondo i suoi temi ricorrenti: il mistero dell’identità, l’ineffabilità dell’amore e le conseguenze tragiche della mancanza d’affetto. Al tempo stesso saga famigliare e moderna trasposizione del mito, “La valle dell’Eden” è il capolavoro della maturità di Steinbeck, da cui nel 1955 Elia Kazan ha tratto l’omonimo film con James Dean. Introduzione di Luigi Sampietro.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

C N L P – “Come un giovane uomo”, di Carlo Carabba

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Come un giovane uomo”, di Carlo Carabba – Numero Catalogo: 89841

Con una lingua che analizza, immagina e riflette, che mescola Eta Beta alla Bibbia e The O.C. e Lost a Proust e Peter Schlemihl, Carlo Carabba medita sul caso e il destino, il lutto e la crescita, e racconta quando finisce la giovinezza, perché si diventa adulti, e come restiamo vivi, nonostante il dolore nostro, e soprattutto, nonostante il dolore degli altri. «Un poeta si riconosce dalla voce, e Carlo Carabba una voce ce l’ha» – Raffaele La Capria, Corriere della Sera«Avevo saputo dell’incidente il giorno in cui la neve, tornando a cadere, aveva chiuso i conti con la mia infanzia. Come potevo pensare al funerale della migliore amica della giovinezza avvenuto mentre firmando il mio primo contratto di lavoro entravo nell’età adulta, senza attribuire alla coincidenza un valore simbolico? Ma come potevo meditare su qualcosa di astratto come il simbolo e l’allegoria di fronte alla morte della mia migliore amica?»Sono due le coincidenze da cui muove questa storia. Quella tra la caduta della neve su Roma, dopo più di vent’anni di attesa, e la scoperta che una giovane donna, Mascia, è in coma. E quella tra il funerale di Mascia, una decina di giorni più tardi, e la firma di un contratto di lavoro. Se la prima neve della vita del protagonista di questa storia, scesa sulla sua città quando era bambino, aveva portato con sé l’incanto, la seconda ha portato un incidente. Mascia, l’amica degli anni del liceo, è scivolata col motorino là dove la neve è caduta e si è sciolta. Questa seconda neve tanto desiderata, come se col bianco potessero tornare i giochi e le meraviglie dell’infanzia, invece di restituire il passato si porta via un pezzo di futuro. Perché Mascia muore per sbaglio, come pure si può morire, e non c’è altra spiegazione. Il protagonista parla con amici comuni, riceve e manda sms, inventa scuse, cerca ragioni ai propri pensieri e comportamenti, alle fughe e ai ritorni, e le trova, si colpevolizza, si assolve. Se Mascia, come tutti, muore sola, il protagonista di questo libro, come qualcuno, fa di tutto per restare, ancora un poco, solo con lei. Costruito come un labirinto che riproduce lo smarrimento di fronte al dolore, o come un videogioco che muove nello spazio ancora sconosciuto e pericoloso dell’età adulta, il romanzo segue i pensieri del protagonista, e di chi legge, intorno alla perdita di quelli che si amano e si ferma sul limite dell’amore umano che è quello, insopportabile, di non poterne impedire la morte.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

C N L P – “Le stanze dell’addio”, di Yari Selvetella

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Le stanze dell’addio”, di Yari Selvetella – Numero Catalogo: 89838

“Che amore inutile è l’amore che non protegge, l’amore che non cura e non difende, l’amore che non può, un amore crudele sento di portarmi addosso come l’amore di Dio”. Io ho ricominciato a lavorare. In altri luoghi scrivo, succhio gamberi, respiro foglie balsamiche, faccio l’amore, ma una parte di me è qui, sempre qui, impigliata a un fil di ferro o ha una paura mai vinta, inchiodata per sempre: il puzzo di brodaglia del carrello del vitto, quello pungente dei disinfettanti, il bip del segnalatore del fine-flebo, la porta che si chiude alle mie spalle quando termina l’ora della vita. Così si sente chi di noi vive l’esperienza di una perdita incolmabile: impigliato, inchiodato. Dalle pagine di questo libro affiora il volto vivissimo di una giovane donna, Giovanna De Angelis, madre di tre figli e di molti libri, editor di professione, che si ammala e muore. Il suo compagno la cerca, con la speranza irragionevole degli innamorati, attraverso le stanze – dell’ospedale, della casa, dei ricordi – fino a perdersi. Solo un ragazzo non si sottrae alla fratellanza profonda cui ogni dolore ci chiama e come un Caronte buono gli tende una mano verso la vita che continua a scorrere, che ci chiama in avanti, pronta a rinascere sul ciglio dell’assenza. Yari Selvetella dà voce a un addio che sembra continuamente sfuggire al tentativo di essere pronunciato, come Moby Dick nel fondo del mare, e scrive un kaddish laicissimo eppure pervaso del mistero che ci unisce a coloro che abbiamo amato. Attraverso il labirinto al neon degli ospedali, le stanze chiuse del lutto, il filo tracciato da una penna sul foglio bianco è ancora di salvezza, celebrazione commossa della forza vitale delle parole.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

C N L P – “Troppa medicina”, di Marco Bobbio

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Troppa medicina”, di Marco Bobbio – Numero Catalogo: 89573

La medicina ha ottenuto straordinari successi: guarire malattie letali, ridurre sofferenze, prolungare la vita. Il nostro benessere però dipende anche da fattori non indagabili con esami e non curabili con farmaci. Il disagio di convivere con l’incertezza, il bisogno di oggettivare la propria salute, l’esagerata fiducia nelle potenzialità della tecnologia e ingenti interessi economici ci spingono verso una medicina che può essere inutile o addirittura dannosa.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

C N L P – “Le belle città”, di Marco Romano

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Le belle città”, di Marco Romano – Numero Catalogo: 88681

L’anima di una città abita i suoi muri, vive negli stili con cui sono eretti i palazzi del centro, nel modo in cui sono collocati i giardini e i monumenti. Le città – tutte le città – sono in questo senso l’esito di una riconoscibile intenzione estetica. Per afferrarla, non basta disporsi in contemplazione delle carte antiche o dei palazzi, come davanti a un quadro, occorre invece praticare l’arte di camminare passo passo e soprattutto di vedere, non guardare soltanto, ogni strada e ogni piazza.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

C N L P – “Diario degli errori”, di Ennio Flaiano

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Diario degli errori”, di Ennio Flaiano – Numero Catalogo: 89514

Pochi libri sono rappresentativi di Flaiano come questo “Diario degli errori”, con il suo irresistibile blend di illuminismo tenebroso e pessimismo comico prima che cosmico. Disteso lungo l’arco di un ventennio (dal 1950 ai primi anni Settanta) e costruito avendo negli occhi i luoghi e i volti di tanti viaggi (da Fregene ad Atene, da Parigi a Hong Kong, da Zurigo a New York a Bangkok), il “Diario” brulica infatti di pensieri che sperimentano tutte le forme possibili del rapporto tra la mente e la realtà. Vi troviamo velenosi calembour concentrati come saggi, aforismi e massime perforanti e definitivi, microritratti di taglio, apologhi surreali e corrosivi, sequenze interrotte, tra incanto e sarcasmo: sugli hotel francesi, dove i mobili sono «come nella tavola che sul Larousse accompagna la voce: camera da letto», sulle vetrine olandesi accanto alle case secentesche, sui bambini monaci thailandesi che ridono e bevono il tè, sulla sporcizia e le costruzioni nuovissime di Beirut, sulle «riscattabili» taxi-girl di Hong Kong, sui filippini che cantano senza tregua, e ovviamente sul «paesetto italiano» di giocatori al Totocalcio. L’irrefrenabile tendenza all’autodistruzione della specie umana pervade “Diario degli errori” come un malinconico Leitmotiv: ma la crudele esattezza della tassonomia è in Flaiano venata della pietas del moralista disilluso. Quella pietas che gli fa citare la sublime e disperata invocazione di Pierre ai massoni in Guerra e pace: «Occorre che l’uomo, governato dalle proprie sensazioni, scopra nella virtù attrattive sensuali».

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

SlashRadio Web: Palinsesto della settimana dall’11 al 15 giugno 2018

Nella settimana dall’11 al 15 giugno 2018, come di consueto le nostre trasmissioni avranno inizio alle 9.00, con “Almanaccando”.

A seguire, alle 9.30, Spotlight, notizie in primo piano: nel corso del programma in onda dal lunedì al venerdì, si è soliti offrire ai nostri ascoltatori una rassegna stampa ragionata di periodici e quotidiani, con approfondimenti di temi di stretta attualità e anche di settore, quali: sport, cultura, cinema, teatro, libri, politica estera, politica interna, cronaca e molto altro, resi possibili grazie alla partecipazione di giornalisti, opinionisti, personalità del mondo della politica, dello spettacolo e della cultura. Segnaliamo l’intervento della giornalista Lisa Corva, martedì mattina per l’approfondito sui libri.

Vi rammentiamo nella mattinata di mercoledì 13 giugno, con inizio alle 10.30, subito dopo Spotlight, Uicicom, notizie servizi e interviste dal territorio e non solo.

Vi segnaliamo questa settimana, per ciò che concerne le trasmissioni pomeridiane:

Martedì 12 giugno alle 15.00, torna il nostro contenitore pomeridiano Slashbox, in apertura faremo il punto sul soggiorno anziani appena conclusosi a Tirrenia con Nunziante Esposito e Marco Condidorio.
Alle 16.00 Presenteremo, il volume “L’ultimo spartito di rossini” di Simona Baldelli.
Trama: Rossini si guardò attorno «Dite che la mia musica verrà ricordata, dopo la mia morte?»
Scrivere un romanzo ispirato alla biografia di Gioacchino Rossini, nell’anno del 150esimo dalla sua morte, significa complicarsi meravigliosamente la vita. Perché la prima domanda che ci si pone di fronte alla pagina bianca è: cosa si può scrivere di un personaggio di cui si è già detto tutto? Che appartiene all’immaginario collettivo, non solo dei melomani? È stato, probabilmente, l’artista più famoso e osannato di ogni tempo, e già nel corso della sua esistenza. Per lui venne coniato il termine Rossinimania, riferito al periodo in cui si esibì a Vienna. Ogni angolo risuonava della sua musica, le cartoline con la sua immagine andavano a ruba, gli uomini erano vestiti alla Rossini, le donne sospiravano al suo passaggio, i ristoranti avevano piatti a lui dedicati. Una simile smania pervase le altre città in cui visse e lavorò. Tutti volevano frequentare quel musicista gioviale, dalla scrittura facile che compose il Barbiere di Siviglia in meno di due settimane, che era persona dalla battuta pronta, amante della buona tavola. E così viene ricordato ancor oggi: un ilare opportunista, un bon vivant. Ma, di fatto, smise di scrivere opere a 37 anni, dopo il meraviglioso Guglielmo Tell, se si eccettuano alcuni componimenti di musica sacra e strumentale. Cosa portò il musicista più famoso del mondo al silenzio? Da qui partii per il mio viaggio all’interno di una figura assai complessa. In punta di piedi, per non disturbare il gigante che, da 150 anni, aveva trovato quiete. Scoprii aspetti sconosciuti e dolorosi, profondamente umani, che Rossini cercò di dissimulare per tutta la vita, e lo fece tanto bene da passare alla storia come un allegro buontempone. Il suo personaggio da opera buffa meglio costruito, potremmo dire, la maschera dietro cui si condannò vivere.
SIMONA BALDELLI è nata a Pesaro e vive a Roma. Si diploma come attrice alla Scuola di Teatro di Bologna e lavora in numerose compagnie in Italia e all’estero, occupandosi anche di regia e drammaturgia. Ha lavorato a lungo come speaker e autrice di programmi radiofonici. Cura numerosi eventi di cultura e spettacolo, Festival teatrali e cinematografici. Il suo primo romanzo,Evelina e le fate (Giunti, 2013), è stato finalista al Premio Italo Calvino e vincitore del Premio Letterario John Fante 2013. A questo sono seguiti Il tempo bambino e La vita a rovescio, vincitore del Premio Letterario Caffè Corretto Città di Cave, un romanzo ispirato alla storia vera di Caterina Vizzani (1735) – una donna che per otto anni vestì abiti da uomo. L’ultimo spartito di Rossini è il suo omaggio a uno degli uomini più grandi della storia della musica.

Mercoledì 13 alle 15.00 diffonderemo la rubrica dell’INVAT “Orizzonti multimediali”, curata dal nostro Marino Attini; alle 16.00 in punto sfoglieremo e commenteremo insieme alla Dott.ssa Katia Caravello, componente della Direzione Nazionale, il numero di giugno de “Il corriere dei Ciechi”; l’ospite di questo mese sarà la Dottoressa Daniela Bucci.

A seguire il consueto appuntamento mensile “Dialogo con la Direzione”: in studio questa volta, il terzo componente dell’Ufficio di Presidenza Nazionale Eugenio Saltarel e il Componente della direzione Nazionale Vincenzo Zoccano. Per ulteriori dettagli vi rimandiamo all’apposito comunicato.

Giovedì 14 giugno altro pomeriggio ricco di tematiche interessanti:
Alle 15.00 sarà ospite di slashbox la scrittrice Rosella Postorino insieme alla quale illustreremo il suo romanzo “Le assaggiatrici”.
Trama: “Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.” Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando?
La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.
Rosella Postorino non teme di addentrarsi nell’ambiguità delle pulsioni e delle relazioni umane, per chiedersi che cosa significhi essere, e rimanere, umani. Ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto – spesso antieroico – di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi.
ROSSELLA POSTORINO (Reggio Calabria, 1978) è cresciuta in provincia di Imperia, vive e lavora a Roma. Ha esordito con il racconto In una capsula, incluso nell’antologia Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2004). Ha pubblicato i romanzi La stanza di sopra (Neri Pozza, 2007; Feltrinelli, 2018; Premio Rapallo Carige Opera Prima), L’estate che perdemmo Dio (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare De Lollis) e Il corpo docile (Einaudi Stile Libero, 2013; Premio Penne), la pièce teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro (in Working for Paradise, Bompiani, 2009), Il mare in salita (Laterza, 2011) e Le assaggiatrici (Feltrinelli, 2018). È fra gli autori di Undici per la Liguria (Einaudi, 2015).

Alle 16.00 torneranno a farci visita i funzionari dell’ABI, insieme ai quali proseguiremo ad illustrare le attività svolte in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETSAPS.

Le trasmissioni saranno condotte da Luisa Bartolucci e Chiara Maria Gargioli.

Gli ascoltatori, che invitiamo a partecipare con quesiti e contributi, potranno, come di consueto, scegliere diverse modalità di intervento:
– Tramite telefono contattando durante la diretta i numeri: 06-69988353, o 06 679 17 58
– Inviando e-mail, anche nei giorni precedenti le trasmissioni, all’indirizzo: diretta@uiciechi.it
– Compilando l’apposito modulo di Slashradio.

Per ascoltare Slashradio sarà sufficiente digitare la seguente stringa:http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp
Oppure accendere la nostra app Slash Radio Web di Erasmo di Donato.

Il contenuto delle trasmissioni verrà pubblicato:
Sul sito dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all’indirizzo http://www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale
sulla pagina Facebook Slash Radio Web sulla quale andremo anche in diretta, in radiovisione
ed alla quale vi invitiamo a mettere il vostro like onde divenire nostri followers.

Una più grande quota associativa che potrebbe fare più piccola l’Unione, di Carlo Carletti

Perduta la vista in giovane età, l’Unione mi ha Sostenuto e indirizzato nella formazione professionale, nella conquista del lavoro, della pensione e dell’indennità di accompagno, facendomi conseguire e vivere una vita dignitosa. Pertanto attribuisco alla tessera dell’Associazione, indipendentemente dal costo, un immenso valore. Coloro che, come il sottoscritto, si sono formati negli Istituti, nelle attività dell’Unione o che hanno usufruito di altre particolari situazioni positive, conseguendo titoli di studio, professionalità, lavoro, ecc., Sono ormai una componente minoritaria nell’Associazione, destinata a diminuire ulteriormente con il passare del tempo, in quanto i giovani, fortunatamente, sono sempre meno e, purtroppo, anche meno attivi nell’associazione. Noi, ex giovani, abbiamo costruito la nostra esistenza, imparando, fin da subito, a convivere con la nostra disabilità visiva, sostenuti dalla fondamentale presenza dell’Unione, che, avendola conosciuta, la pratichiamo, e quasi tutti la dirigiamo e la rappresentiamo a vario livello. Attualmente, invece, le persone che perdono la vista in età avanzata, non conoscono la storia, le sofferenze, le lotte, le faticose conquiste del movimento dei ciechi. Molte di queste persone, con la perdita della vista, se non ricevono un adeguato sostegno psicologico e pratico all’insorgere dell’handicap, sono destinate a vivere una condizione di solitudine con conseguente stato depressivo senza possibile recupero. I problemi connessi alla cecità in queste persone determinano effetti molto diversi, rispetto a quelli prodotti su di noi che ci abbiamo convissuto fin dalla nascita o dalla giovane età, al punto che, può risultarne complicato anche l’approccio. Infatti, queste persone presentano problematiche così diverse e complesse, che se non adeguatamente studiate e comprese, difficilmente si potranno contenere all’interno dell’attuale Unione. I Dirigenti delle Sezioni, fanno sicuramente il possibile per contattarne il maggior numero, per far emergere in loro i bisogni latenti, dei quali, spesso non ne hanno nemmeno consapevolezza. L’impresa è davvero difficile e impari rispetto alle nostre forze, tanto è vero che il numero degli iscritti all’associazione risulta essere ridotto al solo circa il 25% di quelli assistiti dall’INPS. L’Unione è presente, con le sue scarse potenzialità organizzative e le inadeguate professionalità, quasi sempre soltanto nelle città capoluogo di Provincia dove organizza alcune attività, dalle quali restano di fatto escluse le persone con disabilita visiva che vivono nei comuni periferici. Con queste persone, che risiedono lontano dalla Sede dell’Unione gli incontri sono più rari. Avvengono soltanto con i pochi che hanno una qualche motivazione e aspettativa e non con coloro che sono più fragili, chiusi nelle loro case, che ne avrebbero maggior bisogno. Al cospetto di persone prive di aspettative e bisogni, è necessario valutare tutto, anche l’impatto del costo della quota associativa che, con l’aumento, è più alto di quello praticato dai sindacati, che applicano la percentuale del 0,50%. Va inoltre tenuto presente che la richiesta della quota da parte dell’UICI, giunge all’interessato, dopo che ha espletato la pratica di pensione ed ha già pagato altra tessera al sindacato promotore del Patronato e del Caf, presenti in tutti i Comuni, dove si recherà anche per il 730, per l’ISEE, ecc. Queste persone, non possiedono alcun elemento per associare l’indennità di accompagno , all’azione dell’Unione che non conoscono o che hanno appena conosciuto. Penso all’imbarazzo dei dirigenti periferici nel dover proporre la nuova quota a queste persone, alle quali l’attuale Unione ben poco può offrire. La quota di ingresso di 18 €, per il primo anno, appare un espediente per acquisire un socio, che inevitabilmente andrà perso. La notizia dell’aumento della quota già circola fra i soci più informati e mi sono già stati annunciati diversi propositi di non rinnovarla, ma penso che il numero potrebbe aumentare quando la Direzione Nazionale che è in possesso degli indirizzi dei soci anche delegati, correttamente provvederà a comunicare e motivare a tutti l’aumento. La cosa appare più preoccupante per il futuro, in quanto vi sarà un imprecisato minor numero di nuovi iscritti, che già non sempre compensano i decessi. Pertanto l’aumento deciso, non apporterà alcun significativo vantaggio economico all’Associazione, che invece ne perderà in rappresentatività. Già il numero dei soci partecipanti alle assemblee è molto limitato, offrendo anche questo ulteriore elemento, potremmo consolarci col dire che saremo pochi, ma saremo quelli buoni. Penso che l’Unione, per onorare quella legge che gli affida la rappresentatività e la tutela di tutti i cittadini ciechi, avrebbe potuto inventarsi una tessera ad un costo medio, poco più che simbolico, da inviare a tutti gli, assistiti dall’INPS, insieme ad un conto corrente e una nota illustrativa delle ragioni d’essere dell’Associazione, quale sicuro riferimento per le persone con disabilità visiva. Una comunicazione mirata, sicuramente utile anche al contesto familiare, con possibili ritorni economici. Penso, che l’aumento della quota associativa adottato senza fornire convincenti motivazioni, derivi dal modo diverso di concepire l’Associazione da parte di Dirigenti che svolgono ruoli in organi dell’Unione, che non hanno il diretto rapporto con i disabili visivi e non hanno compiutamente valutato la mutata e maggioritaria realtà sociale afferente la cecità, realtà con la quale invece i dirigenti Sezionali devono confrontarsi ogni giorno e che solo su di loro ricade l’onere di doverlo applicare. Penso che sia stata una decisione inopportuna, nella quale si può leggere, anche un possibile, involontario disconoscimento del sempre più difficile e complicato ruolo dei Dirigenti Sezionali, che non giova all’Unione, la quale per conservare credibile la propria rappresentatività, dovrebbe conseguire il più alto numero di soci, promuovendo una tipologia di tesseramento appropriato alla nuova realtà sociale dei cittadini con disabilità visiva.