L’esperienza
del laboratorio teatrale Come il mare,
condotto da marzo a luglio 2019, che ha portato alla realizzazione dello
spettacolo Un sogno a tre punte è un
altro segmento del percorso legato all’arte che l’Unione Italiana dei Ciechi e
degli Ipovedenti di Catania sta tracciando e seguendo per una più consapevole,
autentica e reale fruizione dell’arte anche per i disabili visivi.
Il teatro è
un’esperienza espressiva dalle grandi potenzialità culturali,
estetiche, sociali e relazionali; il teatro è parola, racconto, gesto, movimento, musica, uso
creativo degli oggetti; il teatro è incontro con l’altro, in un contesto di
gruppo di lavoro in cui c’è scambio reciproco, si conosce se stessi e si
conoscono gli altri, sviluppando il senso di appartenenza; il teatro permette
di entrare in sintonia con gli altri, si diventa un tutt’uno, si respira un
unico respiro; ogni cosa che viene rappresentata a teatro partecipa del mistero
della bellezza; il teatro è cassa di risonanza di sentimenti che come onda di
risacca bagnano tutte le rive; il teatro è confine sottile che divide verità e
finzione, realtà e sogno.
E
in questo spettacolo mare e sogni sono protagonisti. Nel sogno si mischiano
tante parti di noi, vere e immaginarie, e il mare ce le restituisce con la sua
voce a volte bisbigliante a volte forte come un ruggito. E per i Siciliani il
mare è parte di se stessi, è essere se stessi.
In
scena hanno dato corpo e voce (recitando, creando quadri coreografici e
cantando anche), 13 soci e socie: Antonio
Stoccato (Cola, il Sognatore); Concetto
Fascietta (il Saggio); Chiara
Sapienza (sirena); Marina
Anastasi (sirena); Consuelo De Carlo (sirena); Giuseppe Marconi (Polifemo, Padre di Cola); Rosaria Bella (la
maga); Margherita Giarratana (la comare, Madre di Cola); Genny Cangemi (la comare); Orazio Gianguzzo (il musicante,
marinaio); Andrea La Rosa (il
compare); Andrea Costarelli (il
compare); Francesco Caruso (Cola
bambino). Completavano il cast: Giovanna
Valenti (Sikilia, spirito dell’Isola); Danilo Patanè (la guida dei sogni) e Tiziana Giletto (la voce del mare).
La
Presidente dell’UICI di Catania, Rita Puglisi, ha giustamente sottolineato sia la
dimensione emotiva, relazionale e affettiva del teatro sia il ruolo che il mare
ha per noi isolani, quel mare che è accoglienza e bagna i pensieri di chi abita
sulle sue rive ricevendone un cibo che soddisfa il corpo e nutre l’anima.
La
Presidente Puglisi ha poi ringraziato gli attori che hanno dato voce a tutto
questo, la regista e autrice del testo Tiziana Giletto che ha trovato le parole
e ha creato uno spazio temporale capace di contenere le emozioni, il socio e musicista
Orazio Gianguzzo che con le note ha accompagnato tutto il pubblico in un viaggio
alle radici e all’essenza della sicilianità, l’Accademia di Belle Arti di
Catania per la collaborazione (trucco e parrucco, ideazione della locandina) e gli
allievi del corso di Scenografia in particolare per aver illuminato con le loro
luci le anime degli spettatori e aver dato un luogo alle sensazioni di ognuno con
le loro scenografie.
Suggestiva
la location per la rappresentazione: in riva al mare, il palco montato sulla
sabbia, lo sciabordio delle onde come sottofondo musicale in controcanto e il
mare spettatore aggiunto; pubblico numeroso e attento, molti amici dell’UICI di
Catania presenti, persone attive nel sociale, per uno spettacolo che può
definirsi di qualità sicuramente superiore alla media di quelli che
generalmente vengono definiti amatoriali, uno spettacolo non di ciechi per
ciechi, ma di attori certo non professionisti, ma impegnati e in parte,
credibili e padroni della scena.