Soggiorno estivo “Raduno con cani guida” a Barcis (PN) 1-10 agosto 2017

La Commissione Nazionale Cani Guida in collaborazione con “STUDIO IN” propone, per l’estate 2017 a tutti i soci il Raduno con cani guida, che si svolgerà presso Barcis in provincia di Pordenone, nel comprensorio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane patrimonio UNESCO (consulta il sito http://www.barcis.fvg.it/Home.3.0.html).
Si tratta di un soggiorno estivo, giunto alla sua seconda edizione, ideato per persone con disabilità visiva che possiedono il cane guida e per chi desidera avvicinarsi a questa realtà. Attraverso la presenza di operatori specializzati, vogliamo raggiungere due importanti obiettivi:
– offrire al team Conduttore/Cane l’opportunità di condivisione e confronto sulle varie problematiche che tale “coppia” affronta quotidianamente;
– permettere ai partecipanti, che non conoscono il cane come animale in senso generale e nel suo particolare ruolo di guida, quale fondamentale ausilio alla mobilità, di raccogliere informazioni provenienti dagli operatori e da persone con disabilità visiva che ne fanno esperienza diretta ogni giorno nei più vari contesti di vita;
Tutto questo avverrà in un luogo accogliente, ricco di stimoli e di spazi idonei che consentono momenti di socializzazione e di relax, anche per i nostri amici a quattro zampe. Il soggiorno si svolge in una casa per vacanze con servizi a gestione familiare, dislocata a pochi passi dal lago di Barcis. Le valli limitrofe sono ricche di percorsi strutturati e funzionali da vivere in tutta libertà e sicurezza.
Il personale specializzato coadiuverà gli ospiti nel potenziare le loro capacità, puntando a migliorare le competenze di mobilità di ognuno, in una cornice di condivisione e svago, tramite la gestione della relazione con il cane nei diversi contesti.

Proposte e attività
L’alimentazione e i premi per i nostri amici a quattro zampe, l’importanza del gioco, gestione in guida e in libertà, la comunicazione tra uomo e cane, toelettatura, leggi e regolamenti sull’accessibilità del cane guida, condivisione di esperienze personali.
Escursioni pratiche nel Parco Naturale delle Alpi Carniche, visita al Vajont, camminata nelle malghe in Piancavallo, Museo archeologico Montereale, quad, piscina, kayak, cantina vitivinicola.

Condizioni e costi:
12 partecipanti di cui 7 con cane guida, persone con e senza cane guida autonome nell’igiene e cura della persona
(4 camere singole e 4 camere doppie).
L’importo del soggiorno a persona è di € 1400 + 4% IVA per le 4 singole (4 Persone)
€ 1200 + 4% IVA per le 4 doppie (8 persone)

L’offerta include:
* n. 9 pernottamenti a pensione completa, biancheria da camera e da bagno, pulizie quotidiane;
* due operatori specializzati mobilità, due operatori specializzati mobilità e cane guida;
* Il trasferimento a/r Pordenone-Barcis;
* Varie attività ed escursioni, spostamenti locali;

Esclude:
Servizi a richiesta o a pagamento: viaggio a/r Pordenone, spese personali.

Anticipo: 50% al momento dell’iscrizione.
Saldo: restante 50% entro il 14 luglio 2017

I costi del soggiorno si potrebbero abbassare, qualora arrivassero quote di finanziamento al progetto, di cui siamo in ricerca e daremo notizia tempestiva.
Le prenotazioni saranno accolte in ordine di arrivo, sarà data priorità a coloro che non hanno partecipato al soggiorno nella sua precedente edizione, fino ad esaurimento posti, con scadenza al 15 giugno 2017.

Per informazioni e chiarimenti sull’iscrizione e il pagamento:
Coordinatrice Commissione Nazionale Cani Guida U.I.C.I. Elena Ferroni
cell. 3493022571
email caniguida@uiciechi.it

Facciamoci sentire! Concorso Musicale Internazionale “Dinu Lipatti”

La Commissione Nazionale Studi Musicali ci segnala questa importante opportunità:

“l’Accademia Musicale Mediterranea in collaborazione con l’Accademia Musicale di Romania organizzano il Concorso Internazionale Giovanile “Dinu Lipatti” – Roma 2017″, allo scopo di valorizzare i giovani musicisti di tutto il mondo, che si svolgerà dal 15 al 19 maggio 2017 a Roma. Limiti di età: Sono previste varie categorie, a partire dai nati nel 2007, fino ad arrivare ai nati nel 1977.

Il concorso si suddividerà in tre sezioni:
a) Premio Internazionale Giovani Pianisti
b) Premio Internazionale Giovani Solisti (Archi – Chitarra – Fiati – Canto Lirico)
c) Premio Internazionale Musica da Camera (Duo – dal Trio all’ Ensemble).

Le audizioni, le serate di premiazione e il concerto finale si terranno presso la Sala Concerto dell’Accademia di Romania in Piazza Josè de San Martin n° 1 – Roma.

Di seguito alcuni dettagli e in allegato il regolamento in italiano.
“I concorrenti saranno ammessi alle prove in ordine alfabetico. Il calendario delle prove delle singole categorie sarà reso noto in tempo utile. Tutte le prove saranno pubbliche. I concorrenti sono tenuti a informarsi sul sito www.accademiamusicalemediterranea.it riguardo il giorno, l’ora della propria audizione.

Premi:
1° Premio Assoluto del Concorso:
– Targa e Medaglia di Bronzo Presidenze del Parlamento
– Diploma, Borsa di Studio di euro 500.00,
– Premio Speciale “Propatria Festival Internazionale dei Giovani Talenti” offerto dal M° Catalina Diaconu, Dir. Artistico “Festival Internazionale Propatria dei Giovani Talenti”
– Opera della pittrice Letizia Lisi
– Trofeo Cavalieri Templari del PTHM (Priorato Tempio Hierosolimitano di Mik’ael)
– Targa di Benemerenza organizzazione no profit Le cose che vanno
2° Premio Assoluto del Concorso:
– Targa Presidenze del Parlamento
– Trofeo Cavalieri Templari del PTHM (Priorato Tempio Hierosolimitano di Mik’ael)
– Diploma e un’opera della pittrice Letizia Lisi.
3° Premio Assoluto del Concorso:
– Targa Presidenze del Parlamento
– Trofeo Cavalieri Templari del PTHM (Priorato Tempio Hierosolimitano di Mik’ael)
– Diploma e un’opera della pittrice Letizia Lisi.
Premio Speciale al miglior pianista rumeno:
– Targa Presidenze del Parlamento
– Premio Speciale “Dinu Lipatti 100 years” offerto dall’Istituto Culturale Romeno.

Domanda di iscrizione:
Le domande di iscrizione possono essere compilate su apposito modulo predisposto dall’organizzazione o su copia di esso. I partecipanti possono utilizzare il modulo on-line presente o scaricarlo in formato pdf dal sito www.accademiamusicalemediterranea.it

Per informazioni si possono utilizzare i seguenti contatti:
tel. (+39) 099 531.50.28 mobile (+39) 328.2424.840
(dalle ore 10,30 alle ore 19,00 dei giorni feriali)
E-mail: info@accademiamusicalemediterranea.it
Sito: www.accademiamusicalemediterranea.it
Facebook: https://www.facebook.com/music.competition.dinulipatti?fref=nf

Le domande on-line presente sul sito con la relativa ricevuta dalla Quota di Iscrizione, vanno inviate o tramite posta a:
Accademia Musicale Mediterranea
Via Dante “Palazzo Lanza” – 74020 Leporano (TA) – Italia entro il 22 aprile 2017.
La Quota d’iscrizione va versata con Bonifico Postale intestato a:
Accademia Musicale Mediterranea
IBAN: IT21 I076 0115 8000 0100 1746 781
BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX
CIN: I
ABI: 07601
CAB: 15800
CONTO: 001001746781

Tutte le spese bancarie e/o postali sono a carico del concorrente.
La quota d’iscrizione non è restituibile.
Quote di iscrizione:
Pianoforte – Archi – Chitarra – Fiati
(cat. Junior A – B) 50 Euro
Pianoforte – Archi – Chitarra – Fiati
Canto Lirico – (cat. Junior C – D – E) 60 Euro
Pianoforte
(cat. F – G) 70 Euro
Duo (cat. A – B – C – D – E) 90 Euro
Ensemble (cat. A – B – C – D – E) 110 Euro
Le Quote di Iscrizione per Duo e Ensemble si intendono complessive, qualsiasi sia il numero dei componenti i gruppi partecipanti. I Solisti che intendono fruire del pianista accompagnatore del Concorso dovranno inviare una quota ulteriore di 50 Euro e copia dei brani da eseguire insieme alla domanda di iscrizione”.

REGOLAMENTO
Art. 1- BANDO DI CONCORSO
L’International Music Competition for Youth “Dinu Lipatti” – Rome 2017, è organizzato dall’Accademia Musicale Mediterranea in collaborazione con l’Accademia di Romania allo scopo di valorizzare i giovani musicisti e di evidenziare il loro talento, arte e ispirazione, stimolando scambi culturali internazionali e promuovendo culturalmente e turisticamente il territorio.
Art. 2 – PERIODO
L’International Music Competition for Youth “Dinu Lipatti” – Rome 2017, si svolgerà dal 15 al 19 maggio.
Il concorso è aperto ai musicisti di tutto il mondo.
Art. 3 – SEZIONI
Il Concorso si suddividerà in 3 Sezioni:
a) Premio Internazionale Giovani Pianisti
b) Premio Internazionale Giovani Solisti
(Archi – Chitarra – Fiati – Canto Lirico)
c) Premio Internazionale Musica da Camera
(Duo – dal Trio all’ Ensemble)
Art. 4 – PREMIO INTERNAZIONALE GIOVANI PIANISTI
Categoria Junior
per i nati dall’anno 2009 in poi.
Programma a scelta della durata massima di 5 min.
Categoria A
per i nati negli anni 2007- 2008.
Programma a scelta della durata massima di 7 min. che includa almeno due brani di differente stile e periodo; uno di questi pezzi potrebbe essere un brano di un compositore della stessa nazione del partecipante.
Categoria B
per i nati negli anni 2005 – 2006.
Programma a scelta della durata massima di 10 min. che includa almeno due brani di differente stile e periodo; uno di questi pezzi potrebbe essere un brano di un compositore della stessa nazione del partecipante.
Categoria C
per i nati negli anni 2003 – 2004.
Programma a scelta della durata massima di 12 min. che includa almeno due brani di differente stile e periodo, di cui uno di J. S. Bach.
Categoria D
per i nati negli anni 2001 – 2002.
Programma a scelta della durata massima di 15 min. che includa almeno due brani di differente stile e periodo; uno di questi dovrà essere uno studio di carattere brillante.
Categoria E
per i nati negli anni 1998 – 1999 – 2000.
Programma a scelta della durata massima di 20 min. che includa almeno due brani di differente stile e periodo; uno di questi dovrà essere il primo movimento di una Sonata Classica.
Categoria F
per i nati negli anni 1994 – 95 – 96 – 97.
Programma a scelta della durata massima di 25 min., che includa almeno uno studio brillante e il primo movimento di una Sonata Classica.
Categoria G
per i nati negli anni 1987 – 88 – 89 – 90 – 91 – 92 – 93.
Programma a scelta della durata massima di 30 min., che includa almeno uno studio brillante e il primo movimento di una Sonata Classica.
Art. 5 – PREMIO INTERNAZIONALE GIOVANI SOLISTI
ARCHI – CHITARRA – FIATI
Categoria Junior
per i nati dall’anno 2008 in poi.
Programma a scelta della durata massima di 5 min.
Categoria A
per i nati negli anni 2005 – 2006 – 2007.
Programma a scelta della durata massima di 8 min.
Categoria B
per i nati negli anni 2002 – 2003 – 2004.
Programma a scelta della durata massima di 10 min.
Categoria C
per i nati negli anni 1998 – 1999 – 2000 – 2001.
Programma a scelta della durata massima di 15 min., che includa almeno uno studio.
Categoria D
per i nati negli anni 1993 – 1994 – 1995 – 1996 – 1997.
Programma a scelta della durata massima di 20 min., che includa almeno due brani di differente stile e periodo.
Categoria E
per i nati dal 1987 al 1992.
Programma: 1) Uno studio a scelta. 2) Un tempo di un concerto a scelta. 3) Un brano a scelta della durata massima di 10 min.
Art. 6 – PREMIO INTERNAZIONALE GIOVANI SOLISTI
CANTO LIRICO
Categoria Unica
Potranno partecipare al concorso:
Soprani, Mezzosoprani, Contralti che al 1 gennaio 2017 non abbiano compiuto 40 anni di età;
Tenori, Baritoni e Bassi che alla data del 1 gennaio 2017 non abbiano compiuto 42 anni di età.
Il concorrente dovrà presentare due brani a sua scelta tratti da opere liriche di repertorio (max 13 min.)
Tutte le Arie devono essere eseguite a memoria.
L’intero programma dovrà essere cantato in lingua originale.
I concorrenti si devono presentare alle prove con gli spartiti dei brani scelti.
Ogni concorrente potrà usufruire del pianista accompagnatore ufficiale, pagando 50 Euro al momento dell’iscrizione, oppure farsi accompagnare da altro pianista a proprie spese.
Art. 7- PREMIO INTERNAZIONALE DI MUSICA DA CAMERA – DUO – ( qualsiasi strumento o voce escluso i due pianoforti )
Categoria A
per i nati dall’anno 2002 in poi.
Programma a scelta della durata massima di 10 min.
Categoria B
per i nati negli anni 1998 – 1999 – 2000 – 2001.
Programma a scelta della durata massima di 15 min.
Categoria C
per i nati negli anni 1993 – 1994 – 1995 – 1996 – 1997.
Programma a scelta della durata massima di 18 min.
Categoria D
per i nati negli anni 1987 – 1988 – 1989 – 1990 – 1991 – 1992.
Programma a scelta della durata massima di 20 min., che includa almeno due brani di differente stile e periodo.
Categoria E
per i nati dal 1977 al 1986.
Programma della durata massima di 25 min., che includa almeno due brani di differente stile e periodo
– ENSEMBLE – (qualsiasi strumento e/o voce dal Trio all’Ensemble)
Categoria A
per i nati dall’anno 2002 in poi.
Programma a scelta della durata massima di 10 min.
Categoria B
per i nati negli anni 1998 – 1999 – 2000 – 2001.
Programma a scelta della durata massima di 15 min.
Categoria C
per i nati negli anni 1993 – 1994 – 1995 – 1996 – 1997.
Programma a scelta della durata massima di 18 min.
Categoria D
per i nati negli anni 1987 – 1988 – 1989 – 1990 – 1991 – 1992.
Programma a scelta della durata massima di 20 min., che includa almeno due brani di differente stile e periodo.
Categoria E
per i nati dal 1977 al 1986.
Programma della durata massima di 25 min., che includa almeno due brani di differente stile e periodo.
N.B.: Nelle Categorie della Sezione di Musica da Camera (duo ed ensemble) e Pianoforte a 4 mani è ammessa la partecipazione di elementi di età superiore a quella indicata, purchè la media dell’età di tutti i componenti non sia superiore a tale limite.
Art. 8 – NORME COMUNI
I Concorrenti possono iscriversi a una categoria superiore alla loro età e partecipare a più sezioni del concorso, ma non a più categorie all’interno della stessa sezione. Il minutaggio massimo stabilito per ciascuna categoria, mentre non obbliga i concorrenti a raggiungerlo, dà facoltà alla commissione di interrompere l’esecuzione qualora superi i limiti previsti. E’ facoltà della commissione far ripetere o interrompere le esecuzioni qualora lo ritenga opportuno.
Art. 9 – AUDIZIONI
I concorrenti saranno ammessi alle prove in ordine alfabetico. Il calendario delle prove delle singole categorie sarà reso noto in tempo utile. Tutte le prove saranno pubbliche. Le audizioni, le serate di premiazione e il concerto finale si terranno presso la Sala Concerto dell’Accademia di Romania in Piazza Josè de San Martin n° 1 – Roma, dove sarà altresì ubicata la segreteria del concorso per la registrazione e le informazioni. I concorrenti sono tenuti a informarsi sul sito www.accademiamusicalemediterranea.it riguardo il giorno, l’ora e della propria audizione. Eventuali ritardatari potranno essere ammessi solo a insindacabile giudizio della Giuria, prima della chiusura del Verbale relativo alla loro categoria. Prima della propria Audizione, i concorrenti dovranno consegnare alla Giuria un documento d’identità e copia dei brani da eseguire.
Art. 10 – CALENDARIO
Le audizioni si terranno secondo il seguente calendario provvisorio:
Premio Internazionale Giovani Solisti
• Canto Lirico 15 – 17 Maggio 2017
• Chitarra 15 – 17 Maggio 2017
• Fiati 15 – 17 Maggio 2017
• Archi 15 – 17 Maggio 2017
Premio Internazionale di Musica da Camera
• Pianoforte 4 mani 15 – 17 Maggio 2017
• Ensemble 15 – 17 Maggio 2017
Premio Internazionale Giovani Pianisti
• Pianoforte 16 – 18 Maggio 2017
N.B.: Il presente calendario potrebbe essere modificato in relazione al numero delle iscrizioni.
Concerto dei finalisti e Serata di Gala 19 Maggio 2017
Art. 11 – COMMISSIONE
La commissione giudicatrice sarà composta da musicisti di provata esperienza. E’ membro di diritto il Presidente dell’Accademia e/o un suo Delegato. I Commissari esprimono il proprio voto a scrutinio segreto in centesimi; la media sarà calcolata aritmeticamente escludendo il voto più alto e il più basso.
E’ facoltà del Presidente arrotondare i punteggi.
Art. 12 – PUNTEGGI, SERATE DI PREMIAZIONE, REGISTRAZIONI
Il vincitore assoluto per ciascuna categoria è il concorrente che ha riportato il punteggio più alto e non inferiore a 98/100. Primi classificati sono i concorrenti che hanno riportato un punteggio non inferiore a 96/100; secondi classificati quelli con un punteggio da 91 a 95; terzi classificati quelli con un punteggio da 86 a 90; per tutti gli altri diploma di partecipazione.
I vincitori assoluti di categoria che avranno conseguito una votazione d’accesso di 98/100 si esibiranno nella Finale del concorso e concorreranno per aggiudicarsi l’assegnazione dei primi 3 Premi Assoluti del Concorso. L’esibizione nella serata di Gala secondo il Programma predisposto dall’Accademia, nel concerto finale, sarà obbligatorio e gratuito pena l’annullamento del relativo Premio.
I concorrenti non potranno vantare alcuna pretesa economica per le registrazioni audio e/o video relative ad ogni fase del concorso e dei concerti di premiazione. Tali registrazioni resteranno di proprietà esclusiva dell’Accademia Musicale Mediterranea per qualsiasi utilizzazione. Non potranno altresì essere effettuate riprese, registrazioni o foto dei concorrenti durante tutto il concorso, se non tramite espressa autorizzazione dell’Accademia.
Art. 13 – PREMI
• 1° Premio Assoluto del Concorso:
– Targa e Medaglia di Bronzo Presidenze del Parlamento
– Diploma, Borsa di Studio di euro 500.00,
– Premio Speciale “Propatria Festival Internazionale dei Giovani
Talenti” (consiste in un concerto da tenere a Roma in qualità di ospite nell’ambito della VII edizione del Festival Internazionale Propatria dei Giovani Talenti), offerto dal M° Catalina Diaconu
Dir. Artistico “Festival Internazionale Propatria dei Giovani Talenti”
– Opera della pittrice Letizia Lisi
– Trofeo Cavalieri Templari del PTHM (Priorato Tempio
Hierosolimitano di Mik’ael)
– Targa di Benemerenza organizzazione no profit Le cose che vanno
• 2° Premio Assoluto del Concorso:
– Targa Presidenze del Parlamento
– Trofeo Cavalieri Templari del PTHM (Priorato Tempio
Hierosolimitano di Mik’ael)
– Diploma e un’opera della pittrice Letizia Lisi.
• 3° Premio Assoluto del Concorso:
– Targa Presidenze del Parlamento
– Trofeo Cavalieri Templari del PTHM (Priorato Tempio
Hierosolimitano di Mik’ael)
– Diploma e un’opera della pittrice Letizia Lisi.
• Premio Speciale al miglior pianista rumeno:
– Targa Presidenze del Parlamento
– Premio Speciale “Dinu Lipatti 100 years” offerto dall’Istituto Culturale
Romeno
• Ai 1° Classificati di categoria:
Targa e Diploma di Primo Premio
• Ai 2° Classificati di categoria:
Medaglia e Diploma di Secondo Premio
• Ai 3° Classificati di categoria:
Medaglia e Diploma di Terzo Premio
• Ai restanti classificati:
Diploma con classificazione e punteggio.
Art. 14 – QUOTE DI ISCRIZIONE
Pianoforte – Archi – Chitarra – Fiati
(cat. Junior A – B) 50 Euro
Pianoforte – Archi – Chitarra – Fiati
Canto Lirico – (cat. Junior C – D – E) 60 Euro
Pianoforte
(cat. F – G) 70 Euro
Duo (cat. A – B – C – D – E) 90 Euro
Ensemble (cat. A – B – C – D – E) 110 Euro
Le Quote di Iscrizione per Duo e Ensemble si intendono complessive, qualsiasi sia il numero dei componenti i gruppi partecipanti. I Solisti che intendono fruire del pianista accompagnatore del Concorso dovranno inviare una quota ulteriore di 50 Euro e copia dei brani da eseguire insieme alla domanda di iscrizione.
Art. 15 – DOMANDA DI ISCRIZIONE
Le domande di iscrizione possono essere compilate su apposito modulo predisposto dall’organizzazione o su copia di esso. I partecipanti possono utilizzare il modulo on-line presente o scaricarlo in formato pdf dal sito www.accademiamusicalemediterranea.it
Per informazioni si possono utilizzare i seguenti contatti:
tel. (+39) 099 531.50.28 mobile (+39) 328.2424.840
(dalle ore 10,30 alle ore 19,00 dei giorni feriali)
E-mail: info@accademiamusicalemediterranea.it
Sito: www.accademiamusicalemediterranea.it
Facebook:
https://www.facebook.com/music.competition.dinulipatti?fref=nf
Le domande on-line presente sul sito con la relativa ricevuta dalla Quota di Iscrizione, vanno inviate o tramite posta a:
Accademia Musicale Mediterranea Via Dante “Palazzo Lanza” – 74020 LEPORANO (TA) – ITALIA entro il 22 aprile 2017.
La Quota d’iscrizione va versata con Bonifico Postale intestato a:
Accademia Musicale Mediterranea
IBAN: IT21 I076 0115 8000 0100 1746 781
BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX
CIN: I
ABI: 07601
CAB: 15800
N. CONTO: 001001746781
Tutte le spese bancarie e/o postali sono a carico del concorrente.
La quota d’iscrizione non è restituibile.
Art. 16 – NORME FINALI
L’iscrizione al Concorso implica l’accettazione integrale e incondizionata delle Norme contenute nel presente Regolamento. Per eventuali controversie è competente il Foro di Taranto e valido il testo italiano.

Sport – Il G.S.D. Colosimo Napoli conquista il quinto Trofeo di Coppa Italia

Bergamo, 8 e 9 aprile 2017

È festa grande per la società sportiva del Colosimo Napoli che nelle due giornate di Coppa Italia, travolge gli avversari e si aggiudica l’ambito Trofeo. Erano sei su dodici, le squadre qualificate per le fasi finali: ASD Omero Bergamo (punti 6), ASD Augusta No.Ve. (punti 6), GSD NV Trento (punti 3), GSD Colosimo Napoli (punti 1), ASD Olimpic Paideia Campobasso (punti  1) e APD Picena NV (punti 0). Il Colosimo non partiva da squadra favorita e fin da subito ha dovuto mettere in campo tutta la grinta per non subire l’eliminazione definitiva. Nella giornata di sabato 8 aprile ha prima sconfitto la Picena, poi il Trento e infine anche il Bergamo, raggiungendo a pieno titolo la qualificazione per le semifinali. Nella prima tranche di gare sono state eliminate proprio la Picena di Ascoli e l’Olimpic Paideia di Campobasso. In base al regolamento federale di Coppa Italia, la prima classificata (Bergamo) si è incontrata nella giornata di domenica 9 aprile con la quarta (Augusta), mentre la seconda classificata (Colosimo Napoli) con la terza (Trento). Nella prima semifinale l’Omero Bergamo (campione in carica) ha subito il 3 – 2 dell’Augusta, con i siciliani che sono volati in finale. Nella seconda semifinale tra il Colosimo Napoli e il Trento si è avuto lo stesso punteggio 3 – 2 ma dopo una stenuante lotta perdurata fino ai supplementari. Poi si è disputata la finalissima tra i campani del Colosimo e i siciliani dell’Augusta. La prima partita, essendo terminata in parità (4-4), è continuata ai rigori dove il Colosimo è riuscito a prevalere con il risultato finale di 5-6. Nella seconda gara il Colosimo si è imposto nettamente sull’Augusta con il risultato finale di 6-2. La squadra è stata quindi premiata nel finale dal Presidente della FISPIC, Sandro Di Girolamo, il quale si è congratulato con atleti, tecnici e dirigenti per il gioco espresso in campo. Una stagione ricca di successi per il GSD Colosimo: scudetto nel campionato italiano di Goalball, primo posto nel campionato di Serie B di Torball con la squadra giovanile e infine il primo posto in Coppa Italia. A breve ripartirà il campionato italiano di Goalball e il Colosimo dovrà difendere il titolo di Campione d’Italia conquistato nella passata stagione. Le parole del Presidente del GSD Colosimo, Husam Rawashdeh: “è stata una vittoria ricercata e sofferta, che alla fine è arrivata. Questa vittoria dimostra ancora una volta che nel nostro IstitutoPaolo Colosimo si svolgono attività di eccellenza che vanno dalla formazione scolastica e lavorativa alle attività sportive e teatrali. Non è facile essere primi in qualcosa, ma lavorando nella maniera giusta tutto diventa possibile. Ringrazio sentitamente gli atleti, i tecnici, i dirigenti e quanti collaborano con noi e con le nostre iniziative. Un ringraziamento particolare alla Regione Campania, ai gestori dei servizi Gesco, Centro Medicina Psicosomatica e Icaro, alla Suola ISIS “P. Colosimo”, alla SAUIE e a tutte le persone che ci seguono direttamente e indirettamente. Grazie a tutti”.

Gruppo sportivo Colosimo dopo la conquista del Trofeo di Coppa Italia

Gruppo sportivo Colosimo dopo la conquista del Trofeo di Coppa Italia

Prendere il contesto inclusivo per superare l’emergenza educativa e uscire dalla “medicalizzazione” della diversità, di Luciano Paschetta

Autore: Luciano Paschetta

Venerdì scorso il governo ha approvato in via definitiva le otto deleghe alla legge 107 accogliendo in buona parte gli emendamenti proposti dalle associazioni, tuttavia, come sempre, l’approvazione di una norma non rappresenta solo un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza.
In questi ultimi mesi, nel dibattito a “tutto tondo” che si è sviluppato sull’inclusione scolastica ho avuto modo di sottolineare più volte che a garantire una reale inclusione delle persone con disabilità, scolastica prima e sociale poi, era il livello di inclusività del “contesto”. Altri hanno avuto modo di ricordare che, perché l’inclusione si realizzi, occorre che la scuola e il contesto sociale cambi in questo senso, contemporaneamente però leggevamo articoli che parlavano di emergenza educativa nel nostro paese e statistiche che posizionavano la scuola italiana sempre più in basso. Oltre alla ormai diffusa convinzione che le leggi ci sono, ma poi tutto resta come sempre, credo occorra fare alcune riflessioni per capirne la carenza che sta degradando il nostro sistema educativo.
Il nostro sistema scolastico fino alla fine degli anni ’60 aveva funzionato secondo un modello che potremo definire: “scuola organismo”. Era questa la scuola gentiliana, governata e diretta dal centro, quella dove la norma era prescrittiva, che si reggeva su curriculum rigidi e su programmi predefiniti e dove il ruolo del docente rispetto all’organizzazione era sostanzialmente passivo e I suo dovere era applicare le norme e il suo piano di lavoro, quando richiesto, era , spesso, la trascrizione dell’indice del libro di testo. Definisco questo modello “scuola organismo” perché esso era caratterizzato dalle modalità di funzionamento analoghe a quelle dell’organismo umano, dove i vari organi funzionano ed interagiscono tra di loro secondo regole precise e determinati fenomeni si ripetono in modo immutato e ciclico. E’ questo il periodo che gli storici chiamano dell’”esclusione”: la scuola organismo non sapeva integrare il “diverso” al suo interno, così come l’organismo umano rigetta un corpo estraneo.
Quel modello è andato in crisi , non solo sotto la spinta ideologica del ‘68, ma come conseguenza del passaggio dalla scuola di “élite” a quella di “massa” e a partire dagli anni ‘70 la scuola si organizza secondo un modello che chiameremo ” modello arena”. Un’arena caratterizzata da un valore della norma sempre più debole, nella quale, rotti i vecchi schemi, nascono spontanee iniziative di sperimentazione con diversi tentativi di progettazione settoriale: è tipico di questo periodo avere, all’interno di un istituto, un gruppo di docenti che lavorano benissimo programmando insieme ed innovando la loro azione didattica, a fianco di altri che continuano più rigidamente a seguire i programmi ed ignorano cosa fanno i colleghi. E’ in questo “clima” che si avviano i primi inserimenti di alunni con disabilità nella scuola di tutti, che, nel ’77, preceduta nel ’74 dalla riforma Malfatti, viene emanata la legge 517, la quale pone quale “conditio sine qua non “perché l’integrazione si realizzi la modifica del contesto scuola. Cosa questa che, in questi anni, è avvenuta solo in modo disorganico e disomogeneo a “macchia di leopardo”, il “sistema” nel suo complesso non mutò, nonostante la legge 104, né le cose sono cambiate molto neanche con la concessione alle scuole dell’autonomia didattica e organizzativa, un modello di “scuola sistema dove la norma è solo più atto di indirizzo nell’ambito della quale ogni istituto esercita la sua autonomia dalla progettazione del piano dell’offerta formativa (definisce la propria carta dei servizi ed il regolamento disciplinare(è possibile anche modificare fino al 20% del curriculum, rendere flessibile l’orario dei docenti nel corso dell’anno, lavorare per classi aperte, ecc.), la normativa non è più prescrittiva: non descrive più il “come fare”, non precisa più le procedure specifiche, ma si limita a fornire gli “indirizzi”, ad indicare le “piste” entro le quali muoversi per raggiungere gli obiettivi definiti nel P.T.O.F..
Parallelamente all’evoluzione del sistema abbiamo avuto l’evoluzione dei principi ai quali si riferiva la scolarizzazione degli alunni con disabilità: fino alla fine degli anni ’60 la loro educabilità era fondata su una pedagogia incentrata sulle specifiche disabilità (scuole speciali per alunni con disabilità intellettive, visive, motorie auditive). Nei primi anni ’70 la proposta pedagogica dei sostenitori dell’integrazione degli alunni con disabilità , faceva riferimento alla pedagogia di “tutti” ed era incentrata sull’alunno in quanto persona da educare ed ha questo modello si ispirò la legge 517 , quando subordinò il successo dell’integrazione ad un adeguamento del contesto. L’evoluzione del modello, così come avvenuta negli anni ’80, ‘90 e continuata negli anni 2000, sottovalutando l’importanza del contesto e facendo del docente di sostegno il “perno” del processo di inclusione, ha favorito il sorgere delle cattedre di pedagogia speciale (non specialistica) il che ha incentrato il modello di inclusione su una “pedagogia speciale” riservata solo agli alunni con problemi, e ha rafforzato lo svilupparsi della delega creando il binomio tra l’alunno con disabilità e il “suo” docente per il sostegno. Tutto ciò a fatto dell’alunno con disabilità sempre più un “problema” di cui si occupa la pedagogia speciale o un “caso” di cui si devono occupare esperti del settore (psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatrici infantili, riabilitatori, ecc.)
Come abbiamo detto, al di là di felici situazioni, il sistema nel suo complesso spesso esprime ancora scarse capacità e competenze progettuali e organizzative e rimane incapace di utilizzare tutte le opportunità che la norma gli offre, rimanendo in un “limbo” tra il “vecchio” che non c’è più ed un “nuovo” che non riesce a costruire., con l’inevitabile caduta di qualità del servizio scolastico in generale e di una crescente incapacità nel garantire il successo dell’inclusione degli alunni con disabilità.
Se questa è, sia pur molto sintetica, l’analisi di come si è venuto evolvendo il nostro sistema scolastico e, al suo interno, il modello di inclusione, è necessario cercar di capirne la causa profonda.
In questi ultimi due mesi leggendo e rileggendo i testi degli atti di delega della legge 107 per proporne gli emendamenti possibili, ho fatto alcune considerazioni che vorrei condividere. La scuola dagli anni ’70 ad oggi dal punto di vista normativo è molto cambiata, così come è cambiata la normativa sull’inclusione , in entrambi i casi in senso positivo, negli anni nelle scuole sono entrate diverse nuove figure: il docente per il sostegno, ma anche psicologi, educatori, psicomotricisti, assistenti alla comunicazione alla persona, ecc. alla cui scarsa specializzazione abbiamo spesso imputato la “debolezza” del modello di inclusione, questo può essere vero, ma perché sostanzialmente il contesto oggi è meno inclusivo di quanto lo fosse nei primi anni ’70 e perché la nostra scuola non è riuscita a stare al passo con quella del resto dell’Europa? Cosa è mancato?
E proprio scorrendo gli atti di delega che ho notato come nel nostro sistema educativo manchi una figura fondamentale: quella del Pedagogista, tanto che nella commissione di valutazione per la definizione del profilo di funzionamento prevista dall’atto di delega 378, volendo inserire una figura con competenze pedagogiche non si è potuto far di meglio che in dicare genericamente un rappresentante esperto del MIUR, nella stesura del P.E.I. gli “esperti” sono tutti di area sanitaria (neurospichiatra infantile e riabilitatori), mi si dirà, ma i pedagogisti sono i docenti, questo può essere vero nella scuola per l’infanzia e nella primaria, ma certamente non nella secondaria. In quasi nessuno dei piani di studio che hanno condotto all’insegnamento delle diverse discipline sono previsti esami di pedagogia, docimologia e didattica della disciplina (non sto parlando di crediti relativi alle tematiche della disabilità). Questo mentre la scuola dell’autonomia non è più la scuola del “programma” uguale per tutti (principio di uguaglianza), ma la scuola della progettazione di percorsi formativi “per tutti e per ciascuno” (principio di equità). Una progettazione per unità didattiche per ciascuna delle quali dovrebbero essere previsti: le metodologie, e gli strumenti didattici da utilizzare, i tempi e le modalità di valutazione formativa e sommativa da applicare, capacità di progettazione queste che possiede solo chi è esperto pedagogista e che non appartengono certo alla generalità dei docenti. Le grandi assenti dalle nostre scuole sono le scienze pedagogiche: come potrà diventare inclusivo un contesto scolastico in cui i docenti imparano ad insegnare sulla pelle dei ragazzi, di tutti i ragazzi.
Nell’atto di delega 377 sulla formazione iniziale dei docenti per la scuola secondaria si è chiesto l’acquisizione di almeno 30 CFU sulle tematiche pedagogiche riferite alla disabilità, ma come si potrà parlare con profitto di metodologie didattiche particolari a studenti che nulla sanno di pedagogia e didattica.
Infine è sicuramente lodevole aver inserito i servizi per l’infanzia (0-3 anni) nel sistema educativo , atto di delega 380, ma anche qui a sostenere le famiglie fornendo consulenza saranno, ancora una volta, figure dell’area sanitaria, pediatri, psicologi e neuropsichiatrici infantili per i quali il bambino con difficoltà diventerà un “caso” da curare, anziché essere affidato ad un pedagogista che si “prenda cura” della sua educazione ed aiuti i genitori a vivere il loro ruolo di educatori dando loro gli strumenti per educare il bambino con attenzione alla sua diversità.
Infine l’atto di delega 378 richiamando l’art. 14 della legge 328/2000, per favorire l’inclusività del territorio, prevede nella procedura per l’inclusione scolastica la redazione del Progetto individuale che, unitamente al P.E.I. sarà alla base nella definizione delle risorse per il sostegno da affidare alla scuola, ma anche in questo caso manca la figura che dovrebbe avere le competenze necessarie a tracciare un percorso educativo efficace: quella del pedagogista, ma il decreto non poteva prevederlo mancando , nel nostro paese, il riconoscimento di tale figura.
Se è vero , come è vero che ciò che garantisce il successo del processo di inclusione è il livello di inclusività del contesto, se non vogliamo che questa resti , ancora una volta, una bella affermazione è urgente il riconoscimento della figura che, capace di “prendersi cura” (non curare” i ragazzi con disabilità affiancando i genitori nei primi anni di vita non per indicare “terapie”, ma suggerire comportamenti educativi e percorsi formativi idonei a sviluppare le potenzialità del loro bambino, ma anche di fornire alla scuola e alle diverse agenzie educative del territorio il necessario supporto per la progettazione di percorsi educativi attenti ai bisogni del singolo, sia in grado di rendere i diversi contesti inclusivi, favorendo altresì il superamento dell’emergenza educativa: il pedagogista. Da diversi mesi è giacente in Senato il Disegno di legge n. 2443 già approvato alla camera che ne prevede l’istituzione, ma che sembra essersi arenato, ci attende una nuova battaglia, rendere consapevoli parlamentari di un principio sul quale abbiamo promosso il processo di inclusione quando affermavamo che la scuola che è capace di includere gli alunni più deboli è la scuola che va meglio per tutti, così dotare il nostro sistema educativo di una figura con specifiche competenze nel settore, vuol dire uscire dalla “medicalizzazione” della diversità, favorire il superamento dell’emergenza educativa, rendere la nostra scuola più efficace e inclusiva.
Luciano Paschetta

Fispic, i giovani prima di tutto: nasce l’under 22 di calcio a 5 b2/3

Il lavoro della Fispic è sempre più rivolto verso i giovani. Il progetto, iniziato nei mesi scorsi con la creazione dell’Under 22 di Goaball, di Judo e di Calcio e 5 B1, ora vede protagonista il Calcio a 5 B2/3, che presto avrà una rappresentativa giovanile L’avviso è partito pochi giorni fa e sono già 18 i ragazzi che hanno aderito e parteciperanno al raduno che si svolgerà a Volpago del Montello (Treviso) dal 29 al 30 aprile 2017. Si tratta di un risultato straordinario che spinge la Federazione a promuovere con impegno sempre maggiore le opportunità per i ragazzi. L’obiettivo principale è il ringiovanimento delle rappresentative nazionali in vista dei Giochi Paralimpici di Tokio 2020. Al tempo stesso il programma darà nuova linfa alle società affiliate offrendo l’opportunità a molti ragazzi di praticare l’attività sportiva. L’evento di fine aprile rientra nella serie di misure approvate circa un anno e mezzo fa dal Consiglio Federale, che intende promuovere la pratica sportiva tra le persone con deficit visivo di età inferiore a 22 anni. Un’occasione importante per i nostri ragazzi, utilissima anche per l’integrazione e la socializzazione. Il presidente della Fispic, Sandro Di Girolamo, spiega con entusiasmo i propositi dell’iniziativa.  “Abbiamo sempre sostenuto che i giovani sono al centro del programma della Federazione – afferma Di Girolamo – con questo progetto cerchiamo di ringiovanire le varie rappresentative nazionali e dare nuovo slancio alle società. Dopo il Goalball, il Judo e il Calcio a 5 B1, tocca al calcio a 5 B2/3 e la straordinaria risposta che c’è stata subito dopo l’avviso con 18 ragazzi già intenzionati a cominciare gli allenamenti è per noi motivo di grande gioia e soddisfazione. Faccio i complimenti al Direttore Sportivo di disciplina, che con grande merito è riuscito già a coinvolgere un bel numero di Under 22”.
Allo stage del 29 e 30 aprile potranno prendere parte tutti gli atleti Under 22 tesserati alla FISPIC per l’anno sportivo corrente o, comunque, intenzionati ad effettuare il tesseramento alla FISPIC per l’anno sportivo 2016/2017. L’obiettivo è coinvolgere nuovi praticanti alle attività e perfezionare le qualità tecniche dei tesserati che di recente si sono avvicinati al movimento sportivo. Il programma prevede l’organizzazione di stage con programmi mirati alla preparazione e alla tecnica della disciplina. Gli atleti che dimostreranno le maggiori qualità andranno a formare la Nazionale 22 creata appositamente dalla Federazione e, con l’inizio del nuovo quadriennio paralimpico, rappresenterà un importante serbatoio per la Nazionale maggiore al fine di raggiungere buoni risultati agli Europei, ai Mondiali e, in ottica futura, ottenere il pass per i Giochi Paralimpici estivi di Tokyo 2020.

la squadra under 22

la squadra under 22  di calcio a 5 b2/3

 

Sport – I risultati del week-end

A Casoria (NA) si è concluso il torneo di qualificazione maschile ai Campionati Italiani di showdown.
Giuseppe Cesena e Riccardo Buelloni hanno conquistato l’accesso ai Campionati italiani di showdown in programma dal 19 al 21 maggio.
Di seguito le posizioni conquistate dai nostri soci:
Giuseppe Cesena – quinto
Riccardo Buelloni – decimo
Fabrizio Palumbo – dodicesimo
Giovanni Maria Giglio – tredicesimo
Alfonso Giorgio – trentunesimo
Oggi pomeriggio, domenica 9 aprile , si è svolta la quindicesima edizione del meeting interregionale lombardo di nuoto Città di Busto”.
La nostra giovane socia Martina Rabbolini ha vinto le tre gare (categoria S11 – non vedenti) a cui ha partecipato con i seguenti tempi:
400 stile libero – 6.03:00
100 rana – 1.39:00
100 dorso – 1,30:00
Per quanto riguarda il baseball per ciechi, a Staranzano, oggi pomeriggio, i Lampi Milano hanno riportato due vittorie contro i Ducks Staranzano (9 a 0 e 8 a 0).
La classifica del Girone Ovest è la seguente:
1. Patrini Malnate punti 8 vinte 4 pareggiate 0 perse 0 media 1000
2. Lampi Milano 8 4 0 2 667
3. Thunder’s Five Milano 4 2 0 2 500
4. Ducks Staranzano 0 0 0 6 000

Maratona di Roma: sport e partecipazione sociale, di Alessia Bazzoli e Michela Preite

Autore: Alessia Bazzoli e Michela Preite

Domenica, 2 aprile 2017 si è svolta la XXIII edizione della maratona di Roma. Siamo giunte sul luogo dove si svolgeva la maratona verso le 9 del mattino e ci siamo incontrati immediatamente con Alfio Pulvirenti che ci aveva contattato.. La partecipazione ha riguardato 16000 atleti provenienti da 131 paesi. L’Associazione Italiana Fisioterapisti del Lazio ha prestato assistenza agli atleti affaticati mediante l’impegno di circa un centinaio di studenti di Fisioterapia provenienti dai tre atenei romani. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per il sesto anno consecutivo ha apportato il proprio contributo mediante la presenza di 5 fisioterapisti non vedenti ed ipovedenti, fra cui noi due, i quali hanno lavorato in stretta collaborazione con i colleghi vedenti. C’erano circa 12 lettini e vi abbiamo preso posto in attesa che arrivassero gli atleti. I primi arrivati giungevano verso mezzogiorno. Dovendo essere rapidi ci veniva suggerito di lavorare in coppia e le coppie erano composte da un fisioterapista vedente e da uno non vedente per lettino.
Gli atleti che volevano essere massaggiati erano in fila ad aspettare il proprio turno. Ogni 5 minuti si trattava un nuovo atleta e i fisioterapisti effettuavano un massaggio defaticante agli arti inferiori.
Abbiamo lavorato per circa 3 ore e verso le 15 del pomeriggio, piano piano, ci siamo incamminati verso la via del ritorno!
Anche questa volta, per il secondo anno, 50 soci della sezione romana dell’Unione, di cui alcuni accompagnati dagli amici a quattro zampe, hanno preso parte alla stracittadina, servendosi dell’apporto, in termini di accompagnamento, fornito da diversi studenti di fisioterapia.
Malgrado la pioggia abbia voluto ostacolare l’evento, l’entusiasmo degli atleti e dello staff di assistenza è prevalso. E’ stata un’esperienza indimenticabile, abbiamo potuto conoscere un sacco di gente, sfruttando la nostra poca conoscenza di inglese e francese.
E’ sempre bello conoscere persone di diverse nazionalità con usi e costumi diversi dai nostri, anche se gli atleti non avevano molta voglia di parlare data la stanchezza.
Il nostro ringraziamento va ad Alfio che ha organizzato tutto in maniera impeccabile; dall’accoglienza, al pasto, alla location e ha fatto in modo che andasse tutto liscio! Se quest’iniziativa fosse ripetuta anche l’anno prossimo sicuramente non mancheremo all’evento.

Alessia Bazzoli e Michela Preite

Un week-end di baseball, nuoto e showdown

E’ in programma a Casoria (NA), dal 7 al 9 aprile, il torneo di qualificazione maschile ai Campionati Italiani di showdown.
Saranno impegnati i nostri soci RICCARDO BUELLONI,GIUSEPPE Riccardo Buelloni, Giuseppe Cesena, Giovanni Maria Giglio, Alfonso Giorgio e Fabrizio Palumbo accompagnati dai tecnici Valerio Origo e Maurizio Regondi.
Domenica 9 aprile La Società sportiva ASD ProPatria Polisportiva Disabili, organizza con la collaborazione delle associazioni CUFFIE COLORATE, LIONS Busto Arsizio HOST ANFFAS Busto la quindicesima
edizione del meeting interregionale lombardo di nuoto Città di Busto”, che si svolgerà presso la piscina MANARA di via Manara Busto Arsizio.
La nostra giovane nuotatrice Martina Rabbolini parteciperà, nella categoria S11 (non vedenti) alle seguenti gare:
– 100 rana
– 100 dorso
– 400 stile libero
Sempre domenica 9 aprile i Lampi Milano saranno impegnati contro i Ducks Staranzano in un doppio incontro valevole per il Girone Ovest del XXI Campionato Italiano di baseball per ciechi.
L’appuntamento è per le 14:00 presso il campo Comunale di Staranzano (GO).

Quindicesimo Campionato Nazionale di Scopone Scientifico ed. 2017

In considerazione del successo e degli apprezzamenti manifestati per le edizioni precedenti, e allo scopo di favorire e promuovere le relazioni dei Soci e tra i Soci, la nostra Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti indice il quindicesimo Campionato Nazionale di Scopone Scientifico.
Il Campionato è aperto a coppie di giocatori, costituite da uno o due Soci della nostra Unione, ed è articolato in fasi sezionali, regionali e nazionali.
L’organizzazione delle diverse fasi è affidata, rispettivamente, ai Presidenti delle Sezioni o loro delegati, ai Presidenti dei Consigli Regionali o loro delegati e al Coordinatore della Commissione Nazionale  Sport  Tempo Libero e Turismo sociale, Hubert Perfler, coadiuvato da Giuseppe Pinto.
Alle selezioni sezionali, sono ammesse tutte le coppie che ne fanno richiesta, salvo che gli organizzatori non abbiano motivo di disporre altrimenti.
Alle gare regionali, partecipano le coppie prima e seconda classificata nelle fasi sezionali.
Alle finali nazionali, partecipano le coppie prime classificate nelle gare regionali e la coppia  vincitrice del Campionato 2016, composta da Maurizio Viganò’ e Danilo Vanoni della regione Lombardia.
Per offrire a tutti i Soci l’opportunità di partecipare alla sfida nazionale, i Presidenti Sezionali e Regionali hanno facoltà di iscrivere alle fasi successive del torneo le coppie di giocatori, che desiderino concorrere al titolo e che, tuttavia, non trovino, nei rispettivi territori di origine, avversari con i quali misurarsi.
Le fasi sezionali e regionali dovranno concludersi, indicativamente, entro il 15 giugno e il 31 luglio 2017.
Le gare nazionali, come di consueto, si svolgeranno entro il  mese di Dicembre e quest’anno avranno sede in Lombardia , regione vincitrice dell’ultima edizione.
Per i finalisti nazionali e loro accompagnatori (uno per ogni socio), le spese di viaggio saranno a carico delle sedi regionali di competenza, mentre le spese di soggiorno saranno sostenute da questa Presidenza Nazionale.
Le coppie prime tre classificate avranno in premio una coppa.
La coppia vincitrice e la Regione di provenienza, avranno l’onore di ospitare senza oneri di spesa, le finali nazionali del sedicesimo Campionato che si giocherà nel 2018.
Le gare sezionali e regionali saranno giocate secondo le regole fissate dagli organizzatori in sede locale, mentre quelle nazionali si disputeranno secondo il Regolamento, che alleghiamo in copia e al quale i finalisti dovranno attenersi senza riserve.
Chiarimenti sulle regole di gioco potranno essere richiesti ad Hubert Perfler o a Giuseppe Pinto, raggiungibili, rispettivamente, agli indirizzi hubert_perfler@alice.it e g.pinto@aqp.it e ai numeri 348 642 3872 e 334 668 9311.
La data e il luogo di svolgimento delle finali del Campionato saranno comunicati in tempo utile. Prego i presidenti di adoperarsi perché il Campionato diventi occasione e momento di incontro, augurando a tutti i partecipanti buon gioco e buon divertimento.
Regolamento di gioco delle finali nazionali
1. Le finali del  Campionato Nazionale di Scopone Scientifico si giocano in un girone unico all’italiana semplice. Ogni coppia di sfidanti si misura, quindi, con tutte le altre, in partite senza rivincita.
2. Giudice Unico delle finali di Campionato è il Coordinatore della Commissione Nazionale Sport e Tempo Libero, Hubert Perfler, il quale è coadiuvato, e, in caso di necessità, sostituito, dal Giudice Delegato, Giuseppe Pinto.
3. Il Giudice Unico, o, eventualmente, il Giudice Delegato, vigila sulla regolarità e la correttezza delle gare, redige il calendario degli incontri, nomina i Giudici di Tavolo, tiene il conteggio dei punti, compila le classifiche intermedie e la classifica finale e proclama le coppie vincitrici del primo, del secondo e del terzo premio.
4. Il Giudice Unico, o, eventualmente, il Giudice Delegato, ha la facoltà di sospendere gli incontri che ritenga si stiano svolgendo in modo non corretto ed ha la facoltà di prendere qualunque decisione utile al regolare andamento delle gare.
5. Prima di dichiarare aperto il Campionato, il Giudice Unico, o, eventualmente, il Giudice Delegato, compila l’elenco dei Giudici di Tavolo, selezionati tra gli accompagnatori dei finalisti e gli eventuali spettatori, e comunica il calendario degli incontri.
6. I Giudici di Tavolo vigilano sulla regolarità degli incontri che sono chiamati ad arbitrare, conteggiano i punti conseguiti dalle coppie concorrenti e riportano al Giudice Unico, o, eventualmente al Giudice Delegato, il risultato con cui si chiude ciascun incontro.
7. I Giudici di Tavolo sono responsabili dei materiali di gioco, che vengono loro affidati dal Giudice Unico o, eventualmente, dal Giudice Delegato. A fine gioco, rendono gli stessi materiali al Giudice Unico o, eventualmente, al Giudice Delegato.
8. La durata delle partite dipende dal numero delle coppie presenti in gara. Se tale numero è inferiore o pari a dieci, ciascuna partita termina non appena una delle due coppie in gara raggiunge i 21 punti o, in mancanza, al 50-esimo minuto. Se il numero delle coppie finaliste è maggiore di dieci, ciascuna partita termina non appena una delle due coppie in gara raggiunge i 16 punti o, in mancanza, al 30-esimo minuto.
9. Se la partita termina con il raggiungimento dei 21 o dei 16 punti, vengono assegnati tre punti alla coppia vincente, zero punti alla coppia sconfitta. Diversamente, allo scadere del 50-esimo o del 30-esimo minuto, giocate le carte che ancora si hanno in mano, vengono assegnati tre punti alla coppia in vantaggio e zero punti a quella in svantaggio; in caso di pareggio, viene assegnato un punto a ciascuna coppia.
10.  Allo scadere del 50-esimo o del 30-esimo minuto, le partite si intendono in corso, se è stata avviata la distribuzione delle carte.
11. La classifica finale è stilata sulla base dei punti totalizzati nel corso del girone. In caso di parità, si aggiudica l’ordine più favorevole la coppia che ha concluso vittoriosamente lo scontro diretto. Nel caso le coppie a pari punti siano più di due, si aggiudicano gli ordini più favorevoli le coppie che, fatta la somma dei punti conseguiti negli scontri diretti, risultano a maggior punteggio.
12. All’apertura di ogni nuovo incontro, il Giudice Unico, o, eventualmente, il Giudice Delegato, sulla base delle previsioni del calendario, chiama le coppie gareggianti a sistemarsi ad uno dei tavoli  allestiti per il gioco e, ad ogni tavolo, assegna un Giudice di Tavolo.
13. Acquisisce il diritto a dare le carte chi, dei quattro giocatori in gara, alza la carta più alta per valore numerico; in caso di parità, si procede a nuova alzata.
14. Dopo aver mescolato le carte e fatto tagliare il mazzo dal giocatore alla sua sinistra, il mazziere di turno distribuisce le carte in senso antiorario, partendo dal giocatore alla sua destra. Spetta al mazziere decidere se distribuire le carte una per volta o cinque per volta. In caso di errore,  procede ad una nuova distribuzione. Al terzo errore consecutivo, viene sostituito dal Giudice di Tavolo.
15. Il tempo massimo di ogni giocata è di dieci secondi. E’ compito dei Giudici di Tavolo vigilare sul rispetto dei tempi.
16. Si è tenuti a giocare la carta del seme e del valore dichiarati, nel tempo massimo stabilito.
17. L’ultima carta giocata vale come scopa, se raccoglie tutte quelle presenti sul tavolo.

Far rinascere il sostegno, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Con il presente contributo, prendo spunto da un articolo di Giovanni Maffullo, intitolato “La rete sfilacciata dell’inclusione scolastica”, pubblicato sul Giornale Superando, lo scorso 27 Marzo.
Secondo Maffullo, infatti, la neonata delega sull’inclusione poco (se non addirittura niente) avrebbe stabilito per ovviare alle attuali gravi criticità del sistema inclusivo italiano e cioè: la scarsa e modesta formazione specifica di tutto il personale scolastico ma anche delle famiglie sulle singole disabilità e, conseguentemente, la deresponsabilizzazione degli insegnanti curricolari che, unitamente ai genitori dei ragazzi disabili, tendono a considerare i docenti specializzati dei veri e propri “tuttologi, ovvero gli unici responsabili su cui “scaricare” il processo di inclusione scolastica.
Ebbene, anche a causa di tali “lacune” dello schema di Decreto n. 378, che non mi sembrano sanate pienamente dalla mancata previsione 1) di un’adeguata formazione iniziale specifica dei futuri docenti di sostegno della secondaria di I° e II°, 2) dell’obbligo di formazione generalizzata di tutto il personale sulla Didattica inclusiva e sulla Pedagogia speciale e 3) di un’effettiva continuità didattica e di un Piano strutturale di assunzione e di stabilizzazione delle decine di migliaia di docenti specializzati “in deroga”, in un mio recente articolo uscito su queste pagine, ho definito la suddetta Delega sull’inclusione “un topolino partorito dalla montagna”.
La convinzione della “giustezza” ed appropriatezza di tale mio non lusinghiero epiteto affibbiato al D.Lgs n. 378 si è rafforzata in me in questi giorni, dopo aver ripreso, per motivi di lavoro, i dati di un’indagine scientifica che, su volontà di Luciano Paschetta, (il mio predecessore alla Direzione dell’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione), l’I.Ri.Fo.R. dell’UICI ha condotto tre anni fa sullo stato dell’arte dell’inclusione scolastica degli allievi con disabilità visiva. Effettivamente, constato con rammarico ed amarezza che da allora non è cambiato pressoché nulla.
I risultati di quella ricerca sono stati davvero “sconfortanti” e preoccupanti e ci dicono che, a fronte di un massiccio intervento in termini di numero di ore di sostegno garantite negli ultimi anni ai ragazzi ciechi ed ipovedenti, anche con disabilità plurime, ciò non ha assolutamente prodotto un elevamento della qualità del loro processo di inclusione, anzi…
Basti pensare che, all’inizio degli anni Novanta dello scorso secolo, le ore medie settimanali erogate ad ogni 100 alunni disabili visivi frequentanti la scuola erano già considerevoli e cioè 1290, ma che nel 2012 tali ore per il medesimo numero di studenti è salito addirittura a 2510 (1630 svolte dai docenti per il sostegno, 420 dagli assistenti alla comunicazione e 460 dagli assistenti domiciliari), senza che tale aumento abbia favorito una loro migliore inclusione.
Le cause di tale “grave” stato di cose sono da individuare e rintracciare:
nell’insufficiente preparazione e formazione specifica sulla minorazione visiva da parte degli insegnanti specializzati e degli assistenti alla comunicazione (sempre dalla sopracitata recente indagine dell’I.Ri.Fo.R. è emerso che meno del 50% degli operatori scolastici conosce il Braille, che il 77,7% di loro non possiede competenze tiflodidattiche e tiflopedagogiche e che soltanto il 41,5% dei docenti per il sostegno e degli “assistenti” ha avuto esperienze pregresse con alunni non vedenti ed ipovedenti),
nella crescente delega al solo docente specializzato degli studenti con disabilità visiva (solo uno su quattro degli alunni minorati della vista svolge la lezione prevalentemente in classe, mentre più del 13% di essi è “emarginato” e “ghettizzato” nell’aula di sostegno),
ed infine, nell’ormai cronica “distorta” percezione da parte della stragrande maggioranza delle famiglie dei principi pedagogici e didattici dell’autentica “cultura” dell’inclusione.
Per avviare una virtuosa “controtendenza all’odierno sistema, indipendentemente dall’indifferibile riforma del sostegno, è invece necessario un “radicale” cambio di approccio e di mentalità da parte di certi genitori ed insegnanti per il sostegno, che dovrebbero smetterla finalmente di rincorrere i “totem” di un passato che faceva ritenere e per certi versi fa ancora ritenere l’insegnante specializzato (spesso poco qualificato e preparato) ed il maggior numero di ore possibile di sostegno quali uniche ed “ineccepibili” garanzie del successo formativo dei loro figli.
Non è il solo docente specializzato a garantire la qualità del sostegno, ma la scuola nel suo complesso, se ben valorizzata ed opportunamente stimolata. Solo questa “prospettiva” culturale e professionale più moderna, ancor più di mille Decreti sull’inclusione, potrà ridare dignità di ruolo e di funzione ai docenti specializzati.
Infatti, in una realtà scolastica così strutturata, il “nuovo” docente per il sostegno non dovrà né insegnare agli alunni/studenti con disabilità, né occuparsi della valutazione del loro profitto (restituendo una volta per tutte tali prerogative esclusivamente agli insegnanti curricolari), ma potrà “riqualificarsi” come esperto di progettazione, capace di supportare adeguatamente il collega titolare della disciplina, il Consiglio di classe, i Dipartimenti disciplinari, il Collegio docenti, i CTS ed i CTI ed ovviamente l’intera “rete” scolastica nella stesura, realizzazione e valutazione di un PianoAnnuale per l’Inclusività (PAI) quale premessa “imprescindibile” e parte integrante di un Piano Triennale dell’Offerta formativa finalmente “for all”.
Solo frequentando Istituti scolastici davvero inclusivi ed “autonomi”, caratterizzati da ambienti, materiali e strumenti didattici e tecnologici “accessibili”, il bambino/ragazzo con disabilità non sarà più soltanto l’alunno di questo o quel docente per il sostegno, ma della “scuola tutta”, potendo partecipare in condizioni di pari opportunità insieme ai compagni ad attività integrative e laboratoriali scolastiche ed extrascolastiche, a percorsi personalizzati ed individualizzati di insegnamento-apprendimento, per classi aperte e parallele, per gruppi omogenei ed eterogenei, a materie facoltative, aggiuntive ed opzionali, a stage efficaci di alternanza scuola-lavoro ecc…
Da questo punto di vista, oltre a recepire le necessarie modifiche allo Schema di Decreto n. 378 suggerite dalla FAND e dalla FISH, dovrà essere particolare cura del Ministero mettere finalmente tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado nelle reali condizioni di sfruttare al meglio tutti gli strumenti che la normativa già esistente sul sostegno e sull’autonomia (fino alla recentissima e criticatissima Buona Scuola) loro consente, per implementare e migliorare la qualità del processo di inclusione scolastica dei ragazzi con disabilità, creando strutture organizzative flessibili e più confacenti alle effettive esigenze formative dei diversi alunni e utilizzando in modo funzionale l’organico potenziato per la progettazione e la realizzazione di una didattica autenticamente all’insegna dell’”UDL” (Universal Design for Learning).
Come d’incanto, in siffatto modo, la scuola si riscoprirà finalmente un’istituzione “inclusiva” ed attenta alle “differenze” individuali e capace di offrire risposte efficaci ed efficienti ai bisogni educativi di tutti e di ciascuno.
L’attenzione alle “differenze individuali” di ciascun alunno da parte di tutta la “comunità scolastica” e non solo del docente di sostegno per le necessità speciali degli allievi disabili: è questa la vera “discriminante”, lo spartiacque tra la vecchia dimensione “integrativa” della scuola italiana e la nuova cultura dell’inclusione “for all”.