Nei miei ultimi giorni di ferie estive, in vista dell’imminente inizio del nuovo anno scolastico, mi è capitato di riflettere spesso su cosa dovranno attendersi dall’a.s. 2017-18 gli alunni con disabilità e le loro famiglie, anche alla luce della “neonata” delega sul sostegno della Buona Scuola.
Tali riflessioni “vacanziere”, effettuate in un’amena località abbarbicata sull’Etna, per la loro serietà ed importanza, mi hanno riportato dall’alto del vulcano più imponente d’Europa con i piedi per terra, riproiettandomi immediatamente alla “montagna” (tanto per rimanere in tema) di cose che l’UICI, i suoi Enti collegati ed il nostro NIS dovranno fare già da oggi per garantire un sempre più proficuo processo di inclusione agli alunni/studenti ciechi ed ipovedenti italiani.
Infatti, sebbene la nostra normativa inclusiva oggi sia unanimemente riconosciuta come una delle più avveniristiche e all’avanguardia nel mondo, non si può non rilevare che l’attuale nostro modello di inclusione presenti diverse criticità “strutturali” che, se come sembra saranno affrontate dal Miur anche stavolta con i soliti miopi interventi “tampone”, rimarranno tali anche per l’anno scolastico che inizia ufficialmente l’1 settembre p.v.
A parere di chi scrive, anche quest’anno, l’emergenza assoluta è rappresentata dal non più “eccezionale” e dallo spropositato numero di docenti in deroga, a cui il Ministero dell’Istruzione ricorre ormai da tempo in modo continuativo, anche più volte nel corso di uno stesso anno scolastico, per coprire le tantissime cattedre di sostegno rimaste vacanti.
Al riguardo, i numeri prodotti relativamente all’a.s. 2016-17 sono preoccupanti ed emblematici: se oltre 2 milioni e mezzo di alunni (il 33% dell’intera popolazione scolastica) si sono trovati con almeno un insegnante nuovo in classe, è andata ancora peggio agli alunni con disabilità, perché almeno 100.000 di loro (il 43% dei 233.000 alunni con disabilità presenti nelle classi di ogni ordine di scuola) hanno cambiato il docente di sostegno.
In tal senso la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha stimato lo scorso anno che quasi il 40% dei posti siano coperti tuttora da docenti precari (47.000 su un totale di 120.000).
Questa situazione preoccupante ha determinato di fatto l’impossibilità di assicurare agli alunni/studenti con disabilità quella continuità didattica che risulta essere un fattore determinante per favorirne il successo scolastico. Tale problema, secondo lo scrivente, non cambierà affatto neppure durante l’anno scolastico 2017-18, perché, in base ai dati recentemente forniti dal Miur, ad esempio in Sicilia, ben 4.872 cattedre di sostegno sono già state assegnate in deroga e ne sono rimaste libere oltre un migliaio.
Le cose non vanno meglio neanche nelle altre Regioni italiane, se si pensa che, solo a Milano, vi sono ancora da affidare più di 1.400 posti e, in Abruzzo, le “vacanze” sul sostegno sono 1.741, mentre in Liguria sono 603.
Tale valzer di cattedre si abbatte ciclicamente come uno tsunami sul sostegno (ed anche quest’anno, sfortunatamente, non farà eccezione), perché il Miur, ad aprile di ogni anno, quando cioè deve essere conteggiato l’organico di diritto (il numero dei docenti necessari per l’anno successivo), preferisce sottostimarlo e calcolarlo in difetto rispetto alle esigenze effettive, al solo fine di risparmiare, evitando dunque di aumentare le immissioni di insegnanti di ruolo.
Conseguenza di questa condotta non del tutto ineccepibile del Ministero è che, quando ogni anno ad agosto si fanno i conti reali, i nodi vengono al pettine e i vari Uffici Scolastici Regionali (USR) si trovano costretti ad integrare l’organico di diritto con quello “di fatto”, coprendo le migliaia di esuberi e di posti liberi, prima con le assegnazioni provvisorie (incarichi annuali attribuiti ad insegnanti titolari che chiedono il riavvicinamento) e poi, con la deroga a supplenti con contratto a tempo determinato che, cosa ancor più grave, di sovente, non sono neanche specializzati.
Ciò è dovuto al fatto che, di fronte alla penuria di insegnanti di sostegno di ruolo a causa dei concorsi al “contagocce” e delle loro relative tantissime non ammissioni di questi ultimi decenni, al quasi avvenuto svuotamento delle GAE (Graduatorie ad esaurimento) ed alla scarsa disponibilità di assegnazioni provvisorie, di recente, si sono susseguite decisioni ministeriali discutibili, che hanno finito con il mandare letteralmente in tilt il sistema scolastico territoriale.
In proposito, si ricordi la Nota Ministeriale Protocollo n. 24306 del 1° settembre 2016, che recitava testualmente: «In caso di esaurimento degli elenchi degli insegnanti di sostegno compresi nelle graduatorie ad esaurimento, i posti eventualmente residuati sono assegnati dai dirigenti scolastici delle scuole in cui esistono le disponibilità, utilizzando gli elenchi tratti dalle graduatorie di circolo e d’istituto, di prima, seconda e terza fascia». L’auspicio è che il Miur, ad anno scolastico ufficialmente ormai avviato, non riproponga nei prossimi giorni questa stessa sciagurata circolare perché essa, nel corso del passato a.s., ha causato soltanto danni, facendo sì che, in assenza di docenti di ruolo, con le GAE praticamente esaurite e con un numero irrisorio di posti assegnati alle assegnazioni provvisorie, migliaia di cattedre di sostegno siano state perciò affidate ad insegnanti senza alcun tipo di specializzazione, costringendo in tal modo le famiglie di persone con disabilità a ricorrere sempre più spesso ai giudici per dare un’istruzione adeguata ai loro figli (8,2% per la scuola primaria e 5,1% per quella secondaria di primo grado, di cui al Sud rispettivamente il 12,4% e il 9,1%).
Ad esasperare ulteriormente gli animi dei genitori dei ragazzi con disabilità ci ha pensato pure il Contratto collettivo Nazionale sulla mobilità annuale dello scorso 21 giugno, sulla base del quale, in Sicilia, ad esempio, quasi tutte le Province non hanno avuto per l’a.s. 2017-18 molti posti destinati alle assegnazioni provvisorie e quindi chi sta provando a rientrare sul sostegno in questi giorni su quelle Province, non ce l’ha fatta, o comunque, non ci riuscirà così facilmente. Ma il vero paradosso è che quei posti rimasti vacanti sul sostegno in Sicilia (ancora un migliaio, come sopra riferito) come in tante altre Regioni, e non solo del Mezzogiorno, potranno essere coperti nel corso di questo nuovo anno scolastico non da docenti titolari, ma da laureati neppure abilitati, con le semplici lettere di “messa a disposizione”. Insomma, l’esperienza di questi ultimi 40 anni sembra non aver insegnato al Miur che precarietà e scarso investimento sulla formazione degli operatori non giovano ai nostri ragazzi e che, soprattutto, il ricorso ormai quasi sistematico ad una quantità pletorica di insegnanti per il sostegno in deroga, non abilitati e specializzati non è garanzia di qualità dell’inclusione scolastica.
Infine, si rammenti che le nuove modalità di formazione specifica universitaria dei docenti specializzati e del loro arruolamento, previste dai Decreti attuativi della Buona Scuola nn. 59 e 66 del 2017, entreranno a pieno regime non prima di due anni. Quest’ultimo non irrilevante aggravante, ovviamente, ci rende ancora più preoccupati e non ci fa ben sperare per il presente e l’immediato futuro “inclusivo” delle studentesse e degli studenti con disabilità del nostro Paese.
A questo punto, stando così le cose e nonostante le recenti rassicurazioni del Ministro Valeria Fedeli, temo proprio che i drammatici numeri sopra riportati e l’atavica assenza di una “policy” a lungo termine del Miur (con la previsione di un Piano di formazione obbligatoria e specifica sulla Didattica inclusiva di tutto il personale scolastico e di assunzione strutturale dei docenti specializzati, con il loro mancato transito nell’organico di diritto, con il loro non avvenuto vincolo almeno al segmento formativo dell’alunno con disabilità e con l’assenza di un sostegno “diffuso” all’allievo con disabilità anche da parte del contesto territoriale, come confermato dall’inspiegabile cancellazione dei Centri territoriali di Supporto nel neonato Decreto attuativo della Buona Scuola sul sostegno) non potranno garantire agli alunni/studenti con disabilità, neppure durante l’anno scolastico 2017-18, un processo di inclusione davvero di qualità.
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Camogli, 7-10 settembre: IV edizione del Festival della Comunicazione
Si avvicinano le date della quarta edizione del Festival della Comunicazione (www.festivalcomunicazione.it) che si terrà a Camogli da giovedì 7 a domenica 10 settembre.
La manifestazione è ideata e diretta da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer ed è organizzata dal Comune di Camogli e da FRAME.
Quattro giornate con oltre un centinaio di appuntamenti tra incontri – visibili anche in streaming sul sito del festival – laboratori, spettacoli, mostre ed escursioni, tutti gratuiti.
Più di 130 gli ospiti provenienti dal mondo della comunicazione, della storia, della filosofia, della semiologia, della letteratura,
della scienza, del diritto, dello spettacolo, dell’arte, della moda, dello sport, delle istituzioni, delle imprese e dell’economia, che rifletteranno sul tema di quest’anno, le Connessioni.
Delos
di Annalisa Fattori e Paola Nobile
via San Simpliciano 6, 20121 Milano
Tel 02.8052151 – Fax 02.8052386
delos@delosrp.it – www.delosrp.it
Bolzano – Plaus: Festa del Gusto e di sensibilizzazione sul tema della disabilità visiva
Plaus Aktiv e l’Unione Ciechi e Ipovedenti ONLUS – Alto Adige, organizzano un evento festivo di sensibilizzazione il quale si svolgerà il 13 agosto in occasione della festa denominata “Genussfest’l Plaus”.
Presso il Municipio si potranno degustare vini delle nostre terre in una situazione di buio totale. Una nuova proposta quest’anno è rivolta ai bambini: loro potranno, sempre al buio e in forma gioconda, esplorare degli oggetti attraverso il tatto.
Gli ospiti avranno la possibilità di entrare nel locale oscurato muniti di un bastone bianco, e di recarsi al banco dove verranno accolti dai collaboratori non vedenti. Ci sarà uno scambio dei ruoli: persone cieche o ipovedenti, cioè le persone che di solito vengono servite, diventano baristi e servono gli ospiti vedenti. A causa della mancanza totale di luce un normale recarsi al bar diventa un’avventura durante la quale non si vede, ma non si viene visto neanche dagli altri. Si potrà entrare in un dialogo reciproco, potranno essere eliminate le paure e le barriere invisibili che spesso si ergono all’interno dei rapporti umani.
Iniziative di questo genere vengono proposte per dare alla popolazione l’opportunità di conoscere ed avvicinarsi alla disabilità sensoriale visiva. Si tratta di iniziative molto importanti per migliorare sempre di più l’inclusione dei minorati della vista nel mondo comune. All’interno dei locali totalmente al buio saranno sempre presenti delle persone non vedenti e il tutto si svolgerà con la massima sicurezza.
Un ringraziamento va agli organizzatori del “Genussfest’l Plaus”, i quali hanno mostrato grande sensibilità, pensando oltre a musica e ottimo mangiare, di coinvolgere l’Unione Ciechi e Ipovedenti e dare la possibilità di sensibilizzare sul tema della minorazione visiva.
info: dott. Valter Calò – Presidente UICI Alto Adige
tel.: 373-7206206, e-mail: presidente@unioneciechi.bz.it
web: www.unioneciechi.bz.it
Audiodescrizione spettacoli – Plautus festival 2017- L’avaro – 9 agosto 2017
MERCOLEDI’ 9 Agosto – L’AVARO da Tito Maccio Plauto con Edoardo Siravo e Stefania Masala, Martino D’Amico, Lucio Ciotola Gabriella Casali, Enzo D’Arco, Francesco Maccarinelli
Inizio rappresentazioni ore 21.30
Durata dello spettacolo: circa 1 ora e 20 minuti, atto unico
E’ la vivacità drammatica, unita all’essenzialità dello svolgimento, a caratterizzare l’Aulularia, vale a dire la commedia della pentola d’oro: dominante è la figura dell’avaro, interpretato da Edoardo Siravo,
certamente uno dei personaggi più riusciti di Plauto e più imitati nei tratti caricaturali, preso a modello, tra gli altri, da Shakespeare e Moliere.
Con la sua maniacale ossessione l’avaro dà vita a tutta la vicenda, mentre la beffa ordita dal servo alla fine si ricompone e lo stesso protagonista, rinsavito dalla sua funesta “malattia”, congeda gli spettatori con un invito ad essere generosi e a non scherzare mai con l’avarizia.
La commedia, diretta da Nando Sessa, è sostenuta da ritmi incalzanti, con il gusto per il “botta e risposta”, per battute sapide e frizzanti che rendono più divertenti i sottintesi dei dialoghi.
Alla stimolante “sensualità” lessicale plautina, al gusto per i doppi sensi, i giochi di parole e gli equivoci, cerca di intonarsi la traduzione e l’adattamento di Michele Di Martino, con una significativa e singolare scelta di frasi e parole dell’originale latino, recitate dagli attori e scandite in metrica nelle parti cantate: sarà pure questo latine loqui, parlare in lingua latina, un modo per rivivere, ancora oggi, la grandezza del mondo classico, per risalire il fiume dei segni che ci arriva dalla civiltà di cui siamo eredi diretti.
Vi ricordiamo che l’ingresso è gratuito per spettatori non vedenti e ipo vedenti e ridotto (€ 10,00) per gli accompagnatori.
In ogni caso le prenotazioni sono già aperte: potete scriverci al seguente indirizzo mail:
info@centrodiegofabbri.it.
Se lo desiderate, possiamo inoltre organizzare anche visite guidate alla città di Sarsina e al suo celebre museo archeologico nazionale.
N.B. Il servizio audiodescrittivo verrà fornito solo in caso di prenotazioni.
Plautus Festival di Sarsina (Fc): – -Domenica 6 Agosto – THOMAS MORE di William Shakespeare
Con Giampiero Pizzol e Andrea Soffiantini Inizio rappresentazioni ore 21.30
Trama
L’opera è tratta dal testo manoscritto di Shakespeare, Munday, Chettle, Dekker, Heywood scritto intorno al 1595-1600 a poco più di qualche decina di anni prima della morte di More, avvenuta nel 1535 con l’accusa di alto tradimento per essersi rifiutato di firmare
l’Atto di Supremazia di Enrico VIII. Il dramma è stato messo in scena integralmente per la prima ed unica volta solo nel 2005 dalla Royal Shakespeare Company e tradotto e pubblicato in Italia nel 2014 da Lindau.
Un grande uomo davanti a cui sorgono naturali, ieri come oggi, grandi domande: è possibile rischiare la vita per un ideale? C’è un punto in cui giustizia e misericordia s’incontrano? Una società giusta è niente più che uno scherzo, un’utopia? E’ possibile vivere la fede con un sano umorismo? Il cancelliere inglese conquista il popolo, i nobili e, perfino, William Shakespeare, attraverso il suo impegno di filosofo e primo ministro, ma anche attraverso il suo arguto e fantasioso pensiero che lo porta a muoversi sulla scena politica unendo alla fede uno spiccato senso dell’umorismo.
Vi ricordiamo che l’ingresso è gratuito per spettatori non vedenti e ipo vedenti e ridotto (€ 10,00) per gli accompagnatori.
In ogni caso le prenotazioni sono già aperte: potete scriverci al seguente indirizzo mail: info@centrodiegofabbri.it.
Se lo desiderate, possiamo inoltre organizzare anche visite guidate alla città di Sarsina e al suo celebre museo archeologico nazionale.
N.B. Il servizio audiodescrittivo verrà fornito solo in caso di prenotazioni.
40 anni fa veniva approvata la Legge 517, architrave dell’inclusione, di Gianluca Rapisarda
A 40 anni dalla sua emanazione, la Legge n. 517 del 4 Agosto 1977, costituisce ancora la «pietra miliare», il caposaldo dell’attuale modello di inclusione scolastica del nostro Paese. Infatti, all’articolo 2 ed all’articolo 7 di quella norma, in riferimento all’inclusione nella scuola primaria ed in quella secondaria inferiore degli alunni disabili, si prevede l’introduzione di un «docente di sostegno» in possesso di un apposito titolo di specializzazione, con il compito di supportare il Consiglio di classe nella progettazione di una «didattica inclusiva». La figura del docente di sostegno, pertanto, diventa centrale ai fini dell’integrazione scolastica degli alunni-studenti con disabilità, ma ancora soltanto all’interno della scuola elementare e media. Qualche anno dopo, e precisamente nel 1987, la sentenza n. 215 della Corte Costituzionale riconoscerà il pieno diritto allo studio degli allievi disabili, aprendo di fatto a tutti loro anche le porte della scuola secondaria superiore. E tuttavia, in quegli anni, abbiamo assistito soltanto ad un inserimento «selvaggio» degli alunni con disabilità nella scuola «di tutti», senza lo sviluppo di una seria riflessione pedagogica e didattica sulle modalità di una loro più adeguata ed efficace inclusione. Noi abbiamo accettato con grande gioia e con soddisfazione questo passaggio dalla scuola speciale alla scuola «comune», ma quando ciò è avvenuto, tale trasferimento è stato fatto con eccessiva disinvoltura, con la superficialità che contraddistingue molte iniziative italiane e in particolare della scuola. Naturalmente non vorrei ingenerare equivoci, non sto tessendo le lodi del tempo dell’educazione «speciale», sto soltanto dicendo che abbiamo operato questo passaggio senza preoccuparci della necessità di dare a questi ragazzi quei supporti necessari e specifici che conseguono alla loro disabilità. Pertanto, è accaduto che, malgrado la Legge 104 del 1992, e tutta la successiva normativa sull’autonomia scolastica, l’organizzazione della scuola è restata «incastrata» ed inchiodata in un contesto nel quale, a tutt’oggi, nella programmazione ordinaria destinata agli allievi con disabilità, non trovano posto – o lo trovano solo saltuariamente attività di orientamento e all’autonomia personale, di avviamento allo sport, di orientamento professionale, di insegnamento del Braille e della Lis, dell’uso delle tecnologie «assistive» ecc… In pratica, il docente per il sostegno si è da sempre trovato a dover gestire da solo l’alunno-studente con disabilità. A ciò si aggiunga che il 40% degli attuali docenti di sostegno sono «precari privi di un’adeguata preparazione» e che i nuovi «corsi polivalenti di specializzazione» degli anni 80 e 90 dei docenti di sostegno (fino agli odierni Tfa) sono diventati ormai troppo «generalisti» e generici, con scarsissima attenzione alle specificità delle singole disabilità. Tale grave stato di cose ha causato la realizzazione di un modello di inclusione che, snaturando i suoi originali ed iniziali principi pedagogici e didattici, è divenuto sempre più «assistenziale» ed inefficiente, provocando gli attuali «punti deboli» del sistema e cioè: la carente ed insufficiente formazione specifica degli insegnanti specializzati, la totale impreparazione dei docenti curricolari, del personale Ata e di tutto il «contesto» scolastico nei confronti degli allievi disabili e, soprattutto, l’ormai consolidata e «perversa» delega al solo docente per il sostegno dell’alunno-studente con disabilità, con la conseguente ed inevitabile emarginazione e «ghettizzazione» di quest’ultimo nelle famigerate «aule di sostegno». L’esperienza di questi quarant’anni ci ha insegnato che non serve assumere «a contratto determinato» un esercito di docenti specializzati «supplenti» ed «in deroga» (spesso poco preparati e competenti sulle singole disabilità) ed aumentare il numero di ore di sostegno per garantire la qualità del processo di inclusione dei nostri ragazzi con disabilità. Per assicurare il pieno successo scolastico degli alunni-studenti con disabilità, occorrerebbe invece promuovere finalmente un’adeguata e specifica azione formativa di massa di tutto il personale scolastico e non solo dei docenti specializzati sulla Didattica inclusiva e sulla Pedagogia speciale ed una «vera» ed efficace continuità didattica, che passi però da un Piano serio e strutturale di assunzione dei docenti di sostegno e dal loro definitivo transito nell’organico di diritto (disposizioni ancora colpevolmente non adottate neppure dalla recente Delega sull’inclusione entrata in vigore lo scorso 31 maggio). Ma soprattutto, è indispensabile realizzare contesti «flessibili», dotati di strumenti, ambienti e materiali «accessibili» e capaci di progettare ed attivare iniziative per classi «aperte e parallele», per gruppi omogenei ed eterogenei ed insegnamenti personalizzati ed individualizzati, attenti veramente alle «differenze individuali» ed ai bisogni educativi di tutti e di ciascun alunno. A parere di chi scrive, il più grande difetto del nostro sistema inclusivo è che, in Italia, abbiamo leggi innovative e tra le più avanzate nel mondo in questo settore, ma quasi mai si traducono in «buone prassi», non sortendo alcuna ricaduta concreta sul diritto allo studio degli alunni-studenti disabili. Non basta scrivere bellissime leggi, da tutti invidiate, da molti copiate e che ci fanno vincere prestigiosi riconoscimenti internazionali, se poi il nostro Ministero dell’istruzione è privo di una visione strategica, di una vera e propria «policy» sull’inclusione scolastica e non è in grado di programmare a medio e lungo termine. Adeguiamo ed applichiamo una volta per tutte la nostra normativa «inclusiva» alla luce dei moderni principi dell’approccio «bio-psico-sociale» alla disabilità dell’Icf del 2000 e della nuova prospettiva culturale delineata dall’art 24 della Convenzione Onu del 2006 che considera il diritto all’istruzione un diritto umano «insopprimibile» di ogni persona, a prescindere dalla sua limitazione funzionale. Solo così, riusciremo a rendere definitivamente la scuola italiana davvero inclusiva e «for all» ed a modificare i presupposti dell’intera nostra organizzazione scolastica, ritrovando e riaffermando lo spirito originale dell’autentica cultura dell’inclusione sancito dalla legge 517-77.
“Astronomia da toccare” – Biblioteca Civica di Verona: 12/07/2017 e 02/08/2017
In occasione del 40° anniversario della fondazione del Circolo Astrofili Veronesi, è stata allestita una mostra della durata di due mesi dal 4 luglio al 26 agosto 2017.
All’interno di questa mostra sono state organizzate due giornate con attività e laboratori per spiegare l’astronomia alle persone non vedenti.
Si tratta di un percorso con sei attività: costellazioni, Sistema Solare, dimensioni delle stelle, mostra meteoriti, pannelli in Braile, pianeti in 3D da toccare.
L’evento si terrà domani 2 agosto 2017 dalle 10 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17 presso la Biblioteca Civica di Verona
Ci saranno volontari che guideranno nell’esplorazione di queste attività.
Qui di seguito il link del sito della mostra: http://www.astrofiliveronesi.it/Exhibit/anniversario.html
Qui di seguito il link della comunicazione facebook: https://www.facebook.com/events/1567399466665556/
Qui di seguito il link della comunicazione Google+: https://plus.google.com/+AntonioCagnoliastrofiliveronesi/posts/RT9HSVpwLHG
Qui di seguito il link della locandina della manifestazione: http://www.astrofiliveronesi.it/uploads/pdf/20170704-LocandinaBibliotecaWEB.pdf
Per ulteriori informazioni:
Raffaele Belligoli
Segreteria Circolo Astrofili Veronesi
tel. 3347313710
Beni culturali – Sensi d’estate 2017: La musica di Geroge Gershwin alla Mole Vanvitelliana
SENSI D’ESTATE 2017
Mercoledì 2 agosto ore 21,30
Corte della Mole Vanvitelliana, Ancona
Ingresso libero
Mercoledì 2 Agosto terzo appuntamento con “Sensi d’estate”, la rassegna culturale estiva promossa dal Museo Tattile Statale Omero. Alle ore 21,30 nella corte della Mole Vanvitelliana è di scena la MUSICA DI GEORGE GERSHWIN, un concerto comico teatrale dove l’attrice trasformista Clio Gaudenzi e il Gershwin Quintet, quattro sassofoniste e una pianista, guidano il pubblico alla scoperta dei due volti del grande musicista statunitense, da un lato il pianista che amava improvvisare melodie jazz e dall’altro il compositore ambizioso di farsi strada nel mondo della musica colta. Un progetto unico nel suo genere che rende omaggio al compositore statunitense e alla musica americana; uno spettacolo adatto a tutte le età, in cui si ride, ci si commuove, si dialoga e ci si diverte ascoltando la musica di Gershwin, ritmata e malinconica allo stesso tempo, reinterpretata con freschezza ed eleganza da un ensemble inedito tutto al femminile: Letizia Ragazzini, saxofono soprano e flauto traverso, Mariella Donnaloia, saxofono contralto, Isabella Fabbri, saxofono tenore, Laura Rocchegiani, saxofono baritono, Maria Giulia Cester, pianoforte.
INFO
Museo Tattile Statale Omero, Mole Vanvitelliana, Banchina Giovanni da Chio 28, 60121 Ancona
Tel +39 071 28 11 935 info@museoomero.it www.museoomero.it #museoomero #sensidestate2017
Gershwin quintet
Il Gershwin quintet è un ensemble che unisce musiciste provenienti da Ancona, Brindisi, Imola, Ferrara e Macerata. Diplomate in conservatorio con il massimo dei voti e premiate in concorsi nazionali ed internazionali, si perfezionano con Maestri di fama internazionale quali L. Derosier, J. I. Fourmeau, P. Geiss, M. Gerboni, M. Marzi, M. Mazzoni, F. Mondelci, J. M. Londeix, S. Perticaroli, G. Valentini. Si esibiscono in importanti teatri e nell’ambito di numerose rassegne musicali tra le quali: Zola Jazz&Wine, I Suoni dell’Appennino, Lucca Jazz Donna, Concerti d’estate a Villa Guariglia di Vietri sul mare, Music day di Ancona, Concerti in villa di Treiao, Concerti della Domenica del Teatro Alighieri di Ravenna.
Nel 2011 pubblicano il loro primo lavoro discografico, “Oh, Ladies be good!” con musiche di Gershwin, Bernstein e Iturralde, patrocinato dalla Fondazione F.I.D.A.P.A. e presentato alla rassegna Sensi d’Estate di Ancona. Protagoniste del concerto di chiusura del XVI Stage Internazionale del Saxofono di Fermo, riscuotono grande successo di pubblico e di critica.
Dalla nascita del gruppo, nel 2008, il Gershwin Quintet ha contribuito all’ampliamento del repertorio per quartetto di saxofoni e pianoforte, presentando propri arrangiamenti e collaborando con i compositori Silvestro Sabatelli, Luciano Feliciani e Danilo Comitini. A loro sono dedicati brani di Paolo Carlomé e Mauro Saleri. A marzo 2015 è uscito il loro secondo lavoro discografico interamente dedicato a Gershwin, vede la partecipazione delle voci di Federica D’Agostino e Ciccio Regina, è prodotto dall’etichetta Digressione Music e distribuito da Stradivarius e Milano Dischi.
Nel 2015 debutta al Teatro Rossini di Pesaro anche il loro concerto teatrale “The Music of George Gershwin” sulla vita del compositore americano con la collaborazione dell’attrice Clio Gaudenzi e delle cantanti Mina Suzuki e Sara Jane Ghiotti.
Istruzione – Attivazione nuovi corsi UNITELMA Sapienza
L’Università degli Studi di Roma UNITELMA Sapienza ha attivato nuovi corsi di laurea per il prossimo anno accademico 2017/2018.
Oltre ai già noti corsi:
• dell’area GIURIDICA – laurea triennale in scienze dell’amministrazione e della sicurezza (L16); laurea magistrale in management delle organizzazioni pubbliche e sanitarie (LM63); laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza (LMG01);
• dell’area ECONOMICA – laurea triennale in scienze dell’economia aziendale (L18); laurea magistrale in economia, management e innovazione (LM77).
Ora si potrà completare il percorso scolastico iscrivendosi ai seguenti ulteriori nuovi corsi:
• nell’area INFORMATICA – laurea triennale in Informatica (L31);
• nell’area PSICOLOGICA – laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche (L24);
• nell’area ARCHEOLOGICA – laurea magistrale in classical archeology (LM2) – in lingua inglese.
Per più dettagliate informazioni, vi invito a visitare la pagina web: http://www.unitelmasapienza.it/didattica.
Aver ampliato il ventaglio dei corsi di laurea fa sì che l’Università UNITELMA dimostri di aver sempre quell’attenzione alla formazione e all’aggiornamento dei giovani in modo da facilitarne l’inserimento nel mondo del lavoro, mantenendo sempre alta l’attenzione verso l’accessibilità e l’usabilità del materiale didattico e delle strumentazioni messi a disposizione. L’Unione, ovviamente, condivide tutto ciò!
Si ricorda ancora che percorsi di tirocinio curriculare, previsti nei piani di studio individuali, potranno essere svolti presso le strutture territoriali dell’Unione (secondo convenzione UICI-UNITELMA Sapienza), con conseguente riconoscimento dei crediti formativi da parte dell’Ateneo, a cui spettano anche i costi del carico assicurativo. Lo stesso vale per i tirocini extracurriculari.
Rimangono ferme tutte le condizioni tariffarie in essere, di maggior favore riservate ai soci UICI e loro familiari, previste dalla convenzione stipulata con questa Presidenza Nazionale in data 19/11/2015.
IIT-Istituto Italiano di Tecnologia: Nasce BlindPAD, la tecnologia tattile che fa percepire gli spazi alle persone con disabilità visive
Costituito da una tavoletta tattile e da serious games, BlindPAD è il risultato di un progetto finanziato dalla Commissione Europea per tre anni e coordinato dall’IIT. Il prototipo è stato testato da persone con disabilità visive in Italia e in Polonia, con il supporto dell’Istituto David Chiossone Onlus di Genova.
Link a foto: http://bit.ly/2uSq3ko
Link a video (non montato): http://bit.ly/2vWlySG
Genova, 26 luglio 2017 – Nasce dal progetto europeo BlindPAD, coordinato dall’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, il primo prototipo di un dispositivo che potrà migliorare la qualità di vita delle persone non vedenti e ipovedenti: una tavoletta tattile che contiene giochi educativi (serious games) in grado di far percepire con le dita mappe, disegni e forme geometriche in modo più semplice e versatile rispetto alle tecnologie attuali. Il prototipo può essere già usato come ausilio nei centri di riabilitazione visiva, e in futuro la tecnologia BlindPAD potrà trasformarsi in un prodotto da utilizzare come piattaforma riabilitativa portatile oltre che nella clinica anche negli ambienti scolastici e domestici, a un costo più basso rispetto alle soluzioni esistenti.
Nel corso dei 3 anni di durata del progetto, il dispositivo BlindPAD è stato realizzato attraverso la continua interazione con persone con disabilità visive e specialisti della riabilitazione, per un totale di circa 250 prove sperimentali, grazie alla partnership con l’Istituto Davide Chiossone Onlus di Genova e con l’istituto FIRR di Cracovia in Polonia. In particolare, l’Istituto Chiossone ha coinvolto circa 50 persone con disabilità visive di tutte le fasce d’età, adulti, bambini e ragazzi in età scolare, i quali hanno svolto i test negli ambienti del laboratorio congiunto IIT-Chiossone all’interno di Villa Chiossone a Genova.
L’utilizzo di BlindPAD permette di trasmettere sotto forma di stimolazioni tattili le informazioni grafiche necessarie a comprendere concetti astratti, come per esempio le figure geometriche, e mappe di luoghi, ad esempio la disposizione degli arredi e delle porte di una stanza, facilitando l’apprendimento di informazioni visive da parte di persone non vedenti.
La tavoletta tattile ha le dimensioni di circa 15×12 cm ed è costituita da una griglia di quasi 200 piedini in plastica, detti “taxel”, stampati in 3D e distanti l’uno dall’altro meno di 1 centimetro, i quali si sollevano e abbassano a comando tramite l’interazione con una griglia di piccoli magneti sottostanti. Ogni elemento è chiamato “taxel”, perché è l’equivalente tattile di un “pixel”. Le mani della persona non vedente possono quindi esplorare liberamente la tavoletta, che offre un’immagine in rilievo del contenuto visivo che si vuole imparare e che è tradotto dalla tavoletta dal mondo visivo a quello tattile. Le dimensioni della tavoletta sono state pensate per l’utilizzo da parte di persone adolescenti con una o due mani.
L’apprendimento delle forme disegnate dai taxel è guidato dall’utilizzo di serious games, progettati in modo da rafforzare le capacità del cervello legate all’apprendimento dello spazio, ovvero la memoria di lavoro, l’orientamento e la mobilità. I giochi, infatti, stimolano la rappresentazione mentale di più oggetti contemporaneamente e di mappe di tipo ‘voi siete qui’, come se fosse un piccolo GPS per ambienti interni.
Il gruppo di ricerca guidato da Luca Brayda, ricercatore team-leader all’IIT, ha dimostrato che l’uso di questi giochi, insieme alle tecnologie tattili programmabili, migliora le capacità spaziali delle persone con disabilità visiva. Infatti, dopo gli esercizi riabilitativi, gli utenti riescono a muoversi in un ambiente riconoscendo quanto appreso nel mondo immaginato e sentito con le dita.
BlindPAD può essere collegato a dispositivi mobili come laptop e tablet, così da essere uno strumento di semplice utilizzo da parte dei riabilitatori, persino da parte degli utenti stessi. L’obiettivo del gruppo di ricerca è di reperire ulteriori finanziamenti per renderlo un vero prodotto.
L’IIT, oltre a essere coordinatore e ideatore del progetto, ha sviluppato i serious games, insieme agli esperti di riabilitazione dell’Istituto Chiossone di Genova e l’istituto FIRR di Cracovia. L’intero consorzio europeoha contribuito allo sviluppo del dispositivo, grazie a tecnologie sviluppate dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) in Svizzera e dal centro ATEKNEA Invention and Research Centre Ltd. a Budapest in Ungheria, e all’esperienza software dell’azienda Gemobile GmbH di Dortmund in Germania.
Il progetto si è sviluppato nell’ambito del programma della Commissione Europea “ICT Work programme 2013” del Settimo Programma Quadro.
Per saperne di più sul progetto europeo: http://blindpad.eu/
