Anziani: Voglia di vacanze, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

La sala telefonica della Commissione anziani continua nella sua attività di informazione e di accoglienza.
In questa circostanza a promuovere e saziare la nostra voglia di vacanze e di rigenerazione fisica e mentale sarà con noi Ivan Barile, il gestore dell’Olympic Beach hotel  Centro le Torri di Tirrenia
L’incontro è fissato per venerdì 21 novembre alle ore 18 in punto.

Perchè l’abbiamo invitato? Certo, molti di noi vorrebbero vivere un momento di riposo ma dove, in montagna o al mare?
Quali sono le offerte possibili? E ancora: dove possiamo trovare un ambiente idoneo per la nostra autonomia? Quali sono i costi che dovremo sostenere?
A tutte queste  domande risponderà il nostro ospite disegnando chiaramente gli ambienti in cui saremo ospitati e le possibilità di vivere in pienezza quanto viene proposto per soddisfare le nostre esigenze.
Riteniamo sia una informazione dovuta dal momento che l’impegno sociale dell’Olympic Beach hotel è reale, sperimentato e proteso a realizzare un ambiente il più possibile confacente alle nostre esigenze.
Penso che ci incontreremo in molti e per chi avesse bisogno del pin per entrare in sala può rivolgersi a me, a Nunziante Esposito e a Pino Servidio.
Cogliete questa opportunità perché saperne di più non guasta mai.
Email: cesare barca@alice.it tel.045 83 00 282
Nunziante Esposito: email Nunziante.esposito@alice.it
tel. 349 6723 351
Pino Servidio: email Giuseppe.servidio@alice.it tel. 335 80 82 002

Cesare Barca

 

Anziani: Incontro sala telefonica del 14 novembre 2014, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

Venerdì 14 novembre alle ore 18 si svolgerà l’incontro in sala telefonica della commissione anziani 989050.
Il tema è di particolare importanza e offre l’opportunità di approfondire la nostra conoscenza sulla realtà del popolo ebraico.
L’Illuminismo ebraico e il Sionismo, di Lidia Vusetti

È questo il tema, apparentemente problematico, che la dr.ssa Lidia Vusetti, laureata in lingua e storia ebraica, tratterà nella nostra sala telefonica virtuale 98 90 50 venerdì 14 novembre alle ore 18.
Sappiamo bene quanto abbia influito l’ebraismo a livello nazionale e mondiale. Sappiamo ancora quanti e quali rappresentanti abbiano contribuito sostanzialmente all’economia e alle arti in genere vivendo e operando all’interno del nostro “bel paese”, ma sfugge a molti l’itinerario storico e umano chela popolazione ebraica ha dovuto affrontare e superare per affermare e tutelare i propri  diritti umani e religiosi, non conosciamo   e l’ininterrotto impegno  politico che ha  dovuto espletare questa popolazione in Italia e a livello mondiale.
Lidia Busetti ci aiuterà a spalancare la nostra mente su realtà talora ingiustamente intrise di pregiudizi e fraintendimenti soffermandosi sul significato storico  dell’illuminismo ebraico  e sul sionismo, un movimento politico internazionale  che intende affermare il diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Con garbo e semplicità Lidia Busetti ci condurrà attraverso un percorso di grande interesse culturale e umano con qualche curiosità legata alla situazione degli ebrei  nel veneto orientale e, in particolare nel trevigiano.
Sarà un incontro gradevole che ci permetterà  di  sfatare opinioni superficiali che ci inducono a considerazioni derivanti da  retaggi impropri e ci indicherà il percorso umanamente e storicamente corretto per comprendere la portata artistica, economica e   umana di questo popolo  continuamente proteso verso la propria emancipazione.
Vi aspetto numerosi perché, dopo una breve trattazione esposta con chiarezza potremo porre le nostre domande e il nostro punto di vista.
Si tratta, in conclusione, di vivere insieme un momento di arricchimento culturale e umano che ci indicherà
il percorso che anche noi dobbiamo ancora completare: il passaggio dalla ghettizzazione all’emancipazione.
Come sempre per avere il pin di ingresso nella sala potete telefonare o scrivere al sottoscritto o a Nunziante Esposito o ancora a Pino Servidio.
Vi riporto i recapiti e mi auguro di potervi salutare nell’incontro telefonico.
Cesare Barca

Email: cesarebarca@alice.it
tel. 045-83 00 282
Pino Servidio email: giuseppe.servidio@alice.it tel.335 80 82 002
Nunziante Esposito email: nunziante.esposito@alice.it tel.349 67 23 351

Bolzano: Torneo di Torball del giubileo, di Gabi Bernard

Autore: Gabi Bernard

Grande successo del GSDNV Bolzano, Gabi Bernard

Marco Grazioli da 20 anni allenatore di Torball

Sabato 8 novembre ha avuto luogo a Bolzano la 40esima edizione del Torneo Internazionale di Torball per non vedenti. 6 squadre femminili e 10 squadre maschili
hanno disputato in due tornei distinti le loro competizioni. Nonostante il cambio
generazionale si è riusciti a formare in tutto 5 squadre del GSDNV Bolzano. Dopo
intense competizioni si sono determinati i vincitori: La finale del torneo femminile è
stata vinta dalla squadra Bolzano 1 contro il VSC ASVÖ Wien. Il torneo maschile ha
visto il Bolzano 1 secondo alle spalle del Landshut. (vedasi classifica in allegato)
La manifestazione sportiva è stata anche occasione per ringraziare Marco Grazioli
per 20 anni di attività come allenatore di Torball del GSNV Bolzano. 20 anni fa, da
24enne ha iniziato ad allenare le squadre bolzanine di Torball. Con tanto impegno
personale da allora ha allenato settimanalmente le squadre e le ha accompagnate a
partecipare a numerose competizioni. In queste occasioni Grazioli però non ha funto
solamente da allenatore ma anche da autista, accompagnatore per non vedenti e
ogni tanto anche da arbitro. In questi ultimi anni ha condotto il GSDNV Bolzano a
tante vincite di tornei amichevoli in Italia ed all’estero, a circa 12 titoli di Campione
d’Italia nonché alla partecipazione a diversi tornei di Coppa Europea o Coppa
Mondiale.
Il Torball è uno sport di squadra per persone cieche ed ipovedenti. Ogni team è
composto da tre giocatori. Tutti i giocatori portano occhiali neri non trasparenti. Sui
due lati corti di un campo di gioco rettangolare viene posizionata una porta. Si gioca
con un pallone sonoro (500 g). Il pallone deve essere lanciato in modo da passare
sotto tre corde le quali sono posizionate al centro del campo sull’altezza di 40 cm.
L’obiettivo del gioco è di far entrare il pallone nella porta della squadra avversaria,
schivando i loro difensori. Con il successivo lancio del pallone la difesa assume il
ruolo di attaccante. Durante il gioco in palestra é richiesto assoluto silenzio, data la
concentrazione richiesta ai giocatori per potersi orientare tramite il senso dell’udito.
La possibilità di effettuare un goal con ogni lancio, le azioni acrobatiche di difesa e la
velocità del gioco fanno sí che il Torball è uno sport molto avvincente.

Info:
Innerhofer Annemarie, responsabile Sezione Torball Tel. 347-7565700

Gatscher Franz, Presidente Tel.: 349-6200051

www.torball.it

LA SEGRETARIA
– Gabi Bernard –

Anziani: La carezza del sole settembrino, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

SOGGIORNO ANZIANI DI SETTEMBRE

 

Quando, anni orsono, si pensò di organizzare e sperimentare un nuovo soggiorno per le persone anziane con disabilità visiva confesso che avevamo qualche timore sulla sua riuscita. Si riteneva, allora, che le giornate sarebbero state troppo fredde e difficilmente il sole avrebbe riscaldato a dovere in quel periodo: tutto sommato era il momento che precede l’autunno e nel passato si erano visti  molti autunni incipienti, piovosi e certo non idonei per una vacanza marina collettiva.
Invece, fino ad ora, si è realizzato proprio l’opposto per cui possiamo ritenere, senza merito alcuno, che l’idea era valida ed ha trovato conferma.
Anche quest’anno, infatti, il sole non ci ha mai abbandonato anzi, ci ha accarezzato con tenera dolcezza, l’acqua era accogliente in quanto conservava ancora il calore del sol leone.
Complessivamente i soggiornanti erano oltre ottanta e appartenevano a fasce di età differenti e questo ha permesso si creasse un piacevole e interessante rapporto fra tutti senza dar luogo a formazioni di gruppi separati.
Certo, l’animazione che abbiamo posto in essere in perfetta sintonia con lo staff alberghiero ha dovuto tener conto delle differenti esperienze, anzi ne ha potuto profittare per dar luogo in un contesto informale a frequenti momenti di approccio intergenerazionale.
Ben quindici persone hanno frequentato il corso di informatica tenuto con dedizione da Nunziante Esposito e mentre tutti insieme si vivevano serate organizzate ad hoc cogliendo le differenti istanze, i più giovani realizzavano spontaneamente approcci inclusivi con persone più anziane facendo loro sperimentare  l’utilizzo di strumenti informatici di ultima generazione.
È stato possibile anche in questa occasione organizzare un concerto pianistico a quattro mani, una serata dedicata all’arpa e un applaudito concerto corale. Si è colta l’occasione di manifestazioni culturali di un certo rilievo per darne notizia sul giornale locale offrendo in tal modo una immagine esterna del nostro soggiorno accattivante favorendo, in tal modo, l’approccio del pubblico esterno all’albergo.
Molto gradita la encomiabile accoglienza e particolare attenzione offerta dalla direzione alberghiera e molto partecipati in giochi di Scopone scientifico, di briscola e di show down.
Ed è stato proprio con l’adesione di ben 15 persone di differente età e capacità sportiva che è stato possibile  organizzare un torneo di show down intitolato all’Olympic Beach hotel, un torneo premiato alla fine con la consegna di bottiglie di vino rosso pregiato con la scritta in braille alle coppie vincenti, premi offerti spontaneamente dal gestore dell’albergo.
Una cinquantina i partecipanti ad una uscita in cui si è offerto  la visita guidata alla basilica monumentale di Calci e al museo di storia e scienze naturali gestito dall’università di Pisa. Si è trattato di una occasione culturalmente di notevole spessore conclusasi con una abbondante e golosa merenda in un prato verdeggiante.
Il nostro cento si può ormai definire una “casa vacanze alberghiera” a tutti gli effetti, un centro che diviene sempre più importante e ricercato in quanto può  offrire un clima di spontanea professionalità da parte degli operatori assicurando   una grande  autonomia in  un ambiente verdeggiante e curato con dedizione.
Si deve quindi concludere che l’esperienza del soggiorno settembrino è stata davvero positiva e che l’interessamento attivo dell’Unione trova finalmente una meritata risposta.
Cesare Barca

Il progetto Visal e l’attività socio-culturale  a favore delle persone anziane con disabilità visiva, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

Bratislava-Slovacchia
Una città pulsante che ha ospitato un incontro intenso di impegno civile.

Nei giorni 2-3 ottobre 2014 si è tenuta una conferenza di particolare rilievo che ha fornito precise indicazioni in relazione ad una attività di impegno civile  nei riguardi di una popolazione anziana sempre più numerosa affetta da disabilità visiva, una popolazione complessiva che cerca un nuovo respiro di vita e di inclusione.
Il progetto VISAL (Visually Impaired Seniors Active Learning – Apprendimento Attivo degli Anziani con Disabilità Visiva), nato due  anni orsono, si è posto esattamente questo traguardo  promuovendo e diffondendo il concetto fondamentale di favorire e organizzare l’apprendimento permanente per le persone in età avanzata.
La partecipazione attiva alla conferenza VISAL è stata numerosa:  65 persone provenienti da 24 paesi europei hanno potuto approfondire il contenuto complessivo del progetto e fornire utili suggerimenti per avviare un confronto costruttivo e per diffonderne le linee portanti in tutta Europa e non solo.
Serena e determinata l’accoglienza di apertura offerta da Branislav Mamojka, presidente dell’Unione Slovacca dei Ciechi e degli Ipovedenti e successivamente l’Eurodeputato Miroslav Mikolášik ha sottolineato  l’opportunità che l’apprendimento permanente avvenga attraverso rapporti e scambi intergenerazionali.
Numerosi gli interventi sempre precisi e qualificanti e davvero intenso il lavoro complessivo svolto durante due giorni soltanto, due giorni in cui ognuno ha potuto riflettere, intervenire e soprattutto apprendere o meglio assorbire lo spirito complessivo del progetto VISAL e dell’urgenza di una sua diffusione razionale e organica.

A conclusione dell’incontro abbiamo avvicinato Romain Ferretti, responsabile dei progetti dell’Unione Europea dei Ciechi (EBU), che ha ribadito con chiarezza le linee del progetto e della sua realizzazione.
Cesare Barca:  Cos’è il progetto VISAL?
Romain Ferretti: Il progetto VISAL è un progetto europeo finanziato dalla Commissione Europea, che è durato due anni e si conclude  a fine ottobre, volto a rinforzare le capacità, la fiducia in sé e la  stima di sé delle persone anziane con disabilità visiva per le quali purtroppo non esisteva, fino a oggi,  alcuna formazione neanche informale.
CB: Pensate che il risultato ottenuto fino a questo momento sia sufficiente?
RF: Sì, assolutamente, poiché abbiamo, come previsto, ideato e prodotto una guida destinata a moderatori nazionali che, grazie a essa, possono organizzare un intero corso VISAL  costituito da 7 sessioni, ognuna di due ore e mezza, rivolte a gruppi composti da 8-10 persone  anziane con disabilità visiva. Questi moderatori possono quindi beneficiare di uno strumento operativo che attualmente esiste in inglese, in croato, in slovacco, in tedesco e in olandese e che speriamo venga presto tradotto in italiano, in francese e in spagnolo. Questo è il primo risultato e quello di cui  siamo più fieri.  Inoltre, abbiamo potuto, durante i due anni del progetto, organizzare 126 sessioni di formazione in Austria, Croazia, Slovacchia e Regno Unito che hanno permesso a 169 persone anziane con disabilità visiva di poter rendersi conto di avere il loro posto nella società e di dover “prendere le redini del proprio impegno”. Si tratta di un risultato davvero importante per noi, tanto più che alcune persone con minorazione visiva che hanno partecipato a questi seminari, queste sessioni di formazione, hanno in seguito organizzato i propri eventi, e questo è un altro risultato. Quattro  conferenze nazionali sono state organizzate sempre in Austria, in Croazia, in Slovacchia e in Regno Unito sul tema della disabilità visiva, dell’invecchiamento della popolazione, dell’istruzione permanente, dell’impegno civico e queste conferenze sono state organizzate proprio dalle persone che hanno seguito le sessioni di formazione VISAL. Sono davvero ottimi risultati.
CB: Quali  sono quindi le speranze per il domani?
RF: Fa bene ad utilizzare questa parola  perché  noi  riponiamo molta speranza in questo progetto. Ieri e oggi ci siamo infatti riuniti in occasione della conferenza finale del progetto qui a Bratislava e abbiamo raccolto chiaramente l’espressione di interesse da parte di molte associazioni nazionali di persone con disabilità visiva che desiderano trasferire questo progetto e organizzare a loro volta nei propri Paesi alcune sessioni di formazione VISAL. Tenteremo quindi, nella misura in cui possiamo, di formare e di aiutare queste strutture a formare nuovi moderatori, nuovi coordinatori a livello nazionale affinché sia il punto di partenza di una nuova avventura a livello nazionale per il progetto VISAL.
CB: Siete contenti?
RF: Sì, assolutamente, io sono una persona sempre molto soddisfatta e qui lo sono ancora di più,  perché posso sentire l’atmosfera e l’entusiasmo intorno a questo progetto  da parte di tutti i partecipanti alla conferenza finale.
CB: La ringrazio molto

Cesare Barca

Foggia: torneo di Show-Down, di Carmine Chionchio

Autore: Carmine Chionchio

Nell’ambito delle manifestazioni sportive dell’U.I.C.I,, il 25 U.S. si è svolta a Brindisi nella locale sede un torneo di SHOW-DOWN.
Alla gara, a carattere amichevole, hanno partecipato le Sezioni di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia e Lecce.
La competizione, con un torneo all’italiana, ha premiato la più esperta Sezione di Bari. La compagine foggiana composta da Tiziana Beccia, Antonio Blasotta, Pasquale Iammarino e Donata Vecere, alla loro prima uscita in gare ufficiali ha ben figurato classificandosi al meritatissimo terzo posto con grande soddisfazione degli atleti e del loro allenatore Vito Soldani che con sacrificio ed abnegazione ha saputo creare un gruppo affiatato e, soprattutto, motivato.
La competizione si è svolta in una atmosfera cordiale e corretta che ha lasciato gli organizzatori entusiasti, motivo per organizzare altre manifestazioni che contribuiscono all’aggregazione dei non vedenti .

Carmine Chionchio

Verona: Vivere dal punto di vista di chi non vede, Redazionale

Autore: Redazionale

Workshop per Famiglie con Bambini Diversamente abili
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Verona in collaborazione con Fondazione Cattolica e con il patrocinio del Comune di Marano di Valpolicella, nell’ambito del progetto “Vivere dal punto di vista di chi non vede”, organizza per il prossimo 25 e 26 Ottobre un Workshop di due giornate per famiglie con bambini diversamente abili.
Non sarà solo un importante momento di conoscenza, confronto, condivisione e crescita ma anche l’occasione per affrontare e approfondire le dinamiche tra fratelli.
La maggior parte dei genitori spera che i loro figli si vogliano bene, si sostengano e si prendano cura l’uno dell’altro durante il corso delle loro vite. La presenza di un bambino con disabilità fisica o sensoriale ha un profondo effetto sugli altri bambini della famiglia. Questi bambini si devono adattare a un fratello “speciale” che molto probabilmente prenderà la maggior parte del tempo e delle attenzioni dei propri genitori. Inoltre, da adulti quando i loro genitori diventeranno anziani e bisognosi di aiuto, non potranno contare sull’appoggio di questi fratelli. È però molto importante che i genitori sostengano sia il rapporto tra fratelli, sia l’individualità di ogni figlio. I genitori hanno bisogno di “far sapere ai loro figli che sono tutti speciali.” (Carolina Amelio)
Le due giornate prevedono l’alternarsi d’incontri e dibattiti tra famiglie, laboratori e attività per tutti i ragazzi che parteciperanno.
L’intero workshop sarà diretto dalla psicoterapeuta Carolina Amelio, e realizzato grazie alla collaborazione di numerosi volontari.
Nota biografica della dott.ssa Amelio:
Carolina Amelio si è laureata in Psicologia e specializzata in Psicologia Clinica. L’obiettivo principale del suo lavoro è facilitare l’introspezione personale, le relazioni tra fratelli e le dinamiche familiari in presenza di un bambino portatore di handicap.
Incontri e attività si terranno presso il Circolo “Noi” c/o via Chiesa a Valgatara di Marano di Valpolicella (VR).
Per iscrizioni e ulteriori informazioni scrivere a: uicvr@uiciechi.it oppure telefonare a:
Rosangela 0039 349 66 97 591
Silva 0039 339 38 25 852
Roberta (Presidente Unione Ciechi) 0039 347 94 20 728
COSTI
Contributo fisso a famiglia: Euro 15
Pranzo e cena: Euro 10 ad adulto per pasto, euro 5 a bambino
Per pernottamenti in Hotel contattare Rosangela 0039 349 66 97 591

Una bella esperienza: la consiglio (Notizia tratta da “La Nazione Pistoia-Montecatini”)

Autore: (Notizia tratta da "La Nazione Pistoia-Montecatini")

Così Nicholas Panarelli, classe 1992, racconta l’anno di servizio civile trascorso presso la sezione locale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Il suo contratto terminerà tra qualche settimana: le mansioni svolte in questo periodo comprendevano l’archiviazione di documenti e il supporto alle attività di segreteria, ma anche l’accompagnamento a eventi e convegni del presidente e del vicepresidente dell’associazione.
«Avevo scelto questo progetto spiega il volontario perché mi sembrava un’esperienza formativa valida, utile a cambiare il mio modo di vedere le cose.
Anche se mio nonno è non vedente, non sapevo nulla di questa realtà dal punto di vista strettamente professionale: sono rimasto stupito in positivo, prima non avrei mai immaginato né la cultura, né la voglia di fare e di lavorare che c’è dietro a queste persone».
PANARELLI ha scelto di fare domanda per il servizio civile dopo l’esame di maturità, conseguita presso l’istituto tecnico commerciale Pacini.
Ora tornerà ad affrontare il mercato del lavoro con una marcia in più: «E’ una bella esperienza da raccontare agli altri afferma e anche da inserire nel curriculum, perciò spero possa servire per trovare un nuovo impiego: penso che il fatto di saper stare con le persone e di aver prestato un servizio simile possa essere apprezzato anche dai miei futuri datori di lavoro».
(Notizia tratta da “La Nazione Pistoia-Montecatini” del 16/10/2014)

Un modello che “porta la formazione“ là dove c’è il bisogno: tiflowebhelp, di Luciano Paschetta

Autore: Luciano Paschetta

Era marzo quando ho letto in lista uno scambio di idee, tra Antonio e Silvana, nel quale questi nostri due amici esperti tiflologi, si chiedevano se non fosse giunto il tempo di valutare la possibilità di utilizzare le potenzialità della comunicazione a distanza, per far arrivare, là dove c’era il bisogno, le informazioni necessarie per una corretta impostazione del lavoro didattico nell’educazione /istruzione di un ragazzo con disabilità visiva. “Intrigato” dalla cosa, ho contattato Silvana e Antonio e li ho invitati ad un confronto in audio conferenza ed in quella occasione abbiamo convenuto che la formazione a distanza, possibile tramite telefono, audio conferenza o skype poteva essere un importante strumento per fornire supporto psicopedagogico e didattico specifico ai docenti di quelle scuole che, lontane dai grossi centri , denunciavano notevoli difficoltà nella formazione dei loro docenti per una corretta impostazione del lavoro didattico per l’inclusione scolastica dei loro alunni con disabilità visiva.
Dalla rielaborazione in termini progettuali delle proposte emerse in quell’incontro, tenendo conto delle modeste attrezzature telematiche delle scuole, è nato “TIFLOWEBHELP”: un modello per la consulenza tiflopedagogica e tiflodidattica a distanza in “tempo reale”: al dirigente scolastico ed al singolo docente via telefono, ai consigli di classe e ai dipartimenti disciplinari o altri gruppi di docenti utilizzando una “sala virtuale” accessibile con il telefono, fino ad arrivare ad intervento audio/video a distanza per una consulenza “in” diretta durante una lezione presenti l’allievo, il docente per il sostegno e/o l’insegnante titolare della classe, utilizzando skype.
Presentato al MIUR, per una sua sperimentazione su 30 scuole di tutti gli ordini di tre regioni diverse ubicate in zone lontane dai capoluoghi di provincia, è stato finanziato e sarà avviato i primi di dicembre: ai dirigenti scolastici , ai docenti ed al personale ATA delle 30 scuole scelte tra i paesi di montagna del cuneese, dei monti della Barbagia e della Basilicata che hanno tra i loro alunni ragazzi con disabilità visiva, verranno offerti , tra dicembre e giugno, un corso in FADi sulle principali tematiche tiflopedagogiche e tiflodidattiche e, per ogni loro alunno con disabilità visiva, 15 ore di consulenza di esperti tiflologi.
In questo modo l’I.Ri.Fo.R., istituto di ricerca e formazione riconosciuto dal MIUR, quale ente di riferimento per la formazione del personale della scuola sulle tematiche relative all’inclusione dei disabili visivi, vuole sperimentare questo modello, finalizzato, non certo a sostituire le abituali iniziative di formazione e consulenza, bensì a dare un contributo per facilitare la preparazione di quei docenti che per problemi logistici hanno difficoltà a raggiungere i “luoghi” della formazione e, a loro volta, sono raggiungibili con difficoltà da consulenti esperti. Così, riprendendo il detto “se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”, se il docente non può “andare alla formazione”, ”..con TIFLOWEBHELP la formazione va dal docente.
Ulteriore vantaggio di questo modello è dato dal fatto che la formazione e la consulenza possono essere fruite nel momento in cui se ne presenta la necessità ed, inoltre, l’I.Ri.Fo.R. avendo avuto la disponibilità a collaborare al progetto dei migliori tiflologi, presenti sull’intero territorio nazionale, garantisce interventi di qualità.
Il previsto monitoraggio in itinere e la valutazione finale verificheranno poi, sia l’efficacia che l’efficienza del modello nel suo insieme, e consentiranno all’istituto di via del Tritone “di tarare” la quantità e la congruità dei tempi degli interventi.

Luciano Paschetta

Anziani: Gli anziani con disabilità visiva e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

Premessa
L’aspettativa di vita italiana è particolarmente alta. L’Italia è un popolo longevo ed è il terzo paese dopo la Svizzera e Singapore con 82/83 anni di aspettativa di vita per gli uomini e 85 per le donne.
Sulla Terra complessivamente si vive oggi circa 6 anni in più rispetto al 1990.
I nonni italiani sono circa 11 milioni: 7 milioni hanno più di 65 anni e il 50% degli anziani è composto da persone attive che trasferiscono alle loro famiglie circa 82 milioni di euro coprendo in tal modo quasi il 20% del fabbisogno familiare. Questa situazione di notevole longevità, certamente utile da un punto di vista complessivo conduce, purtroppo, all’aumento generalizzato delle persone anziane affette da disabilità e, in particolare da disabilità visiva.

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Da molto tempo l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sta operando con efficacia a favore dei disabili visivi anziani, considerando con vivo interesse la differenza sostanziale esistente fra gli anziani divenuti ciechi o ipovedenti in età avanzata e coloro che hanno acquisito la disabilità in tenera età.
Già nel 1970 l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti costituì un piano d’azione verso la formazione di Commissioni Nazionali, l’attivazione del volontariato attraverso l’Unione Nazionale del Volontariato pro ciechi (UNIVOC), la “Carta dei Servizi” in cui venne indicata l’attività utile e necessaria per valorizzare l’esperienza della persona anziana sia all’interno delle situazioni della vita comunitaria,che nella quotidianità. Nel 1991 venne formulata la prima scheda operativa sulle problematiche degli anziani approvata dalla Commissione Nazionale Anziani in un apposito Seminario. Tale scheda intendeva offrire ed offre tuttora l’apertura di nuovi orizzonti per il futuro degli anziani con contributi di carattere funzionale. La problematica dei ciechi anziani si arricchisce ogni giorno di nuove riflessioni e nuove osservazioni in un’ottica di costante autocritica perché, comunque sia, rimane sempre un problema emergente e deve essere affrontato con leale spirito di servizio rispettando prioritariamente la dignità della persona.
Il documento è di grande interesse in quanto offre un preciso orientamento per la formazione degli operatori sociali in genere e di quelli che, in particolare, si dedicano alle problematiche degli anziani all’interno della nostra associazione. Tale scheda, infatti, precisa le modalità necessarie per lo svolgimento del compito di assistenza e di tutela nelle differenti realtà socio sanitarie riferite alle persone anziane con disabilità visiva.
Va inoltre menzionata l’attività svolta dal servizio civile volontario per promuovere un’azione quotidiana di supporto agli anziani che vivono in solitudine favorendone l’integrazione e l’emancipazione all’interno della comunità.
Di notevole utilità ancora è stato ed è tuttora il “Libro Parlato”, il “Centro di Ricerca Scientifica ed Informatica” e l’Irifor, nonché la promozione di seminari provinciali , regionali e nazionali sulle tematiche prioritarie delle persone anziane con disabilità visiva. Il primo seminario ebbe luogo nel 2001 ed altri ne seguirono a livello regionale e provinciale focalizzando le priorità derivanti dalla disabilità visiva, nonché facendo emergere tematiche connesse con la situazione di vita della popolazione anziana assistita dalla nostra Associazione, quali: la sessualità, l’autonomia, le modalità legislative e pratiche per l’acquisizione di un inserimento personale sempre più avanzato e qualificante.
Il nostro intento è stato ed è tuttora rivolto a favorire agli anziani ciechi e ipovedenti una longevità attiva e soprattutto inserita all’interno dell’attuale contesto sociale. Per questo il nostro impegno è rivolto alla promozione di soggiorni intergenerazionali nel nostro Centro Studi e Vacanze “Giuseppe Fucà” da molti anni attivo a Tirrenia, in Toscana, sul mar ligure. Tali soggiorni consentono il reciproco confronto tra generazioni diverse che pertanto condividono in modo differente le medesime difficoltà. Un particolare impegno viene svolto ancora per l’insegnamento informatico e l’utilizzo delle nuove tecnologie, attraverso l’apprendimento di base per l’uso del computer, per il disbrigo della posta elettronica, la composizione di testi e la conseguente possibilità di partecipazione a liste di discussione, all’uso di Skype, ecc.
Inoltre di notevole utilità si sta rivelando l’utilizzo di sale virtuali telefoniche che consentono e favoriscono la discussione su numerose tematiche e combattono efficacemente l’isolamento e la solitudine, le piaghe peggiori per la persona anziana con disabilità visiva.
Va menzionato infine l’impegno che stiamo ponendo nel diffondere la conoscenza reale della situazione concreta del disabile visivo in genere e dell’anziano in particolare all’interno delle strutture ospedaliere e nell’ambito della vita urbana per facilitare l’utilizzo dei servizi statali e comunali già in essere.
Siamo certamente ancora lontani dalla realizzazione di una autosufficienza generalizzata e soddisfacente per tutti i nostri anziani ciechi e ipovedenti che rappresentano, in questo momento, il 70% degli iscritti alla nostra associazione. La strada che abbiamo intrapreso è ancora irta di particolari difficoltà anche se la normativa statale che siamo riusciti a promuovere, qualora fosse integralmente applicata, sarebbe più che adeguata. Sappiamo bensì che la battaglia per l’affrancamento socio culturale che richiede la disabilità visiva ci costringe a seguire un percorso in salita, un percorso che non ci stancheremo di continuare conformemente a quanto già previsto e ampliamente discusso in seno all’European Blind Union ed ora chiarito e sostenuto dalla recente conferenza Visal di Bratislava.
La realizzazione di incontri intergenerazionali vuole seguire tra l’altro le indicazioni della promozione internazionale che intende favorire il confronto tra giovani e anziani e già nel passato ha partecipato attivamente ad un seminario dal titolo “Vedere il futuro” sottolineando l’utilità di una costruttiva partecipazione alle attività politiche sociali. In tal senso abbiamo svolto numerosi incontri in trasmissioni web-radio ponendo attenzione allo sviluppo e al confronto delle attività intergenerazionali: incontri online su servizi per gli anziani o “gli anziani e le loro esigenze” in trasmissioni “Parla con l’Unione”.
Perciò la scheda operativa sulle problematiche degli anziani già citata intende aprire orizzonti per il futuro utilizzando contributi e confronti intergenerazionali organici e costruttivi.
Un’altra attività integrativa è rappresentata dai tornei intergenerazionali di showdown che si stanno sviluppando sempre più allo scopo di favorire ed incentivare la pratica sportiva dei non vedenti e degli ipovedenti, e per migliorarne il benessere psico-fisico, continuando la lotta per l’abbattimento delle barriere culturali, creando nuove occasioni di aggregazione e socializzazione.
L’attività complessiva che viene svolta dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in Italia trova spesso eco nel nostro Giornale online e sugli organi di stampa, sviluppando in tal modo il concetto irrinunciabile di una proficua inclusione sociale.
Il cammino è ancora lungo, ma non ci stancheremo mai di promuovere il nostro affrancamento sociale e diffondere una conoscenza reale dei nostri limiti, ma anche delle nostre possibilità. Tutto questo lavoro continua pertanto in Italia con l’impegno della Commissiona Nazionale Anziani e delle numerose commissioni provinciali e regionali dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedentiper consentirci di essere a pieno titolo “comunità in cammino”.

Crediamo nel progresso culturale complessivo e confidiamo in un futuro migliore.

Cesare barca

Commissione nazionale Anziani responsabile per il triveneto.
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