Varese scrive una pagina di storia dell’AIBXC, di Adriano Chiesa, Ruggero Brandellero, Gaetano Marchetto

Autore: di Adriano Chiesa, Ruggero Brandellero, Gaetano Marchetto

Da oltre 25 anni, l’ASD Ciechi Sportivi Varesini, nata da una felice intuizione dell’UICI Varese, con Bruna Malnati, nel lontano 1987 sulle nevi di Cunardo, è impegnata nell’avvicinare i non vedenti e ipovedenti della Provincia di Varese alla pratica sportiva amatoriale e agonistica; grazie alla loro tenacia e passione alcuni nostri atleti e guide hanno ottenuto risultati notevoli in ambito nazionale e internazionale, in discipline impegnative quali ciclismo, canottaggio, sci nordico, equitazione, atletica e nuoto.
Contemporaneamente, molti altri hanno abbracciato lo sport in modo amatoriale per il puro gusto del benessere e della compagnia di tanti amici che li accompagnano e li sostengono nelle più disparate discipline.
Nuoto, canottaggio, corsa podistica, sci nordico e alpino, equitazione, pattinaggio su ghiaccio, lo yoga, ballo, bowling ed il tiro con l’arco, sono alcune delle discipline sportive che ogni anno ci vedono schierati, spesso alternate con altre più spensierate e conviviali attività come le visite guidate nei borghi antichi o le passeggiate intorno ai nostri laghi e sui nostri monti.
Ecco quindi che il 24 maggio 2009 a Malnate si disputava la prima partita dimostrativa del baseball per ciechi fra Lampi e Tuoni grazie al gemellaggio fra le milanesi di Lorenzo Vinassa, i Vikings di Adele Patrini e l’UICI Varese di Angela Mazzetti.
Dal 2009 Donai Guglielmo, guida affezionata dello sci alpino per oltre 20 anni e scomparso lo scorso anno, cominciava così ad accompagnare Marchetto, Stigliano e Virgili ai diamanti di Milano e Bologna dando il via a questa lunga struggente avventura del baseball.
Affiliati con la squadra della Cvinta Ravenna, i quattro pionieri cominciavano a fare esperienza. Al loro si sono poi aggiunti Chiesa Adriano come assistente e Marco Case, Lucia Zoroberto come giocatori. Affezionati a Varese e orgogliosi della società ciechi sportivi varesini, a questi pionieri cominciava ad andare stretta questa partecipazione in terre lontane, cominciando così a smuovere le acque per poter fondare una squadra locale. In terra varesina il baseball non è propriamente uno sport molto diffuso, ma finalmente in Malnate trova l’appoggio presso i Malnate Vikings del quale ci riteniamo far parte. Appoggiato caldamente da questa società, trovava un forte appoggio su cui posare le fondamenta per la squadra a Varese. Con la società dei Vikings, Adele Patrini presidente onorario, Fabio Gottardi team manager, Roberto Rizza, che sarà il primo coach e diverse guide, il 17 ottobre del 2011 finalmente si organizza la riunione che darà alla luce la nuova squadra. Giocando sul cognome di Adele, in memoria della madre Lietta che ha in pratica portato il baseball in provincia, la squadra viene denominata “ i Patrini” raffigurati cn una talpa con la coppola in testa. Comincia così l’avventura col primo campionato nel 2012, con 7 giocatori e 6 assistenti. Cominciamo con un pareggio, ma poi il resto della stagione registriamo solo pesanti sconfitte, pagando lo scotto di essere una matricola. Tuttavia non ci si scoraggia e si continua, promuovendo la società e questo fantastico sport, con l’intento di renderlo appetibile ad altri ipo/non vedenti.
Questo sport Il BXC – Baseball giocato da Ciechi www.aibxc.it – è il risultato di un’idea di Alfredo Meli sviluppata con un gruppo di ex giocatori di baseball (anni 60 e 70) della squadra di serie A di Bologna: la Fortitudo – Montenegro.
Dopo circa due anni di sperimentazioni su spazi, tempi, modalità ed attrezzatura, il 16 ottobre 1994 sul Diamante Rino Veronesi di Casalecchio di Reno (BO) è stata giocata la Partita Originale di sette riprese conclusasi con il risultato: Red Sox 15 – White Sox 11.
Con loro collaboriamo inoltre attivamente con la federazione allo scopo di promuoverlo all’estero, sia per la straordinaria peculiarità di questo sport di sviluppare attitudini utili poi nella vita di tutti i giorni, come autonomia, coordinazione, attenzione all’ascolto, percezione dello spazio, e sia per lo scopo di organizzare campionati in almeno 3 continenti, prerequisito fondamentale per essere accettati alle paralimpiadi.
Per ora ci sono squadre in Germania, Francia, Cuba, e prossimamente in Pakistan e USA.
Si tratta di uno sport di squadra a tutti gli effetti con reale necessità di sincronismo tra i vari atleti, cosa più difficile per i non vedenti, e sport dove l’atleticità è fondamentale. Nel acquisire i fondamentali per giocare, si sviluppano abilità che sono poi utili per la vita di tutti i giorni per i disabili visivi: autonomia, in campo ci si muove soli, coordinazione per effettuare corsa, lancio e battuta; occupazione dello spazio; in difesa si deve sempre sapere dove si è e dove sono i propri compagni e dove potersi muovere. Uno sport che diventa una palestra per la vita.
Già arrivare autonomamente al campo di allenamento è un riscontro oggettivo dei benefici acquisiti.
Di anno in anno arrivano nuovi giocatori non vedenti e giocatori vedenti nonché nuovi assistenti arrivando al 2016, con una rosa quasi il triplo del 2012, con 14 giocatori e 12 assistenti. Fra i nuovi arrivati abbiamo la fortuna di trovare chi ci farà fare il salto di qualità, tanto che uno di questi si rivelerà il MVP della finale scudetto.
Siamo partiti nel 2016 con l’obiettivo di migliorare i risultati della scorsa stagione, magari arrivando in semifinale, e ad alzare il livello di concetto squadra e diventare una vera squadra. Iniziata la stagione, eravamo al 50% di risultato, due vittorie e due sconfitte, ma la squadra prendeva forma. Per amalgamare i giocatori, per metterli nella condizione di dare il meglio, stavamo modificando in corso d’opera lo schema difensivo e il line up di battute, sino a quando abbiamo raggiunto l’assetto perfetto e da quel momento abbiamo ottenuto solo successi, conquistando la semifinale all’ultima partita battendo al Roma all blinds. In semifinale abbiamo domato i Bologna white sox in gara uno, ma gara due è stata dura. In vantaggio 7 – 0, siamo arrivato a difendere il risultato di 9 – 8 all’ultima pallina, ma era la storica finale contro i campioni in carica e macchina schiaccia sassi nel campionato in corso. Mantenendo fede alla nostra filosofia di curare i dettagli, abbiamo studiato la tattica per tentare di battere Golia sfruttando il fattore sorpresa: per tutto l’anno siamo stati forti in difesa, tanto quanto loro, e quindi ci siamo concentrati solo sull’attacco. Il mercoledì prima della finale abbiamo preso ferie e siamo stati al campo tutto il giorno a migliorare la battuta di tutti. Un viaggio in pullman per borgo panigale al campo leoni tifosi compresi in 35, Arrivati alla finale, vinto il sorteggio per la scelta su chi fosse squadra di casa e iniziare in difesa, abbiamo vinto il sorteggio e, fra lo stupore generale, abbiamo sfrontatamente scelto di iniziare all’attacco, con la speranza di metterli sotto pressione da subito, minando così la loro principale arma cioè della difesa che li ha resi i più forti:
“per la squadra: non mollare mai!”
Cronaca tecnica della federazione
La Fiorentina BXC da tutti data per favorita per il livello di gioco espresso durante tutto il campionato, evidentemente sconcertata dalla partenza a razzo di capitan Virgili e compagni,  non riusciva mai ad entrare in partita e pur segnando qualche punto qua e la non esprimeva la sua solita continuità di rendimento che l’aveva portata tante volte a rimontare situazione difficili ed improbabili.
Quindi ai Patrini l’onore della vittoria, ottenuta giocando con  grande continuità in attacco (21 le battute valide per loro) e schierando una difesa “saracinesca” con un Casale ( modello “Comuniello”) che con 16 assistenze al suo attivo è sembrato calamitare tutte le battute dei Toscani verso il suo guanto. Certamente Case ( 5 valide su 9 turni 2 HR e 6 pbc) è stato il protagonista per i suoi colori in attacco, assieme a Burgio ( 5 su 9 e 4 pbc) e Marchetto (4 su 9 ed 1 pbc). L’innesto di Casale e Burgio ha fatto fare  alla squadra lombarda un grande salto di qualità tale da proiettarla in un solo anno in alto fino allo scudetto.
Per i Fiorentini su tutti capitan Musarella che ( 4 su 7 ,1 HR e 2 pbc) ha fatto di tutto assieme a Lazzarini (4 su 8 ed 1 pbc) per dare la carica ai compagni ma inutilmente.

Grazie quindi a una squadra convincente e così eterogenea fra abilità e ruoli ma unita da un unico obiettivo: divertirsi!… e poi provare a vincere fino all’ultima palla, se possibile!

Adriano Chiesa, Ruggero Brandellero, Gaetano Marchetto