U.I.C.I. Vibo Valentia – CIECHI E IPOVEDENTI CHE POSSONO SALVARE LA VITA

Presso l’U.I.C.I. di Vibo un corso di primo soccorso per non vedenti

Nel pomeriggio di Sabato 26 Settembre, presso i locali sezionali, si è svolto – con successo –  un interessantissimo corso BLSD – PBLSD, che ha visto un gruppo di soci non vedenti ed ipovedenti impegnati in un percorso formativo incentrato sulle manovre di rianimazione cardio – polmonare con l’impiego del defibrillatore, manovre da poter eventualmente eseguire anche su piccoli in età pediatrica. L’importante iniziativa, denominata “Mani che vedono”, si è realizzata grazie ad una specifica convenzione della Presidenza Nazionale U.I.C.I. con l’agenzia formativa Salvamento Academy e l’Italian Academy of Rescue and Resuscitation (IARR), società medico scientifica accreditata presso il Ministero della Salute. Principale scopo del progetto è stato quello di migliorare le conoscenze scientifiche ed il know-how nell’insegnamento e l’addestramento dei soccorritori non vedenti ed ipovedenti, contribuendo a diffondere la cultura del primo soccorso in tutta la comunità, senza alcuna distinzione. Gli istruttori dell’Associazione calabrese “Kora”, capitanati dal loro presidente Faustino Graziano e supportati dal Dott. Capilupi, hanno – nei giorni precedenti all’evento – inviato a ciascun partecipante un audiolibro per favorire l’acquisizione delle conoscenze preliminari, mentre precisi standard e procedure di addestramento mirate hanno consentito l’acquisizione delle manovre salvavita da parte di ciechi totali ed ipovedenti. Davvero coinvolgente anche la parte teorica del corso, che ha stimolato domande e consentito utilissimi approfondimenti. Così, il presidente U.I.C.I. Bartucca e tutti gli altri corsisti, possono ora contare sulle proprie abilità di soccorritori in un malaugurato caso di bisogno, mentre i volontari del servizio civile e quanti presenti all’iniziativa hanno potuto comprendere fattivamente come anche chi non vede, o vede molto poco, possa fornire un “contributo vitale” alla collettività, perché “vedere è importantissimo, ma vedere oltre può salvare la vita”