Catania: il bowling a Catania è per tutti

Autore: Alfio Pricoco

Il 16 giugno 2012 organizzato dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catania, dalla commissione sport e tempo libero e dai Lions Acitrezza Verga, a Catania si è disputato il settimo torneo per non vedenti città di Catania.

Alla manifestazione ludico sportiva hanno preso parte ben 24 coppie di giocatori costituite da un non vedente ed una guida.

Particolarità del Torneo è che durante lo svolgimento delle partite, tutti indistintamente indossano una bendina nera, così da essere tutti al medesimo livello, garantendo la massima correttezza, e per favorire l'orientamento dei giocatori, nella zona di lancio viene messo a terra del filo di nailon con del nastro adesivo, consentendo quindi al giocatore bendato di sapere dove si trovi, e tirare con la massima sicurezza.

E' stato un sano pomeriggio molto agonistico in cui anche i vedenti hanno compreso forse un pizzico meglio cosa significa non vedere e quali siano le grosse difficoltà da affrontare, ma allo stesso tempo è stato bellissimo constatare una volta di più come anche lo sport sia un veicolo splendido d'integrazione sociale, dove tutti indipendentemente dall'handicap agiscono verso un unico fine, che in questo caso è stato il divertimento, l'agonismo e ovviamente per una sola coppia la vittoria finale.

Al termine è seguita la premiazione per tutti, vincitori e non, con i partecipanti entusiasti di aver preso parte ad una competizione agonistica coinvolgente e con l'auspicio di poter rifare il prossimo anno un nuovo torneo ancora più bello ed interessante.

Napoli: abili alla vita – Il tempo libero non ha più barriere

Autore: Mario Mirabile

Il Comune di Casola di Napoli, con il patrocinio dell'Ambito N. 14, del C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico), della Provincia di Napoli e del Comitato Regionale Campania – Lega Nazionale Dilettanti – F.I.G.C. (Federazione Italiana Giuoco Calcio), organizza, con l'ausilio di associazioni sportive e di volontariato, la manifestazione "ABILI ALLA VITA – Il tempo libero non ha più barriere".
L'evento, si è svolto dalle 9.00 alle 13.00 del 24 giugno p.v.  presso lo Stadio Comunale di Casola di Napoli, è finalizzato a promuovere l'integrazione sociale delle persone con disabilità, utilizzando lo strumento Sport, da sempre mezzo di aggregazione e condivisione di emozioni; nonchéa diffondere coscienza, nelle persone cosiddette abili, degli sport praticati dai disabili. In particolare, durante la mattinata, si sono svolte partite di torball e di show down, discipline praticate da non vedenti ed ipovedenti, e di partite di calcio giocate da persone audiolese. Alla manifestazione hanno aderito l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli e l'Associazione Sportiva real vesuviana.
 

Napoli: 1982 2012, Trenta anni di battaglie e successi a favore dei ciechi di San Giuseppe Vesuviano e del suo comprensorio

Autore: Giuseppe Ambrosino e Vittorio Ciniglio

Si può riassumere così ciò che è emerso, il 9 giugno, dalla celebrazione del trentesimo anniversario dalla fondazione della Rappresentanza dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di San Giuseppe Vesuviano e della zona vesuviana, che si è svolta nei locali della sede sita in Via Scudieri a San Giuseppe Vesuviano (NA), lo ribbadiamo, battaglie e successi per il riconoscimento e l'affermazione dei diritti, per una vera emancipazione dei ciechi di quel territorio.
 La Rappresentanza fu istituita nel 1982 ed innaugurata il 25 marzo di quell'anno, dopo una felice intuizione dell'allora Presidente Provinciale di Napoli, il compianto Francesco Coppola e del Consiglio Provinciale UICI di Napoli, che vollero affidare a Vittorio Ciniglio, attuale Vice Presidente Regionale UICI della Campania, la sua conduzione.
 Da allora centinaia e centinaia di pratiche sono state istruite per far riconoscere pensioni di cecità e l'ottenimento di ausili tifloinformatici ad uso dei ciechi per migliorare la loro autonomia, numerosi sono stati i successi a favore dei non vedenti della zona, nel campo dell'istruzione, nell'inserimento lavorativo e previdenziale, nella prevenzione della cecità, molteplici sono state le manifestazioni pubbliche, per far conoscere i non vedenti alla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica, con i loro disagi e le loro potenzialità, molto è stato fatto per il tempo libero, permettendo a tanti di poter trascorrere momenti di vero e proprio svago, tutto quanto abilmente narrato in una relazione di Ciniglio, letta all'inizio della cerimonia, che in modo analitico e certosino, ha elencato dati, fatti e circostanze.
 Gli interventi celebrativi, moderati dal componente dell'Ufficio di Presidenza Provinciale UICI di Napoli e Presidente della FAND Napoletana, Giuseppe Ambrosino, sono stati tenuti dal Presidente Regionale UICI della Campania, Pietro Piscitelli e dal Presidente Provinciale UICi di Napoli, Giovanni D'Alessandro, che comunque non hanno potuto far a meno di sottolineare il difficile momento, vissuto dai ciechie e dai disabili tutti,  legato alla ormai famigerata crisi economica, interventi che contrastavano di fatto ed in modo non voluto, fortemente con quanto dichiarato da Ciniglio, quando in precedenza, teneva la sua relazione, sui risultati ottenuti nel corso degli anni.
 In seguito sono intervenuti alcune delle autorità presenti, tra i quali spiccano gli interventi del'On. Paolo Russo, che ha confermato la sua antica vicinanza ai non vedenti; l'ex Sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Antonio Ambrosio, che spesso nella sua passata qualità di amministratore, ha accolto le istanze rivoltegli dalla Rappresentanza UICI; Anna Maria Zenga, Commissario Prefettizio del Comune di San Giuseppe Vesuviano, che ha lodato le attività svolte dal sodalizio; Vincenzo Carbone, Sindaco di Palma Campania, che conferma l'impegno della sua Amministrazione Comunale a favore dei non vedenti; infine grosso momento di commozione si è avuto quando sono stati ricordati i compianti Presidenti Provinciali UICI di Napoli, Francesco Coppola e Stefano Sportelli.
 La conclusione degli interventi, è stata affidata a Vittorio Ciniglio, che prima di concludere, ha voluto ringraziare pubblicamente, quanti negli anni lo hanno collaborato, permettendogli di raggiungere tutti quei risultati e poi ha premiato due alunne, Francesca Boccia e Diana Ciobanu, della V Classe Elementare del III Circolo Didattico "Enzo Bonagura" di San Giuseppe Vesuviano, che si sono classificate prime dopo lo svolgimento di un tema, dove si doveva parlare dei non vedenti, tutto ciò è avvenuto dopo una visita di tutta la classe, presso la Rappresentanza UICI, nello scorso mese di febbraio, in occasione della celebrazione della "Giornata Nazionale del Braille", inoltre è stato concesso un riconoscimento anche al Dirigente Scolastico della stessa Scuola Enrico Gargiulo e alle maestre della classe, Gabriella Bifulco, Nunzia Giamundo e Lucia Giugliano.
 Infine pubblici riconoscimenti vi sono stati anche per Vittorio Ciniglio con due targhe d'argento, per l'opera svolta in questi anni,  consegnategli da Giovanni D'Alessandro a nome del Consiglio Provinciale UICI di Napoli e da Giuseppe Ambrosino, per conto di soci ed amici della zona vesuviana.
 La serata si è conclusa con un momento di svago, infatti è stata offerta una pizza a tutti i Soci che si sono trattenuti, accompagnata da tanta buona musica e da momenti di grossa gioia collettiva, anche se su tutti aleggiavano i segni della forte difficoltà attraversata al momento, suffragata da una grossa incertezza, per la ben nota crisi economica, ma allo stesso modo come sempre, un pizzico di ottimismo pervadeva i presenti, con la ferma speranza che tutto ciò possa rimanere un ricordo da cancellare in fretta.

 

XXX° ANNIVERSARIO DELLA RAPPRESENTANZA DELL'U.I.C.
DELLA ZONA VESUVIANA
25 MARZO 1982 – 09 GIUGNO 2012
Sono trascorsi 30 anni, un periodo durante il quale, il mio sodalizio  con la rappresentanza di San Giuseppe Vesuviano si è cementato e ha portato i suoi frutti, per me e per una ben nutrita schiera di miei collaboratori, che a suo tempo sposarono la nostra causa. Un matrimonio, dunque, di solidarietà e di profonda lotta per veder riconosciuti i diritti che la vita, purtroppo, con troppa facilità ci ha sottratto ma dei quali noi ostinatamente vogliamo riappropriarci adesso, con la stessa grinta che ha caratterizzato l' inizio.
* * * * *
             Uno degli ostacoli maggiori per i non-vedenti è l' autonomia, ovvero la difficoltà per loro di raggiungere anche i capoluoghi di provincia ,per cui, grazie all'intuizione del compianto Presidente  Prof. Francesco Coppola,  nonché alla mia personale disponibilità, il 25 marzo 1982, per essere più vicini ai bisogni dei soci della zona vesuviana, fu istituita in San Giuseppe Vesuviano la "RAPPRESENTANZA dell' Unione Italiana Dei Ciechi della zona Vesuviana".
            Da quel momento in poi, per moltissimi non-vedenti si aprirono le insperate porte dell' assistenza e della solidarietà, in quanto l' Unione fu più vicina alle loro esigenze, infatti da subito la Rappresentanza si interessò di Istruzione, Autonomia, Lavoro, Assistenza,  Prevenzione della cecità, Sport, Tempo libero, assicurando, tra l' altro una presenza costante, con l' apertura degli uffici di almeno tre volte a settimana

Mi piace ricordare cosa è stato fatto in questi trent' anni :

*      Sono stati avviati circa 100 bambini in età scolare, presso gli istituti per ciechi di Napoli, Paolo Colosimo, per gli studi tecnico-professionali, e Domenico Martuscelli, per gli studi classici e musicali, mentre molti altri, con l' avvento della nuova legge per l' inserimento dei disabili nelle scuole di tutti, sono stati agevolati nella  frequenza ,fornendo loro validi insegnanti di sostegno, qualificata assistenza domiciliare postscolastica ,testi scolastici in scrittura Braille, in scrittura ingrandita per gli ipovedenti e registrati su cassettee cd-room ,nonché  le apparecchiature tiflotecniche necessarie. Un ulteriore grosso impegno è stato profuso per quanti, perdendo la vista in età avanzata: per incidenti o  malattie varie, si sono ritrovati a ricominciare una nuova vita, infatti è stata  insegnata loro, la scrittura Braille, cosa che gli ha permesso di frequentare, poichè ancora recuperabili al mondo del lavoro,corsi di riqualificazione professionale per centralinisti telefonici , e successivamente corsi per operatori  di banca dati, per operatori addetti alle pubbliche relazioni, per operatori di telemarketing, promossi dalla Regione Campania e gestiti dall'Unione Italiana dei Ciechi..
*  La rappresentanza ha collaborato sempre attivamente a tutte le iniziative dell'Unione Italiana dei Ciechi, partecipando in prima linea con i propri soci a tutte le manifestazioni: provinciali, regionali e nazionali indette dalla nostra sede centrale, a sostegno dei diritti dei non-vedenti, che i vari governi ,succedutisi , mettevano in discussione.

* Tutti i soci della zona, sono stati sempre messi in condizione di fruire dei vari servizi ,offerti dall'U.I.C. come, il LIBRO PARLATO, che mette a disposizione decine di miglia di opere letterarie e romanzi registrati su cassette e cd-rom, ottenibili, tra l'altro, GRATUITAMENTE anche da tutti i cittadini con difficoltà di lettura.

*  Un altro tema mai trascurato dalla rappresentanza per i non vedenti, è stato quello dell' autonomia individuale, fonte per noi di maggiore libertà , infatti molti soci della rappresentanza hanno frequentato corsi di orientamento  e mobilità con il bastone bianco e il cane guida onde muoversi in piena autonomia. A tale scopo importante è stato lo svolgimento della "giornata regionale del bastone bianco e del cane giuda tenutasi a S. Giuseppe Vesuviano il 10 Ottobre 2009 ,intitolata"AUTONOMIA E MOBILITà UGUALE LIBERTà". Durante questa giornata centinaia di soci sfilarono per le strade cittadine con i loro cani guida e bastoni bianchi. I corsi di alfabetizzazione informatica per l' uso  del computer, strumento insostituibile della vita quotidiana.Tant'è vero che nel 2005 presso i locali della sede a ben 32 soci, suddivisi in 4 corsi,  sono state impartite lezioni circa il corretto utilizzo del computer.Attualmente,è in funzione presso la rappresentanza una postazione informatica dotata di computer con sintesi vocale e  ingranditore video ,per l'apprendimento dei ciechi e degli ipovedenti all'uso del P.C. .
 
* Molto è stato fatto, per l' inserimento professionale e lavorativo dei nostri soci, infatti, più di100 sono stati occupati in qualità di Centralinisti Telefonici, Fisioterapisti ed Insegnanti, negli enti pubblici e privati. Innumerevoli sono le pratiche di pensione istruite a favore dei ciechi della zona vesuviana e altrettante sono le pratiche per la fruibilità degli ausili tiflotecnici da parte delle A.S.L. , provvedendo anche all' istruzione per il corretto uso di tali apparecchiature.

* Notevole è stato l'impegno di questa rappresentanza, rivolto alla  prevenzione  della cecità,  indirizzando tutti i cittadini, affetti da presunte patologie visive, presso strutture pubbliche e private specializzate. Inoltre, con un camper, appositamente attrezzato, messo a disposizione dall' Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, nelle principali piazze dei comuni della zona si è provveduto a sottoporre gratuitamente, a visite oculistiche, la cittadinanza. Diversi sono stati i convegni organizzati da questa rappresentanza, finalizzati al tema delle prevenzione, tra i quali si ricordano: Ottaviano – Istituto Alberghiero – marzo ' 95; Pomigliano D'Arco – Sala consiliare comunale – aprile ' 96; S. Giuseppe Vesuviano – Sala consiliare comunale – dicembre ' 96 e dicembre 2002.
Mi piace ricordare inoltre,gli incontri , tenutisi presso la sede della rappresentanza,  con gli insegnanti e gli alunni del 1° circolo didattico di San Giuseppe Vesuviano nel maggio 2005,e nel Febbraio 2011,l 'ultimo con il III°circolo didattico di San Giuseppe V.no tenutosi il 25 Febbraio 2012  durante i quali è stato  mostrato l' uso degli apparecchi tiflotecnici, del bastone bianco e del cane guida.

* Significativi sono stati gli sforzi  per consentire, anche ai non vedenti, la pratica delle discipline sportive, convinti delle proprie utilità psicofisiche e relazionali, infatti, nell' agosto del 1989, fu fondato il Centro Sportivo Ciechi "S. Giuseppe Ves.", che consentì la pratica di svariate discipline sportive, quali : Torball, Atletica, Calcio, Ciclismo, a livello agonistico e non, ottenendo con le relative squadre dei grossi risultati, a livello nazionale ed internazionale.
*  Il 25 maggio del 1995 e il 27 maggio del 2005 la rappresentanza ha ospitato due Raid ciclistici in Tandem. Infatti, entrambe le corse prevedevano una tappa nel comune di San Giuseppe Vesuviano, ove migliaia di cittadini e scolaresche festanti hanno accolto gli atleti. Nel corso di queste manifestazioni, è stato distribuito molto materiale illustrativo delle attività e delle problematiche dei non vedenti ed in particolare sulla prevenzione delle malattie della vista e della cecità.

* Non meno importanza  è stata data al tempo libero. Molteplici sono le gite socio-culturali e i soggiorni estivi organizzati nelle più rinomate località turistiche d'Italia e altrettante le feste che, ormai , risultano essere una tradizione: la festa della befana e di carnevale, vari tornei di carte da gioco nonché varie rappresentazioni teatrali. Infine, un appuntamento fisso, fin dall' istituzione della rappresentanza, è stata la celebrazione della giornata nazionale del cieco, in occasione della ricorrenza di S. Lucia , che ha segnato un vero è proprio incontro irrinunciabile per tutti i soci,le autorità e la cittadinanza.

              Tutti questi risultati sono stati conseguiti grazie all' interessamento costante e quotidiano, oltre che mio personale, anche dei presidenti provinciali della nostra Gloriosa Associazione che negli anni si sono succeduti dalla  fondazione della rappresentanza fino ad oggi: Prof. Francesco Coppola, Avv.Stefano Sportelli, e Cav. Giovanni D'Alessandro; nonché degli innumerevoli miei collaboratori vecchi e nuovi ai quali va la mia più grande riconoscenza e il mio più sincero ringraziamento,convinto come sono, che senza la loro fattiva collaborazione non avrei potuto realizzare tutto ciò che è stato fatto.
            Un ringraziamento particolare va ai sindaci del nostro comprensorio che, nel corso degli anni, ci hanno sostenuto; Ai consiglieri comunali, provinciali, regionali,  deputati e senatori della nostra zona, ai quali da sempre abbiamo fatto riferimento per chiedere il riconoscimento dei nostri diritti, trovando in loro dei validi interlocutori,va tutta la nostra gratitudine.
           Sono convinto che con queste collaborazioni la nostra Gloriosa Associazione raggiungerà, nel futuro, traguardi sempre più significativi a favore di tutti i ciechi e degli ipovedenti.

 

 

 

 

San Giuseppe Vesuviano, 09 giugno 2012

 

Vittorio Ciniglio

 

Salerno: L’Uici Campania e la sezione di Salerno aderiscono all’iniziativa della Fondazione Petroni “viso come territorio”

Autore: Vincenzo Massa

"Io penso con gli occhi e con le orecchie e con le mani e con i piedi e con il naso e con la bocca" (F. Pessoa)
S.CIPRIANO PICENTINO
L'UICI Campania in collaborazione con la sezione provinciale di Salerno hanno aderito all'iniziativa della Fondazione Petroni  dal titolo "Percorso Senso Emozianale" La manifestazione che avrà luogo dal 30 giugno al 31 luglio si svolgerà a S.Cipriano Picentino, l'intera attività è stata curata da Giuseppina Pilla che tra l'altro dirigerà alcuni laboratori dove anche i ragazzi non vedenti potranno con le proprie mani creare arte. Vediamo in breve cosa prevede l'attività. 
Esplorare con l'udito, vedere con le mani: questo è il cammino che permetterà ai visitatori non vedenti e ipovedenti di conoscere una realtà fisica, la Fondazione Petroni, e il lavoro dei sette artisti fotografi e del sound artist coinvolti nel progetto fotografico e sonoro "Viso come Territorio". Suscitare una visione senza usare gli occhi è l'obiettivo che ci siamo proposti affinché anche una persona con disabilità visiva possa scoprire le bellezze di un territorio, quello dei Picentini, fatto di suoni, rumori, voci, odori, materia, essenza. Sette step che si snodano sui tre livelli della struttura storica caratterizzano il percorso emozionale attraverso percezioni sonore che, a volte, si rafforzano grazie all'aggiunta di percezioni tattili. Sette passaggi che si concludono con un contatto reale con la materia: l'acqua, simbolo vitale del territorio, si fa sentire. Un viaggio sensoriale nel quale i visitatori saranno accompagnati dalle mani e dalla voce di un esperto alla scoperta di sensazioni provenienti dal racconto di un territorio, così come gli artisti protagonisti del progetto lo vedono e lo sentono. 
Il presidente regionale prof. Pietro Piscitelli- Credo che questa sarà un'esperienzaesaltante che consentirà a tutti noi di fare un viaggio nel quale gli occhi dell'anima potranno essere i protagonisti. Ringrazio la dott.ssa Pilla per il grande impegno e la sensibilità con la quale ha realizzato l'iniziativa per la fondazione Petroni senza dimenticare di coinvolgere il nostro sodalizio che ha realizzato le guide grazie al supporto del centro di trascrizione regionale. Una buona sinergia che è utile a noi per far conoscere sempre meglio le attività che il nostro sodalizio svolge ma al contempo è un bel modo per valorizzare posti e territori della nostra regione rendendoli fruibili e accessibili a tutti.

Il percorso è gratuito.Per info e prenotazioni: F.A.P. 089 9920239; G. Pilla 3478610290 oppure visita il sitowww.visocometerritorio.it

Siena: Mediatore: nuova professione nel segno della modernità

Autore: Elena Ferroni, Letizia Tani e Massimo Vita

Come molti sapranno, anche nel nostro paese è stato introdotto l'istituto giuridico della mediazione e sia pure in forma molto anomala, sta partendo un sistema nel quale la nostra categoria potrebbe entrare anche se con i dovuti accorgimenti e le necessarie cautele.
La sezione di Siena, in collaborazione con l'I.Ri.Fo.R. centrale sta seguendo questa strada e da qualche giorno si è conclusa la prima esperienza formativa per due disabili visivi e il loro compagno di viaggio.
Qui di seguito riporto il resoconto dettagliato dell'esperienza che Elena Ferroni e Letizia Tani hanno redatto per trasmettere quanto hanno vissuto in questa esperienza.
Per me che ho promosso questa iniziativa è motivo di grande soddisfazione perché ritengo questo sia il compito di un dirigente associativo.

Racconto dei giorni di Corso:
da Giovedì 7 Giugno a Sabato 9 Giugno e 15 e 16 giugno 2012

Giovedi 7 giugno: eccoci, si  parte! Siamo tre compagne in questo viaggio che ci porterà fino a Milano per partecipare al Corso di Formazione per Mediatori civili, tenuto da Bridge Mediation Italia: Elena Ferroni, non vedente, con il suo cane guida – una Labrador bionda di nome Vanda – e Letizia Tani, ipovedente. Appuntamento di prima mattina alla stazione S. M. Novella di Firenze, dove il trio viene accompagnato al binario ed allo scompartimento dal personale di assistenza a disposizione dei viaggiatori con disabilità che ne facciano richiesta. Ci accomodiamo ai nostri posti, con Vanda accucciata obbediente ai nostri piedi, che suscita immediata curiosità e simpatia fra gli altri viaggiatori. Non c'è molto spazio neanche per allungare le gambe, figurarsi per un cane di media taglia, ma Vanda riesce ad acciambellarsi dove le indica Elena, paziente e tranquilla per tutto il viaggio.
A Milano ci aspetta l'amico Diego Romagnoli, ideatore e promotore di questa iniziativa: è lui che ha chiesto ed ottenuto dalla docente che terrà il corso di far partecipare gratuitamente alle 50 ore di formazione due  persone con difficoltà visive. E' sarà proprio Diego che ci affiancherà come tutor durante i giorni del corso, per valutare le difficoltà nel seguire le lezioni,  teoriche e pratiche, cercando insieme a noi le modalità che consentano anche a chi ha una disabilità visiva di apprendere le tecniche della mediazione.
Un altro amico, Oreste, insiste per accompagnarci in macchina dalla stazione fino alla sede di V. Lattuada di BMI, dove siamo accolte dal benvenuto di quella che sarà la nostra insegnante per i 5 giorni di formazione, l'Avv. Alessandra Sgubini.
Via con le presentazioni: Alessandra spiega agli altri partecipanti che è la prima volta in cui Bridge Mediation Italia fa formazione sull'argomento ad allievi con disabilità visiva, auspicando la creazione di corsi misti, tra normo vedenti ed ipo o non vedenti, al fine di adattare e rendere fruibile per questi soggetti il materiale didattico e le modalità di insegnamento della loro già comprovata esperienza formativa.
In questo primo percorso sperimentale, oltre ad Elena e Letizia, c'è l'apporto anche di Stefano, un ragazzo non vedente di Brescia.
Quindi si comincia con le prime informazioni sulla storia di Bridge Mediation, sui precedenti della mediazione civile negli USA e in Italia. Arrivano così le prime definizioni, le prime slides e anche le prime difficoltà: Elena e Stefano, che non vedono le immagini proiettate, hanno bisogno di spiegazioni integrative rispetto agli altri che invece possono leggere direttamente sullo schermo; Letizia, nonostante sia posizionata proprio di fronte ad esso, non riesce a distinguere i caratteri grigi su fondo bianco, perché troppo piccoli e con poco contrasto cromatico. Diego e Alessandra li aiutano passo dopo passo nella comprensione, anche quando sembrerebbe una missione impossibile: a un certo punto, infatti, viene proiettata un'illusione ottica, un'immagine utile ad evidenziare i vari modi in cui persone diverse possono percepire la stessa cosa, ma anche come sia soggettiva la lettura di quello che vediamo. 
Sicuramente, in casi come questo, si dovrà correggere il tiro, anche se l'immagine è stata adeguatamente descritta e dettagliata dagli altri partecipanti.
Dopo la pausa pranzo, gradita da tutti ma in particolar modo da Vanda, che finalmente viene liberata in un'area verde lì vicina, si continua con un pomeriggio di lavoro, in gran parte di didattica frontale, fino alla simulazione di una prima conoscenza tra due parti che devono negoziare.
Così se ne va il primo giorno di corso: usciamo stanche ma stimolate, destinazione metropolitana, la stessa che la mattina successiva ci riporterà vicino alla sede di Bridge Mediation. Ma non prima di una buona cena in compagnia di due amici, Emanuela e Daniele, che saranno anche il nostro albergo in questa trasferta a Milano.
Il secondo giorno di lavori è ancora tutto di apprendimento dei concetti base, legali e di comunicazione riguardanti la disciplina della mediazione. Mentre li sentiamo snocciolare, cresce il rapporto con i compagni di corso, con cui iniziamo a conoscerci meglio nei breack,specie in una ghiotta pausa gelato nel pomeriggio. Sicuramente migliora anche l'intesa con il nostro tutor/prezioso compagno di viaggio Diego, che è fondamentale per farci cogliere ogni aspetto della didattica, come ad esempio gli schemi articolati in tanti ramuncoli che iniziano a collegare i vari argomenti,  e vengono disegnati alla lavagna, esplicativi visivamente ma un po' più complicati per noi. Essenziale è anche il suo apporto per descrivere
i gesti che fa la nostra docente e spesso si dimentica di verbalizzare. Così termina anche il secondo giorno, che ci lascia sempre molto stanche, dalla fatica di seguire e prendere appunti, ma certamente invogliate a continuare.
Il terzo giorno è un po' più variegato, ad una mattinata di didattica frontale, segue il pomeriggio in cui si entra davvero nel vivo dei giochi, si fanno le simulazioni delle mediazioni. Si prova veramente a vedere come ci si sente, cosa si sa fare e come ci rapportiamo con due persone che stanno vivendo un conflitto. Anche se sappiamo che è una finta, è comunque un bel banco di prova senz'altro utile. Con la novità, ecco anche i primi immancabili ostacoli da superare: come memorizzare in breve tempo tante informazioni che ci vengono dette dalle persone che sono in disaccordo e chiedono il nostro aiuto, come riuscire a sintetizzarle e ricordarle, senza poterle appuntare con l'ausilio di carta e penna… Forse con un computer portatile? Forse con la semplice memoria? Sarà la pratica a dircelo, ma già l'esperienza viva inizia a farci porre le giuste domande per trovare poi le risposte più adeguate. Tra la "recita" di un litigio e il raggiungimento dei primi sospirati accordi, se ne va anche questo terzo giorno e il treno ci riporta a casa, con un po' di giorni di pausa per metabolizzare questa prima sessione di lavori.
Le ultime 20 ore di corso ci vedono ancora impegnate il weekend successivo, in viaggio verso Milano in treno prima, nei sotterranei dela metropolitana poi e infine, dopo un meritato caffè, a piedi verso la sede di Bridge Mediation.
Dopo i saluti di rito, ci attende una nuova sfida: seguire un video in inglese in cui è rappresentata una mediazione. A parte l'ostacolo della comprensione della lingua, il video viene stoppato tante volte per descriverne le scene nei minimi dettagli, per far sì che tutti e in particolar modo chi non vede, possano capirlo a pieno. Dopo questo sforzo di concentrazione, tutti a mangiare. Il pomeriggio è nuovo vero banco di prova, si riprende con le simulazioni delle mediazioni e con queste si conclude anche la quarta giornata.
L'ultimo giorno si apre con la tostissima prova d'esame, con tante domande, sia a crocette che a risposta aperta. Per Elena e Letizia, oltre alla fatica della prestazione per dare le giuste risposte, c'è anche la fatica di scrivere, per la prima con l'ausilio di un portatile, per la seconda con tutte le difficoltà e lo sforzo dovuto all'ipovisione. Intorno alle 14 finalmente la scalata è terminata, si consengnano i lavori e via a mangiare. L'ultimo scampolo di corso se ne va con l'ennesima simulazione, seguita da un bello scambio di opinioni sull'esperienza tra tutti i partecipanti, sollecitato dalla nostra insegnante; nei vari interventi hanno la meglio parole come piacevole sorpresa, normalità, spontaneità.
Mi sembra di poter dire che questa è stata una bellissima occasione di formazione ma anche e soprattutto di integrazione e possibilità di lavorare insieme a persone normovedenti interfacciandosi alla pari, seppure con i dovuti accorgimenti e l'aiuto di Diego che ci ha spalleggiato in ogni mmomento. Questa ricchezza vissuta insieme resterà comunque, con l'ovvio auspicio che ci sia anche in seguito a ciò una nuova possibilità professionale, dopo la valida formazione iniziale che ci è stata data.

Al racconto di Elena e Letizia aggiungo quanto segue:
Grazie davvero a Diego Romagnoli che ha creduto, costruito e accompagnato questo esperimento; Senza di lui non saremmo andati lontani;
grazie a Elena, Letizia e Vanda per aver accolto la sfida con determinazione ed entusiasmo.
La sfida del lavoro la possiamo vincere solo se sappiamo vincere quella della formazione.

Elena Ferroni, Letizia Tani e Massimo Vita

Agrigento: Campagna prevenzione cecità

Autore: Giuseppe Vitello

Nell'ambito della campagna sulla prevenzione della cecità che l'Unione Italiana dei Ciechi svolge su tutto il territorio, dal giorno 19 al giorno 21 giugno2012, in collaborazione con la direzione della Casa Circondariale Petrusa di Agrigento, il camper attrezzato ad ambulatorio oculistico svolgerà la sua opera in favore dei detenuti del carcere agrigentino. Una importante iniziativa sociale che l'Unione realizza nel contesto provinciale in favore dei più bisognosi: case per anziani, comunità recupero, ecc.
È una occasione in cui un pezzo della società civile, in questo caso una associazione di disabili, entra nel mondo carcerario a portare una parola amica e a far sentire meno emarginati i detenuti che vivono in una situazione difficile.
L'Unione ringrazia per la fattiva collaborazione e la sensibilità dimostrata, il Direttore del carcere Petrusa dottor Russo, il Comandante della Polizia Penitenziaria Commissario Lo Faro ed il Direttore Sanitario Dr Gugliotta,  nonché il consigliere provinciale dell'Unione dei Ciechi  Angelo Montalbano, dipendente della casa circondariale, per essersi fatto promotore e impegnato per la buona riuscita dell'evento.
sicuramente in futuro la collaborazione tra l'ammnistrazione del carcere e l'Unione sarà sempre più stretta con altre iniziative che interesseranno  il coinvolgimento costruttivo dei detenuti a cui verrà data l'occasione di cooperare in attività sociali in favore dei non vedenti agrigentini.
Giuseppe Vitello – Presidente  sezione provinciale di Agrigento
 

Salerno: il Consiglio Regionale della Campania, il Libro Parlato e la Sezione Provinciale di Salerno hanno aderito al Progetto ” Gli Angeli Della Voce”

Autore: Vincenzo Massa

"La cultura è un mezzo straordinario per far crescere solidarietà e consapevolezza sociale, ecco perché accogliamo con entusiasmo questa iniziativa "Gliamgeli della voce" queste le prime parole del presidente UICI Campania, prof. Pietro Piscitelli, dopo aver visionato il progetto presentato l'altro giorno a Salerno un una conferenza stampa. Un progetto a quattro mani concepito dalle professoresse in pensione Marisa Funicello e Silvana Serritiello accolto con entusiasmo e sensibilità dal direttore dell'Icat di Eboli, Rita Romano.
"Abituare i detenuti alla lettura appare come ottimo rimedio per esorcizzare solitudine, angoscia e disperazione – hanno spiegato le ideatrici del progetto, Funicello e Serritiello -. Dopo un'accurata preparazione, i detenuti, a luglio, registreranno con l'aiuto di software e personale specializzato, un audio-libro, in collaborazione con il Centro Nazionale del Libro Parlato" e la collaborazione della sezione provinciale di Salerno, presente alla conferenza stampa con il vice presidente provinciale Raffele Lo Iacono, conclusa la registrazione l'opera sarà regalata all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.     
Primo testo scelto, "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio" di Amara Lakhous che incarna un variegato luogo di stratificazione etnica e culturale, segnato da profonde differenze di provenienza e di modi di intendere la vita, in cui aleggia il forte senso di solitudine che caratterizza i personaggi
Un'idea vincente, quella delle docenti che hanno coinvolto nel progetto ben dodici detenuti e diverse stagiste dell'Icatt.
Un vulcano di idee, il direttore dell'istituto, Rita Romano che, aperta ad ogni forma di iniziativa costruttiva, ha accolto immediatamente l'idea delle docenti che così commenta:
"Il nostro istituto ospita cinquanta detenuti con problemi di dipendenza, in media trentenni, impegnati quotidianamente in corsi di falegnameria, decoupage, cucito, attività sportive – racconta Romano – Sei giovani, inoltre, escono per andare a lavoro ogni giorno e molti sono impegnati in attività socialmente utili come la pulizia della pineta". Un bel connubio, dunque, per un'idea che potrebbe rilevarsi davvero un grande veicolo per promuovere cultura, solidarietà e conoscenza specie in un momento di grande crisi e difficoltà".

 

Lecce: Coppa Italia alla squadra salentina

Autore: Tony Donno

Il gruppo sportivo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Lecce, ha da tempo, un'eccellenza nazionale nel calcio per non vedenti:
L'ultimo alloro è recentissimo, è la coppa Italia 2011-2012, conquistata nelle finel-for di Solarino (Siracusa), lo scorso weekend (9-10 giugno).
Alla coppa Italia, partecipano le quattro squadre piazzatesi nei primi quattro posti del campionato nazionale, così a questa edizione, hanno partecipato il Lecce, la Roma, il Genoa ed il Siracusa:
Il sorteggio ha definito Lecce Roma (vittoria dei salentini 1 a 0), e Genoa Siracusa (2 a 1 per i liguri dopo i calci di rigore) in semifinale, per cui, a disputarsi la coppa domenica mattina, sono state il Genoa ed il Lecce.
È stata una finale combattuta, ricca di capovolgimenti di fronte, nella quale nonostante il grande caldo, i calciatori non hanno lesinato energie, offrendo agli spettatori uno spettacolo avvincente ed emozionante.
Nel secondo tempo, sfruttando una ripartenza dalla difesa, il bomber dei giallorossi Massimo Cervelli, si incuneava in area avversaria, e batteva il portiere ligure con un perfetto rasoterra all'angolino destro.
Trionfo meritato dei pugliesi, che confermano la capacità di saper affrontare mentalmente e tatticamente impegni del genere, carichi di pressione e tensione.
A vincere fuori dal campo però, è stata l'integrazione sociale dei non vedenti, che hanno dimostrato attraverso lo sport, come si possa regalare emozione, esattamente come per tutti gli altri.
 

Lecce: Festa di primavera

Autore: Tony Donno

Venerdì 25 maggio u.s., presso il giardino dell'Istituto per i ciechi Anna Antonacci, la Sezione dell'UICI di Lecce ha organizzato la "Festa di primavera".
L'ambiente suggestivo, la musica popolare salentina e una gustosa cena sono stati la cornice di una splendida serata all'insegna del socializzare e risocializzare in un luogo in cui si fonde passato e presente, indispensabile base per un più proficuo futuro dell'Istituto.
La cena tipicamente salentina preparata nella nuova cucina, servita ai circa novanta partecipanti e la pizzica hanno fatto vibrare questo angolo sito nel cuore della città, cuore che forse da troppo tempo si era fermato.
Il presidente e il Consiglio della sezione di Lecce continuerà nell'organizzazione di eventi come questo, perché oltre all'aspetto ludico e "mangereccio", vi è un aspetto sicuramente molto più  importante che è quello della socializzazione.
 

Firenze: Lotta ai falsi ciechi e diritti dei ciechi veri

Autore: Antonio Quatraro

Da Firenze riceviamo:
Sono stato ricevuto dal Procuratore della Repubblica di Firenze, dottor Quattrocchi.
Ero assistito da Laura Corsi, vicepresidente della Associazione Nazionale degli Istruttori di Orientamento e Mobilità (ANIOM) e operatrice presso il nostro centro regionale per la riabilitazione visiva.
Il Procuratore ci ha ricevuti con cortesia e cordialità, e soprattutto ci ha ascoltati per tutto il tempo necessario.
Io ho iniziato illustrando la Legge 138/2001, sottolineando come il senso comune non sempre coincide con il dettato della Legge stessa, in relazione alla categoria dei ciechi totali, che comprende anche quei soggetti con un campo visivo non superiore al 3%.
Laura Corsi, con l'aiuto anche di un breve filmato, ha spiegato meglio e dimostrato cosa è la visione tubolare.
Poi ho spostato la discussione sulle procedure di valutazione, ricordando l'iter burocratico necessario per l'accertamento e poi per le verifiche. La condizione di disabilità visiva deve essere certificata da un oculista di struttura pubblica e non da un medico qualsiasi, particolare questo che non sempre viene considerato anche dalle ASL e dall'INPS.
Anche alla luce degli ultimi episodi, ho ribadito al Procuratore generale da un lato la nostra ferma intenzione di collaborare con l'Amministrazione nella lotta ai falsi ciechi, e ho confermato la nostra intenzione di costituirci parte civile in sede processuale; d'altro canto ho fatto presente che le forze dell'ordine possono non avere la preparazione specifica per valutare se il soggetto preso di mira, classificato come cieco assoluto, lo sia davvero.
Ho suggerito quindi di coinvolgere anche persone esperte, citando specificatamente i centri per la riabilitazione visiva.
I falsi ciechi, ho tenuto a precisare, ci danneggiano per 2 motivi: a) perché sottraggono risorse a quelli veri; b) perché disorientano l'opinione pubblica. Non ho mancato però di lamentare il fatto che questo problema da molti mesi è divenuto un comodo pretesto per stornare l'attenzione da storture ben più gravi che affliggono il nostro Paese.

Il Procuratore, dopo averci ascoltati, ci ha richiesto di inviare una breve memoria, corredata dalla Legge 138/2001 e dalle indicazioni dei centri che a nostro avviso potrebbero contribuire ad una valutazione meno approssimata dei casi dubbi.

Non vi nascondo la mia soddisfazione, perché nel dott. Quattrocchi abbiamo trovato un funzionario sensibile e disposto a valorizzare le nostre competenze e la nostra esperienza.