Dono da parte del pittore Parrini Franco

Autore: Massimo Vita

Ieri la nostra sezione ha ricevuto un graditissimo dono dal pittore  Parrini Franco  il quale ha realizzato un dipinto in rilievo che rappresenta una splendida veduta della città e del suo simbolo: la torre del Mangia.

I numerosi soci presenti hanno potuto toccare questo splendido regalo e hanno espresso la loro soddisfazione.

Il sottoscritto, ha ringraziato l’artista auspicando una futura collaborazione.

Speriamo che questo     dono sia da stimolo per tutti.

 

Resoconto incontro Università di Siena

Autore: UICI Siena

23 Gennaio 2014

Università di Siena dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche.
Ieri presso l’università di Siena, abbiamo messo le basi per un protocollo di intesa tra la facoltà di ingegneria, la sezione di Siena e l’I.Ri.Fo.R.
L’incontro è stato molto soddisfacente perché ci siamo confrontati con il professor Prattichizzu direttore del gruppo di ricerca progetto Wearapp e i 18 giovani collaboratori provenienti da vari Paesi.
Eravamo presenti:
Il responsabile della casa per anziani Il Pavone, l’ufficio di presidenza della sezione guidato dallo scrivente e supportato da Elena Ferroni e Antonio Quatraro come tiflologo.
Scopo dell’incontro era quello di conoscersi e di iniziare una collaborazione attorno alla tematica della tecnologia robotica applicata alle necessità delle persone con disabilità visiva.
L’incontro è stato impostato fin dall’inizio sul dialogo aperto, sempre supportato da dimostrazioni pratiche dei vari prototipi.
Ha iniziato il Prof. Pratichizzu con la presentazione dei suoi giovani collaboratori e delle principali attività del gruppo nel settore della aptica e nel settore della guida assistita.
Il professore infatti ha svolto il suo lavoro di dottorato sulla aptica, e in particolare sulla mano robotica, per cui ha studiato approfonditamente sia la fisiologia del tatto che la percezione aptica.
Attualmente il suo gruppo di lavoro fa parte del progetto Wearapp (wear = indossare), ossia applicativi indossabili
Le linee guida del loro lavoro, dice il professore, tendono a mettere insieme leggerezza e portabilità del prodotto, bassi costi, utilità per tutti e finalità di tipo sociale, ossia utilità per le fasce deboli.
Quindi illustra brevemente l’importanza e la complessità della mano, delle sue varie funzioni sensomotorie, e delle singole parti (dita, articolazioni).
‘Pollice e indice, spiega il Professore, sono come le due gambe’.

Passando poi alla percezione aptica (aptica = tutto ciò che riguarda il toccare), il professore sottolinea che essa non è altro che uno scambio di forze fra me che tocco e l’oggetto toccato.
In altri termini, quando io tocco un oggetto, esercito una pressione su di esso, ossia una certa forza. Come risposta ricevo una forza contraria, che varia a seconda delle caratteristiche meccaniche dell’oggetto (durezza).
A questo punto viene dimostrato un apparecchio, composto da un ditale collegato ad un braccio girevole sia verticalmente che orizzontalmente, a sua volta collegato a tre motorini pilotati da un computer. Il prototipo in questione simula un muro. Uno di noi ha indossato il ditale ed ha esplorato il muro virtuale, scoprendo una parte resistente, che rappresenta il corpo del muro.
Un secondo prototipo invece simula la situazione di un medico che deve praticare una puntura lombare.
 In questo caso l’operatore che indossa il ditale trova una superficie elastica, che rappresenta la cute del paziente. Si deve imparare a perforare la cute, senza però  danneggiare ciò che si trova in profondità, quindi terminazioni nervose, midollo ecc.
Con questo simulatore lo studente di medicina può far pratica in una situazione molto vicina alla realtà.
Detto prototipo ha un solo grado di libertà, come si dice, ossia permette movimenti lungo una sola direzione, mentre si gioca sul dosaggio della forza muscolare.Questo dispositivo è anche commerciale.
Poi si passa alla simulazione di un pallone, quindi con la sensazione di gomma che respinge il dito, la percezione della rotondità, questo prototipo richiede l’uso combinato di due dita, munite ovviamente di ditale.
Qui i gradi di libertà sono 3.
Viene poi dimostrato l’effetto penetrazione granitico, l’effetto vibrazione e l’effetto magnetico.
Tra i loro progettic’è la realizzaiozne la libreria dei materiali e la libreria delle textures, cioè liscio, ruvido, rigato, ecc.

Poi viene il turno di un’altra idea affascinante: il registratore / riproduttore di sensazioni tattili, ancora allo stadio di prototipo. Viene indossato un guanto registratore, munito di 5 sensori posti sulla punta delle dita. Via via che si tocca un oggetto, il sensore manda il segnale al computer che li registra. Nella dimostrazione,  ciascuno, aveva il guanto registratore e l’altro il guanto che riproduceva le sensazioni registrate.
Sullo stesso principio è stato dimostrato un recital pianistico, ovviamente in modo sperimentale e con apparecchi prototipici.
Il professore illustra quindi brevemente il progetto Europeo Wearapp che ha 10 partners, fra cui anche l’Università di Pisa e il CNR di Genova. Iniziato lo scorso marzo, durerà 4 anni.
Un secondo ambito di lavoro, come si diceva all’inizio, è costituito dalla cosiddetta guidance (guida assistita), rivolto anche a persone anziane.
Anche qui è attivo un progetto multinazionale, denominato DALi (digital assisted living) – vita quotidiana assistita.
Il fulcro del progetto è un bracciale, anzi due bracciali attrezzati, ossia muniti di un vibratore, collegati ad un sistema di rilevamento telematico.
Nonostante fossimo già sazi di nuove emozioni, il bracciale ha catturato tutta la nostra attenzione.
L’idea, spiega il professore, è nata dalla esigenza di facilitare la guida dei motociclisti, i quali non sempre possono controllare il loro navigatore satellitare.
Allora i due bracciali, che si possono indossare anche sopra la camicia, trasmettono una vibrazione molto ben avvertibile, quando il motociclista deve girare.
Questa idea è stata applicata alla guida assistita dei non vedenti, secondo il principio suaccennato per cui una applicazione, per essere economicamente sostenibile, deve essere utile ad una fascia di clienti il più ampia possibile.
Simile ai bracciali è il carrello attrezzato per gli anziani.
Abbiamo quindi iniziato le prove, uno alla volta.
Bastone bianco e bracciali: il percorso da fare era diverso di volta in volta, e comunque lungo almeno una cinquantina di metri, fra corridoi, svolte, porte eccetera.
L’applicativo funzionerà in questo modo:
l’utilizzatore imposta la destinazione sul suo iphone, e si avvia, sapendo che il programma seguirà una rotta precisa e precedentemente memorizzata.
Il bastone, o il cane guida, continueranno a svolgere la loro funzione tradizionale, mentre il nuovo applicativo di guida assistita, collegato ai due bracciali, segnalerà le curve al momento opportuno, eventualmente con indicazioni vocali sui vari punti di interesse lungo il percorso (farmacia, ristorante, uffici pubblici, luoghi di culto, eccetera).
Il programma di guida assistita ha però bisogno di punti di riferimento, che possono essere le reti wifi se presenti, oppure dei marcatori provvisti di codice qtr, che peraltro si stanno diffondendo per varie finalità.
L’idea sarebbe quindi di posizionare questi marcatori con finalità anche pubblicitarie, perché il progetto sia sostenibile.
Dopo le dimostrazioni c’è stata una discussione appassionata sulla maniera migliore per collaborare in forma stabile.
Ho preso impegno a predisporre una bozza di convenzione finalizzata a stabilire una sinergia su base permanente fra il gruppo di ricerca e la sezione UICI.
Quatraro ha raccomandato contatti con la Regione Toscana. sia in previsione dell’evento sulla disabilità programmato per la seconda metà di quest’anno sia, più nello specifico, con la scuola cani guida, dove certamente dimostrazioni come quella di stamattina sarebbero di grande interesse per gli utenti.

Gruppo sportivo dilettantistico non vedenti Milano

Autore: UICI Milano

La Polisportiva POLHA-VARESE organizza il 7° Trofeo di nuoto per Disabili “CITTA’ DI TRADATE” Meeting Interregionale di Nuoto FINP HF/NV -Valido per il Trofeo “Futuri Campioni” FINP per la  stagione 2014 che si svolgerà a domenica 26 gennaio a Tradate (VA).

La nostra nuotatrice Martina Rabbolini parteciperà alle gare dei 50 rana, 50 delfino e 200 misti.

Sede della manifestazione è la Piscina “MIO CLUB” in Via dei Pradacci a Tradate (VA).

 Questa mattina, domenica 26 gennaio, si è svolto, presso la Piscina “MIO CLUB” in Via dei Pradacci a Tradate, il 7° Trofeo di nuoto per Disabili “CITTA’ DI TRADATE” Meeting Interregionale di Nuoto FINP HF/NV -Valido per il Trofeo “Futuri Campioni” FINP per la stagione 2014.

La nostra nuotatrice Martina Rabbolini ha fatto 3 splendide gare, conquistando tre primi posti!

Nei 200 misti ha fatto segnare il tempo di 3.09:36, stabilendo il record italiano S12 (ipovedenti) e abbassando il suo personale di quasi 10 secondi. Ottimi riscontri cronometrici anche nei – 50 delfino (43:95) e nei 50 rana (44:53).

Con i risultati nei 50 rana e delfino Martina si è classificata prima anche alla prima tappa del TROFEO GIOVANI CAMPIONI FINP.

Attività della scherma. Giornata dimostrativa

Autore: Vincenzo Grillo

Grazie all’interessamento dell’amico nonchè socio dell’U.I.C.I. CASERTA, Rosario Benenati, abbiamo la possibilità di organizzare una giornata dimostrativa volta a promuovere fra i non vedenti ed ipovedenti, l’attività della scherma.

i curiosi, gli interessati, non dovranno far altro che contattarci nel più breve tempo possibile e manifestare la propria volontà di partecipare. Tutto ciò ci agevolerà e ci aiuterà nell’organizzare il tutto al meglio!

 vi aspettiamo numerosi e vogliosi di partecipare!

 Vincenzo Grillo

 cel. 345 43 22 726

grillovincenzo1@gmail.com

SOCIETA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA REAL VESUVIANA

Autore: Giuseppe Fornaro

SOCIETA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA REAL VESUVIANA
Questa ASD organizza un Torneo di Calcio a 5 categoria B1
intitolato “ABETE CUP”

 Obiettivo della manifestazione, è quello di promuovere il calcio a 5 cat.
b.1 e far nascere nuove squadre nel sud che possano disputare tale
disciplina partecipando al Campionato Nazionale.

la manifestazione si svolge presso il centro sportivo Barrese sito in via delle Repubbliche marinare Napoli

Con la partecipazione di Rai Sport

 

 Squadre partecipanti: ASD Roma 2000, (ASD Real Vesuviana), ASD Bari, CUS Lecce

1^  Giornata 25/26 Gennaio 2014 a Napoli

Sabato Pomeriggio:

ASD Roma 2000 vs ASD Bari ore 15.00

Domenica mattina:

CUS Lecce vs ASD Roma 2000 ore 10.00

ASD Bari calcio vs (ASD Real Vesuviana)  ore 11.30

 2^ Giornata 29/30 Marzo a Napoli

Sabato Pomeriggio:

(ASD Real Vesuviana) vs CUS Lecce ore 15.00

Domenica mattina:

ASD Bari vs CUS Lecce ore 10.00

(ASD Real Vesuviana) vs ASD Roma 2000  ore 11.30

 

La Squadra vincitrice del Torneo sarà quella che totalizzerà più punti in classifica seguendo questa formula: partita vinta +3 punti, pareggio +1 punto, sconfitta 0 punti; in caso di parità di punti si terrà conto della classifica parziale degli scontri diretti se sussiste ancora il pari allora si terrà conto della migliore differenza tra gol Fatti/Subiti

 

Calcetto B1
Il terreno di gioco, su cui si svolgono le partite di calcetto tra formazioni composte da giocatori non vedenti, ha le seguenti misure: lunghezza M.40 circa, larghezza M.20 circa.
Il rettangolo di gioco e’ perimetrato da barriere (strutture in legno, alluminio, plexiglass e via discorrendo, ) poste sui lati laterali del perimetro di gioco, sponde che impediscono alla palla di uscire dal campo, in maniera da rendere lo svolgimento del gioco continuo, pertanto il fuori campo esiste solo per il fondo campo.
La porta e’ alta 2 M. e larga 3 M.
I giocatori: la squadra e’ composta da cinque elementi: il portiere più quattro giocatori. Il portiere è vedente ed oltre che impedire il goal agli avversari, ha il compito di dirigere la difesa. I giocatori sono non vedenti e sono loro che impersonificano la sfida.
L’allenatore staziona a bordo campo e ha l’incarico di dirigere, tatticamente e tecnicamente, l’intera squadra.
Un accompagnatore si posiziona dietro la porta avversaria e ha le mansioni di dirigere l’attacco e di far individuare la porta ai giocatori.
Il pallone e’ in cuoio e pesa 550 GR Circa. Il rimbalzo è controllato (come d’altronde i normali palloni da calcetto per normo-dotati). All’interno della sfera sono (inseriti nella camera d’aria) posizionate 3 placche contenenti delle piccole biglie che con il movimento del pallone stesso producono il rumore necessario ai giocatori per l’individuazione dello stesso.
Per il resto è una normale partita di calcetto!

Il Presidente

Giuseppe Fornaro

La ROMA All Blinds in collaborazione con la trattoriola BURRO E SUGO presenta:UNA BATTUTA NEL BUIO – atto 3°!

Autore: Alfonso Somma

La Roma All Blinds, la nostra squadra di baseball giocato da ciechi vincitrice quest’anno di un titolo prestigioso come la coppa Italia,ripropone una cena al buio di autofinanziamento.
 
I componenti della squadra risponderanno alle vostre curiosità sul baseball giocato da ciechi e non solo.
 
Alcuni di loro serviranno la cena in una sala opportunamente oscurata per farvi assaporare le pietanze riscoprendo come esercitare gli altri sensi.
 
L’evento si terrà venerdi’ 31 gennaio 2014
 
alle 20 presso il ristorante burro e sugo, (Via Elvio Pertinace 1).
 
Il costo a persona è di € 30.
 
Il menu prevede antipasto, primo, secondo, contorno, dolce a scelta, bevande, caffè e l’immancabile ammazzacaffè!
 
Si prega di comunicare le eventuali allergie ed intolleranze al momento della prenotazione.
 
Per prenotazioni: 3398507611
 
oppure:
ada.nardin@gmail.com
 
Vi aspettiamo!
 
Per raggiungere il locale:
 
dalla stazione Termini metro B (direzione Laurentina), fermata (Basilica San Paolo); percorrere via Giustiniano Imperatore (direzione via Cristoforo Colombo) e svoltare alla quarta
 
traversa a destra, ovvero, in via Settimio SeveroÖ Proseguire per via della Collina Volpi. Arrivo sul lato sinistro.
 
http://www.burroesugo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Itemid=59

“Verdi: 200 anni, ma non li dimostra!”, di Luciano Romanelli

Autore: Luciano Romanelli

Nei mesi di ottobre e novembre 2013, a cura dell’U.I.C.I. (Sezione Provinciale di Genova e Consiglio Regionale della Liguria), nonché dell’Istituto David Chiossone, sempre di Genova, si è svolta, nel capoluogo ligure, una importante rassegna in onore di Giuseppe Verdi. Infatti, in occasione del bicentenario della nascita del più grande Operista italiano, (ricorrente il 10 ottobre 2013), un gruppo di ex allievi – musicisti e non – dell’Istituto David Chiossone di Genova, ha formato un Comitato Organizzatore, per realizzare una serie di eventi in omaggio al Maestro. E’ nato così il progetto “Verdi: 200 anni, ma non li dimostra!” articolato in sei manifestazioni, comprendenti concerti, conferenze, dibattiti, tavole rotonde; tali eventi hanno avuto luogo negli ultimi tre sabati, sia di ottobre, sia di novembre.
      L’iniziativa, che ha fruito del patrocinio della Regione Liguria e di quello della G.O.G. (Giovine Orchestra Genovese, la quale ha fornito anche un sostegno), ha goduto di una rilevante risonanza sulla stampa ed ha riscosso un grande successo di pubblico.
    L’idea ha tratto spunto dal fatto che nel 1901, Giuseppe Verdi, alla sua morte, lasciò la cospicua somma, (per quei tempi), di 10.000 lire all’Istituto Chiossone, che egli conosceva bene, apprezzandone l’attività musicale, già allora piuttosto fiorente. Per cui l’Istituto, dopo aver commissionato al grande scultore Giulio Monteverde, la realizzazione di un busto in bronzo del Maestro di Busseto, intitolò a Giuseppe Verdi l’auditorium dell’Istituto stesso, collocandovi il busto realizzato dal Monteverde, nel 1902.
    Inoltre, nel 1911, la allora neonata Società dei Concerti “G.O.G., Giovine Orchestra Genovese, (fondata dal Frate Barnabita Padre Giovanni Semeria), iniziò la sua attività concertistica, proprio nell’Auditorium dell’Istituto Chiossone. La G.O.G., poi, in questi cento anni, è diventata uno degli enti più importanti d’Italia, dal punto di vista dell’organizzazione di recitals e concerti. I più grandi interpreti del ‘900 si sono esibiti a Genova, nel prestigioso teatro Carlo Felice, portati dalla G.O.G. Dobbiamo tener conto, altresì, che nei settant’anni successivi alla scomparsa di Verdi, al Chiossone si è sviluppata ulteriormente la Scuola di Musica, venendo a costituire un po’ la punta di diamante dell’Istituto medesimo. Decine e decine di musicisti (compreso chi scrive), formatisi in tale scuola e poi diplomatisi nei vari Conservatori Statali, si sono dedicati all’insegnamento nella Scuola Pubblica, nonché nei Conservatori. In alcuni casi hanno svolto anche una pregevole attività concertistica.
    Tali coincidenze e convergenze di motivazioni, hanno spinto noi, ex allievi, a promuovere l’iniziativa della Celebrazione, in grande, del bicentenario.
    Fra i sostenitori della manifestazione occorre menzionare anche il Caffè-bar Klayngutti, locale storico di Genova. Verdi, nel periodo in cui visse nella nostra città, era un assiduo frequentatore di tale locale, di cui apprezzava i prodotti. Dal momento, quindi che Klaynguti inventò un nuovo tipo di brioche alla crema di nocciola denominandola Falstaff, – in onore del Maestro e della sua ultima opera – il Comitato organizzatore ha pensato di effettuare la presentazione alla stampa del progetto “Verdi: 200 anni, ma non li dimostra”, proprio presso Klainguti..In occasione di tale presentazione,l’antico  caffè genovese, ha offerto al Comitato, agli artisti presenti e ai giornalisti, una colazione imperniata sulla brioche Falstaff. Il tutto è avvenuto proprio nella storica e preziosa sala dove Verdi consumava abitualmente le sue prime colazioni, in prevalenza  a base della ormai famosa Falstaff, e dove viene conservato un autografo del bussetano, contenente  vivi apprezzamenti per tale brioche.
     Nella nostra Celebrazione verdiana sono state coinvolte figure di primissimo piano della cultura musicale e non, della città di Genova, e non solo; ad esempio, in qualità di relatori: Raffaele Mellace, – collaboratore del Teatro alla Scala di Milano e Docente di Storia della Musica e Musicologia, presso l’Università di Genova; Roberto Iovino, critico musicale per il quotidiano “La Repubblica” e Docente di Storia della Musica presso il Conservatorio N. Paganini, di Genova, Marco Sciaccaluga, attore e regista di fama nazionale, condirettore del Teatro Stabile di Genova; Barbara Catellani, critico musicale, giornalista, addetto stampa del Teatro dell’Opera Giocosa di Savona.
Fra gli interpreti che hanno partecipato, si sono potuti annoverare alcuni cantanti lirici in carriera, anche  a livello internazionale, quali il soprano Chiara Bisso e il baritono Gabriele Nani, nonché il Quintetto Jazz “Verdi in Jazz”, di Milano, il quale vanta un’attività nazionale ed internazionale di grande prestigio, e che, il 30 novembre, ha concluso l’intera rassegna con un concerto di qualità straordinaria. Si è trattato di un finale autenticamente pirotecnico, con i Maestri Paolo Tomelleri al clarinetto, Rudy Migliardi al trombone, Davide Corini al pianoforte, Tommy Bradascio alla batteria e Luca Garlaschelli al contrabbasso. Il Quintetto ha proposto la musica di Verdi in una chiave inedita, rivisitandola in un’ottica jazzistica; punto di vista creativo, dal quale appariva niente affatto deturpata, o profanata. Le improvvisazioni partivano sempre dai temi originali, ripercorsi attraverso una luce inconsueta che ne conservava, comunque, tutto il “profumo”poetico e compositivo dell’origine.
     Nel corso dell’intera rassegna dedicata a Verdi, anche la presenza artistica di noi, ex allievi, in qualità di esecutori, è stata piuttosto rilevante; dai pianisti, i Maestri:   Luciano Lanfranchi, Melchiorre Pasquero, Rosalba Mareno, Giorgio Martini e dal sottoscritto, (che, in qualità di Direttore artistico, ha condotto anche la maggior parte delle serate), ai cantanti, il Maestro  Oliviero Dell’Amico e la giovane Luana Bucchieri.
La ragione principale che ha mosso il Comitato Organizzatore, del quale hanno fatto parte anche il Presidente sezionale U.I.C.I. di Genova, Dr. Eugenio Saltarel, (in qualità di Coordinatore amministrativo), nonché il Presidente Regionale U.I.C.I., Dr. Marino Tambuscio, e i soci, il Prof. Carlo Merisio e, il Dr. Lino Mazzocchi, è stata quella di cogliere un’importante occasione, per la realtà dei non vedenti. Cioè, in questo caso, con la collaborazione pronta e disponibilissima dei già menzionati esponenti della musica e della cultura, il Comitato ha voluto realizzare una manifestazione aperta a tutte le componenti, provenienti, sia dalla realtà deiprivi della vista, sia da quella dei vedenti: una collaborazione che fosse emblematicamente feconda di risultati significativi. Il nostro Comitato, cioè, ha inteso sottolineare chiaramente, agli occhi della società civile, il fatto che il mondo dei ciechi e degli ipovedenti, non sia solamente destinatario passivo di assistenze, o di provvidenze sociali, ma sia pienamente capace di proporsi autonomamente quale soggetto, produttore di cultura e di beni fruibili per tutti. Infatti l’Auditorium “Giuseppe Verdi” – presso l’Istituto Chiossone – dove hanno avuto luogo le manifestazioni, era ogni volta gremito da un pubblico cittadino entusiasta, che chiedeva di essere sempre informato circa le attività che si potrebbero programmare nel futuro. Pubblico, al quale, come del resto stiamo facendo qui con voi, gentili lettori, abbiamo comunicato che le registrazioni di tutte le serate della rassegna, sono scaricabili, perché reperibili sul sito del Consiglio Regionale U.I.C.I. della Liguria, all’indirizzo: www.uiciliguria.it; entrando quindi nel sito, occorre cliccare sul link area download, per trovare tutti i link afferenti le varie serate.
    A mio avviso, – e a quello di tutto il Comitato – dovremmo realizzare più spesso attività e manifestazioni  di questo tipo che possono ulteriormente qualificare la nostra presenza nella società, riscattando l’immagine che di noi, ancora troppo spesso, prevale, agli occhi e nella mente dell’opinione pubblica. Teniamo conto che fra i non vedenti vi sono anche tante altre risorse creative da proporre alla società; risorse assai qualificate, come, ad esempio, quelle di carattere poetico e letterario. Ovviamente dobbiamo sempre aver presente la necessità, imprescindibile ed ineludibile, di offrire al pubblico espressioni di alta qualità, scevre, cioè, da facili dilettantismi e da superficiali pressappochismi, che talvolta caratterizzano certe proposte sul piano artistico.
    “Verdi:200 anni, ma non li dimostra”, ha voluto sottolineare la vitalità della musica del grande Maestro di Busseto, la quale fa parte di tutta una cultura da riscoprire e rilanciare, specialmente presso i giovani. Una cultura musicale che va al di là del tempo e che resiste a tutte le mode stagionali, così effimere nel loro esprimersi.
    A conclusione del presente scritto, mi sentirei di affermare che la nostra integrazione può passare, anche, a volte, attraverso la risonanza e le implicazioni di manifestazioni artistiche, quali “Verdi: 200 anni, ma non li dimostra”, poiché, forse, talora, può valere non poco un momento in cui la gente ha provato intense e piacevoli emozioni, quale base, o spunto, per costituire occasioni di ripensamento e di riflessione circa il rapporto con le persone portatrici di disabilità. Occasioni, quindi, che possono dilatare su una più larga scala, l’effetto di  articoli o saggi,(ancorché importantissimi), non di rado, però, fruibili e fruiti soltanto intellettualmente, e comunque, in prevalenza,  da un numero talvolta ristretto di addetti ai lavori.
    Prof. Luciano Romanelli

 

Blindpad: al via il progetto europeo per la realizzazione di dispositivi tattili per far percepire contenuti grafici a persone ipovedenti o non vedenti L’iniziativa che vede capofila l’IIT è volta a migliorare la qualità della vita delle persone con gravi disturbi della vista e non solo. Partner italiano l’Istituto David Chiossone Onlus, Redazionale

Autore: Redazionale

Genova, 17 gennaio 2014 – Partenza ufficiale all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) del progetto europeo di tre anni BLINDPAD, dedicato alla realizzazione di dispositivi per ipovedenti e non vedenti che stimolano il senso del tatto, permettendo di migliorare  la fruizione di informazioni grafiche e, di conseguenza, la qualità della vita delle persone che soffrono di gravi disturbi della vista, attraverso una tecnologia unica nel suo genere. Il progetto si sviluppa nell’ambito del programma della Commissione Europea “ICT Work programme 2013” del Settimo Programma Quadro e vede impegnato un consorzio internazionale composto da istituti di ricerca, di riabilitazione e aziende, coordinato dall’IIT di Genova. 
BLINDPAD, che è l’acronimo di “Personal Assistive Device for BLIND and visually impaired people” (dispositivo assistivo personale per ciechi e ipovedenti), ha l’obiettivo di introdurre nuove superfici touchable nei dispositivi digitali mobili, in grado di trasmettere contenuti grafici semplici attraverso sensazioni tattili. Il nuovo strumento sarà concepito in tutti gli aspetti chiave necessari alla realizzazione di un oggetto pratico e trasferibile nella vita delle persone disabili: nuovi materiali, un disegno che risponda alle esigenze degli utenti, efficienza energetica e costi contenuti.
Nell’era del web e dei dispositivi elettronici moderni, infatti, è diventato difficile per le persone con gravi disturbi visivi, approcciarsi e utilizzare i contenuti grafici veicolati da strumenti che favoriscono il senso della vista. BLINDPAD vuole realizzare un’alternativa che sfrutta il senso del tatto per trasmettere le informazioni grafiche necessarie a comprendere concetti astratti (quali ad esempio quello della forma geometrica) o acquisire informazioni sull’ambiente circostante (ad esempio la presenza e localizzazione di una porta). La superficie del dispositivo sarà costituita da una griglia di elementi indipendenti che permettono di programmare e variare la forma rappresentata, sollecitando la sensibilità tattile e permettendo all’utente di percepire la figura.
“BLINDPAD coinvolge competenze scientifiche differenti e istituti che hanno come obiettivo della delle loro attività il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità”, afferma Luca Brayda, ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia e coordinatore del progetto. “Il nostro obiettivo è sviluppare una nuova classe di dispositivi digitali che stimolino il senso de tatto,   progettati per favorire l’inclusione sociale attraverso un uso mirato ed efficace delle sensorialità residue. Possiamo sfruttare tutti gli aspetti positivi che l’interazione tra uomo e macchina porta per lo sviluppo della conoscenza, e applicarlo al potenziamento delle tecnologie applicate all’istruzione”.
BLINDPAD potrà essere collegato a dispositivi mobili già presenti sul mercato ed è destinato a diventare un dispositivo utile a migliorare la conoscenza e anche l’indipendenza delle persone affette da disabilità visive e, potenzialmente, ad aumentare le loro possibilità di impiego e di inserimento sociale.
All’Istituto Italiano di Tecnologia il progetto sarà seguito dagli scienziati della sede centrale a Genova, nello specifico dei dipartimenti di Robotics, Brain and Cognitive Sciences e di Nanofisica, nonché del Centro per le Nanotecnologie Biomolecolari a Lecce. Gli scienziati dell’IIT si occuperanno sia dell’interazione tra l’utente finale e il dispositivo BLINDPAD, sia della realizzazione di parte della matrice di stimolatori tattili.
Partner italiano è l’Istituto David Chiossone Onlus che avrà ruolo centrale nell’interazione tra ricercatore e persone con disabilità. Grazie a questa partnership  il prototipo BLINDPAD sarà, infatti, concepito e verificato nella sua efficacia direttamente con i potenziali utenti.
 Gli altri partner del progetto sono: Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) in Svizzera, GeoMobile GmbH in Germania, Fundacja Instytut Rozwoju Regionalnego (FIRR) in Polonia, ATEKNEA Invention and Research Centre Ltd. in Ungheria.
Per saperne di più sul progetto europeo http://blindpad.eu/
ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA
L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è una Fondazione di diritto privato istituita congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata e di favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. Lo staff complessivo di IIT conta 1233 persone. L’area scientifica è rappresentata da circa l’85% del personale. Il 43% dei ricercatori proviene dall’estero: per il 27% stranieri da circa 50 Paesi e per il 16% italiani rientrati.
La produzione di IIT vanta più di 3500 pubblicazioni e 127 invenzioni che hanno originato 209 brevetti. Nella sede di Genova collaborano dipartimenti di Robotica (“Robotica, Cervello e Scienze Cognitive” e “Robotica Avanzata”), dipartimenti orientati alle scienze della vita (“Neuroscienze e Tecnologie del Cervello”, e “Scoperta e Sviluppo Farmaci”) e facility di “Nanochimica”, “Nanofisica”, “Nanostrutture”, “Pattern Analysis & Computer Vision” e “iCub Facility”. Dal 2009 l’attività scientifica è stata ulteriormente rafforzata con la creazione di dieci centri di ricerca nel territorio nazionale (a Torino, Milano, Trento, Parma, Roma, Pisa, Napoli, Lecce) che, unitamente al Laboratorio Centrale di Genova, sviluppano le nuove piattaforme del piano scientifico 2012-2014.
ISTITUTO DAVID CHIOSSONE
L’Istituto David Chiossone, fondato a Genova nel 1868 quale Istituto dei ciechi, è oggi un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale, centro di eccellenza a livello nazionale per le problematiche gravi della vista. Si occupa di prevenzione, ricerca e riabilitazione, ovvero si impegna per fornire alla persona con problematiche visive e ai suoi familiari, tutti gli strumenti, le strategie e il sostegno psicologico per affrontare il problema visivo, in modo da consentire, oltre al recupero e mantenimento del massimo residuo visivo, anche lo sviluppo armonico in tutte le fasi della crescita e la piena integrazione prima scolastica e poi sociale.
I due Centri di Riabilitazione delle Disabilità Visive, per l’età adulta ed età evolutiva, dell’Istituto Chiossone operano – in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale – erogando prestazioni di tipo ambulatoriale ed extramurale, ad oltre 400 utenti l’anno, proveniente dal territorio regionale ed extra regionale. L’Istituto Chiossone, inoltre, offre servizi residenziali per un totale di 215 posti letto, ed è impegnato in progetti di ricerca e di sperimentazione di nuove tecniche riabilitative in collaborazione con principali Istituti di ricerca del territorio.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa IIT
Weber Shandwick: Costanza Bajlo/ Simona Mercandalli
cbajlo@webershandwick.com; smercandalli@webershandwick.com
tel. 02. 573781

Caserta: Corsi di alfabetizzazione informatica e per l’utilizzo del software denominato “WINGUIDO”, di Vincenzo Grillo

Autore: Vincenzo Grillo

Si informa che la locale sezione U.I.C.I. CASERTA, organizza corsi di alfabetizzazione informatica e per l’utilizzo del software denominato “WINGUIDO”.
I corsi dedicati al software WINGUIDO si terranno il lunedì nella fascia oraria 13 – 30, 17 – 30;
mentre quelli di alfabetizzazione informatica con l’utilizzo dello screen reader si terranno il giovedì dalle 15 – 30 alle 17 – 30.
Entrambi i corsi avranno una durata di 20 ore (max 2 ore a lezione).
I giorni e gli orari sono flessibili a seconda delle esigenze dei docenti e dei destinatari delle attività stesse.
Le attività di alfabetizzazione informatica e di utilizzo del software WINGUIDO avranno inizio a partire dal 20 gennaio c.a.
Dette attività si rivolgono ai non vedenti e agli ipovedenti, e a coloro che decideranno di partecipare è richiesto un contributo di euro 30, qualora in regola con il tesseramento 2014, mentre di euro 50 a tutti gli altri.
Il versamento è possibile effettuarlo sul conto corrente bancario, sotto indicato.
Per ulteriori chiarimenti e delucidazioni, è possibile contattare:
 Vincenzo Grillo
 cel. 345 43 22 726
 e-mail: grillovincenzo1@gmail.com

 

Colleferro: Centro di ascolto, Redazionale

Autore: Redazionale

“Si comunica che presso la rappresentanza sede dell’UICI di Colleferro (Rm), in Via Nobel 1, è stato istituito un servizio di “Centro di ascolto” aperto a tutti i soci. Il servizio è gestito dalla dott.ssa Luisa Tedesco, professionista in counseling, la quale, previo appuntamento, sarà disponibile per un ascolto attivo e attento ad ogni problematica, personale, relazionale ed emotiva.

Tale servizio si svolgerà ogni giovedì dalle 15,00 alle 18,00. Per appuntamenti, chiamare la dott.ssa Luisa Tedesco: 346/6892253”.