Torino- UICI/011 dicembre 2015

Facciamoci vedere

“Facciamoci vedere” è il titolo di una mostra sulla storia dell’Unione Ciechi che è stata allestita a Chianciano nei giorni del Congresso Nazionale, uno tra i momenti più significativi per la vita della nostra associazione. Ci è sembrato uno spunto interessante. Spesso infatti la nostra sfida sta proprio in questo: uscire dal cono d’ombra per entrare in dialogo con chi vede. Noi cerchiamo di farlo con la tecnologia e i canali di comunicazione, attraverso le sacrosante rivendicazioni per un mondo più attento alle persone disabili, ma soprattutto impegnandoci in prima persona per abbattere gli ostacoli, fisici o culturali che siano.
Comitato di Redazione
UICI/011

Direttore Responsabile
Franco Lepore

Redazione
Francesco Fratta
Sandra Giovanna Giacomazzi
Flavia Navacchia

Hanno collaborato
Cristina Azzonino
Angela Lacirignola
Alessio Lenzi
Titti Panzarea
Caporedattore: Lorenzo Montanaro

L’Editoriale
Congresso di Chianciano: un momento storico

“Cittadini innanzitutto! La parola ai diritti”. Ecco il titolo del XXII Congresso Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che si è tenuto a Chianciano dal 5 all’8 novembre. Questo era il mio primo Congresso ed ero partito da Torino un po’ scettico sull’effettiva concretezza nella trattazione dei temi cari alla nostra Unione. Invece, al mio ritorno, ho potuto raccontare entusiasta di aver partecipato ad un grande evento associativo esaltante e coinvolgente.
Senza voler esagerare, il Congresso appena concluso si può definire storico: la massiccia partecipazione di delegati, l’invito alle altre associazioni a formare un fronte comune per meglio tutelare i disabili tutti, la mostra delle eccellenze associative “Facciamoci vedere”, la prima volta di un Presidente dell’assemblea donna, la qualità dei documenti redatti dalle commissioni di lavoro, la sperimentazione del voto elettronico, l’approvazione di due mozioni fondamentali, l’introduzione di un nuovo Statuto, l’elezione del Presidente dell’UICI e la composizione del Consiglio Nazionale a forti tinte rosa. Non sono mancati ovviamente i momenti di confronto con gli altri dirigenti associativi, appartenenti a vari livelli e a diverse regioni, dai quali ho raccolto preziosi spunti che spero possano essere utili per la nostra realtà provinciale.
Il Congresso ha riconfermato a stragrande maggioranza Mario Barbuto come Presidente Nazionale. A lui spettano 5 anni di lavoro intensi e stimolanti. Il nuovo Consiglio Nazionale risulta profondamente rinnovato nelle persone ed è finalmente connotato da una presenza femminile (9 consigliere su 20 eletti). Inoltre si ravvisa la presenza di alcuni giovani.
L’associazione si è dotata di un nuovo Statuto moderno e snello, composto da soli 29 articoli, formulati in modo chiaro e comprensibile. Lo Statuto avrà il compito di definire i princìpi fondamentali e le regole essenziali che saranno alla base della vita e dell’azione associativa, mentre le definizioni di dettaglio saranno demandate al regolamento.
Il Congresso ha sancito la nascita dell’Ufficio per la Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità. L’ufficio, creato grazie ad una mozione avente come firmatari anche il Presidente UICI Torino Franco Lepore e il riconfermato consigliere nazionale Francesco Fratta, si occuperà tra l’altro di fornire pronta ed approfondita consulenza riguardo al quadro legislativo esistente, sia alle sezioni territoriali che a singoli soggetti; suggerire la proposta di nuove norme a tutela dei disabili visivi; valutare l’eventuale opportunità di intervento diretto sul soggetto che si sia reso responsabile dell’inottemperanza della legge; mettere in atto eventuali azioni di supporto psicologico e di intervento mediatico.
Infine è stato proclamato lo stato di mobilitazione generale a difesa del diritto allo studio di ciechi e ipovedenti, raccogliendo le preoccupazioni e interpretando le ansie delle famiglie che hanno diritto a un percorso scolastico di pari opportunità per i propri figli.
Ora tocca ai Presidenti delle sezioni territoriali mettere in pratica quanto di buono emerso dal Congresso e a lavorare insieme per rappresentare al meglio gli interessi dei ciechi e degli ipovedenti italiani a tutti i livelli della società.

Franco Lepore
Presidente UICI Torino

Tecnologia in aula

Sembrerebbe una specie di variazione della Legge di Murphy: le cose che tanto desideri ti arrivano quando già non puoi più trarne beneficio.
L’anno scorso nel liceo dove insegno hanno installato computer e lavagne luminose in ogni aula. Era da anni, da quando ancora vedevo, che pensavo alle scuole ben equipaggiate degli Stati Uniti e a come avrei potuto rendere più creative e dinamiche le mie lezioni, se solo avessimo avuto anche qui dei computer e una connessione alla rete.
Consapevole del fatto che sarebbe stato impossibile rendere il tutto accessibile per una persona non vedente, ho pensato con invidia ai miei colleghi che invece avrebbero potuto sfruttare tutte queste novità tecnologiche per rendere le loro lezioni più interessanti.
Non era la prima volta che un miglioramento tecnologico giungeva in Italia troppo tardi perché io potessi trarne vantaggio. Decenni fa, appena arrivata, ero inorridita dalle code disordinate che si era obbligati a fare ogni volta che ci si recava in un ufficio postale, in un ospedale o in un qualunque altro posto pubblico o privato. Avevo scritto alla mia banca e ad alcuni ministeri suggerendo i sistemi a numerazione che ormai sono ubicati ovunque. Ora che, appunto, io non posso più avvantaggiarmene. Potrei mettermi a scrivere di nuovo lettere ai ministeri e sperare che fra qualche decennio, quando non ci sarò più e quando magari avranno trovato un modo di curare tutte le forme di cecità, arrivino anche le macchine a numerazione con segnale acustico.
Nel frattempo, invece, mi piglio il mio numero, approfitto dei posti a sedere e se nessuno si offre di tener sotto controllo il numero per me, lo chiedo io. Di solito da lì parte una conversazione che, quando vedevo, non avrebbe mai avuto luogo e i Torinesi si rivelano molto più disponibili di quanto non si fossero dimostrati prima.
Con lo stesso spirito ho deciso che avrei trovato un modo di approfittare di tutta la nuova tecnologia in aula, invocando la collaborazione dei miei studenti. Così ho creato delle presentazioni Powerpoint per le cosiddette lezioni frontali: le preparo a casa con l’aiuto della sintesi vocale, le copio su chiavetta e poi le faccio maneggiare da qualche studente mentre conduco la lezione. Quando, invece, trovo del materiale audiovisivo su You Tube, con il mio I-pad mando il link a uno di loro tramite una mail. Poi, in classe, accedono alla loro posta elettronica e fanno partire il video.
Altre volte dopo la visione di un film o la lettura di un articolo in lingua, chiedo loro di mettersi in piccoli gruppi a scrivere un breve riassunto o rispondere a qualche domanda. In seguito raccogliamo il frutto del loro lavoro usando la lavagna luminosa. In questo modo tutti possono beneficiare dei risultati di ognuno, imparando sia dalle eccellenze che dagli errori.
Così, dal credere che sarei stata obbligatoriamente esclusa dall’utilizzo delle nuove tecnologie in aula, sono diventata, a detta dei miei studenti, una tra i docenti che più le sfrutta. Questo non tanto “nonostante” ma piuttosto “grazie” al mio handicap. Forse questa è per loro una lezione più utile di tutte le nozioni della materia che insegno messe insieme.

Sandra Giovanna Giacomazzi

Facciamoci vedere… anche in rete
Facebook, Twitter e una mail dedicata: così dialoghiamo col mondo

E’ sempre molto difficile raccontare i cambiamenti “da dentro”. Noi stessi non siamo completamente consci di quello che sta accadendo: impariamo (magari con fatica) a usare uno strumento e non appena ci sembra di aver preso un po’ di dimestichezza il mercato ci propone nuovi stimoli. C’è chi risponde con entusiasmo, chi rimane disorientato. Di sicuro quella che stiamo attraversando è una rivoluzione tecnologica senza precedenti, destinata a cambiare in modo radicale le nostre abitudini.
Anche noi dell’UICI Torino, nel nostro piccolo e compatibilmente con alcune esigenze particolari, stiamo cercando di tenere il passo e di non restare indietro. Già nel 2013 avevamo deciso di attivare un profilo Facebook (www.facebook.com/uicitorino), per far conoscere le nostre attività e condividere articoli, filmati, immagini. La comunità delle persone che ci seguono è ancora abbastanza ristretta: al momento i “likers” (cioè le persone a cui la pagina piace) sono circa 300, ma il numero si aggiorna di settimana in settimana. Negli ultimi mesi abbiamo anche notato una certa vitalità di condivisioni e commenti, il che rappresenta un positivo segnale d’interesse.
Da inizio settembre, su impulso del presidente Franco Lepore, è stato inaugurato un profilo Twitter (@uicitorino). Questo strumento, che si basa su messaggi istantanei e molto brevi, dischiude numerose possibilità: ad esempio permette di raggiungere abbastanza facilmente alcuni interlocutori istituzionali come il Comune e la Regione, oppure contattare altre realtà che condividano le nostre problematiche e i nostri progetti.
Con l’autunno è arrivata anche un’altra novità: l’indirizzo e-mail dilloalpresidente@uictorino.it. La casella di posta è dedicata a soci e amici che vogliano porre quesiti, segnalare iniziative, avanzare suggerimenti o critiche (purché costruttive) relative alla vita associativa della nostra sezione di Torino e più in generale alla condizione dei disabili visivi. Le e-mail verranno lette personalmente dal Presidente, che risponderà nel più breve tempo possibile, compatibilmente con gli impegni lavorativi e istituzionali. L’idea è proprio quella di un contatto diretto, immediato, personale e informale: ci auguriamo che incontri l’interesse dei soci.
I nuovi strumenti si sommano ai canali di comunicazione già esistenti: questa pubblicazione, la memoria storica di decenni di impegno, il sito internet, per il quale stiamo studiando un articolato rinnovamento, il notiziario settimanale 011News, che viene pubblicato sul sito ma che i nostri soci ricevono anche via e-mail.

Lorenzo Montanaro
Addetto Stampa UICI Torino

Spazio Tecnologia
Audiophone per Android: come utilizzare uno smartphone in modo semplice

Come ampiamente scritto negli scorsi numeri di UICI/011, ormai gli smartphone sono entrati a pieno titolo nella dotazione quotidiana di ipovedenti e non vedenti. La loro utilità è indubbia: basta pensare a quante funzioni sono in grado di svolgere e quanto possano esserci d’aiuto nelle situazioni pratiche.
Sappiamo che chi non vede può facilmente utilizzare i normali smartphone prodotti per persone vedenti come iPhone o, con qualche piccola difficoltà in più, anche modelli con sistema Android come i Samsung o Nexus di Google.
Tuttavia, per molti di noi, per pigrizia o difficoltà oggettive, l’utilizzo degli smartphone rimane ancora un’esperienza tutt’altro che piacevole. Per aiutare questa tipologia di utilizzatori, la ditta Audiologic di Padova ha sviluppato un software per telefoni Android che ne semplifica di molto l’utilizzo, pur mantenendo invariate quasi tutte le caratteristiche di uno strumento di questo tipo.
Il prodotto, presentato anche nella nostra sezione nel mese di novembre, si chiama Audiophone e permette di impiegare uno smartphone Android per tutte quelle funzionalità che generalmente un non vedente richiede.
Più in dettaglio, con Audiophone possiamo effettuare telefonate, leggere e scrivere sms, consultare la rubrica telefonica, gestire un’agenda appuntamenti e consultare la nostra posta elettronica. Vi sono anche funzionalità più interessanti che fanno di questo programma uno strumento ancora più versatile. E’ possibile, per esempio, navigare in internet, leggere i giornali messi a disposizione con il servizio Evalues dell’Unione, scattare una foto ad un documento e leggerlo direttamente come se fosse scannerizzato con un computer, leggere testi, ascoltare musica e così via.
Sono tutte funzionalità che possono rendere ad un non vedente la vita più facile, permettendogli di acquisire autonomia nelle più semplici funzioni quotidiane.
Audiophone è disponibile in tre versioni, a seconda di quello che vogliamo ottenere. Nella versione più completa dispone anche di una funzionalità di video ingranditore che permette agli ipovedenti di leggere materiale cartaceo, sfruttando la fotocamera come lente.
Per utilizzare lo smartphone, Audiologic ha pensato di ricostruire, attraverso una pellicola forata, una tipica tastiera telefonica, facilitando notevolmente le operazioni a coloro che non se la sentono di affrontare interamente l’utilizzo di un touchscreen. Altra possibilità è quella di utilizzare ogni funzionalità del software mediante comandi vocali, così da non dover quasi mai interagire direttamente con il telefono.
Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, può contattare la nostra sezione per avere una dimostrazione pratica, visto che la ditta ci ha fornito un modello di Audiophone, da mostrare a chiunque voglia conoscere meglio questo tipo di tecnologia.

Alessio Lenzi
Responsabile Comitato Informatico UICI Torino

In visita a EXPO Milano 2015
Comprendere l’importanza dell’alimentazione e della biodiversità

Martedì 8 Settembre un gruppo di ciechi, ipovedenti e persone con pluriminorazioni dell’UICI di Torino è partito alla volta di Milano, per una visita all’Expo.
Come noto, la manifestazione, che è durata dal 1 maggio al 31 ottobre di quest’anno, aveva come tema fondamentale “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Si è cercato di trattare, nei diversi padiglioni, tutto ciò che riguarda l’alimentazione: dall’educazione alimentare alla grave mancanza di cibo e di acqua che affligge molte zone del mondo.
Milano era già stata sede di un esposizione internazionale nel 1906 che aveva come tema “i trasporti”. A più di un secolo di distanza l’Expo ha rappresentato per l’Italia una vera e propria sfida che fortunatamente si è conclusa in modo più che positivo.
All’interno del sito espositivo, erano presenti quattro aree tematiche alle quali si aggiungeva il padiglione urbano della Triennale di Milano.
Siamo giunti alle 9 e, alle 10, siamo finalmente entrati nell’area dell’Expo, fruibile ed accessibile ai disabili, con particolare attenzione per i disabili visivi, data la presenza di percorsi tattili.
I padiglioni erano numerosi e non c’era certo il tempo di visitarli tutti: il gruppo si è quindi diviso, per permettere ai gruppi più ristretti di visitare ciò che più li attraeva e di fare le proprie esperienze in piena libertà.
La maggior parte dei padiglioni offriva ai visitatori una comunicazione prevalentemente visiva: un ostacolo che, tuttavia, il disabile visivo poteva superare, almeno in parte, se accompagnato da una persona in grado di descrivergli con attenzione e sensibilità tutto ciò che vedeva attraverso i grandi schermi luminosi.
Fra le visite più suggestive va senz’altro segnalata quella del padiglione del Marocco, nel quale era stata ricostruita la tipica atmosfera di un mercato di spezie arabo: un’esperienza estremamente interessante e coinvolgente dal punto di vista olfattivo.
Altre esperienze olfattive sono state possibili nel padiglione della Colombia allestito su diversi piani, ciascuno dei quali ospitava piante appartenenti alle diverse fasce climatiche della nazione, mentre l’allestimento botanico del Kuwait ci ha consentito di toccare piante del tutto sconosciute in quanto crescono soltanto nel continente asiatico.
E’ stato molto piacevole immergersi nel bosco del padiglione austriaco: siamo stati avvolti da un senso di frescura che non derivava della climatizzazione ma dal microclima prodotto delle piante stesse. Alcuni, poi, sono stati attratti dalla particolarità del padiglione del Brasile, una rete interattiva che collegava tre piani: camminando su di essa, i visitatori, mediante appositi sensori, potevano interagire con ciò che li circondava, modificando anche i suoni e le luci. Così si voleva alludere alla possibilità di coniugare lo sviluppo tecnologico con quello agricolo, per produrre sempre meglio e sempre di più, nel rispetto della natura, riuscendo così a sfamare anche tutti coloro che ora vivono nelle misere Favelas a ridosso delle grandi città.
Infine un cenno particolare va dedicato al padiglione Italia, che ha evidenziato la cultura e le tradizioni nazionali legate al cibo e all’alimentazione, caratterizzate dall’alta qualità delle materie prime e dei prodotti finali. Il Padiglione Italia era composto dal Palazzo Italia, dai quattro edifici sul Cardo e dalla Lake Arena. Nelle quattro piazzette commerciali, all’interno del Cardo, abbiamo potuto gustare alcuni tipici prodotti italiani, preparati in modo eccellente: gelato, pizza, latticini e salumi e soprattutto pane e del buon vino.
Che dire dell’albero della vita? E’ un opera senza dubbio maestosa e affascinante, situata all’interno della Lake Arena, circondata da uno specchio d’acqua intorno al quale sono collocate delle gradinate.
Lo spettacolo è magnifico e tutti i nostri accompagnatori ne sono rimasti entusiasti: l’albero (che quasi certamente resterà nel sito permanentemente, a memoria di Expo 2015) si innalza fino a 37 metri di altezza ed è costituito da un complesso intreccio di legno e acciaio che la sera si illumina creando magiche suggestioni sullo specchio sottostante.
Alle 22 ci siamo nuovamente riuniti per il rientro. Tutti i partecipanti hanno espresso giudizi positivi, sottolineando soltanto che il tempo a disposizione era stato troppo breve e non ci aveva consentito di approfondire le visite, costringendoci a tralasciare padiglioni che, senz’altro, sarebbero stati molto istruttivi al fine di una migliore conoscenza della cultura, della tecnologia e dell’alimentazione di molti altri Paesi.
Si è trattato comunque di una visita indimenticabile e di una sfida importante per la nostra sezione: un esempio di intraprendenza e di vitalità culturale.

Titti Panzarea

Alla Banca d’Italia per scoprire le nuove banconote
Un prezioso momento di informazione e formazione

Giovedì 22 ottobre una delegazione UICI Torino, insieme con altre associazioni di categoria, è stata invitata presso la sede torinese della Banca d’Italia per partecipare a un’interessante iniziativa. Si è trattato di un momento formativo, incentrato sulle banconote attualmente in circolazione, con particolare attenzione a quelle della nuova Serie Europa, che stanno gradualmente sostituendo le prime emissioni. L’intento principale della giornata era quello di fornire alle persone disabili alcuni elementi per riconoscere i vari tagli delle banconote e individuarne le caratteristiche di sicurezza, mettendosi (per quanto possibile) al riparo da truffe.
Arrivati nella storica sede di via Arsenale, siamo stati accolti da alcuni responsabili della Banca d’Italia che ci hanno guidato alla scoperta della cartamoneta, con le sue tante caratteristiche. E’ stato possibile avere tra le mani, in anteprima, la nuova banconota da 20 Euro della Serie Europa, che è entrata ufficialmente in circolazione a fine novembre. Rispetto alla “vecchia” banconota diffusa finora, essa ha caratteristiche innovative utili per i disabili visivi: sui margini destro e sinistro sono presenti delle serie di trattini in rilievo, realizzate con una particolare tecnica di stampa, detta calcografica. In rilievo sono anche la cifra, le iscrizioni e le immagini principali. Inoltre è presente una “finestrella” trasparente, facilmente individuabile con l’esplorazione tattile. Caratteristiche simili erano già state introdotte nei tagli della Serie Europa da 5 e 10 Euro. Questi accorgimenti, frutto di un confronto tra associazioni di categoria e Banca Centrale Europea, sono il segno di una crescente attenzione verso le esigenze e le problematiche dei disabili visivi.
Gli operatori della Banca d’Italia ci hanno anche dato la possibilità di maneggiare alcune banconote false e di confrontarle con quelle autentiche. Spesso i falsi vengono realizzati con tecniche non eccessivamente sofisticate e dunque un’analisi attenta (che sappia quali elementi ricercare) permetterebbe di smascherarli con relativa facilità (anche per i non addetti ai lavori). I truffatori, purtroppo, fanno affidamento sulla fretta, tipica della vita quotidiana, che solitamente non consente di porre molta attenzione ai dettagli. Ecco perché un momento di formazione può risultare molto utile. L’incontro, il primo di questo genere a Torino, è stato apprezzato dai partecipanti. Ci auguriamo che iniziative del genere possano ripetersi in futuro.

Il disegno per le mani: castello del Valentino in rilievo
Una mostra per “vedere” uno dei monumenti simbolo della città

La sala Feste e Fasti del Castello del Valentino ha ospitato dal 17 al 19 settembre 2015 la mostra “Il disegno per le mani. Castello del Valentino in rilievo”.
Sono state presentate al pubblico le tavole tattili realizzate, con la tecnica di stampa in rilievo stereoplastica, comunemente chiamata “Minolta”, dagli studenti dei Corsi di Laurea in Architettura nell’ambito del workshop organizzato dagli architetti Cristina Azzolino e Angela Lacirignola con il coordinamento scientifico delle professoresse Anna Marotta e Annalisa Dameri del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e la collaborazione dell’architetto Rocco Rolli di Tactile Vision Onlus.
Il workshop è stato per gli studenti un momento di riflessione sulle differenti modalità percettive dello spazio e una occasione di incontro e confronto con coloro che utilizzano in modo prioritario o esclusivo i sensi che compensano le difficoltà visive per conoscere il mondo che li circonda. La sfida è stata quella di mettersi in gioco in prima persona e cambiare il punto di vista per accrescere le proprie sensibilità e allargare le capacità di pensiero personali e professionali.
Partendo dall’analisi delle esigenze specificatamente legate alle malattie della vista e alle modalità di percezione, gli studenti hanno affrontano il tema della rappresentazione dello spazio costruito alle persone non vedenti attraverso un laboratorio sperimentale. Il caso studio individuato è stato il Castello del Valentino, residenza sabauda e patrimonio dell’Unesco, oggi sede della Scuola di Architettura del Politecnico di Torino.
Il racconto degli studenti parte dalla narrazione dell’evoluzione storica e propone una selezione delle tappe principali della cronologia costruttiva mettendo in evidenza le trasformazioni e gli ampliamenti che si sono succeduti a partire dal Cinquecento. Giunti alla conformazione attuale dell’edificio si illustrano: la collocazione del castello e il suo rapporto con il fiume, il parco, la collina e la città; l’articolazione dei volumi e la loro composizione: corpo principale, maniche laterali, torri, avancorpi, portici, logge, corte; le altezze, le forme principali, i cambi di quota. Seguono le tavole di descrizione dei prospetti e delle sezioni principali, della zona aulica, delle torri, fino al dettaglio di alcuni elementi principali: il loggiato, la composizione della aperture, le incavallature delle coperture, gli apparati decorativi delle sale auliche.
Ogni tavola riporta in alto a sinistra il titolo in nero e in Braille e nell’angolo in basso a destra il QRcode che rimanda alla descrizione audio e al testo di lettura per le mani.
Il workshop e la mostra sono stati realizzati grazie ai Fondi per progetti di miglioramento della didattica 2014 del Politecnico e patrocinati dalla sezione di Torino dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Con l’UICI è stata possibile, attraverso una visita guidata dedicata, una verifica dell’efficacia del materiale elaborato dagli studenti, sia per gli aspetti formali sia nei contenuti, e della sua replicabilità al castello o in altri luoghi di interesse storico e culturale.
L’esperienza condotta, riteniamo abbia una valenza fortemente formativa, oltre che etica, per gli studenti che scoprono, talvolta per la prima volta, l’esistenza di altri modi di percepire e vivere il mondo rispetto a quelli a cui siamo convenzionalmente abituati e che diamo per scontato essere universali. Entrando in relazione sincera con questi mondi si imparano molte cose, che vanno al di là dell’apprendimento di una tecnica.

Cristina Azzolino, Angela Lacirignola
Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino
Quando il cinema è per tutti
Due giorni di proiezioni accessibili

Martedì 1 e mercoledì 2 dicembre si è svolta a Torino la rassegna CinemAccessibile, una preziosa manifestazione che ha esplorato i rapporti tra film e disabilità, in vari contesti e sotto diversi aspetti. Promossa dall’Università di Torino, l’iniziativa ha visto il coinvolgimento diretto della nostra sezione UICI Torino, che ha partecipato come ente co-finanziatore e ha avuto un ruolo centrale nel rendere i contenuti accessibili alle persone cieche e ipovedenti. I disabili visivi, infatti, hanno assistito alle proiezioni con l’ausilio di auricolari, mentre una voce narrava loro le scene senza dialoghi.
Per la rassegna sono stati scelti tre film d’autore. Decisamente drammatico il carattere del primo, Dancer in the dark di Lars Von Trier, incentrato sulla disabilità visiva, ma va osservato che la cecità della protagonista è da intendersi più come metafora che come reale condizione di vita. Il secondo film, Marianna Ucria di Roberto Faenza, ambientato nella Sicilia del XVIII secolo, ripercorre la vita di una donna sordomuta, fra discriminazioni, incomprensioni e conquiste, fino al disvelamento di un tragico segreto. Infine Il lato positivo di David O. Russell, affronta il delicatissimo tema della disabilità psichica, in una storia che coniuga drammaticità e leggerezza. Benché diversissime, tutte le pellicole hanno offerto spunti di riflessione.
Sul piano tecnico, rispetto ad altre manifestazioni di questo genere, CinemAccessibile ha sperimentato un nuovo sistema per l’audiodescrizione. E’ stato infatti impiegato un software, attualmente sperimentato dall’I.Ri.Fo.R. di Macerata, che consente di aggiungere alla traccia audio del film alcune sezioni di testo lette da una voce sintetica. Rispetto al metodo tradizionale, che si avvale del contributo di attori, questo sistema produce un risultato meno espressivo, ma è più rapido e soprattutto permette di abbattere notevolmente i costi di post-produzione, cosa che apre promettenti orizzonti per il futuro.
All’interno della rassegna è stato inserito anche un momento di confronto e dibattito, moderato dal prof. Fabio Levi, docente all’università di Torino e storico amico della nostra sezione. Unanime l’apprezzamento per i risultati ottenuti, anche se vanno perfezionati e consolidati.
«Da sempre la nostra associazione si batte per difendere i diritti materiali e morali dei disabili visivi – ha dichiarato, durante l’inaugurazione, il presidente UICI Torino Franco Lepore – Questi diritti includono anche l’accesso alla cultura e alla conoscenza. Sarebbe bello che un giorno una persona cieca potesse entrare in un qualsiasi cinema e sentirsi a casa, condividendo con i vedenti le emozioni di un film. Per questo abbiamo scelto con convinzione di sostenere CinemAccessibile, che speriamo sia la prima tappa di un fruttuoso cammino».

Torino Film Festival
Sabato 28 novembre si è svolta al cinema Massimo di Torino l’unica proiezione accessibile organizzata nell’ambito del Torino Film Festival, rassegna cinematografica di respiro internazionale in programma sotto la Mole nel periodo autunnale.
La pellicola scelta era “Terrore nello spazio”, film di fantascienza firmato nel 1965 dal regista Mario Bava, che è stato un modello e una fonte di ispirazione per opere come “Alien” di Ridley Scott. La proiezione era attenta a varie forme di disabilità sensoriale: per i ciechi era presente il servizio di audiodescrizione
L’iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Carlo Molo Onlus, in collaborazione con Torino Film Festival e Subti-Access, nell’ambito del progettoTorino + Cultura Accessibile.

Prossimamente…
Lunedì 18 gennaio (ore 21) al cinema Massimo di Torino verrà proiettato in anteprima il film-documentario “Il colore dell’erba” della regista Juliane Biasi Hendel, che affronta il tema della disabilità visiva raccontando il desiderio di libertà di due adolescenti cieche. Il film è prodotto dalla casa torinese Indyca. I commenti sonori sono di Mirco Mencacci, non vedente, montatore del suono tra i più affermati in Italia e non solo. Le proiezioni saranno replicate il 1 e il 2 febbraio.
Una visita a palazzo Lascaris
Arte, storia e politica per conoscere meglio la nostra città

Il 15 settembre, in un azzurro pomeriggio di sole, di quelli in cui meglio risaltano le sfumature grigio-rosate che caratterizzano l’arte Barocca piemontese, grazie alla disponibilità e alla sensibilità della Direzione regionale, abbiamo potuto visitare palazzo Lascaris.
Eravamo un gruppo di non vedenti e ipovedenti, accompagnati da alcuni volontari e, sul portone, siamo stati accolti dalle due guide, Vincenzo Cutri e Mariella Ochetti che, prima di introdurci nel palazzo vero e proprio, ci hanno descritto la pianta dell’edificio in modo che potessimo renderci conto della sua posizione nello spazio, fornendoci utili ragguagli sull’architettura Barocca.
Il palazzo, infatti, è stato costruito tra il 1663 e il 1665 da Domenico Bernardi su disegno di Amedeo di Castellamonte per il conte Giovanni Battista Beggiamo di Sant’Albano e Cervere e, nel corso dei secoli è stato rimaneggiato dai diversi proprietari.
Durante la Seconda Guerra Mondiale è stato colpito da un bombardamento ed in parte danneggiato. Nel dopoguerra ha ospitato la sede della Camera di commercio fino al 1975 quando è diventato proprietà della Regione Piemonte.
I restauri hanno nuovamente riportato alla luce la parte Seicentesca del palazzo.
Successivamente siamo saliti al primo piano dove siamo venuti a contatto diretto con le opere d’arte contenute nell’edificio: statue, arredi, quadri ed arazzi.
Vincenzo e Mariella, con competenze e professionalità, ci hanno guidato nell’esplorazione tattile di tutto ciò che era possibile toccare, descrivendoci dettagliatamente quadri ed arazzi.
Ci ha particolarmente colpito la solennità della stanza presidenziale e della sala consiliare.
Inevitabilmente il pensiero è andato ai molti personaggi appartenenti alla nobiltà o alla politica che hanno caratterizzato, ciascuno a suo modo, la storia di Casa Savoia e la politica risorgimentale.
Dopo aver attraversato il cortile, anch’esso restaurato, siamo scesi nell’aula regionale, dove l’assemblea dei consiglieri e degli assessori, discute e vota le leggi che successivamente vengono promulgate ed applicate in tutta la Regione:
l’ambiente è molto vasto ed ogni postazione è dotata delle necessarie apparecchiature tecniche ed informatiche. Proprio in quest’aula, le guide, dopo averci descritto sommariamente i compiti e gli incarichi dei consiglieri, degli assessori e delle singole commissioni, ci hanno fatto dono di un opuscolo scritto in Braille, contenente le notizie più importanti sulle successive trasformazioni del Palazzo e sui proprietari che lo hanno abitato.
Al termine della visita ci è stato consegnato un questionario, appositamente predisposto per noi, in cui ci veniva richiesto di definire il nostro grado di soddisfazione e la competenza e la disponibilità delle guide. Tutti i partecipanti hanno espresso apprezzamenti più che positivi.
Ringraziamo sentitamente tutti coloro che hanno reso possibile questa visita, che verrà riproposta ad altri soci che per questioni organizzative non hanno potuto partecipare. Un particolare ringraziamento va rivolto al dott. Domenico Tomatis che ha approvato questa iniziativa, permettendoci di realizzare un opportunità che ha, senza dubbio, arricchito culturalmente, facendoci sentire più vicini alle istituzioni politiche della nostra città.

Flavia Navacchia

Profumi e colori dell’autunno
Visita ad Alba e Canelli

Domenica 18 ottobre, la gita organizzata dall’U.N.I.Vo.C. ha avuto come meta la città di Alba, in occasione dell’annuale “fiera del Tartufo Bianco”. Alba è il centro principale delle Langhe ed è conosciuta, oltre che per i suoi tartufi, anche per l’industria dolciaria della Ferrero e i vigneti che la circondano.
All’arrivo presso la piazza del mercato, in mezzo alla folla dei visitatori italiani e stranieri, il nostro olfatto è stato colpito da una quantità di profumi insoliti che caratterizzano la stagione autunnale: caldarroste, funghi porcini, salumi e l’odore più acuto, caratteristico e penetrante, del tartufo. Per chi viene da Torino è come riscoprire un mondo legato ai ricordi della fanciullezza, quando anche nel centro della nostra città si poteva sentire il profumo delle caldarroste che segnavano il ritorno a scuola e l’avvicinarsi del freddo.
Naturalmente abbiamo visitato, nel Cortile della Maddalena, il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco. Nei diversi banchi, oltre all’esposizione dei tartufi, si potevano trovare, e in alcuni casi anche assaggiare, molti prodotti aromatizzati al tartufo: salumi, formaggi, pasta. Non mancavano i dolci tipici della zona, soprattutto a base di nocciola: dalle torte ai cioccolatini; il tutto accompagnato da un buon vino delle Langhe. Ci è stato possibile, grazie alla disponibilità dei venditori, toccare i due tipi di tartufo: quello nero, meno pregiato, dalla consistenza di una piccola patata granulosa, quello bianco, molto più pregiato e dal prezzo quasi inaccessibile (anche 490 € all’etto!) con la stessa forma ma dalla superficie liscia e vellutata. Ognuno ha comprato specialità a basa di tartufo e la mattinata è trascorsa molto velocemente. Per il pranzo ci siamo spostati a Canelli, presso il Ristorante Enoteca Regionale dove ci è stato servito un pasto decisamente buono, compreso il vino, che naturalmente in quelle zone è di ottima qualità.
Il pomeriggio è stato dedicato alla visita di una storica cantina di Canelli, la Cantina Bosca. Siamo stati accolti da due guide che, prima di farci visitare i diversi ambienti, ci hanno fornito alcuni cenni sulla storia del luogo, a partire dalla sua fondazione da parte di Luigi Bosca nel 1831 fino agli attuali tre proprietari della stessa famiglia che si sono affermati in campo internazionale, affacciandosi anche al mercato arabo con un nuovo vino a bassissima gradazione alcolica, presentato in due gusti diversi: pesca e lampone del quale ci hanno fatto gentile omaggio. Successivamente ci hanno descritto il processo di vinificazione, metodo “champenoise”, metodo tradizionale: ci hanno spiegato che, per ottenere le famose bollicine, vengono introdotti nelle bottiglie zuccheri e lieviti speciali. La bottiglia poi viene chiusa da un tappo a corona e rimane capovolta per un certo periodo fino a che i lieviti impoveriti si depositano sul tappo. A questo punto un apposito macchinario congela il vino contenuto nel collo della bottiglia per poi eliminarlo e sostituirlo con altro vino e infine ritapparla col tappo in sughero e l’apposita gabbietta. Infine le bottiglie vengono risistemate negli scaffali e sono così pronte per la successiva commercializzazione.
Siamo scesi anche in una parte della cantina che dopo l’alluvione del 1994 non è stata più riattivata: una targa ricorda quell’evento e la partecipazione attiva di tutta la comunità di Canelli e dell’esercito per liberare i locali dal fango e dai detriti. Una significativa testimonianza del grave danno subito ma allo stesso tempo della voglia di non arrendersi e di andare avanti, è costituita da una parete ricoperta dalle bottiglie recuperate e non più utilizzabili. Infine le guide ci hanno informato che le cantine di Canelli, Bosca, Contratto, Coppo e Gancia, costituiscono le cosiddette “cattedrali sotterranee” e sono state dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La visita si è conclusa con un brindisi collettivo e, per chi lo desiderava, l’acquisto dello spumante locale. Alle 17:30 è giunta l’ora di prendere la via del ritorno, di abbandonare quel paesaggio caratterizzato da boschi e vigneti in cui le foglie non più verdi e non ancora secche, assumono un colore fra il rosso e il giallo che, illuminato dagli ultimi raggi del sole al tramonto, è capace di creare magiche suggestioni che non hanno nulla da invidiare alla magnificenza dell’estate.

Flavia Navacchia
Il taccuino: notizie brevi

L’U.N.I.Vo.C. cerca volontari
Attraversare la strada, prendere un autobus o un treno, fare la spesa in un supermercato, andare dal medico, in banca, alla posta o anche solo fare una passeggiata: ecco alcune attività che un vedente svolge in modo automatico, ma che per un disabile visivo possono nascondere ostacoli difficili da superare. Nasce da questa consapevolezza l’impegno dell’U.N.I.Vo.C. (Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi). Per portare avanti la sua insostituibile attività, la sezione torinese è alla ricerca di nuovi volontari. Gli interessati possono telefonare al numero 011 53 55 67 oppure scrivere una e-mail all’indirizzo univocto@univoc.org.

Uffici aperti fino alle 20 ogni primo giovedì del mese
La nostra sezione offre un nuovo spazio di incontro: il primo giovedì di ogni mese la sede di corso Vittorio Emanuele 63 chiude alle ore 20. Dalle 18 alle 20, infatti, i locali restano a disposizione di tutti: comitati, commissioni e settori di lavoro interni alla sezione, gruppi di soci che vogliano riunirsi per discutere, organizzare iniziative o semplicemente scambiare quattro chiacchiere. Per particolari esigenze logistiche (relative, ad esempio a tavoli, sedie, etc.), è preferibile avvisare in anticipo la segreteria.

I comitati Pari Opportunità e Centralinisti incontrano i soci
Ogni venerdì, dalle 17 alle 18, nella nostra sede di corso Vittorio Emanuele 63, un componente del Comitato Pari Opportunità, a rotazione, sarà disponibile per incontrare, anche telefonicamente, chiunque abbia quesiti da sottoporre, proposte da suggerire o semplicemente voglia conoscere le tante attività che la nostra sezione organizza a sostegno delle donne con disabilità visiva.
Anche il Comitato Centralinisti propone un’iniziativa analoga: il lunedì dalle 17 alle 18 è possibile confrontarsi su necessità e problemi legati a questa professione.

Primo anno al Centro Riabilitazione Visiva di Ivrea: facciamo il punto
La nostra sezione ha appena festeggiato il suo primo anno al Centro di Riabilitazione Visiva (Crv) di Ivrea. Attualmente i disabili visivi residenti nel Canavese possono contare su un’ampia rete di servizi: dai corsi di informatica alla ginnastica posturale, dall’assistenza scolastica alla consulenza pensionistica, dalla musicoterapia per adulti e bambini ai gruppi di auto-mutuo-aiuto, senza dimenticare gli incontri di lettura e il corso di cucina, che sta riscuotendo notevole successo. Tra le ultime proposte, “Sinfo-Ascolto”, un percorso di avvicinamento alla musica classica. E’ stato anche attivato un servizio di trasporto, che permette di raggiungere più facilmente il Centro. Per informazioni 0125 41 48 83, crvivrea@libero.it

Violenza contro le donne: mai abbassare la guardia
Le donne cieche e ipovedenti rischiano di essere due volte discriminate: in quanto donne e in quanto disabili. Ecco perché non bisogna mai abbassare la guardia. Mercoledì 25 novembre 2015, Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, una delegazione UICI Torino è intervenuta in un’importante tavola rotonda, organizzata da Centro di Supporto e Ascolto contro la Violenza Demetra, Città della Salute e della Scienza di Torino, Ufficio per la Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi di Torino. L’incontro si è focalizzato sui casi di violenza che hanno per vittime le persone più fragili (i minori, gli anziani, gli stranieri, i disabili) e ha cercato di proporre alcuni interventi per modificare l’atteggiamento sociale. Sono tutti temi sui quali la nostra sezione, in particolare attraverso il Comitato Pari Opportunità, è al lavoro da anni.

Giornata Mondiale della Vista
Bilancio decisamente positivo per le iniziative di prevenzione organizzate dalla nostra sezione, in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB), durante la Giornata Mondiale della Vista (8 ottobre). 303 persone sono state visitate gratuitamente da uno staff di oculisti presso il gazebo allestito in piazza Castello. A corollario di questa iniziativa, si è svolto un interessante convegno sulle malattie oftalmiche degli adulti, tenuto dal prof. Savino D’Amelio,  direttore del Dipartimento Malattie Oculistiche dell’Ospedale Oftalmico di Torino.

Seconda Assemblea dei Soci
Si è svolta sabato 21 novembre 2015 nei locali di via Nizza 151 la seconda Assemblea Annuale dei soci UICI Torino. E’ stato un momento significativo, molto partecipato, ma soprattutto connotato da un confronto pacato e di alto livello.
E’ emersa, molto chiara, la volontà dei soci di mettersi in gioco in prima persona, contribuendo all’ampliamento e al miglioramento delle già tante realtà esistenti, dal gruppo anziani ai comitati di supporto per le professioni storiche, dalla polisportiva alle pari opportunità, dalle nuove tecnologie agli interventi socio-sanitari.

Auguri!
La sezione UICI Torino desidera porgere ai soci e alle loro famiglie, agli amici e a tutti coloro che quotidianamente si spendono per i diritti e l’integrazione, i migliori auguri di un buon Natale e di un sereno 2016, ricco di soddisfazioni e gioia.

Vicenza – Festa di Santa Lucia, di Marina Tescari

Autore: Marina Tescari

In data 13 dicembre 2015 l’UICI di Vicenza ha festeggiato, come di tradizione, la giornata mondiale di Santa Lucia presso la scuola media Dino Carta di Vicenza.
Si è parlato di accessibilità web, di ausili per non vedenti e ipovedenti, presentando l’ultimo video ingranditore con sintesi vocale e i più recenti modelli di cellulari Smartphone.
Molto interessante è stata anche la presentazione del progetto “La mente creativa ed il cervello plastico”, tenuta da Roberto Bottini della CIMeC – Centro Interdipartimentale Mente e Cervello e dalla studentessa Elisa Crestale della facoltà di Scienze Cognitive di Trento.
Un confronto tra vedenti e non vedenti per capire come il pensiero ed il cervello si ri-organizzano quando la visione viene a mancare.
Il progetto, per il quale ci è stato proposto di collaborare, ha due obiettivi principali: il primo è quello di scoprire in che modo i processi di pensiero e il sistema concettuale umano si riorganizzano nei non vedenti (congeniti o acquisiti) per lavorare con efficienza in mancanza della vista. Le aree della conoscenza che lo studio sta indagando vanno dalla matematica alla percezione di voci e suoni, dal tatto al pensiero astratto, alla memoria;
il secondo obiettivo è quello di capire come il cervello renda possibile questi adattamenti e scoprire i limiti e le possibilità della plasticità cerebrale.
Nel pomeriggio è stata organizzata un’asta per raccogliere fondi a favore della sezione, significativa è stata la generosità dei partecipanti.

Il Presidente Marina Tescari e il Consiglio Direttivo ringraziano tutti i Soci, che con la loro presenza hanno arricchito tale festa e quanti hanno dato il loro prezioso contributo nella realizzazione dell’evento, in particolare Paolo Carraro della Voicesystem e i tecnici della Cambratech.

Marina Tescari

Macerata – Incontro-dibattito con il Prof. Enzo Bizzi

Incontro-dibattito con il Prof. Enzo Bizzi (psicopedagogista esperto in tiflologia) per discutere di disabilità visiva e didattica speciale, riservato a docenti, genitori e assistenti all’autonomia.
Venerdì 18 dicembre – Ore 15.30.
Preso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata.
Piaggia dell’Università, 2 – Aula 4. Ingresso libero

Firenze – Newsletter dell’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti Firenze Gennaio 2016

Doppio senso: percorsi tattili alla collezione Peggy Guggenheim
“Il tatto è la capacità di descrivere gli altri come loro stessi si vedono” Abraham Lincoln
Un museo per tutti? Succede a Venezia, dove le porte di Palazzo Venier dei Leoni si aprono per far sì che il suo patrimonio artistico possa essere sempre più accessibile. Le opere d’arte non si possono toccare, è una regola di base, ma alla Collezione Peggy Guggenheim esiste l’eccezione, grazie all’innovativo progetto “Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim”: un percorso di accessibilità dedicato al pubblico con disabilità visive che attraverso il senso del tatto porterà alla conoscenza di alcuni capolavori collezionati dalla mecenate americana, riprodotti in rilievo su tavolette in resina. In occasione di quattro appuntamenti, che si svolgeranno presso la collezione tra fine ottobre 2015 e gennaio 2016 (31 ottobre, 14 novembre, 12 dicembre, 9 gennaio, per un massimo di nove partecipanti ad appuntamento, suddivisi in tre fasce orarie, 14 – 14.45 – 15.30), visitatori non vedenti e ipovedenti, ma anche vedenti, saranno invitati a prendere parte a percorsi tattili guidati che permetteranno loro di fruire sia di alcune opere della collezione permanente (“Ritratto di Frau P. nel Sud” di Paul Klee, “Verso l’alto (Empor)” di Vasily Kandinsky) che di due capolavori della mostra temporanea V.S. Gaitonde. Pittura come processo, pittura come vita.
Gli incontri si articolano in due momenti: si comincia con una visita tattile con Valeria Bottalico, ideatrice e curatrice del progetto, e successivamente segue un laboratorio condotto dall’artista non vedente Felice Tagliaferri. I lavori analizzati durante i quattro appuntamenti saranno tradotti in rilievo e accompagnati da schede tecniche descrittive redatte in Braille e in carattere grafico ad alta leggibilità. I testi delle schede saranno inoltre accessibili anche come file audio scaricabili all’interno di una sezione del sito del museo, appositamente dedicata e consultabile dai non vedenti (http://www.guggenheim-venice.it/doppio-senso/percorsi-tattili.html). Il progetto prevede la formazione dello staff del museo preposto all’accoglienza, ai servizi per i visitatori, allo shop, alle attività educative, ai progetti editoriali e alla comunicazione.
Un percorso sperimentale, nuovo quanto unico, che nasce con l’obiettivo di promuovere il ruolo sociale ed educativo del museo come luogo di incontro e di inclusione, nonché di valorizzare il suo immenso patrimonio culturale, rendendolo accessibile a tutti, in linea con la “mission” della Collezione Peggy Guggenheim, ovvero di contribuire alla conoscenza e alla diffusione dell’arte moderna e contemporanea in Italia e nel mondo. L’iniziativa avvia oltre sì un processo di sensibilizzazione alla fruizione attraverso il tatto, intesa come esperienza conoscitiva altra, rispondendo così all’articolo 30 della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità “Gli Stati riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale [..]”
Contestualmente ai quattro appuntamenti di visite guidate e laboratori, i bambini dai 6 ai 12 anni avranno l’occasione di partecipare a quattro workshop domenicali alla Collezione Peggy Guggenheim, che si inseriscono nella programmazione dei Kids Day, sempre condotti da Felice Tagliaferri (1, 15 novembre, 13 dicembre, 10 gennaio, dalle 15 alle 16.30).

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e si svolgono alla Collezione Peggy Guggenheim (Dorsoduro 701, Venezia), raggiungibile con il vaporetto, Linea 1/2, fermata Accademia.

Per informazioni: doppiosenso@guggenheim-venice.it ;
per prenotazioni, a partire dal lunedì precedente ciascun appuntamento, tel. 041.2405401/444.

“Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim” è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto Ciechi di Milano che ha eseguito la riproduzione in rilievo delle opere della collezione permanente, prestato la consulenza per la creazione della pagina web accessibile e seguito la trascrizione in Braille delle opere selezionate. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Onlus ha contribuito a promuovere il progetto che gode del patrocinio di ICOM Italia (International Council of Museums Italia). Il programma è reso possibile grazie al contributo di The Gordon and Llura Gund Foundation.
Valeria Bottalico è ricercatrice e formatrice nell’ambito dell’accessibilità museale e socio ICOM (International Council of Museums) Italia e membro delle Commissioni tematiche “Educazione e Mediazione” e “Accessibilità museale”. Collabora con diverse istituzioni museali e istituti scolastici per cui progetta e coordina attività educative con attenzione ai temi dell’accessibilità. Da cinque anni sta conducendo una ricerca dedicata alla mediazione e alla fruizione del patrimonio culturale per un pubblico di persone non vedenti e ipovedenti in chiave inclusiva.
Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente noto a livello internazionale e fondatore della Chiesa dell’Arte, scuola di arti plastiche. Le sue creazioni sono sculture “non viste”, che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l’uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili. Lavora con materiali diversi: creta, marmo, legno o pietra, ed è anche insegnante. La sua arte è stata definita da diversi esperti del settore “arte sociale” per l’impegno che caratterizza le sue mostre.
Per maggiori informazioni: http://www.guggenheim-venice.it/doppio-senso/percorsi-tattili.html

La Scuola del Bosco – Spunti per un progetto didattico inclusivo nella Scuola Primaria
L’IRIFOR di Macerata, in collaborazione con la casa editrice Marcianum Press e l’Università degli Studi di Macerata ha realizzato il primo progetto in Italia di libro illustrato audiodescritto per attività inclusive nella Scuola Primaria, in classi ove siano presenti alunni con disabilità visiva e DSA.
La Scuola del Bosco è una favola illustrata che abbraccia il mondo scientifico della fauna e della flora. Tutto avviene con un linguaggio descrittivo arricchito dall’utilizzo della personificazione e da specifici suoni onomatopeici. Qui, magicamente, le conoscenze si traducono in abilità. Il progetto suggerisce all’insegnante di Scuola Primaria una serie di percorsi e attività da svolgere con l’intero gruppo classe, anche in presenza di alunni con disabilità visiva che, pur non potendo fruire delle parti illustrate, hanno a disposizione una versione audio dell’intera opera, scaricabile gratuitamente.
In questo libro si dà importanza sia all’attività manuale che ludica. Entrambe permettono di imparare a comprendere il pensiero logico di causa ed effetto, i rapporti di spazio e di tempo, le interazioni umane e il senso delle proporzioni.
Durante le attività, la fiaba verrà percepita come “contenitore straordinario di fatti meravigliosi”
dove il bambino prende coscienza di molteplici sentimenti, come la paura, lo stupore, l’avventura, il coraggio, l’amore, la cattiveria, l’invidia, la bontà, l’amicizia…
L’appropriazione delle sfere delle emozioni e dei sentimenti porteranno il bambino vedente, ipovedente e non, a chiarirsi sul mondo in cui vive.
I cinque sensi giocano in modo semplice e piacevole nella natura, in compagnia del Piccolo Popolo e degli animali che vivono e frequentano una scuola immaginaria, ma reale e vicina alla scuola del quotidiano.
Educare il linguaggio dei sensi in modo consapevole è un altro dei fondamentali obiettivi di questo lavoro. Entrare nel mondo dei sensi e allenarli conduce a uno sviluppo delle capacità di associazione e percezione che permettono di evocare ricordi, anche quelli più lontani e/o assopiti.
Questo progetto conduce il bambino al richiamo della gioia che vive nella natura, di cui tutti facciamo parte. Serbare questa gioia e ricordarla avvia l’individuo, anche bambino, a comprendere il senso della vita. Bisogna imparare a ricordare l’effetto di un’esperienza, affinché questa rimanga per crescere.
Attraverso l’esperienza e l’elaborazione sensoriale si riesce a rendere percepibile ogni sostanza.
Entrare nella natura è come entrare nel mondo della musica: dalla logicità e dall’armonia delle percezioni si arriva al sentimento, alla vitalità interiore essenziale per tutti, ma soprattutto per un individuo con disabilità visiva.
Entrare con magia e rispetto nella natura è un qualcosa di meraviglioso che porta nelle attività attenzione, osservazione, creatività, attrazione, curiosità, illuminazione…
Coordinatore del progetto: Mirko Montecchiani.
Testo e illustrazioni: Miriam Dompieri Negri.
Testi per audio descrizione: Francesca Cicconi.
Audio editing: Davide Debenedetti.
Voce narrante: Lara Parmiani.
Voce descrizioni: Gianmarco Ceconi.
Per scaricare gratuitamente l’audiolibro e la scheda progetto visitahttp://www.iriformc.it/scuoladelbosco/
Premio a Faro Cervelli per il suo libro su storie di malasanità di cui è stato vittima
Prestigioso riconoscimento letterario al nostro socio Faro Cervelli per «Il tempo è come una rondine: spicca il volo e se ne va». Cervelli, con il libro nel quale racconta le due storie di malasanità delle quali è stato vittima nell’arco di un decennio, ha ricevuto il premio speciale «Firenze capitale d’Europa» nel corso di una cerimonia il 19 dicembre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. L’autore, nato a Poggibonsi nel 1935, non vedente dal 1992 in seguito a un intervento chirurgico all’addome, ha fermato la sua drammatica vicenda in 25 capitoli da leggere come un messaggio di speranza. La giuria ha riscontrato nelle pagine di Cervelli le qualità di un’opera meritevole di una particolare menzione, da assegnare tra l’altro in una cornice rilevante dal profilo storico e artistico. Il volume è edito da Ibiskos Ulivieri.
Leggendo l’incredibile storia di Faro Cervelli si stenta a credere che una tale concentrazione di sofferenza possa aver colpito una sola persona, nell’arco di pochi decenni; e ancora di più ci si stupisce che un semplice essere umano possa superare simili patimenti senza abbandonare mai la voglia di vivere, la speranza nel futuro, la fiducia nel prossimo. Eppure è così, e il lucido resoconto dell‘autore, totalmente alieno da qualsiasi accento di autocommiserazione, rabbia o pessimismo (peraltro ben giustificabili), si rivela alla fine un inaspettato inno al coraggio e alla gioia di vivere, un invito a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, neppure quando tutto sembra perduto.
Quella di Faro è la straordinaria testimonianza di un sopravvissuto, ma è anche una storia che fa riflettere, sorridere e commuovere, grazie ai tanti valori positivi che attraversano le generazioni e resistono al tempo. L’amore, l’umiltà, la solidarietà si concretizzano in momenti di grande intensità espressiva, come il ricordo – dal sapore proustiano – del padre richiamato alle armi, o il disarmante gesto di altruismo del nipotino, fino allo struggente tributo alla moglie, eroina silenziosa di tante battaglie.

Reggio Emilia – L’Unione Italiana Ciechi di Reggio Emilia insieme alle istituzioni per favorire l’integrazione sociale

Sabato 12 dicembre in Biblioteca Panizzi a Reggio Emilia si sono svolte le premiazioni del XXIV Concorso nazionale di poesia riservato ai non vedenti: presentata la versione in braille e in audiolibro della favola per bambini “Il pinguino senza frac” di Silvio D’Arzo.

Non c’è integrazione senza cultura. Reggio Emilia ha fatto da cornice alla premiazione del XXIV Concorso nazionale di poesia riservato ai non vedenti. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di diversi poeti provenienti da tutta Italia, si è svolta col patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Reggio Emilia, del Comune di Reggio Emilia, dell’Istituto regionale per i Ciechi “G. Garibaldi” di Reggio Emilia, della Presidenza nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e del Consiglio regionale Emilia-Romagna dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Nella giornata è stata presentata anche la versione in braille e in audiolibro della favola per bambini “Il pinguino senza frac” di Silvio D’Arzo, edita da Corsiero Editore e prodotta dalla stamperia dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l’Associazione Scrittori Reggiani e il progetto Reggio Emilia Città Senza Barriere.

Presenti alla cerimonia i poeti vincitori, il maestro Paolo Gandolfi – che ha allietato il pubblico della Sala Planisfero della Biblioteca Panizzi con la sua fisarmonica – diverse autorità e rappresentanti delle Istituzioni locali, tra cui: il Vicesindaco del Comune di Reggio Emilia e Assessore al Welfare Matteo Sassi, la Consigliera della Provincia di Reggio Emilia con delega al Welfare, Sanità, Casa e Pari opportunità Paola Casali, la Presidente dell’Associazione Scrittori Reggiani Clementina Santi, il Direttore scientifico della Biblioteca Panizzi Giordano Gasparini, Andrea Casoli per Corsiero Editore, il Presidente dell’Istituto Regionale “G. Garibaldi” per i Ciechi di Reggio Emilia Sergio Govi, il Vicepresidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Stefano Tortini, il Presidente regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Marco Trombini, la Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per la sezione provinciale di Reggio Emilia Chiara Tirelli e per la sezione di Modena Ivan Galiotto.

“Ringrazio tutti i partecipanti e in particolare i rappresentanti delle Istituzioni per aver condiviso con noi questo importante evento nazionale, giunto alla sua ventiquattresima edizione – afferma Chiara Tirelli, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Emilia. L’integrazione passa prima di tutto dall’accesso alla cultura, che dovrebbe essere garantito sempre in tutte le sue forme, soprattutto se parliamo di persone con disabilità. Il concorso nazionale di poesia per non vedenti ne è una giusta espressione e mi auguro che anche il prossimo anno, quando ricorreranno i venticinque anni dell’iniziativa, possano essere selezionati dalla giuria contributi letterari così toccanti ed emozionanti”.
Risultati del XXIV Concorso nazionale di poesia riservato ai non vedenti:

– 1° classificato, Paolo Giacomoni di Bologna con la poesia “A lei che torna”, premiato da Paola Casali – Consigliera provinciale delegata al Welfare

– 2° classificato, Giancarlo Guerri di Sovigliana (FI) con la poesia “E adesso?”, premiato da Matteo Sassi – Vicesindaco di Reggio e Assessore al Welfare

– 3° classificato, Jennifer Soli di Reggio Emilia con la poesia “Non capisco perché”, premiata da Laura Margherita Alfieri – Soroptimist Club

La segnalazione speciale della giuria è andata a Oscar Cascia di Roma, con la poesia “Vespro”, premiato da Marco Trombini – Presidente Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

 

Latina – Festa di Santa Lucia a Latina, di Antonio Ferrazza

Autore: Antonio Ferrazza

La sezione di Latina, ha festeggiato Santa Lucia, nei locali messi a disposizione dal Centro S. Alessio in via Po. Come l’anno scorso il parroco di Santa Maria Coretti, ha celebrato, per noi, la santa messa.
Durante l’omelia si è emozionato e congratulato per la compostezza, l’attenzione e per la buona esecuzione dei canti natalizi, e delle letture da parte dei soci.
Ha poi avuto luogo un momento di convivialità con un piccolo rinfresco.
L’occasione di rincontrarsi, è stata molto apprezzata dai convenuti.
La sezione ha messo a disposizione, un mezzo di trasporto per agevolare la partecipazione dei soci.

Antonio Ferrazza

Bolzano – Presentazione App SASABUS – 16 dicembre 2015 presso Palazzo Widmann

Novità assoluta in ambito Nazionale: App SASABUS, sviluppata in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Sezione Alto Adige
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus Alto Adige e la SASA sono lieti di invitarVi
alla conferenza stampa, per la presentazione di una App innovativa sull’utilizzo di mezzi
pubblici.
La App, sviluppata da SASA con la collaborazione di un gruppo di ciechi e ipovedenti dell‘Alto Adige, sarà disponibile a tutti compreso i minorati della vista. Utilizzando uno dei moderni telefoni smartphone con una sintesi vocale gli utenti potranno conoscere gli orari di arrivo dei bus in tempo reale alla fermata di attesa, oltre ad altre novità. Questa App non è destinata solo ai minorati della vista ma sarà utile a tutta la cittadinanza. Le potenzialità di questo sistema verranno ampiamente illustrate durante la conferenza stampa, dai tecnici SASA.
Verrà illustrata anche la collaborazione tra la nostra onlus e la società di servizi che con i fatti dimostra le possibilità di interazione e collaborazione con una categoria di disabili che troppo spesso viene dimenticata.
Data: mercoledì 16.12.2015 ore 10.00
Luogo: Sala Conferenze presso il Palazzo Provinciale Widmann a Bolzano, piazza Silvius
Magnago 1
Info: Dott. Valter Calò – Presidente UICI Alto Adige
Tel.: 373-7206206, e-mail: presidente@unioneciechi.bz.it
Web: www.unioneciechi.bz.it

Napoli – Seconda edizione “6.DONI.LAB – Sotto l’albero: una scuola per tutti!”

Si è svolta il 12 dicembre 2015 presso il I C S “TENENTE MARIO DE ROSA”   di Sant’Anastasia la seconda  edizione del progetto “6.DONI.LAB – Sotto l’albero: una scuola per tutti!”, promosso dall’associazione nazionale “Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti”, con la collaborazione dell’ Associazione Solid’Arte,dei “Supermercati Piccolo” , insegnanti del plesso  e del Comune di Sant’Anastasia.
Alla manifestazione hanno partecipato il Sindaco Lello Abete e il  vicesindaco Carmen Aprea, il vicepresidente UICI della Provincia di Napoli, Enrico Mosca, il giornalista e scrittore Francesco De Rosa  e naturalmente il consigliere Responsabile U.I.C.I. di zona, Giuseppe Fornaro.
Dagli interventi dei presenti è emersa chiaramente la volontà di collaborare in una sinergia di forze e di intelletti, poiché l’impegno delle associazioni a favore dei disabili e coloro che le sostengono, dai politici agli imprenditori, rappresentano un punto di forza per un paese che desidera innanzitutto l’arricchimento sociale e culturale, e quindi il progresso civile.
Sono seguiti i ringraziamenti allo sponsor , che per la sua sensibilità verso i non vedenti, è divenuto un forte sostenitore di questa associazione, realizzando tra l’altro sogni di traguardi sportivi a livello nazionale.
Il progetto è stato illustrato da Sandra Minichini, che ha spiegato il significato delle sei edizioni legate ai doni di Froebel come occasioni di incontro tra le scuole e le associazioni e ha sottolineato l’importanza dell’intervento competente dell’insegnante durante l’utilizzo degli ausili didattici.
L’evento, allietato dai canti dei bambini della scuola e dalla a visita di babbo natale  intento a distribuire  dolcetti a tutti i bambini  è stato il pretesto  necessario per divulgare nuove informazioni su  tutti coloro che sono direttamente o indirettamente coinvolti sul mondo della disabilità visiva, e stringere quei rapporti indispensabili tra associazioni e insegnanti che a volte rimangono spaesati di fronte ad una disabilità così particolare. Il cuore della manifestazione è stato quindi il tavolo degli ausili didattici che ha destato un vivo interesse.
A questa seconda edizione inoltre, sono stati regalati  dei cesti natalizi alle rappresentanze delle scuole presenti che, tra gli omaggi dello sponsor contenevano  il “secondo dono”, di ispirazione Froebeliana proposto come attività di gioco  didattico proponibile in un contesto di ” inclusione sociale” e  riprodotto durante i laboratori delle associazioni.
Non è mancato anche in questa seconda edizione un momento di grande commozione dopo la proposta dello scrittore Francesco De Rosa che, concludendo il suo intervento, ha lasciato a tutti un momento di riflessione con la lettura della poesia di Antonio Sabia:

La cecità dell’anima
Una notte ho sognato un bambino,
da solo giocava in mezzo al prato.
Aveva gli occhi chiusi, sfiorava i petali.
Mi chiese: “Come sono questi fiori?”
“Belli.” Gli risposi.
“Perchè sono belli?”,
mi guardava con gli occhi chiusi
e mi sentii stringere il cuore.
“Perchè sono colorati di giallo, rosso, verde e blu.” riposi,
“E com’è il giallo? Il rosso? Il verde? Il blu?” mi chiese,
mi guardava con gli occhi chiusi
e mi sentii mancare il fiato.
“Non lo so.” Risposi.
“Te lo spiego io.” mi disse.
Con gli occhi chiusi si avvicinò a me, mi fece sedere.
Mi chiuse gli occhi, mi accarezzò, mi baciò, mi abbracciò.
Con gli occhi chiusi, sorrideva.
La mattina mi svegliai e mi accorsi che avevo ancora gli occhi chiusi.
Provai ad aprirli, ma non ci riuscii.
Provai ad immaginare, non ci riuscii.
Con gli occhi chiusi non ho ancora imparato a sorridere.
Appuntamento quindi alla terza edizione!!!!

Per info: Enza Cicatiello (addetto alla comunicazione U.I.C.I. sede di Sant’Anastasia, Solid’arte, A.S.D. Real Vesuviana )
recapiti telefonici: 335 66 87 677 – whatsapp 3665948420.
E-mail:
uici-anastasia@uicinapoli.it

Palermo – 57a “Giornata Nazionale del Cieco”

L’Istituto dei Ciechi “Florio-Salamone” di Palermo in collaborazione con la sezione prov.le dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Palermo e il Movimento Apostolico Ciechi, in occasione della celebrazione della 57a “Giornata Nazionale Del Cieco” ha promosso, domenica 13 dicembre 2015, ricorrenza della Festività di S. Lucia, una manifestazione per richiamare l’attenzione e la sensibilità dell’opinione pubblica sul tema:
“Interventi, servizi e attività in favore dei non vedenti, dei pluriminorati, dei sordi e delle loro famiglie”.
La manifestazione si svolgerà presso l’Istituto dei Ciechi “Florio-Salamone” di via Angiò n. 27, dalle ore 9.00.
Programma
Ore 9,30 Santa Messa celebrata nella cappella dell’Istituto da Padre Pietro SCADUTO, animata dal coro dei ragazzi “Beyond the eyes” dell’UICI e dal maestro violinista Tommaso TALLUTO;

Ore 10,30 Dibattito presso la Sala Concerto moderato dalla dott.ssa Giovanna VIRGA, dirigente UICI e psicologa dell’Istituto dei Ciechi “Florio-Salamone”

Saluti e interventi:
Antonio Giannettino, Commissario dell’Istituto; Tommaso Di Gesaro, Presidente UICI di Palermo; Giuseppa Maria Lo Iacono, Presidente MAC; Le famiglie, i ragazzi e gli operatori.

Ore 12,45 Conclusioni

Intermezzi musicali a cura dei Maestri Tommaso (Violino) e Maria (Pianoforte) TALLUTO e Marco ORSINI (Pianoforte)

Ore 13,00 Arancina PARTY

Università di Torino e IRIFOR Macerata, insieme per la prima rassegna cinematografica nazionale sperimentale, audiodescritta con il software TellMeWhat!

Museo del Cinema di Torino: 1 e 2 Dicembre 2015

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, nei giorni 1 e 2 dicembre, presso il Cinema Massimo di Torino, ha avuto luogo la rassegna cinematografica denominata CinemAccessibile, organizzata dall’Università di Torino e coordinata da Marisa Rosalba Pavone (docente delegata del Rettore per la Disabilità). Al pubblico sono state proposte 3 pellicole d’autore: • Dancer in the Dark di Lars von Trier; • Marianna Ucria di Roberto Faenza; • Il lato positivo di David Russell. Le pellicole sono state sottotitolate alle persone con disabilità uditiva e audiodescritte alle persone con disabilità visiva, attraverso il software TellMeWhat: l’innovativa piattaforma ideata e sviluppata dall’IRIFOR di Macerata che consente di audiodescrivere qualsiasi video, digitando direttamente il testo sulla traccia del film, attraverso un editor appositamente studiato. Il software è già stato presentato nel marzo scorso a San Diego, durante la CSUN 2015 della California State University, con grande apprezzamento da parte degli uditori. Le audiodescrizioni, così come i sottotitoli, sono stati realizzati dai ragazzi del Master in Traduzione per il Cinema e la Televisione dell’Università di Torino. Grazie al loro 2 prezioso lavoro, coordinato dalle docenti Chiara Simonigh e Vincenza Minutella e revisionato dal Maestro Luigi Mariani, è stato possibile – per gli sviluppatori di IRIFOR Macerata (Mirko Montecchiani e Christoph Damm) – sperimentare il software per la prima volta sul campo e creare tutti i presupposti per poter portare a termine la fase di beta testing, la cui ultimazione è prevista per fine febbraio 2016; dopodiché, il software sarà disponibile al mondo intero, con l’obiettivo di portare l’audiodescrizione ovunque: nel cinema, nelle scuole e in tanti altri contesti. Per maggiori informazioni su TellMeWhat e per poterlo provare gratuitamente è possibile visitare www.tellmewhat.eu. Grazie al supporto economico dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Provinciale di Torino e all’Istituto per Sordi di Torino, l’IRIFOR di Macerata ha curato anche l’aspetto tecnico relativo all’erogazione dell’audiodescrizione in sala, durante la proiezione dei tre film, fornendo ad ogni partecipante con disabilità visiva un auricolare attraverso cui ascoltare l’audiodescrizione. Oltre alle cuffie, abbiamo anche fornito un sistema a conduzione magnetica che ha permesso ad alcuni utenti sordi di ascoltare l’audio originale del film attraverso il proprio sistema auricolare. La rassegna ha avuto un grande successo! La sala 3 del Cinema Massimo ha visto sempre il tutto esaurito. All’evento inoltre non erano presenti soltanto persone con disabilità, ma anche professionisti dal mondo della scuola, del Cinema e rappresentanti delle Istituzioni. Noi di IRIFOR Macerata ringraziamo di cuore tutte le persone che hanno reso possibile questa iniziativa e in particolare l’Università di Torino per aver creduto sin da subito nel nostro progetto, non solo a parole, ma attraverso azioni concrete e soprattutto per contribuito in maniera così determinante alla sua crescita! Concludiamo con le parole di Marisa Rosalba Pavone, che non possiamo non condividere a pieno: “La collaborazione di istituzioni e associazioni muove la cultura di una città inclusiva e dinamica come Torino oltre le barriere e i confini, verso quell’accessibilità universale capace di trasformare la società-mondo in autentica civiltà-mondo”.