Roma: 19° MARATONA domenica 17 marzo 2013, di Mirella Gavioli

Autore: Mirella Gavioli

Fisioterapisti AIFI e UICI, operativi a disposizione degli atleti: "ACEA" maratona di Roma.

In continuità al processo di integrazione professionale avviato dal precedente comitato, e grazie alla positività dei rapporti collaborativi e di considerazione intessuti dall'attuale  comitato tecnico scientifico nazionale fisioterapisti e massofisioterapisti in seno all'UICI, ed in particolare, dal suo componente prof. Alfio pulvirenti quale attivista di entrambe le associazioni in loco,
per il secondo anno consecutivo, la maratona di Roma, ha acolto tra i vari operatori volontari, professionisti del settore riabilitativo associati  AIFI, di cui hanno fatto parte anche 5 fisioterapisti non vedenti e ipovedenti, soci UICI.
La manifestazione che ha visto la presenza di un numero infinito di atleti di tutte le nazionalità, di tutti i colori e di tutte le caratteristiche agonistiche o meno, è stata ricca di emozioni ed arricchita da performance coreografiche e musicali spettacolari.
Ad apertura della maratona, Quale valore aggiunto, si è dato il via  ad una competizione di handbike per disabili motori, vinta magistralmente dall'atleta Alex Zanardi che, dopo aver ricevuto le attenzioni a lui dedicate ed essere sceso dal podio congedandosi dalla stampa, è stato prontamente raggiunto dalla componente il comitato UICI,Fisioterapista Mirella Gavioli, per uno scambio di saluti e di conoscenza, dalla quale ha ricevuto i complimenti per la performance e i ringraziamenti per i vari messaggi da egli espressi a sostegno della cultura della  disabilità, in quanto non vedente, socia dell'U.i.c.i, oltre ad essere parte della rappresentanza professionale presente alla manifestazione sportiva.
I complimenti sono stati ricambiati con entusiasmo in un clima di simpatica cordialità, tesi a trasmettere una reciprocità di stima e considerazione per tutto ciò che ciascuno riesce e può fare a sostegno dell'integrazione in tutti i settori.
I Colleghi non vedenti hanno lavorato in perfetta sinergia con i Colleghi vedenti, dai quali hanno ricevuto spontaneamente quelle attenzioni  necessarie a gestire al meglio le situazioni, grazie anche alla consapevole voglia e capacità di sentirsi tutti parte di un gruppo, senza troppe timidezze e/o autoemarginazioni, mettendosi a disposizione e in gioco con pieno spirito costruttivo e collaborativo, tanto nei rapporti tra colleghi quanto con gli atleti che, a centinaia, hanno potuto beneficiare di un intervento fisioterapico ed interculturale di qualità, garantito sia dalla padronanza delle metodiche manuali, che delle varie lingue straniere, riscuotendo apprezzamento e dialoghi entusiasmanti.
Un altro importante segnale che sottolinea la considerazione ricambiata da parte dell'AIFI nei confronti dei Colleghi non vedenti, si è potuto apprezzare nel fatto che è stata riservata una postazione idonea ed integrata, per lavorare, fianco a fianco, oltre ad aver proposto l'opportunità di poter lavorare anche sugli atleti disabili. Quest'ultimo aspetto pone  certamente in evidenza il riconoscimento della fiducia e della  professionalità esperibile dai Colleghi non vedenti, rappresentando, tra le altre, la coesistenza di disabilità  motoria, visiva, sfida e riabilitazione.
Si è trattato di certo, di una manifestazione dai contenuti di alto rilievo sportivo, umano e culturale alla quale, assumendosi l'intero onere per la partecipazione,anche i soci Pulvirenti Alfio da Roma, Gavioli Mirella da Mantova, Samantha de Rosa da Udine, Ciardone Francesco da Pescara, Claudio la Corte da Como, hanno potuto e voluto dire la loro, dimostrando senso di appartenenza e di sviluppo delle politiche rivolte tanto alla professione, quanto all'associazione di appartenenza in riferimento alla tutela della disabilità visiva, contrassegnata, per l'occasione,  anche dal logo apposto sulle magliette identificative concesse dalla dirigenza di AIFI Lazio, senza onere alcuno.
Tutti questi fatti, frutto di un impegno costante e fattivo profuso dal comitato fisioterapisti e dalla categoria da esso rappresentata e sostenuta dalla nostra associazione, non potranno far altro che essere rafforzati nel loro orgoglio, incoraggiando le istanze e le iniziative che infondono il giusto senso di appartenenza, nonchè il messaggio di possibile vera integrazione, ai ciechi e al resto della società di cui sono parte integrante.
"A nome del comitato tecnico scientifico nazionale fisioterapisti, esprimo un grazie alla dirigenza UICI E AIFI, per la considerazione e per le opportunità raccolte e concesse alla valorizzazione e al superamento delle barriere culturali e professionali che ci vedono e vedranno sempre più affiancati; un grazie ai referenti AIFI Sergio e Giovanna Gigli, per l'amichevole accoglienza,la fiducia e lo spazio concesso per l'occasione; un grazie alla dott.ssa Valentina Massimi che, con la sua disponibilità e la sua formazione nel campo socio-educativo, ha garantito il migliore dei supporti che hanno permesso a tutti noi di poter apprezzare a pieno i vari momenti della manifestazione, permettendo di viverli pur senza vederne le "sfumature"; un ringraziamento al collega Alfio Pulvirenti, per essersi fatto promotore e coordinatore della nostra partecipazione in un consesso così particolare quanto entusiasmante.
un ringraziamento lo rivolgo a tutti noi, che crediamo l'integrazione sia anche da ricercare, che sia possibile, che sia doverosa e gratificante e a chi, ogni giorno, investe e si spende per conquistarla mettendosi in gioco con dignità."

Gavioli Mirella.
Componente il comitato tecnico scientifico nazionale massofisioterapisti

Roma: Baseball giocato da ciechi: “ALL BLINDS”, di Alfonso Somma

Autore: Alfonso Somma

Si comunica che la Roma "ALL BLINDS" , squadra di baseball giocato da ciechi, anche quest'anno parteciperà alla stagione agonistica AIBxC
2013.
 
Il prossimo 10 marzo nella prima giornata del 17° Campionato Italiano, a Roma, Affronterà "I Leoni" di Firenze sul diamante dell'impianto
sportivo "Giulio Onesti" (Acqua Acetosa) Largo Giulio Onesti n° 1 a partire dalle ore 14:00.
 
Si invitano tutti gli interessati ad assistere alla manifestazione.

Coloro i quali fossero intenzionati ad avvicinarsi a questa disciplina sportiva, praticata da giocatrici e giocatori ipo e non vedenti, potranno partecipare agli allenamenti che si svolgono nella giornata di venerdì dalle 18:00 alle 20:00 presso il suddetto impianto.

Per info:

Alfonso Somma

cell. 339 54 95 342
uff. 06 65 98 55 09
e-mail: asomma@technip.com

Alfonso Somma

Concluso, a Tirrenia, l’Ottavo Campionato Nazionale di Scopone Scientifico, di Marinica Mecca

Autore: Marinica Mecca

Con chiaro merito, si sono aggiudicati l'ottava edizione del "Campionato Nazionale di Scopone Scientifico" della Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti:
? Al primo posto, con 16 punti, i campioni regionali emiliani: Oronzo Capriglia e Vincenzo Caserta.
? Al secondo posto, con 15 punti, i campioni regionali siciliani: Salvatore Ammoscato e Calogero Accardi.
? Al terzo posto, con 14 punti, i campioni nazionali uscenti: Salvatore Lo Proto e Francesco Oltremare.
Undici, in totale, le coppie qualificate alle finali nazionali, solo otto delle quali hanno partecipato alla gara conclusiva, disputata il 17 e il 18 novembre 2012, a Tirrenia.
Presenti, alla sfida finale, i vincitori dei tornei organizzati in:
1. Lombardia: Luciano Grabbi, socio dell'Unione di Bergamo, e Ferdinando Lazzari.
2. Emilia Romagna: Oronzo Capriglia, socio dell'Unione di Modena, e Vincenzo Caserta.
3. Toscana: Doretta Fabbri, socia dell'Unione di Pistoia, e Giuseppe Cesena, socio dell'Unione di Milano.
4. Lazio: Luciana Martinoli e Olindo Micci, entrambi soci dell'Unione di Roma.
5. Campania: Salvatore Caravecchia, socio dell'Unione di Avellino, e Giuseppina Goffredo.
6. Puglia: Paolo Pizzuto e Franco Epifani, entrambi soci dell'Unione di Lecce.
7. Sicilia: Salvatore Ammoscato, socio dell'Unione di Trapani, e Calogero Accardi.
8. I vincitori del titolo nazionale 2011: Salvatore Lo Proto e Francesco Oltremare, entrambi soci dell'Unione di Palermo.
Assenti i campioni regionali: marchigiani, Francesco Lain e Fabrizio Principi; molisani, Filomena Mascia e Maria Messere; e calabresi, Giovanni Barberio e Giuseppe Bartucca.
Le coppie finaliste si sono sfidate in un girone unico all'italiana semplice; ogni coppia si è, cioè, misurata con tutte le altre, in partite senza rinvincita. Al termine di ciascun incontro, sono stati assegnati: tre punti alla coppia vincente; zero punti alla coppia sconfitta; un punto ad entrambe le coppie, in caso di  pareggio. La classifica finale è stata stilata sulla base dei punti totalizzati nel corso del girone.
Le sorti della competizione sono rimaste incerte fino all'ultimo e ciò ha reso la gara particolarmente avvincente.
Sulla regolarità delle partite, giocate con grande concentrazione, hanno vigilato i giudici unici del Campionato, Hubert Perfler e Giuseppe Pinto, e gli arbitri: Giuseppina Ammoscato, Dario Epifani, Gennaro Gallo, Maurizio Gentilini, Antonella Ragazzi, Stefania Randisi e Massimo Zapparella. 
L'auspicio generale è che le finali del prossimo nono torneo, che, salvo contrattempi, saranno disputate in Emilia Romagna, possano essere ancora più combattute.
Intanto, un caloroso applauso va a tutti coloro che hanno preso parte e dato vita al Campionato 2012.

Marinica Mecca

 

Sant’Anastasia (Napoli) Campionato Italiano di Torball serie B, di Giuseppe Fornaro

Autore: Giuseppe Fornaro

L'A.S.D. Real vesuviana in collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti  di Sant'Anastasia Organizza il "Campionato Italiano di Torball serie B. Giornata 24/25 Novembre 2012" gli incontri verranno disputati presso il palazzetto dello sport di Ottaviano, (in via San Leonardo).
Sabato 24 Novembre 2012 (con inizio gare alle 15) e  domenica 25 Novembre 2012 (con inizio gare alle ore 9:00).
Le Squadre partecipanti sono:
ASD Napoli Real Vesuviana – Sant'Anastasia Napoli GS Nuova Realtà Campana – Avellino Esseneto – Sicilia Capitanata – Foggia UICI Foggia
Il torball è un gioco sportivo a squadre per non vedenti, in cui si fronteggiano due team composti ciascuno da 3 giocatori (con 3 riserve). È lo sport più praticato dai non vedenti in Italia.
Il torball prevede l'impiego di un pallone sferico al cui interno sono presenti dei campanelli in modo che il suono – e quindi la traiettoria del pallone – sia percepita ed intuita dai giocatori. Il campo di gioco, diviso in due metà da tre cordicelle tese dotate di campanellini, è lungo 16 metri e largo 7 metri. La porta ha la stessa larghezza del campo e un'altezza di 1,30 metri.
I giocatori (che possono essere non vedenti assoluti o ipovedenti) sono dotati di una benda oculare che impedisce completamente la vista ed hanno come punto di riferimento un tappetino che consente l'orientamento.
Lo scopo è tirare con le mani una palla di 500 gr. verso la porta avversaria per segnare il "goal" facendola passare sotto le cordicelle che dividono il campo. Se il pallone tocca le cordicelle si compie un fallo con conseguente uscita momentanea di chi ha effettuato il tiro per la durata dell'azione successiva in modo da scontare la penalità; ogni tre falli si assegna un rigore agli avversari.
La partita dura 10 minuti ed è divisa in due tempi. Ovviamente ne esce vincitrice la squadra che totalizza il maggior numero di reti.
Per informazioni contattare la segreteria organizzativa dell'evento al numero
cell : 334 60 48 850
di Giuseppe Fornaro
 

Diabolik vince ancora, Carmen Morrone intervista Assunta Legnante

Autore: Carmen Morrone

Le immagini dei suoi occhi alla Diabolik hanno fatto il giro del mondo. "Sono stata persino sul Times", ricorda Assunta Legnante, neo campionessa alle Paralimpidi di Londra. Assunta Legnante, fra gli appassionati di atletica, è un nome conosciuto. Assunta veste la divisa della nazionale dall'età di 15 anni ed è campionessa del lancio del disco e del peso e attuale detentrice del record italiano indoor. La sua ultima Olimpiade è stata quella di Pechino nel 2008. Vederla alle Paralimpiadi ha sorpreso chi non sapeva che Assunta Legnante dal 2009 è cieca. Londra 2012 ha rappresentato un suo ritorno all'atletica e ai Giochi. Quella mascherina con stampati gli occhi di Diabolik che Assunta ha indossato in gara è stata incorniciata fra le immagini più significative di Londra 2012 per la simpatia e l'ironia. E la capacità di liberare la vita, sequestrata dal destino avverso. Come fa Diabolik, appunto.
A chi è venuta l'idea della maschera personalizzata?
Fra il serio e il faceto durante gli allenamenti dicevo ai miei colleghi che se fossi riuscita a qualificarmi e a gareggiare a Londra, avrei dovuto pensare a qualcosa che mi distinguesse. L'idea degli occhi di Diabolik è venuta a due ragazzi che si allenano con me: Massimo Maruffi e Alessio Giovannini. Quando hanno saputo che noi ciechi per gareggiare dobbiamo indossare la mascherina, hanno cominciato a  fantasticare su come renderla unica. Quando mi hanno proposto gli occhi di Diabolik, non ho… battuto ciglio ma perché mi piaceva molto. Così grazie a un grafico sono stati stampati gli occhi del fumetto che sono stati cuciti sulla mascherina da gara.
Come descrive la sua esperienza di Londra 2012
Un'emozione fortissima. Sono tornata a fare quello che ho sempre fatto: l'atleta. Dopo il 2009, anno in cui sono diventata cieca, ho smesso di fare sport: un trauma per un atleta professionista come ero io. Ho ripreso a lanciare e ad allenarmi nel 2011. Qualificarmi per le Paralimpiadi di Londra è stato un obiettivo che mi ha dato una forte motivazione che mi ha permesso di superare fatica e momenti in cui ero scoraggiata. Devo ringraziare due persone che mi sono state molto vicine: il mio allenatore Nicola Silvaggi e Andrea Tonelli, il mio compagno e anche lui mio allenatore. Ai Giochi di Londra, sono tornata me stessa, mi sono sentita di nuovo quella di prima.
Qual era il clima nel Villaggio Paralimpico?
Molto positivo. Per quanto riguarda la nazionale, mi sono sempre sentita molto bene all'interno del gruppo di specialità. C'era un buon affiatamento fra compagni. Tanto che si assisteva reciprocamente alle gare andando a bordo pista per tifare. Per quanto riguarda il rapporto con gli atleti stranieri devo dire che il clima è migliore rispetto alle Olimpiadi. C'è agonismo, ma c'è più unione. Alle Olimpiadi il campione sta spesso da solo, diciamolo se la tira. A Londra non ho avuto questa sensazione. E poi vivi giorni in cui la disabilità non si nota. Si è tutti atleti.
Nel 2016 a Rio de Janeiro si terrà la prossima edizione dei Giochi. Andrà alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi?
Per tornare alle Olimpiadi ce ne vuole. Non lo escludo, non lo voglio escludere. Ma devo lavorare tanto. Devo tornare a fare una misura attorno ai 18.50 metri. Il mio miglior lancio all'aperto è stato di 19.04 metri alla Finale Oro dei Campionati italiani di società del 2006. Il mio miglior risultato indoor è stato di 19.20 metri, l'attuale record italiano, nel 2002 a Genova. Sono stata ferma tre anni e questo per un atleta è un periodo lunghissimo. Per di più devo affrontare un elemento nuovo del mio corpo che è la cecità. Se prima i lanci erano perfetti dal punto di vista tecnico, la cecità non mi ha ancora permesso di arrivare alla stessa esattezza nell'esecuzione. Ad esempio sono ancora insicura quando mi muovo e mi giro in pedana.
Per la possibilità che lei partecipi a entrambi i Giochi, la stanno paragonando a Oscar Pistorius che proprio a Londra ha gareggiato alle Olimpiadi e alle Paralimpidi. Come si sente?
Oscar è un campione e ha il merito di aver creato un forte precedente. Io l'ho conosciuto alcuni anni fa alla Notturna di Milano, uno dei più importanti meeting di atletica. Era il periodo in cui Pistorius combatteva per far valere il suo diritto a gareggiare con i normodotati. E in quel periodo io mi sono molto identificata in lui perché anche a me veniva precluso di gareggiare, anche se per motivi diversi. Nonostante avessi ottenuto il diritto di partecipare ai Giochi olimpici di Atene del 2004, il CONI scartò questa opportunità, dichiarandomi non idonea dal punto di vista delle mie condizioni di salute per un innalzamento della pressione oculare. Pistorius è un fuoriclasse che ha reso lo sport paralimpico protagonista. Pistorius ha fatto da apripista, adesso tocca ad altri. Anche a me.
Per via della decisione del Coni nel 2004 non può andare alle Olimpiadi di Atene. Ma non si perde d'animo…
Continuo ad allenarmi e nel 2006 conquisto il quinto posto ai Campionati europei di Göteborg e il titolo europeo ai Campionati europei indoor di Birmingham nel 2007. Sempre nel 2007 sono stata nominata capitana della nazionale italiana ai Mondiali di Osaka: una partecipazione sfortunata dove per solo un centimetro non sono entrata in finale.
Quelle di Pechino nel 2008 sono state le ultime Olimpiadi prima della cecità?
Non ho un bel ricordo. Sono stata eliminata nelle qualificazioni: diciannovesima con 17,76 m. Un anno dopo torno a superare i 18 metri e conquisto la medaglia d'argento ai Giochi del Mediterraneo di Pescara. È questa la mia ultima partecipazione da vedente. Da lì a qualche mese, visto l'aggravarsi della mia vista, sarei diventata cieca. Nell'occhio sinistro già non ci vedevo più. Ora anche l'altro era stato reso cieco dal glaucoma congenito.
Il suo esordio come atleta paralimpica solo qualche mese fa, a maggio…
L'11 maggio 2012 ai campionati italiani assoluti paralimpici di atletica leggera batto il record del mondo nel getto del peso abbattendo il precedente di 11,84, per ben due volte con 13.24 e 13.27 metri. La misura mi qualifica alle Paralimpiadi di Londra 2012. Sono in forma. Tanto che un mese dopo al Memorial Primo Nebiolo a Torino, arrivo a 15.22 metri. Per la prima volta accanto al mio nome c'è una sigla, F11, che identifica la mia disabilità.
Come ha affrontato la cecità?
È arrivata all'improvviso. Ero completamente estraniata. Dal 2009 al 2011 sono passata da un letto di ospedale all'altro. Ho subito sei o sette – ho perso il conto – interventi chirurgici per cercare di recuperare la vista. Poi io e i medici ci siamo rassegnati.
Com' è la sua vita quotidiana?
Sono cieca da poco. Mi appoggio molto al mio compagno Andrea, alla famiglia. E solo da poco ho cominciato a conoscere il mondo dei ciechi. Mi muovo ancora da vedente. In certe cose non mi rendo conto di non vedere. Da dieci anni abito nello stesso appartamento, lo conosco a memoria. E riesco a essere autonoma. Andrea però non mi fa avvicinare ai fornelli. Beh devo ammettere che Andrea fa tutto lui.
Quali ausili adopera?
Un programma software per la sintesi vocale con cui posso adoperare il cellulare in tutta autonomia e presto anche il personal computer anche grazie a un corso organizzato dall'Unione italiana ciechi di Ascoli Piceno, città dove vivo.
Bastone bianco, cane guida?
Vado in giro sempre accompagnata. Per quanto riguarda il cane guida ho potuto verificare di persona il suo ruolo proprio a Londra. Nella squadra italiana e proprio nel gruppo di atletica c'era la runner Elisabetta Stefanini che aveva portato a Londra il suo cane guida. Ho notato però che il cane ha sempre bisogno del tuo imput, cioè devi indicargli tu la strada. Mi pare molto utile se tutti giorni fai gli stessi percorsi: il cane li impara a memoria e ti è davvero di aiuto. Nel mio caso sarebbe poco utile: percorro strade sempre diverse, mi muovo molto per la città.
Ascoli Piceno è accessibile per un cieco?
Come dicevo mi muovo sempre accompagnata. Posso dire che è una città a misura d'uomo, non ci sono lunghe distanze per raggiungere uffici, strutture, non è una metropoli. Per facilitare i miei spostamenti, abbiamo scelto di abitare vicino al campo di atletica.
Lavora?
Non lavoravo prima e non lavoro ora. Con l'arrivo della cecità ho chiesto tante informazioni. Fra queste quella relativa alle possibilità di lavoro. Con la cecità non ero più un atleta e mi sentivo esclusa da qualsiasi tipo di lavoro. Avevo perso il mio "lavoro" da atleta e mi sono subito data da fare per capire come avrei potuto fare. Potevo forse la centralista e la fisioterapista. Ma le scuole per queste professioni non ci sono dappertutto. Questo è uno dei problemi che abbiamo.
E gli altri problemi…
La cecità come disabilità è impegnativa. Nello sport, ad esempio, un ragazzo che si muove in carrozzina va da solo a giocare a basket, a fare handbike. Il cieco che vuole correre, anche per fare running, deve trovarsi dei compagni.
Qual è il suo rapporto con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti?
Ho incontrato i suoi rappresentanti da poco, ma penso sia un'istituzione importante per noi ciechi. Per me è stato fondamentale parlare con i ciechi. Da loro continuo a imparare molto. Quando mi hanno messo in contatto con Maria Ligorio è stata una scoperta. Le sue parole mi hanno aperto un mondo. Maria ha una grande esperienza e mi ha aiutata tantissimo.
A Londra hanno fatto discutere gli accorpamenti nella stessa gara fra disabilità di grado diverso. Che ne pensa?
Anch'io ho gareggiato con ipovedenti. Se avessi gareggiato con ciechi avrei vinto il bronzo nel lancio del disco. Ma non mi lamento. Ho sempre pensato che ai Giochi vince chi è più forte e mi sono sempre preparata per essere la più forte. In ogni caso si potrebbero introdurre dei coefficienti per calcolare il punteggio finale.
Prossimi appuntamenti sportivi?
I mondiali a Lione nel giugno 2013. Alla fine di ottobre riprendo gli allenamenti e le gare. Non mi chieda quali. Che non lo so. Non lo voglio sapere ancora per un po'. Voglio godermi questo periodo. Voglio andare a trovare mio padre che vive a Frattamaggiore in provincia di Napoli dove sono nata. In queste settimane la festa paralimpica continua, giornali e tv chiedono ancora di noi. Questo è molto positivo perché sullo sport paralimpico non devono accendersi i riflettori solo in occasione dei Giochi. Lo sport paralimpico si fa tutto l'anno. 

Carmen Morrone

2° Torneo Internazionale di baseball giocato da ciechi MOLE-CUP, di Lorenzo Vinassa de Regny

Autore: Lorenzo Vinassa de Regny

CASTELDEBOLE (Bologna)  Campo Leoni  via Bottonelli, 70
DOMENICA 7 ottobre dalle ore 9: 00 in avanti

La AIBXC Associazione baseball giocato da ciechi annuncia lo svolgimento della seconda Edizione della Mole-Cup per il 7 ottobre pv sul Diamante Leoni di Casteldebole (Bologna) con la partecipazione di ben 8 squadre ITALIANE 1 Francese e 1 Tedesca:
Aquilone Empoli, White Sox Bologna, Fiorentina , Thunder's Five milano, Lampi Milano, Cvinta Ravenna, Roma AIBXC,  Patrini Malnate
I Bandits di Nogent (Paris)   e i Bavarian Bats di Freising (Munchen)

Il Torneo sarà dedicato alla memoria di Ivano Albertazzi, tecnico dei campioni d'Italia 2012 della Fiorentina, prematuramente scomparso lo scorso Giugno.

AIBXC Onlus
Lorenzo Vinassa de Regny

Maratona di Bruxelles per la lotta al razzismo in Europa

Autore: Redazionale

La Rete Europea contro il Razzismo (ENAR), la quale invita a partecipare alla maratona di Bruxelles in rappresentanza della sua Fondazione e così a raccogliere fondi per la lotta al razzismo in Europa.
 
Gli eventi sportivi (in effetti si tratta di una maratona, di una mezza maratona e di una mini maratona di 4 km) si terranno il 7 ottobre 2012 a Bruxelles (Belgio). Per partecipare è necessario inviare un e-mail a  juliana@enar-eu.org entro il 20 settembre 2012, specificando se si intende partecipare alla maratona, alla mezza maratona o alla mini maratona. Al messaggio dovranno essere allegate una propria foto fatta durante un'attività sportiva e una breve descrizione di sé stessi e di perché si è deciso di correre per la Fondazione ENAR (massimo 80 parole). Per concludere bisogna indicare quanto denaro si intenderebbe raccogliere. Queste informazioni verranno pubblicate sul sito di ENAR con accanto un tasto Paypal per effettuare una donazione via internet.
 
ENAR fornisce inoltre alcuni suggerimenti su come rendere più efficace la propria campagna di reperimento fondi:
 
* ·         Scrivere una e-mail ai propri conoscenti chiedendo di dare il loro sostegno alla vostra intenzione di correre per la lotta contro il razzismo e inviando loro il link: http://www.enarfoundation.eu/brussels-marathon/article/run-for-the-enar-foundation per ulteriori informazioni
* ·         Pubblicare lo stesso link sul proprio profilo Facebook o Twitter, chiedendo ai visitatori di dare il loro sostegno (per es.: "Il 7 ottobre correrò la (mini) maratona di Bruxelles con l'obiettivo di raccogliere EUR … per la Fondazione ENAR per un'Europa senza razzismo. Sostienimi e potrai contribuire anche tu alla lotta contro il razzismo! Grazie" + link)  e di pubblicare lo stesso link sui loro rispettivi profili
* ·         Aggiungere lo stesso link sotto la propria firma email con un breve messaggio che chiede di sponsorizzare l'evento
 
 
 

 

Florinda Trombetta alle paralimpiadi di Londra

 La nostra atleta Florinda Trombetta è entrata ufficialmente a far parte dell'equipaggio di canottaggio per disabili (adaptive rowing) che parteciperà
alle prossime Paralimpiadi in programma a Londra dal 29 agosto al 9 settembre 2012.
 
Nel "4 con", Florinda, sarà in equipaggio con Mahila Di Battista, Pierre Calderoni, Andrea Marcaccini e il timoniere Alessandro Franzetti.

L'appuntamento è per il 31 agosto, nelle acque del Dorney Lake di Eton, con le batterie. Sabato 1 settembre avranno luogo gli eventuali ripescaggi mentre le finali sono previste domenica 2 settembre.
 
Alla nostra Florinda vanno i nostri più sinceri complimenti per aver raggiunto questo importante traguardo!
 
Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS
Via Vivaio, 7
20122 Milano
tel/fax: +390276004839
Email:
info@gsdnonvedentimilano.org

Web:
www.gsdnonvedentimilano.org

Napoli: Real Vesuviana: bilancio di fine anno

Autore: Giuseppe Fornaro

Real VesuvianaTorball, Showdown, Goalball, manifestazioni di piazza e cena al buio:ecco i campionati e le attività svolti dall'associazione sportiva dilettantistica.
 

È ormai terminata la stagione sportiva ed è tempo di bilanci per l'associazione sportiva dilettantistica "Real Vesuviana".
 
L'ADS "Real Vesuviana" quest'anno ha proposto Torball, Showdown e Goalball (quest'ultima disciplina paralimpica), partecipando ai rispettivi campionati nazionali e, in particolare, la società che fa capo al presidente Giuseppe Fornaro, ha ottenuto un buon piazzamento nel campionato di serie B 2011/2012 per il Torball. Il vero successo raggiunto è stato di sicuro quello di aver realizzato tutti i progetti sportivi e sociali prefissati all'inizio della stagione passata. Ricordiamo, ad esempio, la partecipazione della "Real" alla manifestazione "Insieme nello Sport" che si è svolta allo stadio Collana di Napoli, oppure alla giornata del disabile del 3 dicembre 2011 presso l'istituto Colosimo e le diverse manifestazioni di piazza svoltesi nei comuni di Cercola, Somma Vesuviana e Casola.
 
Tutti gli atleti della "Real Vesuviana", si sono impegnati molto anche nella realizzazione della partecipata cena al buio, alla quale era presente il cantautore e musicista napoletano Enzo Avitabile. "La squadra ha affrontato lunghi viaggi, senza mai perdere l'armonia ed il piacere dello stare insieme nello sport. Per la nuova stagione ci si aspetta un miglioramento del collettivo che permetterà di lottare fino alla fine nelle zone alte della classifica e tal fine gli atleti della squadra agonistica continueranno gli allenamenti finalizzati al miglioramento dei fondamentali e del gioco di squadra.
Le Istituzioni tutte dovrebbero essere fiere del nostro lavoro ed affiancarci, ma dagli Enti preposti arrivano piccolissime quote o addirittura nulla come sta accadendo quest'anno: invocando il "Patto Di Stabilità" ci viene negato qualsiasi aiuto concreto".
"Dobbiamo ringraziare l'Ambito Territoriale 10, i volontari che ci hanno offerto un aiuto insostituibile e tutti i nostri sponsor che ci aiutano a realizzare questo progetto anche se in un momento di crisi".
Associazione nata tre anni fa con lo scopo di assicurare a tutti i disabili la pratica dello sport quale strumento pedagogico ed educativo perseguita proprio attraverso l'organizzazione di attività sportive e dilettantistiche a carattere competitivo.
lo sport per disabili, è fatto di giovani sognatori, che si preparano e non si arrendono alla disabilità.

Giuseppe Fornaro

Catania: il bowling a Catania è per tutti

Autore: Alfio Pricoco

Il 16 giugno 2012 organizzato dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catania, dalla commissione sport e tempo libero e dai Lions Acitrezza Verga, a Catania si è disputato il settimo torneo per non vedenti città di Catania.

Alla manifestazione ludico sportiva hanno preso parte ben 24 coppie di giocatori costituite da un non vedente ed una guida.

Particolarità del Torneo è che durante lo svolgimento delle partite, tutti indistintamente indossano una bendina nera, così da essere tutti al medesimo livello, garantendo la massima correttezza, e per favorire l'orientamento dei giocatori, nella zona di lancio viene messo a terra del filo di nailon con del nastro adesivo, consentendo quindi al giocatore bendato di sapere dove si trovi, e tirare con la massima sicurezza.

E' stato un sano pomeriggio molto agonistico in cui anche i vedenti hanno compreso forse un pizzico meglio cosa significa non vedere e quali siano le grosse difficoltà da affrontare, ma allo stesso tempo è stato bellissimo constatare una volta di più come anche lo sport sia un veicolo splendido d'integrazione sociale, dove tutti indipendentemente dall'handicap agiscono verso un unico fine, che in questo caso è stato il divertimento, l'agonismo e ovviamente per una sola coppia la vittoria finale.

Al termine è seguita la premiazione per tutti, vincitori e non, con i partecipanti entusiasti di aver preso parte ad una competizione agonistica coinvolgente e con l'auspicio di poter rifare il prossimo anno un nuovo torneo ancora più bello ed interessante.