Caltanissetta – Sbloccate N. 3 assunzioni obbligatorie previste dalla legge n. 113/1985 sulla base della Relazione tecnica circa le caratteristiche dell’apparecchiatura

Il Presidente della Sezione Uici di Caltanissetta, Alessandro Mosca, è riuscito a sbloccare le assunzioni obbligatorie di tre centralinisti telefonici previste dalla legge nazionale n. 113 del 29 marzo 1985 (presso la Ragioneria generale dello Stato, sede di Caltanissetta, presso il Corpo regionale delle miniere, Distretto minerario di Caltanissetta, e presso l’Azienda demaniale delle Foreste di Caltanissetta). La norma prevede che <La Società italiana per l’esercizio telefonico- SIP, entro sessanta giorni dall’installazione o trasformazione di centralini telefonici che comportino l’obbligo di assunzione previsto dalla presente legge, deve comunicare agli uffici provinciali del lavoro competenti per territorio l’operazione avvenuta e le caratteristiche dell’apparecchiatura tecnica> (art. 5, comma 3). Il Presidente Mosca ha richiamato l’attenzione dell’Ufficio provinciale del lavoro e dell’Ispettorato del lavoro sul fatto che l’onere della prova circa le caratteristiche tecniche del centralino installato presso un datore di lavoro pubblico o privato debbano ricadere sulla Telecom Italia (ora TIM) o su altre Aziende autorizzate ad installare o collaudare centralini telefonici (riferimento giurisprudenziale: Corte di Cassazione, n. 9215/2015). Pertanto, in sede ispettiva non dovranno essere accettate dichiarazioni rese autonomamente dai datori di lavoro circa il meccanismo dei propri centralini in relazione agli obblighi di legge, e, davanti al Giudice, potrebbero essere annullati, per vizi di legittimità e di merito, i verbali ispettivi che non riportino gli estremi di Relazione tecnica della Società installatrice e collaudatrice, circa le caratteristiche tecniche delle apparecchiature telefoniche in uso. È importante- dice Alessandro Mosca- che ognuno faccia la propria parte e che siano chiare le rispettive competenze. Solo così potremmo dare un sostegno concreto ad una norma che troppo facilmente viene disapplicata dai datori di lavoro, ma che, invece, ha ancora una certa cogenza in termini occupazionali.