Appello alla Commissione europea per la promozione dell’accessibilità nei servizi di media audiovisivi

Le principali organizzazioni europee delle persone con disabilità hanno inviato un appello congiunto alla Commissione europea affinché rafforzi l’accessibilità in materia di servizi di media audiovisivi nell’ambito dell’imminente revisione della Direttiva di riferimento (Direttiva sui servizi di media audiovisivi AVMSD) e adempia in tal modo agli obblighi previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD). Come parte integrante della medesima iniziativa, le associazioni promotrici hanno lanciato anche una  indagine a cui sono invitate a rispondere le persone con disabilità (fino al 12 luglio), allo scopo di raccogliere dati sull’effettiva accessibilità dei contenuti mediatici della TV tradizionale, dei servizi di streaming e delle piattaforme principali di condivisione video.

Il settore audiovisivo svolge un ruolo centrale, consentendo la libera espressione e la diffusione delle informazioni in ogni ambito culturale. Tuttavia, la mancanza di accessibilità dei contenuti mediatici rischia di negare alle persone con disabilità diritti inalienabili quali la libertà di espressione e di opinione, l’accesso alle informazioni in caso di emergenze, o la partecipazione alla vita culturale e politica.

Nella lettera firmata dall’Unione Europea dei Ciechi, il Forum Europeo della Disabilità, la Federazione Europea  degli Ipoacusici, l’Unione Europea dei Sordi e Inclusion Europe, si fa riferimento, in particolare, alla formulazione generica dell’articolo 7 della direttiva AVMSD nonché alla mancanza di requisiti specifici nell’Atto europeo sull’accessibilità (EAA) quali ragioni principali dello scarso rigore e della disomogeneità in Europa, da Paese a Paese, in tema di accessibilità nel settore dei servizi di media audiovisivi. La revisione della direttiva dovrebbe dunque mirare a rafforzare in modo significativo gli obblighi di accessibilità nel settore dei media audiovisivi con l’introduzione di requisiti armonizzati di accessibilità per tutti i servizi, compresi quelli che mettono a disposizione informazioni di emergenza che devono essere facilmente comprensibili, per tutti i fornitori di media audiovisivi — comprese le emittenti televisive pubbliche e commerciali, nonché le piattaforme di video on demand.  Occorre inoltre che la direttiva promuova una maggiore diversità di contenuti accessibili in tutti i tipi di programmazione, inclusi contenuti per bambini, programmi sportivi, culturali e cinematografici, e che affronti le problematiche di accessibilità delle piattaforme di condivisione video, dei social media e delle piattaforme di informazione online, rafforzando al contempo la cooperazione tra i fornitori di servizi audiovisivi, le autorità di regolamentazione e le organizzazioni delle persone con disabilità. Occorre inoltre garantire che i servizi di accessibilità diventino una componente obbligatoria dei diritti di sfruttamento, in modo che tali servizi siano trasferiti automaticamente in caso di rivendita dei contenuti o che possano essere aggiunti ai contenuti stessi senza la necessità di acquisire diritti aggiuntivi. Infine, la direttiva dovrebbe stabilire un solido meccanismo di monitoraggio e di sanzione in caso di mancato rispetto delle norme sull’accessibilità.

In base a quanto auspicato da questo appello congiunto, la direttiva in questione dovrebbe, in sostanza, andare oltre i generici intenti di miglioramento progressivo e stabilire obblighi minimi di accessibilità che siano misurabili e applicabili a livello europeo. Il modo migliore per garantire che questo avvenga è rappresentato dalla definizione di quote che specifichino, con scadenze precise, la percentuale di contenuti audiovisivi da rendere accessibili per ciascun tipo di servizio e per ciascun fornitore di servizi audiovisivi (emittenti pubbliche e private, piattaforme on demand). A oggi, solo 16 Stati dell’Unione europea (tra cui l’Italia) hanno introdotto un sistema stringente di questo tipo. La revisione della direttiva AVMSD dovrebbe estendere tale sistema anche ai restanti Paesi UE.

Il testo completo dell’appello congiunto è consultabile alla seguente pagina web: https://www.edf-feph.org/publications/joint-call-to-the-european-commission-to-advance-accessibility-in-the-upcoming-avmsd-revision/