“Re Sejong incontra il Rinascimento”

“Re Sejong incontra il Rinascimento”: il tour italiano dell’Orchestra coreana dei musicisti non vedenti.

Come preannunciato su questo giornale lo scorso 17 giugno, l’Orchestra di Musica Tradizionale Coreana dei Musicisti non Vedenti, un ensemble composto per buona parte da musicisti ciechi e ipovedenti, ha dato il via al suo tour italiano, che prevede sette concerti in altrettante località, con tappa finale a Roma, domenica 6 settembre. Il titolo del progetto, “Re Sejong incontra il Rinascimento”, racchiude l’obiettivo di creare un dialogo interculturale fra Italia e Corea, facendo della musica uno strumento di partecipazione e condivisione.

L’appuntamento riveste un particolare valore artistico, culturale e sociale, poiché intende far conoscere una tradizione musicale dalle origini antichissime, legata alla storia della Corea e alla figura di Re Sejong il Grande. Circa seicento anni fa, infatti, durante la dinastia Joseon, i musicisti non vedenti eseguivano musica strumentale in occasione di cerimonie, banchetti ed eventi ufficiali, presso la corte reale coreana, ricoprendo un ruolo riconosciuto all’interno della società dell’epoca. Questa straordinaria tradizione, scomparsa con l’avvento dell’era moderna, è stata recuperata nel 2011 grazie al sostegno del Ministero della Cultura coreano e all’attività del Centro Siloam di Seul per le persone con disabilità visiva. È nata così l’attuale Orchestra coreana di musicisti ciechi, impegnata a preservare e reinterpretare un patrimonio musicale secolare, promuovendo contestualmente l’inclusione e la piena valorizzazione professionale degli artisti con disabilità visiva.

L’ensemble, protagonista negli anni di numerose esibizioni anche a livello interazionale, proporrà al pubblico italiano le sonorità caratteristiche degli strumenti della tradizione coreana, per offrire un’esperienza musicale capace di coniugare memoria storica e sensibilità contemporanea. A guidare la formazione, con la direzione artistica del Maestro Eduardo Caiazza, sarà la musicista di riconosciuto prestigio Kim Hyo-young, interprete del saenghwang (strumento a fiato tradizionale).

Di seguito indichiamo tutte le tappe del tour italiano, specificando che l’inizio di ogni concerto è previsto alle ore 20.00 e che l’ingresso è libero.

  • Lunedì 31 agosto, Villa Salati – Capaccio Paestum, (SA)
  • Martedì 1 settembre, Arena del Mare – Agropoli (SA)
  • Mercoledì 2 settembre, Agriturismo “Al chiaro di luna” – Stio (SA)
  • Giovedì 3 settembre, Teatro San Vittorino – Benevento
  • Venerdì 4 settembre, Castello di San Barbato – Manocalzati (AV)
  • Sabato 5 settembre, Teatro del Conservatorio di S. Pietro a Majella – Napoli
  • Domenica 6 settembre, Istituto Immacolata concezione di N.S. di Lourdes (via Sistina, 113) – Roma

Appello alla Commissione europea per la promozione dell’accessibilità nei servizi di media audiovisivi

Le principali organizzazioni europee delle persone con disabilità hanno inviato un appello congiunto alla Commissione europea affinché rafforzi l’accessibilità in materia di servizi di media audiovisivi nell’ambito dell’imminente revisione della Direttiva di riferimento (Direttiva sui servizi di media audiovisivi AVMSD) e adempia in tal modo agli obblighi previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD). Come parte integrante della medesima iniziativa, le associazioni promotrici hanno lanciato anche una  indagine a cui sono invitate a rispondere le persone con disabilità (fino al 12 luglio), allo scopo di raccogliere dati sull’effettiva accessibilità dei contenuti mediatici della TV tradizionale, dei servizi di streaming e delle piattaforme principali di condivisione video.

Il settore audiovisivo svolge un ruolo centrale, consentendo la libera espressione e la diffusione delle informazioni in ogni ambito culturale. Tuttavia, la mancanza di accessibilità dei contenuti mediatici rischia di negare alle persone con disabilità diritti inalienabili quali la libertà di espressione e di opinione, l’accesso alle informazioni in caso di emergenze, o la partecipazione alla vita culturale e politica.

Nella lettera firmata dall’Unione Europea dei Ciechi, il Forum Europeo della Disabilità, la Federazione Europea  degli Ipoacusici, l’Unione Europea dei Sordi e Inclusion Europe, si fa riferimento, in particolare, alla formulazione generica dell’articolo 7 della direttiva AVMSD nonché alla mancanza di requisiti specifici nell’Atto europeo sull’accessibilità (EAA) quali ragioni principali dello scarso rigore e della disomogeneità in Europa, da Paese a Paese, in tema di accessibilità nel settore dei servizi di media audiovisivi. La revisione della direttiva dovrebbe dunque mirare a rafforzare in modo significativo gli obblighi di accessibilità nel settore dei media audiovisivi con l’introduzione di requisiti armonizzati di accessibilità per tutti i servizi, compresi quelli che mettono a disposizione informazioni di emergenza che devono essere facilmente comprensibili, per tutti i fornitori di media audiovisivi — comprese le emittenti televisive pubbliche e commerciali, nonché le piattaforme di video on demand.  Occorre inoltre che la direttiva promuova una maggiore diversità di contenuti accessibili in tutti i tipi di programmazione, inclusi contenuti per bambini, programmi sportivi, culturali e cinematografici, e che affronti le problematiche di accessibilità delle piattaforme di condivisione video, dei social media e delle piattaforme di informazione online, rafforzando al contempo la cooperazione tra i fornitori di servizi audiovisivi, le autorità di regolamentazione e le organizzazioni delle persone con disabilità. Occorre inoltre garantire che i servizi di accessibilità diventino una componente obbligatoria dei diritti di sfruttamento, in modo che tali servizi siano trasferiti automaticamente in caso di rivendita dei contenuti o che possano essere aggiunti ai contenuti stessi senza la necessità di acquisire diritti aggiuntivi. Infine, la direttiva dovrebbe stabilire un solido meccanismo di monitoraggio e di sanzione in caso di mancato rispetto delle norme sull’accessibilità.

In base a quanto auspicato da questo appello congiunto, la direttiva in questione dovrebbe, in sostanza, andare oltre i generici intenti di miglioramento progressivo e stabilire obblighi minimi di accessibilità che siano misurabili e applicabili a livello europeo. Il modo migliore per garantire che questo avvenga è rappresentato dalla definizione di quote che specifichino, con scadenze precise, la percentuale di contenuti audiovisivi da rendere accessibili per ciascun tipo di servizio e per ciascun fornitore di servizi audiovisivi (emittenti pubbliche e private, piattaforme on demand). A oggi, solo 16 Stati dell’Unione europea (tra cui l’Italia) hanno introdotto un sistema stringente di questo tipo. La revisione della direttiva AVMSD dovrebbe estendere tale sistema anche ai restanti Paesi UE.

Il testo completo dell’appello congiunto è consultabile alla seguente pagina web: https://www.edf-feph.org/publications/joint-call-to-the-european-commission-to-advance-accessibility-in-the-upcoming-avmsd-revision/