Sabato 20 dicembre 2025 il nostro gruppo, composto da 12 partecipanti provenienti dalle Sezioni di Modena, Forlì-Cesena, Ravenna e Reggio Emilia, ha trascorso una bellissima giornata alla scoperta di Gradara (PU). Dopo un caffè mattutino per iniziare con energia, abbiamo visitato il celebre castello con una guida molto preparata, immergendoci nella storia affascinante di questo luogo simbolo del Medioevo italiano. Il Castello di Gradara è uno dei borghi fortificati meglio conservati d’Italia e rappresenta un perfetto esempio di architettura medievale. Si trova nelle Marche, vicino al confine con l’Emilia-Romagna, ed è celebre per la sua imponente rocca e la cinta muraria che lo circonda completamente.
Costruito nel XII secolo, passò di mano a diverse famiglie nobiliari, tra cui i Malatesta, gli Sforza, i Della Rovere e i Borgia. È durante il dominio dei Malatesta che si colloca la tragica vicenda di Paolo e Francesca, resa immortale da Dante nel Canto V dell’Inferno. Il castello è circondato da due cinte murarie, la più esterna lunga circa 800 metri, lungo la quale si può camminare e godere di un meraviglioso panorama sulle colline marchigiane e sul mare Adriatico. All’interno si trovano stanze arredate con mobili d’epoca, tra cui la famosa camera di Francesca, dove si narra sia avvenuta la tragedia. Abbiamo visitato varie stanze del castello: quelle che spiccano di più sono la sala del consiglio, la cappella e la sala delle torture. Il borgo esterno, ben curato e accessibile, ospita caffè, botteghe, ristoranti e punti panoramici, rendendo la visita non solo interessante dal punto di vista storico ma anche piacevole e rilassante. I percorsi, in parte pianeggianti e in parte in salita, sono adatti anche a gruppi organizzati. Nella sala dedicata alla coppia, abbiamo ascoltato il racconto del loro amore proibito, vissuto tra quelle stesse mura, e della tragica fine che li ha resi eterni nella letteratura. La guida è stata molto brava e coinvolgente e ci ha raccontato anche una variante della storia di Paolo e Francesca. Infatti, la loro storia è nota soprattutto grazie a Dante nel Canto V dell’Inferno, ma esiste anche una variante popolare, attribuita da alcuni al Boccaccio, che aggiunge dettagli più drammatici e concreti al racconto. In questa versione, Francesca da Polenta, moglie di Gianciotto Malatesta, si innamora del cognato Paolo, detto “il bello”. I due vivono una relazione segreta all’interno del castello di Gradara. Un giorno però Gianciotto scopre il tutto. Secondo questa variante, Paolo tenta di fuggire dalla stanza in cui si trova con Francesca passando per una botola di legno, un passaggio nascosto nel pavimento che conduceva a un corridoio segreto. Ma nel momento cruciale della fuga, il mantello o una parte dei suoi abiti rimane impigliata nella botola, rallentandolo. Questa esitazione gli è fatale: Gianciotto irrompe nella stanza e coglie entrambi sul fatto. Accecato dalla gelosia, uccide prima Francesca e poi trafigge Paolo, ancora bloccato nel tentativo di fuga. Finita la visita al castello, durata circa 1 h e 40, siamo andati a pranzo all’Osteria del Gufetto. A pranzo si è unito a noi un amico dell’università, che ci ha accompagnati anche nel pomeriggio con entusiasmo e ci ha fatto da guida per la visita del borgo. Abbiamo camminato tra le vie acciottolate del centro storico, ammirando scorci suggestivi. Al termine della giornata, con l’autobus delle 17:08 siamo tornati a Cattolica e poi siamo rientrati a casa coi treni diretti a Piacenza e Ravenna. È stata una giornata intensa, ricca di emozioni e di bellezza, vissuta insieme con spirito di gruppo e voglia di condividere e con tante risate, soprattutto a pranzo! Un’esperienza che ci ha arricchiti e che ci dà nuova carica per organizzare le prossime uscite (ne abbiamo già una in programma il 31 gennaio a Faenza).