Irifor – Attività formative anno 2018-19: Corso di formazione per Istruttori di Orientamento Mobilità e Autonomia Personale

Questo Istituto ha in programma l’organizzazione di un corso per formare Istruttori di Orientamento Mobilità e Autonomia Personale.
Il corso, della durata di 900 ore, si svolgerà a Tirrenia.
Il requisito richiesto per l’iscrizione è il possesso del diploma di scuola secondaria superiore.
Gli interessati sono pregati di inviare la loro preadesione entro e non oltre il 10 Dicembre prossimo inviando una mail a archivio@irifor.eu.

Lombardia – XIII Giornata del Cane Guida, di Massimiliano Penna

Cremona, sabato 27 ottobre

Per celebrare la XIII Giornata del Cane Guida, la Commissione Regionale Cani Guida dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) della Lombardia Vi invita a partecipare, con i Vostri fedeli accompagnatori a quattro zampe, ad una iniziativa che si svolgerà a Cremona sabato 27 Ottobre, con il seguente programma:
– ore 10,00 – appuntamento alla stazione ferroviaria e partenza in corteo verso il centro città per raggiungere la piazza del Comune (durante il tragitto verranno distribuiti opuscoli divulgativi riguardanti il Cane Guida e le leggi che ne tutelano i diritti);
– ore 12,00 pranzo in un locale del centro;
– ore 13,00 appuntamento al centro commerciale “Cremona Po” di via Castelleone 108, dove verrà posizionato un gazebo presso il quale riceveremo i visitatori, distribuendo materiale illustrativo e fornendo informazioni sul prezioso ruolo che il Cane Guida svolge a favore delle persone cieche e ipovedenti;
– ore 17,00 dimostrazione di addestramento della Scuola del Servizio Cani Guida di Limbiate.
Vi esortiamo a partecipare numerosi, soprattutto perché le nostre fedeli e impareggiabili guide meritano di essere celebrate degnamente almeno una volta l’anno benché, in realtà, andrebbero ringraziate ogni giorno per ciò che fanno per noi!

Per informazioni potete rivolgervi al
Consiglio Regionale Lombardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Via Mozart 16, 20122 Milano
Tel. 02.76011893
E-mail uiclomb@uiciechi.it
Sito web www.uicilombardia.org

Marche – Giornata nazionale del Cane Guida: Studenti a scuola di disabilità con Italo e Freddy

Un successo la seconda edizione del progetto “I miei occhi sono pelosi”, promosso dall’Uici Marche in collaborazione con la sezione territoriale di Pesaro e la Commissione regionale Cani Guida. Presenti oltre 50 ragazzi dell’Isc “Gaudiano”

PESARO – L’attenzione costantemente rivolta ai due splendidi cani guida, l’interesse crescente per un mondo che fino a quel momento non conoscevano affatto. E poi le domande, tante.
Si è svolta con successo, questa mattina, nell’istituto comprensivo “Gianfranco Gaudiano” di Pesaro, la seconda edizione del progetto “I miei occhi sono pelosi”, rivolto ai ragazzi delle scuole medie. Pensato per sensibilizzare i giovani in tema di disabilità e realizzato in occasione della Giornata Nazionale dei Cani Guida, mira a spiegare come ci si deve comportare quando si incontra un non vedente con il proprio cane, come avviene il complesso addestramento e cosa dice la legge.
Promosso dall’Uici Marche (Unione italiana ciechi e ipovedenti) in collaborazione con la Sezione territoriale di Pesaro e la Commissione regionale Cani Guida, l’incontro ha visto la partecipazione di una cinquantina di studenti, accompagnati dalla Preside, Angela De Marchi. In cattedra Italo e Freddy, fedeli e preparati accompagnatori a quattro zampe, e gli amici non vedenti con i quali vivono in simbiosi: Stefania Terrè, referente regionale della Commissione Cani Guida, e Mario Santoni, dell’Uici di Ancona. In aula anche Maria Mencarini, presidente della sezione territoriale Uici, e Bedale, labrador ‘da lavoro’ impegnato nella pet-terapy.
“Il tuo cane è bellissimo, ma tu che non lo puoi vedere, come te lo immagini?”. “Come fai ad accorgerti quando deve fare pipì?”. “Lui come fa a sapere dove vuoi andare?”. E ancora: “Ma insieme potete entrare dappertutto?”. La lezione con gli operatori dell’Uici è stata soprattutto uno scambio di esperienze e di emozioni per inviare il messaggio più importante: “Per un cieco il cane guida non è un capriccio. Per un cieco il cane guida è una necessità e non può essere mai allontanato dal suo padrone”.
Nelle Marche sono in aumento le persone non vedenti che fanno richiesta di un cane guida: attualmente una quindicina ma i tempi di attesa (da 24 a 30 mesi) a volte scoraggiano le richieste. Le lunghe attese sono dovute a ragioni economiche e tecniche, perché per addestrare un cane guida ci vogliono almeno sei mesi e in Italia esistono solo quattro scuole.
“Il cane ti fa attraversare la strada?” hanno chiesto ancora i ragazzi. “In realtà no – ha risposto Mario – perché la sua altezza non gli permette di capire quando può attraversare, allora devi affidarti alle tue orecchie. Per questo tutti i semafori dovrebbero essere dotati di cicalino sonoro. Per questo è importante parcheggiare sempre bene, lasciando libere rampe e strisce pedonali: quell’”attimino” che per un automobilista non significa niente, per noi è spesso causa di incidenti, a volte anche mortali. Il cane guida è un vero e proprio ausilio, oltre che un compagno di vita. E chi decide di muoversi con lui migliora la propria autonomia e il proprio stato psico-fisico, adottando un amico inseparabile”.
Particolare attenzione è stata rivolta alla legge Nazionale 37/74, poi integrata e modificata dalla 376/88 e dalla 60/06, secondo cui il cane guida può entrare in tutti gli esercizi aperti al pubblico, ospedali, ambulatori medici, mezzi di trasporto come autobus, navi e aerei senza dover pagare nessun supplemento. “Abbiamo una legge ma non mancano episodi discriminatori – è stato ribadito – frutto di pregiudizi e scarsa conoscenza delle norme”.
“Il cane è anche un impegno – ha sottolineato Stefania -. Ma il piacere di uscire da soli è unico. La prima volta che ce l’ho fatta a entrare da sola in un bar con Italo, ho pianto. Il cane ti stimola a essere più intraprendente, perché con lui non ti senti sola. Se arrivi in un posto affollato con il bastone bianco avverti subito la sensazione di disagio di chi ti sta intorno. E tutto questo ti isola ancora di più. Quando c’è il cane invece, le persone si avvicinano, anche solo per accarezzarlo. Io quando sono con Italo non mi vergogno di chiedere informazioni o frequentare gli ambienti che mi piacciono. Lui è un essere vivente che ti sta a fianco. Non posso vederlo – conclude Stefania – ma lo so, che il mio cane è bellissimo”.

Foto che ritrae i due cagnoloni Italo e Freddy insieme a Stefania Terrè, Mario Santoni, Maria Mencarini e la preside Angela De Marchi durante l'incontro svolto in occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida

Foto che ritrae i due cagnoloni Italo e Freddy insieme a Stefania Terrè, Mario Santoni, Maria Mencarini e la preside Angela De Marchi durante l’incontro svolto in occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida

Foto panoramica dell'aula durante l'evento: i ragazzi di spalle ascoltano i vari interventi

Foto panoramica dell’aula durante l’evento: i ragazzi di spalle ascoltano i vari interventi

Beni Culturali – Teatro No Limits: prossimo spettacolo audiodescritto – 28 ottobre 2018

Si segnala di seguito il prossimo appuntamento di Teatro No Limits, le audiodescrizioni di spettacoli teatrali realizzate dal Centro Diego Fabbri di Forlì.
Domenica 28 ottobre 2018 presso Teatro Diego Fabbri di Forlì ore 16.00

Filumena Marturano
di Eduardo De Filippo
e con Nunzia Schiano, Mimmo Mignemi, Ylenia Oliviero, Elisabetta Mirra,
Agostino Pannone, Gregorio De Paola, Adriano Falivene, Fabio Pappacena
regia di Liliana Cavani

Secondo la più lunga, meticolosa e bella didascalia mai scritta da Eduardo, la più celebre eroina del suo teatro appare in scena, mentre le ultime luci del giorno dileguano. È in piedi sulla soglia della camera da letto, le braccia conserte in atto di sfida; in camicia da notte, piedi nudi nelle pantofole scendiletto, capelli in disordine, con qualche filo grigio che denuncia tutti i suoi quarantotto anni e un “atteggiamento da belva ferita, pronta a spiccare il salto sull’avversario”. Domenico Soriano è nell’angolo opposto della stanza e del palcoscenico, come in un ideale ring di pugilato. È un bel cinquantenne solido e gioviale, che s’è goduto la vita grazie ai soldi della pasticceria lasciatagli dal padre. Da giovanotto lo chiamavano don Mimì ed era famoso per i cavalli, le donne e i capricci. Ora se ne sta lì, pantaloni e giacca di pigiama sommariamente abbottonati, “pallido e convulso di fronte a Filumena, a quella donna “da niente” che per tanti anni è stata trattata da lui quasi come una schiava e che ora lo tiene in pugno”…
Ingresso omaggio non vedenti e ipovedenti
Ingresso ridotto accompagnatori

Importante:
Per predisporre il servizio di audiodescrizione è necessario sapere in anticipo il numero dei partecipanti all’iniziativa.
Per questo motivo si invita a prenotare al più presto il vostro posto con audiodescrizione, almeno 48 ore prima della data di spettacolo.
Questo darà modo di poter organizzare il tutto nel migliore dei modi.

Nel caso non vi fossero prenotazioni il servizio di audiodescrizione non verrà realizzato.

INFO – PRENOTAZIONI
Centro Diego Fabbri
TEL 0543/30244
E-MAIL: info@centrodiegofabbri.it
SITO: www.centrodiegofabbri.it

Beni Culturali – Il Senso dell’Arte: ciclo di visite sensoriali alla Galleria Spada

Sabato 10 e 24 novembre e sabato 1 e 15 dicembre 2018.

Nell’ambito del progetto Il Senso dell’Arte, dedicato all’accessibilità museale e sviluppato nel corso delle attività di Alternanza Scuola Lavoro 2018, la Galleria Spada promuove quattro appuntamenti di visite dedicate alle persone non vedenti e ipovedenti.
Il progetto, portato avanti in collaborazione con l’Associazione Culturale Sinopie, ha consentito la creazione di un percorso sensoriale dedicato alle persone con disabilità visiva che permette un’altra forma di ”esperienza” della Galleria barocca creata dai Cardinali Bernardino e Fabrizio Spada. Attraverso lo studio della Galleria e delle sue collezioni sono, infatti, stati realizzati ausili finalizzati alla fruizione del museo e dei principali capolavori che in esso si conservano, nonché alla percezione dell’atmosfera di una delle più affascinanti collezioni del Seicento.
Le visite guidate in Galleria per visitatori non vedenti e per i loro accompagnatori, si svolgeranno in quattro appuntamenti, nelle mattine di sabato 10 novembre, 24 novembre, 1 dicembre e 15 dicembre dalle ore 10.00 per una durata della visita di 1 ora e 30 minuti.
I professionisti dell’Associazione Sinopie accompagneranno i piccoli gruppi attraverso le sale della Galleria e, attraverso supporti tattili realizzati a partire dalle principali opere, guideranno i visitatori alla scoperta dei capolavori. La finalità è quella di creare una vera “immagine” della Galleria in una modalità immersiva e multisensoriale.
Questa iniziativa fa proprie le indicazioni dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, che ha posto tra i suoi obiettivi prioritari quello di “promuovere soluzioni che rendano il patrimonio culturale accessibile a tutti “attraverso l’eliminazione delle barriere sociali, culturali e fisiche, tenendo conto delle persone con particolari esigenze” (art 2.2.d – Decisione (UE) 2017/864 del Parlamento europeo e del Consiglio).
Galleria Spada
Piazza Capo di Ferro 13
00186 Roma
Prenotazioni
Biglietteria Galleria Spada 06 6832409 (escluso il martedì)
Info info@sinopie.it – www.sinopie.it

Locandina delle visite sensoriali alla Galleria Spada

Locandina delle visite sensoriali alla Galleria Spada

Beni Culturali – Arte Orientale e Chinoiserie: visita guidata unica

Villa Durazzo Pallavicini
Museo d’Arte Orientale E. Chiossone

Visita guidata unica al Parco romantico di Villa Durazzo Pallavicini e al Museo d’Arte Orientale E. Chiossone

Domenica 21 ottobre 2018
ore 10,00 visita guidata al Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone (Piazzale Giuseppe Mazzini, 4);
ore 14,00 visita guidata al Parco storico di Villa Durazzo Pallavicini (Via I. Pallavicini, 13 – Genova Pegli).

Costo: 23,00 euro (tariffa comprensiva dei 2 ingressi più visita guidata)
15,00 euro (ridotto).

Per partecipare all’evento è necessaria la prenotazione (entro venerdì 19 ottobre ore 12,00) a info@villadurazzopallavicini.it o al 328.4222168 (Guida Lidia Schichter).

La visita si attiverà con un minimo di 10 partecipanti e il gruppo si riterrà chiuso con 25 partecipanti. Il trasferimento tra Genova Pegli e Genova Centro è possibile tramite trasporto con treno regionale (al costo del biglietto urbano) e resta a cura del visitatore.

Locandina dell'evento

Locandina dell’evento

LeggoXTe di Takeda: da oggi i foglietti illustrativi accessibili a tutti i cittadini grazie all’intelligenza artificiale

In occasione del Digital Health Summit, Takeda presenta LeggoXTe, multipiattaforma digitale con assistente vocale che permette l’accesso ai foglietti illustrativi dei farmaci dell’Azienda anche a ciechi, ipovedenti e a quanti, fino ad oggi, impossibilitati alla consultazione cartacea.

LeggoXTe ha ricevuto il patrocinio dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e di Cittadinanzattiva

Milano, 11 ottobre 2018 – LeggoXTe è una soluzione digitale innovativa che permette di ottenere, in maniera semplice e immediata, le informazioni contenute nei foglietti illustrativi dei farmaci Takeda in modalità testuale e vocale. All’interno della App TakedaScan, già disponibile sugli store, è sufficiente richiedere le informazioni scrivendo in una chat: la presenza di un chatbot dotato di intelligenza artificiale consente di interagire proprio come se si usasse una comune applicazione di messaggistica istantanea. LeggoXTe è, inoltre, accessibile dall’Assistant di Google ed è proprio grazie a questa implementazione che, per la prima volta, è possibile usufruire anche vocalmente del servizio. LeggoXTe comprende la domanda dell’utente e propone la lettura del paragrafo del foglietto illustrativo corrispondente. Il servizio in modalità vocale è disponibile anche per gli utilizzatori di Google Home e va ad aggiungersi alle numerose funzionalità del device Google. In questo modo, l’accesso ai contenuti dei foglietti illustrativi dei farmaci Takeda diventa possibile a tutti i cittadini, inclusi non vedenti, ipovedenti, analfabeti funzionali o comunque impossibilitati, fino ad oggi, alla consultazione dei foglietti illustrativi con l’approccio tradizionale.
“Le difficoltà di accesso, anche alle informazioni, rappresentano uno dei problemi maggiormente sentiti dai cittadini, commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, per questo abbiamo patrocinato con entusiasmo questa iniziativa. Siamo convinti che la strada da seguire sia proprio quella che rende la tecnologia utile e semplice per i cittadini”.
Realizzata in collaborazione con Vidiemme, LeggoXTe è stata presentata oggi durante il Digital Health Summit, in corso a Palazzo delle Stelline a Milano, l’annuale appuntamento dedicato alla trasformazione digitale in sanità, organizzato in collaborazione con AISIS (associazione italiana sistemi informatici in sanità) a cui partecipano istituzioni, fornitori di tecnologie, operatori del settore ed esponenti del mondo accademico.
Dati recenti indicano che in Italia ci sono circa 360.000 persone cieche e oltre 1,5 milioni di ipovedenti. Si stima che entro il 2030, si registrerà un aumento di circa il 25% di persone non vedenti, dovuto a degenerazione maculare legata all’età, glaucoma e retinopatia diabetica, tra le cause più frequenti di cecità e ipovisione.
“L’applicazione delle nuove tecnologie non sempre offre a ciechi e ipovedenti la possibilità di utilizzare tutte funzionalità disponibili – afferma Salvatore Romano, Direttore Generale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Abbiamo apprezzato la sensibilità e l’attenzione dimostrata da Takeda considerando gli indubbi vantaggi che la soluzione è in grado di dare a tutti i ciechi e ipovedenti italiani. Auspichiamo che questo approccio sia seguito in futuro anche da altri“.
LeggoXTe è un esempio concreto del percorso intrapreso da Takeda al fianco dei pazienti dove ascolto, partecipazione attiva e collaborazione si rendono protagonisti di un nuovo modo di lavorare
“Il nostro impegno è quello di fornire soluzioni per la salute collaborando sempre di più con le Associazioni Pazienti – dichiara Gioacchino D’Alò, Patient Advocacy Director di Takeda Italia – LeggoXTe è un esempio nato da questo approccio e siamo fieri che grazie alle nuove tecnologie, come in questo caso l’intelligenza artificiale, contribuiamo a garantire il rispetto del diritto alla salute di tutti i pazienti”.

###

Takeda: Eccellenza per innovazione digitale nel farmaceutico
Takeda ha fatto dell’innovazione digitale un assett di fondametale importanza, per dare un concreto contributo al miglioramento della qualità di vita dei pazienti e all’implementazione di soluzioni sempre più efficaci per gli operatori sanitari. Obiettivo di Takeda è diventare un’azienda agile, capace di offrire non solo farmaci, ma anche soluzioni e servizi altamente innovativi per essere al fianco di customer e pazienti ed anticiparne dove possibile le esigenze. Diversi riconoscimenti confermano la leadership di Takeda Italia nel digitale: a fine 2017, e per il secondo anno consecutivo, il premio “Le Fonti” Awards per la categoria Eccellenza dell’Anno Innovazione Digitale Settore Farmaceutico per il progetto MyHospitalHub, un’App che semplifica la relazione fra strutture ospedaliere e paziente, garantendo sicurezza e funzionalità nella comunicazione post dimissione grazie ad uno scambio di informazioni continuo ed efficace.

Su Takeda
Takeda è un’azienda farmaceutica leader di settore che collabora con gli Operatori Sanitari e le Istituzioni per consentire l’accesso a farmaci innovativi, che fanno realmente la differenza nella vita dei pazienti. Takeda è la più grande azienda farmaceutica giapponese, con circa 30.000 dipendenti a livello mondiale. Il Gruppo è attivo in oltre 70 Paesi e può contare su una completa presenza geografica in Europa, dove raggiunge 30 mercati. Il Gruppo ha 17 nuovi prodotti in lancio nei prossimi cinque anni, e una Ricerca & Sviluppo focalizzata in aree terapeutiche con bisogni ancora non soddisfatti a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie. Takeda Italia S.p.A. è la consociata italiana del Gruppo, attiva dal 1982. Takeda Italia, con sede a Roma e circa 300 dipendenti, è tra le prime 20 aziende farmaceutiche del Paese e può contare su un portafoglio prodotti ricco e articolato. L’Azienda risponde ai cambiamenti dello scenario sanitario europeo e assicura la propria sostenibilità futura, utilizzando le biotecnologie più innovative in Oncologia e in Gastroenterologia, continuando a mantenere l’attenzione sulle cure primarie. Il Gruppo ha un portfolio di oltre 700 prodotti in cinque aree terapeutiche: cardiovascolare e metabolica, oncologia, sistema nervoso centrale (SNC), gastroenterologia e vaccini. In Italia, il portfolio include farmaci per il trattamento di: carcinoma prostatico e mammario, linfoma di Hodgkin, osteosarcoma, colite ulcerosa e malattia di Crohn, diabete, ipertensione, endometriosi, sigillo ed emostasi dei tessuti, esofagite e ulcera peptica.

Contatti Takeda Italia
Silvia Ficorilli – silvia.ficorilli@takeda.com – tel. +39 06 50260.357, cell 335 6984503
Caterina Toto – caterina.toto@takeda.com – tel. +39 06 50260.204, cell. 348 8712045

Ufficio stampa Omnicom Public Reations Group Italy
Angela Sirago – angela.sirago@omnicomprgroup.com – tel. +39 02 624119.87, cell. 349 2690403
Cristina Maugeri – cristina.maugeri@omnicomprgroup.com – tel. +39 02 624119.71

Comunicato stampa: “LeggoXTe di Takeda”

Istruzione – Binomio professionale tra l’educatore tiflologico e il docente per il sostegno didattico, di Marco Condidorio

Per continuare il nostro percorso informativo/formativo, attraverso questi brevi istanti di riflessione su quelle che sono le risorse strumentali, professionali, umane ed economiche, utilizzabili per la progettazione e realizzazione dei percorsi di inclusione scolastica in favore dei nostri alunni/studenti in situazione di cecità assoluta, di ipovisione lieve o grave/o con minorazione aggiuntiva, oggi mi occuperò in questo articolo del binomio educatore-docente per il sostegno didattico.
Non tralasciando mai, però che, il nucleo d’ogni azione didattica ed educativa, di servizio tiflologico, abilitativo riabilitativo, è il fanciullo, l’alunno e lo studente, con la pienezza della personalità, della dignità e del diritto ad essere trattato e di sentirsi prima d’ogni cosa, prima di qualunque azione, anzitutto persona con diritti di cui, dai genitori alle figure professionali della scuola, degli operatori di qualsiasi istituzione, educativa, formativa, riabilitativa, sanitaria, professionale, politica tutti debbono assumere personalmente l’esercizio e la garanzia, a tutela dell’alunno o studente in primis, poi per la famiglia e la scuola.
L’esercizio del diritto, d’ogni diritto, come per il dovere, risulta impossibile nel suo compimento se chi lo esige non sia debitamente dotto in ciò per cui chiede e lotta. Un fanciullo va istruito in tal senso, sino all’età matura in cui giungerà consapevole solo se e soltanto qualora abbia avuto adulti responsabili e dotti.
Qual è il ruolo dell’educatore tiflologico in aula?
Quale la sua origine e in quale documento ne viene previsto l’intervento in favore dell’alunno/studente?
È sempre utile la sua azione educativa?
Quali sono i compiti dell’educatore tiflologico?
Egli può sostituirsi all’azione didattica del docente per il sostegno?
Può svolgere azioni afferenti interventi di assistenza di base?
Queste e molte altre domande di cui ci occupiamo in questo spazio dedicato all’analisi degli interventi educativi in aula e rispetto alla continuità educativa presso il domicilio dell’alunno/studente.
Iniziamo col dire che il docente e l’educatore hanno contratti diversi e, per usare un termine conosciuto ai più, hanno un datore di lavoro differente: il docente è assegnato dall’ufficio scolastico regionale ed è a tutti gli effetti dipendente del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca; il docente per il sostegno didattico, inoltre ha la contitolarità della classe con i colleghi di materia o con le maestre.
Partecipa alla valutazione pari ai colleghi del consiglio di classe.
L’educatore tiflologico o assistente alla comunicazione e per l’autonomia, previsto dall’art.13 com.3 della legge 104/92 è contrattualizzato dall’ente locale, comune, provincia o città metropolitana, dipende dal grado di scuola in cui ci troviamo, non dall’ordine.
Non ha alcun ruolo sulla classe ma, per contratto è affidato esclusivamente all’alunno/studente; il suo datore di lavoro è l’ente locale, Comune, Provincia, l’ambito territoriale o ATS; diversamente dal docente per il sostegno didattico.
Entrambe le figure debbono essere richieste dalla scuola in tempi e con modalità differenti ma, questo sì, con la medesima finalità: contribuire al successo formativo dell’alunno/studente consentendogli cioè di poter esercitare il proprio diritto allo studio usufruendo delle conoscenze, delle competenze e della professionalità di entrambe.
Chi dialoga con la famiglia dell’alunno/studente?
Entrambe le figure professionali ma, e su ciò ci fermiamo un istante, alla luce di un piano condiviso col consiglio di classe e in particolare col docente per il sostegno didattico assegnato all’alunno/studente.
Il dialogo con i genitori è delicato e strategico anche per le finalità didattiche ed educative che ci si è prefissati, riportate proprio nel PEI. La sovrapposizione o peggio la contraddizione di quanto svolto col nostro alunno/studente dall’una piuttosto che dall’altra figura, rischia confusione e determina un certo discredito dannoso, sia per il discente che per l’una o l’altra parte quale componente dinamica del percorso inclusivo.
La relazione professionale tra le due figure è auspicabile in ogni fase di costruzione del percorso scolastico inclusivo in quanto lo stesso viene pensato e progettato in favore del discente e non quale piattaforma sindacale per la rivendicazione di spazi e competenze.
Vi sono docenti sul sostegno didattico che per curriculo e formazione professionale nascono come educatori o assistenti alla comunicazione; viceversa, vi sono educatori tiflologici o assistenti alla comunicazione che per curricolo e formazione professionale avrebbero dovuto essere docenti per il sostegno didattico ma, per ragioni legate al mondo del lavoro, non lo sono.
Quali sono i compiti dell’assistente alla comunicazione e per l’autonomia o dell’educatore tiflologico nel caso di alunni non vedenti, ipovedenti lievi o gravi?
L’educatore, diversamente dal docente assegnato sul sostegno didattico, esercita il compito educativo volto all’acquisizione dell’autonomia da parte del discente in relazione alla conoscenza e all’uso di strumenti, materiali e tecnologie, che gli consentano d’essere, per l’appunto autonomo, indipendente nello studio.
L’autonomia che persegue il docente sul sostegno didattico è invece quella afferente all’acquisizione di un metodo da parte del discente, che lo renda appunto capace di sviluppare una didattica autonoma nello studio fuori dalla classe.
Lo studio autonomo, privilegio oggi per pochi studenti, rappresenta l’esercizio della capacità acquisita di sviluppare un percorso di apprendimento in modo autonomo svincolato da qualsiasi sostegno ma in linea con quanto ha appreso grazie al sostegno didattico; e, autonomo nell’uso dei materiali e delle tecnologie per aver avuto un buon percorso educativo in riferimento agli strumenti per lo studio o l’esercizio.
L’assistente o l’educatore tiflologico possono sostituirsi all’azione didattica del docente curricolare o a quella del docente per il sostegno didattico?
Assolutamente no!
Le competenze debbono essere esercitate dalle singole figure in relazione ai compiti e ruoli per i quali sono titolati a stare in aula, con gli alunni o accanto all’alunno/studente.
Ciò non significa che non vi possa essere un assistente o educatore con competenze didattiche disciplinari o specifiche, afferenti cioè al tipo di disabilità propria del discente; ma, per la serenità dello stesso alunno/studente e di quella della famiglia, al fine di mantenere vivo un dialogo tra professionisti dell’educazione, l’esercizio dei compiti affidati deve essere rispettoso anzitutto degli apprendimenti e dei bisogni educativi propri dell’alunno/studente.
Comportamenti o atteggiamenti troppo rigidi, contrastanti e contraddittori rischiano d’essere lesivi del medesimo diritto all’istruzione e dell’educazione.
Chi dà consulenza circa gli ausili, strumenti o materiali e tecnologie da utilizzare?
Solitamente la consulenza tiflologica riguardo agli strumenti didattici è definita dall’educatore tiflologico o assistente alla comunicazione e per l’autonomia. Ecco perché nel suo curriculo formativo, dunque anche in quello professionale, debbono essere acquisite e specificate le conoscenze e competenze nel campo delle scienze tiflologiche: tiflo-tecnica, tiflo-didattica e tiflo-informatica.
Le figure educative, comprendendo fra queste anche quella dell’assistente alla comunicazione, infelicemente definita così, almeno riguardo agli alunni/studenti ciechi assoluti, ipovedenti lievi o gravi e magari in situazione di ulteriore minorazione aggiuntiva, hanno la possibilità d’essere utilizzati per percorsi educativi extra scolastici, per esempio a casa il pomeriggio; l’importante, non mi stancherò mai di evidenziarlo, sempre e soltanto in linea col programma scolastico in condivisione col docente curricolare e di quello per il sostegno didattico.
La presenza di troppe figure in aula, sul medesimo alunno/studente e nel medesimo istante educativo, determina confusione per tutti, in particolare per il discente; oltre ad un dispendio di risorse umane e professionali che, attorno all’alunno svaniscono.
Diversamente dal docente per il sostegno didattico, il quale si deve relazionare con tutti i colleghi di classe e non, l’educatore tiflologico, o assistente alla comunicazione, deve rapportarsi con il docente per il sostegno, al massimo anche con quello curriculare e lavora esclusivamente con l’alunno per il quale è stato chiamato dalla scuola e per effetto di una programmazione individualizzata riguardante l’alunno o studente.
Qualche volta i genitori confondono le due figure?
Purtroppo sì, la scuola stessa crea confusione e trasmette la stessa alle famiglie dei bambini, alunni e studenti ciechi assoluti, ipovedenti gravi e lievi e/o con minorazioni aggiuntive.
La confusione genera anche l’interpretazione secondo cui le ore di sostegno didattico possono essere distribuite a piacimento, pur di coprire l’intero monte ore di lezione settimanale previsto per quell’anno scolastico.
I bisogni educativi, dei nostri alunni o studenti, spesso lasciamo che vengano trasformati da aule scolastiche in aule di tribunale a danno tutto dei nostri figli, della loro crescita e maturità. Ed invece, quei bisogni educativi, che sono d’ogni alunno o studente, dovrebbero essere l’aula quale habitat naturale per la loro crescita, il loro sviluppo umano e sociale.
In conclusione, l’educatore tiflologico o anche l’assistente alla comunicazione e per l’autonomia, ha compiti di affiancamento alla struttura scolastica durante l’anno di permanenza dell’alunno o studente in situazione di cecità o ipovisione grave o lieve per sostenerlo nei processi educativi di conoscenza e esercizio all’uso dei materiali, degli strumenti e tecnologie utili allo studio.
Questo significa che entrambi possono essere presenti, in quanto l’una non sostituisce l’altra funzione educativa, l’una per la didattica, l’altra per la conoscenza dei materiali e strumenti.
Per esempio l’assistente o educatore, non può avere la responsabilità della classe e conseguentemente non può in alcun momento sostituire il maestro o docente in quanto è a questi ultimi che gli alunni sono affidati. In altri termini, non solo le due figure professionali possono essere compresenti ma il loro impegno deve essere ben definito e devono essere altrettanto chiari i confini dell’intervento didattico da quello specificatamente educativo esercitato dall’educatore tiflologico o assistente alla comunicazione.
Ricordo come l’azione didattica si avvale e integra necessariamente, completandola con quella educativa.
Qual è la sede per pianificare la presenza e l’intervento delle figure quali l’educatore o l’assistente alla comunicazione?
Gli addetti ai lavori conoscono bene il luogo di discussione: è il GLHO, gruppo di lavoro handicap operativo.
Di norma, per utilizzare il lessico caro alla normativa, si riunisce due volte l’anno. L’assistente educativo è previsto dall’articolo 13 della legge 104/92. Il reclutamento, la formazione e la gestione dell’assistente sono, generalmente oggi, compito dell’ente locale: comune, provincia o città metropolitana, ATS.
Tuttavia, corre l’obbligo ricordare che il Dirigente scolastico, oggi più che mai, ha la responsabilità dell’utilizzo dell’educatore nell’ambito dell’organizzazione e della gestione dell’inclusione scolastica, in particolar modo il personale educativo-assistenziale è tenuto ad agire, in momenti collegati e distinti, ma non separati rispetto a momenti specifici del personale docente generalmente può operare sia in presenza che in assenza del personale docente.
Chi redige il programma educativo, diremo tecnico-strumentale e afferente ai materiali didattici per la conoscenza e l’uso da parte del discente?
L’educatore tiflologico o, qualora vi sia, anche l’assistente alla comunicazione e per l’autonomia. Infatti è l’educatore a costruire in accordo con i docenti in classe, un proprio piano di lavoro all’interno del Piano Educativo Individualizzato per l’alunno in situazione di cecità assoluta, ipovedente grave o lieve; deve evitare una gestione puramente assistenziale, per quella c’è il personale dedicato, quello per l’assistenza di base, se prevista perché richiesta dalle condizioni specifiche del discente;
E, qualora il dirigente Scolastico lo ritenga opportuno, l’educatore partecipa attivamente ai lavori di messa a punto del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato;
ovvio che lo stesso debba garantire il massimo di segretezza professionale per tutto quanto si riferisce alle informazioni sull’alunno in situazione di cecità assoluta, di ipovisione lieve o grave e magari con minorazione aggiuntiva.
Con chi deve rapportarsi l’educatore o assistente alla comunicazione?
L’educatore/assistente alla comunicazione deve interagire con le altre figure professionali presenti nell’ambito scolastico: anzitutto, qualora sia presente per esigenze dell’alunno/studente, deve confrontarsi e operare in accordo con l’assistente di base, poi con i docenti curriculari, con il docente per il sostegno didattico, col personale ATA. Tale dialogo inter-professionale e umano va stabilito poi col personale dei servizi del territorio.
In un confronto sano e rispettoso delle parti, con la cooperazione anche dei genitori dell’alunno/studente, deve proporre quanto ritenga utile, opportuno e vantaggioso per l’alunno in situazione di disabilità visiva afferente il percorso inclusivo.
Il suo ruolo gli impone un atteggiamento etico-professionale per cui dovrà mantenere sempre attivo il dialogo e collaborare con la struttura scolastica per ciò che afferisce l’ambito delle attività progettate dalla scuola in cui opera.
Ogni figura dovrebbe poterlo fare ma, certamente l’educatore ha il dovere di formarsi e aggiornare le proprie conoscenze per fortificarle sino a renderle competenze.

Tra i doveri dell’assistente alla comunicazione o educatore tiflologico, per il fatto di trovarsi in una struttura educante con funzioni amministrative, deve sottoscrivere quella che si chiama dichiarazione di responsabilità con la quale si impegna a ufficializzare la sua presenza a scuola, quando entra ed esce.
Qualsiasi diatriba tra lui e il docente curriculare piuttosto che con quello per il sostegno didattico, andrebbero risolte di fronte al dirigente scolastico o alla figura strumentale che segue specificatamente l’area, per l’esecuzione del PTOF, piano triennale dell’offerta formativa, il PAI, Piano Annuale per l’Inclusione.
Il bambino, l’alunno o lo studente non sono un puzzle per cui possiamo permetterci di incastrare le tesserine attraverso tutti i tentativi immaginabili e impossibili ma, persone che a pari di tutti gli altri alunni e studenti hanno il diritto di partecipare alla vita scolastica avendo pari opportunità didattiche, educative ed emotive, oltre che affettive.

Beni Culturali – A passeggio nel mondo dell’opera

Museo Tattile Statale Omero, Sala Conferenze
Ingresso libero

Un ciclo di cinque conferenze – ascolto, a cura di Aldo Grassini in collaborazione con gli Amici della Lirica “Franco Corelli” Ancona.

Mercoledì 17 ottobre ore 17
Nel 150o anniversario della morte
Rossini, il suo tempo, la sua opera
Fabio Brisighelli
Rossini e il passaggio tra il vecchio e il nuovo mondo, tra le eredità del melodramma di derivazione barocca e i fermenti del Romanticismo alle porte. La categoria saliente del “buffo” e la vocazione/sperimentazione della musa drammatica negli anni napoletani di libertà compositiva. L’esperienza in terra di Francia; i lunghi anni del silenzio creativo, rotto dai significativi bagliori del “sacro”. Rossini dalla personalità complessa e sfaccettata.

Mercoledì 24 ottobre ore 17
Franco Corelli: una voce fatale
Antonio Luccarini – Daria Della Croce
Immagini, suoni, aneddoti sulla straordinaria parabola artistica di uno dei più grandi tenori del Novecento.
A 15 anni dalla sua scomparsa un omaggio ed un ricordo dalla sua Città che poco lo ricorda.

Mercoledì 7 novembre ore 17
C’è musica e música
Gabriele Cesaretti
La zarzuela e la tradizione musicale spagnola tra XIX e XX secolo. Non chiamatela operetta. La zarzuela spagnola è molto di più che un genere “leggero” per occupare, al contrario, un posto di assoluto rilievo nella tradizione musicale della penisola iberica, al punto da essere addirittura molto popolare e, in tempi recenti, essere entrata anche nel repertorio musicale di cantanti non ispanici.

Mercoledì 21 novembre ore 17
Otello femminicida o vittima?
Aldo Grassini
Ha senso attualizzare l’opera? Otello conserverebbe la sua alta drammaticità se pensassimo a lui come a un uomo del nostro tempo? Un confronto tra l’Otello shakespeariano e quello Verdiano ci rivela che il Moro di Venezia è la vera vittima del genio del male, Iago.

Mercoledì 5 dicembre ore 17
Medea, Norma, Isotta.
La voce di Eros-Thanatos fra catastrofe e redenzione.
Cristiano Veroli
A partire dalla fine del Settecento, il mito di Medea rappresentato nel capolavoro tragico di Euripide ha ispirato, con le sue dilanianti passioni scatenate dal conflitto fra amore e morte, alcuni fra i più alti ingegni del teatro musicale europeo, in particolare Cherubini, Bellini, Wagner. Attraverso le loro opere, Medea rivive nella modernità ma si trasforma anche: il suono della sua voce, dal nero abissale delle origini, si rischiara nella luce mistica della redenzione risalendo dalla barbarie verso la civiltà.

Info
tel 0712811935
email info@museoomero.it

Museo Tattile Statale Omero – Mole Vanvitelliana
Banchina Giovanni da Chio 2 – 60121 Ancona
www.museoomero.it
#museoomero Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, Google+

Locandina "A passeggio nel mondo dell'opera"

Locandina “A passeggio nel mondo dell’opera”

Sport – BXC: Alla Roma All blinds il “Trofeo Carlo Morelli – Umberto Calzolari”

Dopo aver conquistato la Coppa Italia, la Roma All blinds si aggiudica il torneo di fine stagione di baseball per ciechi, dedicato a CARLO MORELLI e UMBERTO CALZOLARI, sconfiggendo in finale i Thunder’s Five Milano (2 a 0).
L’altra formazione meneghina, i Lampi, si è fermata nei quarti di finale contro l’Umbria Redskins BXC.
Alla manifestazione, che si è svolta il 13 e 14 ottobre a Bologna, hanno partecipato la Fiorentina BXC, gli Allblinds Roma, il Bologna Cvinta White sox, i Patrini Malnate, la Leonessa Brescia, gli Staranzano BXC, i Thunder’s Five Milano, i Lampi Milano e l’Umbria Redskins BXC.

Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS