L’orchestra tradizionale coreana dei musicisti ciechi arriva in Italia

Tra gli articoli apparsi nel numero di febbraio 2026 del Corriere dei ciechi è presente un breve reportage sul Centro Siloam per i ciechi di Seul e sulle numerose iniziative che, da quasi tre decenni, il Centro dedica alle persone con disabilità visiva. Il contatto avviato dall’Ufficio relazioni internazionali dell’UICI con questa intraprendente organizzazione coreana ha favorito la realizzazione di un incontro, avvenuto lo scorso lunedì 25 maggio, presso la sede della Presidenza nazionale. Una delegazione composta da Choi Dong Ic, dirigente non vedente del Centro Siloam, e Lee Kihyo, direttore dell’Orchestra tradizionale coreana dei musicisti ciechi, ha visitato gli uffici di via Borgognona, per avere uno scambio con il Presidente Mario Barbuto, la Vice presidente dell’UICI Linda Legname e il Vice presidente I.Ri.Fo.R Vincenzo Massa, grazie alla mediazione linguistica del Prof. Lee Kichul, docente di Lingua e Cultura italiana presso l’Università di Seul. Nel corso del meeting, che ha rappresentato un’interessante occasione di confronto e di arricchimento reciproco, anche grazie alla visita al Centro nazionale del Libro Parlato, la delegazione coreana ha annunciato l’intenzione di organizzare una serie di concerti, dal 2 al 12 settembre 2026, nelle quattro località italiane prescelte per ospitare l’esibizione dell’Orchestra tradizionale coreana dei musicisti ciechi. Roma, Napoli, Avellino e Agropoli accoglieranno l’ensemble composto da 12 strumentisti, di cui 7 non vedenti, e 16 coristi. Fondata dal Centro Siloam nel 2011, col sostegno del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo della Corea del Sud, l’orchestra accoglie un’eredità musicale e culturale che appartiene a una tradizione molto antica.

Fin dal XV secolo, infatti, i ciechi coreani potevano ricevere una formazione all’interno del palazzo reale per apprendere a suonare, in particolare, gli strumenti tradizionali utilizzati durante le cerimonie e le festività di corte, come il “gayageum” (cetra coreana a corde pizzicate), il “geomungo” (cetra coreana dal suono più grave, suonata con una bacchetta) o il “piri” (strumento a fiato ad ancia doppia). Al re Sejong il Grande, conosciuto soprattutto per essere stato l’inventore del sistema alfabetico di scrittura ancora oggi utilizzato in Corea (Hangul), sono state attribuite le seguenti parole: “Grazie alla loro sensibilità musicale e al loro talento, i musicisti non vedenti sono pienamente in grado di contribuire alla società” (1431). La riconosciuta competenza dei musicisti ciechi è ampiamente documentata nella storia coreana e la loro fama è cresciuta nel corso dei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Oggi, il Centro Siloam offre una solida formazione musicale alle persone con disabilità visiva, che si traduce in concrete e stabili opportunità professionali, con l’ingresso dei musicisti più talentuosi nell’orchestra tradizionale e la conseguente possibilità per loro di esibirsi a livello nazionale e internazionale. Ogni anno, infatti, almeno un concerto viene organizzato all’estero (i più recenti hanno avuto luogo in USA, Cina, Etiopia e Giappone), per contribuire a salvaguardare e a diffondere la conoscenza di questo genere musicale, ma soprattutto a sensibilizzare il pubblico attraverso un’immagine di inclusività e di valorizzazione delle differenze. L’appuntamento, pertanto, è a settembre, quando anche in Italia sarà possibile apprezzare il talento degli artisti non vedenti dell’orchestra di musica tradizionale coreana.