Anche questa volta i non vedenti vengono visti dai produttori di tecnologia. Non è il caso di un’industria che produce ausili assistivi per i ciechi ma si tratta di una casa costruttrice di apparecchiature elettromedicali, utilizzati in ambito fisioterapico.
La Fisiocomputer ha realizzato un apparato per tecarterapia per professionisti non vedenti, reclamizzandolo proprio così. E’ la casa costruttrice a sottolineare che l’apparecchiatura posta in commercio è dotata della sintesi vocale più all’avanguardia, necessaria a facilitare il non vedente nell’ utilizzo.
Questo fatto pone in evidenza il cambiamento della società circa la percezione dei minorati della vista. Se da una parte gli spazi occupazionali per i ciechi tendono a modificarsi, a fronte di una società più intransigente e meno indulgente, dall’altra il fatto riportato dimostra la considerazione dell’industria relativamente alla loro capacità produttiva.
Tutti coloro che hanno problemi visivi sanno che per ottenere l’accessibilità alle tecnologie, semplici e complesse, gli organismi addetti alla tutela, e per primo l’UICI, hanno dovuto fare appello alle norme dello Stato per costringere le industrie, in un limitato numero di casi, a concedere questo diritto. Qui si assiste a qualcosa di diverso! E’ l’industria produttrice ad informare l’UICI riguardo alla presenza sul mercato di apparecchiature inclusive, utili al lavoro anche dei ciechi. Sicuramente, ancora, occorre percorrere molta strada prima di percepire gli effetti positivi del cambiamento accennato ma la nuova collocazione dei ciechi nel mercato determina il paradigma da cui declinare il rapporto fra i ciechi e la società nei diversi contesti di vita.
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Sintesi dei lavori della Commissione Nuove attività lavorative del 26 ottobre 2016
Il giorno 26, del mese di ottobre, dell’anno 2016, in audio conferenza alle ore 21, si è riunita, ab interim, la Commissione NAL Convocati: dott. Valter Calò coordinatore, dott.sa Alina Pulcini referente, componenti commissione NAL: avv. Stefano Borella, Dott.sa Eleonora Ballocchi, Dott. Domenico Ietto, Avv. Gianluca Fava, Dott.sa Paola Labarile, Carmelo Dimartino, Maurizio Albanese. Consiglieri: dott. Marco Pronello, dott.sa Tamara Lo Vasco. Assenti giustificati: Stefano Borella Maurizio Albanese
Dopo i convenevoli saluti ai partecipanti da parte del coordinatore Calò e della referente Pulcini, alle 21:15 si sono aperti i lavori, con la nomina del segretario verbalizzante Gianluca Fava e del moderatore Valter Calò.
La motivazione di questa riunione è stata la necessità di informare e ragguagliare i componenti della commissione stessa sullo stato di avanzamento progettuale dei vari gruppi di lavoro.
Per ogni progetto era stato nominato un referente, con il compito difficile di indirizzare l’iter dei lavori, affinché non venissero sprecate inutilmente energie.
I referenti progettuali hanno esposto esaustivamente alla commissione lo stato dei lavori e dopo ogni punto programmatico si è aperta una analisi dell’operato, da parte di tutti i componenti.
.1 accordatore di pianoforte Maurizio Albanese
In sua assenza, Calò ha riferito che la bozza del progetto era stata pubblicizzata, ma fino ad oggi abbiamo avuto solo una adesione, vedremo se prossimamente, contattando eventualmente la commissione musica, ci saranno sviluppi per questo progetto.
.2 mediatore di controversie on-line Stefano Borella
In sua assenza, Calò riferisce che il progetto, dopo una veloce partenza, ha avuto un rallentamento, determinato in prima istanza dai corsi di formazione: sono insorte problematiche che dovranno essere risolte con una riunione a Roma ed eventualmente a livello Ministeriale; in seconda istanza, da parte della società partner del progetto, un preventivo di spesa molto alto, circa 80.000 euro, dovuto all’adeguamento della sala computer con software accessibili.
.3 raccolta dati sulle professionalità svolte da minorati della vista. Alina Pulcini
Pulcini ha presentato il lavoro fatto dal suo gruppo, illustrando chiaramente le problematiche per il recepimento dei dati, ha chiesto collaborazione a tutta la commissione e la raccolta dei dati è stata assegnata a Maurizio Albanese per il sud e Tamara Lo Vasco per il nord. Alla fine della sua esposizione si è aperto un dibattito per come meglio capillarizzare le sue richieste e l’informativa di tutta la commissione. Necessario quasi un porta a porta per la raccolta dati, verranno sollecitati i Presidenti di sezione e Regionali. Alina ha esposto che alcuni Presidenti sono stati molto collaborativi e che altri, dopo aver manifestato interesse, non si sono più sentiti e alcuni non hanno risposto.
.4 nuovo Progetto “accessibilità elettrodomestici” referente nostra commissione Stefano Borella e Valter Calò
Calò riferisce essere un nuovo progetto che si sta sviluppando con altre due commissioni, -OSI e –nuove tecnologie. Partito da un documento di Pronello Lo Vasco e Ballocchi, sta prendendo forma, ma risulta in ogni caso essere allo stato embrionale. Il primo lavoro in programma è quello di avere più dati da analizzare e per questo motivo le commissioni si sono suddivise i lavori.
.5 intervista a Daniele Regolo e possibile cooperazione con www.jobmetoo.com, Eleonora Ballocchi
Ballocchi presenterà, nei prossimi giorni un incontro che ha avuto con il fondatore di Jobmetoo, Daniele Regolo; forse potrà nascere una cooperazione con lui.
.6 Progettualità in agricoltura Valter Calò
Calò illustra gli sviluppi di questa tematica, partendo da Siracusa fino agli incontri a Catania e Torino con i rispettivi consigli Regionali dell’UICI. Molto interesse, ma per il momento si fa solo formazione, spiegando la procedura sullo sviluppo progettuale e gli step da percorrere.
Calò ha riferito anche che ha relazionato davanti all’assemblea dei Quadri Dirigenti UICI, non solo sul tema agricoltura, ma su tutto il lavoro della commissione. Interviene anche Dimartino, illustrando quanto fatto fino ad oggi a Siracusa su un progetto inerente l’agricoltura e presentando le criticità attuali.
.7 Perito fonico e trascrittore Gianluca Fava
Fava descrive il lavoro fatto fino ad oggi che ha comportato la definizione e la ricerca di normative riguardanti questa professionalità. A riguardo è stato già emanato un documento che è stato inoltrato a tutti i presidenti sezionali UICI. Attualmente viene approfondito il lavoro di questa professione e gli strumenti di utilizzo, accertandone la loro accessibilità. Le strade da percorrere nel prossimo futuro sono molteplici e verranno tutte analizzate; alla fine si è aperta una discussione su come procedere e soprattutto come meglio coordinarsi internamente al gruppo di lavoro. La discussione è diventata molto tecnica, tanto che Calò ha chiesto di chiudere l’argomento e ha invitato il gruppo di lavoro ad approfondire la tematica via teleconferenza. Interventi di Ietto, Calò, Pronello, Fava, Lo Vasco.
.8 gruppo FB Paola Labarile
Labarile illustra lo sviluppo della nostra pagina sul social FB, ritenendosi soddisfatta per i numerosi interventi dei lettori, invita i componenti della commissione a partecipare e scrivere post, in modo da rendere ancor più visibile la nostra pagina.
.9 Nuovi consulenti entranti
viene chiesto a Tamara Lo Vasco e Marco Pronello di presentarsi ai membri della commissione
È stata inoltrata da Calò la richiesta al direttivo UICI di includere ufficialmente i due consiglieri alla commissione NAL, la risposta si avrà dopo la riunione del 10 novembre CA.
Calò informa che ha avuto molte richieste, PER poter partecipare alla nostra commissione e questo lo conforta in quanto si evidenzia il buon operato di tutti i componenti.
La teleconferenza si chiude alle 11:10
Papa Francesco incontra i giovani del Servizio Civile Nazionale Roma 26 novembre 2016 – Ulteriori informazioni
A parziale rettifica delle indicazioni contenute nel precedente articolo, abbiamo ritenuto più opportuno e significativo che sia la Presidenza Nazionale a provvedere all’accreditamento di tutta la delegazione dell’Unione per l’udienza di Papa Francesco prevista per sabato 26 novembre, anche per poterci raccogliere in un unico, grande gruppo dell’Unione.
Ricordo che l’incontro è previsto appunto per sabato 26 novembre, presso l’Aula Paolo VI, sala Nervi, in San Pietro, con inizio del raduno intorno alle 10 e momento culminante con la presenza del Papa alle ore 12.00.
Sono caldamente invitati a partecipare tutti i volontari in servizio e anche gli ex volontari che desiderino essere presenti per un momento così significativo.
I nostri dirigenti sezionali e regionali, sono pregati di favorire la partecipazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi del servizio civile, possibilmente aggiungendosi a loro come parte della delegazione.
Le sezioni territoriali che parteciperanno all’evento, sia con una rappresentanza singola sia di gruppo, diversamente da quanto indicato nel comunicato precedente, faranno cortesemente pervenire al nostro ufficio del Servizio Civile gestionescv@uiciechi.it un elenco nominativo dei partecipanti, distinti tra volontari e altri.
Raccomando di inviare il tutto entro le ore 10 di venerdì 18 novembre.
Prego di voler diffondere questa comunicazione tra i volontari attualmente in servizio e tra quelli che sono stati con noi negli anni scorsi.
Incontro con Papa Francesco dei giovani del Servizio Civile Nazionale – Roma 26 novembre 2016
Si informa che sul sito dell’Ufficio per il Servizio Civile Nazionale è stato pubblicato, in data 4 novembre 2016, una comunicazione che dà notizia dell’incontro del Papa con i giovani del Servizio Civile Nazionale previsto per sabato 26 novembre 2016, alle ore 12,00, presso l’Aula Paolo VI (Sala Nervi) della Città del Vaticano.
Si interessano tutte le Strutture, in particolare quelle della Regione Lazio, che impiegano volontari del Servizio Civile a dare la massima diffusione alla predetta comunicazione al fine di assicurare una visibile presenza dei giovani che collaborano alla realizzazione dei nostri progetti.
E’ auspicabile che all’incontro partecipino anche i Dirigenti e il Personale che, a vario titolo, seguono i giovani nell’esperienza di Servizio Civile.
Per essere presenti all’incontro è necessario accreditarsi entro le ore 20 del 23 novembre p.v. secondo le modalità che sono indicate dall’USCN.
Ai fini della compilazione del file word su carta intestata, che ogni Struttura provvederà a compilare e ad inoltrare direttamente alla casella di posta elettronica udienzapapa2016@serviziocivile.it, si ricorda che il codice del nostro Ente è: NZ00028.
Nello stesso avviso, cui si fa rinvio, sono fornite ulteriori indicazioni e precisazioni in merito alle partecipazioni (singoli o per gruppo) e ai riconoscimenti previsti per i volontari che parteciperanno all’Udienza mentre nonè previsto alcun rimborso spese.
Sintesi dei lavori della Commissione Studi Musicali – 27 ottobre 2016
Il 27 ottobre 2016 si è riunita in modalità TALKYOO la Commissione Studi Musicali. Nel corso del dibattito ampio e animato è emersa la necessità di stabilire delle linee guida utili per definire le metodologie di insegnamento agli studenti non vedenti, ipovedenti e pluriminorati, per poi pubblicizzarle ad ogni livello: è infatti importante far comprendere a tutti come operare affinchè l’allievo/a impari a leggere e a memorizzare la musica. Si è sottolineata poi l’importanza di effettuare un’indagine tesa a raccogliere dati per interpretare meglio la realtà di oggi e rispondere anche a coloro che si sono approcciati alla musica in modo differente dal percorso professionale. Fra i problemi emersi: il reperimento di buon materiale dimostrativo e in generale il problema di una didattica rispettosa delle caratteristiche individuali degli allievi non vedenti, ipovedenti e pluriminorati. La commissione ha invitato il servizio di trascrizione Braille musicale Ottavio Orioli, creato e gestito da U.Ni.Vo.C. Bologna, rappresentato da Paolo Razzuoli. Uno spazio significativo della riunione è stato dedicato al programma BME ed ai problemi ad esso collegati, formati BMML e Music xml. Il confronto ha permesso di capire che è importante incontrarsi per far emergere le esigenze degli utenti esperti, definire meglio gli aggiornamenti da richiedere, e attivarsi con obiettivi comuni. I passi che la Commissione si impegna a compiere sono:
– sollecitare le sezioni ad individuare i musicisti disponibili e a indicare un referente locale per gli studi musicali;
– sollecitare i consulenti territoriali per la tiflodidattica a diffondere il materiale;
– sensibilizzare i centri scolastici regionali;
– informare sulla possibilità per i ciechi di studiare musica;
– sollecitare I.Ri.Fo.R. a proseguire la erogazione di contributi per ragazzi che studiano musica, come pure per corsi di base organizzati dalle sezioni UICI;
– organizzare un altro corso per insegnanti, sulla scorta dei risultati di quello realizzato nel 2015, aggiungendo la formazione a distanza.
Incontro con Daniele Regolo, di Valter Calò
Commissione NAL (nuove attività lavorative) Coordinatore dott. Valter Calò
Abbiamo programmato una serie di incontri tra i componenti della commissione NAL e personaggi che possano essere presi da esempio o che stimolino tutti noi in quella ricerca di miglioramento personale che ci possa dare del valore aggiunto nella vita di tutti i giorni.
Non vogliamo considerarli e non sono supereroi, ma persone che nonostante una disabilità sono riusciti ugualmente ad emergere fuori da stereotipi e preconcetti comuni.
Iniziamo con il dott. Daniele Regolo, fondatore di un sito già a molti conosciuto, ma non a tutti, www.jobmetoo.com.
Buona lettura
Valter
Jobmetoo: la nuova frontiera dell’e-recruiting per le persone con disabilità
(Intervista a Daniele Regolo, di Eleonora Ballocchi)
Dedichiamo questo spazio ad un progetto imprenditoriale, unico nel suo genere, che riteniamo debba avere quanta più visibilità possibile: Jobmetoo – Disabili e lavoro, il recruiting per Categorie Protette!
Jobmetoo è un’agenzia di ricerca e selezione, riconosciuta dal Ministero del Lavoro, che utilizza una piattaforma web sulla quale viene facilitato l’incontro tra candidati appartenenti alle categorie protette, tra cui vi sono le persone con disabilità, con il mondo del lavoro e delle imprese.
La piattaforma web si struttura su due frangenti: lato candidati e lato aziende. Ai candidati è data l’opportunità di creare gratis un profilo, raccontarsi e descrivere competenze, abilità ed ambizioni, quindi ricevere tutte le offerte di lavoro compatibili. Lato aziende, Jobmetoo si prefigge di trasformare gli obblighi occupazionali di legge in opportunità di crescita e produttività, oltre a rappresentare una vetrina su valori aziendali e mission a finalità sociale.
Una società quindi di e-recruiting, ossia di collocamento attuato attraverso servizi online. Jobmetoo è molto di più… e chi meglio del Presidente e fondatore, Daniele Regolo, poteva spiegarci tutto di questa realtà di successo?
Prima di passare all’intervista, permettetemi una nota personale. Daniele, oltre che un imprenditore tenace ed un esperto delle tematiche relative all’inserimento occupazionale delle persone con disabilità, è per me soprattutto un amico e lo ringrazio di aver accettato l’invito per questa intervista.
***
E – Jobmetoo nasce nel 2012 dalla tua caparbietà e spirito d’iniziativa: puoi ripercorrere con noi le tappe principali che ti hanno portato a costruire una realtà di successo com’è senza dubbio quella di Jobmetoo oggi?
D – Per dirla con una frase semplice e chiara, Jobmetoo è quel portale di cui io avrei avuto bisogno nella ricerca di un lavoro. Dopo la laurea in Scienze Politiche conseguita a Macerata, ho conosciuto quindici anni di esperienze lavorative poco organiche, fino all’assunzione a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione in seguito ad un concorso pubblico. Purtroppo, la mansione che mi venne affidata era assai poco compatibile con la mia sordità profonda: addetto allo sportello di front office. Dopo anni duri e logoranti dovuti ad una collocazione impropria (basti pensare alla fatica di leggere labialmente i dati personali degli utenti e inserirli al pc), ho preso la prima vera decisione adulta della mia vita e mi sono dimesso da un impiego a tempo indeterminato per fondare Jobmetoo. Ho iniziato da solo, poi siamo cresciuti fino a diventare la realtà di oggi, realtà che deve percorrere ancora molta strada.
E – In una recente intervista che hai rilasciato a Superando.it, è emerso che, quando vi vengono affidate selezioni di personale, ben l’86% di queste ha esito positivo. Quindi, il mondo del lavoro non è così chiuso come viene dipinto. Ovviamente tali possibilità, riprendendo sempre la tua intervista, sono più elevate per i candidati istruiti e specializzati. Alla luce di questi dati ed in base alla tua esperienza, com’è cambiato negli ultimi anni il rapporto tra aziende e lavoratori con disabilità?
D – Da “ex figlio della Legge 68” devo essere sincero: le aziende mi venivano descritte come alieni insensibili ai problemi dei disabili. Nel ruolo ricoperto oggi, devo dire che non è esattamente così. Le aziende sono composte da persone, e la maggior parte di queste è molto sensibile al tema della disabilità e della diversità in generale. Quello che manca sono gli strumenti e riferimenti adeguati per ottenere le migliori soluzioni. Confermo che per chi è istruito e specializzato è più facile entrare nel mondo del lavoro, ma è anche vero che persone con disabilità pesanti possono essere ben collocate, come sta a dimostrare la significativa esperienza dell’Hotel a Sei stelle. Sempre sul versante sindrome di Down, come Jobmetoo abbiamo seguito la selezione di personale per le farmacie di Milano, insieme al network WoW! Wonderful Work, Fondazione Adecco e Fondazione Guido Muralti.
E – Nella pagina youtube di Jobmetoo, è stato pubblicato un video molto carino nel quale parli del tuo supereroe preferito: Paperinik, affermando che ciò che ti è sempre piaciuto è il fatto che il personaggio che sta dietro questo supereroe è Paperino, il papero più sfortunato (e simpatico) della banda Disney. Una bella frase, quasi un monito, che hai detto è che “…il supereroe è una persona che costruisce il proprio successo a partire dalle sue debolezze”. Colgo l’occasione per chiederti: quali consigli ti senti di dare a tutte quelle persone con disabilità che si affacciano sul mondo del lavoro, affinché riescano a trasformare la loro disabilità, qualcosa che di primo acchito può essere visto come una debolezza, in un’opportunità… Ovviamente, oltre ad iscriversi subito a Jobmetoo… 🙂
D – Prima di tutto occorre dire che una adeguata autostima è un buon punto di partenza. Ho incontrato persone con fior di curricula ma poco fiduciose nei propri mezzi e possibilità. Questo non va bene. E non è giusto. Più nello specifico, il mio suggerimento è di evitare la teoria secondo la quale “ogni lavoro va bene”. Bisogna mettere l’azienda nelle condizioni di valutarci per ciò che vogliamo e sappiamo fare, anche perché è molto più facile dire che si vuol fare un lavoro e trovarlo piuttosto che aprirsi ad ogni possibilità in modo irrealistico. Questi sono i presupposti, il resto viene da sé.
E -tra gli obiettivi della Commissione NAL (Nuove Attività Lavorative) dell’UICI vi è quello di individuare nuove professioni che spostino il baricentro occupazionale delle persone con minorazione visiva dai due capisaldi lavorativi del centralinista e del masso fisioterapista. Quali possono essere, secondo te, ambiti sui quali puntare e, perciò, che possono essere presi in considerazione già dalla scelta dei percorsi formativi dei giovani con problematiche visive?
D – Jobmetoo si propone come una novità anche per la composizione del suo team: persone senza disabilità, persone con disabilità e persone con disabilità in famiglia. Abbiamo avuto per diversi mesi una tirocinante non vedente, di supporto al servizio recruiting. La ragazza in questione esaminava i curricula, faceva interviste telefoniche, smistava le richieste degli utenti, pubblicava annunci e molto altro ancora. Ora lavora in un’agenzia che si occupa di customer care. Insomma, ho citato un solo esempio per dire che i casi possono essere molteplici.
E – Un altro degli obiettivi principali della Commissione NAL è quello legato a riconoscere la possibilità di carriera anche per le persone con disabilità. Pensi che le realtà aziendali siano pronte a questo? Cosa si può concretamente fare per rendere fisiologico l’avanzamento di carriera anche per i lavoratori con disabilità, ovviamente meritevoli, sfondando quella sorta di “soffitto di cristallo” che impedisce oggi come oggi il percorso di crescita a questi professionisti?
D – Domanda centrata e difficile. È vero, ci concentriamo tutti molto sul momento dell’assunzione, e poi, quasi con un sospiro di sollievo, ci lasciamo tutto alle spalle. Ma, come dici tu, se è impedita la possibilità di fare carriera in modo meritato, prima o poi i problemi vengono a galla, non solo per il candidato ma anche per l’azienda. L’unica soluzione sta nel costruire, quotidianamente e faticosamente, in modo appassionato, una cultura globale sulla e della persona con disabilità, cercando di evitare ogni possibile discriminazione. La stessa Convenzione ONU sottolinea l’importanza di avere possibilità di carriera come tutti gli altri.
E – Uno sguardo alla situazione normativa italiana attuale: nel dicembre 2014, in un’interessante intervista che hai rilasciato ad Access Emotion, affermavi testualmente che: “Le categorie “protette” sono talmente protette che non hanno chiare possibilità di ingresso nel mondo del lavoro!”. Era un’affermazione ovviamente ironica, tuttavia, non possiamo nascondere che la norma italiana, per quanto molto avanzata se confrontata con le discipline in vigore in molti altri Paesi, abbia indubbiamente delle pecche. Alla luce dei buoni propositi enunciati nel Job Act (L. n. 183/2014) ed il suo recepimento nei decreti attuativi (in particolare, D.Lgs. n. 151/2015), a tuo parere, quali opportunità di miglioramento sono state colte e, viceversa, quali aspetti importanti sono stati tralasciati?
D – Il Jobs Act ha un forte impatto sulla Legge 68. Sicuramente andare a modificare e migliorare le impalcature legislative che riguardano la disabilità in generale è veramente difficile, ma un cambio era necessario dopo le delusioni che la Legge 68 ha portato. Vorrei essere chiaro: che il Jobs Act abbia lasciato insoddisfatte molte sigle associazionistiche a causa della spinta sulla chiamata nominativa, è un dato di fatto che non si può negare. D’altra parte abbiamo, finalmente, la revisione integrale degli incentivi, insieme ad altri accorgimenti relativi all’aumento della base di computo e alla previsione di un responsabile per l’inserimento mirato. La mia risposta finale quindi è: dobbiamo aspettare qualche anno, inutile tirare le somme troppo presto. Ora abbiamo queste norme, cerchiamo di conoscerle, diffonderle e applicarle. Di sicuro la Legge 68 aveva bisogno di una scossa.
E – Concludiamo con uno sguardo al futuro: il lavoro, come affermato da te in un’intervista alla Fondazione Marco Vigorelli, è la chiave principale per cambiare il modo di pensare la disabilità perché “… decreta la completa autonomia della persona e il suo ruolo nella società.”. Jobmetoo è sicuramente un ottimo strumento con molteplici sfaccettature: una piattaforma di e-recruiting e matching domanda-offerta di lavoro, un blog che parla di disabilità e sociale, uno spazio (People) di raccolta delle testimonianze di persone e aziende che si sono incontrate grazie al portale, una pagina Facebook aggiornata… Quali altre novità avete in cantiere?
D – In effetti con Jobmetoo People, col blog e la pagina Facebook vogliamo portare una visione moderna della disabilità, leggera, se così si può dire. Una visione che si ispira alla Convenzione delle Nazioni Unite, che splendidamente illumina tutti noi – disabili e non – con un nuovo paradigma. Stiamo lavorando perché il sito sia sempre più funzionale e accessibile, con annunci attinenti e mirati, affinché il candidato con disabilità sia sempre maggiormente considerato un lavoratore come tutti gli altri. Manteniamo molto elevata l’attenzione al match, considerando anche le reali compatibilità tra caratteristiche del candidato e mansione richiesta dall’azienda, così come, laddove necessario, lavoriamo sulla cultura aziendale. In generale, vogliamo evolvere muovendo i passi giusti, e questo richiede un continuo scambio con gli utenti: rispondiamo sempre alle loro domande e alle loro osservazioni sia sul social che per posta elettronica.
E –Il mercato del lavoro è sempre più flessibile e votato all’internazionalità. Ad oggi, Jobmetoo è perlopiù legato al contesto italiano, seppur siano presenti varie offerte di lavoro di aziende multinazionali. Guardando al domani: un Jobmetoo oltre i confini nazionali ti piacerebbe?
D – E’ uno dei nostri obiettivi. E quando pensiamo se non sia eccessivo, subito mi viene in mente il mio amico Antonino che, non vedente, gira l’Europa con bastone e smartphone.
***
Jobmetoo: la nuova frontiera dell’e-recruiting per le persone con disabilità
(Intervista a Daniele Regolo, di Eleonora Ballocchi)
Dedichiamo questo post ad un progetto imprenditoriale, unico nel suo genere, che riteniamo debba avere quanta più visibilità possibile: Jobmetoo – Disabili e lavoro, il recruiting per Categorie Protette!
Jobmetoo è un’agenzia di ricerca e selezione, riconosciuta dal Ministero del Lavoro, che utilizza una piattaforma web sulla quale viene facilitato l’incontro tra candidati appartenenti alle categorie protette, tra cui vi sono le persone con disabilità, con il mondo del lavoro e delle imprese.
La piattaforma web si struttura su due frangenti: lato candidati e lato aziende. Ai candidati è data l’opportunità di creare gratis un profilo, raccontarsi e descrivere competenze, abilità ed ambizioni, quindi ricevere tutte le offerte di lavoro compatibili. Lato aziende, Jobmetoo si prefigge di trasformare gli obblighi occupazionali di legge in opportunità di crescita e produttività, oltre a rappresentare una vetrina su valori aziendali e mission a finalità sociale.
Una società quindi di e-recruiting, ossia di collocamento attuato attraverso servizi online. Jobmetoo è molto di più… e chi meglio del Presidente e fondatore, Daniele Regolo, poteva spiegarci tutto di questa realtà di successo?
Prima di passare all’intervista, permettetemi una nota personale. Daniele, oltre che un imprenditore tenace ed un esperto delle tematiche relative all’inserimento occupazionale delle persone con disabilità, è per me soprattutto un amico e lo ringrazio di aver accettato l’invito per questa intervista.
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E – Jobmetoo nasce nel 2012 dalla tua caparbietà e spirito d’iniziativa: puoi ripercorrere con noi le tappe principali che ti hanno portato a costruire una realtà di successo com’è senza dubbio quella di Jobmetoo oggi?
D – Per dirla con una frase semplice e chiara, Jobmetoo è quel portale di cui io avrei avuto bisogno nella ricerca di un lavoro. Dopo la laurea in Scienze Politiche conseguita a Macerata, ho conosciuto quindici anni di esperienze lavorative poco organiche, fino all’assunzione a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione in seguito ad un concorso pubblico. Purtroppo, la mansione che mi venne affidata era assai poco compatibile con la mia sordità profonda: addetto allo sportello di front office. Dopo anni duri e logoranti dovuti ad una collocazione impropria (basti pensare alla fatica di leggere labialmente i dati personali degli utenti e inserirli al pc), ho preso la prima vera decisione adulta della mia vita e mi sono dimesso da un impiego a tempo indeterminato per fondare Jobmetoo. Ho iniziato da solo, poi siamo cresciuti fino a diventare la realtà di oggi, realtà che deve percorrere ancora molta strada.
E – In una recente intervista che hai rilasciato a Superando.it, è emerso che, quando vi vengono affidate selezioni di personale, ben l’86% di queste ha esito positivo. Quindi, il mondo del lavoro non è così chiuso come viene dipinto. Ovviamente tali possibilità, riprendendo sempre la tua intervista, sono più elevate per i candidati istruiti e specializzati. Alla luce di questi dati ed in base alla tua esperienza, com’è cambiato negli ultimi anni il rapporto tra aziende e lavoratori con disabilità?
D – Da “ex figlio della Legge 68” devo essere sincero: le aziende mi venivano descritte come alieni insensibili ai problemi dei disabili. Nel ruolo ricoperto oggi, devo dire che non è esattamente così. Le aziende sono composte da persone, e la maggior parte di queste è molto sensibile al tema della disabilità e della diversità in generale. Quello che manca sono gli strumenti e riferimenti adeguati per ottenere le migliori soluzioni. Confermo che per chi è istruito e specializzato è più facile entrare nel mondo del lavoro, ma è anche vero che persone con disabilità pesanti possono essere ben collocate, come sta a dimostrare la significativa esperienza dell’Hotel a Sei stelle. Sempre sul versante sindrome di Down, come Jobmetoo abbiamo seguito la selezione di personale per le farmacie di Milano, insieme al network WoW! Wonderful Work, Fondazione Adecco e Fondazione Guido Muralti.
E – Nella pagina youtube di Jobmetoo, è stato pubblicato un video molto carino nel quale parli del tuo supereroe preferito: Paperinik, affermando che ciò che ti è sempre piaciuto è il fatto che il personaggio che sta dietro questo supereroe è Paperino, il papero più sfortunato (e simpatico) della banda Disney. Una bella frase, quasi un monito, che hai detto è che “…il supereroe è una persona che costruisce il proprio successo a partire dalle sue debolezze”. Colgo l’occasione per chiederti: quali consigli ti senti di dare a tutte quelle persone con disabilità che si affacciano sul mondo del lavoro, affinché riescano a trasformare la loro disabilità, qualcosa che di primo acchito può essere visto come una debolezza, in un’opportunità… Ovviamente, oltre ad iscriversi subito a Jobmetoo… 🙂
D – Prima di tutto occorre dire che una adeguata autostima è un buon punto di partenza. Ho incontrato persone con fior di curricula ma poco fiduciose nei propri mezzi e possibilità. Questo non va bene. E non è giusto. Più nello specifico, il mio suggerimento è di evitare la teoria secondo la quale “ogni lavoro va bene”. Bisogna mettere l’azienda nelle condizioni di valutarci per ciò che vogliamo e sappiamo fare, anche perché è molto più facile dire che si vuol fare un lavoro e trovarlo piuttosto che aprirsi ad ogni possibilità in modo irrealistico. Questi sono i presupposti, il resto viene da sé.
E -tra gli obiettivi della Commissione NAL (Nuove Attività Lavorative) dell’UICI vi è quello di individuare nuove professioni che spostino il baricentro occupazionale delle persone con minorazione visiva dai due capisaldi lavorativi del centralinista e del masso fisioterapista. Quali possono essere, secondo te, ambiti sui quali puntare e, perciò, che possono essere presi in considerazione già dalla scelta dei percorsi formativi dei giovani con problematiche visive?
D – Jobmetoo si propone come una novità anche per la composizione del suo team: persone senza disabilità, persone con disabilità e persone con disabilità in famiglia. Abbiamo avuto per diversi mesi una tirocinante non vedente, di supporto al servizio recruiting. La ragazza in questione esaminava i curricula, faceva interviste telefoniche, smistava le richieste degli utenti, pubblicava annunci e molto altro ancora. Ora lavora in un’agenzia che si occupa di customer care. Insomma, ho citato un solo esempio per dire che i casi possono essere molteplici.
E – Un altro degli obiettivi principali della Commissione NAL è quello legato a riconoscere la possibilità di carriera anche per le persone con disabilità. Pensi che le realtà aziendali siano pronte a questo? Cosa si può concretamente fare per rendere fisiologico l’avanzamento di carriera anche per i lavoratori con disabilità, ovviamente meritevoli, sfondando quella sorta di “soffitto di cristallo” che impedisce oggi come oggi il percorso di crescita a questi professionisti?
D – Domanda centrata e difficile. È vero, ci concentriamo tutti molto sul momento dell’assunzione, e poi, quasi con un sospiro di sollievo, ci lasciamo tutto alle spalle. Ma, come dici tu, se è impedita la possibilità di fare carriera in modo meritato, prima o poi i problemi vengono a galla, non solo per il candidato ma anche per l’azienda. L’unica soluzione sta nel costruire, quotidianamente e faticosamente, in modo appassionato, una cultura globale sulla e della persona con disabilità, cercando di evitare ogni possibile discriminazione. La stessa Convenzione ONU sottolinea l’importanza di avere possibilità di carriera come tutti gli altri.
E – Uno sguardo alla situazione normativa italiana attuale: nel dicembre 2014, in un’interessante intervista che hai rilasciato ad Access Emotion, affermavi testualmente che: “Le categorie “protette” sono talmente protette che non hanno chiare possibilità di ingresso nel mondo del lavoro!”. Era un’affermazione ovviamente ironica, tuttavia, non possiamo nascondere che la norma italiana, per quanto molto avanzata se confrontata con le discipline in vigore in molti altri Paesi, abbia indubbiamente delle pecche. Alla luce dei buoni propositi enunciati nel Job Act (L. n. 183/2014) ed il suo recepimento nei decreti attuativi (in particolare, D.Lgs. n. 151/2015), a tuo parere, quali opportunità di miglioramento sono state colte e, viceversa, quali aspetti importanti sono stati tralasciati?
D – Il Jobs Act ha un forte impatto sulla Legge 68. Sicuramente andare a modificare e migliorare le impalcature legislative che riguardano la disabilità in generale è veramente difficile, ma un cambio era necessario dopo le delusioni che la Legge 68 ha portato. Vorrei essere chiaro: che il Jobs Act abbia lasciato insoddisfatte molte sigle associazionistiche a causa della spinta sulla chiamata nominativa, è un dato di fatto che non si può negare. D’altra parte abbiamo, finalmente, la revisione integrale degli incentivi, insieme ad altri accorgimenti relativi all’aumento della base di computo e alla previsione di un responsabile per l’inserimento mirato. La mia risposta finale quindi è: dobbiamo aspettare qualche anno, inutile tirare le somme troppo presto. Ora abbiamo queste norme, cerchiamo di conoscerle, diffonderle e applicarle. Di sicuro la Legge 68 aveva bisogno di una scossa.
E – Concludiamo con uno sguardo al futuro: il lavoro, come affermato da te in un’intervista alla Fondazione Marco Vigorelli, è la chiave principale per cambiare il modo di pensare la disabilità perché “… decreta la completa autonomia della persona e il suo ruolo nella società.”. Jobmetoo è sicuramente un ottimo strumento con molteplici sfaccettature: una piattaforma di e-recruiting e matching domanda-offerta di lavoro, un blog che parla di disabilità e sociale, uno spazio (People) di raccolta delle testimonianze di persone e aziende che si sono incontrate grazie al portale, una pagina Facebook aggiornata… Quali altre novità avete in cantiere?
D – In effetti con Jobmetoo People, col blog e la pagina Facebook vogliamo portare una visione moderna della disabilità, leggera, se così si può dire. Una visione che si ispira alla Convenzione delle Nazioni Unite, che splendidamente illumina tutti noi – disabili e non – con un nuovo paradigma. Stiamo lavorando perché il sito sia sempre più funzionale e accessibile, con annunci attinenti e mirati, affinché il candidato con disabilità sia sempre maggiormente considerato un lavoratore come tutti gli altri. Manteniamo molto elevata l’attenzione al match, considerando anche le reali compatibilità tra caratteristiche del candidato e mansione richiesta dall’azienda, così come, laddove necessario, lavoriamo sulla cultura aziendale. In generale, vogliamo evolvere muovendo i passi giusti, e questo richiede un continuo scambio con gli utenti: rispondiamo sempre alle loro domande e alle loro osservazioni sia sul social che per posta elettronica.
E –Il mercato del lavoro è sempre più flessibile e votato all’internazionalità. Ad oggi, Jobmetoo è perlopiù legato al contesto italiano, seppur siano presenti varie offerte di lavoro di aziende multinazionali. Guardando al domani: un Jobmetoo oltre i confini nazionali ti piacerebbe?
D – E’ uno dei nostri obiettivi. E quando pensiamo se non sia eccessivo, subito mi viene in mente il mio amico Antonino che, non vedente, gira l’Europa con bastone e smartphone.
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Mi auguro che questa sia stata una bella chiacchierata utile a far conoscere una realtà imprenditoriale interessante, un servizio utile ed una vera e propria opportunità per quanti vogliano davvero mettersi in gioco.
Grazie infinite a Daniele, per la disponibilità ed il tempo che ci ha dedicato ed un grande “in bocca al lupo” per l’importante lavoro che porta avanti con il suo team e per tutte le sfide future che gli auguriamo di vincere.
Mi auguro che questa sia stata una bella chiacchierata utile a far conoscere una realtà imprenditoriale interessante, un servizio utile ed una vera e propria opportunità per quanti vogliano davvero mettersi in gioco.
Grazie infinite a Daniele, per la disponibilità ed il tempo che ci ha dedicato ed un grande “in bocca al lupo” per l’importante lavoro che porta avanti con il suo team e per tutte le sfide future che gli auguriamo di vincere.
“Stella d’argento al merito sportivo” Fitarco al nostro Gsd
In occasione dell’Assemblea Nazionale Ordinaria 2016 della Fitarco, che avrà luogo a Roma il 6 novembre, il GSD Non Vedenti Milano ONLUS riceverà la “Stella d’argento al Merito Sportivo” per i successi conseguiti.
Ritireranno l’importante riconoscimento la nostra atleta Loredana Ruisi e il nostro tecnico Armando Bonechi.
A tutto il nostro movimento arcieristico vanno i più sinceri complimenti per questo grande risultato.
Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS
Via Vivaio, 7
20122 Milano
tel/fax: +390276004839
Email: info@gsdnonvedentimilano.org
Web: www.gsdnonvedentimilano.org
twitter: https://twitter.com/Gsdnvmilano
Facebook: https://www.facebook.com/GSDNONVEDENTIMILANO
Codice Fiscale: 97063940155
Un Manifesto per lo sport accessibile e integrato
Nel mese di settembre 2016, L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS ha organizzato uno scambio internazionale ERASMUS+ per giovani vedenti e non. Obiettivo di questo scambio è stato quello di riflettere sul valore dello sport come strumento di inclusione e di promozione sociale. Risultato del progetto è stata la messa a punto da parte dei giovani partecipanti di un “Manifesto sull’accessibilità dello sport e delle strutture sportive”, in inglese e italiano.
Segue il testo del Manifesto, che ci auguriamo possa essere utilizzato per la sensibilizzazione delle autorità pubbliche, delle scuole e dei privati sull’importanza dello sport accessibile non solo pere le persone con disabilità ma per tutti i cittadini.
Manifesto sull’accessibilità dello sport e delle strutture sportive
Le attività motorie e sportive adattate rappresentano per i bambini e gli adulti con disabilità visiva l’esaltazione delle loro capacità e di ciò che sanno fare, in un mondo che continuamente ricorda loro ciò che manca e quanto non sono in grado di svolgere. Esse, sia nella forma di sport individuali sia di squadra, sono volte a sviluppare non soltanto le abilità motorie in generale, la percezione dello spazio e l’orientamento, ma anche le abilità socio-relazionali, l’inclusione e la collaborazione armoniosa tra pari nel riconoscimento di valori condivisi.
Purtroppo, però, gli insegnanti di educazione fisica e gli istruttori sportivi sono raramente in possesso delle conoscenze necessarie per permettere ai non vedenti di praticare uno sport. L’alto valore della pratica sportiva per le persone con disabilità rende particolarmente necessario promuovere l’educazione allo sport dei bambini e degli adulti con disabilità visiva, tramite un’azione di sensibilizzazione e operando interventi prima di tutto presso le scuole, ma anche presso le palestre private e il pubblico generale.
Il presente Manifesto nasce dunque dalla necessità di indicare alcune problematiche nel settore dello sport per persone con disabilità che richiedono un intervento da parte delle autorità locali, regionali e nazionali per realizzare un cambio culturale verso una società davvero inclusiva.
Chiediamo
che venga promossa una formazione per gli insegnanti, e in particolare per gli insegnanti di educazione fisica, sugli sport che possono essere praticati dai bambini e dagli adulti con disabilità visiva
che gli studenti con disabilità possano praticare gli sport a scuola insieme agli altri ragazzi grazie all’adattamento delle attrezzature e/o del regolamento sportivo
che lo Stato finanzi con priorità l’adattamento architettonico delle palestre delle scuole e delle altre palestre pubbliche perché siano pienamente fruibili dalle persone con disabilità e che promuova lo stesso tipo di interventi presso gli impianti privati
che le Federazioni sportive incoraggino la ricerca di adattamenti che permettano alle persone con disabilità visiva di praticare lo sport e che sostengano la formazione e l’attività degli allenatori e degli arbitri che decidono di specializzarsi negli sport per persone con disabilità, siano essi sport paralimpici o no
che le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano siano coinvolte nelle iniziative sportive organizzate a livello locale, regionale e nazionale, oltre che in conferenze e scambi giovanili sugli sport
che siano organizzati più di frequente eventi di sensibilizzazione e per l’avvicinamento allo sport delle persone con disabilità
È importante ricordare che l’inclusione delle persone con disabilità visive si realizza pienamente soltanto quando nella società e nell’ambiente costruito vengono adottati quegli adattamenti necessari per garantire a queste persone il pieno accesso alle attività di tutti. Per questo motivo è necessario prevedere l’utilizzo di alcuni strumenti specifici per l’adattamento degli sport “ordinari”, che ne permettono la pratica anche da parte dei non vedenti (es. baseball, scherma, ecc.) e per la pratica di sport specifici per non vedenti, ma che possono essere anche praticati da vedenti bendati (torball, show-down, ecc.). Tali strumenti e adattamenti non sempre comportano spese aggiuntive importanti e si tratta spesso solo di piccoli accorgimenti come per esempio:
percorsi guida su pavimenti e muri dei corridoi e degli spogliatoi delle palestre con pitture di densità diversa e di diverso colore
campi di gioco con segnali a terra in colori contrastanti
scritte in braille (come quelle prodotte con il dymo tape) come alternativa alle insegne in nero
palle sonore per il torball, il goalball e il baseball, etc.
accessibilità dei siti web delle palestre e dei club sportivi
campi di gioco che siano progettati per la pratica sportiva di diversi sport, compresi gli sport per non vedenti e per persone con altre disabilità
Questo Manifesto è stato redatto nel 2016 dai partecipanti al progetto “SportAbility: equality and participation through sports” co-finanziato dall’Unione Europea
Ma lo sai che……, di Alberto Stagni
Ma lo sai che l’Unione pubblica una rivista dedicata agli anziani, ma non solo, registrata su supporto CD in formato MP3?
Ma lo sai che tratta argomenti di cultura generale, che nel tempo sono diventati buoni per tutte le età, e non esclusivamente per gli anziani?
Ma lo sai che Senior è gratuito e per riceverlo basta telefonare all’ufficio stampa (06 69988376)?
Ma lo sai che i collaboratori, che lavorano gratis, sono quasi tutti ciechi e appartengono a diverse fasce di età?
Ed ora che sai tutto questo, come fai a non diventare nostro lettore?
E se tu sei a contatto con i soci, non puoi esimerti dal proporlo!
Con l’avvento del 2017, Senior, l’audiorivista dedicata agli anziani che nel tempo ha allargato a tutte le età il suo target di lettori, compie 21 anni. Tanti anni di costante attività spesi a fornire agli anziani un momento di svago, di compagnia, di cultura e di riflessione. Argomenti di generale interesse esposti con semplicità e serenità.
Senior tratta gli argomenti più diversi: a iniziare dall’editoriale di Cesare Barca; poi si sofferma sulle problematiche legate alla salute, specialmente degli anziani, che, però, dato che tutti o quasi prima o poi lo saremo, interessa a parecchi; interviste a personaggi dell’Unione e non: esperti psicologi, legali, eccetera; audiodocumentari alla scoperta dei luoghi turistici del nostro Bel Paese; trattazione di avvenimenti di cronaca inerenti la categoria, ma anche non; diffusione di svariati generi musicali: dal jazz alla classica, dall’operistica al rock, sì, anche tra gli anziani militano irriducibili rockettari che si esaltano con i Led Zeppelin e i Deep Purple, i Pink Floyd e gli Stones; lavori teatrali ridotti o atti unici da Goldoni a Tennessy Williams, da Cecov a De Filippo; poesie antiche, classiche e moderne: da Prevert a Cardarelli, da Foscolo a Carducci, Kaligi Bran a racconti di Cecov, Buzzati, Guerra, Camilleri, Flaubert eccetera; ginnastica, con semplici esercizi per mantenersi in forma; sport e cinema; erboristeria e floricultura; cucina e cronaca giornalistica e altro ancora.
Ma lo sai che se non lo ascolti non sai cosa ti perdi?
E … allora!
Per abbonarti basta una telefonata! Cosa aspetti?
Un secondo e terzo posto al 3° Torneo nazionale individuale “Olympic Beach” di Showdown
Si è concluso a Tirrenia il 3° Torneo nazionale individuale “Olympic Beach” di Showdown, che si è svolto a Tirrenia (28 – 30 ottobre 2016).
I nostri giocatori, guidati dai tecnici Valerio Origo e Pietro Rossetti, hanno ottenuto dei buoni piazzamenti:
– in campo femminile Monica De Fazio è giunta seconda e Sonia Tranchina terza;
– in campo maschile Gianluca Russo si è piazzato al quinto posto, Riccardo Buelloni diciannovesimo, Oscar Cimini ventunesimo e Alfonso Giorgio ventisettesimo.
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