L’Europa e la disabilità visiva, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

Confronti e raffronti
Conversazione con il Prof. Rodolfo Cattani

Accade talora che, scorrendo i numerosi comunicati divulgati sull’attività del terzo settore e, in particolare, sul trattamento economico-sociale riservato ai disabili visivi, ci si pongano interrogativi che rimangono frequentemente senza una precisa risposta.
Ora avremo finalmente la possibilità di fare chiarezza su questo tema tanto dibattuto e spesso sviluppato su presupposti e contenuti impropri , grazie all’intervento nella nostra sala telefonica virtuale 98 90 50 del Prof. Rodolfo Cattani, Presidente della commissione per le relazioni con le istituzioni dell’Unione europea dei Ciechi (Ebu), nonché presidente del Forum italiano sulla disabilità(FID). L’incontro avrà luogo mercoledì 6 maggio alle ore 18 e avremo finalmente modo di conoscere la realtà dell’attività europea non solo circa il trattamento economico, ma anche sull’azione volta alla standardizzazione degli interventi indispensabili per assicurare una certa omogeneità di autonomia e di effettiva inclusione sociale per tutti i disabili visivi.
Con questo appuntamento intendiamo perciò offrire a tutti una occasione di conoscenza e di chiarimento su un tema di estrema importanza per comprendere, tra l’altro, la complessa attività politica europea, tanto impegnata sul piano di una possibile convergenza economica, ma ancora lontana dalla realizzazione di un piano sociale omogeneo.

Questo è chiaramente soltanto il mio pensiero, ma sarà proprio cogliendo la cortese adesione del Prof. Cattani che sarà possibile finalmente chiarire un argomento che ormai riveste una importanza fondamentale.
Vi attendiamo in molti, quindi, mercoledì alle ore 18 perché, lo si voglia o no, siamo tutti cittadini europei.
Chi avesse necessità di conoscere il pin d’ingresso nella sala telefonica può scrivere o telefonare a me, agli amici Nunziante Esposito e Pino Servidio.

Cesare Barca
e-mail: cesarebarca@alice.it tel.. 329-2050972
Nunziante Esposito: e-mail: Nunziante.esposito@alice.it tel.349-6723351
Pino Servidio: e-mail: giuseppe.servidio@alice.it tel. 335-8082002

Lo Shiatsu torna all’Istituto dei Ciechi di Milano

Autore: Redazionale

In collaborazione con l’Associazione Arti per la Salute di Rho il 21 maggio, presso l’Istituto dei Ciechi di Milano in via Vivaio 7, ci sarà l’occasione per provare gratuitamente trattamenti Shiatsu.
Dalle 16 alle 20, sarà possibile usufruire di un trattamento di 20/25 minuti.
Per una migliore organizzazione è consigliabile prenotare
all’indirizzo: info@arteshiatsu.it,
segnalando nell’oggetto: “trattamento shiatsu istituto dei ciechi”.
La prenotazione non è obbligatoria, sarà possibile anche presentarsi in loco negli orari indicati.
Ulteriori info possono essere richieste a Danilo Vigiani Cell 347.0760431

Sport, Week-end di Nordic Walking a Predazzo dal 3 al 7 luglio 2015

Autore: Redazionale

Anche quest’anno, tutti pronti, il G.S.D. parte per il corso di nordic walking!
Per chi si sente stambecco, per chi si sente camoscio, bè, anche per chi si sente marmotta… dopotutto in montagna c’è posto per tutti!
Ci aspettano i prati, gli alberi, le cascatelle da torrenti argentini, le salite…. tante tante salite… ma, con alla fine, sempre un confortante tavolone intorno al quale sedere con i nostri amici e dal quale attingere leccornie e nuove energie, per la prossima salita!
I nostri superpoliziotti di Moena, come ogni anno, sono già pronti a testare la nostra condizione atletica, mica vorrete che l’estate ci rammollisca, il socio del GSD è prestante e scattante, soprattutto se c’è da raggiungere un tavolo con capriolo e polenta. e un boccale di birra… ehm.
Si partirà venerdì 3 luglio, in tardo pomeriggio, per tornare martedì 7 luglio in serata, con le gambe stanche ma il cuore felice, statene certi!
Allora, avete preparato lo zaino?

La quota di partecipazione sarà anche quest’anno, per tutti i nostri soci, di circa 250 euro, escluso il costo dei pranzi di ciascuno e di quello delle nostre mitiche guide.

segnalatevi a Giovanna Gossi (3474415107 – giovanna.gossi@alice.it) entro venerdì 15 maggio p.v..

Non aspettate mica che vi arrivi una cartolina dei vostri amici dai monti, mentre ve ne restate in città!

Sport, I risultati del week-end

Autore: Redazionale

Sabato 25 aprile si è svolto a Massarosa (LU) il Campionato Italiano Promozionale Giovanile di nuoto paralimpico che ha visto Martina Rabbolini conquistare ottimi risultati e riscontri cronometrici.
Martina ha vinto 2 ori stabilendo anche i nuovi primati italiani assoluti in vasca corta (25 metri) per cat. S11 (non vedenti)
Nei 100 delfino ha fatto segnare il tempo di 1.39,60 e nei 100 rana il cronometro si è fermato a 1.36,35.
Questa mattina, presso il diamante di Brescia, i Thunder’s Five Milano hanno vinto il primo incontro (15 a 9) contro i Bluefire CUS Brescia. Mentre nel secondo match la squadra bresciana si è imposta 14 a 12.
Da segnalare i 9 fuorni campo ((4 nel primo incontro e 5 nel secondo) di Sarwar Ghulam dei Bluefire CUS Brescia.

Domenica 3 maggio si chiuderà la prima parte del Girone Ovest con i recupero tra Patrini Malnate e Thunder’s Five Milano previsto alle 16:00 presso il campo Kennedy di via Olivieri 15 a Milano.

Risultati e classifiche

Girone Ovest

1. Lampi Milano punti 9 (4-1-1) – media 750
2. Thunder’s Five Milano 4 (2-0-2) – 500
3. Blue Fire Cus Brescia 5 (2-1-3) – 417
4. Patrini Malnate 2 (0-2-2) – 250
Risultati
15 marzo, Patrini Malnate – Lampi Milano (3 a 11 e 1 a 1);
22 marzo, i Patrini Malnate – Thunder’s Five Milano (non disputata causa maltempo)
28 marzo, Thunder’s Five Milano – Lampi Milano (4 a 7 e 3 a 2)
12 aprile, BlueFire Brescia – I Patrini Malnate (7 a 7 e 7 a 5)
19 aprile, Lampi Milano- BlueFire Cus Brescia (16 a 3 e 7 a 4)
26 aprile, Thunder’s Five Milano -BlueFire Cus Brescia (15 a 9 e 12 a 14)

prossimi turni
3 maggio a Milano (ore 16:00 campo Kennedy): I Patrini Malnate- Thunder’s Five Milano

Anziani: La sala telefonica virtuale “Parla, un amico ti ascolta” 98.90.50 della Commissione Nazionale Anziani, di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

Spalanca le sue porte

Sono trascorsi quasi due anni da quando la nostra sala 98. 90. 50 ha iniziato la propria offerta di ascolto e la
programmazione di incontri tematici su numerosi argomenti di interesse generale e di informazione.
Due anni di accoglienza e di promozione svolta con sollecitudine amichevole da dodici moderatori che hanno consentito e
ancora favoriscono l’apertura pomeridiana cinque giorni la settimana e promuovono la diminuzione dell’isolamento e della
solitudine.
Ora abbiamo avvertito il bisogno di conoscere le esigenze e le proposte di tutti i frequentatori abituali, ma ancor più i
desideri e le necessità di tutti coloro che non hanno ancora accolto l’invito di essere presenti, di quanti non hanno
ancora inteso accogliere l’offerta del nostro servizio, di vivere comunitariamente momenti di confronto e di dialogo.
La sala spalanca perciò le sue porte per accogliere tutti, ma proprio tutti e, in particolare, coloro che non hanno ancora
voluto conoscere la gioia dell’incontro e del confronto.
Vogliamo soffermarci sulle vostre attese, apprendere le vostre esigenze personali, le vostre indicazioni per rendere
sempre più utile e adeguato il nostro servizio.
Sì, perché la nostra sala offre un vero e proprio servizio di ascolto e presta la massima attenzione ai suggerimenti e alle
urgenze di tutti e di ciascuno.
Aiutateci per rendere sempre più efficace il nostro impegno e venite con noi lunedì 27 alle ore 21.
L’ingresso è semplice e l’accoglienza festosa: non perdete l’occasione di esprimere il vostro parere e di fornire i vostri
consigli: noi vi aspettiamo fiduciosi.
Per entrare nella sala è necessario avere indicazioni semplici e conoscere il pin d’ingresso. Per questo e per avere ogni
opportuna delucidazione potete rivolgervi a me o agli amici Nunziante Esposito e Pino Servidio: scriveteci o contattateci
telefonicamente e saremo lieti di fornirvi le indicazioni necessarie.
A lunedì 27 dunque, alle ore 21: vi aspettiamo, non mancate l’occasione di esprimere il vostro parere e di vivere un
momento di amicizia.
Cesare Barca

Cesare Barca: e mail cesarebarca@alice.it tel.329 20 50 972
Nunziante Esposito: e mail nunziante.esposito@alice.it tel.349 67 23 351
Pino Servidio: e mail giuseppe.servidio@alice.it tel. 335 80 82 002

Istruzione: I mezzi da noi proposti non sono sbagliati, di Luciano Paschetta

Autore: Luciano Paschetta

“Un insegnante per essere tale deve avere l’abilitazione in qualche cosa che occorre “insegnare”. Ci troveremo quindi in classe con un insegnante vero… e un insegnante di sostegno che non è un insegnante perché non è abilitato all’insegnamento di nulla. Per agire bene in classe occorre invece rispettare e favorire ciò che la 104 afferma: l’insegnante di sostegno assume la contitolarità”. Come può accadere questo se l’insegnante di sostegno non è… un insegnante?”.
È questa una delle critiche del mondo accademico alla proposta di legge FAND/FISH che noi respingiamo.
L’esperienza di questi 40 anni di integrazione ci ha dimostrato che questo ragionamento può valere per la scuola primaria, ma non regge per la secondaria.
Nella secondaria il docente di sostegno può avere l’abilitazione per una classe di concorso, ma si trova ad essere “contitolare” con docenti di discipline diverse dalla sua ed allora in che cosa si può concretizzare la sua “contitolarità”? Non certo in riferimento alle competenze disciplinari, ma unicamente in relazione alla sua specializzazione nei confronti della disabilità. La difficoltà nell’esercizio della “contitolarità” aumenta quando si passa dalla secondaria di primo a quella di secondo grado, dove gli apprendimenti disciplinari diventano sempre più specifici, ed allora, nella difficoltà di sviluppare un percorso inclusivo, si assiste alla crescente delega dell’alunno disabile al docente di sostegno ed al suo progressivo isolamento dal contesto della classe che, sempre più spesso, si concretizza nelle attività svolte nell'”aula di sostegno”.
Questo avviene ora e non è, come sostiene il prof. Ianez, che la costituzione di uno specifico ruolo per il sostegno rappresenti una “prospettiva separante e sbagliata, fondamentalmente perché consolida e rende strutturale la divisione tra “insegnante normale” e “insegnante speciale”, favorendo meccanismi di delega, ma viceversa, come vedremo, la nostra PDL li elimina.
Siamo tutti d’accordo che per una scuola inclusiva occorre una maggior specializzazione dei docenti, ma lo siamo altrettanto, nel pensare che non è possibile una specifica specializzazione di tutti i docenti e la conseguente eliminazione del docente di sostegno.
Da queste considerazione muove la nostra proposta di legge mirata a fornire ai docenti titolari delle discipline una formazione, di base e continua, che li formi ad un corretto approccio educativo-relazionale con l’alunno disabile che li faccia capaci di farsene responsabili dell’insegnamento disciplinare con il supporto sul piano metodologico del docente di sostegno, prevedendo per questi ultimi una specifica specializzazione.
Specializzazione questa che non può essere solo “generale”, ma deve far riferimento a conoscenze didattiche e competenze tecnico-metodologiche efficaci in riferimento alle specifiche disabilità, solo così la “contitolarità” potrà essere reale.
Il ruolo di questo docente, esperto in “metamodelli inclusivi” non è quello dell’educatore, come sostengono i critici della proposta, ma quello di docente specializzato, progettista ed attuatore di percorsi formativi, sviluppati e realizzati in contitolarità con i colleghi titolari delle discipline, ma può anche essere quello di “figura obiettivo” e di mediatore didattico per l’inclusione capace di contribuire allo sviluppo di un POF inclusivo.
La funzione docente per essere efficace ha bisogno di due competenze: quella disciplinare e quella metodologico-didattica, quando, in presenza di “complessità educative”, il suo esercizio richiede la contitolarità di due docenti affinché tale contitolarità sia reale, è necessario che i due insegnanti siano portatori di specifiche competenze complementari.
Queste le riflessioni che ci hanno portato a valutare la necessità di una classe di concorso che prescindesse dal disciplinare, ma si fondasse sulle competenze metodologiche e didattiche capaci di garantire un insegnamento inclusivo.
In tal modo, contrariamente a quanto sostenuto da molti, viene meno la possibilità della delega: chiarito che gli insegnamenti disciplinari sono di esclusiva competenza del docente di classe, egli non può più delegare la sua funzione di insegnante nei confronti dell’alunno disabile, sua resta anche la responsabilità dell’apprendimento e della valutazione nei suoi confronti, così come per tutti gli altri.
Allo stesso modo affermare che la figura di uno specializzato esperto in metamodelli inclusivi di apprendimento, didattica, metodologie e tecniche per l’insegnamento non possa essere considerato un vero docente, è difficile da sostenere che proprio lui supporti la classe e l’intera scuola, nelle capacità di fornire insegnamenti inclusivi.
Respingiamo anche la tesi secondo la quale la nostra proposta sarebbe dettata dai bisogni delle famiglie e non terrebbe conto delle necessità dei docenti: la formazione di tutti i docenti sulle tematiche dell’inclusione, la specializzazione dei docenti per il sostegno (che personalmente tornerei a chiamare specializzati) e la creazione della specifica classe di concorso, definendo con chiarezza i compiti e le competenze, metteranno l’alunno alla pari con i compagni nel rapporto con i docenti e daranno una nuova dignità al ruolo di sostegno mettendolo al servizio della classe e della scuola per lo sviluppo di un sistema scolastico veramente inclusivo e non al “servizio” del ragazzo con disabilità sostituendosi ai docenti di classe.

Sport: BXC Lampi Milano – Bluefire Cus Brescia al Kennedy, Redazionale

Autore: Redazionale

Domenica 19 aprile i Lampi Milano sfideranno il Bluefire Cus Brescia in un doppio incontro valevole per il XIX Campionato Italiano di baseball per ciechi.
L’appuntamento è alle 10:00 presso il campo Kennedy di via Olivieri 15.

Risultati e classifiche

Girone Ovest

1. Blue Fire Cus Brescia punti 3 (1-1-0) – media 750
2. Lampi Milano 5 (2-1-1) – 625
3. Thunder’s Five Milano 2 (1-0-1) – 500
4. Patrini Malnate 2 (0-2-2) – 250
Risultati
15 marzo, Patrini Malnate – Lampi Milano (3 a 11 e 1 a 1);
22 marzo, i Patrini Malnate – Thunder’s Five Milano (non disputata causa maltempo)
28 marzo, Thunder’s Five Milano – Lampi Milano (4 a 7 e 3 a 2)
12 aprile, BlueFire Brescia – I Patrini Malnate (7 a 7 e 7 a 5)

prossimi turni
19 aprile a Milano (ore 10:00 campo Kennedy): Lampi Milano- BlueFire Cus Brescia
26 aprile a Brescia (ore 10:00 campo CUS Brescia): Thunder’s Five Milano -BlueFire Cus Brescia
3 maggio a Milano (ore 16:00 campo Kennedy): I Patrini Malnate- Thunder’s Five Milano

Girone Est

1. Fiorentina punti 6 (3-0-1) – media 750
2. BolognaWS-Cvinta 6 (3-0-1) – 750
3. Roma All blinds punti 4 (2-0-2) – 500
4. Tigers Cagliari 0 (0-0-4) – 000

Risultati
15 marzo, Tigers Cagliari – Roma Allblinds (2 a 7 e 1 a 5);
22 marzo, BolognaWS-Cvinta – Tigers Cagliari (11 a 3 e 9 a 2)
29 marzo, Fiorentina BXC – BolognaWS-Cvinta (8 a 4 e 6 a 7)
12 aprile, Fiorentina BXC – Allblinds Roma (15 a 6 e 9 a 1)

Prossimi turni
19 aprile a Firenze (ore 10:00 campo Cerreti): Tigers Cagliari – Fiorentina BXC
26 aprile a Roma (ore 14:00 campo Acquacetosa): BolognaWSCvinta – AllBlinds Roma

Intergirone
10 maggio a Bologna (ore 10:00 Campo Leoni): BolognaWSCvinta – Thunder’s Five Milano
a seguire: BolognaWSCvinta – I Patrini Malnate
A seguire: I Patrini Malnate – Fiorentina BXC
17 maggio a Roma (ore 10:00 Campo Acquacetosa): Lampi Milano – Allblinds Roma
A seguire: Tigers Cagliari – Lampi Milano
A seguire: Thunder’s Five Milano – Tigers Cagliari
24 maggio a Sasso Marconi (ore 10:00 Campo Valmarana): Bluefire Cus Brescia – Fiorentina BXC
A seguire: Allblinds Roma – Thunder’s Five Milano
A seguire: I Patrini Malnate – Allblinds Roma
2 giugno a Bologna (ore 10:00 Campo Leoni): Bluefire Cus Brescia – BolognaWSCvinta
A seguire: Allblinds Roma – Bluefire Cus Brescia
A seguire: Lampi Milano – BolognaWSCvinta
7 giugno a Firenze (ore 11:00 Campo Cerreti): Lampi Milano – Fiorentina BXC
7 giugno a Firenze (ore 15:00 Campo Cerreti): Fiorentina BXC – Thunder’s Five Milano
7 giugno a Malnate (ore 11:00 Campo Gurian): Bluefire Cus Brescia – Tigers Cagliari
A seguire: Tigers Cagliari – I Patrini Malnate

Semifinali e finali
20 giugno a Bologna (ore 16:00 campo Leoni): prima semfinale
21 giugno a Bologna (ore 10:00 Campo Leoni): Seconda semifinale
27 giugno a Bologna (ore 16:00 Campo Leoni): Finale

Giovani: The Perfect Match: una vera esperienza di integrazione, di Marta Ghelli

Autore: Marta Ghelli

Tutto è iniziato quasi per gioco. Era la scorsa estate e avevo appena terminato un’immersione in mare assai faticosa, ma bella, quando ricevetti sul telefonino una chiamata nella quale mi veniva proposto un corso nel quale avrei dovuto parlare per un’intera settimana solo ed esclusivamente in inglese.
Appena mi fu possibile controllai la mail e lessi alcune informazioni su un’associazione chiamata Lunaria che aveva intrapreso una collaborazione con l’unione italiana ciechi.
Decisi che al mio ritorno dalle vacanze avrei approfondito la cosa.
Purtroppo al ritorno dalle vacanze fui costretta a rifiutare l’offerta, ma mi riproposi di valutarla non appena sarebbe stato attivato un nuovo progetto.
Fortunatamente non è trascorso tanto tempo e nel gennaio scorso mi venne nuovamente proposto di prendere parte a The perfect Match. Qualche leggera esitazione, ma nel giro di pochi giorni dissi finalmente sì.
Ma adesso tocca spiegare con precisione cosa sia The Perfect match.

Dunque, riordiniamoci le idee e cerchiamo di chiarirle anche ai lettori.
The perfect match è un progetto organizzato da Lunaria in collaborazione con l’Unione Europea che permette a giovani provenienti da varie parti d’Europa di scambiare le proprie conoscenze e arricchire il proprio bagaglio personale entrando in contatto con persone di varie estrazioni sociali, varie culture e talvolta anche differenti disabilità.
I partecipanti durante la settimana acquisiscono nozioni per diventare facilitatori di gruppi eterogenei nei quali si hanno partecipanti con differenti abilità e competenze, provenienti da più parti del mondo.
Comprendo che la descrizione sia ancora sin troppo riduttiva e per far capire quanto possa essere formativa tale esperienza non mi resta che parlare del corso “the perfect match” al quale ho preso parte.
Lo scambio si sarebbe tenuto in una località non molto lontano da Roma e più precisamente nella campagna reatina.
Nascondo di aver avuto sin troppe perplessità quando ho letto nel materiale illustrativo che mi era stato inviato che avrei dovuto dormire per una settimana abbondante in un sacco a pelo.
Il mio primo pensiero è stato: ma non me ne potevo stare a casa!
Ma le sfide sono fatte per essere affrontate e ho provato a mettermi in gioco.
Io e gli altri italiani siamo arrivati a Poggio Mirteto verso le 16 di una domenica marzolina piuttosto fredda ed uggiosa.
Abbiamo subito preso possesso delle nostre stanze. La mia era una quadrupla e avrei dovuto dividerla per una settimana abbondante con due ragazze greche e una spagnola.
Le avrei incontrate qualche ora dopo durante un gioco di gruppo e sarei entrata in sintonia con loro sin da subito.
Il primo pomeriggio lo avremmo trascorso parlando con tutti gli altri partecipanti che stavano raggiungendo l’Italia.
Qualche leggera difficoltà per ricordare tutti i nomi e tutte le nazionalità: eravamo pur sempre in 32 tra corsisti e facilitatori e la mia vista non è di certo quella di un’aquila, quindi avrei dovuto fare affidamento solo sulle voci.
Il primo luogo di socializzazione  sono state delle sedie poste vicino ad una stufa a pellet che riscaldava i nostri corpi infreddoliti e anche le nostre idee assai confuse.
Ricordo di aver parlato con le ragazze greche della mia passione per la loro cucina, come è ovvio il cibo unisce sempre, e della situazione economica e politica del loro paese. Politica e economia, invece, dividono sempre, ma questa volta non è andata proprio così.
La prima mezza giornata è trascorsa velocemente e il lunedì mattina eravamo già pronti per lavorare.
Ammetto che il lunedì mi abbia entusiasmato, ma mi attendevo da quel corso qualcosa che solo nei giorni successivi sarebbe arrivata.
Ci serviva una scossa, una di quelle scosse che fanno saltare in aria, che fanno perdere il terreno da sotto i piedi, spingendo a muoversi, a fare gruppo, a confrontarsi e magari anche a scontrarsi.
Il martedì la scossa è arrivata.
Siamo stati divisi in piccoli gruppi e ogni gruppo avrebbe dovuto costuire un ponte fatto di sole corde.
Facile a dirsi, difficile a farsi, se in ogni gruppo venivano inserite persone bendate o già cieche di fabbrica, permettetemi di ironizzarci sopra, persone zoppe o azzoppate per la situazione e muti resi tali all’occorrenza.
Come è giusto che sia alcuni, invece, non avevano disabilità alcuna, ma dovevano essere di supporto per coloro che avevano ricevuto il Jolly.
L’obiettivo finale da raggiungere era quello di costuire il ponte per poi poterci camminare sopra.
Insomma se lo si costruiva male si finiva faccia a faccia con il terreno e si baciava terra come Colombo.
Per quanto gli stranieri amassero l’Italia non credo avessero l’ardire di finire nella terra come Napoleone.
Dunque, non restava che rimboccarsi le maniche e costruire il ponte dei Sospiri, emh emh emh quello si trova a Venezia, volevo dire, il ponte Vecchio, a no quello è a Firenze, direi allora il ponte di Poggio Mirteto, con la speranza di non poggiare al suolo il proprio corpo.
Le squadre si sono messe subito a lavoro e tutti i membri del gruppo hanno compreso che ogni individuo avrebbe dovuto mettere a disposizione le proprie conoscenze e le proprie abilità.
Direi che il risultato sia stato raggiunto, visto che i 4 ponti sono stati costruiti, tutti abbiamo vagliato la loro resistenza e nessuno è andato a fare visita al Pronto Soccorso.
I giorni sono trascorsi velocemente e abbiamo provato altre esperienze similari a quella descritta in precedenza, ma anche attività di altro calibro e altra portata.
Se mi soffermassi a descriverle tutte avrei bisogno di un intero libro, piuttosto che di una sola pagina di giornale.
Vorrei, però, soffermarmi su altre esperienze di integrazione che abbiamo avuto durante la settimana.
Il giovedì abbiamo fatto una scampagnata e in quella occasione penso di essere tornata ad essere una bambina.
Mi sono arrampicata su un albero e ho avuto il piacere di sedermi su un ramo dello stesso.
Fosse stato per me su quel ramo ci avrei passato tutto il pomeriggio, ma le cose belle, come è noto, durano poco meno di una sigaretta, forse direi di un caffè.
Il vero scambio internazionale è avvenuto quando abbiamo organizzato la cena internazionale.
é stato allestito un enorme tavolo sul quale erano state disposte pietanze provenienti da differenti paesi europei: formaggi francesi, bruschette con insalata greca, salsicce e salami, ma anche birre e tanti tanti dolci.
Chi, o meglio cosa, avrebbe potuto rappresentare pienamente il nostro paese, oltre alla pizza o alla Lasagna? Un bel piatto di spaghetti alla carbonara.
Penso di non aver mai visto un pentolone con così tanti spaghetti: chissà quante uova ci saranno volute per fare quella Carbonara?
A fine serata il pentolone era vuoto e per smaltire tutto quello che avevamo mangiato ci siamo messi a ballare i balli Greci e balcanici!
Mamma mia: il ballo di san Vito è quasi più tranquillo!
Ma il momento più bello di tutta la serata è stato quando abbiamo suonato e cantato in allegria.
Un bicchierozzo di vino rosso per scaldare gli animi, un organetto suonato da un francese, una chitarra e tutto quanto una cucina potesse offrire per essere usato all’occorrenza come strumento musicale.
Poi ancora, le nostre voci, i nostri piedi e le nostre mani, per creare un tripudio di allegria, gioia e serenità.
Se qualcuno ci avesse sentito in quel momento avrebbe pensato che la nazionale di calcio aveva appena vinto i mondiali.
Ma in quel momento non c’era la gioia di un solo paese, ma l’allegria di tante nazioni messe insieme.
C’era lo spirito caliente degli italiani, dei greci e degli spagnoli, la razionalità dei tedeschi e dei francesi e la gioia di sentirsi europei degli ungheresi e degli Slovacchi.
SE qualcuno di voi si stesse chiedendo cosa sia The perfect Match, potrei rispondere: un’esperienza irripetibile, nella quale ti sembra di aver girato il mondo, pur avendo tenuto i piedi nella propria nazione.
Potrei spendere fiumi dìinchiostro e parlare ancora per ore, ma penso che per conprendere cosa sia realmente the perfect match non resta che provare.
Io credo che si potranno provare emozioni bellissime, difficili da descrivere e da esternare.
Per adesso non mi resta che ringraziare tutti i facilitatori che erano presenti a Poggio Mirteto, con la speranza di poter ripetere, un giorno, questa bella esperienza, magari potendola sperimentare dall’altra parte della barricata, ovvero dal punto di vista dei facilitatori.

Marta Ghelli

Servizio Civile Volontario: Selezione di volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia, di Rita Seddio

Autore: Rita Seddio

L’UNIONE ITALIANA dei CIECHI e degli IPOVEDENTI – ONLUS – comunica che sul sito del Dipartimento della Gioventù e Servizio
Civile Nazionale è stato pubblicato il “Bando per la selezione di n. 18.793 volontari da impiegare in progetti di servizio
civile in Italia e all’estero”.
I progetti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ONLUS prevedono l’impiego di n. 1011 volontari presso le
varie Sedi dell’Unione e degli Enti partner dislocate su tutto il territorio nazionale.

I giovani interessati a tali progetti, in possesso dei requisiti previsti dal bando, possono presentare domanda redatta
sull’apposito modulo (allegato 2 e 3 del bando) corredandola della documentazione prescritta e indirizzandola direttamente
alla struttura dell’Unione che realizza il progetto entro e non oltre le ore 14.00 del 16 aprile 2015.

Si fa presente che:

?Gli indirizzi delle strutture presso cui inviare la domanda per partecipare alla
selezione sono indicati nei singoli progetti;
?il bando è consultabile sul sito del Servizio Civile www.serviziocivile.gov.it da cui è possibile pure scaricare e
stampare il modulo per la domanda (all. 2 e 3); alla domanda dovrà essere allegata fotocopia di un documento d’identità in
corso di validità;
?i requisiti e le condizioni per essere ammessi alla selezione sono quelli indicati nel bando (art. 3) e nei singoli
progetti;
?le modalità per la presentazione delle domande sono indicate all’art. 4 del citato bando.

Ogni eventuale ulteriore informazione può essere chiesta direttamente alla Struttura titolare del progetto.

Anziani: L’ipovisione, un problema sociale emergente di Cesare Barca

Autore: Cesare Barca

Luigi sta per uscire: “Ciao, vado perché si fa tardi per l’appuntamento. Ci vediamo a pranzo.” “Stai attento nell’attraversare quella strada maledetta in cui le automobili corrono all’impazzata”, gli grida la mamma preoccupata. “Certo, mamma, non ti preoccupare!”.
In realtà Luigi per l’attraversamento si regolava dal posizionamento di altri che, fermi sul marciapiede, attendevano all’altezza delle strisce tanto scarsamente evidenti. Ma quel mattino non c’era nessuno, le automobili sfrecciavano senza sosta e le strisce, dove erano? “Dovrò attendere, prima o poi qualcuno dovrà pure attraversare la strada”. Non giungeva nessuno e chi passava procedeva velocemente. Luigi vedeva la luce e, a breve distanza, anche l’ombra di un ostacolo particolarmente voluminoso, nient’altro, troppo poco per avventurarsi in percorsi stradali frequentemente impegnativi e, ancor più, troppo poco per affrontare pericolosi attraversamenti in sicurezza.
Come fare? Già, forse il bastone bianco l’avrebbe aiutato e meglio ancora sarebbe stato possedere un cane guida.
Nulla di tutto questo perché Luigi era ipovedente e si fidava del suo residuo visivo.
Già, il residuo visivo, spesso tanto ridotto da non consentire alla persona ipovedente di distinguere una foto, un disegno, un residuo soggetto a diminuire in condizioni di luce diversa in relazione all’ambiente in cui ci si viene a trovare.
Un tempo si diceva che l’ipovisione era una condanna al Limbo, ma oggi come viene considerata?
Fortunatamente la legge n.138 del 3 aprile 2001è finalmente giunta a stabilire che la classificazione e quantificazione del danno visivo non può basarsi esclusivamente sulla visione centrale, ma anche sul campo visivo, cioè sulla visione periferica.
L’attenzione posta dalla sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dopo anni di lotta e di trepidante attesa, ha conseguito un traguardo di tappa particolarmente importante, anche se non è completamente dirimente e risolutivo.
In Italia gli ipovedenti sono circa 1.500.000 e nel mondo 245.000.000, cifre enormi che devono necessariamente richiedere la massima attenzione e l’impegno sociale e scientifico sufficiente per affrontare convenientemente questo fenomeno in continuo aumento.
Per saperne di più e per soffermarci su considerazioni di ordine pratico e conoscitivo avremo con noi, nella nostra sala virtuale 98 90 50 Angelo Mombelli responsabile operativo per l’ipovisione, una persona particolarmente ricca di esperienza personale e comunitaria in continuo rapporto con l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità.
Già, “prevenire”, un termine su cui dovremo soffermarci perché davvero è indispensabile conoscere per evitare il peggio e, nel contempo, conoscere altresì gli ipovedenti, persone con cui condividiamo spesso tanti momenti della nostra quotidianità.
L’incontro avrà luogo mercoledì 8 aprile alle ore 18 e sarà interessante partecipare e porre le nostre domande di approfondimento.
Ritroviamo la soddisfazione di sentirci uniti nella nostra sala virtuale che ci ha fornito tante informazioni e numerosi spunti meritevoli di interesse.
Chi avesse necessità di conoscere il pin di ingresso può telefonare a me, agli amici Nunziante Esposito e Pino Servidio: telefonate o scrivete ed avrete tutte le indicazioni utili per essere con noi.
Ricordo che sul nascere la nostra sala virtuale era stata denominata “Parla, un amico ti ascolta” e questa significativa locuzione continua ad essere efficace.
Cesare Barca

Email: cesarebarca@alice.it tel. 329 20 50972
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