U.I.C.I. Caserta – Disabili Visivi “Invisibili” per l’ASL Caserta

Autore: Vincenzo del Piano

Caserta: Da Aversa a Mondragone, un muro di silenzio burocratico sta privando decine di cittadini non vedenti del loro fondamentale diritto all’autonomia. L’U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) della sezione territoriale di Caserta denuncia pubblicamente l’inerzia della Direzione Generale dell’ASL Caserta in merito alla fornitura del “Kit Ti Guido Plus”, un ausilio tecnologico e accessibile, vitale per l’integrazione sociale e lavorativa dei disabili visivi.

Nonostante le precise prescrizioni dei medici oculisti specialisti, l’ASL Caserta sta autorizzando solo “metà” del kit necessario. Il motivo risiede in un’interpretazione distorta dei codici del nomenclatore tariffario: l’Azienda Sanitaria nega una componente essenziale sostenendo che sia riservata esclusivamente a chi ha disabilità motorie, ignorando che il Kit è un sistema unico, integrato e indivisibile, progettato specificamente per chi non vede.

“È come prescrivere un’auto e consegnarla senza motore con il pretesto che questo occupa spazio; senza quel codice specifico, l’intero sistema è totalmente inutilizzabile. Questo diniego si traduce in un vero e proprio calpestamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e del diritto costituzionale alla salute”.

Dopo mesi di sterili richieste di confronto, l’U.I.C.I. ha inviato una formale richiesta di fornitura per tutti gli aventi diritto al Direttore Generale dell’ASL Caserta e, per conoscenza, al Garante Regionale dei Disabili e all’Assessorato alla Sanità della Regione Campania, chiedendo un intervento immediato ad horas per:

1. La revisione immediata dei dinieghi parziali riscontrati presso i distretti di Aversa e Mondragone.

2. L’autorizzazione integrale del Kit, in piena conformità con le norme vigenti (DPCM 12/01/2017) e del decreto regionale 07/2026.

La posizione dell’U.I.C.I. poggia su una cristallina lettura della normativa:

1. Il Decreto Dirigenziale n. 07 del 15/01/2026 della Regione Campania ha espressamente modificato il tariffario regionale, espungendo i dispositivi di serie della classe 22 (comunicazione e informazione) e confermando, di fatto, la necessità di attivare procedure specifiche per garantire l’erogazione di tali ausili.

2. Il DPCM 12 gennaio 2017, nel disciplinare l’erogazione degli ausili, prevede la partecipazione alla spesa da parte dell’utente esclusivamente qualora la richiesta sia finalizzata a «soddisfare specifiche, apprezzabili necessità derivanti dallo stile di vita o dal contesto ambientale, relazionale o sociale». Al contrario, l’ordinamento esclude qualsiasi obbligo di integrazione economica laddove le caratteristiche del dispositivo siano strettamente necessarie a garantire l’accessibilità in relazione alla menomazione funzionale del richiedente.

Le disposizioni inerenti ai LEA costituiscono un parametro dirimente e inderogabile. Nel caso di specie, la funzione di comando vocale non rappresenta un’opzione accessoria o un lusso, bensì un presidio determinante per l’abbattimento delle barriere comunicative. Se tale funzione è essenziale per i soggetti con disabilità motoria degli arti superiori, essa assume un valore altrettanto vitale per i portatori di disabilità visiva (ciechi assoluti, parziali e ipovedenti), i quali presentano oggettivi impedimenti nella digitazione standard; la tecnologia a comandi vocali, pertanto, si configura come elemento sostanziale dell’ausilio stesso e non come una personalizzazione facoltativa.

In assenza di un immediato cambio di rotta atto al riconoscimento della fornitura integrale del kit, l’U.I.C.I. Caserta è pronta ad affiancare i propri associati in una class action; l’obiettivo sarà il riconoscimento dell’A.S.L. al rispetto dei diritti dei ciechi e degli ipovedenti, ripristinando l’uniformità delle procedure di fornitura in tutti i distretti sanitari della provincia.