Sabato 6 giugno la Sezione Territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Ferrara ha intitolato la propria sede a Sante Lambertini, co-fondatore nel 1967 e presidente della Sezione Territoriale dal 1974 al 1997.
(Ferrara) All’evento erano presenti il presidente nazionale UICI Mario Barbuto e la vicepresidente Linda Legname, nonché il presidente regionale UICI Marco Trombini, il presidente e il vicepresidente della sezione UICI di Ravenna, Angelo Lolli e Ruggero Forlani. In rappresentanza del sindaco è intervenuta l’assessore Coletti, molto commossa per l’iniziativa; hanno espresso vicinanza e compartecipazione il presidente del CFAD Claudio Mari e l’ex presidente Avis Sergio Mazzini. Numerosi i soci intervenuti, insieme alle impiegate attualmente in servizio e a Susi Gallerani, la segretaria che più a lungo ha accompagnato Lambertini nel suo ruolo di presidente. Particolarmente gradita è stata la presenza di Giovanna e Graziano Galletti, nipoti molto amati, che hanno poi assistito lo zio nei suoi ultimi anni di vita.
All’inizio della mattinata è stata scoperta una targa affissa sulla porta di accesso alla sede, con un’iscrizione riportante la nuova denominazione assunta. Una targa analoga verrà presto installata all’esterno dello stabile di via Cittadella che ospita la Sezione, per rendere la sede facilmente individuabile da tutti i cittadini. La cerimonia di intitolazione è poi proseguita con la consegna di una targa impreziosita al presidente nazionale Barbuto, affinché la memoria di Sante trovi posto insieme ai nomi di tutte le persone che hanno reso grande e, soprattutto, efficace la nostra associazione.
Ciò che ha reso particolarmente emozionante la mattinata è stato il susseguirsi delle testimonianze e dei ricordi di Lambertini, giunti anche in forma scritta da parte di persone che non hanno potuto essere presenti. Molti hanno sottolineato come i tratti salienti del suo operato siano stati l’impegno, la competenza e la perseveranza, in uno spirito di servizio, ascolto e confronto che gli ha permesso di aprire spazi di dialogo e di evoluzione positiva con tutte le realtà istituzionali, pubbliche e private, con le quali si è rapportato.
Obiettivo primario del suo agire è stato sempre quello di fare in modo che ogni persona potesse raggiungere la propria piena affermazione, dignità e autonomia, attraverso lo studio, il lavoro, la fruizione della città e della cultura. Tutto questo, comunque, in piena armonia con i diritti e i doveri di tutte le altre persone, senza giungere mai a rivendicazioni intransigenti o in concorrenza con altre disabilità.
In concreto, Lambertini si è adoperato personalmente affinché i soci venissero inseriti nella scuola o nel posto di lavoro; ha regalato a diverse persone alcune strumentazioni che amava conoscere e collezionare, in particolare macchine da scrivere e registratori; ha istruito con pazienza sia le segretarie che lo hanno assistito, sia la nuova dirigenza che poi lo ha sostituito. Infine, con l’umiltà che lo ha sempre contraddistinto, quando si è reso conto di non essere più al passo con le tecnologie più innovative e con le nuove modalità operative, ha saputo fare un passo indietro e lasciare il campo alle nuove generazioni.
Se questo è stato il Lambertini presidente, altri interventi hanno rievocato le sue qualità più strettamente umane, in particolare l’ironia e la capacità di dare leggerezza alla vita. Sante amava la musica e la lettura dei libri, passeggiare all’aperto e ritrovarsi con gli amici; da giovane aveva svolto anche lavori in campagna presso la famiglia di origine, poi, crescendo, era diventato un centralinista stimato e un marito molto amato.
Dunque, un personaggio interessante e vario: anche i soci che non lo hanno conosciuto si sono sentiti molto coinvolti e affascinati dalla sua figura. Come ha detto il presidente Barbuto nel suo discorso conclusivo, ricordare questi giganti del passato non significa rimanere attaccati al passato e crogiolarsi nella nostalgia, bensì, al contrario, prenderne spunto per proseguire il cammino e per vedere con ancora maggiore chiarezza le strade di domani.