VI Giornata Nazionale del Braille: il firmamento dei magici puntini e la libertà della dignità, di Annamaria Palummo

Autore: Annamaria Palummo

La giornata nazionale del Braille, la sesta dalla data istitutiva tramite la legge n. 126 del 03 agosto 2007, costituisce un'occasione per catturare l'attenzione sul percorso compiuto nella sfera dell'integrazione, per i ciechi e gli ipovedenti. Diversamente da quanto si possa immaginare, integrarsi, o meglio, cogliere tutte le opportunità e, quindi, sentirsi liberi di esprimersi nel movimento fisico e mentale la naturale umanità del menage giornaliero,  è cosa ardua, difficilmente alla portata di chi non ha il senso della vista, o di chi è minorato a causa di una delle tante patologie o malattie dell'occhio. Nello specifico, i tanti orpelli punteggianti la nostra dimensione ordinaria rappresentano gli ostacoli che la società dell'immagine impone a chi il mondo può solo ascoltarlo e percepirlo unicamente col tatto: un grande lavoro di trasformazione, di adattamento, di rimodulazione è, quindi, necessario ai fini della semplificazione di immagini e parole. Al riguardo, gli ausili e i percorsi facilitati sono obbligatori a scuola, ma fuori, nel mondo quotidiano, c'è poca attenzione nei confronti di chi vuole vivere, da non vedente, una dignitosa quotidianità. Certo, il genio di Braille ci ha consentito di essere autonomi nell'apprendimento del sapere e della conoscenza formale, la magia dei puntini ci ha resi consapevoli della nostra intelligenza, e la loro stampa oggi ci consente di fruire di tutti i testi, ma ciò non basta per sentirci sicuri e consapevoli della nostra libertà, che è poi la libertà dal buio, quel buio causante sofferenza per coloro i quali si trovano impossibilitati a superare la tenebra in cui affonda le sue radici la barriera dell'indifferenza; la medesima barriera che l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, intende non solo superare, bensì abbattere, donando prospettive nuove a coloro i quali, per troppo tempo, sono stati prigionieri di un vizio sensoriale e di un vizio sociale, ovvero ostaggi dei loro occhi egri e di una società malata. Attraverso l'associazione operiamo quotidianamente per mediare e lenire quel disagio e quel silenzioso conflitto, quella strisciante tenzone opponente i ciechi e gli ipovedenti alla cosiddetta "normalità", sempre inseguita  e  spesso vagamente agognata. Basterebbe, per garantire una buona qualità di vita, che il cieco o l'ipovedente potesse fruire di poche cose essenziali, rispetto alla sua alterità; poche cose, ma apicalmente rilevanti, quali la conoscenza del metodo di scrittura e lettura braille, indispensabile, come già argomentato, per sviluppare competenze e abilità intellettivo-culturali, una buona autonomia nell'orientamento e la mobilità, città con poche barriere architettoniche, una tecnologia assistiva più diffusa. Poche cose, insomma, la cui efficacia potrà trovare effettiva esplicazione solo nel superamento del pregiudizio; condizione, questa, prodromica affinché le condizioni di pari opportunità, che in Braille e nel suo sistema di letto-scrittura hanno trovato il suo più luminoso alfiere, possano concretamente aprirsi alla completa fruizione del minorato della vista. In questo senso, l'UICI Calabria, recentemente, ha dibattuto con autorevoli esperti del settore, nel corso del simposio "Comunicare oltre il buio, come informare per integrare ed includere", afferentemente al sistema Braille, fondamentale strumento di sapere e conoscenza, e, quindi, di emancipazione, anzi, di libertà per una categoria di persone ancora considerate, attraverso l'opaco filtro del pregiudizio e della subcultura, limitate o, secondo un inesatto gergo dominante, handicappate. No! NOI NON ACCETTIAMO QUESTO! Noi abbiamo un sogno: il sogno di vivere appieno tutti i più semplici e unici, e perciò, magici, attimi dell'esistenza. Un sogno, questo, che ha contrassegnato l'esistenza di Louis Braille che, come ha con passione illustrato Giuseppe Terranova, Vicepresidente Nazionale dell'UICI, in occasione del summenzionato convegno, "per noi ciechi è una personalità, una guida, un maestro; è colui il quale ci ha liberati, con il suo genio e la magia dei suoi puntini, dalle catene e dal condizionamento delle tenebre, collocandoci in una dimensione umana di pari dignità sociale e giuridica. Una personalità, quella di Braille, a cui è strettamente legata l'attività dell'UICI, che cominciò la sua azione puntando sull'istruzione, sulla cultura, trovando nell'insegnamento di Braille il fattore precipuamente rilevante del riconoscimento legislativo ai nostri diritti di persone libere. Partendo dalla cultura, abbiamo dunque conquistato, successivamente, gli altri diritti, che sono poi i diritti di vivere, di approfondire le nostre conoscenze direttamente, senza l'ausilio di altri strumenti, i quali, pur agevolando diverse nostre attività, non potranno mai sostituire il braille, la sua capacità di farci entrare in comunione con un testo, con un poesia, con la bellezza dell'ingegno e dei sentimenti umani".
Il Braille come strada verso un'integrazione sostanziale, dunque; Braille, che anche nella nostra regione sarà degnamente celebrato nella giornata di domani, con una serie di iniziative  che vedranno impegnate le varie sedi provinciali. In particolare, a Cosenza si svolgerà una conferenza stampa, mentre il consueto convegno a tema, organizzato annualmente (che, nell'occasione sarà incentrato attorno alla figura di Vincenzo Federici, pioniere calabrese del  sentire Patriottico) verrà posticipato, a causa delle impellenti elezioni politiche, al 21 di Marzo, presso la biblioteca Nazionale di Cosenza. Nella provincia di Vibo Valentia, invece, le iniziative  avranno luogo a Filadelfia, ove l'UICI sarà ospite Di un Liceo Scientifico. Qui, accompagnati da alcuni dirigenti, i rappresentanti provinciali dell'Unione incontreranno una quarta ed una quinta classe, ai quali si illustrerà o il valore del sistema di lettura e scrittura Braille e di tutti i mezzi ed i metodi utilizzati dai ciechi e dagli ipovedenti per comunicare. Approfittando anche della presenza degli insegnati, ci si soffermerà sul problema dell'integrazione scolastica nei suoi diversi aspetti. Per quanto riguarda Reggio Calabria, la locale Sezione Provinciale dell'U.I.C.I. ha organizzato per domani, 21 febbraio, alle ore 11.00, nel Salone dei convegni del Palazzo di Rappresentanza dell'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, un "INCONTRO DIBATTITO" sulla figura di Louis Braille e sul suo sistema di scrittura, alla presenza del Presidente e di alcuni Assessori dell'Ente. Saranno presenti un rappresentante del Provveditorato e della Biblioteca Comunale di Reggio Calabria, Dirigenti Scolastici e studenti frequentanti gli istituti di scuola media superiore, nonché la stampa e la televisione locale. Iniziative analoghe, avranno luogo a Catanzaro, ove, alle ore 9.30, presso il Salone Ameduri del Liceo Classico "P. Galluppi", la Sezione provinciale promuoverà un incontro sul tema "Il destino è scritto in braille sulla superficie del sole", e a Crotone. Momenti importanti, utili per riflettere sul ruolo fondamentale che i magici puntini di Braille rivestono nella vita di chi non ha la fortuna di godere direttamente della vista del creato e anche di coloro i quali, da vedenti, intendono relazionarsi, con maggiore consapevolezza, verso questo mondo, condividendono il metodo Braille. Punti di luce, illuminanti, alla stregua di stelle, più delle stelle, il firmamento interiore di chi non vede; stelle bellissime, come quelle luccicanti negli spazi siderali delle notti d'estate; spazi senza luce, resi magici dal luccichio stellare, da quei puntini astrali che rendono infinitamente affascinante e dolce, nella volta celeste, il buio circostante, facendo, nel contempo, sentire la vita di chi guarda parte, seppur piccola, della grandezza universale. Stelle bellissime, punti magici, puntini di luce, proprio come quelli di Braille, che addolciscono l'oscurità di chi non vede, la nostra oscurità, perché ci rendono partecipi dell'esistente, facendoci sentire parte, certamente non piccola, della grande famiglia umana, ove ognuno di noi ha il suo ruolo, la sua dignità, la sua vita, la sua buona stella.
D.ssa ANNAMARIA PALUMMO
PRESIDENTE REGIONALE U.I.C.I CALABRIA