UICI Piemonte – 21 febbraio Giornata Nazionale del Braille

UICI Piemonte: “Bene l’appello del presidente nazionale ANCI Fassino, ma non basta”

“In questi anni si sono fatti passi da gigante, ma serve una sensibilità maggiore da parte delle istituzioni nei confronti dei nostri problemi”. A ribadire il concetto è il presidente piemontese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Adriano Gilberti, in occasione della Giornata nazionale del Braille, che si celebra domenica 21 febbraio. “Ben venga l’appello del presidente nazionale di ANCI Piero Fassino, che in una lettera ha invitato i Comuni a intitolare una via a Louis Braille, ma si tratta di una goccia nel mare – continua Gilberti – ci sono problemi e disagi che potrebbero essere risolti velocemente, penso ad esempio alla nostra proposta di etichettare i prodotti alimentari in Braille”.
Sulla questione l’Unione Ciechi insiste da anni, ma solo di recente la Commissione Agricoltura di Montecitorio ha deciso di occuparsene, grazie ad un’interrogazione e ad un emendamento presentati dal deputato astigiano Massimo Fiorio. “La speranza – continua Gilberti –  è che la cronica mancanza di fondi in cui versa l’Italia non si traduca nell’ennesima occasione persa per l’affermazione di un principio sacrosanto, quello del consumo informato e consapevole anche da parte delle persone affette da disabilità. Importante inoltre incentivare maggiormente l’installazione di pannelli in braille nei luoghi di interesse pubblico”.
Nonostante l’avvento delle nuove tecnologie, il Braille rimane il linguaggio ufficiale dei ciechi, l’unico universalmente riconosciuto. Ed è per questa ragione che la legge n. 126 del 2007 ha sancito che il 21 Febbraio di ogni anno venisse dedicato al ricordo e alla celebrazione di Louis Braille, non vedente di origini francesi che inventò il sistema di lettura e di scrittura che ha reso possibile l’integrazione sociale e culturale dei non vedenti. “Fino ad oggi – conclude Gilberti – si è fatto molto ma la strada da percorrere è ancora lunga, speriamo in un radicale cambio di mentalità”.