La Toscana, leggere la storia per guardare al futuro con speranza, di Massimo Vita

La Toscana ha visto sorgere il primo nucleo organizzato dei Ciechi italiani, ha segnato il cammino della categoria con l’ideazione e poi la realizzazione della “Marcia del Dolore”.
Ha offerto il suo contributo di idee e di azione con un uomo di grande spessore culturale come il professore Carlo Monti.
In Toscana hanno convissuto due storici istituti come quello di Livorno e quello di Firenze i quali hanno segnato la storia della istruzione e della formazione professionale dei disabili visivi.
Dopo tanta qualità e tanto lavoro sono venuti tempi più difficili o, per meglio dire, più complessi che hanno messo in difficoltà la nostra organizzazione.
Anche in questi tempi complessi la Toscana ha saputo distinguersi con la realizzazione di progetti ancora oggi fiore all’occhiello della nostra organizzazione e non solo.
Come non citare la scuola per Cani guida, la stamperia braille, i centri per la riabilitazione visiva e il grande lavoro sulla cooperazione internazionale?
Ci sono da affrontare tante sfide che richiedono un’Associazione coesa e forte e se questo ci sarà non potremo che sentirci orgogliosi.
Dobbiamo restituire ai ciechi l’istituto di Firenze e con esso una seria formazione professionale che guardi alle nuove attività lavorative senza indugiare in rimpianti per le antiche professioni gloriose che hanno dato e danno dignità alla categoria ma che sono sulla via del tramonto.
Il nuovo non è solo uno slogan ma ci deve portare a sperimentare, ricercare e realizzare nuove opportunità facendo in modo che Ciechi e Ipovedenti si sentano sempre di più. rappresentati e tutelati dalla nostra Associazione.
Non è certo un caso se stiamo per festeggiare il centenario e in vista di questa ricorrenza dovremo renderci protagonisti con degne celebrazioni del nostro passato e del nostro presente ma dovremo essere capaci di presentare un disegno chiaro e forte per il nostro futuro.
La dirigenza e i soci toscani hanno in se le risorse per farcela ma si deve compiere uno sforzo unitario e straordinario per il bene della nostra grande famiglia: per i Ciechi e gli Ipovedenti.