Standard minimi: un’occasione decisiva per l’Unione

Autore: Claudio Romano

Non è passato molto tempo dal XXII Congresso Nazionale e dall'insediamento della nuova Direzione, ma sembra di vivere in un tempo molto più lontano rispetto a quello che realmente è stato.

Ricordo nettamente che i temi "caldi" all'ordine del giorno del Parlamento, del Governo e dei media alla fine del 2010, erano il federalismo e la "giustizia": nessun interesse per il sociale in generale e ancor meno attenzione per le istanze dei cittadini disabili.

Sul piano economico si respirava preoccupazione ed incertezza e si comprendeva benissimo che spazi per miglioramenti delle condizioni di vita delle categorie maggiormente a rischio di esclusione sociale, anche per la scarsa considerazione da parte del Governo e della sua maggioranza dei soggetti di mediazione sociale, erano a dire poco impensabili.

È in quel contesto politico/sociale che la Direzione nazionale comprese quanto fosse più che mai necessario ragionare, concentrarsi ed agire per dare "gambe" a quella "manutenzione straordinaria" della nostra organizzazione più volte sollecitata dal Presidente nazionale.

Insomma, non avendo margini "esterni" per sviluppare nuove conquiste per la categoria, ci si orientava per rafforzare all'interno l'organizzazione per cercare di offrire ai disabili visivi le risposte possibili per rispondere efficacemente alle loro esigenze.

Il resto è storia associativa abbastanza recente: dapprima la costituzione di un gruppo di lavoro che ha predisposto un questionario somministrato alle strutture territoriali, l'impegnativa raccolta dei dati, la loro analisi, la valutazione dei dati da parte di tutti gli organi associativi ed alla fine di un confronto e di un percorso democratico, si è giunti all'individuazione dei seguenti standard minimi (vedere circolare 8/2012 di cui le sezioni dovranno dotarsi:

 

1. Disporre di sede propria o in comodato d'uso agevolato

2. Avere almeno 1 dipendente, possibilmente a tempo pieno

3. Avere istituito l'U.N.I.Vo.C. o, in alternativa, disporre di un gruppo di volontari costituito da almeno 10 volontari

4. Aprire la sede almeno 3 giorni alla settimana e comunque per un numero di ore non inferiore a 20 settimanali

5. Usare i programmi di contabilità (se hanno servizio cassa) e anagrafica soci (obbligatorio)

6. Per quanto concerne i soci, deve tendere ad avere almeno il 50% rispetto agli elenchi dell'I.N.P.S. e, comunque, raggiungere almeno il 40% rispetto agli elenchi I.N.P.S. e con un numero non inferiore a 200

7. Avere almeno il 10% di Soci sostenitori rispetto ai Soci effettivi

8. Avere dei referenti nei principali comuni

9. Avere istituito l'I.Ri.Fo.R.

10. Avere istituito il servizio di accompagnamento Soci, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con altre organizzazioni di volontariato

11. Disporre del servizio fornitura ausili tiflotecnici non informatici

12. Utilizzare il download del Libro Parlato

13. Avvalersi del Servizio Civile Volontario

14. Organizzare attività sportiva almeno in forma indiretta

15. Realizzare iniziative di autofinanziamento

16. Essere dotati di Segreteria telefonica e diffondere notiziari telefonici

17. Avere il sito web accessibile

18. Istituire il telefono amico

19. Organizzare gite sociali ed altre attività culturali/ricreative

20. Usare la prassi delle riunioni on line

 

Oggi, dopo che il precedente Governo con la legge delega fiscale ed assistenziale dell'estate scorsa aveva inteso attaccare l'indennità di accompagnamento al solo titolo della minorazione visiva (attacco riproposto dall'attuale Governo con l'art. 5 della legge "Salva Italia"), e dopo il drastico taglio della legge di stabilità per il 2012 al contributo alla nostra Unione, dobbiamo essere tutti consapevoli che siamo di fronte ad una situazione che può segnare in maniera drammatica il futuro dell'intera organizzazione.

A noi dirigenti centrali e periferici, tocca respingere con lucidità e ferma determinazione questo attacco ed evitare il rischio che esso possa costituire una ragione per ritardare l'avvio della "manutenzione straordinaria" delle sezioni provinciali che viceversa, in presenza dei menzionati gravi pericoli, deve svilupparsi con maggiore urgenza, convinzione e tenacia.

Voglio dire che se sapremo radicare la nostra associazione sul territorio realizzando gli standard minimi, riusciremo ad offrire a tutti i disabili visivi, con la forza dell'organizzazione, quei servizi che sono necessari a rendere la loro vita meno difficile e complicata.

Voglio dire che se sapremo essere un utile e vero riferimento per i nostri rappresentati, saremo più numerosi ed avremo ancora più forza di lottare per sconfiggere, come già avvenuto più volte nel passato, il tentativo insidioso di farci arretrare socialmente e far tornare all'indietro l'orologio della storia che ha portato i ciechi e gli ipovedenti italiani alla conquista della loro dignità civile e sociale.