Riflessione per l’8 marzo

Autore: Maria Buoncristiano

Care amiche,

pensando al V Meeting di Kaleidos, ho riavvolto la pellicola della mia esperienza di partecipazione nell'ambito della nostra associazione e mi piace, oggi, evidenziare solo le positività, nonostante le difficoltà e gli attacchi subdoli dei quali anche io, come donna, sono stata oggetto, non per ultimo, in occasione dell'ultimo Congresso.

Vi assicuro che, tante volte, ho detto a me stessa "ma chi me lo fa fare", ma poi è bastato un sorriso di un genitore o l'incoraggiamento di una amica per risalire la china e riprendere con maggiore determinazione, passione e vigore l'impegno in favore dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti. L'esperienza di presidente della sezione di Potenza, nonostante le continue incazzature per un territorio regionale di non facile gestione, mi ha fatto acquisire capacità decisionali e organizzative non di poco conto e che nulla hanno da invidiare ai master di management. Capacità e buone prassi che condividiamo come squadra del direttivo sezionale che è composto da 4 donne su 7. La partecipazione attiva nella nostra associazione, in qualunque ruolo, a mio modesto avviso, motiva le persone ad auto formarsi e ad approfondire gli aspetti legislativi, di comunicazione e di relazioni sociali, spendibili anche in altri ambiti, pertanto, perché non offrire le proprie competenze per acquisirne altre? Tutto questo per invitarvi ad esserci e far sentire la vostra voce, a partire dalle assemblee che si terranno di qui ad aprile. Immagino stiate pensando che è difficile e che non arriveremo mai al vertice. Forse è vero, ma lo è nella misura in cui lo vogliamo noi. Il consiglio che mi sento di dare prima a me stessa e poi a ciascuna di voi è quello di creare gruppi di donne nelle singole sezioni, proporre di inserire nelle relazioni programmatiche specifici obiettivi per le pari opportunità e impegnarvi ad affiancare i Consigli per realizzarli. E se nessuno vi ascolta, si possono sempre presentare documenti nelle assemblee e chiedere che vengano approvati. La strategia è quella della goccia cinese; non possiamo, infatti lamentarci che nessuno ci ascolta se anche noi non siamo in grado di far sentire la nostra voce. In questo particolare momento in cui l'Unione sembra fare acqua da tutte le parti e andare alla deriva, forse noi donne possiamo rappresentare l'alternativa, siamo abituate a vedere oltre, a fare tre cose insieme, siamo numericamente di più, allora cominciamo a farci valere

Un caloroso saluto a tutti