Restituire la visione ai non vedenti: è possibile?, a cura di Claudio Cola e Lorenzo Caruso

Autore: a cura di Claudio Cola e Lorenzo Caruso

Lo scorso Lunedì 3 Ottobre 2016, alle ore 16:00, presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel & Resort (Sala Terrazza Monte Mario) sono state esaminate diverse nuove tecnologie legate ad un quesito ben importante: la possibilità di restituire la vista ai non vedenti. A promuovere questo meeting è la Onlus Macula & Genoma Foundation, associazione già da tempo impegnata nel campo della ricerca e dell’informazione riguardo le malattie oculari. Importante per tale convegno, anche la partecipazione del Consiglio Regionale del Lazio (ONLUS) dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e del Comitato Regionale del Lazio della IAPB. Oltre alla presenza di stampa e comunità scientifica, va rimarcato che l’idea iniziale di tale incontro si sviluppa soprattutto per gli stessi pazienti affetti da patologie degenerative della macula ed anche ai loro parenti, vicini a queste problematiche quotidianamente. A coordinare l’incontro è stato il Dr. Michele Mirabella, con la presenza in veste di presentatore dell’incontro di Andrea Cusumano, Professore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” ed inoltre a capo della Macula & Genoma Foundation Onlus.
Il primo ad intervenire in merito alla questione è stato il Prof. Emiliano Giardina, genetista dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e del laboratorio di Genetica Molecolare ULDM – Fondazione Santa Lucia. Giardina ha dibattuto sulla questione della “Farmacogenomica in Oftalmologia”, esplicando come da una semplice analisi del DNA di un individuo, è possibile determinare il percorso terapeutico più indicato per quella stessa persona.
Dopodiché ha proseguito il Prof. Andrea Cusumano, presentando le ultime novità in campo oftalmologico, intervenendo riguardo il tema “Terapia genetica in oftalmologia: passato, presente e futuro”. Cusumano, appena tornato da Bathesda (USA), ha riportato le più nuove ricerche svolte all’NIH, nel campo dell’utilizzo delle cellule staminali per contrastare la degenerazione maculare legata all’età (AMD) di tipo atrofico verso la sua fase terminale (atrofia geografica). Inoltre, il Prof. Cusumano ha rimarcato la prima causa di cecità legale nel mondo, occidentale, vale a dire l’AMD di tipo atrofico ed inoltre ha spiegato le ultime strategie terapeutiche per questa malattia, soprattutto: le iniezioni intravitreali di Anti-factor D, del laser Pascal modificato con tecnologia EpM e del laser 2RT a nanosecondi. Tali tecnologie sono in ultima fase di sperimentazione clinica, se approvate, nel giro di poco potranno apportare un concreto beneficio ai pazienti.
Finito il convegno, il Dr. Cusumano ha spiegato nel dettaglio quali sono le funzioni del “Microchip retinico di terza generazione”. Queste le parole del docente:
“Si tratta di due protesi sottoretiniche che hanno una dimensione infinitesimale, dovrebbero permettere una risoluzione dell’immagine 20 volte superiore a quella che la protesi di oggi consente. Inoltre, tale microchip può essere utilizzato non solo per pazienti non vedenti che soffrono di retinite pigmentosa o di degenerazioni dei coni e dei bastoncelli, ma addirittura di pazienti che soffrono di degenerazione maculare legata all’età, ovvero di quei pazienti che sono ciechi da un punto di vista medico-legale ma possono orientarsi. Con il seguente impianto, inserito in pochi minuti, potrebbero riguadagnare una visione utile, con un sistema di occhiali paragonabili ai Google Glasses e con un arco voltaico che alimenta senza uso di batterie, questo tipo di impianto”.
Nella seconda parte del convegno hanno preso parola il Prof. Lorenzo Costantini (ISMEO) e il Dr. Serge Picaud (INSERM); il tema centrale è stato “Visione artificiale”. Si è parlato inoltre del cambiamento storico del concetto di protesi oculare e di come questa sia cambiata, dall’iniziale modo di concepirla come una funzione “cosmetica”, fino allo sviluppo funzionale di tecnologie all’avanguardia. Il Prof. Costantini ha spiegato nel dettaglio il cambiamento del concetto di protesi oculare nella storia, presentando alla comunità scientifica oftalmologica una protesi oculare da lui scoperta in Iran.
L’ultimo intervento è del Dr. Picaud che ha trattato il nuovissimo tema dell’optogenetica, una giovanissima branca della ricerca che prevede l’utilizzo di geni di organismi molto lontani (alghe) al fine di ripristinare la funzione visiva negli individui che hanno perso la funzionalità dei fotorecettori. Picaud ha poi offerto alla comunità scientifica una presentazione dal titolo “Nuove frontiere dell’optogenetica. Ripristinare la visione con il gene di un’alga”.
Inoltre, Picaud ha parlato dei più recenti microchip epiretinici e sottoretinici già in uso o in fase di sperimentazione. Queste le sue dichiarazioni:

“Al momento le protesi epiretiniche hanno dimostrato di poter restituire una parte della visione per questo dobbiamo continuare su questa strada e aumentare gli studi. A brevissimo, entro la fine dell’anno, inizieremo la sperimentazione sull’uomo della terza generazione di protesi retiniche, molto piu’ performanti dei modelli passati e con un qualità di visione molto buona.
Usare il gene di un’alga per tornare a vedere, tra un anno partirà la sperimentazione su questa possibilità.”

Locandina Programma "Macula Today"

Locandina Programma “Macula Today”