Reggio Emilia, 26 settembre – Disabilità e relazione: Seminario durante la Settimana della Salute Mentale

Mercoledì 26 settembre a Reggio Emilia, all’interno della XIII edizione della Settimana della Salute Mentale, in programma dal 20 settembre al 1 ottobre, la cooperativa sociale Progetto Crescere presenterà i contributi e le esperienze di un percorso innovativo, svolto in collaborazione con specialisti e famiglie, sul tema della disabilità intellettiva e dei disturbi nel neurosviluppo.

Ti riconosco come persona e non solo come diagnosi: è possibile guardare l’altro per quello che è, attivando fiducia e valorizzando l’essere umano nella sua complessità. È questo in sintesi l’obiettivo di un percorso per ragazzi con disturbi del neurosviluppo che la cooperativa sociale Progetto Crescere ha sperimentato in questi anni sul territorio di Reggio Emilia e provincia e che presenterà, con contributi scientifici ed esperienziali, mercoledì 26 settembre alle ore 9.00 in un seminario all’interno del programma degli eventi della Settimana della Salute Mentale.

“Il seminario sarà l’occasione per raccontare un’esperienza concreta e per confrontarsi con il territorio e con l’Ausl con cui collaboriamo da anni, avendo alcuni servizi in accreditamento” – spiega Patrizia Fantuzzi, Presidente di Progetto Crescere. “Un posto per essere” nasce da una sperimentazione di inclusione svolta dalla nostra cooperativa per fronteggiare la solitudine e il disagio che ragazzi con disturbi del neurosviluppo possono sperimentare a livello scolastico e sociale”.

“Quando parliamo di condizioni del neurosviluppo ci riferiamo a persone con disabilità intellettiva, disturbi dello spettro autistico e disturbi del linguaggio e dell’apprendimento” – afferma Ciro Ruggerini, neuropsichiatra infantile e direttore sanitario di Progetto Crescere. “Tali condizioni in psichiatria sono elencate come disturbi, ma oggi il dibattito scientifico è molto acceso sul concetto di neurodiversità e il punto centrale della neuropsicologia è il riconoscimento dell’unicità assoluta del cervello della persona, oltre la sua diagnosi. Questa discussione scientifica che si è creata in parallelo alla rivisitazione della classificazione diagnostica, ha portato i neuropsichiatri ad interrogarsi sul significato della nozione di sviluppo, mettendo in campo nuove azioni che propongano non solo training delle abilità e terapie ma la promozione della identità personale. Questa può svilupparsi solo in contesti concreti nei quali un soggetto è riconosciuto per quello che è e non solo per la diagnosi che ha. In questa ottica è nato il percorso “Un posto per essere”, che ha visto l’impegno dell’equipe scientifica ed educativa di Progetto Crescere e la collaborazione dei ragazzi e delle loro famiglie. L’esperienza fatta di incontri e relazioni autentiche tra operatori e ragazzi, ha permesso di superare insieme il concetto di classificazione diagnostica, per concentrarsi sull’identità personale, sul benessere e sul desiderio del racconto di se stessi. Quello che abbiamo sperimentato con i ragazzi è che se un contesto “ti prende sul serio”, accogliendo i tuoi significati in qualità di persona, è possibile realizzare situazioni che una certa letteratura definisce come “fine della disabilità”.

Per Angela Scarano, neuropsichiatra infantile di Progetto Crescere, “tutto è iniziato da un’esperienza messa in campo dagli educatori di Progetto Crescere che, nei confronti di ragazzi con diagnosi di disturbo del neurosviluppo, in un percorso di doposcuola proposto dalla cooperativa, hanno deciso di attivare una nuova modalità di relazione che si concentra non tanto sulll’etichetta diagnostica ma sullo stare insieme partendo dall’accoglienza della persona in quanto tale. In questa dimensione che come equipe medica abbiamo accolto e stimolato, i dati ci hanno confermato, con soddisfazione delle famiglie, quanto avevamo già ipotizzato a livello scientifico, ovvero il fatto che si può attuare un sistema di cura più ampio, che prenda in considerazione non tanto la mancanza di abilità della persona come esito di una diagnosi, quanto il bisogno di esprimersi dell’essere umano, dello stare insieme agli altri e del costruire un luogo di amicizia e di ascolto reciproco in cui si è pensati e voluti. Questo approccio ha portato ad un miglioramento relazionale da parte dei ragazzi con disturbi dell’apprendimento, permettendo loro di accedere con autonomia ad uno spazio dell’essere che ha potenziato prima di tutto le loro capacità personali, anche a livello scolastico”.

“Lo sguardo iniziale che noi educatori poniamo su questi ragazzi non segue un protocollo con domande specifiche e non si rivolge tanto al profilo funzionale della persona, quanto al suo desiderio – precisa Luca Zizzi, educatore di Progetto Crescere. “Se in un intervento educativo incontro un bambino, non mi fermo inizialmente a chiedere se sa leggere o se ha particolari difficoltà, che certamente potrebbe anche avere, ma gli domando prima di tutto che cosa desidera fare e perché. C’è quindi una domanda che non ha confini e che risponde a un desiderio e non al bisogno. L’elemento di novità del percorso è anche quello di porre domande di questo tipo in un luogo in cui siamo soliti fare domande specialistiche. La dimensione dell’apprendimento, della crescita e dello sviluppo, infatti, se non parte da una domanda sul desiderio non si attiva”.

XIII Settimana della Salute Mentale
Mercoledì 26 settembre
Ore 9-13 – seminario: “Un posto per essere. Decostruire le diagnosi di disabilità e abilitare le relazioni: resoconto, riflessioni e prospettive di una esperienza”. Sala Galloni, Campus San Lazzaro, Via Amendola, 2 Reggio Emilia

Intervengono:
Ciro Ruggerini, Direttore sanitario Cooperativa Sociale “Progetto Crescere”
Patrizia Fantuzzi, Presidente Cooperativa Sociale “Progetto Crescere”
Gianmaria Modesti, Educatore Cooperativa Sociale “Progetto Crescere”
Luca Zizzi, Educatore Cooperativa Sociale “Progetto Crescere”
Gabriela Gildoni, Direttore Neuropsichiatria Infantile e Adolescenza AUSL REGGIO EMILIA
Donatella Donadelli, Staff di Cooperativa Sociale “Progetto Crescere”
Drosos Thetakis, Educatore CEIS Modena
Angela Scarano, Neuropsichiatra Infantile Cooperativa Sociale “Progetto Crescere”

Evento non accreditato ECM. 80 posti disponibili. Info: info@progettocrescere.re.it

Progetto Crescere è una cooperativa sociale di servizi educativi e sanitari composta da un’equipe professionale multispecialistica di neuropsichiatri infantili, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti, educatori, logopedisti, terapisti e psicomotricisti. Nasce a Reggio Emilia nel 2014 dalla fusione de L’Arcobaleno Servizi e del Centro Lina Mazzaperlini, due solide realtà presenti da vent’anni sul territorio reggiano. Aderisce al Consorzio di Solidarietà Sociale Oscar Romero e a Confcooperative. Al centro dell’agire della cooperativa vi è l’unicità della persona e la lettura del suo bisogno. I servizi offerti, diagnostici, riabilitativi, educativi e di consulenza, interessano tutte le fasce di età (bambini, adolescenti, adulti) e prevedono interventi mirati, anche per coppie e famiglie, a livello psicologico, psicosociale, educativo e del linguaggio. Progetto Crescere è convenzionata con la Neuropsichiatria Infantile dell’Ausl di Reggio Emilia per l’attivazione di percorsi riabilitativi sui Disturbi degli Apprendimenti scolastici e del Linguaggio e le sedi operative della cooperativa a Reggio Emilia sono strutture sanitarie accreditate al Servizio Sanitario della Regione Emilia Romagna. A livello territoriale, Progetto Crescere collabora con istituti scolastici, comunità, strutture per disabili e anziani per la progettazione di percorsi specifici, per la supervisione a gruppi di lavoro ed è partner europeo del programma Erasmus+ per la formazione permanente degli adulti, dei professionisti e dei giovani.

Dott. Alberto Sabatini
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