Racconto dell’opera d’arte

Autore: Francesco Giangualano

Si è conclusa ieri a Roma, presso il Centro Congressi La Nuvola, la prima fiera dell’arte moderna e contemporanea della Capitale: Roma Arte in nuvola.
La Fiera, grazie alla partecipazione di molte gallerie d’arte e alla presenza di diversi artisti di livello internazionale, ha riscontrato un grande successo, sia per l’importante presenza di diversi stimati critici d’arte, sia a livello di affluenza di pubblico.
Tra i progetti speciali presenti in Fiera, spiccava l’opera dell’artista Pamela Diamante, Generare corpi celesti – Esercizi di stile, la cui Courtesy è della Galleria Gilda Lavia di Roma, che si situava al primo piano, proprio ai piedi della nuvola presente all’interno della struttura, da cui si poteva ammirare anche affacciandosi.
L’opera, installata all’interno di una stanza per l’occasione prefabbricata, nasce dopo che l’artista ha sentito parlare, qualche anno fa, di alcuni display orbitali in preparazione da parte di una start up russa, che vorrebbero proiettare le pubblicità direttamente dallo spazio sulle nostre città, impedendo così agli uomini di poter ammirare il cielo stellato.
A questo punto l’artista ha capovolto questa visione claustrofobica che cancella la poesia delle magiche notti stellate, che permette agli uomini di sognare e sentirsi liberi, ed ha voluto costruire un’opera coinvolgendo anche un non vedente dalla nascita, Antonio Giampietro, e un ragazzo che invece ha perso la vista in età adulta, Paolo Carrieri.
Al centro della stanza prefabbricata, è stato posizionato un tappeto su cui sono posati due monitor, uno che guarda verso l’alto, l’altro rivolto verso il pavimento, entrambi contenuti da un cerchio metallico. Il monitor che guarda verso l’alto proietta l’immagine di un occhio che si apre e si chiude, proponendo, ad ogni nuova apertura, il logo di una multinazionale.
Sulle pareti della stanza, ad accogliere e ad avvolgere lo spettatore che entra da un lato di essa e esce dalla parte opposta, due grandi tele di dieci metri per due, realizzate da Antonio Giampietro con tecnica ad olio, che attraverso un grande lavoro condottò sotto la supervisione dell’artista Diamante, ha rappresentato il suo cielo stellato. Da tali tele, realizzate con tecnica astrattista di pennellate decise, promana una vera carica di energia: si percepisce l’immensità e l’infinito dell’universo.
Il tutto è completato dal sonoro: il racconto di Paolo Carrieri di come egli si ricorda del cielo stellato, letto in diverse lingue, mescolato con maestria e accompagnato da una musica profonda dal Maestro Marco Malasomma.
L’opera, che come abbiamo detto era visibile dalla nuvola in quanto la stanza non aveva soffitto, è stata molto apprezzata dai visitatori, perché trasmetteva una fortissima emozione, considerando anche lo stacco che si aveva entrando in questa particolare stanza passando dal vocio confuso ad una musica avvolgente.
La presenza, durante tutta la domenica, dell’artista Pamela Diamante insieme con Antonio Giampietro, che hanno accolto i visitatori e gli hanno fatti ancor di più inoltrare nella profondità dell’opera d’arte, ha completato la meraviglia offerta da una così bella impresa, che ha potuto con grande intelligenza aprire le menti e i cuori.

Francesco Giangualano 

Pubblicato il 23/11/2021.