Prima cena al Buio in Calabria. Per capire quanto spesso siamo ciechi!

Autore: Annamaria Palummo

Importante e qualificata iniziativa dell´Assessoreto regionale alle Politiche sociali, retto da Francescantonio Stillitani, in collaborazione con l´Uic

Una serata importante, di quelle che non si dimenticano, che lasciano il segno, che tracciano un percorso che avrà senz'altro seguito. A Vibo Valentia, lunedì 12 marzo, si è svolta la prima edizione regionale della Cena al Buio. "L'essenziale è invisibile agli occhi" è stato il tema dell'intelligente e importante iniziativa organizzata dall'Assessorato regionale alle Politiche sociali, retto da Francescantonio Stillitani, e dall'Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti della Calabria. Una cena vissuta da ciechi, per comprendere che cosa significhi questo mondo, per provare quelle sensazioni che troppo spesso ignoriamo, sottovalutiamo, teniamo in scarsa considerazione. Un momento davvero serio, qualificato, ben organizzato, carico di mille positivi significati. Erano presenti alla cena parlamentari, consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione, amministratori locali, esponenti politici, religiosi, manager, rappresentanti del mondo dell'informazione, dirigenti dell'Unione Ciechi. Tutti lì, assieme, con convinzione, per riflettere in modo davvero innovativo su problematiche assolutamente primarie, come quelle relative al mondo della disabilità o, come è più giusto dire, senza retorica, delle diverse abilità. Un "dieci e lode" a quanti hanno pensato e messo su una Cena al Buio che ha detto più di mille discorsi e parole, che senz'altro avrà convinto il mondo politico presente ad essere ancora più attento alle esigenze dei non vedenti e degli ipovedenti. Accanto a un potenziale imbroglione che approfitta delle normative e dei sostegni previsti per la disabilità, e che merita prima che una condanna penale la riprovazione di tutti, ce ne sono centinaia, di nostri corregionali, che invece necessitano davvero di cure e attenzioni particolari, di processi formativi ed educativi, dell'apprendimento di metodi di lavoro. E di queste cose dobbiamo farci carico tutti, dobbiamo sentirci tutti responsabili, dobbiamo insistere perché quote significative dei bilanci pubblici vengano spese in questa direzione. Vivere in un mondo civile significa, prima di tutto, avvertire la necessità di costruire una società solidale, ricca di valori umani, ma anche cogliere le opportunità che solo la solidarietà può offrire, così come è accaduto durante la straordinaria Cena al Buio di Vibo Valentia. In questa direzione l'assessore Stillitani avrà tutto il nostro pieno e convinto sostegno.