Piemonte – Il voto dei disabili e l’accessibilità ai seggi, l’appello dell’Unione Ciechi

Appello di Gilberti e Lepore: “Comune e governo dialoghino per superare difficoltà e disagi”

“Da tempo chiediamo alle forze politiche di questo Paese di poter esercitare pienamente il diritto di voto, tramite provvedimenti che garantiscano a ciechi e ipovedenti la piena autonomia. Tra le altre cose, occorre superare il meccanismo del voto “assistito” ma bisogna garantire una migliore accessibilità ai seggi. Lo ripetiamo ogni volta eppure, nonostante le battaglie, ad oggi non è cambiato nulla e i diritti dei non vedenti rischiano di venire calpestati per l’ennesima volta”. Lo affermano il presidente di UICI Piemonte, Adriano Gilberti e il consigliere Franco Lepore. “I prossimi 20 e 21 settembre – ricordano – in Piemonte si voterà per il rinnovo di 75 Comuni piemontesi e per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Rinnoviamo l’appello ai Comuni e al governo affinché venga garantita la corretta applicazione di tutte le norme riguardanti l’accessibilità dei seggi e l’esercizio del voto. I disabili devono anche poter svolgere le funzioni di componente di seggio o di rappresentante di lista e di assistere, se lo vogliono, alle operazioni dell’ufficio elettorale. La legge parla chiaro, anche se le segnalazioni che riceviamo sono numerose”.

L’UICI Piemonte ricorda alcuni dei requisiti fondamentali per garantire il voto delle persone disabili: l’accessibilità alle carrozzine; una lista dei candidati affissa ad una altezza che consenta una lettura agevole; un piano di scrittura con altezza di circa 80 centimetri; l’identificazione della cabina dedicata tramite affissione di apposita segnaletica. inoltre, qualora la propria sezione elettorale sia inaccessibile, la persona con ridotte o impedite capacità motorie deve poter votare presso un’altra sezione del proprio comune priva di barriere architettoniche. 

“Un discorso a parte – proseguono Lepore e Gilberti – merita il cosiddetto voto assistito, visto che i ciechi e i cosiddetti “elettori fisicamente impediti” necessitano di un accompagnatore di fiducia. Spesso però i presidenti di seggio e gli scrutatori non sono adeguatamente formati e non mancano difficoltà e disagi. Il nostro appello dunque va anche in questa direzione, affinché Comuni e governo collaborino finalmente per il superamento di un problema annoso”.

UICI Piemonte ricorda che, nel caso di disabilità non evidente, gli interessati devono presentare un certificato dell’ASL al presidente di seggio. 

L’elettore con disabilità può inoltre presentare al proprio Comune di residenza apposita richiesta, corredata da idonea documentazione, volta ad ottenere l’annotazione del diritto al voto assistito nella propria tessera elettorale mediante apposizione di un corrispondente simbolo o codice (AVD). “Non sempre però scrutatori e presidenti di seggi sono correttamente informati sul funzionamento del meccanismo – affermano Gilberti e Lepore – capita spesso che al non vedente vengano richiesti documenti inutili e non dovuti, come ad esempio il libretto della pensione. Di fronte a situazioni che riteniamo imbarazzanti ed offensive, facciamo appello alla sensibilità dei Comuni e del governo e chiediamo il rispetto delle regole in vigore”.

La legge prevede infine la possibilità del voto a domicilio per alcune categorie di persone affette da grave disabilità. In particolare, possono votare al proprio domicilio gli elettori affetti da gravissime infermità tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile.