Napoli – Il rilancio del Braille: un bene ancora molto prezioso, di Gianluca Fava

Autore: Gianluca Fava

NAPOLI- Oggi, dopo alcuni anni in cui ha subito attacchi esagerati ed addirittura infondati a causa degli ausili tifloinformatici sempre più performanti, il codice braille sta vivendo il proprio “rinascimento”.
Certo, la tecnologia sta migliorando nettamente la vita di tutti e quindi anche dei disabili visivi, ma gli assertori della “teoria abolizionista” dimenticavano che, anche tra gli strumenti tecnologici, ad esempio ce n’è uno che permette di leggere cosa appare sullo schermo di un comune pc in maniera più discreta delle pur diffuse sintesi vocali; in che modo? In braille.
Si sta parlando, ad esempio, del display braille, che oggi è presente sul mercato con vari tipi e modelli.
Fortunatamente, però, le Istituzioni italiane non considerano il codice braille così obsoleto; infatti, il Parlamento il 3 agosto 2007, con la Legge 126, ha istituito la Giornata nazionale del braille. Una ricorrenza civile, si celebra annualmente il 21 febbraio, come momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone con disabilità visiva, in coincidenza con la Giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura).
Quest’anno, proprio in occasione della X giornata Nazionale del Braille, il Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Campania e la Sezione di Napoli della medesima onlus, proprio per ribadire l’importanza che ancora ha il codice braille, hanno organizzato, per martedì 21 febbraio 2017 alle 15 alla Sala Consiliare della Città Metropolitana in Piazza Santa Maria La Nova 44 a Napoli, un incontro seminariale dal titolo “Il metodo braille con i suoi codici di scrittura e lettura nella società della comunicazione, delle tecnologie, della velocità degli Smartphone: parliamone”.
L’iniziativa ha inteso far scoprire a tutti quelli che hanno partecipato e si spera non solo, come e perché la lettura e la scrittura Braille sono ponti che uniscono e non muri che dividono.
L’evento, brillantemente moderato da Vincenzo Massa presidente UICI del Consiglio Regionale della Campania e giornalista pubblicista, è stato impreziosito dagli interventi di professori universitari, dirigenti scolastici e politici locali che, unitamente a punte di diamante della nostra associazione come Mario Mirabile, Silvana Piscopo e Riccardo Di Bartolo, hanno spiegato come, oggi più di prima, il metodo ideato da Louis Braille sia ancora più utile e come, proprio grazie ad esso, un cieco può iscriversi anche a facoltà scientifiche. Peccato, però, che nessuno abbia messo in risalto che gli atti processuali notificati ad imputati ed indagati non vedenti non siano ancora trascritti in braille: una palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione.
Gianluca Fava