Milano: Reatech: Convivere con la disabilità per superare i propri limiti

Autore: Massimiliano Penna

Si è conclusa domenica 27 maggio presso i padiglioni di Fiera-Milano Rho la prima edizione italiana di Reatech, la fiera-evento sulla disabilità che è giunta già alla sua undicesima edizione a San Paolo del Brasile.
Molta era l'attesa e, se vogliamo, anche la curiosità verso questo evento dal format innovativo, che si  prefigge di affrontare la tematica della disabilità da diverse angolazioni, ponendo in secondo piano l'approccio prettamente sanitario e assistivo. Di sicuro questi ultimi sono aspetti importanti, soprattutto con riguardo alle disabilità più gravi, ma a Reatech Italia l'intento era quello di fare "immedesimare" il visitatore in quella che è la quotidianità, dando la possibilità di toccare con mano quella moltitudine di strumenti di uso comune fra le persone con disabiltà: dai forni parlanti ai personal computer equipaggiati per i non vedenti, per arrivare agli svariati modelli di sedie a rotelle per le persone paraplegiche e agli adattamenti dell'ambiente domestico per le persone con mobilità ridotta, come le soluzioni domotiche per gestire gli elettrodomestici tramite il telefonino.
In sintesi, si può affermare che a Reatech la persona con disabilità non è stata protagonista come paziente, ma appunto come "persona" con una sua vita da costruire e da vivere a 360 gradi: in casa, sul proprio posto di lavoro e, perché no, anche nel tempo libero ad esempio praticando sport come lo showdown, il torball, l'handbike o l'hockey su carrozzella.
L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e l'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia, il Club Italiano del Braille e la Biblioteca Italiana dei Ciechi "Regina Margherita" di Monza erano presenti con un proprio stand, presso il quale i visitatori hanno potuto immergersi in uno spaccato del nostro quotidiano, anche in questo caso tramite gli ausili di uso comune fra le persone non vedenti e ipovedenti, come i classicissimi tavoletta Braille e punteruolo, per arrivare ai moderni computer dotati di screen reader e barra Braille e agli strumenti elettromedicali come i termometri e i misuratori di pressione parlanti.
Era altresì presente una postazione del Servizio del Libro Parlato, presso la quale chi lo desiderava ha avuto l'opportunità di avere un "piccolo assaggio" di audiolibri, e conoscere questo prezioso servizio.
Da registrare poi la presenza di Cambratech, azienda specializzata in ausili per non vedenti e ipovedenti che dal prossimo mese di settembre gestirà il Centro Regionale Ausili del Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. e dell'azienda Antonplast, la quale ha collaborato fattivamente per la presenza dell'U.I.C.I. alla 4 giorni milanese, installando a scopo dimostrativo presso lo stand della nostra Associazione il percorso tattilo-plantare "Vettore Evolution".
A Reatech Italia l'aspetto espositivo ha avuto la sua ovvia importanza, ma la fiera-evento svoltasi a Milano è stata qualcosa di più. Accanto ai vari stand degli espositori, dal 24 al 27 maggio diversi sono stati i momenti durante i quali tutti (dalle persone con disabilità e le loro famiglie, fino alle associazioni di categoria, ai ricercatori e agli operatori socio-sanitari) hanno potuto confrontarsi scambiandosi opinioni e condividendo le proprie esperienze.
"Crediamo – ha dichiarato Nicola Stilla, Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – di poter affermare che Reatech sia stata un'esperienza positiva per noi. Le attese non sono state deluse, dato che nel suo complesso l'evento ha visto una buona partecipazione e nei numerosi convegni e tavole rotonde tutti hanno avuto l'opportunità di confrontarsi e condividere le personali esperienze. E non dimentichiamo poi la vastissima gamma di ausili esposti nei vari stand, che ha permesso alle persone con disabilità e alle loro famiglie di valutare in prima persona le soluzioni più adatte alle proprie esigenze e a quelle dei propri familiari".
In un momento come quello che stiamo vivendo, nel quale spessissimo la persona con disabilità viene vista come un soggetto passivo esclusivamente da assistere e curare con dispendio di risorse e tempo, non v'è dubbio che eventi come Reatech siano un'ottima occasione per aprire uno squarcio su quello che invece è un mondo fatto di persone con propri sentimenti, proprie ambizioni e ognuna con un proprio vissuto.
Di sicuro non ci si può illudere che un singolo evento possa fare miracoli portando un repentino mutamento culturale, ma forse toccare con mano gli strumenti utilizzati nella quotidianità dalle persone con disabilità è il modo migliore per far comprendere che quella moltitudine di individui affetti da deficit più o meno gravi va considerata prima di tutto come una pluralità di persone che, se dotate di ausili compensativi, sono in grado di esprimere appieno le proprie potenzialità, diventando risorsa per la società in cui vivono.
Reatech si è conclusa il 27 maggio, ma ci si augura che non sia un punto d'arrivo, bensì un punto di partenza che porti passo passo, prendendo coscienza dei nostri limiti oggettivi, verso la consapevolezza e la forza di essere protagonisti delle nostre scelte per costruire il nostro presente e il nostro futuro.