Mario Barbuto: «Investire di più sulla prevenzione delle patologie oculari», di Pierfrancesco Greco

Autore: Pierfrancesco Greco

Il nuovo Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti fa il punto in ordine a una tematica complessa e rilevantissima, richiamando, al riguardo, le istituzioni ad un maggiore impegno e focalizzando l’attenzione su giovani e guida sicura, a cui è dedicato, quest’anno, in Italia, la Giornata Mondiale della vista, che si celebra oggi.
Mario Barbuto: «Investire di più sulla prevenzione delle patologie oculari»
da Roma
Una luce nel buio: questo rappresenta per milioni di persone l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, l’associazione fondata da Aurelio Nicolodi, con lo scopo di promuovere l’integrazione dei non vedenti nella società, perseguendo l’unità della categoria e la prevenzione della cecità. «Più che uno scopo, una missione – afferma in proposito la dottoressa Annamaria Palummo, Presidente per la Calabria e Consigliere Nazionale dell’UICI, – che l’associazione persegue quotidianamente, attraverso le sedi regionali e provinciali, nonostante le difficoltà determinate da scelte politiche che, tagliando i finanziamenti al sociale, stanno complicando non poco la nostra attività di sostegno e vicinanza alle nostre sorelle e ai nostri fratelli ciechi». Una missione difficile, dunque, portata avanti con tenacia da quest’Associazione e dal suo nuovo Presidente Nazionale, il dottor Mario Barbuto, il quale, in occasione della Giornata Mondiale della vista, che si celebra oggi, fa il punto in ordine a una tematica complessa e rilevantissima, quale la prevenzione delle patologie oculari, focalizzando l’attenzione su giovani e guida sicura, a cui è dedicato, quest’anno, in Italia, questo 9 ottobre. «L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – spiega, in proposito, il presidente Barbuto – ha fatto della prevenzione visiva una delle sue priorità, lavorando in sintonia con la IAPB, l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, il cui Consiglio conta una nutrita rappresentanza dell’Unione, la quale si sente, perciò, impegnata a favorirne le attività e le azioni di prevenzione: basti pensare ai gabinetti oculistici mobili, che presidiano le nostre province con personale costituito da elementi delle nostre sezioni e medici oculisti dell’Agenzia, o all’impegno profuso dall’Unione per il varo della legge 284/97, che demanda alle Regioni programmi di prevenzione tramite finanziamento ministeriale». Un impegno continuo, al cospetto di una situazione nazionale che, in termini di dati relativi all’incidenza della cecità, «non è di semplice ricostruzione», afferma Barbuto, «con oltre 137 mila unità registrate e riconosciute, senza contare le migliaia di persone non iscritte». In tale contesto, ai fini di una concreta opera di prevenzione primaria e secondaria, «è fondamentale un’efficace informazione – asserisce il Presidente Nazionale –, unitamente a campagne di prevenzione organizzate per grandi aree geografiche, socioeconomiche o anagrafiche. Azioni, queste, da promuovere sul territorio, con un’adeguata pubblicizzazione, in modo da sensibilizzare le persone ad avvicinarsi al tema e a sottoporsi a regolari controlli. Al riguardo, un’indagine svolta a Bologna qualche anno fa sui ragazzi della scuola elementare, ha rivelato che oltre il 17% mostrava problemi visivi, a volte, anche gravi. Tali problemi, colti sul nascere, possono essere corretti, con soddisfazione per le persone interessate e risparmio per il servizio sanitario nazionale. Noi siamo attivi in questo senso, ma occorre fare di più». Già, fare di più, questa la strada che indica Barbuto, dalle cui parole emerge la volontà d’affrontare realmente le problematiche concernenti la dimensione della cura e prevenzione della disabilità visiva. Una volontà che si palesa anche inerentemente a una questione cruciale, quale la guida sicura: «occorre incoraggiare il senso di responsabilità del cittadino e dell’automobilista attraverso corrette campagne informative, ma anche tramite la diffusione di strumenti di autotest». Infine, una riflessione sui giovani, sulla loro sicurezza, sul loro futuro, insomma su quelle tematiche che dovrebbero essere elementi catalizzanti l’impegno dei vari attori sociali e in merito alle quali, invece, sospira Barbuto, «temo s’investa pochissimo. Progettare il futuro e tutelare il benessere delle giovani generazioni sono obiettivi che non fanno parte integrante del nostro quotidiano e, soprattutto, delle agende politiche. Nel caso di giovani non vedenti o ipovedenti, poi, l’attenzione pubblica è del tutto insufficiente: poco e male s’investe su istruzione, autonomia personale e mobilità delle ragazze e dei ragazzi, che sono spesso oggetto di attenzioni perfino eccessive, non fondate su programmi scientifici di recupero e di riabilitazione. E’ una lunga storia – conclude Barbuto –, che riguarda e coinvolge innanzitutto il sistema scolastico ed educativo, rispetto al quale, prima o poi, una qualche riflessione andrà pur sviluppata, con spirito critico e onestà intellettuale».
Pierfrancesco Greco