MAMMA O NON MAMMA: IL DIFFICILE MESTIERE DI GENITORE

Autore: Massimiliano Penna

Nei giorni 5, 12 e 19 maggio 2012, presso la Sede regionale e la Sezione di Brescia dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, si sono tenuti gli incontri formativi previsti nell'ambito del progetto "Mamma o non mamma", realizzato dal Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. in collaborazione col Forum della Solidarietà e il cofinanziamento di Regione Lombardia.
Nelle 3 giornate di incontri sono stati sviluppati 2 moduli distinti, rispettivamente rivolti a genitori di bambini affetti da disabilità visiva, e a giovani interessati ad approfondire i vari aspetti relativi ad una eventuale futura genitorialità.
PENSARSI GENITORI – E' stato questo il tema chiave del modulo rivolto ai genitori di bambini ipovedenti e non vedenti.
L'attesa di un figlio per una coppia è sicuramente uno dei periodi più belli e intensi da vivere. Sarà maschio o femmina? Che nome gli daremo? Quale sarà la prima parola che pronuncerà? Sono solo alcune delle mille domande alle quali, inevitabilmente, le coppie in attesa di un bimbo tentano di dare delle risposte, nutrendo infinite speranze per il futuro di quest'ultimo. A volte però non va tutto come previsto, e il momento tanto atteso viene "rovinato" da un responso dato dai medici che si abbatte come un macigno sulla testa dei genitori nel momento in cui apprendono della disabilità visiva dalla quale è affetto il loro figlio.
Dalle domande indotte dalla spasmodica attesa per il lieto evento si passa allo smarrimento, allo sgomento e all'incredulità, se non addirittura alla disperazione. Il futuro del figlio appena nato è visto sotto un'ottica totalmente diversa, e le domande sono di tutt'altro tipo essendo dettate prevalentemente dall'angoscia.
In questa fase risulta di fondamentale importanza un adeguato supporto finalizzato a guidare i genitori attraverso un percorso che li conduca ad una presa di coscienza dell'importanza del loro ruolo al di là del deficit visivo del loro figlio. Non genitori "diversi dagli altri", ma genitori con maggior consapevolezza dell'essenzialità della loro funzione di guida per un figlio che, se opportunamente supportato, potrà esprimere le proprie potenzialità appieno in quanto cosciente del proprio problema, dei propri limiti, ma anche delle proprie risorse. Per raggiungere tale risultato è però necessario uno sforzo da parte dei genitori, che devono intraprendere col loro  figlio un cammino verso  una conoscenza reciproca che rafforzi il legame familiare, facendo di tutto affinché il bambino non venga "soffocato" da un atteggiamento iperprotettivo.
PENSARE AD UN AMORE GENERANTE – E' stato invece questo l'oggetto del modulo rivolto a giovani ipo e non vedenti interessati ad approfondire i vari aspetti concernenti una eventuale genitorialità.
È giunto il momento in cui, col proprio partner, si sente l'esigenza di avere un figlio. I dubbi sono molti, poiché vi è sempre il timore di non essere all'altezza del ruolo di mamma o papà per via della propria disabilità.
Sarò in grado di crescerlo? Sarò una buona mamma o un buon papà? Sono domande normalissime, ma che diventano dubbi enormi se in una coppia uno o entrambi i partner sono affetti da deficit visivo. Partendo dalle dinamiche di coppia, i partecipanti sono stati aiutati, tramite il confronto reciproco e il racconto delle proprie esperienze, ad acquisire una piena coscienza di se stessi come soggetti attivi al di là del proprio deficit nell'ambito di un eventuale ruolo di genitore.
Per entrambi i moduli, l'obiettivo perseguito non era diagnosticare problemi e offrire soluzioni, bensì valorizzare le risorse del genitore (o del futuro genitore) e del nucleo familiare per coinvolgere i suoi membri nella ricerca delle modalità di superamento delle difficoltà.
I partecipanti sono stati suddivisi in piccoli gruppi e, alla presenza di un facilitatore/conduttore esperto nelle tematiche psicologiche e pedagogiche afferenti la minorazione visiva, sono state raccolte le testimonianze affinché le stesse, dopo un adeguato lavoro di postproduzione, costituiscano il materiale audio-video a disposizione di altri genitori o futuri genitori consultabile attraverso apposite pagine web a breve disponibili all'interno di un'apposita sezione del sito internet www.retedisabilivisivi.it.
Massimiliano Penna