Lazio – Il metodo The Square rivoluziona l’inglese, di Elisa Lucarelli

Convegno del 23.02.2019 presso la Protomoteca del Campidoglio

In un contesto nuovo in cui le difficoltà sono aumentate e non sono più attribuibili esclusivamente a chi possiede disturbi specifici dell’apprendimento, si sente l’esigenza forte di strategie rinnovate che vadano incontro, in primis, ai giovani e alla scuola. “Uniti si cerca di adeguarsi al cambiamento perché tutti gli studenti hanno il diritto di possedere gli strumenti per arrivare alla formazione più consona e adeguata per loro”. Con queste parole si è espressa la prof.ssa Santina Spiriti, che sabato 23 febbraio, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, ha presentato The Square, il suo innovativo metodo d’insegnamento della lingua inglese.
“The Square: L’Inglese, la scuola e l’apprendimento”, così recita il titolo del convegno cercando di sdoganare il metodo d’insegnamento classico, talvolta obsoleto, che riscontra un ingolfamento e un forte sovraffollamento di assimilazioni, fin dalla scuola primaria. I ragazzi sono sottoposti a sforzi immensi dovuti a degli incastri totalmente illogici, spiegazioni prolisse e regole insegnate senza criteri precisi, sulla base delle spigolature tipiche della transizione da una lingua all’altra.
L’inglese, che come ci illustra la Spiriti segue una logica di assoluta semplicità, viene letteralmente ingoiato dalle difficoltà della nostra lingua e dalle metodologie d’insegnamento, che non permettono ai ragazzi di seguire un filologico nell’apprendimento. Il metodo, facendo ricorso alla memoria visiva, destruttura, ripartisce e riconsegna pronta all’uso la sintassi inglese, consentendo ad ognuno di imparare in tempi brevi concetti basilari per la costruzione di tutte le frasi.
Il “totem” del progetto The Square prende il nome di Question System ed operando due raggruppamenti in Tecnica A e Tecnica B permette di raggiungere una struttura minima con la quale agevolare la comunicazione in lingua; questo grafico, che viene riprodotto in poster 120×90 da appendere nelle aule delle scuole, consente ai bambini di mettere in gioco le loro attitudini creative, le loro capacità comunicative e cooperative.
La semplicità del metodo e la sua schematicità operano da gioco-forza per gli individui con DSA e anche per persone con minorazioni visive.
A sostegno della problematica dell’apprendimento delle lingue straniere per i non vedenti, è intervenuto al convegno il dott. Claudio Cola, Presidente dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Consiglio Regionale del Lazio ONLUS, che ha ribadito la forte esigenza di un metodo che si ponga da interscambio con chi possiede particolari difficoltà. “I prodotti di questo genere devono essere accessibili a tutti, anche a chi non vede”; ed è questa una delle sfide che si propone The Square, che tramite la stamperia regionale di Catania ha tradotto i grafici in braille.
Il metodo è già stato applicato con successo in alcune scuole primarie di Roma dove risulta chiaro che l’insegnamento deve saper coniugare psicologia, pedagogia, insiemistica, gioco creativo ma soprattutto la logica. L’intervento al convegno della prof.ssa Patrizia Martinelli, animatrice digitale e insegnante di inglese alla scuola primaria, risulta particolarmente efficace per comprendere come The Square, non solo etimologicamente ma anche figurativamente parlando, possa essere considerato una piazza, un punto d’incontro capace di generare competenze su piani diversi tra di loro. Mediante l’utilizzo della robotica e sfruttando le caratteristiche visive e semplici di The Square, i bambini hanno utilizzato due tipologie di robot per comprendere il metodo in una maniera più ludica, che rimanga impressa a lungo nella memoria degli alunni.
La prof.ssa Spiriti ha rivolto il suo intervento in Campidoglio in modo particolare alle insegnanti d’Italia, ringraziandole per i loro sforzi. Le metodologie devono essere al passo con i tempi, in una realtà che è mutata e legata al multiscreen. L’apprendimento si è sviluppato tramite nuovi canali, molto più veloci ed immediati, ma la lingua inglese nel mondo del lavoro rimane comunque imprescindibile.
The Square va dritto al problema e cerca di risolverlo con una facilità incredibile, dritto al concreto e al fare, saltando i processi più astratti e andando incontro alla velocità moderna, alle nuove logiche e ai soggetti con difficoltà di apprendimento.

Sito The Square:
http://progettothesquare.altervista.org