La sezione di Trento e le Pari Opportunità

Autore: Luciana Brida

Per comprendere meglio il lavoro della Sezione trentina, occorre una breve premessa.

Dopo l'ultimo rinnovo delle cariche, sono stati ricostituiti anche i Comitati, fra cui quello per le Pari Opportunità. Sia pure con fatica si sono individuate tre donne, fra le quali attualmente una ricopre il ruolo di coordinatrice, mentre la sottoscritta è referente del settore all'interno del Consiglio.

Per passare alla descrizione delle attività più recenti, si segnala l'incontro del 5 marzo 2011 in occasione della giornata internazionale della donna. Un'iniziativa rivolta a tutti i soci ed in quella occasione valorizzata dall'intervento di una psicopedagogista che ha trattato in forma di dialogo il tema delle pari opportunità, coinvolgendo abilmente numerosi associati in una discussione su vari concetti relativi alla realtà di genere e lasciando spazio alle varie opinioni ed esperienze.

In collaborazione con l'I.Ri.Fo.R. del Trentino si è proposto un corso per acquisire abilità in alcune piccole riparazioni di cucito; quest'attività verrà riproposta in quanto vi sono ancora persone interessate e perché si è rivelata anche come valido strumento di aggregazione.

Infine il 10 marzo 2012 si è svolto un interessante incontro con il responsabile provinciale di Cittadinanza Attiva; il tema è stato quello del "consumerismo", con particolare riferimento alla gestione del denaro, dei rapporti con banche e mondo finanziario ed alle modalità di difesa e tutela dei cittadini rispetto ai frequenti casi di truffe e raggiri.

L'attività generale della Sezione è comunque da tempo orientata verso le pari opportunità. Il Consiglio attualmente è composto da nove persone, di cui quattro donne, compresa la Presidente. Non vengono accampati pregiudizi di sorta in vista delle candidature femminili: l'unico requisito è quello della disponibilità al lavoro concreto e ad intraprendere percorsi di apprendimento/aggiornamento anche su temi non riguardanti lo specifico settore di attribuzione.

Da anni si è compiuta la scelta di trasformare l'Unione da entità prettamente burocratica in realtà erogatrice di servizi: attraverso vari strumenti, come le convenzioni e la presenza di un'assistente sociale, si garantisce ad ogni minorato della vista un percorso individualizzato di recupero adeguato all'età ed alle diverse esigenze. Si va dall'integrazione scolastica a quella lavorativa, possibilmente mirata, fino al recupero delle autonomie nel caso di persone adulte divenute cieche o ipovedenti. Non manca l'opportunità di intraprendere attività sportiva, anche se in questo settore mancano quasi totalmente le donne; si attuano visite domiciliari ed in strutture di ricovero e sono nati alcuni gruppi di auto mutuo aiuto per gli associati ed uno recentemente costituito per i genitori dei nostri ragazzi. Grazie all'I.Ri.Fo.R. si propongono corsi di vario tipo, in cui la presenza femminile è ormai consolidata; questa realtà gestisce, in convenzione con la Provincia, la formazione dei facilitatori della comunicazione e dei lettori destinati al sostegno degli studenti. Sempre insieme all'Istituto e ad alcune persone singole, la sezione ha promosso la costituzione della Cooperativa IRIFOR del Trentino, con la finalità principale della gestione di un centro di riabilitazione visiva e per il recupero dei bambini con plurihandicap; fra gli amministratori è presente anche una donna.

Al termine di questa sintetica esposizione è opportuna qualche riflessione.

Anzitutto non si segnalano particolari problematiche relative, ad esempio, alla violenza su donne, se non in un paio di casi; potrebbe preoccupare maggiormente la situazione dell'inserimento lavorativo, per la segnalazione di alcuni associati che si sentono scarsamente considerati; in questo caso però andrebbe analizzato il comportamento delle persone nell'ambiente di lavoro, argomento che non è possibile approfondire in questa sede.

Infine, le difficoltà per la costituzione del comitato pari opportunità si sono riscontrate anche in altri settori, come anziani e giovani; non mancano le critiche e le perplessità sull'opportunità di costituire tali organi, ma quando si invita a proporre soluzioni alternative, mettendosi personalmente in gioco, si riscontrano reticenze che sfociano poi nel rifiuto quasi ostile. In questo caso non ci si è lasciati prendere dallo scoraggiamento, scegliendo semplicemente di costituirli con un numero ideale di tre componenti, con disponibilità ad eventuali collaborazioni o integrazioni. Oltre alle riunioni "ufficiali", si cerca di sfruttare ogni mezzo di comunicazione per coordinare il lavoro; in questo campo si può migliorare, anche per velocizzare le decisioni e sfruttare meglio le risorse.