La Rai apre le porte agli studenti ciechi e agli ipovedenti

Il Centro di Consulenza Tiflodidattica di Cagliari, articolazione della Biblioteca Italiana per Ciechi di Monza, in collaborazione con il Consiglio Regionale Sardegna e la Sezione provinciale di Cagliari dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, hanno accompagnato presso il centro di produzione RAI di Cagliari, un gruppo di nove studenti non vedenti ed ipovedenti provenienti da tutta la Sardegna. Le porte della Rai si sono aperte per accoglierli e raccontare loro le professionalità e le eccellenze che lavorano ogni giorno alla realizzazione di programmi radio, tv e non web e non solo.
I visitatori sono stati coinvolti in maniera diretta provando a “fare la TV”. Un percorso che è durato un’intera mattinata e che li ha visti interessati in varie fasi della programmazione, a cominciare dalla riunione di redazione per la preparazione del TG e per proseguire quindi alla dimostrazione di come si realizza un programma televisivo, come funziona una telecamera, come si lancia un servizio del TG.
Gli operatori e i tecnici RAI con competenza e cortesia hanno soddisfatto tutte le loro domande e curiosità. Oltrettutto é diventata una visita tattile. Mentre li accompagnava la voce dell’operatore guida i ragazzi hanno potuto toccare tutta la strumentazione utilizzata dai tecnici e capire in maniera concreta con una spiegazione dettagliata e particolareggiata il loro utilizzo.
E’ stato un momento veramente emozionante quando durante la a messa in onda del “giornale radio” Giovanna Corraine e Ilaria Meloni affiancando il giornalista, hanno assistito, condividendo con lui dal vivo, la realizzazione della trasmissione, In sala regia Raffaele e Francesco Murgia, Nicholas Porcu, Giovanni Pisu, Fabio Garau, Luis Enrique Melis, anch’essi dal vivo, sotto l’attenta guida del tecnico, hanno diretto l’operazione.
Attenti hanno ascoltato assorti la storia della radio e della televisione, la sua evoluzione, attraverso i decenni, ma l’evento più importante: “Erano da poco trascorse le 14 del 7 maggio 1945, e il tecnico Quintino Ralli ascoltava le comunicazioni di una radio militare di Algeri, dalla sua solita postazione, nella sede di Radio Sardegna, che già da qualche mese trasmetteva da Cagliari. «La Germania si è arresa»: questo il messaggio che l’emozionatissimo Ralli captò in quel pomeriggio primaverile, e che immediatamente decise di rilanciare, facendo sì che Radio Sardegna passasse alla storia per aver annunciato – in anteprima mondiale – la fine della guerra. Venti minuti prima di Radio Londra, sei ore prima di Radio Roma. Radio Sardegna fu la prima radio libera d’Italia dopo un duro ventennio di dittatura fascista. Le trasmissioni erano iniziate nel 1943, a Bortigali, nel cuore della Barbagia, ma la Radio era stata trasferita a Cagliari in seguito all’arrivo degli Alleati in Sardegna. Con orgoglio “Grazie Rai per averci regalato” anche una fase gloriosa della nostra storia italiana.