La Legge Delega in materia di disabilità: prime riflessioni

Autore: Franco Lepore

Lo scorso 30 dicembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 22 dicembre 2021 n. 227 recante la delega al Governo per il riassetto di alcune disposizioni vigenti in materia di disabilità. Il testo era stato presentato dal Consiglio dei Ministri in base agli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ed è stato approvato all’unanimità da entrambi i rami del Parlamento.

La Legge delega, che si fonda sulla moderna concezione della disabilità secondo il principio biopsicosociale, intende consentire alle persone con disabilità di essere protagoniste della propria vita. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità definisce la condizione di disabilità come il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri. Inoltre il provvedimento prevede che la persona interessata, o chi la rappresenta, debba partecipare pienamente ai processi di riconoscimento della condizione di disabilità e alla definizione dei progetti che la riguardano.

L’obiettivo della Legge è quello di garantire alla persona con disabilità il riconoscimento della propria condizione, anche attraverso una valutazione della stessa congruente, trasparente e agevole che consenta il pieno esercizio dei suoi diritti civili e sociali, compresi il diritto alla vita indipendente e alla piena inclusione sociale e lavorativa, nonché l’effettivo e pieno accesso al sistema dei servizi, delle prestazioni, dei trasferimenti finanziari previsti e di ogni altra relativa agevolazione. Inoltre la norma intende promuovere l’autonomia della persona con disabilità e il suo vivere su base di pari opportunità con gli altri, nel rispetto dei princìpi di autodeterminazione e di non discriminazione.

La Legge interviene in diversi ambiti che possono essere così sintetizzati:

a) Definizione della condizione di disabilità, nonché revisione, riordino e semplificazione della normativa di settore.

Nella legislazione italiana esistono varie definizioni che riguardano le persone con disabilità, frutto di una normativa stratificata nel tempo e non sempre coordinata. Pertanto si intende pervenire all’adozione di un’unica definizione di «disabilità» coerente con quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Saranno introdotte disposizioni che prevedano una valutazione di base della disabilità distinta da una successiva valutazione multidimensionale fondata sull’approccio bio-psico-sociale. Sarà adottata una definizione di «profilo di funzionamento» coerente con la Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF). Infine sarà introdotta nella legge 5 febbraio 1992 n.104 la definizione di «accomodamento ragionevole» al fine di garantire l’inclusione delle persone con disabilità, anche in presenza di specifiche situazioni particolari, complesse o impreviste.

b) accertamento della condizione di disabilità e revisione dei suoi processi valutativi di base.

La Legge intende rivedere gli aspetti procedurali e organizzativi in modo da assicurare tempestività, efficienza, trasparenza e tutela della persona con disabilità. In particolare saranno razionalizzati e unificati in un’unica procedura i processi valutativi di base per il riconoscimento della situazione di handicap, invalidità civile, cecità civile, sordità civile, sordocecità, individuazione degli alunni con disabilità e accertamento della disabilità ai fini dell’inserimento lavorativo. Inoltre si procederà con la separazione dei percorsi valutativi previsti per le persone anziane da quelli previsti per gli adulti e per i minori al fine di  ottimizzare e qualificare percorsi e strumenti, rendendoli più specifici per ogni differente età. Infine sarà affidata ad un unico soggetto pubblico l’esclusiva competenza medico-legale sulle procedure valutative.

c) valutazione multidimensionale della disabilità, realizzazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.

La valutazione multidimensionale dovrà essere svolta attraverso l’istituzione e l’organizzazione di unità di valutazione multidimensionale composte in modo da assicurare l’integrazione degli interventi di presa in carico, di valutazione e di progettazione da parte delle amministrazioni competenti in ambito sociosanitario e socioassistenziale. In particolare la valutazione multidimensionale dovrà assicurare, sulla base di un approccio multidisciplinare e con la partecipazione della persona con disabilità e di chi la rappresenta, l’elaborazione di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, il quale individui i sostegni e gli accomodamenti ragionevoli che garantiscano l’effettivo godimento dei diritti e delle libertà fondamentali, tra cui la possibilità di scegliere, in assenza di discriminazioni, il proprio luogo di residenza e un’adeguata soluzione abitativa, anche promuovendo il diritto alla domiciliarità delle cure e dei sostegni socioassistenziali.

d) informatizzazione dei processi valutativi e di archiviazione.

Saranno istituite piattaforme informatiche, accessibili e fruibili, per consentire la consultazione delle certificazioni e delle informazioni riguardanti i benefìci economici, previdenziali e assistenziali e gli interventi di assistenza sociosanitaria che spettano alla persona con disabilità e alla sua famiglia.

e) riqualificazione dei servizi pubblici in materia di inclusione e accessibilità.

Presso ciascuna amministrazione dovrà essere individuata una figura dirigenziale preposta alla programmazione strategica della piena accessibilità, fisica e digitale, delle amministrazioni da parte delle persone con disabilità. Inoltre sarà prevista la nomina, da parte dei datori di lavoro pubblici, di un responsabile del processo di inserimento delle persone con disabilità nell’ambiente di lavoro.

f) istituzione di un Garante nazionale delle disabilità.

La Legge prevede l’istituzione del Garante nazionale delle disabilità, quale organo di natura indipendente e collegiale, competente per la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità. A tal fine saranno definite le competenze, i poteri, i requisiti e la struttura organizzativa del Garante, disciplinandone le procedure e le funzioni. Questa figura potrà raccogliere segnalazioni da persone con disabilità che denuncino discriminazioni o violazioni dei propri diritti e potrà vigilare sul rispetto dei diritti e sulla conformità alle norme e ai princìpi stabiliti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, dalla Costituzione, dalle leggi dello Stato e dai regolamenti. Potrà poi svolgere verifiche sull’esistenza di fenomeni discriminatori e richiedere alle amministrazioni e ai concessionari di pubblici servizi le informazioni e i documenti necessari allo svolgimento delle funzioni di sua competenza, intervenendo con raccomandazioni e pareri, sollecitando o proponendo interventi, misure o accomodamenti ragionevoli per superare le criticità riscontrate.

g) potenziamento dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Sarà potenziato l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, ridefinendone le competenze e potenziandone la struttura organizzativa.

Fra le norme transitorie la Legge prevede una forma di “clausola di salvaguardia”. Difatti le nuove disposizioni introdotte dovranno essere coordinate con quelle ancora vigenti, facendo salvi le prestazioni, i servizi, le agevolazioni e i trasferimenti monetari già erogati ai sensi della normativa vigente, al fine di salvaguardare i diritti già acquisiti.

La Legge potrà disporre di diversi stanziamenti che  saranno individuati nel Fondo per la disabilità e la non autosufficienza, nelle risorse disponibili nel PNRR e mediante la razionalizzazione e la riprogrammazione delle risorse già previste per la disabilità.

La Legge delega sulla disabilità rappresenta l’attuazione di una delle riforme previste dal PNRR e intende applicare concretamente i princìpi e le prescrizioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Il mondo dell’associazionismo ha accolto con favore questa novità legislativa poiché rappresenta un ulteriore passo avanti verso un nuovo approccio al mondo della disabilità. Sin dalla presentazione del disegno di Legge, le Federazioni FAND e FISH hanno avuto una costante interlocuzione con la Ministra alle disabilità Erika Stefani e hanno fornito il loro prezioso contributo per il miglioramento del testo poi presentato alle Camere.

Nei prossimi 20 mesi il Governo sarà chiamato ad adottare i decreti attuativi che dovranno dettare le linee guida e le procedure per la concreta attuazione dei principi della Legge delega. A tal fine il Governo provvederà al coordinamento, sotto il profilo formale e sostanziale, delle disposizioni legislative vigenti, anche di recepimento e attuazione della normativa europea, apportando a esse le opportune modifiche volte a garantire e migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa di settore. Il Governo, nella predisposizione dei Decreti legislativi, dovrà assicurare la leale collaborazione con gli enti locali e si avvarrà del supporto dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Naturalmente, anche in questa seconda fase molto delicata, le Associazioni non dovranno far mancare il loro contributo per perseguire una piena ed effettiva inclusione delle persone con disabilità nella società.

Franco Lepore

Pubblicato il 12/01/2022.