La frontiera dei nuovi dispositivi mobili e touch screen. Una opportunità per gli ipovedenti da non sprecare

Autore: Massimiliano Martines

In questi ultimi tempi stiamo assistendo ad una veloce trasformazione, in relazione ai dispositivi mobili e non solo. Si può affermare che Apple con iPhone prima e con iPad poi sono stati gli antesignani di questo cambiamento. Oggi stiamo assistendo al progressivo spostamento dell'attenzione verso l'utilizzo di apparecchi mobili, ma presto, molto presto, anche i fissi, al pari dei primi si potranno comandare con dei semplici gesti delle mani e delle dita.

Questo approccio tecnologico sta portando all'abbandono del mouse a favore del touch screen; come tutte le rivoluzioni sta creando delle opportunità, ma anche difficoltà ed ostacoli. Prendiamo il caso dell'iPad capostipite di questa famiglia di dispositivi, da cui tutti i concorrenti ora attingono a piene mani. Gli ipovedenti potranno sfruttare l'ampiezza di schermo e l'uso dello zoom, il quale si attiva con un semplice gesto, in più avranno a disposizione alcune personalizzazioni di base, come il ribaltamento in negativo dei colori dello sfondo e del testo riusciranno ad essere di immediato utilizzo, grazie alla relativa semplicità di attivazione e l'immediatezza di disponibilità delle varie  applicazioni. Ritengo comunque sia necessario avvicinarci a questi dispositivi, con accuratezza senza farsi prendere dalla mania della moda e dal fatto che, come accennavo prima, il futuro sarà sempre più touch centrico. Per quale motivo dico questo? Perché non sempre questi dispositivi possono incontrare i bisogni degli ipovedenti; infatti, come sappiamo, questi individui percepiscono l'immagine in maniera diversa, in relazione al difetto visivo, ma con questi dispositivi touch le variabili in gioco aumentano, infatti qui si possono avere differenziazioni degli ambienti di utilizzo, gestione delle condizioni ambientali, portabilità del dispositivo, adattamento continuo del cambiamento delle condizioni di luce, la eventuale riflessione e rifrazione dello schermo, assenza di tastiere fisiche, gestione della gestualità ed eventuali difficoltà nell'individuazione degli oggetti da gestire con il tatto.

Ovviamente tutte queste variabili non ci devono spaventare, infatti l'immediatezza di utilizzo e le opportunità di personalizzare l'ingrandimento dei caratteri dell'interfaccia dell'OS (Android o IOS5) e delle varie applicazioni ad esso legate, la possibilità di gestire gli sfondi di alcune applicazioni come ad esempio quelle del corpo dei messaggi del client di posta e quant'altro, danno la possibilità di sperimentare e magari gestire in maniera soddisfacente questi dispositivi.

Ma allora cosa manca a questi device? Beh, visto che sono dei veri e propri PC con i quali ormai oggi si fa tutto, magari l'ultima cosa è telefonare; in questo momento a questi "telefoni intelligenti", almeno quelli che installano Android, mancano delle applicazioni dedicate che possano permettere di personalizzare, in maniera più puntuale, la grafica del dispositivo. Ai Squared ha già lavorato su un software di ingrandimento tipo Zoomtext, per alcune funzionalità ma in ambiente Apple. Ovviamente la strada è lunga, ma oggi visto che i programmatori, grazie ad un colloquio diretto con gli utenti hanno la possibilità di sviluppare applicazioni dedicate a prezzi tra l'altro davvero bassi, i risultati si potranno ottenere molto velocemente. Allora come al solito, oggi come non mai, sono gli stessi utenti ed in questo senso gli ipovedenti a doversi mettere in gioco e provare i dispositivi, verificarne le possibilità di personalizzazione offerte on board e quindi palesare i bisogni; solo in questo modo i programmatori, le organizzazioni, potranno veicolare le necessità per trovare una soluzione ai loro bisogni.